Posts tagged ‘disabilità’

luglio 19, 2018

“In attesa che il Ministero della Famiglia e delle Disabilità inizi a lavorare, si tenta di intercettare le prime mosse del nuovo governo”

L’Italia ha finalmente un nuovo Esecutivo, e ciò che tutti attendono sono politiche che contribuiscano a dare ai cittadini ossigeno, giustizia e fiducia nel futuro. Come abbiamo visto, prima ancora della nascita del neo Governo a guida Conte, i partiti che sostengono il nuovo esecutivo (Lega e Movimento 5 Stelle) avevano messo nero su bianco alcuni intenti programmatici espressi nel cosiddetto “Contratto di Governo del cambiamento”: per quanto riguarda la disabilità si tratta di punti sui quali non solo la principale federazione italiana delle associazioni per la disabilità ha manifestato varie riserve, ma anche gli stessi esperti di disabilità si sono espressi con analisi che mettono in luce lacune e incongruenze. Tra le novità principali delle primissime ore del nuovo Governo c’è l’istituzione del nuovo Ministero per la Famiglia e le Disabilità, il cui reggente è il leghista Lorenzo Fontana, chiamato a gestire le questioni legate a questi ambiti. Anche sull’istituzione di questo nuovo dicastero i pareri sono contrastanti, ma si attende la sua operatività: ad esempio il presidente di Anffas, Roberto Speziale, sul nuovoministero ha dichiarato a Vita.it: “apparentemente lo possiamo leggere come finalizzato a una maggiore attenzione, ma se invece fosse una settorializzazione…”. Per quanto riguarda la disabilità, ricordiamo che in Italia, secondo le stime dell’Istat (che risalgono al 2013) sono circa 3,2 milioni gli italiani (con più di 6 anni) con almeno una limitazione funzionale. Di questi, 2 milioni e 500 mila sono anziani. Sono quindi particolarmente attese le politiche e gli interventi che le persone disabili italiane si aspettano da questo governo, e se da un lato è prematuro fare previsioni rispetto al suo operato dall’altro si tenta tuttavia di carpire i primi segnali di rotta. Lo ha fatto la FISH che ieri ha commentato in una nota le dichiarazioni di Alberto Brambilla, tecnico e politico di punta della Lega e già sottosegretario al Welfare in due Governi Berlusconi e poi Presidente del nucleo di valutazione della spesa previdenziale presso il Ministero del Lavoro (2008-2012), un nome in pole position per qualche sottosegretariato nel nuovo esecutivo se non addirittura, secondo alcuni, al vertice di INPS. La FISH commenta la lunga intervista di Brambilla rilasciata a La Repubblica di ieri nella quale veniva discussa la fattibilità della soppressione della Legge Fornero: Brambilla, riporta la FISH, ridimensiona (di molto rispetto ad altri analisti) le previsioni di spesa: basterebbero, a sua detta, 5 miliardi. Rimane comunque la sfida di dove recuperali e, contestualmente, di come garantire la copertura all’altro punto centrale nel “Contratto di Governo del cambiamento” e cioè il reddito di cittadinanza. Secondo Brambilla 1,5 miliardi possono essere recuperati con la soppressione dell’Ape Social, cioè quella formula di anticipazione della pensione riservata a pochissime categorie di lavoratori, e in numero già contingentato e con limiti anagrafici, fra i quali quelli che assistono familiari con gravi disabilità o che sono lavoratori con disabilità. Ma Brambilla – continua la FISH – propone anche un’altra ricetta (già sentita in passato) che riguarda l’assistenza: “Andrebbe unificato il corpo medico di INPS e INAIL perché vigili su invalidità e inabilità, togliendo il monitoraggio alle Regioni. Risparmiare il 4%, stanando i furbi, su una spesa da 112 miliardi annui non è fantascienza.” Precisa la FISH che Per inciso i 112 miliardi citati riguardano l’intera spesa pensionistica, mentre il 4% si dovrebbe recuperare solo dalle pensioni di invalidità civile (e sordità e cecità) e anche da quelle di invalidità per lavoro. La bizzarra unificazione del “corpo medico” di INPS e INAIL, secondo il Brambilla, dovrebbe “stanare i furbi”. Ancora per inciso: le Regioni da un pezzo non hanno più alcuna funzione di monitoraggio su quelle provvidenze. La stessa funzione concessoria delle provvidenze assistenziali è di fatto in capo a INPS da alcuni anni. Il commento della FISh a queste dichiarazioni è serafico: Si torna quindi a parlare di “furbi”, a riproporre logiche e ricette tipiche di altre stagioni, incentrate sul pregiudizio e lo stigma, sulla spesa improduttiva di tremontiana memoria. E ricette fallimentari: INPS e Ministero del Lavoro hanno sancito in modo definitivo che i 450.000 controlli condotti nel triennio 2013-2015 hanno riportato nelle casse dello Stato solamente 13,6 milioni di euro. Ma Brambilla mette le mani avanti anche sull’altro intento espresso dal citato Contratto – conclude la FISH – e cioè l’aumento delle pensioni di invalidità. Ancora una volta, prevale lo stigma e il condizionale: “Sarebbe altrettanto giusto raddoppiare le pensioni di invalidità. Ma quelle vere.” Nel complesso, leggendo l’intervista rimane la netta sensazione che la Lega, riprendendo linguaggi e proposte di epoca berlusconiana, stia di fatto dettando la linea al neoministro del Lavoro e delle Politiche sociali, Luigi Di Maio, e a quello della Famiglia e della Disabilità, Lorenzo Fontana. Da entrambi ci si augura una presa di distanze da questo scenario tutt’altro che positivo. Queste le prime indiscrezioni su una serie di interventi che potranno interessare oltre tre milioni di cittadini con disabilità. Staremo a vedere.

