Posts tagged ‘disabilità’

febbraio 18, 2020

“Il Salento: il sole, il mare, il vento è l’ accessibilità!”

Oggi vi voglio parlare di una spiaggia a dir poco stupenda, in cui mi sono potuta sentire autonoma, per andare in acqua col mio bambino senza   chiedere aiuto a nessuno, nonostante la mia disabilita motoria. Questa bellissima spiaggia si chiama: LA TERRAZZA “TUTTI AL MARE!”. Situata a San Foca, Marina di Melendugno, in provincia di Lecce, è il primo stabilimento attrezzato per persone affette da SLA, e altre gravi disabilità motorie. Esiste dall’estate del 2015, realizzato dall’associazione salentina 2HE nell’ambito del progetto solidale nazionale IO POSSO. Io penso che la spiaggia il mare e il sole debbano essere accessibili a tutti e tutti debbano poter godere del mare e del sole senza per forza sentirsi di peso a chi decide di accompagnarli. Il mio stesso pensiero fu quello di Gaetano Fuso, poliziotto in quiescenza, malato di SLA dal 2014 nominato dal Presidente Mattarella “Cavaliere della Repubblica”; fu lui a ideare lo stabilimento la terrazza tutti al mare proprio per permettere a tutti proprio a tutti di potersi sentire liberi e sicuri dentro l’acqua. Lo stabilimento è completamente accessibile: presenta 13 postazioni (10 standard, 3 riservate ad ospiti con tetraplegie e in ventilazione assistita da macchinari), 12 ausili per l’ingresso in acqua di 5 tipologie differenti, adatti a conformazioni fisiche diverse. L’ ingresso presso  LA TERRAZZA  e  a tutti i suoi servizi  e ausili, come ci tiene a sottolineare la presidente di 2HE Giorgia Rollo,  è completamente  gratuito;  – Dice Rollo: “La Terrazza ha un costo di gestione annuale importante, di circa 70.000 euro, che riusciamo a coprire grazie al sostegno di partner, pubblici e privati, e alla grande rete di solidarietà che ci da forza ogni giorno. Nel complesso è infatti proprio l’attività annuale di promozione e raccolta fondi IO POSSO che continua a permettere la puntuale apertura della struttura e la gratuità dei servizi”. Tutto ciò è prenotabile al numero 3661810331 o tramite il sito internet  www.terrazza.ioposso.eu. Nello stabilimento La Terrazza tutti al mare è presente   personale medico e qualificato pronto ad aiutarti e venire in aiuto nel caso di bisogno. Durante il 2019 hanno prestato servizio in Terrazza 4 coordinatori, 3 infermieri, 4 OSS, 17 bagnini e 20 volontari, per un totale di 48 persone. Io personalmente grazie al loro aiuto ho potuto dirigermi in acqua, senza chiedere  a mio marito di accompagnarmi; e mentre  lui ci osservava dalla  spiaggia, io ho potuto giocare e far fare il bagno  al mio bambino, sentendomi  una semplice  mamma  rallegrandomi del suo sorriso e della  sua felicità  per poter fare il bagno insieme alla sua mamma. E quando io a mia volta volevo  andarmi a godere un po’ di riposo sotto l’ ombrellone  potevo andarci tranquillamente  senza  che nessuno dovesse interrompere  il suo bagno o i suoi giochi  per accompagnarmi. Alla fine della giornata ci siamo potuti godere un straordinario tramonto in cui il colore Rosso del sole infuocava il cielo colorandolo di rosa. Insomma una giornata straordinariamente normale come dovrebbe essere   ogni giornata  al mare di tutte le famiglie  anche in quelle in cui è  presente  un componente con ridotte mobilità;  alla fine della giornata  abbiamo prenotato  in uno degli alberghi  attrezzati  consigliatoci dal personale  la terrazza  che grazie al loro operato hanno contribuito anche a un forte  incremento  del turismo territoriale insomma una vacanza bellissima che consiglio  a tutti. Esperienza sicuramente da ripetere! 😊 (per qualsiasi altra informazioni è consultabile sul link http://www.ioposso.eu/)

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gennaio 28, 2020

“Tecnologia al fianco della disabilità”

