Posts tagged ‘App’

settembre 18, 2017

“La potenza di Trello per progetti e collaborazione arriva su Mac e Windows”

Collaborare è la parola chiave del nostro tempo. I software per gestire il lavoro di gruppi separati nello spazio (e alle volte sembra anche nel tempo) diventano sempre più popolari e fondamentali per la buona riuscita dei progetti. Internet li ha voluti e il primo a rispondere in maniera appropriata è stato Trello. Nato come un sottoprodotto per il team che lavorava a un videogioco, praticamente una rivisitazione e riorganizzazione di stanze per la chat con il vetusto ma efficiente protocollo IRC, Trello è diventato il coltellino svizzero copiato da tutti ma ineguagliato per la collaborazione. Tanto è vero che a gennaio l’australiana Atlassian l’ha comprato per 425 milioni di dollari. Trello permette di creare ambiti di lavoro virtuali dove scambiarsi documenti avendo accesso anche ai servizi di cloud più diffusi (da Box a DropBox, da Google Drive a quelli di Microsoft e Apple), condividere file, link, integrato persino con le mail e i calendari e parlare di qualsiasi problema. Trello è nato per seguire un metodo di lavoro – il giapponese Kanban studiato dagli ingegneri di Toyota – ma è sufficientemente flessibile da adattarsi ai bisogni di team molto differenti. Ci vuole analisi, un po’ di disciplina e di studio, ma ha conquistato il cuore di milioni di persone. Anche perché le sue app sono fatte molto bene e girano su iOS e Android senza problemi. Sinora per il mondo del desktop bastava e avanzava la versione web, che è anche un’ottima risorsa per chi usa device fuori standard che non possono contare sulle app presenti sul mercato. Ma non abbiate paura, da pochissimi giorni sono arrivate le app per Mac e per Windows (la versione macOS con un leggero anticipo). La versione Mac, l’app è gratis su Mac App Store, che abbiamo provato è facile e piacevole da usare, offre ottime funzionalità tra le quali l’integrazione con Bitbucket e Dropbox Paper. E inoltre si possono condividere le singole card grazie alla flessibilità del sistema basato su javascript che si può azionare tranquillamente creando card collegate e integrate con le versioni web di siti ad esempio come Bitbucket. L’app per iPhone e iPad è disponibile da questa pagina. Trello ha recentemente superato la barriera dei 25 milioni di utenti e segue un modello economico “freemium”. Ecco i costi: la versione base e perfettamente funzionante del servizio è gratuita, mentre per avere di più (memoria e funzionalità ad esempio di ricerca avanzata) bisogna pagare 9,99 dollari al mese per utente per la versione business class, e 20,83 dollari (o meno) per utente al mese per la versione “big” multigruppo per le grandi aziende che si chiama Impresa. Ovviamente le app macOS e Windows si possono usare perfettamente anche con la versione gratuita

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settembre 8, 2017

“ABA English: corso di inglese in pillole, con gli ABAmoments”  

sistema di apprendimento basato su un metodo naturale che aiuta a iniziare rapidamente a parlare e pensare in inglese. Con ABA mobile e le app per iOS e Android questo professore di inglese personale lo possiamo anche portare con noi ovunque andiamo. L’ultimo aggiornamento del corso di inglese online e delle app introduce la nuova funzionalità ABAmoments. La nuova funzione nasce dall’esigenza, che molti utenti hanno, di uno strumento didattico che offra contenuti educativi brevi e veloci, cadenzati in piccole dosi. Gli insegnamenti di breve durata hanno anche il vantaggio di una maggiore flessibilità di fruizione nelle giornate piene e convulse di un utente. Inoltre incoraggiano a mantenere una certa regolarità nel seguire il corso, laddove per le lezioni più lunghe si rischia di incontrare maggiori ostacoli nel ritmo della vita quotidiana. La nuova sezione ABAmoments del corso di inglese ABA English è invece ideata in modo da poter essere seguita anche nei brevi intervalli di inattività di una giornata densa di impegni. Grazie alla breve durata la si può fruire in una sala d’attesa, alla fermata di un autobus o in metro, mentre si attende un appuntamento e così via. Gli ABAmoments sono brevi contenuti flash che richiedono un minuto o poco più. Richiedono dunque uno sforzo minimo ma apportano un grande contributo, rendendo regolare l’esercizio della lingua. Perfetti per chi ha poco tempo libero. Nuovi ABAmoments verranno pubblicati nel corso ogni settimana. La nuova funzione ABAmoments è disponibile per gli utenti Premium del corso di inglese di ABA English (corso a pagamento, c’è anche un profilo gratuito). Si può accedere alle pillole di apprendimento online da un computer oppure da dispositivi iOS o Android mediante le app disponibili su App Store o GooglePlay.

