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luglio 11, 2018

“Microsoft Surface Go, il concorrente di iPad parte da 399 dollari”

Microsoft ha annunciato Surface Go, dispositivo dal costo contenuto rispetto al Surface Pro con display da 10″ e Windows 10 Home (Modalità S – con il browser Edge di default e utilizzabile con le app del Microsoft Sotore). I pre-ordini partono oggi e il dispositivo sarà distribuito a partire dal 2 agosto.

Il prodotto sembra dal punto di vista del design una versione ridotta del Surface Pro; integra schermo con proporzioni 3:2 e risoluzione di 1800×1200 pixel, con angolo di 165°, fotocamera frontale con meccanismo di riconoscimento facciale, connettore Surface Connect per la ricarica e connessione a dock desktop. Microsoft ha anche integrato una porta USB-C 3.1 utilizzabile per la ricarica o inviare dati e l’output video a un dispositivo esterno, jack per cuffia e lettore MicroSD.

Microsoft Surface Go

Lo spessore è di 8.3 mm e il peso di 0,52Kg (leggermente più pesante dell’iPad). Il PixelSense Display supporta la Surface Pen opzionale (4096 livelli di pressione e bassa latenza) per prendere appunti o acquisire schermate. Il produttore evidenzia che in modalità verticale lo schermo è in grado di effettuare il rendering delle pagine mostrandole “nelle dimensioni tipiche di molti testi scolastici”; in orizzontale può affiancare due pagine “come se si tenesse in mano un blocco note”, un evidente riferimento al target delle scuole sul quale probabilmente Microsoft intende puntare.

La cover opzionale (disponibile in quattro colori con prezzi da 99$ a 129$) permette di collegare una tastiera. Microsoft afferma che la Surface Go Signature Type Cover offre l’esperienza di una tastiera di classe laptop grazie al tradizionale meccanismo a forbice e 1mm di movimento dei tasti. Il trackpad supporta gesture fino a cinque dita ed è anche possibile collegare il nuovo Surface Mobile Mouse (34.99$) Bluetooth e con due pulsanti disponibile nelle colorazioni “silver”, “red” e “blue” corrispondenti a quelle della cover tastiera e della penna.

Microsoft Surface Go

Per quanto riguarda l’hardware è sfruttato il Pentium Gold 4415Y, in configurazioni con 4 o 8GB di RAM e 64 di unità di storage eMMC o 128GB SSD. Il processore è un dual-core di settima generazione, scelto a detta di Microsoft per bilanciare performance, durata della batteria e proprietà termiche che consentono di creare un prodotto sottile e fanless (senza ventole). Il produttore afferma che Surface Go offre autonomia di nove ore. Entro la fine dell’anno sarà presentata una variante da 256GB e modem LTE che consentirà di sfruttare la connettività di rete anche in mobilità.

Per quanto riguarda i prezzi, Surface Go nella versione con 4GB di RAM, 64GB SSD e WiFi costa negli USA 399 dollati; la variante con 8GB di RAM, SSD 128Gb e WiFi costa 549$. La Surface Go Type Cover colore nero è venduta 99 dollari, la variante Alcantara di colore rosso, nero o blu è venduta 129 dollari; il Surface Mobile Mouse è venduto 34.99 dollari, la Surface Pen è venduta 99 dollari, prezzo in linea con Apple Pencil.

L’Italia è inclusa tra le prime nazioni nelle quali sarà disponibile il prodotto ma nel momento in cui scriviamo, non conosciamo ancora i prezzi per il nostro Paese. Oltre che USA e Italia, Surface Go è da oggi disponibile per i pre-ordini in Canada, Australia, Nuova Zelanda, Regno Unito, Francia, Germania, Austria, Belgio, Lussemburgo, Paesi Bassi, Svizzera, Danimarca, Finlandia, Norvegia, Svezia, Polonia, Portogallo e Spagna. Nelle prossime settimane, Surface Go sarà disponibile per i pre-ordini in Giappone, Singapore, Corea del Sud, Taiwan, Malesia, Tailandia, Hong Kong e Cina.

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maggio 15, 2018

“Quattro buone idee Microsoft abbandonate o che non hanno mai visto la luce”

Negli ultimi anni Microsoft ha lavorato su vari progetti hardware, tutti alla fine abbandonati nella fase di sviluppo o poco dopo la loro presentazione per lo scarso successo ottenuto. Jon Friedman, “General Manager, design, research, & product incubation” di Microsoft nell’ultima conferenza per sviluppatori dell’azienda ha parlato di alcuni di questi prodotti: un esercizio di pratica auto-punitiva o, se vogliamo, una sorta di rituale catartico-espiatorio che non sempre le aziende sono disposte a fare.

