Posts tagged ‘disabilità’

luglio 23, 2019

“Tutta italiana la prima App per verificare l’accessibilità dei luoghi”

Il suo nome è Wlliam Del Negro, ed è lui l’ideatore del progetto “Will Easy”, la cui omonima App consiste in una piattaforma che permette la mappatura dei vari luoghi, verificandone la compatibilità in base alle esigenze delle persone, che esse abbiano o meno una disabilità. Del Negro, infatti, si propone di diffondere un concetto fondamentale: un ambiente fruibile da parte di una persona con disabilità è più fruibile per tutti. Quando si parla di strutture accessibili, vengono in mente luoghi messi a disposizione di persone “con bisogni speciali”, in modo che possano fruire di tutti i servizi senza incontrare ostacoli o barriere. Il concetto di autonomia prevede tuttavia anche una condizione di sicurezza e comfort, per un servizio davvero fruibile per tutti. Del Negro è una persona con disabilità motoria, che, da grande appassionato di viaggi ha avuto spesso la necessità di avere informazioni per scegliere meglio come organizzare i propri spostamenti e le permanenza fuori casa; ad esempio sapere a che altezza fossero gli interruttori, se ci fosse la vasca oppure la doccia, sono dettagli senz’altro importanti, per trasformare il viaggio in un percorso adeguato alle esigenze di chi convive con un handicap motorio. Del Nigro si è sempre aiutato con ricerche su internet, dove però ci sono recensioni e strumenti “soggettivi”, per conoscere le esperienze di viaggio, ma c’è poco di “oggettivo”. Da qui l’idea di studiare per creare un database con informazioni tecniche, oggettive, verificando le misure dei servizi offerti, e dando a chiunque la possibilità di rilevare questi dettagli, con una piattaforma di rilevazione guidata, l’App Will Easy. L’idea, dunque, di mappare i luoghi e di inserirli in un motore di ricerca, coinvolgendo il maggior numero di strutture pubbliche o private, permette di stabilire il reale grado di accessibilità rispetto alle esigenze dell’utente, che può essere una persona con disabilità, ma anche un anziano, una mamma con il passeggino, una persona con celiachia, con diabete. Una persona, insomma, con particolari necessità. Una prima sperimentazione è partita dal Comune di Lignano Sabbiadoro (Udine), con la collaborazione del Consorzio Lignano Holiday, per rendere la località friulana trasparente nel fornire più informazioni possibili. Tutti i dati inseriti nella mappa interattiva permetteranno quindi di visualizzare la scheda di accessibilità e di calcolare poi il cosiddetto “punteggio di compatibilità” con le proprie esigenze. William è anche uno dei fondatori di IO CI VADO, «Associazione con la quale ha trovato il modo di ammortizzare i costi di sviluppo della sua App, costruendo una start up innovativa i cui utili sono tutti reinvestiti per lo sviluppo della piattaforma. Questa si occupa di tutta la parte tecnologica, in modo da coinvolgere investitori privati che ci possano dare una mano per sviluppare il progetto e renderlo disponibile a tutte le Associazioni che vogliano fare lavori di mappatura». Fare rete tra le varie Associazioni coordinate da IO CI VADO permetterebbe di creare un database unico, coinvolgendo le aziende private che vogliano valorizzare la propria immagine sponsorizzando la rilevazione di un luogo con un finanziamento a scopo sociale. Vedere il problema come un’opportunità, chi per senso civico, chi per interesse economico, ci consentirebbe infatti di avere un ambiente più fruibile, stimolando gli esercenti a farlo diventare un valore. Se l’autonomia viene meno anche a causa dell’ambiente in cui vive, vuol dire che il problema è creato dall’ ambiente e quindi far capire che un ambiente fruibile alla persona con disabilità lo è anche per una mamma con il passeggino, può portare dei vantaggi alle attività economiche che riescono in tal modo ad aumentare la propria clientela. Patrocinato dall’ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani) e in Friuli da Promoturismo, Will Easy è in fase di presentazione a livello nazionale, con vari eventi sul territorio, ed è disponibile alle aziende, ma anche agli Enti Pubblici che abbiano la necessità di uno strumento utile a mappare il loro territorio, rendendo così i punti strategici accessibili a tutti.

