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aprile 15, 2019

“Più facile pulire il Mac dai file ingombranti con Lente Spaziale di CleanMyMac X”

CleanMyMac X si aggiorna con la rinnovata Lente Spaziale, la funzione che crea un diagramma con i file più grossi e pesanti presenti su Mac, e che permette di liberare in un batter d’occhio spazio dalla propria macchina. Fino ad oggi presente in versione beta, Lente Spaziale esce finalmente dalla fase di prova e diventa a tutti gli effetti uno strumento utile, da usare con attenzione, per prendersi cura del proprio Mac. Ecco come si usa e a cosa serve. Di CleanMyMac ne abbiamo parlato in una recensione approfondita, che potete leggere direttamente a questo indirizzo. Lente Spaziale è uno degli strumenti finali all’interno della suite Clean My Mac X, e si propone lo scopo di restituire all’utente una vPisione dei file di grandi dimensioni presenti sulla macchina, che vengono rappresentati come grandi bolle su un diagramma, così da potersene sbarazzare in un paio di click. Per avviare una scansione, dopo aver aperto CleanMyMac X, sarà sufficiente scorrere la lista di funzioni presente sulla barra di sinistra, e cliccare su Lente Spaziale, che rappresenta la prima funzione sotto il menù File. Per poter completare un intero diagramma, con i file suddivisi in grandi bolle bidimensionali, abbiamo impiegato circa 15 minuti, su un iMac con HDD da 1TB.  La prima diversità che abbiamo riscontrato, rispetto alla versione beta, è relativa al versante grafico: dapprima le bolle erano contraddistinte da circonferenze colorate, mentre adesso assumono una grafica più flat, con cerchi tutti grigi. Da un lato la UI ne guadagna in modernità, ma dall’altro la colorazione delle bolle rendeva ancor più visibili le cartelle con i grandi file da cancellare. Restano pressoché immutate le funzioni del diagramma, che l’utente potrà navigare viaggiando verso le cartelle più grandi così da capire dove poter intervenire, per liberare spazio. Per quanto concerne il funzionamento restiamo dell’idea che ci eravamo fatti nella versione beta: da un lato si presenta come uno strumento utile, perché rende all’utente facile l’individuazione delle cartelle che occupano più spazio, ma dall’altro si presenta come uno strumento da utilizzare con parsimonia e attenzione. Ed infatti, quasi sempre le bolle più grandi sono rappresentate da cartelle di sistema, che non devono essere assolutamente modificate, pena il rischio di perdere le funzioni del Mac. Fortunatamente lo strumento indica all’utente che si tratta di cartelle di sistema: basta spostare il cursore del mouse su ciascuna bolla per poter accorgersi della dicitura “cartella di sistema”, scritta in rosso così da risaltare agli occhi dell’utente e suonare come un campanello d’allarme. In più non è possibile cancellare queste cartelle per questioni di sicurezza; in pratica CleanMyMac X le protegge da ogni cancellazione accidentale. In alcuni casi la struttura delle cartelle è particolarmente complessa e difficilmente potrà essere effettuata una pulizia dal punto di vista dall’interfaccia di CleanMyMax X. In alcuni casi, però, rende facile all’utente l’individuazione delle cause di un HDD particolarmente pieno. Ad esempio, è grazie a questa Lente Spaziale che abbiamo scoperto che la cartella dei progetti di iMovie gravava sullo spazio disponibile per oltre 30 GB. Non siamo riusciti ad effettuare dall’interfaccia del programma la pulizia di questi file, ma la funzione ci è servita per identificare il problema e intervenire di conseguenza. In altri casi, invece, questo sistema a grandi bolle non risulta particolarmente semplice da utilizzare: ad esempio, Lente Spaziale ci ha segnalato una cartella Download particolarmente pesante. Provando ad aprirla con questo sistema a diagrammi ci siamo trovati di fronte ad una serie di piccoli cerchi, difficili da “leggere” ad uno ad uno: sembrava di essere di fronte alla schermata principale di Apple Watch. Per questo, abbiamo deciso di aprire manualmente la cartella download e di eliminare i file dal Finder di sistema. Ad ogni modo, Lente Spaziale non va di certo giudicato nella sua singolarità, perché si tratta di una delle tante opzioni di pulizia presenti su CleanMyMac X, che nellla nostra recensione abbiamo etichettato comunque come particolarmente efficiente. In particolare la Pulizia Smart permette con pochissimi click di eliminare davvero file spazzatura inutili, che nel corso degli anni gravano sempre di più sulla memoria disponibile. Vi invitiamo a leggere la nostra recensione su Clean My Mac X a questo indirizzo, mentre di seguito vi ricordiamo come acquistare l’applicativo. Come comprare CleanMyMac X CleamMyMac X può essere comprato direttamente dal negozio di MacPaw, con due formule In abbonamento per un anno a 29,95 euro In via definitiva a 89.95 euro È anche possibile abbonarsi a Setapp che include la possibilità di usare CleanMyMac X oltre a tutta una serie di altre applicazioni. Se decidete di usare Setapp, vi conviene dare un’occhiata al nostro articolo che vi offre consigli per risparmiare sul costo di abbonamento