Negli ultimi decenni, in campo tecnologico la nostra società ha continuato la sua naturale ed inesorabile evoluzione, negli ultimi anni abbiamo avuto una crescita esponenziale.Tecnologia intelligente per i disabili. Per fortuna molte di queste innovazioni sono diventate strumenti di autonomia e integrazione per persone con disabilità. Un appartamento domotico e accessibile alle persone con disabilità, in modo tale da permettere loro di sperimentare la vita indipendente e imparare a rapportarsi sia con la gestione della quotidianità sia della casa. Nuove tecnologie per la disabilità e che permettono ai disabili e agli anziani di muoversi autonomamente ed in assoluta libertà. Carrozzine elettroniche o scooter elettrici per esempio, che fino ad un decennio fa erano una rarità nelle nostre città e paesi, oggi sono diventati di uso comune, li incontriamo dappertutto nei centri commerciali, nei centri storici, nelle zone riservate al solo traffico pedonale e perfino nelle nostre spiagge. Le nuove tecnologie per disabili, i software per disabili gravi e tutti gli altri strumenti tecnologici disponibili rendono questo possibile. Un bastone intelligente che utilizza Google maps per aiutare i non vedenti a orientarsi da soli. Questo bastone da passeggio elettronico, chiamato WeWalk,  grazie all’aiuto della tecnologia, infatti,  è in grado di aumentare l’indipendenza delle persone con disabilità visive promuovendo la loro piena partecipazione alla società, WeWalk è in grado di proteggere chi lo usa da eventuali pericoli presenti sul percorso che deve compiere, grazie a dei sensori ad ultrasuoni, avvisa il non vedente della presenza di ostacoli sia bassi e a livello del torace con vibrazioni nell’impugnatura. Grazie Google Maps e, grazie all’aiuto dell’assistente vocale (WeWalk è dotato anche di altoparlanti integrati), ottenere informazioni utili sulla strada. Sono  varie le app al servizio della disabilità, oppure dei telefonini per anziani e dei vari dispositivi che semplificano la vita di tutti i giorni, delle soluzioni che la tecnologia mette a disposizione di chi nella disabilità ha un impedimento fisico che ne condiziona la vita di tutti i giorni. Sicuramente la tecnologia continuerà  la strada per semplificare la vita a chi ha una disabilità.

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dicembre 22, 2019

“Viaggiare? Si sta investendo sulla disabilità.”

Siamo ormai quasi giunti nel periodo di Natale e la maggior parte delle persone ne approfitteranno per staccare dal lavoro. Ci sono persone che staranno a casa e si riposeranno, mentre altre decideranno di viaggiare in Italia o all’Estero. Naturalmente spesso, per abbattere i costi, è preferibile prenotare prima, ma non tutti possono, per via del lavoro che non si può pianificare prima il periodo di ferie.

Per le persone disabili spesso viaggiare però rimane un problema, a causa di molteplici difficoltà che si incontrano che vanno dalla prenotazione al viaggio in sé. Oggi però la situazione sta cambiando ed in meglio. Sicuramente, tutto ciò è visto non solo per una questione di solidarietà, ma soprattutto per un ulteriore guadagno in quanto considerare una parte non piccola di persone che potrebbero viaggiare, porta a quella determinata struttura o compagnia aerea ulteriori vantaggi economici. Pertanto, la tendenza degli ultimi anni, soprattutto da questi 2 anni precedenti, è quella di investire sempre di più anche nella disabilità.

Ma vediamo come. Innanzitutto, le carte d’imbarco cominciano ad essere anche in braille. Promotrice di questa importante iniziativa, è stata l’Anglat, l’associazione italiana per i diritti alla mobilità delle persone con disabilità, che ha promosso il Progetto No Barriers insieme a Turkish Airlines e con la collaborazione di Enac, l’Ente Nazionale per l’Aviazione Civile, al fine di poter migliorare, rendere i servizi di trasporto aereo ed il sistema turistico internazionale in generale sempre più accessibili. Per le persone non udenti, infatti, tutte le informazioni e le istruzioni di sicurezza in volo vengono date da un personale che conosce la Lingua Internazionale dei Segni, mentre per tutte quelle persone non vedenti sono disponibili sistemi di informazione e carta d’imbarco in braille e, a bordo, film con un’audio con descrizione. Ma un’altra novità da tenere in considerazione è che la Turkish Airlines fornisce per le persone con disabilità anche uno sconto del 25% per cento sui voli. Da quanto ho potuto capire, per viaggiare con la Turkish Airlines non è obbligatorio, come ad esempio capita con altre compagnie aeree, né presentare un certificato medico, né avere un accompagnatore sui voli della durata superiore a quattro ore. Basta andare, in ogni caso, sul sito ufficiale della compagnia aerea e leggere bene tutte le informazioni e cosa fare.