Questo articolo lo trovate su sito DisabiliAbili

luglio 9, 2019

“Disabilità e reddito di cittadinanza: a che punto siamo nella pratica?”

Come abbiamo già visto, a seguito della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della Legge n. 26 del 28 marzo 2019 è divenuto pienamente operativo il piano del Governo in materia di Reddito e Pensioni di Cittadinanza. Nonostante i tentativi di proposte di emendamenti sottoposte dalle federazioni e associazioni di disabili al Ministro Fontana, il testo definitivo ha mantenuto quegli aspetti discriminatori nei confronti delle famiglie con uno o più membri disabili, tanto da aver spinto ENIL Italia (European Network on Independent Living) a promuovere un ricorso collettivo. Qualche margine di intervento operativo rimane affidato ai decreti attuativi, che non sono ancora tutti i pronti, e tramite i quali il Ministro Fontana potrebbe recepire gli spunti delle associazioni. La speranza però, dopo la bocciatura delle stesse proposte sotto forma di emendamento, rimane decisamente flebile. Mentre la ENIL avvia ricorsi, le Forze dell’Ordine e gli ispettori della Direzione Territoriale del lavoro continuano le operazioni di controllo che hanno portato alla luce casi di fruizione indebita del sussidio. L’ultimo caso segnalato proviene dalla Liguria. A La Spezia l’Ispettorato del lavoro ha denunciato un uomo che percepiva il reddito di cittadinanza ma lavorava in nero presso una azienda. L’uomo adesso dovrà restituire tutti i mesi di sussidio percepiti, oltre ad aver subito il blocco immediato della card da parte dell’Inps. In parallelo, apparentemente sordo agli appelli dei singoli cittadini e delle associazioni di settore, il Sottosegretario Salvini ha annunciato un inasprimento dei controlli per scovare i cosiddetti falsi invalidi, con l’obiettivo di recuperare risorse utili all’aumento dell’importo mensile della pensione d’invalidità. Peccato che questo, se non sarà accompagnato da una revisione del testo della normativa che porti all’esclusione del conteggio dei sussidi finanziari di invalidità nell’ISEE utilizzato per l’assegnazione del RdC, rappresenterà un’ulteriore penalizzazione nei confronti dei nuclei familiari con uno o più disabili al suo interno. Infatti, pensione d’invalidità più alta corrisponderà ad ISEE più alto e a una conseguente diminuzione delle possibilità di riconoscimento del Reddito di Cittadinanza. Un’alternativa valida a una situazione come quella attuale che, da qualsiasi lato la si guardi, rappresenta una penalizzazione per i disabili e le loro famiglie, potrebbe essere quella di utilizzare, per la valutazione e il calcolo del Reddito di Cittadinanza disabili, l’ISEE sociosanitario anziché quello standard. Ricordiamo che ISEE, indicatore della situazione economica equivalente, serve a individuare la platea di beneficiari che possono accedere a servizi sociali ed agevolazioni (per le persone disabili sono previste anche agevolazioni che non dipendono dalla condizione economica ma dall’accertamento della disabilità risultate da un certificato medico, questo meccanismo è utilizzato per le agevolazione per l’abbattimento delle barriere architettoniche come ad esempio l’installazione di una pedana montascale nella propria abitazione o condominio). L’ISEE sociosanitario, anche conosciuto come ISEE disabili è una versione dell’Indicatore della Situazione Economica Equivalente che si basa su parametri leggermente diversi da quello “standard”: nucleo familiare ristretto (disabile beneficiario delle prestazioni sociosanitarie, il coniuge e i figli, sia minorenni che maggiorenni, solo se fiscalmente a carico), una scala di equivalenza più favorevole e l’esclusione dei redditi di natura assistenziale, cioè le prestazioni di assistenza (accompagnamento, pensione sociale, pensione di invalidità, indennità e assegni per gli invalidi civili, ciechi, sordi, ecc.) per cui è prevista l’esenzione IRPEF.

