Posts tagged ‘disabilità’

ottobre 8, 2017

“Disabilità: via libera al nuovo Programma biennale”

Nella seduta di ieri, 2 ottobre, il Governo ha finalmente approvato, dopo il parere favorevole della Conferenza unificata, il Programma di azione biennale per la promozione dei diritti e dell’integrazione delle persone con disabilità. Se ne attende ora la pubblicazione, nella veste di decreto del Presidente della Repubblica, in Gazzetta Ufficiale. Il Programma, lo ricordiamo, è stato predisposto dall’Osservatorio nazionale sulla condizione delle persone con disabilità nel precedente mandato. Prevede linee di azione e interventi su ambiti nodali in applicazione della Convezione ONU: diritto allo studio, al lavoro, alla salute, alla mobilità, alla vita indipendente, al riconoscimento della condizione di disabilità. “È un atto programmatico di grande rilevanza alla cui stesura FISH ha stabilmente collaborato con un impegno convinto e decisivo. – ricorda Vincenzo Falabella, presidente della Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap – L’approvazione giunge quanto mai opportuna e gradita nell’imminenza dell’insediamento del nuovo Osservatorio presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali cui la FISH parteciperà con rinnovata convinzione.” La seduta di insediamento del nuovo Osservatorio è infatti prevista per il giorno 11 ottobre, passaggio necessario soprattutto ad organizzare in modo efficace i lavori dell’organismo che ha funzioni di elaborazione, confronto e supporto alle politiche sulla disabilità con la partecipazione di associazioni, organizzazioni sindacali, ministeri e altre rilevanti istituzioni (INPS, INAIL, ISTAT). “Oltre a garantire la sua partecipazione all’Osservatorio – conclude Vincenzo Falabella – la FISH continuerà la sua attività indipendente di monitoraggio e di verifica sulla reale applicazione del Programma d’azione sia a livello centrale che periferico, confidando che gli obiettivi fissati siano perseguiti in modo più reale ed efficace rispetto al precedente Programma.”

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agosto 17, 2017

“Anch’io scivolo dentro, progetto per negozi e bar che vogliono abbattere il gradino”

Per l’abbattimento delle barriere architettoniche all’ingresso delle attività commerciali e artigianali del centro storico. (Spero che sia la volta, ma non solo a parole, perché è da troppo tempo che ci emarginano dall’ entrare in varie attività commerciali pubbliche, da questi “strabenetti gradini”) ndr. CREMONA – Negozi, bar, ristoranti e laboratori di artigiani senza barriere. La Giunta comunale, su proposta dell’Assessore alla Trasparenza e Vivibilità sociale Rosita Viola – in sinergia con le Associazioni aderenti al Coordinamento Disabilità (CODIS) istituito presso il Forum Cremonese del Terzo Settore, ha dato l’ok all’iniziativa denominata ‘Anch’io scivolo dentro’. Il progetto prevede l’avvio dell’abbattimento delle barriere architettoniche all’ingresso delle attività commerciali e artigianali del centro storico che vorranno aderire all’iniziativa per superare gli impedimenti, in particolare gradini, che rendono molto difficoltoso in diversi esercizi l’accesso a coloro che utilizzano carrozzine. La proposta prevede di mettere a disposizione in comodato d’uso gratuito ai titolari di attività commerciali ed artigianali aderenti, in via sperimentale, per iniziare dieci scivoli pieghevoli e rimovibili che consentono di superare un dislivello massimo di 20 centimetri, in grado di sopportare un carico di 280 chilogrammi. Agli esercizi che parteciperanno all’iniziativa, verrà fornita una vetrofania specifica che consentirà ai clienti di visualizzare il ‘negozio senza barriere’. In collaborazione con l’assessore alla Città vivibile e la Rigenerazione urbana, con delega al Commercio Barbara Manfredini il progetto sarà presentato al Distretto Urbano del Commercio, per coinvolgere le categorie e costruire insieme una collaborazione unitamente al CODIS. Leggi tutto su: http://www.laprovinciacr.it/news/cronaca/175566/

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agosto 3, 2017

“DIVERSAMENTE AMORE”, UN PROGRAMMA TV PER ABBATTERE I PREGIUDIZI E GLI STEREOTIPI SULLA DISABILITÀ”

Il 20 luglio scorso è andata in onda in prima serata su Rai 2 una puntata speciale e inedita del programma “diversamente amore”, dove è stata toccata la delicata tematica dell’amore e della disabilità.

