Posts tagged ‘App’

agosto 27, 2019

“Una applicazione che può salvare la vita”

Da un paio d’anni i cellulari sono sempre più diventati altro che semplici telefoni. Naturalmente tutto ciò ha sollevato diversi problemi tecnici come la durata della batteria (a mala pena si arriva alla sera con una sola carica di corrente ed un sistema operativo che dopo 2 anni comincia a diventare obsoleto); problemi come la privacy (accettando di installare una determinata applicazione veniamo consapevolmente o non e direttamente o indirettamente introdotti in un sistema mediatico-commerciale di aziende che a quel punto ci bombarderanno di svariate pubblicità, o accettando di installare una determinata applicazione spesso veniamo consapevolmente o non monitorati) e problemi come, essendo appunto diventato più un mezzo che svolge oramai diverse mansioni, tramite proprio le molteplici applicazioni, il costo è sempre più alto, i ragazzi non si accontentano di un cellulare qualsiasi e soprattutto pretendono di possedere un cellulare ad un’età giovanissima. Questi e altri punti pongono il quesito fondamentale se e quanto sia giusto e se quanto sia utile avere un certo tipo di cellulare. I punti a favore sono molti, ma anche quelli a sfavore. Senza andare oltre, è una questione personale, non tanto di educazione in sè per sè (anche ovvio), ma ognuno, su questi punti presi in esame, cosi come tanti altri che non ho scritto, agisce e la pensa in modo diverso e possono essere molteplici le riflessioni, quindi di conseguenza agirà nel comprare un tipo di cellulare rispetto ad altri, dando maggior peso ad una decisione a sfavore o a favore di un’altra. Ovviamente esistono anche cellulari come un tempo, come i primi che venivano prodotti in cui si telefona e al massimo si possono scattare fotografie e fare video brevi.  Le applicazioni, da quando sono state create, oggi sono molteplici e spaziano oramai in moltissimi campi e settori, alcune sono buone, altre meno, alcune gratuite, altre a pagamento, ma in ogni caso la scelta è immensa. Tra tutte queste ce ne sono alcune che sono utili e sono utili veramente o almeno possono esserlo in caso di necessità e sono poi queste che spesso possono far cambiare idea nell’acquistare un cellulare. Tra queste ne ce n’è una che secondo me vale la pena condividere e far conoscere a quanti ignoravano la sua esistenza. L’applicazione si chiama “Where are U” (dove sei, in italiano) e serve per le emergenze. Vi spiego meglio: “Where are U” è un’applicazione collegata al numero unico di emergenza europeo 112 e permette di effettuare una chiamata di emergenza con l’invio della posizione esatta della persona che ha chiamato (in quanto è collegata ad un sistema altamente preciso di GPS satellitare), in cui la posizione viene trasmessa tramite internet o tramite un messaggio se in quel momento la persona si trova in una zona dove c’è poco campo, assicurando cosi sempre l’invio della posizione ogni volta sia possibile effettuare una telefonata.  Inoltre sono due le particolarità interessanti di questa applicazione: la prima è che è possibile effettuare volontariamente una chiamata muta nel caso in cui non sia possibile parlare, tramite l’utilizzo di appositi pulsanti e’ infatti possibile segnalare il tipo di soccorso richiesto. La seconda: l’applicazione tiene conto anche di tutte le esigenze di chi ha una disabilità uditiva. Infatti è possibile fare due tipi di chiamata: silenziosa e quindi adatta ad esempio per le persone sorde e per chi non può parlare e vocale. Inoltre, estendendo la possibilità e lo sfruttamento di questa categoria e stando, almeno per il momento, nella regione Lombardia, scaricando l’applicazione “Salutile” è possibile prenotare esami e visite, trovare e conoscere le strutture socio-sanitarie più vicine a dove la persona si trova in quel momento o vive, consultare il proprio fascicolo elettronico e anche stampare le ricette mediche.  Tornando all’applicazione “Where are U”, questa è nata e sviluppata per la regione della Lombardia, ma, come capita poi spesso, si sta diffondendo a livello nazionale. Infatti è possible utilizzarla per chiamare soccorsi in tutta Italia, ma, al momento, le funzioni ad esempio di indicazione del luogo risultano solo dove esiste già il numero unico d’emergenza 112, come a Roma, o nella regione della Liguria, del Friuli Venezia Giulia, a Trento, a Bolzano o nella Sicilia occidentale.  Cliccando qui, vi potrete collegare al link ufficiale dell’applicazione, cosi potete vedere e capire meglio il funzionamento e monitorare di volta in volta sia dove sia possibile scaricarla, ma anche i vari aggiornamenti e le novità.