Questo articolo lo trovate su sito Disabili.com

marzo 3, 2019

“I 10 anni della Convenzione Onu sui Diritti delle Persone con Disabilità”

La Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità compie oggi 10 anni. La legge di ratifica del documento da parte dell’Italia è infatti la L. 3 marzo 2009, n. 18. Approvata dall’Assemblea delle Nazioni Unite il 13 dicembre 2006 a New York, la Convenzione rappresenta il testo di riferimento per tutte le normative e le politiche successive, volte a migliorare la qualità della vita delle persone con disabilità, tanto da essere stata definita “il primo grande trattato sui diritti umani del XXI Secolo”. La Convenzione Onu sui diritti delle Persone con disabilità, infatti, non promuove nuovi diritti ma, con i suoi 50 articoli, afferma con forza la necessità che tutti i diritti umani e le libertà fondamentali siano pienamente goduti anche dalle persone con disabilità, alle quali va sempre garantito il rispetto dlela dignità. Il fine ultimo è la rimozione di tutti gli ostacoli, sia ambientali che culturali, alla piena uguaglianza. Fare oggi un’analisi di quanto la Convenzione Onu sui diritti dei disabili guidi le politiche attuali in Italia o di quanto, di contro, le sue prescrizioni rimangano lettera morta, non è cosa breve. Quello che però possiamo senz’altro evidenziare sono alcuni dei punti maggiormente prioritari per le politiche nostrane, affinchè quanto promosso dalla Convenzione si traduca in interventi concreti, a partire da: – politiche per la vita indipendente e le de-istuituzionalizzazione – politiche a sostegno dei caregiver familiari – revisione del riconoscimento di invalidità/handicap/disabilità – definizione delle tariffe del Nomenclatore Tariffario, per dare piena attuazione al diritto alla salute, abilitazione e riabilitazione – interventi migliorativi per la piena inclusione lavorativa delle persone con disabilità – accelerazione degli interventi in favore della mobilità e dell’autonomia delle persone disabili Molti e vari sarebbero ancora i punti da citare, ma siamo fiduciosi in una attenzione crescente a queste istanze. E poiché la consapevolezza dei propri diritti è il primo passo per pretenderli, invitiamo tutti a rileggere il documento della Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità, segnalandovi anche la versione tradotta in CAA (comunicazione aumentativa ed alternativa). La traduzione,  a cura di Simona Piera Franzino e Domenico Massano, si basa sulle “easy read versions” , utilizzando simboli ARASAAC. Si tratta di un sistema di simboli Open Source di proprietà della “Diputación General de Aragón” sotto licenza Creative Common, disponibile a tutti e tradotto in varie lingue tra cui l’italiano.

Questo articolo lo trovate su sito Disabili.com

febbraio 24, 2019

“Spiagge accessibili: come trovarle? Nasce un nuovo marchio”

Trovare uno stabilimento balneare dove tutti possano godersi una giornata di mare, divertimento e relax non è semplice. Per una persona con disabilità (ma anche una persona anziana, con problemi alimentari, una famiglia con bambini piccoli) le cose si complicano già dal momento in cui si deve cercare una struttura che sappia rispondere ai propri bisogni, in primis di mobilità. Bisogni che non sono solo la possibilità di arrivare all’ombrellone e lì rimanere, ma che significano anche poter vivere appieno lo stabilimento, trascorrendo del tempo di divertimenti con i propri amici e familiari. Per dare agli utenti uno strumento in più per potersi orientare nell’offerta di vacanze al mare accessibili, e dare agli stessi stabilimenti un supporto nel rendersi ospitali per tutti, è nato un nuovo marchio di qualità per gli stabilimenti balneari sostenibili responsabili e inclusivi. Ecospiagge per tutti, questo il nome, è nato dalla collaborazione tra Village For All e Legambiente, e sarà operativo già dalla stagione 2019. La struttura interessata verrà visitata direttamente dagli esperti di Legambiente che faranno un Audit completo sulle pratiche di sostenibilità, verificando l’impegno per un consumo responsabile e la realizzazione di una accessibilità inclusiva in grado di ospitare tutti. Ecospiagge per tutti sarà presentato il prossimo 26 febbraio nel corso di Balnearia, il salone in programma a Carrara dal 24 al 27 febbraio 2019. Appuntamento alle ore 14,30 presso sala Centro Servizi.