Al timone di “Diversamente amore” Bebe Vio (nota campionessa paralimpica,) che ha introdotto via via 5 storie di 5 coppie miste, in cui solo uno dei due aveva delle disabilita motorie. Ogni vicenda raccontata era costituita da un episodio autoconclusivo dalla durata di 45 minuti circa.

I primi ad aprire la puntata sono stati Luca e Sarah: i due si sono conosciuti su Facebook due anni fa; all’epoca lei viveva in Ohio, lui invece era un alpino di Bergamo in missione in Afghanistan, luogo in cui a seguito di una sparatoria, quest’ultimo è diventato tetraplegico. Appresa la terribile notizia Sarah è salita sul primo aereo diretto in Italia per non tornare più negli Stati Uniti

A distanza di due anni dall’incidente, oggi Luca si ritiene fortunato ad avere accanto a se sua moglie e sua figliaBianca di un anno circa. Alla fine dell’episodio, proprio per dimostrare l’immenso amore che l’uomo prova nei confronti della sua dolce Sarah, consegna a quest’ultima una lettera molto commovente di ringraziamento scritta da lui stesso.

Anche Lorenza all’età di diciotto anni è rimasta vittima di un incidente che le ha causato la perdita dell’uso delle gambe e con loro si è soprattutto volatilizzata la sua gioia di vivere, in quanto non accettava la sua nuova condizione di vita. Tuttavia, una volta riemersa dalla depressione ed essere ritornata a sfoggiare tutta la sua femminilità come faceva un tempo, ha conquistato Marco, diventato in seguito suo marito.

Dal primo incontro di Lorenza e Marco sono trascorsi quattordici anni ma entrambi ammettono di amarsi ancora come se fosse il primo giorno. Da questa indissolubile unione è nata Chiara che oggi ha dieci anni, quest’ultima descrive sua mamma come una vera forza della natura e inoltre fa notare che per lei è assolutamente normale che Lorenza stia seduta in carrozzina, anzi sarebbe insolito se non lo fosse.

A unire Emiliano e Chiara è invece la passione per la moto, si sono infatti conosciuti in un circuito a Mugello. Il fatto che Emiliano avesse perso una gamba in un brutto incidente stradale non ha impedito a Chiara di innamorarsi di lui. Paradossalmente è proprio la disabilità di quest’ultimo a diventare oggetto di leggero sarcasmo durante la vita quotidiana della coppia in questione. Tutto questo crea un clima esilarante e disteso allo stesso tempo. D’altronde è stata la personalità non vittimistica, lusinghiera, empatica e sui generis di Emiliano a far breccia nel cuore di Chiara.

Se la storia di Emiliano e Chiara è costellata da momenti grotteschi, la relazione di Lorenzo (non udente) e Martina è costituita da tanti e bei momenti romantici ed emozionanti: primo fra tutti è stato quando, dopo aver seguito un operazione di impianto cocleare, Lorenzo stringendo tra le braccia la sua amata, ha udito per la prima volta il rumore del mare. Ancora più struggente la dichiarazione del ragazzo in seguito: “Se mio nonno mi ha insegnato a parlare, con tanto esercizio e grazie alla persona più importante della mia vita imparerò a sentire.”

L’ultima coppia, quella formata da Caterina e Domenico, deve invece fronteggiare con le tre malattie rare più un tumore benino sopraggiunto di lei.

Come per Luca e Sarah, anche questi ragazzi si sono conosciuti su facebook, e non appena si sono visti dal vivo per la prima volta, Domenico non ha esitato neanche per un attimo all’idea di trasferirsi da Torino a Padova per restarle accanto, seppur consapevole di correre il rischio di perdere la sua ragazza anche solo per un virus stagionale, non poteva fare altrimenti