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agosto 25, 2017

“Apple ha eliminato le app iraniane dall’App Store”

Apple ha preso severi provvedimenti contro app create da sviluppatori iraniani in conformità a specifiche sanzioni economiche previste dagli USA. L’amministrazione Trump, lo ricordiamo, a luglio di quest’anno ha imposto nuove sanzioni nei confronti dello stato orientale per attività non legate al programma nucleare. Apple non offre sui prodotti in Iran e non esiste un App Store iraniano ma nella nazione sono presenti milioni di iPhone che arrivano di contrabbando da posti Dubai e Hong Kong. Sviluppatori iraniani, spiega il New York Times, hanno creato migliaia di app per gli utenti del paese, app proposte all’infuori dell’Iran. Come abbiamo già spiegato qui, già a gennaio di quest’anno Apple aveva cominciato a rimuovere dall’App Store app create da sviluppatori e startup iraniane. La Mela aveva cominciato da settembre dello scorso anno ad accettare app sviluppate nello stato del Vicino Oriente, eliminando gradualmente alcune specifiche limitazioni. Benché non esista uno specifico App Store per il mercato iraniano, molti sviluppatori hanno registrato loro app all’infuori dell’Iran in modo da poter essere presenti sull’App Store. Tra le app non più presenti sull’App Store, c’è Snapp, app sulla falsariga di Uber molta nota in Iran; altre app eliminate riguardano la consegna di cibo, la spesa online e la gestione di altri servizi. Gli sviluppatori iraniani colpiti dal provvedimento hanno ricevuto una mail di Apple nella quale è specificato che: “Nell’ambito delle sanzioni economiche previste dagli USA, l’App Store non può ospitare, distribuire o fare affari legati con app e sviluppatori legati ad alcuni stati sotto embargo”. Gli iraniani sono appassionati gadget elettronici e si stima che nel paese siano presenti 40 milioni di smartphone, e di questi circa 6 milioni sono iPhone. Gli abitanti sono 82 milioni e l’età media della popolazione è sotto i 30 anni. Sembra che nel paese si vendano una media di 100.000 iPhone al mese ma anche grandi quantità di accessori di tutti i tipi e servizi. Si tratta, insomma, di un mercato che potrebbe essere particolarmente interessante per Apple ma le sanzioni contro la Repubblica islamica aggravato dal blocco all’ingresso ai cittadini di sette paesi a maggioranza musulmana (Iran incluso) voluto da Trump impediscono alla Mela di operare in qualsiasi modo in questo mercato.

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agosto 18, 2017

“McDonald’s è avanti, nella pubblicità usa il mockup di iPhone 8”

Per mettere gli occhi e possibilmente anche le mani su iPhone 8 tutti i comuni mortali devono attendere almeno l’annuncio ufficiale di Apple, ma McDonald’s anticipa i tempi e nella sua nuova promozione in Australia mostra il mockup di iPhone 8 con le schermate concpet create dal leaker Benjamin Geskin. Naturalmente trattandosi di potenziali indizi in grado di svelare il futuro design e le caratteristiche attese del prossimo terminale top di Apple, Macitynet ha riportato modelli non funzionanti e concept delle schermate in numerosi articoli negli scorsi mesi, incluse quelle di Geskin circolate inizialmente già dal mese di maggio, da cui ora McDonald’s attinge a piene mani. La nuova promozione inviata da McDonald’s con iPhone 8 mockup è stata inviata a centinaia e migliaia di utenti australiani: chi ha riconosciuto il futuristico smartphone tutto schermo ne ha dato segnalazione sui principali social e anche su Twitter, come segnala 9to5Mac. La testata statunitense ha contattato l’autore del modelli e dei concpet appurando che il colosso dei fast food ha impiegato le immagini senza richiederne il permesso. Non è chiaro se si tratta semplicemente di un errore, forse una ipotesi poco probabile considerando l’immenso volume di anticipazioni circolate su iPhone 8, o se invece McDonald’s ha usato iPhone 8 mockup proprio con l’obiettivo di generare più scalpore e visibilità per la sua nuova campagna via mailing list. In quest’ultima ottica il risultato sembra già raggiunto.