Questo articolo lo trovate su sito Disabili.com

febbraio 18, 2019

“Sound Amplifier e Live Transcribe: le novità da Google per utenti sordi”

Si stima che nel mondo 466 milioni di persone (più del 5% dell’intera popolazione mondiale) soffra di sordità o problemi d’udito. A partire da questi numeri, Google ha deciso di mettere in campo delle soluzioni che permettano un uso più ampio dei propri strumenti, rispondendo sempre di più all’esigenza di questi utenti. Sono state quindi annunciate nelle scorse settimane due nuove app che dovrebbero semplificare la comunicazione da parte di persone sorde o con disabilità dell’udito: si tratta di Live Transcribe e Sound Amplifier. LIVE TRANSCRIBE – La prima delle app annunciate, basandosi sul cloud di Google e sfruttando la sua tecnologia di riconoscimento vocale, convertirtà in tempo reale la voce in testo sullo schermo dello smartphone. In questo modo si potranno leggere in forma scritta, e mentre si stanno svolgendo, le conversazioni in corso, captate attraverso i microfoni del dispositivo. In pratica, si potrà avere a portata di smartphone una sorta di sottotitolazione delle conversazioni  in tempo reale. Inoltre si potrà partecipare alla discussione digitando direttamente la propria risposta.  Live Transcribe è già disponibile in una versione beta su Play Store in 70 lingue tra cui l’italiano (la trovate col nome di Trascrizione istantanea), e sarà preinstallato sui dispositivi Pixel 3. SOUND AMPLIFFIER – La seconda app, Sound Amplifier (in italiano Amplificatore, ndr), ha una funzione differente, ma aiuterà la persona con sordità o ipoacusia a risolvere un problema particolarmente ostico: eliminare i rumori ambientali di sottofondo e amplificare solo ciò che interessa. Sound Amplifier richiederà l’uso di cuffie, attraversole qualoi amplificherà i suoi più vicini e bassi, rendendo più rilevanti e nitidi (ad esempio la voce di chi ci sta parlando), e ridurre invece quelli più rumorosi e lontani. Questa app è ancora in fase di sviluppo: questa la pagina dedicata su google Play Store.

Questo articolo lo trovate su sito Disabili.com

dicembre 27, 2018

“Anche vestirsi è un diritto: arrivano gli abiti accessibili per persone con disabilità”