Friedman, ora chief designer di Office 365, è stato l’uomo che ha visto vari fallimenti di Microsoft, inclusi prodotti che forse non avete mai sentito nominare, quali lo smartwatch SPOT del 2004, il telefono KIN e uno curioso tablet con due schermi denominato Courier.


Lo smartwatch SPOT

“Eravamo avanti rispetto ai tempi e gli smartphone non erano ancora decollati” ha spiegato Friedman parlando della Smart Personal Objects Technology (SPOT). Microsoft aveva presentato gli smartwatch SPOT nel 2004, funzionavano con tecnologia radio FM permettendo di ricevere informazioni sul tempo, la borsa, le mail, ed era stato preso come riferimento da alcuni produttori di orologi per realizzare i segnatempo del futuro.

Per ricevere di dati sull’orologio si bisognava pagare 59 dollari l’anno, la copertura delle onde radio era limitata e possibile solo negli USA e in quegli anni stava emergendo con sempre più forza la rete cellulare. “È stata un’esperienza utile e abbiamo imparato molto” ha spiegato Friedman. “Ci siamo arresi un po’ troppo presto, era un progetto collaterale e Bill Gates piaceva (il co-fondatore dell’azienda aveva anche parlato di un computer al polso per tutti). Il progetto fu terminato quattro anni dopo, nel 2008.

L'orologio SPOT di Microsoft


UMPC (Ultra Mobile PC)

Friedman ha parlato anche dell’idea di Microsoft di realizzare piccoli PC tipo tablet. Questi computer erano stati ideati 12 anni addietro, prima dell’arrivo di iPhone e iPad. “Avevamo avuto questa grande idea di dispositivi da 400$ con schermi da 7″ a 10″, super-sottili, sempre accesi e connessi, con schermo capacitivo”. Per portare a termine il progetto, il suo team aveva bisogno di 300 persone in due anni ma furono assegnate 20 persone e dati sei mesi di tempo perché la priorità era il lancio di Windows Vista, sistema operativo non proprio amichevole per questo tipo di device.

“Si arrivò allo schermo con touchscreen resistivo (basati sulla leggera pressione dello schermo che l’utente deve esercitare per interagire con il dispositivo tramite dito o qualsiasi altro oggetto), dispostivi “ciccioni” che offrivano due ore di autonomia e venduti a 1200$. “Progettai alcuni pessimi software utilizzabili con Windows Vista”, esperienza che Friedman definisce “un po’ deprimente”.

Microsoft Ultra mobile PC


Kin

Dopo il flop nel mondo dell’ultra mobile PC, Friedman arrivò nella nuova squadra di incubazione del team Xbox. “Stavamo lavorando su un cellulare social, il KIN, rimasto sul mercato per ben sei settimane” scherza il manager. “Mia mamma ne comprò uno e mi dispiace davvero per questo. Penso che ne abbiamo venduti circa 8000”. Microsoft lanciò il KIN con Verizon ma non durò a lungo perché la Casa di Redmond in quel periodo provava a concentrarsi su Windows Phone e su un unico sistema operativo.

“Era piuttosto affascinante ed è stato l’inizio del cloud computing” spiega ancora Friedman con l’idea che se perdevi il telefono, si rompeva o ti cadeva in bagno, all’utente bastava identificarsi con il suo account su un nuovo dispositivo per riavere tutti i suoi dati. La sfortuna del Kin fu la messa in vendita in un momento nel quale Microsoft voleva puntare tutto su Windows Phone per far fronte alla concorrenza di Apple e Google. Le strategie di vendita per i due dispositivi non erano chiare: da una parte proponeva Windows Phone e dall’altra Kin; a un certo punto era necessario indirizzare gli sviluppatori verso una singola piattaforma.

Microsoft KIN


Courier

Dagli incubatori aziendali di Microsoft, a un certo punto venne fuori un progetto dal nome in codice «Courier», “veramente incentrato nel porre fine alla divisione tra mondo analogico e digitale”. Ancora oggi si trovano immagini e filmati con il concept di questo dispositivo (se ne riparlò anche nel 2017), un “booklet”, vale a dire un doppio schermo da 7 pollici touch che si apriva e chiudeva come un libro.