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luglio 16, 2018

“Alzheimer, gli ostacoli nella diagnosi tempestiva”

In Italia, mediamente, il tempo di attesa per la diagnosi è di 1,6 anni (in Europa è di 2,1 anni). E in sei casi su dieci la persona non viene informata della sua malattia. In Europa un malato di Alzheimer deve aspettare in media 2,1 anni prima di ricevere la diagnosi corretta. Inoltre a un malato su quattro (il 25%) inizialmente viene diagnosticata un’altra malattia. Sono due degli elementi che emergono dal nuovo “European Carers’ Report 2018” presentato da Alzheimer Europe al Parlamento europeo nei giorni scorsi. Un rapporto che evidenzia quali siano in Europa, dal punto di vista dei familiari e dei care givers, i maggiori ostacoli a una diagnosi tempestiva delle persone con demenza. In Italia il tempo di attesa per la diagnosi è leggermente minore rispetto al dato europeo (1,6 anni), ma sale al 31% la percentuale di coloro a cui viene inizialmente diagnosticata una condizione medica diversa dalla demenza. Quasi la metà dei familiari (47% nel complesso e ben il 52,1% in Italia) credono che il tasso di diagnosi sarebbe risultato migliore se valutato più tempestivamente. Il Rapporto è stato redatto da Bob Woods -professore di Psicologia Clinica presso l’Università di Bangor (Galles, Regno Unito) e direttore del Dementia Services Development Centre Wales- sulla base dei sondaggi effettuati nel 2017 dai 5 Paesi che hanno raccolto l’esperienza di carer e familiari di persone con demenza nei loro territori. Nel complesso sono stati 1.409 i familiari, di cui 339 sono italiani. Tra i 5 Stati che hanno partecipato alla ricerca è infatti presente anche l’Italia, insieme a Scozia, Olanda, Repubblica Ceca e Finlandia: nazioni che rappresentano un campione significativo della situazione in Europa in merito al percorso diagnostico vissuto dalle persone con demenza e quindi ai tempi e alle modalità affrontate anche dai loro familiari. I dati più significativi riguardano la tempistica nell’individuazione della diagnosi e la sua comunicazione al malato. Significative differenze sono presenti tra i Paesi europei nella comunicazione della diagnosi alla persona con demenza: se il 59,3% dei carer italiani dichiara che la persona non è stata informata della malattia, la percentuale scende al 23,2% in Repubblica Ceca, all’8,2% nei Paesi Bassi, al 4,4% in Scozia e all’1,1% in Finlandia. “Una diagnosi tempestiva insieme al coinvolgimento del malato nelle decisioni che lo riguardano e all’ascolto delle sue esigenze sono fondamentali per combattere l’esclusione sociale e lo stigma, per assicurare dignità e migliorare la qualità di vita dell’intera famiglia coinvolta”, commenta Gabriella Salvini Porro, presidente della Federazione Alzheimer Italia. In Italia anche le persone con demenza – che nel complesso si stimano in 1.241.000 – sono nella maggior parte dei casi donne (73,9%), tra i 75 e gli 84 anni (49,1%), e quasi la metà di loro vivono in casa con i loro familiari (46,4%) o con altri carer (28,7%), mentre sono pochi coloro che alloggiano presso residenze assistenziali (12,1%). Dalla ricerca emerge un preciso profilo del carer: in Italia nella maggior parte dei casi si tratta del figlio della persona malata (64,8%; solo nei Paesi Passi sono di più i mariti/mogli con un 53,7%) e di sesso femminile (80,3%). Anche negli altri quattro Stati europei considerati le donne carer corrispondono alla maggioranza (82,8%). Infine, il supporto post-diagnostico rimane un problema che accomuna tutti gli Stati: nel complesso la metà dei familiari richiede informazioni su come affrontare e convivere con la demenza e sui servizi disponibili sul territorio. In Italia si registra la maggiore insoddisfazione sulle informazioni ricevute. “L’impatto della demenza sulla famiglia del malato è pesante sia sul piano economico sia su quello emotivo”, precisa Mario Possenti, segretario generale della Federazione Alzheimer Italia, presente a Bruxelles. “Ogni giorno le centinaia di richieste di sostegno che arrivano alla nostra help line Pronto Alzheimer ci confermano che i familiari vivono ancora troppo nell’isolamento e nella poca informazione. Consapevoli che sia necessario attivare interventi e strumenti efficaci, continuiamo quindi a sviluppare il progetto nazionale delle Comunità Amiche delle Persone con Demenza che possono far sentire comprese, rispettate, sostenute tutte le persone che vivono con la demenza”.