Cerchiamo di volerci più bene, e di permettere agli altri di volersi più bene: abbigliamento e cura della persona sono diritti che non devono mancare. Perché il freddo peggiore non è quello portato dall’inverno, ma dalla mancanza di possibilità. Riflettiamo su questo, mentre intanto, nei “nostri” negozi, un reparto easy dress continua a mancare. Una persona in carrozzina, nella maggior parte dei casi, non muove le gambe o le muove male. Questo significa pessima circolazione, che a sua volta comporta gambe e piedi quasi sempre freddi, per la gioia dei propri partner quando si entra nel letto la sera. Qualche giorno fa mi è stata fatta una domanda per me insolita: “Ma tu, Iacopo, come ti vesti con il freddo?”. A scrivere era la sorella di un ragazzo disabile che trovava scomoda la tecnica del vestirsi a strati (scientificamente “vestirsi a cipolla”). Così, nella mia ignoranza, ho suggerito la soluzione più spontanea, quella che vedo adottare da tanti carrozzati: utilizzare una coperta da buttarsi addosso fuori casa, sicuramente anti-estetica ma di certo pratica e calda. Chi, come me, può essere “gestito” fisicamente, non ha problemi a infilarsi un paio di jeans o a mettersi un giubbotto smanicato con sopra un piumino pesante, coprendo gli spifferi ed evitando l’assideramento. Ma tutti gli altri? Ecco allora che, rovistando nei cassetti della memoria, mi è tornato in mente il messaggio di Lidia. Vestiti, raccontava Lidia, ideali per suo figlio autistico, che con cerniere e bottoni proprio non sa fare amicizia. Ma penso anche a chi ha problemi nella manualità come molti tetraplegici o a chi non vede bene (o non vede per niente). In questo modo, grazie a chiusure con il velcro, elastici o clip, ragazzi e adulti possono sentirsi più indipendenti e comunque alla moda, indossando un bel paio di jeans o una camicia elegante, e non sempre e solo larghe tute o pigiami (che, diciamolo, il più delle volte danno l’idea di “ospedalizzato”). Una linea “accessibile” era stata lanciata a inizio anno anche da una nota firma, Tommy Hilfiger, grazie alla collaborazione con la no-profit “Runway of Dreams”, fondata dalla madre di una bimba con distrofia muscolare. Inizialmente, tra il 2016 e il 2017, la linea riguardava solo bambini e ragazzi, ma da quest’anno si è espansa includendo abiti per adulti: la campagna di lancio ha coinvolto persone di spicco nel panorama della disabilità. Può sembrare scontato o insignificante, ma la condizione di “disabile”, a livello di percezione sociale, passa anche dall’immagine. E allora cerchiamo di volerci più bene, e di permettere agli altri di volersi più bene: abbigliamento e cura della persona sono diritti che non devono mancare. Perché il freddo peggiore non è quello portato dall’inverno, ma dalla mancanza di possibilità. Riflettiamo su questo, mentre intanto, nei “nostri” negozi, un reparto easy dress continua a mancare.

Questo articolo lo trovate su sito DisabiliAbili

dicembre 19, 2018

“Ok alla bozza di testo del primo Codice Unico per la disabilità”

L’annunciato Codice unico per le persone con disabilità si farà. E’ stata infatti approvata ieri dal Consiglio dei Ministri, nel più ampio disegno di legge del decreto Semplificazioni, una bozza di testo che prevederà, secondo una nota emanata dal Ministro Lorenzo Fontana, “semplificazioni, riassetti normativi e codificazioni di settore”. Il Ministro aggiunge inoltre che sarà “un provvedimento che mira ad armonizzare, organizzare e riformare l’intera disciplina in materia, assicurando finalmente alle persone con disabilità tutele effettive e concrete che troppo spesso in questi anni sono mancate”. “Questo Codice – conclude Fontana – non sarà solo un testo ricognitivo, ma sancirà un nuovo approccio al mondo della disabilità, che terrà conto di tutte le esigenze – affettive, relazionali, formative, materiali – delle persone con disabilità, per la prima volta considerate non solo come singoli ma anche in relazione al proprio contesto di vita, in primis la famiglia”. Tiepida per ora la reazione delle associazioni del mondo disabilità: la FISH, per voce del suo presidente, Vincenzo Falabella, dichiara a il fattoquotidiano: “Pur apprezzando le prospettive che rilancino i diritti umani dei disabili, ci permettiamo di ricordare che la relativa Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità è già stata ratificata nel 2009 dal nostro paese e rappresenta già il caposaldo e il riferimento per qualsiasi politica e produzione normativa che con quella devono essere congruenti. La stessa Convenzione prevede anche il coinvolgimento diretto delle organizzazioni dei disabili nelle decisioni e nelle politiche che le riguardano”.

Questo articolo lo trovate su sito Disabili.com

ottobre 16, 2018

“Disabilità e alimentazione: quali sono i segnali di malnutrizione?”