Per le persone con disabilità ci sono oramai diversi servizi anche dentro un aeroporto che vanno dal percorso tattile per i passeggeri non vedenti alle carrozzine elettriche guidate da un addetto per muoversi più velocemente e senza problemi all’interno dell’aeroporto. Ma anche per i passeggeri con disabilità psichiche come ad esempio l’autismo, gli aeroporti si stanno dotando di un particolare badge che li renda immediatamente riconoscibili o spazi calmi privi di rumori e si stanno preparando dei corsi per tutti quelli che lavorano dentro gli aeroporti al fine di aiutare e rendersi operativi nell’aiutare tutte quelle persone che soffrono di disabilità psichiche.

Uno dei problemi più importanti, tuttavia riguarda quando l’aereo è oramai decollato ed è oramai in volo. Ma ci sono, anche per questi, compagnie aeree che, visto che una sedia a rotelle o altri ausili non possono essere portati dentro un aereo, per motivi di sicurezza, permettono di inserire tutti questi supporti in una busta di plastica prima di essere messi nella stiva, questo, in modo tale da limitare il rischio che si danneggino. E da quanto ho potuto capire e leggere sono diverse oramai le compagnie aeree che, come anche avviene per i treni o per i pullman, si stanno dotando di numerosi posti che possono essere utilizzati da persone disabili con carrozzine, attraverso l’uso apposito di agganci speciali. Inoltre, è possibile inserire una sola volta, alla prima prenotazione, tutti i dati che riguardano il tipo di disabilità, i mezzi utilizzati e tutte quelle esigenze particolari di cui una persona disabile possa avere bisogno, in modo tale che durante il volo le hostess sappiano già preventivamente cosa fare. Altro aspetto fondamentale di cui oramai molte compagnie aeree intercontinentali si stanno dotando, soprattutto per viaggi molto lunghi, è la disponibilità di toilette dove è possibile entrare con la sedia a rotelle.

E per quanto riguarda i posti da visitare, ovviamente ogni luogo ha determinati servizi, chi più e chi meno ed è impossibile citarli per tutte le città, in ogni caso, l’aspetto fondamentale è che, almeno le mete più ambite e ricercate si stanno dotando di tour, di mezzi e di diverse strutture accessibili per i disabili. Inoltre, non so se lo sapete, ma anche Google Maps ha oramai due nuove funzionalità. Una guida vocale per chi ha una disabilità visiva che permette di interagire con lo smartphone attraverso la voce e ricevere informazioni e per chi viaggia in carrozzina, invece, è disponibile per ora solo in città come Londra, New York, Tokyo, Mexico City, Boston e Londra, un servizio che segnala le strade accessibili e, in alcuni casi, addirittura, gli edifici senza scale o barriere architettoniche.

Naturalmente, ci sono moltissime offerte per natale o il periodo che va da Natale all’Epifania (o festa della Befana), ma in generale, questo articolo vale un po’ per ogni periodo dell’anno. Pertanto anche se già, chi di voi, partirà e si è già organizzato, in ogni caso tenete in considerazione quanto ho scritto in questo articolo e i link che vi scriverò sotto che potrebbero comunque esservi utile per eventuali viaggi futuri, così da poter trovare e informavi meglio anche da soli.

Innanzitutto vi indico la mail dell’associazione italiana per i diritti alla mobilità delle persone con disabilità (l’Anglat) che è la seguente: info@anglat.it, poi potete collegarvi a questi siti

www.eppela.com/it/projects/19427-pepitosa-in-carrozza,

http://www.lptour.it/,

https://www.turkishairlines.com/it-int/index.html,

https://www.viaggisenzabarriere.it/viaggi-di-gruppo-per-disabili/.

Sicuramente ce ne saranno tanti altri, perciò se volete, chiunque avesse letto questo articolo, può condividere nei commenti sotto qualche altro link, in modo tale da condividere con tutti le vostre esperienze.

Questo articolo lo trovate su sito DisabiliAbili.net

dicembre 4, 2019

“TikTok ha limitato la visibilità dei disabili”