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aprile 10, 2019

“WhatsApp testa funzione contro fake news”

WhatsApp testa sul campo una funzione per ridurre la diffusione della fake news. Secondo il sito WABetaInfo, con il futuro aggiornamento gli amministratori dei gruppi potranno bloccare definitivamente l’invio di messaggi inoltrati frequentemente grazie ad un’apposita opzione selezionabile dal menù impostazioni. Una volta attivata la funzione, nessun membro del gruppo sarà più in grado di inviare questo genere di messaggi che saranno segnalati con la dicitura ‘Frequently Forwarded’. Questa funzione è stata al momento individuata solo nell’app disponibile su dispositivi Android, non è da escludere che in futuro possa approdare anche su iOS.

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marzo 27, 2019

“SoundSource 4, l’utility perfetta per gestire i livelli audio su Mac”

Gli sviluppatori di Rogue Amoeba hanno rilasciato SoundSource 4, ultima versione di una utility per Mac che consente di modificare al volo varie impostazioni audio, controllando impostazioni e livelli dei dispositivi collegati al Mac, mettendo a disposizione un controller per l’audio delle periferiche in “ingresso” e un controller per il volume delle periferiche in “uscita”. SoundSource è perfetta per chi ha più periferiche collegate al Mac (es. cuffie, casse, microfoni, auricolari bluetooth, ecc.) mettendo a disposizione cursori e impostazioni dedicate per ogni per ciascuna di queste. Tra le peculiarità di questa utility, la possibilità di applicare effetti (scegliendo tra quelli integrati o di terze parti) a qualsiasi sorgente audio, tutto direttamente da una comoda finestra che è possibile richiamare dalla barra dei menu. SoundSource consente di accedere velocemente alle impostazioni di input, output e richiamare/impostare effetti audio, impostare parametri in base alle applicazioni, migliorare l’uscita di un qualunque dispositivo audio modificando le impostazioni con un equalizzatore che permette di modificare in vari modi lo spettro di un segnale audio. La funzione “Magic Boost” permette di silenziare determinati livelli o alzarne altri; i preset EQ sono personalizzabili ed è anche possibile reindirizzare la musica da un’app a un determinato speaker, gestendo ad esempio l’uscita audio e gli speaker di serie nel computer come dispositivi di output separati. SoundSource richiede macOS 10.11 o seguenti ed è venduta 36$ (si acquista direttamente dal sito del produttore). L’update dalla versione precedente costa 23$. Dal sito del produttore è possibile scaricare una versione dimostrativa (funziona tutto ma dopo 20 minuti di uso la qualità audio è degradata).