Ciò che emerso dalle singole storie raccontate è che la potente forza dell’amore vince sempre su qualsiasi disabilità, malattia o stereotipo che sia. Oltretutto la testimonianza concreta della figlia di Lorenza abbatte la falsa credenza, (alimentata dal pregiudizio) secondo la quale avere come genitore una persona con disabilità potrebbe compromettere il normale svolgimento dello sviluppo psicofisico del proprio figlio, in quanto quest’ultimo potrebbe risentire dei disagi che una situazione atipica del genere potrebbe comportare. Questa opinione generalizzata non prende in considerazione il fatto che un bambino, come nel caso di Chiara, vivendo a stretto contatto con i limiti della disabilità di un genitore fin da piccolo, si approccia nei confronti di essa in maniera del tutto naturale, poiché impara che quest’ultima fa parte della sua quotidianità. Fino a prova contraria è stato dimostrato che chi cresce in queste circostanze sviluppa un grado di empatia, di sensibilità verso i bisogni del prossimo ben superiori alla norma, una dote più unica che rara, soprattutto in una società dove l’egoismo, l’edonismo e l’egocentrismo vanno per la maggiore.

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maggio 26, 2017

“Nuovo Jobs Act per gli autonomi: novità anche per i lavoratori con disabilità”

E’ stato approvato in Senato nei giorni scorsi il Disegno di Legge sul lavoro autonomo (DDL 2233B), collegato alla riforma del lavoro (nota come Jobs Act). Il cosiddetto “Jobs Act degli autonomi”, composto da 22 articoli, ha introdotto alcune novità e riconoscimenti per la fascia di lavoratori autonomi (liberi professionisti che da tempo aspettavano di avere maggiori diritti), ma anche per i lavoratori dipendenti, introducendo il cosiddetto “lavoro agile” o “smartworking”. Ora il testo è diventato legge, ed è in attesa della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

ALCUNE NOVITA’ – Tra le novità generali:
–  la possibilità del lavoratore autonomo iscritto alla Gestione Separata dell’Inps di godere dei congedi parentali per un massimo di 6 mesi entro i primi 3 anni di vita del bambino
– la deducibilità totale delle spese di iscrizione a master e corsi di formazione o aggiornamento professionale, convegni e congressi oltre a tutte le altre spese relative, (soggiorno e viaggio) entro i 10.000 Euro

NOVITA’ PER LAVORATORI CON SM – AISM segnala alcune novità che interesseranno anche i lavoratori con disabilità e con patologie cronico- ingravescenti e degenerative, come la Sclerosi Multipla. AISM ha lavorato all’interno dell’Osservatorio sull’applicazione della Convenzione ONU e direttamente coi parlamentari impegnati nella Commissione Lavoro per inserire nel nuovo DdL tre importanti emendamenti che sono stati integralmente recepiti dal testo di legge, si legge nel sito dell’Associazione. Tre in particolare le novità da segnalare, che interesseranno i lavoratori autonomi:

1. ASSENZA PER MALATTIA – All’art. 7, comma 8, è specificato che i periodi di assenza dal lavoro dovuti a trattamenti terapeutici per gravi patologie cronico-degenerative ingravescenti come la SM debbano essere equiparati alla degenza ospedaliera. Questo significa che il lavoratore con  gravi patologie cronico-degenerative ingravescenti, oncologiche o che comportino inabilità lavorativa temporanea del 100% potrà godere delle stesse tutele dei lavoratori ricoverati in ospedale (per quanto riguarda l’indennità della gestione separata Inps;), quando saranno assenti dal lavoro a causa della sua patologia.

2. SERVIZI DEI CENTRI PER L’IMPIEGO – Inoltre, fa sapere l’AISM, i lavoratori autonomi con SM e con patologie cronico-ingravescenti e degenerative potranno godere e dello stesso supporto che gli Uffici per il Collocamento mirato presso i Centri per l’Impiego offrono alle persone con disabilità che cercano un lavoro dipendente: “I Centri per l’impiego – chiarisce Paolo Bandiera,Direttore Affari Generali AISM  – sinora supportavano per l’inserimento lavorativo solo i lavoratori dipendenti, come indicato dalla Legge 68/1999; AISM ha voluto che d’ora in poi anche i lavoratori autonomi con disabilità possano fruire presso questi Centri delle consulenze utili a trovare accomodamenti ragionevoli e adeguamenti ergonomici del posto di lavoro, o per capire quale tipo di attività libero-imprenditoriale sia compatibile con la propria condizione attuale e futura”.