TikTok catalizza nuove polemiche. L’applicazione cinese molto popolare tra i giovanissimi, accusata più volte di censurare contenuti politici, avrebbe limitato la visibilità dei video di utenti disabili. La notizia, che arriva in concomitanza con la giornata internazionale dei disabili, emerge da un articolo del sito tedesco Netzpolitik, che cita documenti e fonti interne. TikTok ha confermato la notizia, spiegando però che si tratta di una pratica temporanea, usata in passato e ora superata, per prevenire il cyberbullismo in attesa di dotarsi di strumenti ad hoc. Nel frattempo, dalla California sta partendo una causa legale che punta a ottenere lo status di class action, e che vede TikTok imputata di aver raccolto in modo illecito e nascosto un’ampia quantità di dati degli utenti, poi inviati in Cina. La causa, depositata venerdì scorso, bolla come “ambigue” le regole sulla privacy dell’azienda. Secondo quanto scrive Netzpolitik, TikTok avrebbe istruito i suoi moderatori a identificare gli utenti con disabilità, autismo o sindrome di Down, ad esempio, e a ridurre la visibilità dei loro post. Ad essere coinvolti sarebbero stati anche gli utenti obesi e Queer. La norma prende il nome di “Immagini raffiguranti un soggetto altamente vulnerabile al cyberbullismo”, ed è dichiaratamente volta a proteggere le persone che potrebbero diventare vittime dei bulli a causa delle loro “condizioni fisiche o mentali”. TikTok ha spiegato che questa prassi è stata usata “solo agli inizi” per contrastare il cyberbullismo. “Questo approccio non è mai stato inteso come una soluzione a lungo termine e, sebbene avessimo buone intenzioni, ci siamo resi conto che non era l’approccio giusto”.

Questo articolo lo trovate su sito ANSA

dicembre 3, 2019

“Le persone con disabilità vogliono essere indipendenti per essere libere”

Oggi, Giornata internazionale dei diritti delle persone con disabilità, da più voci – politiche, istituzionali, associative – si ricorderanno le principali urgenze di questo mondo, che sono purtroppo numerose (scuola, diritti dei caregiver, necessità di una riforma delle pensioni, trasporti poco accessibili, lavoro che manca…). Tutte urgenze di cui quotidianamente cerchiamo di rimarcare l’impellenza nei nostri articoli, ma che oggi scegliamo di mettere virtualmente in stand-by per dare spazio a ciò che funziona, ciò che riesce, i casi virtuosi da copiare, le esperienze positive. Perché la disabilità, anche grave, può essere anche una vita piena, una vita autonoma, una vita che, se messa nelle condizioni di svilupparsi in un ambiente che ne consideri i bisogni, è una vita che nulla ha meno di altre. Scegliamo quindi oggi di dare spazio a tutte quelle situazioni di vita indipendente, che pure esistono e si realizzano in Italia, mostrandoci che si può fare. Di più: si deve fare. Il diritto alla uguaglianza passa anche e soprattutto per la possibilità di autodeterminare il proprio futuro, attraverso scelte individuali che presuppongono la necessità di essere considerati soggetti agenti, e non oggetti che subiscono. Ci aiuta a dare risalto a queste storie il nuovo spazio web Vado a vivere da solo, promosso dalla UILDM: un blog che raccoglie esperienze di lavoro, studio, famiglia, progetti e sogni di persone con disabilità neuromuscolare nella prospettiva di una vita indipendente. Troviamo, allora, il racconto della vita indipendente di Stefano, che è iniziata dopo molti anni di tentativi ed è coincisa con l’avvio del suo attuale lavoro come webmaster dell’amministrazione provinciale di Bolzano, dove è impegnato anche come presidente della Sezione locale.  C’è poi Elisa, di Genova, che racconta la sua iniziale paura di sentirsi “senza rete”, superata grazie alle molte persone che le sono state vicine consentendole di vivere in modo autonomo in una casa-famiglia. Oggi lavora e collabora alla gestione della casa, facendo la spesa, curando piante e fiori, partecipando ad attività di volontariato. È stata l’idea di “pensare in grande” che ha spinto Riccardo non solo a intraprendere una vita indipendente per sé, dopo una lunga esperienza in una comunità alloggio per disabili della Fondazione Don Gnocchi, ma di farne un progetto allargato. Con la Sezione UILDM di Milano ha coinvolto una cooperativa collegata alle Acli che ha dato in affitto all’Associazione un appartamento accessibile per ogni condominio che gestiva.Dall’Argentina all’Italia, attraverso difficoltà, separazioni e nuovi inizi: Adriana racconta la sua storia facendo trasparire una grande energia e voglia di indipendenza, ben riassunte in queste parole: “Io sono un datore di lavoro vero e proprio perché da parte mia c’è un investimento per assumere gli assistenti personali. Loro aiutano me ma io aiuto loro offrendo un lavoro: è uno scambio alla pari. In questo modo la persona con disabilità non è un peso per la società, ma un soggetto attivo perché fa muovere l’economia. Io non voglio essere un soprammobile: svolgo il mio lavoro ogni giorno, ho un ruolo nel mio ufficio e se manco si sente.” Diverse storie, stesso denominatore comune: un desiderio, di vivere la propria vita da protagonisti. In tutti i casi emerge, però, una evidenza: l’indipendenza passa anche per una autonomia che necessita di strumenti economici, strutturali, organizzativi. Qualora la condizione richieda un supporto esterno, non ci può messere autonomia senza un assistente personale; non ci può essere autonomia senza una indipendenza economica; soprattutto, non ci può essere autonomia se la disabilità viene inserita, anche dalla collettività, sotto la voce assistenza. Vita indipendente significa garantire un percorso personalizzato, dove i supporti non manchino, ma prima di tutto non manchi la considerazione della persone disabile come padrona della propria vita. Ecco, se potessimo scegliere uno solo tra i molti messaggi che questa giornata potesse lasciare, in questo 3 dicembre, scegliamo questo: indipendenti per essere uguali.