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marzo 8, 2019

“Tempo di privacy e anonimato in rete? VPN Unlimited a vita per 59,99 dollari”

Le offerte nel campo sono molte, ma una di grande interesse la trovate su su StackSocial dove è in offerta a 59,99 dollari anziché 130 dollari l’accesso a vita a VPN Unlimited, che promette proprio di nascondere e criptare tutti i dati di navigazione dell’utente. Con questo abbonamento è possibile scegliere tra un’ampia selezione di server in tutto lo mondo spostandovi la propria posizione virtuale, ma non solo. Una VPN infatti, lo ricordiamo, è un rete virtuale protetta che provvede a cifrare i dati quando si sta navigando su Internet, ed è utile non solo ai dipendenti delle aziende che si collegano ad Internet in mobilità, ma anche agli utenti privati. Infatti, quando si è fuori per il fine settimana o in vacanza, spesso capita di collagarsi alle reti Wi-Fi pubbliche di alberghi, bar o ristoranti, ed eseguendo l’accesso al sito Web della propria Banca o più semplicemente a Facebook, i propri dati (account e password) possono essere intercettati da un malintenzionato che si trova sulla stessa rete. Grazie alla sicurezza garantita da un collegamento VPN i nostri dati e l’accesso a Internet risultano molto più sicuri. VPN Unlimited è considerata una delle migliori soluzioni VPN al mondo ed è stata premiata in quanto tale da prestigiose riviste come PC Magazine e Laptop Magazine. È su Stacksocial da molto tempo ed è probabilmente la più venduta VPN del sito di sconti. Elevatissimo il gradimento: 4,5 stelle con più di 17.500 recensioni Se siete interessati a questo genere di servizio segnaliamo che l’accesso a vita costerebbe 500 dollari ma in questo momento si acquista in sconto a soli 59,99 dollari grazie all’offerta disponibile su StackSocial. Si può usare con cinque differenti dispositivi. Se volete avere solo tre anni di anonimato, allora vi costa solo 29,99 dollari. Per dieci dispositivi, sempre abbonamento a vita, il prezzo sale a 74,99 dollari.

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febbraio 26, 2019

“Aurora HDR, il Camera RAW per Mac a soli 4 dollari”

Aurora HDR è un software specifico per l’editing di immagini HDR (High Dynamic Range), una tecnica utilizzata in grafica computerizzata e nella fotografia che consente di ottenere un’immagine in cui l’intervallo dinamico, ovvero l’intervallo tra le aree visibili più chiare e quelle più scure, sia più ampio dei metodi usuali. La versione 2018 per Mac è in sconto su BundleHunt. Tipicamente per creare immagini HDR basta effettuare scatti multipli dello stesso soggetto ma a diverse esposizioni in maniera tale da compensare la perdita di dettagli nelle zone sottoesposte o sovraesposte di ciascuna singola immagine. La successiva elaborazione dei vari scatti consente di ottenere un’unica immagine con una corretta esposizione sia delle aree più scure che di quelle più chiare. Aurora HDR sfrutta un “motore” grafico in attesa di brevetto in grado di analizzare automaticamente milioni di pixel e creare in modo “intelligente” immagini di qualità. All’atto pratico è possibile ottenere fotografie che normalmente nessuna fotocamera, neanche la più evoluta, è in grado di scattare. Questo perché irrimediabilmente, quando c’è una forte differenza di esposizione in più aree di una determinata scena, è impossibile non bruciare luci o ombre per uno o più soggetti; un classico esempio è un paesaggio all’alba o al tramonto dove, o si espone correttamente per catturare il rosso caldo del cielo, con un paesaggio molto scuro, oppure si espone per ammirare il paesaggio, con un cielo però per lo più bianco o fortemente illuminato, rinunciando ai colori caldi del cielo. Con la fotocamera (o lo smartphone) su cavalletto è necessario scattare più fotografie esponendo correttamente ogni singolo elemento. Caricandole poi su Aurora HDR, l’applicazione sarà automaticamente in grado di riconoscere le porzioni migliori di ogni singolo scatto fondendoli insieme in un’unica immagine correttamente esposta in ogni area. Il software di MacPhun mette a disposizione una interfaccia che permette di gestire e modificare varie impostazioni; sono disponibili livelli e maschere per l’editing selettivo, controlli dettagliati per la luminosità o per realizzare la fusione delle texture, preset già disponibili – incluso Signature Pro del fotografo HDR Trey Ratcliff – e controlli sui dettagli per aumentare l’incisività dell’immagine. L’interfaccia ripercorre la maggior parte delle caratteristiche che hanno fatto la fortuna dei software di Macphun: tutto è semplice e familiare, consentendo di richiamare comandi e flussi di lavoro in modo rapido e scorrevole. Macitynet ha recensito la versione 2019, migliorata rispetto alla precedente in alcune funzionalità di editing con la mappatura tonale, nel mascheramento e nelle funzionalità di gestione colore. Sull’ultima versione è stato integrato il supporto per vari plug-in e ridotti i problemi di aberrazione cromatica (un particolare difetto nella formazione dell’immagine dovuta al diverso valore di rifrazione delle diverse lunghezze d’onda che compongono la luce che passa attraverso il mezzo ottico). Aurora HDR 2018 resta comunque una validissima alternativa a software di elaborazione delle immagini ben più costosi e che a volte, per poter essere utilizzati, richiedono un abbonamento mensile. Questa versione normalmente si acquista al prezzo di 99 dollari ma, grazie all’offerta BundleHunt, è attualmente possibile risparmiare ben 95 dollari e pagarlo perciò soltanto 4 dollari, una cifra insignificante rispetto al valore originale e alle potenzialità del prodotto. A questo prezzo è necessario aggiungere soltanto una tassa d’ingresso per accedere al pacchetto che è pari a 5 dollari: in questo modo, oltre ad aggiungere al carrello Aurora HDR 2018 per 4 dollari (per una spesa complessiva di 9 dollari) sarà comunque possibile acquistare tantissimi altri programmi fortemente scontati e talvolta disponibili anche all’incredibile prezzo di appena 1 dollaro. Tra i tanti ci sono Gemini 2, ExpanDrive, PDF element, UnDistracted, DVD Burner e molti altri ancora. Potete dare un’occhiata all’intero catalogo cliccando qui.