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agosto 16, 2017

“Ecco come rintracceremo gli amici con la realtà aumentata di ARKit, la demo video”

Quante volte capita di dividersi in luoghi affollati, magari durante un concerto, e riuscire a ritrovarsi solo dopo molto tempo o al termine della manifestazione. E’ vero, con telefono alla mano e punti di riferimento bene in vista, specialmente aiutandosi con applicazioni come Trova Amici o Google Maps si riesce a recuperare abbastanza facilmente i dispersi del gruppo, ma da settembre grazie a un’app tutto sarà ancora più facile e immediato. Sarà merito di ARKit di Apple che, con iOS 11, darà una forte spinta alla realtà aumentata permettendo agli sviluppatori di realizzare svariate applicazioni che introducono elementi tridimensionali nel mondo reale. Nel caso in questione un video pubblicato su YouTube mostra l’anteprima di una possibile app – forse in arrivo su App Store in autunno – che sfrutta la tecnologia per etichettare virtualmente i propri amici, magari in occasioni specifiche come vacanze e raduni temporanei in spazi aperti. Sarà probabilmente sufficiente installare l’app e creare un gruppo al quale parteciperanno i diversi utenti. A quel punto si consentirà la localizzazione tramite GPS e il gioco è fatto: basterà guardarsi intorno attraverso la fotocamera dello smartphone per visualizzare la posizione in tempo reale dei propri amici, che saranno indicati a distanza con tanto di nome e freccia.

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luglio 31, 2017

“Scrivener 3 a 64 bit per macOS in dirittura d’arrivo”

Una nuova versione, completamente riscritta, nativamente a 64 bit e con funzionalità studiate per essere ancora più flessibii e semplici. A dieci anni circa dalla nascita di Scrivener, il software per la videoscrittura creato da Literature & Latte, lo sviluppatore annuncia un aggiornamento che è anche innovazione. Per questo, tra l’altro, l’app dovrà essere ricomprata su Mac App Store oppure aggiornata a pagamento sullo store di Literature & Latte. Attualmente Scrivener rappresenta una delle soluzioni più complete per la gestione di progetti di scrittura lunghi e complessi ma anche il backend offline di un blog, un insieme di articoli o saggi o paper di ricerca. È disponibile dalle origini per Mac, poi è arrivato su Windows (c’è anche una vecchia versione Linux che è stata abbandonata) e infine su iOS. Proprio la versione iOS, giunta dopo estenuanti ritardi, ha aperto la strada per l’integrazione tramite Dropbox dei progetti consentendo libertà e movimento da Mac a Pc a iPad e persino a iPhone, con un numero di funzionalità sostanzialmente invariato. Adesso che Apple aggiorna iOS alla versione 11 tutta a 64 bit l’ultimo arrivato della famiglia Scrivener dimostra di essere già totalmente compatibile (anche con la gestione dei progetti tramite l’app File) ed è anche già compatibile con Scrivener 3 per Mac. I lavori su questa nuova versione sono già cominciati, seguiranno dopo il rilascio per la piattaforma di Apple anche quelli per Windows, ma intanto viene riscritto non solo tutto il codice del “motore” di Scrivener, che diventa nativamente a 64 bit e sarà per questo compatibile solo con macOS Sierra e superiori, ma anche la interfaccia utente, che lo sviluppatore intende aggiornare e rendere molto più funzionale per dare altri dieci anni di vita alla app. Le notizie apparentemente meno felici per gli utenti riguardano le modalità dell’aggiornamento. Passando dalla versione 2 alla 3 Literature & Latte chiede di ricomprare la app su macOS. La versione del sito di Literature & Latte avrà un prezzo di aggiornamento mentre quella dello store di Apple dovrà essere ricomprata perché, spiega lo sviluppatore, non è possibile fornire una modalità di aggiornamento a prezzo ridotto di una app già comprata. Questa tra le altre cose è una lamentela molto comune tra gli sviluppatori di app per Mac, che vorrebbero poter dare aggiornamenti di versione importanti a pagamento a prezzi ragionevoli anziché costringere gli utenti a ricomprare la stessa app. A oggi lo sviluppatore è attivamente al lavoro su Scrivener 3 per Mac, che presto avrà una sua fase di beta chiusa (come è accaduto già in passato per le versioni precedenti) e che verrà rilasciata al pubblico più avanti, in una data ancora da definire. Solo dopo l’avvio della versione per Mac, che viene realizzata personalmente da Keith Blount, il titolare di Literature & Latte che sviluppò l’app pubblicandola il 20 gennaio del 2007 per rispondere alla sua stessa esigenza di avere un software di scrittura che lo soddisfacesse, verranno avviati i lavori per la versione Windows. Quest’ultima avrà anch’essa una fase di beta, ma viene sviluppata da una softwarehouse esterna e quindi si attende che venga terminata la versione Mac per avere le specifiche tecniche e di interfaccia. La versione Linux, purtroppo è ferma da quasi due anni in beta e non viene più portata sostanzialmente avanti a causa della limitatezza del mercato, che non rende possibile, secondo lo sviluppatore, fare investimenti per la programmazione in maniera sistematica. Macity ha recensito Scrivener per macOS e Scrivener per iOS e parlato ampiamente su come fare eBook su iPad e Mac

