Posts tagged ‘Auto’

settembre 25, 2019

“Auto storiche in 100 piazze italiane, eccellenza del Paese”

Domani presso la sala stampa della Camera dei Deputati verrà presentato il calendario per le celebrazioni che animeranno oltre 100 piazze italiane in occasionane della Giornata nazionale del Veicolo d’Epoca. L’on. Mauro d’Attis insieme al Presidente Asi – Automotoclub Storico Italiano – Alberto Scuro parleranno della filiera interamente made in Italy che coinvolge i comparti del restauro, la selleria, la carrozzeria, la meccanica, la ricambistica, il design fino all’editoria. Con i contatti che questo mondo ha con il turismo, l’enogastronomia, la moda. Saranno presentate le centinaia di iniziative previste per il 29 settembre che vedranno aperti oltre 100 musei e collezioni coinvolgendo i 300 club nazionali. Proprio in uno di questi eventi previsto a Vicenza in piazza Signori, sarà premiata il presidente del Senato Maria Elisabetta Casellati, per la “sensibilità espressa al comparto”.

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giugno 28, 2019

“Volkswagen inaugura il car sharing elettrico WeShare a Berlino”

La Volkswagen entra nel settore del car sharing avviando il servizio WeShare a Berlino. Con 1.500 e-Golf, la Marca porta su strada una flotta 100% elettrica e alimentata con energia verde. All’inizio del prossimo anno si aggiungeranno 500 e-up!, cui seguiranno le prime unità dell’innovativa elettrica ID.3, quando sarà introdotta a metà del 2020. WeShare è un sistema “free floating” senza stazioni fisiche di noleggio e operato digitalmente attraverso una app. Nel 2020, è programmata un’espansione del servizio WeShare ad Amburgo (Germania) e, operato da ŠKODA, a Praga. In un primo momento, l’area operativa del servizio comprende il centro città e il territorio oltre l’anello ferroviario, per una superficie di 150 km2. Successivamente, l’area verrà estesa con il crescere della flotta. In occasione del lancio, le tariffe saranno di 19 centesimi di Euro al minuto. Sono incluse anche registrazione e costi d’accesso all’aeroporto. Da settembre, ci saranno tre tariffe a un costo medio di 29 centesimi di Euro al minuto. Per iscriversi, è necessario avere uno smartphone, una carta di credito, un domicilio in Germania, avere compiuto 21 anni e avere conseguito la patente di guida da almeno un anno. WeShare ricaricherà la sua flotta presso la rete pubblica di carica di Berlino, che include 70 nuovi punti di ricarica installati presso i negozi dei supermercati Lidl e Kaufland. Di recente, la Volkswagen ha concluso un accordo con queste aziende dello Schwarz Group per gestire le operazioni della sua flotta elettrica e procedere con l’espansione dell’infrastruttura di ricarica in spazi pubblici, elemento chiave della strategia elettrica. Al lancio, le vetture del car sharing Volkswagen verranno ricaricate dal personale di servizio WeShare quando il livello della batteria è basso. In un secondo momento, i Clienti riceveranno incentivi per mettere essi stessi in ricarica l’auto che hanno utilizzato. Con WeShare, la Volkswagen arricchisce di un interessante servizio di mobilità l’ecosistema Volkswagen We. In Germania, il numero di Utenti del car sharing è cresciuto 14 volte dal 2010. Appena 180.000 persone erano registrate in quell’anno, mentre all’inizio del 2019 erano 2,46 milioni in crescita continua. Volkswagen We raccoglie i servizi digitali per l’auto di proprietà e oltre. Tra le funzioni già lanciate in Germania ci sono l’app We Park, che rende parcheggiare più semplice e conveniente, We Experience, per consigli personalizzati su beni e servizi, o We Deliver, che trasforma il bagagliaio dell’auto in un punto di consegna per gli acquisti online. Altri servizi saranno disponibili attraverso Volkswagen We, come gli aggiornamenti software over the air (OTA) e funzioni a richiesta per le vetture. Su macitynet trovate tutte le notizie sulla mobilità smart nella nostra sezione ViaggiareSmart.