3. EQUIPARAZIONE DELLO SMART WORKING – Terza novità da segnalare, l’introduzione di una nuova modalità di lavoro, “agile”, ovvero lo “smart working”, che viene definito modalità flessibile di lavoro subordinato, che può essere svolto in parte all’interno dei locali aziendali e in parte all’esterno, utilizzando strumenti tecnologici, seguendo gli orari previsti dal contratto di riferimento e prevedendo l’assenza di una postazione fissa durante i periodi di lavoro svolti all’esterno dei locali azienda”. La persona che svolgerà il lavoro in questa modalità, avrà diritto ad un trattamento economico e normativo non inferiore a quello complessivamente applicato nei confronti dei colleghi che svolgono le medesime mansioni.

Si tratta di una norma interessante, soprattutto considerando che il lavoro da remoto è spesso una (talvolta l’unica) forma di lavoro nel quale si impiegano le persone disabili che, a causa di difficoltà negli spostamenti ma anche di esigenze legate a piani terapeutici, devono ricorrere al lavoro da casa.
Inoltre, nel caso di un eventuale recesso dallo smart working, da parte del’azienda, il preavviso minimo deve essere di 90 giorni se il lavoratore è disabile (anziché 30):  tempo utile alla persona di riorganizzarsi nei tempi e modi di lavoro, cura e altre esigenze che debbano essere conciliati. Su questo, commenta ancora Bandiera, “al di là dell’applicazione specifica ottenuta, avere introdotto il riferimento alla disabilità in questa normativa è anzitutto una novità culturale importante. È la prima volta che il lavoro agile viene agganciato alla disabilità in un provvedimento di legge e questo amplia le possibilità reali di garantire il diritto al lavoro di tutte le persone con disabilità”.

Considerando inoltre quanto la possibilità di lavorare in modo “agile” sia così necessaria al lavoratore con disabilità, che deve conciliare esigenze di cura e lavoro, AISM fa sapere che sta anche portando avanti un confronto con l’Agenzia delle Entrate, rispetto ai nuovi indicatori di affidabilità che sostituiscono gli studi di settore nel determinare i livelli possibili di guadagno di un libero professionista. Rispetto a questo, l’Associazione chiede che lo Stato tenga conto di una patologia come la SM, riconoscendo la minore produttività legata alle esigenze di cura, le maggiori spese per  ausili, supporti e accomodamenti ragionevoli degli spazi di lavori, magari il bisogno di stipendiare un collaboratore di supporto per mansioni non compatibili con la propria patologia. “Stiamo dunque chiedendo all’Agenzia delle Entrate di individuare soluzioni che permettano di superare possibili presunzioni di incongruenza tra il reddito standard adottato come riferimento e la fatturazione effettiva, nel momento in cui ciascun contribuente documenti su base volontaria la propria condizione di disabilità e/o la propria patologia cronica e ingravescente”, dichiara Bandiera.

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maggio 18, 2017

“Cook «Apple crede nell’accessibilità, tutti possono usare i nostri prodotti, anche chi ha disabilità»”

In occasione del Global Accessibility Awareness Day, evento che ha l’obiettivo di coinvolgere il maggior numero di persone, invitandole a parlare e conoscere meglio il tema dell’accessibilità digitale (web, software, app per smartphone, ecc.) e gli utenti con differenti disabilità, il CEO di Apple Tim Cook ha incontrato tre YouTubers per parlare delle funzioni di accessibilità integrate in iOS e nei Mac. Ognuno dei singoli YouTubers che ha incontrato Cook nel campus Apple per un caffè, ha condiviso il filmato dell’incontro sul proprio canale. Le persone che hanno incontrato il CEO di Apple, sono: il filmaker ipovedente James Rath, il sostenitore dei non udenti e vlogger Rikki Poynter e l’attrice Tatiana Lee, nata con la malformazione genetica della colonna vertebrale nota come “spina bifida”. Come già in altre occasioni precedenti, Tim Cook ha spiegato quanto sia importante per Apple l’accessibilità e gli sforzi dell’azienda affinché computer e i dispositivi siano utilizzabili da tutti. «Apple si fonda sull’idea di offrire alle persone la possibilità di creare e fare cose che non potrebbero fare con altri strumenti» ha detto Cook in una delle interviste: «Abbiamo sempre visto l’accessibilità come un diritto e così come i diritti umani sono per tutti, vogliamo che i nostri prodotti siano accessibili da tutti. È un valore fondamentale per Apple. Non creiamo prodotti per un particolare gruppo di persone. Creiamo prodotti per tutti». “Crediamo fortemente che tutti abbiano diritto a pari opportunità e parità di accesso e dunque non guardiamo e non abbiamo mai guardato a questo dal punto di vista del ritorno di investimento”. «Non è questo quello che importa».