Questo articolo lo trovate su sito DisabiliAbili.net

Tag:
agosto 2, 2019

“Con Android Auto ora è più sicuro avviare e usare le app”

Fino a poco tempo fa, i sistemi di infotainment erano nella migliore delle ipotesi inutili, e addirittura connotati da una orrenda interfaccia grafica. Con l’introduzione di Android Auto e CarPlay le cose sono cambiate, ed è ultimamente che gli aggiornamenti rendono ancor più sicuri tali sistemi. Quello di Google, dopo l’ultimo aggiornamento, rende ancor più utile il sistema di navigazione a bordo delle automobili. Con l’ultimo aggiornamento, ovunque ci si trovi, ​​Android Auto visualizza tutte le informazioni utili del percorso sulla parte inferiore del display: non ci si dovrà più preoccupare di perdere un’indicazione sul percorso mentre si avvia Spotify e si sceglie la playlist desiderata. Tutte le informazioni sul percorso si trovano adesso sulla parte inferiore dello schermo, e risultano di facile lettura, oltre che assolutamente utili mentre si è alla guida. Anche perché, è sufficiente un rapido tocco sulla parte inferiore del display per riportare l’utente su Google Maps, passando così da un’app all’altra con estrema semplicità. Adesso, inoltre, non solo è più facile aggiungere destinazioni tramite la parola chiave “Hey Google”, o toccando la piccola icona del microfono, ma l’assistente di Big G gestirà ora anche il lancio di app presenti nella schermata di avvio. Lo strano layout in stile notifica della schermata principale è sparito. Invece, la schermata principale di Android Auto ora somiglia a quella di un tablet, con tutte le tue app visibili in un unico posto. Ad ogni modo, Google non è il solo a voler aggiornare il proprio sistema di bordo. CarPlay di Apple otterrà, infatti, il proprio aggiornamento non appena iOS 13 arriverà ufficialmente su iPhone nell’autunno di quest’anno. Come Android Auto, rinuncerà alla interfaccia utente a funzionalità singola, e inizierà ad offrire maggiori informazioni a schermo.

Questo articolo lo trovate su sito Macity

Tag:
luglio 15, 2019

“App comuni sono usate per fare stalking”

Lo smartphone, il computer e persino l’automobile possono diventare, se non ci si protegge, mezzi per essere spiati, spesso anche dal proprio partner. Lo sottolinea un report del Citizen Lab dell’università di Toronto, intitolato “Il predatore nella tua tasca”, secondo cui la tecnologia è ormai parte integrante delle violenze domestiche. Diversi studi, riportano gli esperti canadesi, hanno legato lo stalking ai software spia, che vengono appunto chiamati “stalkerware”, e che spesso vengono pubblicizzati per applicazioni “buone”, come il controllo dei figli o dei dipendenti. Una ricerca in Canada ad esempio ha trovato che il 98% dei colpevoli di violenza nei confronti del partner aveva usato la tecnologia per intimidire o minacciare la vittima e il 72% aveva hackerato le email e gli account dei social delle donne. Il fenomeno ha un’ampia diffusione anche da noi – commenta Nicola Bernardi, direttore di Federprivacy – per difendersi ci sono gli antivirus, ma serve anche un cambiamento culturale, bisogna valutare attentamente le conseguenze di tutto ciò che si installa”. I metodi per spiare sono diversi, sottolinea Bernardi. Ci sono decine di app semplicemente scaricabili dagli store. Chi ha dimestichezza con il deep web può invece trovarne di più sofisticate. “Ma al giorno d’oggi tutto può diventare un mezzo per spiare – sottolinea l’esperto – si pensi alle app per trovare la propria auto, o lo smartphone”.