L’idea era consentire all’utente di scrivere testo a mano utilizzando uno stilo in dotazione, mentre gli schermi touch potevano essere usati con le gesture e le dita come su altri dispositivi come iPhone e iPad. Il target di riferimento erano artisti, progettisti ma anche ricercatori, insegnati, vetrinisti e individui vari che vogliono scrivere le loro idee con strumenti analogici per poi condividerli in digitale con altre persone.

Il progetto fu abbandonato perché non vi era una chiara strategia di supporto. Non fu presa bene e la cancellazione portò sconforto (nella stessa settimana furono annullati sia Courier, sia KIN), un momento “piuttosto devastante” nella carriera di Friedman.

Dopo i racconti di “auto-flagellazione”, Friedman descrive il se stesso di quei tempi a “The Verge” un po’ come il personaggio di Jeff Bridges ne “Il grande Lebowski” e – scherzando – dice che girava in pantofole e accappatoio, trascinato da una parte all’altra per capire come riprendersi dallo shock. Ora lavora nel team di Office che include Skype, prodotti che – almeno per il momento – non hanno conosciuto il tragico destinato degli altri per i quali ha lavorato.

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maggio 8, 2018

“Vedere lo schermo di iPhone e Android su PC, sarà possibile con Your Phone di Microsoft”

Per vedere lo schermo di iPhone e Android su PC potremo usare Your Phone di Microsoft. Questo software è stato presentato “Your Phone”, nell’annuale conferenza Build che si svolge al Washington state Convention Center di Seattle

L’app consente di riprodurre contenuti dell’interfaccia iPhone e Android in Windows 10. Per i dispositivi Android è stata confermato il full-mirroring quindi l’accesso a elementi quali foto, file, testi e notifiche; non è chiaro quali saranno effettivamente le funzioni disponibili per gli chi vorrà vedere lo schermo di iPhone,  ma probabilmente a disposizione funzioni più limitate (per via di meccanismi di sicurezza intrinseci previsti da Apple) ma dovrebbero essere in grado di gestire varie funzioni da un PC associato senza bisogno di sbloccare continuamente il telefono. Il requisito è l’utilizzo del browser Edge di Microsoft e ovviamente anche Windows 10.

La fase di test inizierà la prossima settimana per gli iscritti al programma Windows Insider e la versione definitiva dell’app (da completare dopo il feedback degli sviluppatori che aiuteranno ad affinare il prodotto) sarà disponibile probabilmente con Redstone 5, il prossimo grande aggiornamento di Windows 10.

Microsoft "Your Phone" vedere lo schermo di iPhone su PC

Nel corso di Build 2018, Microsoft ha anche annunciato che Microsoft Launcher per Android supporterà Timeline arrivata con il Windows 10 April 2018 Update, permettendo la completa integrazione con Windows 10 e permettendo di riprendere in ogni momento quello che si stava facendo sulle applicazioni presenti su entrambi i dispositivi. La Timeline nella Visualizzazione attività, consente di tornare rapidamente ai contenuti aperti in precedenza, ad esempio una pagina Web, un documento, un articolo, una playlist o un’attività, anche se l’utente ha chiuso un’app o un file. Funziona anche per attività su PC differenti. Tra le novità integrate da Microsoft nel Windows 10 April 2018 update alcune riguardano il browser Microsoft Edge: gli utenti possono disattivare o riattivare il suono proveniente da una scheda specifica e attivare una funzonalità che consente una lettura senza distrazioni con la nuova visualizzazione a schermo interno e stampare le pagine web in un formato più pulito con la funzione clutter-free printing (sulla falsariga della funzione Reader di Safari).

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febbraio 5, 2018

“Windows 10 S sparirà; in Windows ci sarà una modalità “S”

Presentando Windows 10 S a maggio dello scorso anno, Microsoft aveva spiegato che si tratta di un sistema ottimizzato per offrire sicurezza e prestazioni superiori. Le applicazioni che girano du questo sistema sono fornite unicamente tramite Microsoft Store, Microsoft Edge è il browser predefinito (non può essere cambiato) e il provider di ricerca predefinito (Bing) non può essere modificato.

La scelta delle app limitate allo store e quella relativa ai browser, non sono un problema secondo Microsoft: “Limitando le app a quelle del Windows Store, Windows 10 S è ideale per gli utenti che preferiscono la tranquillità che deriva dalla rimozione del rischio di scaricare app da altri luoghi”.

Paul Thurrot spiega che Microsoft ha ora deciso di direaddio a Windows 10 S per una “modalità S” che sarà possibile attivare con il prossimo importante aggiornamento (Redstone 4) che potrebbe ufficialmente essere denominato “Spring Creators Update”.