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aprile 28, 2017

“Disabilità grave: vale la firma col puntatore oculare?”

Una persona immobilizzata nei movimenti, ma capace di intendere e di volere ha tutto il diritto di veder valere la sua firma, anche se fatta attraverso l’ausilio di strumenti dedicati a superare l’impedimento, come il puntatore oculare. E’ questo, in sostanza, il succo di una sentenza del tribunale di Venezia che ha riconosciuto la validità delle firma di un uomo che ricorre al puntatore oculare per comunicare. Lo rende noto Redattore Sociale, che riporta la notizia del Consiglio notarile di Milano, da tempo promotore di questo diritto per quelle persone, come quelle colpite da Sla in maniera grave che per comunicare, attraverso movimento degli occhi, quello che intendono esprimere, utilizzano lo strumento dell’eye tracking, a cui segue traduzione da parte di un sintetizzatore vocale. Il riconoscimento giuridico che arriva a questa forma di comunicazione si traduce, nel concreto,  nella possibilità, per le persone immobilizzate nei movimenti o dalle facoltà del linguaggio compromesse, di prendere parte a contrattazioni giuridiche e notarili, con firma dei relativi documenti, usando il puntatore oculare e senza bisogno di un interprete che esprima le sue volontà. Riporta Redattore Sociale il commento del  presidente del Consiglio notarile di Milano,  Arrigo Roveda: “La firma è un diritto per chiunque, limitato fisicamente, conservi una piena capacità intellettiva ed è un diritto che deve poter essere esercitato personalmente e senza deleghe.” Non si può, quindi, che salutare con entusiasmo questa sentenza, che tra l’altro tocca un argomento assai sensibile, e che apre a considerazioni su quanto si potrebbe fare (e ancora non si fa) per favorire la persona disabile nel disbrigo delle pratiche burocratiche, ad esempio rendendo il più accessibile possibile la firma elettronica, o alla possibilità di aprire anche ad altre forme (ad esempio multimediali e sonore) i contenuti da poter sottoscrivere. Ricordiamo che attualmente il Decreto legislativo 2 luglio 2010, n. 110 in materia di ammodernamento dell’Ordinamento del Notariato, prevede ad esempio l’obbligatorietà per il notaio, di redigere e rogare atti pubblici o autenticare scritture private anche in formato elettronico quando in presenza di un non vedente (col consenso di tutte le parti interessate).

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aprile 25, 2017

“Free Wheels Onlus, Un convegno su Disabilità, esempi di normalità, amore e affettività alla Microsoft House”