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Mag 9, 2019

“ID.3, la prima Volkswagen totalmente elettrica ora in pre-ordine”

Volkswagen ha avviato in in Europa la pre-prenotazione del primo modello della nuova gamma totalmente elettrica ID., la ID.3. Con una quota di 1.000 Euro, da questo indirizzo è già possibile pre-ordinare uno degli esemplari del modello Volkwagen ID.3 1ST. L’edizione speciale ID.3 1ST ha una dotazione ricca ed è equipaggiata con la batteria di capacità intermedia che verrà poi offerta sulla ID.3 di serie. Saranno tre le capacità disponibili, che garantiranno autonomie comprese tra i 330 e i 550 km nel ciclo WLTP. L’edizione disponibile in pre-booking ha un’autonomia di 420 km (WLTP). In Italia, il prezzo della ID.3 di serie, con la batteria di minore capacità, partirà da meno di 30.000 euro, mentre la serie speciale ID.3 1ST costerà meno di 40.000 euro, cui andranno sottratti eventuali contributi statali. Il produttore offre agli aderenti al pre-booking un anno di ricariche incluse. Come pianificato, la produzione della ID.3 1ST inizierà alla fine del 2019 e i primi esemplari saranno consegnati ai Clienti a metà del 2020. La Volkswagen offre l’edizione speciale ID.3 1ST in quattro colori e tre versioni. Tutte sono equipaggiate con cerchi di grande diametro e una dotazione di serie che per la ID.3 1ST include, tra gli altri, comandi vocali e navigazione satellitare. La ID.3 1ST Plus aggiunge IQ.Light e design bicolore interno ed esterno, mentre la ID.3 1ST Max ha anche tetto panoramico e sistemi avanzati come l’head-up display con realtà aumentata. In Italia, gli aderenti al pre-booking potranno effettuare l’ordine definitivo dopo il Salone dell’Automobile di Francoforte di settembre e ritirare presso una Concessionaria a scelta. Fino all’acquisto definitivo, è possibile annulalre il pre-booking in qualunque momento e senza costi, con restituzione integrale della quota. Il nome ufficiale del primo modello della gamma completamente elettrica ID. è ID.3. Il numero 3 è significativo per due ragioni: indica l’appartenenza della ID.3 al segmento compatto e celebra l’apertura del terzo grande capitolo della storia Volkswagen, dopo quelli del Maggiolino e della Golf. Dopo il lancio della ID.3, seguiranno altri modelli che adotteranno un numero identificativo, tra cui quelli anticipati dalle concept car ID. CROZZ, ID. VIZZION e ID. ROOMZZ.

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giugno 14, 2017

“Guida autonoma? No grazie: la metà degli italiani non la vuole”  