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luglio 9, 2018

“Poltroncine montascale “Dolce Vita” di Vimec: in due anni oltre 2.500 impianti”

Azienda leader nel settore dei montascale, servoscala, piattaforme elevatrici per carrozzine disabilie di soluzioni su misura per la mobilità delle persone e il superamento delle barriere architettoniche, Vimec è una realtà produttiva che sembra non conoscere crisi. Con i 2.500 impianti della poltroncina montascale “Dolce Vita” realizzati e installati in Italia nel giro di due anni, Vimec ha conseguito questo mese un risultato in linea con le più ottimistiche aspettative. E si tratta di un trend che non conosce soste: con 150 unità vendute, lo scorso mese di maggio ha fatto registrare un nuovo record assoluto.

RECORD PRODUTTIVO –Mantenendo questo ritmo –  spiega Michele Mingori, Sales manager Italia di VIMECnel 2018 la nostra produzione dovrebbe superare le ottomila unità complessive(cifra mai raggiunta prima), suddivise in ascensori per la casa, pedane inclinate, poltroncine montascale per anziani e trattorini con accompagnatore per persone con disabilità motorie: è un mercato che premia la professionalità dei nostri consulenti, che offrono un prodotto realizzato su misura per ogni scala e per le esigenze di chi lo utilizza”.

DELOCALIZAZIONE AL CONTRARIO – È un successo tutto italiano, quello di VIMEC: l’intera produzione è infatti concentrata nella sede di Luzzara, in provincia di Reggio Emilia, e il 75% dei fornitori sono nel raggio di 10 km: “La decisione di riportare in Italia, nel gennaio 2017, le linee produttive delocalizzate in Cinacommenta Mingori –  si è rivelata vincente, garantendoci il controllo totale di tutta la supply chain, a vantaggio della qualità e dell’efficienza”.

NUOVE ASSUNZIONI – Per rispondere al meglio alle richieste del mercato nazionale e di quelli esteri, soprattutto europei, interessati a un prodotto innovativo e performante per flessibilità e affidabilità, il lavoro in linea è stato organizzato su turni e sono state perfezionate nuove assunzioni: “Il nostro impegno, conclude Mingori, è quello di garantire la necessaria personalizzazione degli impianti, offrendo un servizio di alto profilo tecnico e di consulenza nel supportare le scelte dei nostri clienti”.

VIMEC NEL MONDO – Dal 1980 VIMEC produce ascensori per la casa, montascale e servoscale per edifici privati e pubblici. Con oltre 160 dipendenti e più di 110 mila impianti realizzati e installati in tutto il mondo, VIMEC è leader di mercato grazie all’ampia gamma di prodotti.
Ha filiali commerciali in Spagna, Francia, Gran Bretagna e Polonia, oltre a essere presente in Australia, Sud Africa, America Latina e Sud-Est Asiatico. Gli stabilimenti produttivi VIMEC si estendono su oltre 35 mila mq. Nel 2017, VIMEC è stata acquistata dal Gruppo svedese Latour, che ha annunciato un piano di investimenti industriali a medio lungo termine.

Qui sotto, la nostra videointervista a Michele Mingori in occasione della recente Fiera Exposanità
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luglio 4, 2018

“Fontana: aiuti fiscali e sussidi alle famiglie. Incivile l’assegno di 280 euro mensili ai disabili”

Ciao Amici di Disabili Abili, oggi vi segnalo dichiarazioni del ministro Fontana inerente alla disabilità. Parole che fanno ben sperare per un ritocco verso l’alto della nostra pensione di invalidità. (per ora di assegno di accompagnamento non si parla). Finalmente qualcosa si comincia a muovere, ed è giusto riportarlo, un atto finalmente intelligente da parte di Fontana dopo le brutte ed insensate uscite contro le coppie Lesbiche ed Omosessuali. Felici che qualcuno si sia reso conto delle nostre Pensioni di invalidità da fame, attendiamo con ansia e trepidazioni conferme incoraggianti e passi concreti in questa direzione, Come promesso da persona sensata ed equilibrata quale mi ritengo essere, sono pronto anche a sottolineare le cose buone che vorrebbe attuare. Nel frattempo vi auguro buon proseguimento sul nostro sito ed a riscriverci davvero molto presto. Un abbraccio.

Simone

Secondo il ministro, “non servono interventi spot ma una programmazione strategica e interventi prolungati nel tempo: un sistema fiscale ‘family friendly’. Poi ribadisce il suo ‘no’ alla legalizzazione delle drogheLa bassa natalità “è una sfida difficilissima, una vera emergenza”, dice il ministro della Famiglia, Lorenzo Fontana, che in un’intervista al QN spiega la sua idea per “garantire alle coppie la libertà di poter desiderare un figlio senza preoccupazioni”. Secondo Fontana, “non servono interventi spot ma una programmazione strategica e interventi prolungati nel tempo: un sistema fiscale ‘family friendly’, una drastica semplificazione tributaria, una rete di sostegno ai genitori, la valorizzazione dei consultori, un rafFontana parla anche di droga e tossicodipendenze, ribadisce il suo no alla legalizzazione e propone: “Chi viene scoperto a consumare droga potrebbe andare a rendersi utile nelle comunità di recupero”. Il ministro infine afferma che va fatto di più per i disabili e definisce “incivile l’assegno di 280 euro mensili: prima le persone, poi i bilanci”.