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febbraio 12, 2019

“Gli utenti iPhone USA spendono 79 dollari nelle app: esplodono gli abbonamenti”

Gli iPhone vendono un po’ meno ma Apple è ancora una macchina da soldi: la spesa media per utente iPhone in USA sale a 79 dollari, un aumento del 36% rispetto al 2017, ma la vera novità è che a crescere di più non sono i giochi, da sempre il cavallo di battaglia degli sviluppatori e di App Store, bensì i software nelle altre categorie che più sfruttano il modello delle app in abbonamento fortemente voluto e sostenuto da Cupertino. La spesa media per utente iPhone negli Stati Uniti è aumentata dai 58 dollari del 2017 ai 79 dollari dello scorso anno. Si tratta di un aumento consistente, anche se non raggiunge il picco del +42% registrato nel 2016: come sempre i giochi comandano la fetta più importante con una percentuale del 56% della spesa complessiva per utente. Ma osservando le percentuali in base alle varie categorie di app si scopre che i giochi sono aumentati del 22%: pur rimanendo la voce con il fatturato più consistente, non è la categoria che più è aumentata da un anno all’altro. Nella prime 5 posizioni troviamo infatti al secondo posto le app di intrattenimento: il fatturato complessivo è solo di 8 dollari per utente ma l’incremento rispetto al 2017 è dell’82%. In questa categoria rientrano anche le app di streaming come Netflix e altre ancora, perfette per il modello in abbonamento fortemente sostenuto da Cupertino. Crescono anche le app della categoria Music, al terzo posto assoluto in termini di fatturato, con un aumento da 4,10 dollari a 5 dollari di spesa per ogni utente iPhone, un incremento del 22%. Stesso aumento del 22% rilevato anche per le app di social networking. Al quinto posto invece troviamo le app Lifestyle, stili di vita e tendenze, che hanno registrato un aumento dell’86%. I dati provengono da una ricerca di Sensor Tower che sarà pubblicata nei prossimi giorni, riportati da Tech Crunch. Anche le app della categoria Salute e benessere, che non rientrano tra le prime 5 per fatturato, sono aumentate del 75% passando da 1,60 dollari a 2,70 dollari in un anno. Il successo delle app in abbonamento è un ottimo risultato per Apple che ora punta ad accelerare il settore servizi in cui rientrano App Store, Apple Music ma anche Apple Pay, iCloud, AppleCare e altro ancora. Apple ha in cantiere grandi progetti per app e servizi: presto potremo assistere al lancio della TV in streaming di Cupertino che secondo alcuni arriverà in USA entro la primavera, ma attesi in arrivo ci sono anche un abbonamento per notizie, riviste e giornali digitali, forse addirittura un Netflix dei videogiochi. Secondo alcuni dirigenti e analisti l’idea dei servizi e delle app in abbonamento è talmente buona che presto avremo un Apple Prime, un abbonamento unico che includerà musica, giornali, show TV e telefim e altro ancora. Secondo un analista l’abbonamento Apple Prime perfetto dovrebbe includere proprio tutto, incluso computer, dispositivi mobile, software e servizi.