Il quadro che esce dalla 71a Conferenza Aci del Traffico e della Circolazione è piuttosto desolante per gli amanti dell’auto a guida autonoma: nessuno la vuole. In pratica secondo uno studio dell’automobile club i nostri automobilisti la odiano: solo il 48% sarebbe infatti disposto a provare l’automobile senza conducente, mentre 1 su 4 – il 25% – non ci salirebbe mai… Lo studio (Pdf) Un quadro tragico per gli sviluppatori, ma c’è di peggio: a forza di leggere più o meno ovunque proclami sul debutto di questa tecnologia, ormai nessuno crede più alle tempistica di lancio. Al lupo al lupo? Esatto: gli italiani sono scettici e nessuno crede più che arriverà davvero tra il 2030 e il 2050… Usa, primo incidente mortale di auto a guida autonoma Navigazione per la galleria fotografica1 di 9 Immagine Precedente Immagine Successiva Slideshow “Eppure i benefici sociali ed economici – spiegano all’Aci – sono potenzialmente notevoli, anche in termini di ottimizzazione del tempo e dello spazio se si pensa che un’auto rimane ferma per il 90% della giornata e la guida autonoma  è in grado di abbattere i consumi del 10%. Se tutte le auto circolanti fossero connesse ed autonome, nel mondo si risparmierebbero 200 miliardi di euro in spesa sociale per incidenti stradali e 50 miliardi di euro in minori consumi di carburante. Ogni euro investito nella connessione di veicoli ed infrastrutture produce benefici per più di tre euro”. La “spiegazione” dell’Aci poggia su un ponderoso studio, battezzato coreograficamente “Auto-Matica”, e realizzato proprio dalla Fondazione ACI Filippo Caracciolo. Da qui una conclusione che porta l’Aci a sollecitare la costituzione di un “Osservatorio sulle trasformazioni della mobilità e due piattaforme nazionali”, una per la gestione dei dati generati dalle auto e l’altra per il monitoraggio dell’incidentalità e delle infrazioni dei veicoli di nuova generazione. L’Audi? La guida un cieco. Ecco la “sfida della fiducia” Condividi   “L’auto a guida autonoma è una sfida che dobbiamo vincere – ha spiegato Angelo Sticchi Damiani, presidente dell’ACI – senza farci trovare impreparati: il mondo già si muove, ma in Italia manca ancora un quadro preciso di regole per orientare e stimolare investimenti e progetti, tenendo conto anche della delicata fase di transizione con veicoli “umani” e “robot” a condividere le strade. Vanno poi sciolti i nodi su sicurezza stradale, adeguamento infrastrutturale, responsabilità civile e penale in caso di infrazioni ed incidenti, questioni assicurative, rischi di hackeraggio e privacy”. “Partecipare e prepararsi, in attesa dell’“auto del futuro – ha affermato Giuseppina Fusco, presidente della Fondazione Filippo Caracciolo – Centro Studi ACI – per tradurre in opportunità concrete le sfide che il processo di innovazione ci prospetta. Gli obiettivi sono: sicurezza per i cittadini, sviluppo per le imprese e per il lavoro, crescita e modernizzazione. Noi, come Centro Studi, proseguiremo nel monitoraggio del processo evolutivo in atto, per fornire contributi scientifici di conoscenza, di idee e di proposte”.

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gennaio 31, 2017

“Infiniti QX30 – A listino il 2.0 litri turbo da 211 CV”

A partire dal model year 2017 la gamma dell’Infiniti QX30, crossover compatta che eredita la piattaforma Mfa e molte altre componenti della Mercedes-Benz GLA, si arricchisce di un nuovo motore. Cambio Dct e trazione integrale. Si tratta del 2.0 litri turbo a iniezione diretta di benzina – già disponibile su Q30, Q50 e Q60 – che affianca l’unica motorizzazione finora disponibile, il 2.2 turbodiesel da 170 CV (qui le nostre impressioni di guida). Con una potenza di 211 CV e una coppia massima di 350 Nm, è abbinato al doppia frizione Dct e alla trazione integrale. Infiniti QX30 (2015) 29 FOTO Prestazioni. Questa versione, che sarà in vendita a partire da 41.640 euro, secondo l’Infiniti consente alla QX30 di accelerare da 0 a 100 km/h in 7,3 secondi e di raggiungere una velocità massima di 230 km/h. In contemporanea al debutto del modello a benzina, le versioni Premium Tech di Q30 e QX30 saranno dotate del sistema I-key. Le versioni City Black di Q30 Premium e Sport, inoltre, potranno essere ordinate in tre inedite tonalità metallizzate per la carrozzeria: Malbec Black, Moonlight White e Blade Silver. A.Z.

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gennaio 4, 2017

“Fiat Chrysler e Google insieme per Android in auto”