Garantire, attraverso l’alimentazione, un corretto apporto di nutrienti al nostro organismo è cruciale, in particolare in quei momenti della nostra vita che coincidono con lo sviluppo del nostro corpo.
Lo è ancora di più per i bambini con disabilità e con Paralisi Cerebrale Infantile (una condizione permanente, non progressiva, caratterizzata da disordini del movimento e dello sviluppo, ndr). Per i piccoli con neurodisabilità, infatti, il rischio di malnutrizione è spesso elevato; e si tratta in genere di una malnutrizione per difetto, che vede tra le cause le difficoltà nell’assunzione, nella deglutizione e nell’assimilazione degli alimenti. In particolare nei bambini con Paralisi Cerebrale Infantile, la malnutrizione si riscontra in più della metà dei casi, e la disfagia colpisce nel 90% dei casi.

Tra le cause di una nutrizione non completa e corretta ci sono naturalmente anche (ma non solo) le difficoltà oggettive del bambino ad alimentarsi. Si pensi, ad esempio, al tempo che si impiega per ciascun pasto (che può prolungarei anche fino a 3-6 ore al giorno), ma anche alla presenza di tosse, di abbondanti secrezioni, alla presenza di gorgoglio respiratorio, di voce umida, o affaticamento respiratorio (fonte dei dati: www.giornalesigenp.it).

Per aiutare le famiglie a riconoscere e prevenire la malnutrizione dei loro figli con neurodisabilità, Fondazione Ariel, con il supporto di Nutricia, azienda attiva nel settore della nutrizione medica, ha inaugurato una serie di appuntamenti online nei quali il dottor Costantino De Giacomo, vice-presidente della SIGENP, specialista dell’Ospedale Niguarda Ca’ Granda di Milano, affronterà il tema “La nutrizione del bambino con neurodisabilità”.
Come detto, il corso di formazione, che si rivolge in particolare ai genitori di bambini con Paralisi cerebrale infantile e disabilità neuromotorie, si svolgerà attraverso lezioni in rete con interventi video: vediamo qui i contenuti principali della lezione n.1.

COS’E’ LA MALNUTRIZIONE – Il dottor Costantino De Giacomo ricorda innanzitutto che “Lo stato nutrizionale è proprio l’equilibro delicato tra apporti e consumi che ogni individuo ha e che si esprime come una bilancia tra richieste di nutrienti e il loro utilizzo.  Se questa è la definizione di stato nutrizionale, ne deriva che la malnutrizione è uno squilibrio, che può essere sia nel senso del difetto dei macronutrienti o micronutrienti come deficit o carenze, ma anche nell’eccesso con perdita di peso o di massa magra muscolare i accumulo. Questo si ripercuote su qualsiasi individuo, ma soprattutto su un bambino che a differenza di un individuo ha anche un progetto particolare che lo caratterizza, che è la crescita.”

ALIMENTAZIONE E CRESCITA – “Ci sono due momenti fondamentali in cui la crescita è estremamente importante ed esponenziale, e sono il primo anno di vita, in cui il bambino dalla nascita al compimento dei 12 mesi triplica il peso corporeo e incrementa notevolmente la statura, e il periodo dello spurt, cioè della crescita adolescenziale. In questi due periodi il fabbisogno energetico e le richieste di proteine sono particolarmente elevati.”

LA NUTRIZIONE IN MALATTIA – “Lo stato nutrizionale ha delle richieste particolari in situazioni di malattia, soprattutto di malattie croniche o di malattie molto severe acutamente, e quindi tutti i tumori, le infezioni, le malattie infiammatorie in genere, i politraumi, le ustioni estese, impattano notevolmente sullo stato nutrizionale aumentando le richieste. Le malattie disabilitanti possono comportarsi in modo diverso perchè possono di base diminuire le richieste ma hanno spesso delle complicanze come le infezioni o come situazioni concomitanti, come le convulsioni o stati distonici che aumentano il fabbisogno energetico.

Le malattie impattano notevolmente sugli apporti perchè possono alterare notevolmente la capacità di assumere gli alimenti: possono alterare il transito (soprattutto la deglutizione) degli alimenti, mentre altre malattie digestive possono impattare sulla digestione e sull’assorbimento di nutrienti, oppure ci può essere una perdita eccessiva di alimento con il vomito o con la diarrea.”