Questo articolo lo trovate su sito Disabili.com

novembre 29, 2019

“Reagire alla disabilità anche da soli”

Una persona denominata disabile è una persona che ha per nascita o a causa di una malattia o patologia o incidenti una o più menomazioni che comporta una ridotta capacità fisica e di interazione con l’ambiente sociale. Detto anche più semplicemente è una persona poco o per nulla autonoma nello svolgere le varie attività quotidiane che lo portano ad una condizione di svantaggio nel partecipare alla vita sociale. Tutto ciò è estremamente limitante per una persona. Chi non soffre di alcuna disabilità spesso non è in grado di capire, in quanto è un problema che gli sta al di fuori e se non c’è stata un’adeguata conoscenza ed insegnamento o c’è un familiare disabile si tende spesso a sottovalutare e a non considerare la condizione di una persona con una qualsiasi disabilità anche in situazioni banali e quotidiane. L’essere disabili è certamente una condizione individuale sia fisica che intellettuale ed una persona reagisce in modi diversi alla propria condizione. La condizione di una persona disabile è molto personale e spesso anche una persona vicina non riesce a comprendere appieno ciò che si può provare. Ma il lamentarsi contro la propria condizione e contro le istituzioni che fanno poco a volte è inutile e si deve trovare la forza di reagire da soli (ovviamente ci sono casi purtroppo molto gravi dai quali, al momento, è difficile uscire e superare il proprio stato se non si ha il sostegno di qualcuno). Nella storia, ci sono state molte persone con disabilità che infatti sono riuscite ad andare avanti e a non farsi abbattere e scoraggiare. Persone diventate famose e non tutte dovute ad una raccomandazione. Per oltre 20 anni della sua vita, Pierre-Auguste Renoir, uno dei pittori più importanti e conosciuti, ad esempio, ha dovuto combattere e sopportare una gravissima forma di artrite reumatoide cosi forte da arrivare a deformare le mani, le braccia e le spalle. Addirittura, da testimonianze certe è noto che si faceva legare i pennelli alle mani con degli stracci e la tavolozza alla carrozzina. E all’epoca di Renoir, vissuto tra la fine dell’800 e l’inizio del 900, l’artrite reumatoide non veniva curata. I pittori Monet, Degas, ma anche lo stesso Renoir erano miopi, ma fu grazie al loro difetti che divennero pittori, cambiando il concetto ed il modo di dipingere. Poi… per non parlare di Beethoven, chi non conosce Beethoven. Il compositore, pianista e direttore d’orchestra tedesco aveva una sordità progressiva, arrivando addirittura alla completa sordità, ma non per questo si fermò, riuscendo a comporre opere che ancora oggi sono famose e conosciute. Arrivando ai nostri giorni, non possiamo non citare tutti quegli sportivi che nonostante alcune e specifiche disabilità non si sono date per vinte, riuscendo ad ottenere successi incredibili. Tutti loro, cosi come moltissimi altri, insomma, della disabilità hanno fatto un punto di forza. Naturalmente non sto dicendo che ogni disabile può diventare un artista o uno sportivo o che può fare grandi cose, ma d’altro canto il genio, l’essere cosiddetti geni è anche in questo: probabilmente queste persone senza la loro disabilità non sarebbero diventate quelle che oggi studiamo, che conosciamo o che ammiriamo. La loro condizione svantaggiosa è diventata una forza incredibile che li ha spinti ad andare oltre proprio la loro condizione. Ovviamente, come dicevo prima, ci sono delle condizioni estreme di disabilità, ma, in generale, credo che si dovrebbe cercare un nuovo modo di pensare e di affrontare la disabilità, soprattutto quando si fa un percorso riabilitativo. La riabilitazione dovrebbe avere un significato ed una portata molto più ampia di quella che comunemente oggi si intende e fa; si deve e si dovrebbe arrivare a concepire al tempo stesso una riabilitazione non solo classica fisioterapica, ma anche una riabilitazione che vada ad incidere anche a livello umanistico attraverso l’utilizzo della musicoterapia, della danza o dell’attività teatrale, perché spesso non è solo il corpo ad avere bisogno. Decimo Giunio Giovenale (e concludo), antico poeta romano, nato tra il 50 ed il 60 dopo Cristo, scriveva “Mens sana in corpore sano”, “una mente sana in un corpo sano” e probabilmente è questa una possibile chiave per affrontare una determinata disabilità.