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febbraio 7, 2019

“Lightweight PDF, un’app Mac gratuita per ridurre al volo il peso dei PDF”

Esistono vari sistemi e utility dedicate per ridurre il “peso” di un PDF (qui un nostro tutorial usando l’utility ColorSync di serie con macOS). Sul Mac App Store è da poco arrivata Lightweight PDF, applicazione Mac gratuita che promette di ridurre le dimensioni dei file PDF senza intaccare troppo la bontà del file originale. L’applicazione è semplicissima: basta avviarla, trascinare nella finestra principale il file PDF da comprimere e dopo pochi secondo si ottiene un PDF compresso. La riduzione delle dimensioni dei file PDF determina un miglioramento delle prestazioni complessive nella gestione del documento senza modificarne l’aspetto a schermo, opzione comoda soprattutto quando l’accesso avviene dal Web o quando si ha la necessità di spedire un documento via mail. La riduzione complessiva che è possibile ottenere dipende da vari fattori, compresa ovviamente la risoluzione delle immagini integrate nel PDF originale. Nel caso di documenti PDF con immagini molto “pesanti”, secondo lo sviluppatore di questa utility si può arrivare a una compressione anche al 90%. Lightweight PDF richiede OS X 10.11 o seguenti, “pesa” 4.2MB e si scarica gratis dal Mac App Store. Se siete alla ricerca di una utility di questo tipo ma più completa, vi consigliamo PDF Squeezer, software a pagamento per la compressione dei file PDF che offre molte più ozpioni e possibilità di personalizzazione.

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febbraio 4, 2019

“Spotify tratta acquisizione Gimlet Media”

Spotify punta ad andare oltre le canzoni. La compagnia scandinava, numero uno al mondo della musica in streaming, sta trattando l’acquisizione del gigante dei podcast, Gimlet Media. Lo scrive il Wall Street Journal citando fonti a conoscenza dei fatti. La trattativa è ancora in corso e l’accordo potrebbe non concretizzarsi, riferiscono le fonti. In caso di esito positivo, Spotify andrebbe ad espandere la sua presenza nel mercato della narrativa da ascoltare. Nonostante i podcast siano da anni disponibili sulla piattaforma, è solo negli ultimi mesi che l’azienda sta valorizzando questo tipo di contenuti. Gimlet Media, fondata nel 2014, produce podcast popolari come “StartUp”, “Reply All” e “The Nod”. L’azienda ha recentemente collaborato proprio con Spotify per la diffusione della seconda stagione del podcast “Crimetown”.

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gennaio 21, 2019

“L’app Dolby per registrare musica sarà diversa da tutte”