La “modalità S” sarà attivabile su Windows 10 Home, Enterprise e Pro permettendo di bloccare l’installazione di app esterne al Microsoft Store, sulla falsariga di quanto visto finora con Windows 10 S. Microsoft avrebbe intenzione di consentire agli utenti di rimuovere la modalità S gratuitamente permettendo di passare gratis al’l’edizione Home o alla versione Pro per 49$.

Secondo Microsofft il 60% degli utenti che sui dispositivi trovano già Windows 10 S, rimane con questo sistema segno che l’edizione è ad ogni modo apprezzata in ambiti dove non è fondamnetle utilizzare applicazioni diverse da quelle presenti sullo store.

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giugno 16, 2017

“Microsoft presenta la tastiera con sensore impronte che tutti aspettavano da Apple”

Microsoft batte sul tempo Cupertino presentando Modern Keyboard with Fingerprint ID, tastiera per computer desktop con sensore di impronte, tra l’altro con design sottile e tasti stile notebook che richiamano molto da vicino le tastiere desktop di Apple. Dopo la presentazione dei MacBook con Touch Bar e Touch ID, in molti (compreso chi scrive) erano pronti a scommettere che Apple avrebbe presentato una tastiera destinata alle macchine desktop con incorporata la comodità e la sicurezza del sensore Touch ID Il Touch ID è una delle caratteristiche che i clienti Apple hanno imparato a conoscere e apprezzare sul loro iPhone e iPad. Una volta registrate le impronte digitali con Touch ID sul MacBook Pro, è possibile sbloccare rapidamente il Mac, passare da un account utente a un altro, e fare acquisti sicuri con Apple Pay sul web con un solo tocco. Invece a presentare per prima una tastiera con un sensore di questo tipo, non è stata Apple ma Microsoft. La Modern Keyboard with Fingerprint ID della multinazionale di Redmond è fornita di lettore di impronte digitali che funziona con Windows Hello, il sistema che consente di accedere ai dispositivi Windows 10 con un’occhiata o il tocco. Una volta configurato, è possibile accedere a Windows premendo un tasto, una modalità che, a detta di Microsoft, è “più rapida e più sicura rispetto a una password”. La tastiera misura 420.9 x 112.6 x 19.3 mm, pesa 419.3 grammi e include 2 batterie (ricaricabili) tipo AAA che garantiscono il funzionamento per due mesi. Per utilizzare Microsoft Modern Keyboard with Fingerprint ID, nel PC deve essere installato Aggiornamento dell’anniversario di Windows 10 o versione successiva e Bluetooth 4.0 LE o versione successiva. Nelle specifiche tecniche Microsoft spiega che la tastiera è compatibile anche con dispositivi Android (4.4.2 – 50), con i Mac (mac OS 10.10.5 o seguenti), dispositivi iOS (iOS 8.1 e seguenti). I dispositivi da “accoppiare” devono supportare Bluetooth 4 o seguenti. Il prezzo indicato sul sito USA è di 129,99 dollari. Il sensore impronte funziona ovviamente solo sui computer con Windows; per il resto è una tastiera molto simile a quella Apple utilizzabile alla stregua di qualsiasi altra tastiera wireless.

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maggio 29, 2017

“Microsoft punta su videogame con Mixer”

Microsoft punta sui videogame. La compagnia di Redmond ha lanciato Mixer, nuovo nome della sua piattaforma per lo streaming di videogiochi Beam, acquisita ad agosto, a cui aggiunge alcune funzioni nel tentativo di sottrarre utenti a Twitch di Amazon e a YouTube Gaming. Tra le novità di Mixer c’è il co-streaming: fino a 4 giocatori possono condividere lo schermo in un singolo flusso video, con chat unificata. Si potrà così vedere una singola partita dal punto di vista di quattro giocatori, ma gli utenti potranno decidere di co-trasmettere anche match a giochi diversi. Microsoft ha inoltre sviluppato l’applicazione Mixer Create per le dirette da smartphone e tablet. C’è poi Channel One, un canale che offre una guida a ciò che accade sulla piattaforma e dà notizie sugli eSports, gli sport elettronici, cioè i videogame a livello competitivo e organizzato. Con le nuove funzioni Mixer prova a insidiare Twitch, la piattaforma leader del settore che supera i 100 milioni di utenti mensili, e anche YouTube Gaming, lanciata da Google nel 2015. Il settore dei videogiochi, e in particolare degli eSports, piace anche ai social network, sempre più orientati a spingere i video. Twitter e Facebook hanno un accordo con la Esl, l’Electronic Sports League, per trasmettere i tornei di videogame.