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novembre 17, 2019

“Dopo di Noi e sostegni per l’invecchiamento delle persone con disabilità: un convegno”

Il Dopo di Noi è uno dei più grandi punti di domanda e delle più grandi preoccupazioni per i familiari di persone con disabilità, tanto più grande quanto più la situazione sia complessa. Il Dopo di Noi è necessariamente legato a stretto filo con il Durante Noi, ed è a queste tematiche che viene dedicato il convegno di Anffas “Disabilità Rare e Complesse. Sostegni per l’invecchiamento attivo e per la qualità della vita delle persone con disabilità e dei loro familiari”. Il Convegno si svolgerà il 2 e 3 dicembre 2019 a Roma, presso l’hotel Radisson Blu, approfondendo temi con l’obiettivo di predisporre soluzioni operative ed innovative mirate a garantire e tutte le persone con disabilità e loro familiari adeguati sostegni in tutte le fasi della vita. Nel corso delle due giornate sarà dato spazio ad interventi predefiniti al fine di apportare buone prassi e prassi promettenti nei servizi Anffas sui processi di presa in carico nelle disabilità rare e complesse e processi di invecchiamento attivo delle persone con disabilità dei loro familiari e della loro qualità di vita e di particolare interesse sarà lo spazio dedicato alle testimonianze, ai quesiti e al dibattito delle famiglie Anffas che avranno la possibilità di confrontarsi con i professinionisti presenti. Per conoscere il programma dettagliato dell’evento è possibile scaricare la brochure cliccando qui Per maggiori informazioni sulle giornate, sulle iscrizioni e sulle candidature per le testimonianze (modalità, ecc.) è possibile consultare la pagina dedicata al Convegno cliccando qui. Per la partecipazione al Convegno è richiesto un contributo di euro 90,00 (iva inclusa): la quota comprende il materiale formativo ed informativo, eventuale accreditamenti presso l’ordine degli Assistenti Sociali della Regione Lazio o ECM (formazione continua in medicina) e i pranzi del 2 e 3 dicembre. Per le persone con disabilità è prevista la partecipazione gratuita fermo restando l’obbligo di iscrizione. Nella serata del 2 dicembre Anffas omaggerà i partecipanti al Convengo con un momento di intrattenimento teatrale dal titolo “Pesce D’Aprile” di e con Cesare Bocci e Tiziana Foschi previsto alle ore 21.00 presso il Teatro Ambra Jovinelli.

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novembre 8, 2019

“Fattorie didattiche accessibili: nasce la Fattoria sociale Paideia” 