La battaglia fra Android Auto e Apple CarPlay per conquistare i cruscotti delle automobili di nuova generazione per ora non è stata granché accesa. Le case automobilistiche cercano di supportare entrambe le piattaforme, che in fondo vogliono sopratutto migliorare l’integrazione fra il sistema di infotainment della specifica vettura e lo smartphone di chi la guida. Ora Google e Fiat Chrysler cercano di smuovere un po’ le acque seguendo un approccio diverso. Al CES 2017 debutterà il prototipo di un sistema Uconnect di Fiat Chrysler basato su Android 7 Nougat, quindi sulla versione completa di Android vero e proprio e non su quella “alleggerita” e adattata per l’automotive. Concretamente, si tratta di un sistema con display da 8,4 pollici – praticamente un tablet – integrato in una berlina Chrysler 300, ossia la nostra (ex) Lancia Thema. Google e Fiat Chrysler indicano che questo è un primo passo verso le “connected car” di nuova generazione, perché la soluzione apre la porte a tutto l’ecosistema della piattaforma Android, in particolare alle sue molte applicazioni. La Chrysler 300 edizione 2017 Al CES 2017 le due aziende intendono tra l’altro mostrare come il sistema di infotainment della Chrysler 300 si integri con app quali Google Assistant e Google Maps per il controllo e la guida e con software come Pandora o Spotify per l’intrattenimento. L’idea, dal punto di vista di Google, è fare in modo che Android diventi “una piattaforma automotive ‘chiavi in mano’ che si integri profondamente con il veicolo in maniera completa e sicura”. Va peraltro ricordato che si tratta bene o male di un prototipo, non è indicato in alcun modo se e quando questo si trasformerà in un prodotto commerciale.

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dicembre 5, 2016

“Audi Q5 atto II, lʼupgrade è di sostanza”

Arriva a gennaio la seconda generazione di Audi Q5. Tanti gli interventi, quasi tutti inerenti alla sostanza tecnica e non al fattore estetico. La Casa dei quattro anelli ha svolto lʼupgrade necessario a implementare a bordo tutte le innovazioni che dal 2008 (esordio della prima serie) sono state immesse sul mercato. Tgcom24 è andata a Los Cabos, in Messico, la punta più a sud della splendida Baja California, per provare le nuove Q5 con motore 2.0 turbo benzina e TDI a gasolio. 1 di 32 UFFICIO STAMPA 2 di 32 UFFICIO STAMPA 3 di 32 UFFICIO STAMPA 4 di 32 UFFICIO STAMPA 5 di 32 UFFICIO STAMPA 6 di 32 UFFICIO STAMPA 7 di 32 UFFICIO STAMPA 8 di 32 UFFICIO STAMPA 9 di 32 UFFICIO STAMPA 10 di 32 UFFICIO STAMPA 11 di 32 UFFICIO STAMPA 12 di 32 UFFICIO STAMPA 13 di 32 UFFICIO STAMPA 14 di 32 UFFICIO STAMPA 15 di 32 UFFICIO STAMPA 16 di 32 UFFICIO STAMPA 17 di 32 UFFICIO STAMPA 18 di 32 UFFICIO STAMPA 19 di 32 UFFICIO STAMPA 20 di 32 UFFICIO STAMPA 21 di 32 UFFICIO STAMPA 22 di 32 UFFICIO STAMPA 23 di 32 UFFICIO STAMPA 24 di 32 TGCOM24 25 di 32 TGCOM24 26 di 32 TGCOM24 27 di 32 TGCOM24 28 di 32 TGCOM24 29 di 32 TGCOM24 30 di 32 TGCOM24 31 di 32 TGCOM24 32 di 32 TGCOM24 LEGGI DOPO SLIDESHOW INGRANDISCI Il Suv è nuovo e pesa 90 kg meno della precedente serie, ma a guardarla dallʼesterno si percepisce netto il senso di appartenenza alla famiglia Q di Audi, sia alla vecchia Q5 che alla più giovane Q3. Come dire: cavallo che vince non si cambia. Le poche novità estetiche riguardano i proiettori anteriori Xenon plus di serie con luci diurne a LED, i nuovi gruppi ottici posteriori a LED e i cerchi in lega dʼalluminio a partire da 17 pollici. La nuova Q5 è però molto più spaziosa dentro, con un passo di 2,82 metri al vertice della categoria e unʼaltezza davvero ragguardevole ‒ 1,66 metri ‒ in confronto ai 4,66 metri di lunghezza della carrozzeria compatta. Eppure ci sta dentro un grande bagagliaio da 550 litri, che abbattendo i sedili posteriori diventano 1.550. La trazione integrale permanente quattro è uno dei vanti dei Suv Audi e la nuova Q5 non fa eccezione. È controllata dal sistema Ultra, che rende sempre eccellente e confortevole la marcia, sia sulle lunghe e desolate fettucce stradali messicane che nellʼoff-road tra gli sterrati così amati dai turisti che vengono da queste parti. Con la Q5 si va dappertutto, anche sul bagnasciuga a due passi dal mare. Inoltre questo sistema è più intelligente rispetto alla precedente trazione integrale e contiene i consumi. Auto immacolata, e se proprio vogliamo trovarle un difetto, forse è nel nuovo display non touch e non tanto grande, ma lʼoptional di uno schermo da 12 pollici cʼè. Notevole la silenziosità dellʼabitacolo e il merito è delle sospensioni pneumatiche con regolazione degli ammortizzatori. Tutte le motorizzazioni sono Euro 6 e accoppiate al cambio S tronic a 7 rapporti. La versione 2.0 TFSI sviluppa 252 CV, davvero tanti, e una coppia di 370 Nm pronta fin dai 1.600 giri al minuto, una fluidità degna di un turbodiesel, che consente alla nostra Q5 di passare da 0 a 100 km/h in 6,3 secondi. I sistemi di assistenza alla guida sono all’avanguardia, Audi ha scelto lʼAdaptive Cruise Control Plus e il pacchetto assistenza city per il parcheggio di ultima generazione. In Italia gli ordini sono già stati avviati, ma lʼarrivo nelle concessionarie è previsto a fine gennaio. Ben 5 i livelli ‒ base, design, sport, business e business sport ‒ e tanti pacchetti optional. I prezzi della versione base 2.0 TFSI 252 CV quattro S tronic partono da 53.950 euro, la gamma diesel da 48.450 euro.