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giugno 19, 2018

“Il Garante che monitorerà le strutture residenziali per disabili e anziani”

E’ stata presentata venerdì scorso la relazione annuale del Garante nazionale dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale, nella quale si è parlato anche della necessità di monitoraggio delle strutture residenziali per anziani e disabili. Su questo, pubblichiamo il comunicato stampa della FISH:

“Ieri è stato un giorno importante per la Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap – dichiara Vincenzo Falabella, presidente della FISH – Vengono condivise e riconosciute come fondate e legittime le istanze, le rivendicazioni, le proposte, gli approfondimenti che riproponiamo con insistenza negli ultimi anni in materia di segregazione delle persone con disabilità. Viene premiata la determinazione che ha guidato la specifica Consensus Conference sulla segregazione promossa nel giugno 2017, il nostro Congresso che ha nuovamente ribadito la centralità del tema e soprattutto l’avere cercato e trovato interlocuzione nel Garante Nazionale dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale, nostro ospite in entrambe le occasioni.”

Proprio ieri il Garante, Mauro Palma, ha anticipato i contenuti della Relazione annuale che sarà depositata a ore in Parlamento. Lo ha fatto in una Conferenza alla presenza delle Presidenze di Senato e Camera e dei referenti dei massimi organi istituzionali: fra gli altri, Corte costituzionale, Consiglio di Stato, Corte dei Conti, Ministero della Giustizia.

E nella Relazione di quest’anno, come ha premesso Mauro Palma, spicca subito una novità: l’area della libertà e della salute, che “è volutamente posta come prima delle aree di analisi nella Relazione, si è ampliata quest’anno al monitoraggio delle strutture residenziali per disabili e anziani ove si concretizzi di fatto una privazione della libertà. Sono le strutture che in ambito internazionale vengono definite Social care home”. La relazione è, non a caso, ricca di dati e di analisi.

“Sono questi dati […] a far comprendere la vastità del mandato di monitoraggio che lo rendono impossibile senza la costruzione di referenti territoriali del Garante nazionale […] e senza il supporto degli Istituti di ricerca, di altre Istituzioni e dell’importante ruolo dell’associazionismo di settore. Da qui lo sviluppo di alcuni Protocolli tra il Garante e altre Istituzioni per la costruzione di un’Anagrafe che è stata realizzata […] classificando le strutture in base alle prestazioni erogate (sanitarie; socio-sanitarie; sociali) e al grado di residenzialità (residenziale; semiresidenziale).”

E il Garante prosegue con una serie di affermazioni che FISH non può che riconoscere come proprie: “L’attesa del mondo della disabilità è stata centrata nella fiducia in questa Istituzione nuova, ilGarante nazionale, che ha assunto l’impegno di monitorare il variegato mondo delle strutture per persone vulnerabili e di indirizzare un occhio esterno verso luoghi capillarmente sparsi nel territorio del Paese a volte poco trasparenti. Sono luoghi in cui accudimento e controllo si confondono frequentemente. Luoghi certamente noti alla rete degli affetti di chi vi è ospitato e al variegato mondo del volontariato; ma molto meno alle Istituzioni, forse proprio per la supposta residualità del ruolo sociale delle persone che vi risiedono; le quali vi entrano spesso volontariamente, ma nel tempo rischiano, per una serie di imprevedibili fattori, di divenire di fatto private della libertà.Proprio per questo abbiamo voluto inserire questo settore d’azione del Garante come primo capitolo tematico di questa Relazione e voglio leggere la nuova previsione di un Dicastero rivolto, nel proprio mandato, anche alla disabilità come l’indicazione di un’accelerazione nel processo d’integrazione dei relativi problemi all’interno del quadro complessivo della tutela dei diritti di tutti e non come separazione da quest’ultimo”.

E ancora sui trattamenti sanitari obbligatori e sulla salute mentale: “quello che maggiormente colpisce è la mancanza di dati certi che peraltro rende molto più difficile l’attività di monitoraggio e quindi la possibilità di prevenire situazioni che potrebbero ledere i diritti delle persone. […] Per colmare tale lacuna, il Garante raccomanda che sia predisposto un Registro nazionale dei trattamenti sanitari obbligatori, in cui siano riportate una serie di informazioni, quali il numero complessivo dei pazienti ricoverati nei diversi Servizi psichiatrici di diagnosi e cura, il numero complessivo dei pazienti sottoposti a trattamento sanitario obbligatorio e la durata in ciascun caso, il numero di coloro che sono sottoposti a trattamento sanitario volontario, la data di inizio del trattamento, la durata presumibile all’atto dell’ingresso e la durata effettiva dello stesso, l’eventuale uso della contenzione (nelle sue diverse declinazioni) e la sua durata, la conversione del trattamento da obbligatorio a volontario per avvenuto consenso”.

Un giorno quindi davvero importante e che potrebbe segnare l’avvio di un reale contrasto alla segregazione delle persone con disabilità e di garanzia della vita indipendente come previsto dall’articolo 19 (brillantemente citato dal Garante nella sua relazione) della Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità.