Milano, 12 aprile 2017- Sì è svolto alla Microsft, un convegno su “Disabilità, esempi di normalità” e “Amore e affettività. Questa manifestazione organizzata da Pietro Scidurlo, fondatore di Free Wheels Onlus, ha accolto 7 magnifici relatori: Ferdinando Acerbi (atleta e allenatore paraolimpico equestre), Alessandro Bordini (nonostante sia non vedente a causa di un incidente, ha girato in sette anni 90 paesi da solo, in completa autonomia), Martina Gerosa (esperta nell’ambito dell’accessibilità e manager della cooperativa Accaparlante), Luca De Doris (storico archivista), Max Ulivieri (fondatore del progetto Diversamente Agibile) e Fabrizio Marta (Fondatore dell’associazione “Rotellando”). Moderatore dell’incontro è stato Claudio Arrigoni (Giornalista di RCS). “Nel secolo scorso si è transitati dalla cultura della disabilità a quella dell’integrazione e successivamente dell’inclusione. Ora l’obiettivo è entrare nella cultura delle abilità: guardare alle abilità delle persone, ognuna con la propria condizione e diversità. In questo modo, si valorizza la persona così come essa è e per quello che può esprimere, ognuno secondo la propria condizione, è risorsa per la comunità”. Cosi ha introdotto l’evento Claudio Arrigoni. Dalle parole ai fatti: Alessandro Bordini ha iniziato a raccontare che ha girato più di 90 paesi da solo ma in compagnia della gente toccando con mano la loro bontà e disponibilità durante i suoi viaggi. In un’epoca in cui viene solo messa in evidenza tanta violenza e cattiveria questo ultimo, ha dimostrato il contrario. A seguire Martina Gerosa (non udente) ha proiettato un video in cui diverse persone con differenti disabilità, sostenevano che la propria caratteristica intrinseca è un valore aggiunto e non deve essere vissuta come una tragedia personale. L’emblema del superamento dei limiti è stato ben rappresentato da Ferdinando Acerbi, campione equestre e mieloleso parziale il quale nel 2004, a causa di un incidente, ha dovuto stravolgere la sua vita. Oggi allena atleti paraolimpici equestri. A concludere questa prima sezione è intervenuto Luca De Doris, che ha proiettato un video di debutto per il festival del cinema, formato da un cast di soli attori sordi. Un reportage a seguire ha evidenziato che alla domanda:” che cosa fosse il cinema dei sordomuti”, l’opinione pubblica rispondesse: “dei film per i sordomuti con i sottotitoli”; erroneamente a ciò che si crede, questo genere cinematografico ha ampio seguito soprattutto all’estero. Purtroppo è evidente che non vengono fornite in Italia informazioni adeguate in merito. Nella seconda parte, ad affrontare il tema della sessualità sono intervenuti Max Ulivieri e Fabrizio Marta (Rotex): se il primo ha sottolineato l’importanza dell’istituzionalizzazione dell’assistente sessuale per i disabili gravi, il secondo ha parlato della sua condizione di vita da disabile omosessuale, di come è stata complicata da accettare e da gestire soprattutto da adolescente. Martina Genosa, in un commento conclusivo, ben riassume il pensiero condiviso da tutti i presenti al Convegno: “È rassicurante che tutti coloro che hanno partecipato a questo evento, sia sul palco che in platea, desiderano strutturare una società più aperta, rispettosa delle differenze, solidale, accessibile e inclusiva”.

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aprile 24, 2017

“Tecnologie per la disabilità: diventiamo tester di prodotti e ausili!”

“Siamo noi a creare la storia con la nostra osservazione, e non la storia a creare noi”.  Il Professor Stephen Hawking, padre di questa frase, è fortemente convinto che la disuguaglianza fra gli esseri viventi sia il motore che spinge alla conoscenza sempre maggiore del nostro mondo. Compito della ricerca secondo Hawking è proprio quello di rompere i confini esplorando oltre il conosciuto, per donare speranze e seminare nuove forze che segnino il progredire di un’epoca. Ha anche affermato, in merito alla sua malattia: “La medicina non può curarmi ed io mi sono affidato alla tecnologia”. La stessa tecnologia che ogni tanto ci intimorisce, in quanto innovazione e territorio inesplorato fuori dalla comfort zone, aiuta le persone con disabilità a recuperare uno stile di vita vantaggioso e  soddisfacente.  Pensate ad esempio ad un drone che permetta ad una persona disabile di sedervisi sopra come fosse una sedia a rotelle: la sua fluttuazione (se non propriamente volo) permetterebbe di azzerare in un colpo qualsiasi problematica di barriere architettoniche. Tali innovazioni sono in fase di studio, non si tratta di immaginazione. I primi prototipi bussano timidamente alle nostre porte per aprire uno spiraglio di fiducia nel futuro: sta a noi coglierlo con curiosità ed interessarci in prima persona, magari portando la nostra personale impronta per far sì che possiamo contribuire alla crescita, perché questi diventino a tutti gli effetti ausili che aiutano le persone con disabilità. Si tende a pensare che questi pionieristici ausili abbiano prezzi esorbitanti, e spesso è vero, ma prima che vengano immessi sul mercato e brevettati subiscono una fase di prova nella quale si cerca di ottimizzare le prestazioni ed eliminare qualsiasi problema possa presentarsi (in gergo, beta testing). In pratica, si fa da “cavie” e si presta la propria persona per provare in anteprima qualcosa che è stato progettato per il miglioramento e il benessere. Sapete che ci si può proporre come beta testers per i nuovi ausili? Il procedimento è semplice: basta rendersi disponibili presso le case costruttrici o presso privati che sperimentano un’apertura verso nuovi progetti (spesso basta una e-mail) donando la nostra prestazione per eseguire delle prove. Ovviamente non è detto che ci chiamino accettando la nostra proposta, ma se non ci proviamo non ci riusciremo e resteremo con l’amaro in bocca di non aver tentato. La nostra esperienza affinché degli esperti possano costruire il miglior ausilio possibile, che semplifichi non solo la nostra vita ma quella dei tanti nella nostra condizione: un pensiero che approda alla formula “positività + fiducia + azione personale = VITA.” Non sarà un’ operazione degna delle equazioni di Hawking, ma fa la differenza.