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novembre 15, 2016

“Pneumatici invernali, ecco cosa cʼè da sapere”

Scatta oggi 15 novembre lʼobbligo di montare gomme invernali al posto delle termiche, ma per sapere su quali strade e in quali luoghi occorre armarsi di tanta, santa pazienza. Sì perché la circolare del Ministero dei Trasporti del 16 gennaio 2013 è sempre valida, ammette lʼobbligo dal 15 novembre al 15 aprile sulle strade al di fuori dei centri abitati, ma a disporre le ordinanze sono i proprietari o i gestori delle strade, come i Comuni, e non tutti lʼhanno fatto, ma gli aggiornamenti sono sempre possibili. 1 di 14 UFFICIO STAMPA 2 di 14 UFFICIO STAMPA 3 di 14 UFFICIO STAMPA 4 di 14 UFFICIO STAMPA 5 di 14 UFFICIO STAMPA 6 di 14 UFFICIO STAMPA 7 di 14 UFFICIO STAMPA 8 di 14 UFFICIO STAMPA 9 di 14 UFFICIO STAMPA 10 di 14 UFFICIO STAMPA 11 di 14 UFFICIO STAMPA 12 di 14 UFFICIO STAMPA 13 di 14 UFFICIO STAMPA 14 di 14 UFFICIO STAMPA LEGGI DOPO SLIDESHOW INGRANDISCI Il primo consiglio è allora di visitare il nuovo sito di “Pneumatici sotto controllo”, lʼiniziativa voluta da Federpneus e Assogomma (i rivenditori e i produttori di pneumatici), che da anni portano avanti il discorso sulla sicurezza stradale legato alle gomme. Il sito è tutto nuovo e accoglie una sezione dove, regione per regione, è possibile conoscere le ordinanze in merito man mano che vengono adottate. Si scopre così che i Comuni di Torino e di Bologna hanno emanato le loro ordinanze per lʼobbligo del montaggio gomme invernali, mentre a Milano non cʼè ancora alcuna ordinanza. I gestori di strade ‒ Anas e Autostrade su tutti ‒ hanno invece già fatto sapere quali strade necessitano delle coperture invernali, quindi prima di mettersi in viaggio è bene informarsi. Va da sé che un poʼ di buon senso fa intuire dove è più probabile che le gomme invernali o le catene da neve servano alla sicurezza di tutti gli utenti della strada. Lʼiniziativa di Assogomma e Federpneus può contare sul patrocinio di Ministero dell’Interno, dei Trasporti, di ACI, AISCAT, Ania, Aniasa, UNASCA. Il discorso sicurezza riguarda tutti e le coperture invernali, con la loro mescola speciale, assicurano una migliore aderenza su fondi viscidi, bagnati, resi scivolosi dalla neve e dal ghiaccio. Ma quali sono le gomme giuste? Quelle col simbolo M+S (Mud & Snow) sono per legge sufficienti ed esistono anche in versione “all season”, vale a dire per tutte le stagioni e quindi senza dover cambiarle di nuovo dopo il 15 aprile. Attenzione però, occorre verificare il codice di velocità, che non deve mai essere inferiore a Q (pari a 160 km/h) e mai sotto quello indicato sul libretto di circolazione. Se poi sul fianco dello pneumatico cʼè anche la montagnola con i 3 picchi e un fiocco di neve allʼinterno, allora la gomma è ideale anche in condizioni estreme. Le multe sono salate: chi circola senza gomme invernali su strade dove invece sono obbligatorie, si paga da 80 a 318 euro. Ancora peggio va a chi non torna alle termiche dopo il 15 aprile (a meno che non siano all season): si va da 422 a 1.682 euro di multa! Tutte le informazioni sono disponibili sul sito Internet http://www.pneumaticisottocontrollo.it.