Alcuni dati

In Italia, nel 2014, i presidi residenziali socio-assistenziali e socio-sanitari pubblici e privati ospitano complessivamente 273.316 persone con disabilità e non autosufficienza, pari al 70,8% del numero totale di ospiti (parliamo dei cosiddetti istituti, RSA, comunità, strutture di tipo familiare).

Di questi: 3.147 sono minori con disabilità e disturbi mentali dell’età evolutiva; 51.593 sono adulti con disabilità e patologia psichiatrica; 218.576 sono anziani non autosufficienti.

Dunque poco più dell’83% degli ospiti con disabilità e non autosufficienza presenti nelle strutture residenziali sono anziani non autosufficienti.

In particolare, possiamo rilevare che nell’81,6% dei casi si tratta di anziani non autosufficienti cui viene garantito un livello di assistenza sanitaria medio-alto, ossia trattamenti medico-sanitari estensivi per la non autosufficienza (livello medio) o intensivi per il supporto delle funzioni vitali (livello alto). Possiamo quindi parlare per lo più di anziani che si trovano in condizioni di gravità. Inoltre nel 98,3% dei casi sono ospiti di strutture che non riproducono le condizioni di vita familiari e potrebbero dunque risultare potenzialmente segreganti.

Allo stesso modo, il 93,2% dei 32.648 posti letto rivolti alle persone con disabilità risultano collocati in strutture che non riproducono l’ambiente della casa familiare.

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giugno 13, 2018

“Con #ètuttodiverso la disabilità e l’arte sono in parallelo, ma in che modo?”

#ètuttodiverso, una manifestazione che si è svolta per il secondo anno consecutivo, ha sfondato ancora una volta. Qual è la sua formula vincente?

Il 10 giugno scorso a Milano ha aperto i battenti per il secondo anno consecutivo “ETD #ètuttodiverso“, un festival dove arte e disabilità viaggiano in parallelo. Questo evento si è tenuto dalle 12:00 alle 0.00 presso la Cascina Linterno – Parco delle Cave

Questa manifestazione ha avuto lo scopo, come l’anno precedente, di intrattenere e informare, promuovendo una sorta di cambiamento culturale in merito alla disabilità in modo attuale e concreto: a tal proposito, l’intera giornata è stata dedicata appunto alla sperimentazione di inedite forme d’arte e di intrattenimento, in cui diversi artisti disabili si sono cimentati davanti al pubblico, dimostrando le propie capacità. Una scelta questa che parte dal presupposto di voler approfondire e divulgare la conoscenza della disabilità nel campo artistico, ancora oggi percepito dalla maggior parte dell’opinione pubblica con occhio critico da ogni punto di vista.

È proprio per abbattere i pregiudizi delle persone, che tale manifestazione è stata creata ‘ad hoc’ e al fine di far riflettere tutti, i ragazzi di #ètuttodiverso hanno proposto una serie di attività tra cui: workshop, talk, mostre e live musicali di alcuni degli artisti più interessanti del panorama emergente italiano. Ovviamente in questo contesto non poteva mancare l’orchestra sinfonica “AllegroModerato”, composta da cinquanta musicisti con disagio psichico, mentale e fisico e da professionisti.

Per non lasciare nulla al caso anche il consumo del pranzo è avvenuto in maniera particolare senza l’uso di piatti e posate, ma solo attraverso l’utilizzo delle proprie mani o quelle degli altri, infatti la Contatto Experience consiste nella riprogettazione del rituale del pasto in modo che sia interamente servito e consumato con le mani, dal cuoco al consumatore. Questa modalità tattile di trovare nutrimento viene sperimentata da diversi anni in tutto il mondo, e per l’occasione è stata Giulia Soldani, esperta food design nella pratica della” Contatto Experience,” ad occuparsi di gestire il tutto. Concluso il pranzo si è affrontato invece il rapporto tra i media e disabilità, attraverso un team di esperti del calibro di: Laura Faraone, psicologa dell’Associazione “ Il Gabbiano”, Diego Cajelli, sceneggiatore, autore televisivo e radiofonico, e Violetta Bellocchio, scrittrice e docente della Scuola Holden di Torino, che hanno costituito sicuramente un valore aggiunto.

L’intero ricavato del Festival è stato devoluto in beneficenza all’Associazione “Il Gabbiano: noi come gli altri”, attiva dal 1987 nella zona 7 di Milano, che opera al servizio delle persone disabili e delle loro famiglie. Il contributo raccolto andrà a finanziare i lavori di ristrutturazione della Comunità Alloggio per persone disabili invia Don Gervasini. Già nella scorsa edizione ETD #ètuttodiverso, grazie all’ottimo riscontro ottenuto in termini di pubblico con circa 900 presenze, ha raccolto 1400 € devoluti in beneficenza all’Associazione ATLHA, che promuove tempo libero, vacanze e viaggi in tutto il mondo per persone disabili.

È incredibile pensare che una manifestazione di tale portata, attraverso un insieme di più elementi antitetici, riesca a far toccare con mano il mondo della disabilità in maniera tangibile, fuori dai classici contesti assistenziali, e potendo soprattutto fornire una visione più completa e reale del fenomeno, così da far comprendere che la vera diversità sta negl’occhi di colui che la percepisce.