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luglio 28, 2017

“GraphicConverter 10.4.3, aggiornata l’app Mac tuttofare per le immagini” 

Gli sviluppatori di Lemke Software GmbH hanno rilasciato GraphicConverter 10.4.3, ultima versione di un’applicazione che ha un solo difetto: il nome lascia immaginare che serve solo a convertire immagini in vario formato ma in realtà fa molto, molto di più. Esiste da molti anni e integra centinaia di funzioni che normalmente si trovano in applicazioni molto più costose. L’applicazione può importare file in 200 formati diversi, esportare in 80 formati, importare direttamente immagini da alcune fotocamere (anche in formato RAW), permette di creare cataloghi di immagini (per il web o da stampare), supporta l’importazione di immagini da scanner che supportano lo standard TWAIN, permette di accedere servizi quali Google , Flickr e locr, offre funzionalità per la creazione di presentazioni, permette di elaborare in batch cartelle con immagini, supporta Applescript, ColorSync e profili ICC e molto altro ancora. GraphicConverter L’applicazione esiste da 25 anni ed è molto nota e apprezzata dagli utenti Mac in virtù della sua capacità di aprire un numero elevato di formati, da quelli classici (es. file in formato Photoshop) a quelli più “esoterici” (es. Sinclair QL, Palm Pilot, i vecchi file PCX e centinaia di altri). Come già detto, non bisogna farsi ingannare dal nome: non è solo un convertitore ma una completa applicazione di editing. con utili funzioni per l’elaborazione e il fotoritocco. È un “coltellino svizzero” che non dovrebbe mancare tra le utility degli utenti Mac e vanta un eccellente insieme di strumenti e funzionalità. Sono presenti una sterminata serie di funzioni che consentono di regolare luminosità, contrasto, saturazione, gamma, nitidezza, ruotare le immagini, applicare effetti (bianco e nero, caldo, freddo, ombre, ecc.), applicare filtri, unire immagini in cartelle e molto altro ancora. La versione 10.4.3 offre la possibilità di importare ed esportare file heic/heif, integra funzionalità di salvataggio automatico, offre funzionalità di livello automatico per le immagini a scala di grigi a 16 bit (funzionalità comoda per chi lavora con immagini da microscopi), offre veloce accesso alle funzioni di conversione e modifica. GraphicConverter 10.4.3 richiede un Mac con OS X 10.9 o seguenti ed è in vendita a 43,99 euro sul Mac App Store.

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luglio 19, 2017

“Dopo sette anni aggiornato Transmit 5, client FTP per macOS”

Transmit 5 è l’ultima versione di uno fra i più apprezzati client FTP per macOS, software che consente di trasferire file da e verso server FTP o SFTP o sul cloud con Amazon S3 o WebDAV. La nuova release arriva a sette anni di distanza dalla precedente, integrando diverse migliorie, nuove funzionalità, miglioramenti all’interfaccia e al servizio Panic Sync. A detta degli sviluppatori, l’applicazione è stata interamente ripensata, rivista e migliorata, offrendo una migliore esperienza nelle funzionalità di gestione dei file (qui l’elenco completo delle novità). L’applicazione, come sempre, consente di gestire upload e download di file in locale e server remoti, sfruttando il drag&drop e supportando FTP, SFTP, WebDAV, S3 e collegamenti a Backblaze B2, Box, Google Drive, DreamObjects, Dropbox, Microsoft Azure e Rackspace. Gli sviluppatori non hanno presentato una versione per il Mac App Store affermando di non averlo fatto per l’impossibilità di presentare una versione dimostrativa, opzione ritenuta di “grande aiuto” per le persone che vogliono valutare l’applicazione prima dell’acquisto. Panic dice che valuterà il ritorno sul Mac App Store quando Apple introdurrà funzionalità che consentono agli sviluppatori di proporre demo e versioni trial. Transmit 5 è venduta per un breve periodo a 35$; successivamente sarà venduta 45$. Non sono previsti update o sconti per chi è già in possesso della release precedente; ad ogni modo chi ha acquistato il software dopo l’1 giugno di quest’anno, può ottenere un aggiornamento gratuito. Dal sito degli sviluppatori è possibile scaricare una versione dimostrativa. Il requisito minimo macOS 10.11 o seguenti.