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maggio 3, 2017

“Microsoft, Surface Arc è un nuovo mouse con Bluetooth 4”

Oltre al nuovo Surface Laptop con “Windows 10 S” (sistema operativo che consente di usare le sole app scaricabili dal Windows Store), Microsoft ha presentato Surface Arc Mouse, mouse “piccolo, leggero e pronto ad accompagnarvi in viaggio” che secondo la Casa di Redmond è progettato per adattarsi alla curvatura della mano dell’utente. Similarmente al vecchio mouse Arc Touch Bluetooth, il nuovo accessorio ha un profilo ricurvo quando è acceso e piatto quando è spento, può essere messo in funzione e bloccato al volo (posizione curva per accenderlo, piatta per spegnerlo) e quando è impostato come piatto, si spegne per prolungare la durata della batteria. Il Surface Arc Mouse è dotato di Bluetooth 4.0 Low Energy e funziona con Mac e PC con questa tecnologia (i Mac compatibili sono in pratica quelli fine 2011 e seguenti). Il peso è di 82.49 grammi comprensivo di due batterie tipo AAA; queste ultime secondo il produttore durano fino a nove mesi. Le dimensioni esatte del dispositivo di puntamento sono: 131 mm x 55 mm x 14 mm. Il prezzo che Microsoft indica negli USA è di 79.99$. Non è chiaro quando arriverà ma i colori nei quali sarà disponibile, sono: “Burgundy” (amaranto), “Light Grey” e “Cobalt Blue”.

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marzo 22, 2017

“Microsoft brillante mette a disposizione di Tim Cook un Surface Pro 4”

Non capita spesso di vedere una postazione di lavoro riservata a Tim Cook munita di Surface Pro 4. La foto che riportiamo in questo articolo sta facendo il giro del web suscitando curiosità, perplessità e anche qualche risata. Ma c’è una spiegazione: Microsoft ha messo a disposizione 300 convertibili per i partecipanti del China Development Forum, conferenza avvenuta negli scorsi giorni a cui ha partecipato anche l’amministratore delegato di Apple. Ne abbiamo già parlato in questo articolo riguardante l’intervento di Cook con un discorso su pro e contro della globalizzazione. L’incidente, se così può essere definito, potrebbe non essere voluto: Microsoft ha messo a disposizione 300 Surface Pro 4, poi gli incaricati hanno provveduto con configurazione, setup e posizionamento sui tavoli di lavoro. Tutto vero, ma è impossibile che nemmeno un dubbio sia balenato nella mente degli addetti mentre si accingevano a posizionare un Surface Pro 4 nella postazione riservata a Tim Cook. Anche ammettendo che non fossero a conoscenza della stroncatura completa del Ceo di Apple, che ha definito i Surface come ibridi mal riusciti paragonabili a un frigorifero tostapane, assegnare un dispositivo di Redmond nelle mani di Cook suona quasi blasfemo. Ma si sa: burocrazia e ordini assegnati vengono prima di tutto, anche del giudizio critico e dell’intelligenza. In ogni caso non esiste una seconda foto che testimonia il trattamento che Cook ha riservato al Surface Pro 4. Diverse foto scattate dai media rivelano che la maggior parte degli invitati ha chiuso il Surface Pro 4 per usarlo come sostegno per il proprio computer o tablet personale. Come rileva The Verge, non esiste la prova diretta ma è praticamente certo che anche Cook abbia fatto lo stesso, estraendo il suo inseparabile iPad usando il Surface a mo’ di sostegno.

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marzo 15, 2017

“Microsoft Teams, la chat per lavorare e collaborare è disponibile per tutte le piattaforme”