Lungo questo stesso filone Andrea Porsia, uno dei Fondatori di #ètuttodiverso confessa che per il futuro lui e tutta la squadra hanno tanti progetti in cantiere: “forse troppi – dice sorridendo – il nostro intento è quello di far crescere le nostre iniziative per farle diventare un punto di riferimento per tante persone con disabilità, ma soprattutto il vero obiettivo è quello di diffondere una buona cultura in merito”.

Dalle parole di Andrea e dall’operato di tutto il gruppo, trapela certamente la tanta passione e la forte volontà di cambiare il concetto stesso di disabilità e i limiti che per forza, secondo il pensiero comune, ne conseguono. Come è nato il gruppo di #ètuttodiverso? Questi ragazzi facevano già parte nel 2014 di un Associazione culturale chiamata TO.T.EM, nata allo scopo di creare progetti innovativi partendo da tematiche di rilevanza sociale e culturale, in collaborazione con Associazione “Amici cascina Linterno” che dal 1994 opera a Baggio ed organizza attività di carattere didattico, sociale, ricreativo e culturale all’interno degli spazi in gestione.

E’ stata indubbiamente l’esperienza pregressa in ambito associativo a dare lo slancio a questi ragazzi di istituire #ètuttodiverso che, nonostante sia attiva solo da un paio d’anni, grazie allo spirito innovativo e volenteroso dei suoi componenti diverrà in futuro il braccio armato della disabilità e l’arte in tutte le sue diverse forme e sfaccettature.

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maggio 14, 2018

“Il motociclismo paralimpico scende in pista: tutti gli appuntamenti per seguire le gare”

Adrenalina, velocità, coraggio e tanta passione: sono questi gli ingredienti delle gare di motociclismo paralimpico, che vedono centauri sfidarsi in sella a moto adattate per provare tutta l’ebbrezza del circuito. Un’emozione per chi corre ma anche una per chi segue queste gare: ecco perché, per gli appassionati delle due ruote, segnaliamo due appuntamenti da non perdere:

– La prima gara del Campionato Italiano Motociclismo riservato ai piloti con disabilità, la Octo Bridgestone Cup, il 12-13 maggio a Vallelunga

– La prima gara dell’International Bridgestone Handy Race (sotto l’egida della Federazione Internazionale Motociclistica), che si svolgerà quest’anno su tre tappe prestigiose, all’interno della MOTOGP e della SUPERBIKE, a partire dalla gara di Le Mans (Francia) il prossimo 20 maggio

OCTO BRIDGESTONE CUP

La Octo Bridgestone Cup  è il Campionato italiano motociclistico riservato ai piloti con disabilità. Giunta alla sua quinta edizione, la competizione parte quest’anno da Vallelunga, con diciotto piloti iscritti. E’ una competizione affascinante, che consente a piloti con diversi tipi di disabilità di gareggiare il più possibile ad armi pari, grazie ad una scala di coefficienti in base al tipo di disabilità, (come avviene per le paralimpiadi), messa a punto dalla Onlus Di.Di. insieme ad Igor Confortin, allenatore della nazionale di Para Snowboard , in modo da equilibrare le prestazioni dei piloti.

La partenza è lanciata, in stile Le Mans, con i piloti schierati sulle loro moto sorretti dal proprio staff, di fronte alle tribune.

Due le gare della Octo Bridgestone Cup:
– Vallelunga, 12/13 maggio
– Tazio Nuvolari, 16/17 giugno

Appuntamenti prima gara a Vallelunga:

Sabato 12 maggio 2018
– Prove libere 14.25/14.45
– Qualifiche 16:40/17:00

Domenica 13 maggio 2018
– Qualifiche 09:50/10:10
– Gara 15:15 (10 giri)

moto paralimpiadi


INTERNATIONAL BRIDGESTONE HANDY RACE

Alla sua seconda edizione, l’International Bridgestone Handy Race è la manifestazione di moto paralimpico internazionale, dedicata a piloti disabili provenienti da tutto il mondo.
Quest’anno si corre su tre tappe prestigiose all’interno delle gare della MOTOGP e della SUPERBIKE:
– Le Mans (Francia) – 19/20 maggio in MotoGP
– Mugello (Italia) – 25/26 agosto in Coppa FMI
– Magny Cours (Francia) – 29/30 settembre in SBK

Appuntamenti prima gara a Le Mans:
– Venerdì 18 maggio ore 17.10/17.25 prove libere – 17.35/17.50 prove ufficiali
– Sabato 19 maggio ore 17.30 gara (8 giri)

E’ inoltre possibile seguire l’appuntamento:
– In diretta su: Eurosport France www.eurosport.fr
– Servizi in diretta su: Sky MotoGP (Canale 208)
– Speciali di Alberto Naska www.facebook.com/albertonaska

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maggio 9, 2018

“Accessibilità e divertimento: il nuovo servizio di Gardaland per visitatori con disabilità”

Easy Rider è il nuovo servizio del Parco per accompagnare e guidare sulle attrazioni gruppi di persone con disabilità

L’estate si avvicina e con lei anche la voglia di spostarsi e fare qualche uscita in più; tra camminate in montagna e gite alla scoperta delle bellezze artistiche e culturali dell’Italia c’è solo l’imbarazzo della scelta su cosa scegliere per i propri svaghi.
Tra le varie alternative per chi voglia trascorrere una giornata in compagnia non manca da valutare l’opzione parchi divertimento, tanto più ora che l’interesse ad unire divertimento e accessibilitàsta fortunatamente crescendo.