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aprile 17, 2017

“Quinto convegno provinciale sui Bisogni Eucativi Speciali”

Il Centro Territoriale di Supporto alla Disabilità e alle Nuove Tecnologie della Provincia di Monza organizza il quinto convegno provinciale sui BES. Il Centro Territoriale di Supporto alla Disabilità e alle Nuove Tecnologie della Provincia di Monza e Brianza organizza il quinto convegno provinciale sui Bisogni Educativi Speciali degli alunni in concomitanza con il congresso nazionale del CNIS (Associazione per il Coordinamento Nazionale degli Insegnanti Specializzati e la ricerca sulle situazioni di Handicap) dal 21 al 22 aprile 2017. Il convegno del CTS si svolgerà nella mattina di Venerdì 21 e sarà aperto ai dirigenti e ai docenti degli Istituti scolastici del territorio. Si proseguirà con gli interventi e i workshop degli esperti del CNIS fino a sabato 22 aprile. Il convegno si terrà a Monza, presso l’Urban Centre di via Turati 8 , con il patrocinio del Comune di Monza. Ingresso gratuito previa iscrizione sul sito http://www.ctimonzabrianza.it La locandina: http://www.ledha.it/allegati/LED_t2_notizie_allegati/2304/ Fonte: http://personecondisabilita.it/page.asp?menu1=4¬izia=6360&page=1

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aprile 13, 2017

“Quando un marciapiede accessibile, diventa inaccessibile”

E’ una segnalazione della Sig.ra Ilaria, ci auguriamo che possono prestare più attenzione chi opera, onde evitare difficoltà maggiori alle persone con difficoltà – Milano. Via Pola, angolo via Torquato Taramelli. Durante un banale intervento di manutenzione è sparita la “conchiglia” che permette alle persone in carrozzina di salire o scendere. Una piccola storia, emblematica però di quanta sia la strada da percorrere verso la piena accessibilità. Negli ultimi giorni, lungo il marciapiede che unisce queste due strade, ci sono state transenne e operai al lavoro: normale routine cittadina, che passa quasi inosservata. Se non fosse per un’improvvisa stonatura. In corrispondenza delle strisce pedonali è “sparita” la conchiglia che fino a pochi giorni fa permetteva alle persone in carrozzina, alle mamme con passeggino (e agli utenti della vicina postazione BikeMi) di salire e scendere comodamente dal marciapiede per attraversare via Pola. Non si tratta di una svista. Né possiamo considerarla una dimenticanza. Buona prassi e la normativa vigente in materia vorrebbero che gli interventi di manutenzione o di rifacimento del manto stradale, dei marciapiedi, delle strade o delle piazze siano un’occasione per migliorarne l’accessibilità. Ad esempio installando proprio quelle rampe e le cosiddette “conchiglie” che permettono alle persone con disabilità motoria (ma non solo) di salire e scendere dai marciapiedi. Mentre laddove si riscontra una buona situazione di accessibilità, questa dovrebbe essere mantenuta o ulteriormente migliorata. Sono episodi come questi che permettono di capire quanta sia ancora la strada da fare per ottenere una città che sia veramente “per tutti”. E non si tratta solo di una questione di centimetri. Rimettere mano al marciapiede sarà sicuramente possibile. Ma richiederà tempo, altri lavori, altre spese e altri piccoli disagi per i passanti che ogni giorno passano per quella strada. Quella che è mancata – qui come in tante altre situazioni – è la mancanza di attenzione in fase di progettazione e di realizzazione del lavoro. Segno che le (buone) leggi vigenti restano per molti ancora sulla carta e non sono mai state veramente interiorizzate da chi pensa agli spazi pubblici della città.

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