Microsoft annuncia la disponibilità di Microsoft Teams, servizio di collaborazione basato su chat e integrato nella piattaforma di produttività cloud Office 365. Già disponibile al download per piattaforme iOS, Windows e Mac, si scarica direttamente a questo indirizzo. Microsoft Teams è lo strumento di lavoro che mette in contatto le persone, disponibile al download per tutti gli utenti business di Office 365. Scopo dell’applicativo è quello di connettere le persone, permettendo loro di comunicare e scambiarsi contenuti, integrando tutti gli strumenti per la collaborazione. Anzitutto si pone come uno strumento di messaggistica istantanea, proponendo una moderna interfaccia utente per la chat, con canali tematici per coinvolgere i membri dei team, e funzionalità per comunicare sia in privato che in pubblico, con messaggi visibili a tutto il team di lavoro. Microsoft Team è anche un hub per il lavoro di gruppo, e si integra con la suite Office, risultando compatibile con Word, Excel, PowerPoint, SharePoint, OneNote e PowerBI. Altresì,  Microsoft Teams permette di personalizzare lo spazio di lavoro con tab, connector e bot sia di partner, sia di Microsoft, come i servizi di Microsoft Planner e Visual Studio. Con oltre 150 integrazioni, tra quelle già disponibili e altre in arrivo, Teams potrà contare sul supporto di aziende come SAP, Trello, Hipmunk, Growbot e ModuleQ, pronte a sviluppare sulla piattaforma. I programmi di installazione per i client desktop di Microsoft Teams per Windows e Mac possono essere scaricati direttamente da questo indirizzo, dove è disponibile anche la versione per iOS (via App Store). Gli utenti finali su desktop possono installare l’applicazione se hanno le autorizzazioni appropriate. Anche gli amministratori possono scaricare il programma di installazione per poi distribuirlo attraverso la rete aziendale. Team assicura massima compatibilità con le principali piattaforme e software: funziona con Windows 7 e versioni successive, Mac 10.10 e versioni successive, oltre che girare perfettamente su iPhone, iPad, dispositivi Android e Windows Phone. Microsoft Teams, inoltre, supporta il client web su Microsoft Edge 12+, Internet Explorer 11+, Firefox 47.0+ e Chrome 51.0+. Gli utenti che tentano di aprire il client web di Microsoft Teams su Safari verranno indirizzati alla pagina per scaricare il client desktop. Il supporto per Safari, però, è in arrivo prossimamente.

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febbraio 20, 2017

“Microsoft: facciamo una convenzione di Ginevra per la sicurezza informatica”

L’industria della sicurezza deve dichiararsi parte neutrale nei cyberattacchi fra gli stati nazionali. È quanto ha dichiarato Brad Smith, a capo dell’ufficio legale di Microsoft, nel corso dell’ultima RSA Conference (annuale convention internazionale sulla sicurezza informatica). “Anche nell’era del crescente nazionalismo, dobbiamo diventare un’affidabile e neutrale Svizzera digitale” ha dichiarato Smith, facendo indirettamente riferimento all’ascesa di movimenti politici nazionalistici in Europa e Stati Uniti. “Come comparto tecnologico, dobbiamo unirci e impegnarci con gli Stati del mondo” dice Smith “per proteggere gli utenti, concentrarci sulla difesa, collaborare l’uno con l’altro e fornire patch a qualsiasi utente, indipendentemente dal tipo di attacco che si trova ad affrontare”. Smith ha esortato i presenti alla conferenza a sollecitare i governi affinché si impegnino o siano adottati trattatati che sanciscano il diritto alla sicurezza della popolazione civile durante cyberattacchi, sulla falsariga di quanto avvenuto nel 1949, quando i governi hanno adottato la quarta convenzione di Ginevra per la protezione dei civili in tempo di guerra. “Abbiamo bisogno di una convenzione di Ginevra digitale con la quale i governi si impegnino ad attuare norme per proteggere i civili su internet in tempi di pace”. Smith ha detto che gli attacchi informatici non hanno più confini e limiti ed evidenziato la necessità di tenere conto non solo di attacchi “fisici” ma anche quelli che avvengono nel campo di battaglia del cyberspazio. Tra gli esempi citati l’attacco ai server di Sony Pictures o quello ai server del Comitato Democratico durante le elezioni americane dello scorso anno. I big del settore dovrebbero stringere accordi e condividere dettagli per il bene comune della sicurezza. “Gli attacchi hacker da parte degli Stati si sono evoluti in attacchi ai civili”, ha spiegato Smith, evidenziando la necessità di “creare un’organizzazione indipendente che leghi settore pubblico e privato”, per “indagare e condividere pubblicamente prove che attribuiscono attacchi di stati-nazione a Paesi specifici”. L’accordo Usa-Cina del 2015 che mette al bando il furto di proprietà intellettuale, potrebbe essere usato come base per la ora ipotetica Convenzione di Ginevra Digitale. A suo dire è possibile negoziare accordi per vietare in futuro “attacchi hacker statali a tutti gli aspetti civili delle nostre infrastrutture economiche e politiche”.

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