Gardaland, uno dei parchi divertimento più frequentati e conosciuti in Italia, si sta muovendo proprio in questa direzione: ha presentato infatti in questi giorni una collaborazione con ProgettoYeah! dalla quale è nato Easy Rider, un servizio di accompagnamento dedicato alle persone con disabilità all’interno del parco. Si tratta di un servizio che si propone, attraverso la scelta di percorsi accessibili e di attrazioni adatte, di organizzare al meglio la propria giornata nel parco divertimenti più famosi d’Italia.

UN SERVIZIO PERSONALIZZATO – A contraddistinguere Easy Rider è la personalizzazione del percorso: lo staff di accompagnatori realizza un itinerario su misura in base alle esigenze del gruppo di visitatori –  che si tratti di persone con disabilità visive, motorie, con autismo o Sindrome di Down. Gli ospiti vengono inoltre accompagnati all’ingresso di ogni attrazione e, prima di salire, ne vengono descritte le caratteristiche: dal funzionamento fino alla spiegazione relativa alle fasi di salita, discesa e percorso.
Lo staff di Easy Rider, inoltre, effettua prenotazioni per conto degli ospiti all’interno dei ristoranti del Parco.

ORARI E CONDIZIONI DEL SERVIZIO – Il servizio Easy Rider è disponibile nei giorni di apertura del Parco da aprile a luglio e nel mese di settembre; le fasce orarie vanno dalle 10.30 alle 13.30 e dalle 14.00 alle 17.00.
Easy Rider è dedicato a gruppi da minimo 4 fino ad un massimo di 12 partecipanti e prevede un numero equilibrato di visitatori con disabilità e accompagnatori. Lo staff di Easy Rider non si sostituisce agli accompagnatori delle persone con disabilità ma è da considerarsi quale valore aggiunto per il gruppo al cui interno è strettamente necessaria la presenza di un adeguato numero di accompagnatori (uno per ciascun visitatore con disabilità). Compito degli accompagnatori è inoltre supportare i visitatori negli spostamenti all’interno del Parco dove ciò risulti necessario.

Per usufruire del servizio occorre prenotarsi, almeno 3 giorni prima della data prescelta, chiamando il numero 045 6449777. Lo staff di Easy Rider accoglierà il gruppo al Welcome Desk situato al castello medievale di ingresso.
Per il servizio Easy Rider è richiesto un contributo di 5,00 € per ciascun membro del gruppo.

L’ingresso a Gardaland è gratuito per le persone con disabilità non autosufficienti mentre è atariffa ridotta per le persone con disabilità autosufficienti e per gli accompagnatori. Il pagamento potrà essere effettuato direttamente all’arrivo al Welcome Desk. Eventuali modifiche e/o l’annullamento della prenotazione dovrà essere effettuato almeno 3 giorni prima della data della visita. 

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aprile 27, 2018

“Bandiere Lilla: ecco i 17 comuni premiati per iniziative di turismo accessibile”

In vista della bella stagione, torniamo volentieri a parlare delle proposte di vacanze e viaggi accessibili alle persone con disabilità. Giornate che si allungano e temperature miti ci invogliano a trascorrere fuori casa weekend e ponti, magari visitando uno dei beni del Fai, con le nuove iniziative dedicate a chi ha una disabilità intellettiva o uditiva, o programmando una vacanza nel gioiello nostrano delle Dolomiti, esplorandone preventivamente i sentieri accessibili grazie al nuovo servizio di mappatura di 23 sentieri dei quali si può consultare online, con una esperienza virtuale, grado e caratteristiche di accessibilità

LE BANDIERE LILLA – Ma le temperature sono ormai quelle estive un po’ dappertutto, e si è quasi pronti per spiagge e lidi, come pure città d’arte o di interesse paesaggistico, storico o architettonico. Su questo fronte è spesso complesso scovare località, spiagge o attrazioni attrezzate e accessibili a chiunque, compreso quindi per chi abbia disabilità o esigenze particolari, o anche cui è utile la recente assegnazione delle Bandiere Lilla, ovvero i riconoscimenti dati ai comuni virtuosi in fatto di turismo accessibile.
Il Progetto Bandiera Lilla, nato nel 2013 con l’obiettivo di stimolare il miglioramento dell’accessibilità turistica, ha ottenuto il Patrocinio del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e del MiBACT, il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo e da questa edizione si è rivolto agli 8000 comuni italiani.