Le fattorie didattiche sono spazi nei quali gli ospiti (bambini, scolaresche, ma anche adulti), hanno la possibilità di sperimentare approcci didattici e formativi alternativi, a diretto contatto con la natura, alla scoperta del mondo rurale. Segnaliamo quindi con piacere la nascita di una realtà interessante, nel cuore della collina torinese: si tratta della Fattoria Sociale Paideia, uno spazio dove le famiglie possono ritrovarsi per apprendere, sperimentare e condividere insieme un’esperienza a stretto contatto con la natura, con particolare attenzione alle famiglie con bambini con disabilità. Il progetto è promosso dalla Fondazione Paideia, ed è nato – dichiara il suo Direttore, Fabrizio Serra – dalla nostra esperienza quotidiana: ci siamo resi conto di quanto sia bello e importante offrire alle famiglie con bambini con disabilità, che incontriamo ogni giorno, uno spazio di relax in natura in cui trascorrere un weekend lontano dalla città e vivere occasioni di divertimento con altre famiglie. La Fattoria vuole essere un luogo in cui vivere insieme occasioni di benessere per tutti, con attività rivolte a tutti in spazi accessibili e inclusivi, in continuità con il lavoro svolto in questi anni dalla Fondazione”. ORTO ACCESSIBILE E ALTRE ATTIVITA’ DIDATTICHE – Diverse sono le attività didattiche per le famiglie negli spazi della Fattoria Sociale Paideia, che si trova a Baldissero Torinese, a circa mezz’ora dal centro città:: adulti e bambini potranno imparare insieme divertendosi grazie a laboratori, eventi e giornate a tema per fare esperienze in natura. Per esempio i più piccoli potranno sperimentare l’orto accessibile e conoscere la funzione e il ciclo delle stagioni, così da spegnere per qualche ora le luci e i rumori della città e riempire gli occhi di colore, le orecchie di silenzio, le mani di piante e frutti. Inoltre potranno prendersi cura degli animali che popolano la Fattoria: asini, capre, pecore, galline e anatre, e scoprire tutti i segreti della vita delle api. I piccoli visitatori potranno anche ammirare dal vivo un vero trattore svolgere il proprio lavoro quotidiano all’interno della Fattoria. SPAZIO RICETTIVO – Per le famiglie e gli ospiti è possibile anche pernottare negli spazio della Fattoria, che dispone di di 400 metri quadrati di struttura al coperto con una serie di camere fino a 6 posti letto. Lo stabile è dotato di un ascensore in grado di rendere accessibili i piani predisposti per l’ospitalità. LA PRODUZIONE AGRICOLA – Oltre ai ricavi che derivano dai servizi di ospitalità e dalle attività didattiche, la Fattoria può contare soprattutto sull’attività di produzione agricola grazie ai circa 4 ettari di terreno: dalle 180 arnie si produce il miele biologico, nelle varietà di acacia, tiglio, tarassaco, castagno, melata e millefiori (premiato con la Goccia d’oro al concorso Grandi Mieli d’Italia 2018), oltre alla produzione di zafferano e confetture di frutta.   VISITE DI SCUOLE E AZIENDE – Infine, la Fattoria Sociale Paideia è stata pensata non solo per l’offerta alle famiglie, ma anche per ospitare visite di studenti che frequentano scuole di ogni grado, al fine di avvicinare anche i più giovani alla scoperta, al rispetto e alla ricchezza dell’ambiente che li circonda e delle sue diversità. Persino le aziende potranno usufruire di questi spazi per organizzare attività di team building in natura. Info e contatti La Fattoria Sociale Paideia di Strada Pino Torinese, 15/1 Baldissero Torinese sarà aperta dal 9 novembre prossimo, tutti i sabati dalle 9 alle 13 e in occasione degli eventi pubblicizzati sul sito www.fattoriasocialepaideia.it o su prenotazione per attività specifiche.

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novembre 4, 2019

“Le persone con disabilità sono più a rischio povertà (dati e numeri)”