Esistono decine di app per dispositivi mobile per registrare musica e audio, ma l’app Dolby in fase di lavorazione promette di offrire funzioni interessanti, alcune addirittura uniche. Lo storico marchio da sempre associato all’audio non ha ancora rilasciato dichiarazioni in merito, ma l’app Dolby è già stata intercettata sotto il nome generico di 234, da alcuni indicata anche come Dolby Live, in ogni caso si tratta ancora di nomi in codice che potrebbero essere non impiegati al lancio. Caratterizzata da una interfaccia colorata, lineare e molto semplice da usare, permette di registrare musica e audio applicando diversi effetti, alcuni inclusi di serie nell’app, altri invece all’interno di in un pacchetto da acquistare separatamente. L’app Dolby però promette di distinguersi dalle numerose esistenti grazie alla funzione di cancellazione del rumore. Avviandola il software mostra un avviso invitando l’utente e le persone presenti a fare silenzio per rilevare i rumori ambientali: successivamente in fase di registrazione questi rumori vengono eliminati dalla registrazione audio. Funzionamento e tecnologia somigliano così alla cancellazione attiva del rumore impiegata in cuffie e auricolari. L’esistenza dell’app Dolby, così come alcune delle schermate che riportiamo in questo articolo sono segnalati da TechCrunch. Interpellata sull’app Boldy non ha rilasciato dichiarazioni ma l’esistenza è confermata anche da un sito web, ora rimosso, da cui era possibile partire per registrarsi e provare una versione preliminare dell’app. L’app Dolby promette non solo di cancellare i rumori ma anche di migliorare la qualità audio, offrendo strumenti per regolare bassi e le altre tonalità, infine permettendo di esportare e condividere al volo su SoundCloud. Sembra insomma avere tutte le carte in regola per dare il via a un social della musica, così come fatto da Instagram per la fotografia.

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gennaio 18, 2019

“WhatsApp web, come usarlo su Mac e PC via browser o con l’app”

Forse non tutti sanno ancora che Whatsapp è accessibile anche dai computer desktop: Whatsapp Web (che qualcuno per comodità denomina anche wapp web), accessibile dai programmi di navigazione, così da poter chattare con i propri contatti attraverso Mac o PC è ormai cosa risaputa per gli utenti più smanettoni ma molti neofiti non stanno sfruttando la comodità di avere l’applicazione di messaggistica sul grande schermo senza rivolgere continuamente lo sguardo allo smartphone sulla scrivania. WhatsApp Web Codice QR, niente di più semplice Whatsapp Web desktop è disponibile su numerosissimi browser e, di fatto, su moltissimi dispositivi, che supportano Safari, Edge, Chrome o Firefox. In questo modo, la nota app di messaggistica istantanea risulta compatibile con numerosi dispositivi, mobili e desktop. In ogni caso, per il corretto funzionamento della versione web di Whatsapp è preferibile aggiornare l’applicazione su smartphone all’ultima versione sempre disponibile, entrare nell’apposito menu WhatsApp Web e, successivamente, inquadrare il codice QR che appare direttamente su web.whatsapp.com. Da questo momento in poi tutte le conversazioni Whatsapp verranno sincronizzate su PC e Mac grazie al browser. L’interfaccia web di WhatsApp per Pc o Mac che avremo grazie a web whatsapp, il sito che WhatsApp mette a nostra disposizione, è molto elegante e funzionale e supporta anche le notifiche desktop, così che si potrà essere avvisati della ricezione di un messaggio anche nel caso in cui la finestra del browser sia chiusa o aperta su un’altra finestra. Affinché Whatsapp web possa funzionare correttamente è necessario mantenere una connessione internet attiva sullo smartphone, Wi-Fi o 3G che sia. Schermata di avvio di WhatsApp Web WhatsApp applicazione per Mac e Windows Ma per chi ha una postazione fissa e non deve alternarsi tra più dispositivi desktop, risulta ancora più pratico utilizzare l’app WhatsApp disponibile per Mac e PC. Si scaricano direttamente a questo indirizzo. Per chi invece preferisce sempre utilizzare gli store digitali di Apple, ricordiamo che l’app WhatsApp Desktop per Mac si può anche scaricare gratis da questa pagina di Mac App Store. Dopo aver installato l’applicativo, sarà sufficiente avviarlo per vedere apparire il codice QR da inquadrare con il proprio smartphone. Pagina di download di WhatsApp Web Il funzionamento è identico a quanto riportato sopra, con la differenza che si avrà una applicazione nativa, appositamente sviluppata per poter chattare su WhatsApp direttamente da Mac e PC. Si eviterà così di sfruttare il browser per utilizzare WhatsApp, contando invece su un’app con una interfaccia dedicata, ancora più pratica e funzionale da utilizzare.

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