I COMUNI PREMIATI – Le Bandiere Lilla sono state consegnate a 17 comuni italiani, appartenenti a  7 Regioni (Emilia Romagna, Liguria, Lombardia, Piemonte, Sicilia, Toscana e Veneto), che si sono distinti per iniziative in direzione della piena fruibilità turistica di aree pubbliche. A consegnare le Bandiere Lilla sabato scorso, nella giornata conclusiva di Exposanità, principale manifestazione italiana dedicata a salute ed assistenza, è stata la madrina dell’iniziativa, Simonetta Agnello Hornby, scrittrice e autrice del libro e docu-film “Nessuno può volare”, realizzati insieme al figlio George.
Questi i 17 comuni premiati con la Bandiera Lilla:
Albisola Superiore (Savona),
Albissola Marina
(Savona),
Auronzo di Cadore (Belluno),
Avola (Siracusa),
Baveno (Verbano-Cusio-Ossola),
Castiglione della Pescaia (Grosseto),
Diano Marina (Imperia),
Finale Ligure (Savona),
Fontanellato (Parma),
Levanto (Spezia),
Pietra Ligure (Savona),
Santa Margherita Ligure (Genova),
San Vincenzo (Livorno),
Sirmione (Brescia),
Spotorno (Savona),
Verbania (Verbano-Cusio-Ossola) e
Vicopisano (Pisa).

BARRIERE NON SOLO ARCHITETTONICHE – Sono inoltre state consegnate tre Bandiere Lilla simboliche. A Simonetta Agnello Hornby,  all’oro paralimpico del nuoto Francesco Bocciardo per l’impegno nel promuovere il tema dell’accessibilità e a Claudio Puppo della Consulta Ligure, per aver contribuito attivamente alla nascita della Bandiera Lilla.
Crediamo – ha affermato il presidente di Bandiera Lilla, Roberto Bazzanoche sia importante percorrere due strade parallele: una che prevede l’abbattimento delle barriere architettoniche e sensoriali e l’altra la diffusione della cultura dell’accessibilità. Per questo investiamo in formazione e diffusione delle informazioni.”
Al termine della cerimonia il presidente di Bandiera Lilla Roberto Bazzano ha annunciato che, dato l’elevato numero di richieste, le adesioni resteranno aperte per tutto il 2018 sul sito www.bandieralilla.it.

LE INFO PER I CITTADINI –  L’iniziativa delle Bandiere Lilla serve non solo ad attestare l’impegno di alcune realtà virtuose, ma anche e soprattutto  a far conoscere e rendere le informazioni disponibili a quanti vogliano viaggiare, trovando mete accessibili. Per questo, sul sito www.bandieralilla.it si trovano le informazioni di dettaglio sui luoghi ed edifici pubblici accessibilidi alcuni dei comuni che hanno ottenuto il riconoscimento. I dati – ha dichiarato Roberto Bazzano – cresceranno di settimana in settimana, sia perché l’analisi territoriale viene fatta in modo dinamico e costante, sia perché sono molti i progetti in atto nei Comuni Bandiera Lilla volti a migliorare l’accessibilità. I comuni infatti, accettando il riconoscimento, si impegnano a migliorare costantemente il loro livello di accessibilità: è questo che contraddistingue i Comuni Lilla ed è per questo che Bandiera Lilla lavora.”

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aprile 11, 2018

“Una camminata sui sentieri per la disabilità”

Cultura e ambiente sono una formula possibile e di successo nelle sfide di civiltà. La Spezia – Una giornata soleggiata e particolarmente partecipata ha coronato il successo del progetto del Lions Club Vara Sud, sviluppato insieme al Comune di Riccò del Golfo ed all’associazione Mangia Trekking. Un’iniziativa a favore di Lorenzo e della Fondazione Ha.Rea Onlus che si occupa di disabilità. Una piacevole ed interessante camminata sui sentieri, attraverso importanti borghi storici della Val di Vara, quelli più vicini alle località del mare (Ponte Romano, Castè, Codeglia e Carpena), con i racconti documentali del dottor Carlo Torricelli, della Dott.ssa Leana Moretti ed una degustazione di prodotti tipici organizzata dall’azienda “Zeromeno”.

Nello spirito dell’alpinismo lento, è stato reso un fondamentale servizio, uno di quelli su cui ancora oggi, sicuramente, si misura il grado di civiltà di una comunità. Il sindaco Loris Figoli, l’assessore al Turismo e Ambiente di Riccò del Golfo, Massimo Castè, membro anche del Lions Vara Sud, e l’associazione Mangia Trekking, che hanno curato l’organizzazione ed il dettaglio dell’evento, ringraziano tutti gli intervenuti e formidabili sostenitori dell’iniziativa. “Doveroso citare, gli Enti Parco Nazionale delle Cinque Terre, Parco Regionale di Montemarcello Magra Vara, Parco Regionale di Porto Venere e del Parco Nazionale dell’Appennino Tosco Emiliano che hanno assegnato il patrocinio all’evento, le aziende Aku, Camp, e Vibram che puntualmente sostengono tali iniziative.

Un particolare ringraziamento va alle guide escursionistiche del Mangia Trekking che hanno garantito il perfetto svolgimento della giornata, al Signor Marco Natale, al Dott. Carlo Torricelli che ha illustrato i fiori, le piante ed ha condotto la visita alla grotta del geotritone di Castè ed alla Dott.ssa Leana Moretti che prima tra gli archeologhi coinvolti sul campo, con qualche emozione, ha raccontato la storia del castello e degli scavi di Carpena.

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