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novembre 14, 2016

“Volvo V40 – Le opinioni dei nostri giornalisti sulla station wagon svedese”

La protagonista del Diario di bordo di questa settimana è la Volvo V40 D2 Momentum, a listino sul nostro mercato a partire da 28.450 euro. In particolare, l’esemplare in prova è dotato di cerchi di lega da 17″ pollici con disegno Spider Diamond Cut (720 euro) e di cristalli laterali e vano bagagli oscurati (400 euro). Inoltre, la compatta della Casa svedese è equipaggiata con i pacchetti Business Connect Pro e Intellisafe Pro. Il primo costa 2.550 euro e incude comandi audio al volante, Sensus Connect con High Performance Sound Sensus Navigation, Park Assist posteriore e sistema Volvo On Call. Il secondo, al prezzo di 2.470 euro, offre Adaptive Cruise Control, Blind Spot Information System e Driver Alert System. Day 1. Sono stato un volvista. Nella mia carriera di automobilista c’è stata una 940 Station Wagon Super Polar. Che aveva un solo difetto: non essere una 245 Super Polar. Cosa che, dopo 14 anni di onorata carriera, le è costata l’onta della cessione per un pugno di euro; altrimenti, fosse stata la classica Volvo (magari turbo) che di colpo nei primi anni 80 ha trasformato le giardinette da lavoro in station super cool, farebbe ancora la sua figura nel mio garage. E, così, con spirito da ex volvista, mi sono messo al volante della V40 D2, per cercare di capire che cosa sia questa nuova Volvo. Non una station, perché le capacità di carico delle Volvo di una volta, squadrate che più non si poteva, se le sogna. Però, di sicuro, anche lei è cool, in fatto di design. La prendo per una sgroppata di 400 e passa chilometri in un giorno e la trovo comoda e sicura. Per forza, direte voi, è una Volvo, sicura deve esserlo per definizione. Sì, ma quello che un tempo si traduceva in pesante acciaio svedese, adesso ha l’impalpabilità dei microchip: allarmi per l’uscita involontaria dalla corsia, per la distanza dall’auto davanti un po’ troppo ridotta, per la presenza di altre macchine nel maledetto angolo cieco degli specchietti. A mancare, su questo esemplare, mi sembra soprattutto il cambio automatico, che poi si chiamerebbe Geartronic: lo rimpiango per le strade di Torino, azionando la leva un po’ legnosa di quello manuale e premendo il pedale duretto della frizione. Lo Start&stop, poi, è ipersensibile: spegne il motore alla minima occasione. D’accordo che per raggiungere gli irrisori consumi dichiarati serve anche quello, però, nel traffico, è tutto uno spegni-accendi-spegni che finisce per innervosire… E i cavalli? 120, ormai, non sembrano molti, per un 2 litri turbodiesel di ultima generazione (tant’è vero che in listino ci sono anche la D3 da 150 e la D4 da 190). Però bastano per viaggiare a belle andature autostradali, senza soffrire più di tanto. Salvo dover scalare marcia quand’è il momento di riprendere in sesta, perché altrimenti si rischia di dover lasciar passare qualche chilometro di troppo prima che l’andatura torni a crescere. Emilio Deleidi, redazione Inchieste