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luglio 6, 2017

“Come avere le applicazioni del Mac sempre aggiornate”

È importante avere le applicazioni del proprio Mac sempre aggiornate. Questo permette infatti di sfruttare le funzioni man mano introdotte nei software ma anche di evitare eventuali vulnerabilità che teoricamente potrebbero mettere a rischio il Mac e che, si spera, gli sviluppatori eliminano appunto aggiornando le proprie applicazioni. Non è sempre semplice, però, tenere traccia delle nuove versioni di tutti i software che usiamo. È vero che molte applicazioni hanno un sistema di controllo degli update disponibili, però bisogna prima avviarle per usarlo: è un po’ scomodo e poco sicuro dal punto di vista della sicurezza (se c’è una vulnerabilità, a quel punto è sfruttabile). Esaminiamo gli altri sistemi possibili. Per le applicazioni scaricate dal Mac App Store l’aggiornamento è molto semplice. A tenerne traccia è il Mac App Store stesso e gli update disponibili appaiono nella sezione Aggiornamenti. Da qui si possono installare manualmente ma è possibile anche impostare un aggiornamento automatico, per non pensarci più. Nelle Preferenze di Sistema portiamoci nel pannello App Store e verifichiamo che sia attiva l’opzione Verifica aggiornamenti automaticamente. Le altre opzioni che ci interessano sono immediatamente sotto e servono a scaricare gli aggiornamenti in background senza che dobbiamo occuparcene noi, come anche a installarli automaticamente per le app e per macOS. Questa ultima opzione è meglio lasciarla non attiva per evitare problemi di compatibilità con alcune app. Fuori dal Mac App Store Per le applicazioni che non sono state scaricate dallo store di Apple le strade possibili sono diverse, più o meno comode. Alcune hanno un updater proprio, separato dall’applicazione  – ad esempio lo ha Microsoft Office – che controlla la presenza di aggiornamenti e di solito si avvia a intervalli regolari, scaricando lo scaricabile e installandolo (quasi) automaticamente. Se le applicazioni non hanno un updater autonomo ci si può affidare alla loro funzione integrata di controllo degli aggiornamenti, se ne hanno una, con la citata perplessità in quanto a comodità e sicurezza del procedimento. Verificare sul sito del produttore la presenza di versioni successive alla nostra non è molto pratico, meglio affidarsi a siti che elencano cronologicamente gli aggiornamenti rilasciati di molti software (ma non tutti). Il più noto e MacUpdate, che negli anni è diventato un po’ sovrabbondante di funzioni ma mantiene la sua utilità.

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luglio 6, 2017

“Affinity Photo per iPad ora funziona anche in modalità verticale”

Gli sviluppatori di Serif Labs hanno aggiornato Affinity Photo, una delle più interessanti applicazioni di fotoriticco per iPad. La nuova versione 1.6.3 integra il supporto nativo alla risoluzione dell’iPad Pro da 10.5″, la modalità di funzionamento in verticale, un nuovo selettore per le foto in grado di indicare gli elementi in formato RAW. Gli sviluppatori hanno inoltre migliorato le performance dell’applicazione e dei pennelli. Sono presenti pennelli Scherma, Brucia, Clone, Rattoppo, Macchia e Rimozione occhi rossi, ma anche funzionalità per correggere e migliorare le immagini con Livelli, Curve, Bianco e nero, Bilanciamento bianco, HSL, Ombreggiature, Evidenziazioni e decine di altre regolazioni. È possibile creare selezioni precise, creare maschere, applicare le regolazioni in modo selettivo, richiamare una vasta gamma di filtri di alta qualità, tra cui Illuminazione, Sfumatura, Distorsione, Scostamento inclinazione, Ombreggiature, Bagliore e molti altri ancora. L’app sfrutta il medesimo back-end della versione desktop ed è ottimizzata per sfruttare appieno tutta la potenza delle funzionalità hardware e touch dell’iPad. Tutti gli effetti di rendering, modifica e filtro sono accelerati sfruttando quandopossibile funzionalità a livello hardware. Il risultato è un modo nuovo di interagire con le immagini, con performance elevate anche nella modifica di immagini di grandi dimension. L’app è in grado di sfruttare l’Apple Pencil tenendo conto di pressione, inclinazione e angolo. La completa integrazione con iCloud Drive offre scorrevolezza nella gestione, archiviazione e condivisione file. Affinity Photo 1.6.3 supporta iPad Pro, iPad Air 2 e iPad inizio 2017, richiede iOS 10.3 e seguenti ed è venduta 21,99 euro sull’App Store.

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