Esiste una correlazione tra disabilità e rischio di povertà: non è solo una percezione, ma un dato confermato dai numeri. In Italia la FISH denunciava solo pochi mesi fa l’occasione persa dell’annuale rilevamento ISTAT utile a fotografare l’Italia, sui dati relativi alla povertà del nostro Paese non ha regisitrato dati specifici relativi alla disabilità.  Ad arrivarci sono però i dati europei, che danno conto di una situazione tutt’altro che rosea, a conferma che la correlazione c’è, ed è anche molto forte. LA CORRELAZIONE TRA POVERTA’ E DISABILITA’ – Secondo i dati rilevati dall’EUROSTAT (l’ente europeo di statistica) nel 2018, circa il 28,7% della popolazione dell’UE con disabilità (di età pari o superiore a 16 anni) era a rischio di povertà o esclusione sociale, rispetto al 19,2% di quelli senza limitazioni. La voce, abbreviata con l’acronimo di AROPE (At Risck Of Poverty Or Social Exclusion),così scomposta,dà questi numeri: -Rischio di povertà: 20,9% disabili VS 15% NON disabili -Tasso di deprivazione materiale grave: 9,4% disabili VS 5% NON disabili -Percentuale di persone con meno di 60 anni che vivono in NUCLEI familiari con bassa intensità di lavoro: 22,5% disabili VS 7,1% NON disabili DATI IN ITALIA Rispetto alla media generale, vediamo i dati italiani: -Rischio di povertà o esclusione sociale: 30% disabili VS 25,5% non disabili -Rischio di povertà: 20% disabili VS 19% NON disabili -Tasso di deprivazione materiale grave: 11,6% disabili VS 7,5% NON disabili -Percentuale di persone con meno di 60 anni che vivono in nuceli familiari con bassa intensità di lavoro: 22,1% disabili VS 10,8% NON disabili DATI NEGLI ALTRI PAESI – Il report registra naturalmente delle differenze anche significative tra i vari aPaesi dell’UE, ma quello che sembra rimanere come costante è comunque la correlazione tra povertà e disabilità, che in ogni paese rimane, registrando ovunque una percentuale maggioire di rischio di povertà, quando siamo in presenza di disabilità. Rispetto all’indicatore generale del rischio di povertà ed esclusione sociale in presenza di limitazioni funzionali, abbiamo visto che l’Itaolia si attesta su un 30%. Il Paese col più alto rischio è risultata la Bulgaria, con il 49,4% (rispetto al 29,9 della popolazione non disabile), a poca distanza da Lituania (43,0% rispetto al 22,5% dei cittadini non disabili) e da Lettonia (al 43,6% rispetto al 21,2% dei suoi cittadini non disabili). Il dato migliore è della Slovacchia, con il 18,4% (rispetto al 13,5% deinon disabili), mentre la Francia si attesta sul 21% (contro il 14,3% dei non disabili), e l’Austria al 21,7% contro il 14,1%. CORRELAZIONE TRA POVERTA’, OCCUPAZIONE E DISABILITA’ – Un altro dato interessante è quello relativo al rischio di povertà è anche in presenza di occupazione, in relazione alla condizione o meno di disabilità. Eurostat rileva che, indipendentemente dal fatto che esista o meno una limitazione, avere un lavoro riduce il rischio di povertà. Nel 2018, l’11,0% della popolazione occupata di età pari o superiore a 18 anni nell’UE-28 era a rischio di povertà, mentre la percentuale era del 16,3% per tutte le persone della stessa fascia d’età (non occupata). Tuttavia, l’occupazione non fa scomparire il rischio di povertà. La povertà sul lavoro, ovvero la povertà tra la popolazione occupata, è un indicatore chiave dell’integrazione nel mercato del lavoro delle persone che hanno una limitazione. Nell’UE-28, l’11,0% delle persone occupate con una limitazione dell’attività era a rischio di povertà. I valori più alti sono stati osservati in Grecia (16,4%), Romania (20,4%) e Lussemburgo (20,5%), e i più bassi in Repubblica Ceca (5,3%), Danimarca (4,8%) e Finlandia (3,5%). In Italia il dato non si discosta di molto.

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ottobre 7, 2019

“Cuore di bambola”

Il documentario racconta la storia di Veronica Tulli (in arte LuluRimmel), cantante e musicista di talento e dalle ossa fragili. Ma l’osteogenesi imperfetta non limita i suoi sogni “Non mi faccio molti problemi. Se ho in mente di fare qualcosa trovo il modo di farlo”. Veronica Tulli (alias LuluRimmel) è un’artista eccezionale che quando canta ha una voce che non passa mai inosservata. La sua disabilità, la cosiddetta “sindrome da fragilità ossea” (l’osteogenesi imperfetta) non è un ostacolo per lei: giocando sulle sue qualità speciali, si esibisce nel ruolo di bambola cantante sul palco del Freak Show e in altri spettacoli in diversi locali della scena alternativa romana. È intelligente, affascinante e romantica e vuole avere tutto, senza compromessi! Ha saputo trasformare la sua disabilità in un semplice piccolo imprevisto della vita. Veronica è la protagonista di “Cuore di bambola” il secondo film del regista Antonio Di Domenico, presentato in anteprima al Giffoni Film Festival e che il 19 settembre inizia tour nei cinema di tutta Italia. Primo appuntamento a Milano a Mare Culturale Urbano (via Giuseppe Gabetti 15) durante la Movie Week per poi proseguire il suo tour a Roma e nel resto d’Italia tramite la piattaforma Movieday. Antonio Di Domenico dà voce ad una donna forte ed energica che è capace di ispirare chi la guarda, trasmettendo un importante messaggio: qualsiasi disabilità tu possa avere, puoi essere quello che vuoi. L’idea arriva quando il regista rimane colpito dalla bellezza e dalla sensualità dei corpi diversi ma perfetti degli atleti paralimpici italiani. Una volta conosciuta Veronica, sexy e talentuosa performer, decide di lanciarsi in questa nuova avventura realizzando “Cuore di Bambola”, non solo un documentario sulla disabilità, ma sulla vita di una ragazza che come tutte le giovani donne ha un sogno e lotta per raggiungerlo. Info e biglieti sul sito di Movieday. La proiezione si svolgerà il 19 Settembre alle ore 21:00 presso “Mare Culturale Urbano”, in via Giuseppe Gabetti 15 a Milano. Prevendita Movieday 5 euro.

Sorgente: “Cuore di bambola” – DisabiliAbili.net