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novembre 11, 2016

“Volkswagen, la Golf si rifà il trucco (anche dentro)”

Un gesto con la mano, senza toccare lo schermo, e il sistema dʼinfotainment della nuova Volkswagen Golf 2017 capisce le nostre intenzioni e obbedisce. Il sistema si chiama Discover Pro ed è lʼultima frontiera dellʼinnovazione a bordo dellʼautomobile, ben oltre i comandi vocali. Alcune auto di rappresentanza già adottano tecnologie simili, ma per i segmenti medi e coi volumi di massa che ha la Golf è una novità assoluta. 1 di 27 2 di 27 UFFICIO STAMPA 3 di 27 UFFICIO STAMPA 4 di 27 UFFICIO STAMPA 5 di 27 UFFICIO STAMPA 6 di 27 UFFICIO STAMPA 7 di 27 UFFICIO STAMPA 8 di 27 UFFICIO STAMPA 9 di 27 UFFICIO STAMPA 10 di 27 UFFICIO STAMPA 11 di 27 UFFICIO STAMPA 12 di 27 UFFICIO STAMPA 13 di 27 UFFICIO STAMPA 14 di 27 UFFICIO STAMPA 15 di 27 UFFICIO STAMPA 16 di 27 UFFICIO STAMPA 17 di 27 UFFICIO STAMPA 18 di 27 UFFICIO STAMPA 19 di 27 UFFICIO STAMPA 20 di 27 UFFICIO STAMPA 21 di 27 UFFICIO STAMPA 22 di 27 UFFICIO STAMPA 23 di 27 UFFICIO STAMPA 24 di 27 UFFICIO STAMPA 25 di 27 UFFICIO STAMPA 26 di 27 UFFICIO STAMPA 27 di 27 UFFICIO STAMPA LEGGI DOPO SLIDESHOW INGRANDISCI Non è il caso però di mettere in secondo piano la notizia principale, che è lʼannuncio da parte di Volkswagen del restyling della sua best-seller storica. I cambiamenti coinvolgono la Golf a 3 e 5 porte, la Golf GTI ‒ ancora più performante coi suoi 230 CV della versione base e 245 della GTI Performance ‒ ma anche lʼelettrica Golf GTE e la station wagon Golf Variant. Quanto a look, cambiano i paraurti nella zona frontale e in quella posteriore, e sul retro ci sono anche i gruppi ottici interamente a LED di serie. Sia la Golf che la Golf Variant 2017 adottano poi i fari con tecnologia LED in sostituzione dei fari allo xeno. Volkswagen mette mano anche alla gamma motori, e fa debuttare lʼinedito 1.5 TSI Evo, un turbo benzina da 150 CV e di grande efficienza, perché dotato del sistema di disattivazione dei cilindri che fa risparmiare carburante in condizioni di traffico o marcia blanda. Rinnovato anche il celebre DSG, il cambio automatico a doppia frizione, che adesso sarà sempre a 7 rapporti. I contenuti tecnici quanto a sicurezza attiva crescono: la funzione di frenata di emergenza City è stata completata col sistema di riconoscimento dei pedoni. Cʼè poi lʼinnovativo sistema di assistenza nella guida in colonna, guida parzialmente automatizzata fino ai 60 km orari. E poi cʼè il Discover Pro con comandi gestuali che, beninteso, è un sistema top di gamma con schermo da 9,2 pollici e alternativo ad altri, comunque evoluti, adottati dalla Golf 2017. I comandi gestuali funzionano per tutti i vari menu, ma non per tutte le funzioni, e il guidatore lo capirà dal riflesso di luce che emana dallo schermo. Come funziona? Con un semplice gesto della mano (il cosiddetto swipe), è possibile fare scorrere a sinistra o a destra le voci del menu disposte in orizzontale, così che il guidatore possa cambiare stazione radio, spostarsi avanti o indietro nella playlist, ecc. simulando il gesto davanti allo schermo. Se il gesto è eseguito correttamente, un effetto sonoro confermerà la scelta.

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