Qui il video dell’intervento:

Per seguire anche i prossimi appuntamenti del corso online, basta collegarsi alla piattaforma di Fondazione Ariel a questo indirizzo

Questo articolo lo trovate su sito Disabili.com

settembre 21, 2018

“Paradrenalina, scacco alla disabilità con la forza delle emozioni”

Emozioni contro la disabilità. Adrenalina pura per far vivere un’esperienza unica e una giornata speciale a un gruppo di disabili e alle loro famiglie. E’ questo il senso di Paradrenalina, evento organizzato dall’Aero Club Fano in collaborazione con una serie di associazioni specializzate nell’assistenza a disabili fisici e mentali, che si terrà il prossimo 6 ottobre presso l’aeroporto di Fano Enzo e Walter Omiccioli. Oltre 10 aerei dell’Aero Club Fano porteranno in volo gli ospiti speciali, mentre grazie alla collaborazione con il Team RCM di Montefelcino, potranno provare anche il brivido della velocità a bordo di auto da drifting, guidate da piloti professionisti tra cui Graziano Rossi. E per i più determinati, ci sarà anche la possibilità di fare un salto con paracadute assistiti da un istruttore dell’Ali Marche Sky Dive Fano, centro d’eccellenza europeo di paracadutismo. E mentre si aspetta il proprio momento per volare o per correre in auto, si terranno dei laboratori di aerotecnica a cura della sezione Aeromodellisti dell’Aero Club Fano, che faranno anche delle dimostrazioni pratiche con modelli di altissimo valore. Una giornata speciale, dove le emozioni azzerano la differenza di condizione e si vive tutti insieme un’esperienza indimenticabile.

Programma Paradrenalina, sabato 6 ottobre 2018

Ore 8:30-9 arrivo e registrazione partecipanti
Ore 9:00 cerimonia di apertura e saluto delle autorità
Ore 9:30 inizio attività di volo, lancio para e drifting
Ore 10:30 inizio laboratori aeronautici e dimostrazioni con aeromodelli Ore 12:30 pausa pranzo
Ore 15:30 ripresa attività di volo, lancio para e drifting
Ore 16:30 inizio laboratori aeroanutici e dimostrazioni con aeromodelli Ore 17:30 fine attività, premiazioni e cerimonia di chiusura

Questo articolo lo trovate su sito Facebook

agosto 22, 2018

“Si può fare ironia e satira sulla disabilità?”

Si può scherzare sulla disabilità propria e altrui? Se sì, in quale misura? Se no, perchè? Fare dell’ironia è mancare di rispetto o trovare una leva per alleggerire situazioni altrimenti pesanti? E ancora, c’è un limite allo scherzo? Si può dire tutto? Ci sono regole da seguire in questo campo?
Noi lo abbiamo chiesto ai diretti interessati: a chi con la disabilità ci vive e la porta sulla propria pelle. Qui abbiamo raccolto alcuni messaggi di discussioni del nostro forum e da Facebook con le opinioni più diffuse in merito a satira con/verso chi ha una disabilità.

In generale, l’argomento viene visto di buon occhio:

“Non vedo niente di male,un po‘ di satirà ci vuole ogni tanto, però da non confondere con altro, altrimenti è la fine.”

“La satira…..
Io sono il primo a farne su me stesso.
Mi prendo in giro in un modo indegno..
Se qualcuno mi provoca “scherzosamente” gli dico: “SE mi alzo da qui su, (dalla sedia a rotelle) ti rincorro per tutto il salone e ti prendo a calci”… “

“Io ne faccio su me stesso.. ed è divertente vedere gli altri in difficoltà mentre ti prendi per il deretano..ahah”

“Chi è capace di autoitronizzare su di se.. ha una carriera circense.”

C’è chi dice che però tutto dipende dal modo in cui viene fatta:

“Generalmente non mi dà fastidio, poi possono esserci delle eccezioni ovviamente”

“Ciao, sono nuovo!
Anch’io ironizzo su tutto, ma sempre con rispetto. Faccio autoironia e mi diverto sopratutto a vedere l’effetto che fa negli sguardi della gente.
Comunque dipende pure da chi la fa e come viene fatta, poiché secondo me il confine fra ironia e presa in giro è sempre molto labile.
Giusto pochi giorni fa, sono andato a vedere per curiosità (solo per quello, vi giuro non condannatemi!) Aspirante Vedovo, dove vi è proprio una battuta sui disabili. Beh, è stata abbastanza carina, poiché si diceva che i disabili sono “intoccabili”. Non mi ha dato fastidio più di quanto me ne ha dato il film in sé. “

Sulla satira e su battute caustiche su persone disabili all’interno di prodotti tv „politicamente scorretti“ come alcuni cartoni animati (vedi i Griffin, ndr), c’è chi dice:

“Io non ho visto i cartoni ma sono per la satira in genere, se non è pesante o volgare. In tutte le cose c’è sempre un lato di cui ridere, nel senso che la vita stessa tante volte è uno scherzo. Cerchiamo di prenderla in ridere tutte le volte che possiamo e teniamoci su.”

Chi anche ne sottolinea l’utilità:

“A parte che è divertente, fare ironia su se stessi e sui “bipedi” è utile. I normodotati si sentono spesso in imbarazzo perchè non sanno come prenderci (a volte letteralmente) o temono di commettere delle gaffes. Se siamo noi stessi a fare battute, ecco che questo “timore reverenziale dello sciancrato” viene meno. Io ne ho fatto uno stile di vita e i commenti dei normodotati sul mio blog dimostrano che spesso è solo la non conoscenza a creare distanze. E quale modo migliore per conoscersi che con quattro risate?”

E c’è anche chi dice che la satira va bene su se stessi, ma è bene avere un particolare riguardo quando si tratta della disabilità altrui:

“Io ad ogni persona che incontro noto prima il suo carattere e poi vedo se è una persona scherzosa o sensibile, che sia abile o disabile io studio il carattere della persona prima di inziare a scherzare su queste tematiche…”

“Io di solito ironizzo parlando di me, degli altri non mi permetto”

Chi la prende un po’ con filosofia:

Sorridere delle proprie disgrazie significa ridimensionarle e poi mi considero una che ha avuto tanto dalla vita, anzi posso dire di averne vissuto due di vite e non è detto che questa sia peggio di quella precedente. Sarei molto felice se la mia storia fosse di aiuto per qualcuno, ho perso le gambe ma ho guadagnato in umanità e fiducia in me stessa […].”

Chi non vuole distinzioni tra disabili e non:

“Chi mi spiega perché si “deve” distinguere la satira sui diversamente abili da quella sui normodotati? La satira è satira… si offende chi non comprende il senso della satira stessa… non facciamone anche qui un motivo di diversità tra normodotati e non… altrimenti… “

C’è chi prendendosi in giro trova la forza per proteggersi:

Senza sarcasmo ed ironia non esisterei. Prendo costantemente in giro me stessa e con la stessa forza talvolta mi proteggo da ciò che mi offende. Ci vuole sicuramente tatto, ma ironizzare si può. (sto leggendo un libro a tal proposito)”

C’è anche chi ci racconta qualche episodio divertente, come questo nostro follower di Facebook:

“Beh su se stessi potrebbe sembrare più facile, mi ricordo che prima di un intervento toracico, l’anestesista controllava la pressione,i battiti e ad un certo punto iniziarono. Mi sentivo disorientato, confuso, l’anestesista mi contollò le pupille, la sx e poi la dx, e capii che si allarmò: “Ferma ferma tutto, la pupilla occhio dx non si dilata…ferma“, non lucido ma ancora sveglio dissi al dottore: tranquillo dottore è una PROTESI …e…tutto procedette per il meglio. “

Insomma, per concludere, forse è proprio vero, come dice un nostro utente, che “Saper sorridere delle proprie disgrazie è una delle strade che portano a star bene con se stessi.”

Questo articolo lo trovate su sito Disabili.com