Questo articolo lo trovate su sito ANSA

Tag:
luglio 4, 2019

“Crea applicazioni e gestionali su misura per gestire i tuoi dati”

FileMaker, cos’è? Ve lo (ri)presentiamo: FileMaker, database ultratrentennale (a dispetto della immotivata scarsa notorietà) rappresenta oggi la soluzione ideale per creare App, gestionali, CRM, ERP, senza dover per forza essere programmatori. Nato in California nel 1985 dalla Deneba Software, è diventato prima un cavallo di battaglia su Mac (Filemaker è una subsidiary di Apple Inc) per poi affermarsi su Windows e Mac come soluzione database relazionale di rete. FileMaker è da sempre apprezzatissimo dai manager delle PMI e da chi non è programmatore o non ha un background strettamente informatico perché permette di creare rapidamente database relazionali o App senza avere competenze di programmazione. Da più di dieci anni FileMaker è entrato in una fase di maturità che gli consente di rivaleggiare per prestazioni e complessità con soluzioni CRM, ERP e gestionali ben più noti (senza perdere in intuitività) anche nelle grandi aziende e nelle pubbliche amministrazioni. Proprio per questo c’è una forte domanda di esperti FileMaker sul mercato, per creare e manutenere soluzioni gestionali innovative su piattaforme Mac, Windows, dispositivi mobili e su web, per professionisti e aziende. Perché scegliere FileMaker Principalmente perché consente di creare applicazioni su misura per gestire i dati e i processi della tua azienda, senza avere competenze di programmazione: crei App personalizzate, spesso senza scrivere una riga di codice. Le App create con FileMaker sono subito accessibili da computer, mobile devices, cloud e web. È semplicissimo realizzare interfacce grafiche di dati, adattandole a esigenze specifiche. Ci sono diverse soluzioni pronte per l’uso con le quali puoi realizzare un’app in poco tempo, ad esempio per gestire i contatti (clienti, fornitori, partner, collaboratori) o l’inventario, organizzare eventi e molto altro ancora. FileMaker consente di sviluppare App con il linguaggio di scripting interno intuitivo e facile da imparare. Nella versione italiana tutti i comandi sono realmente tradotti in lingua italiana. Puoi condividere in modo sicuro i dati con gruppi di lavoro, piccoli o grandi: FileMaker Server supporta fino a 500 utenti simultanei in rete locale o geografica, FileMaker Cloud supporta fino a 100 utenti simultanei. Se utilizzi Filemaker puoi contare, oltre al supporto della community, su un’ampia rete globale di partner verificati per consulenze o per ricevere formazione da centri autorizzati. I nostri corsi Filemaker consentono a singoli individui, professionisti, aziende e pubbliche amministrazioni di acquisire le competenze per creare database e applicativi. In particolare, il nostro nuovo corso FileMaker Scripting insegna a realizzare soluzioni completamente personalizzate anche laddove i normali strumenti dell’interfaccia non sono totalmente personalizzabili.

Questo articolo lo trovate su sito Macity

Tag:
aprile 15, 2019

“Più facile pulire il Mac dai file ingombranti con Lente Spaziale di CleanMyMac X”

CleanMyMac X si aggiorna con la rinnovata Lente Spaziale, la funzione che crea un diagramma con i file più grossi e pesanti presenti su Mac, e che permette di liberare in un batter d’occhio spazio dalla propria macchina. Fino ad oggi presente in versione beta, Lente Spaziale esce finalmente dalla fase di prova e diventa a tutti gli effetti uno strumento utile, da usare con attenzione, per prendersi cura del proprio Mac. Ecco come si usa e a cosa serve. Di CleanMyMac ne abbiamo parlato in una recensione approfondita, che potete leggere direttamente a questo indirizzo. Lente Spaziale è uno degli strumenti finali all’interno della suite Clean My Mac X, e si propone lo scopo di restituire all’utente una vPisione dei file di grandi dimensioni presenti sulla macchina, che vengono rappresentati come grandi bolle su un diagramma, così da potersene sbarazzare in un paio di click. Per avviare una scansione, dopo aver aperto CleanMyMac X, sarà sufficiente scorrere la lista di funzioni presente sulla barra di sinistra, e cliccare su Lente Spaziale, che rappresenta la prima funzione sotto il menù File. Per poter completare un intero diagramma, con i file suddivisi in grandi bolle bidimensionali, abbiamo impiegato circa 15 minuti, su un iMac con HDD da 1TB.  La prima diversità che abbiamo riscontrato, rispetto alla versione beta, è relativa al versante grafico: dapprima le bolle erano contraddistinte da circonferenze colorate, mentre adesso assumono una grafica più flat, con cerchi tutti grigi. Da un lato la UI ne guadagna in modernità, ma dall’altro la colorazione delle bolle rendeva ancor più visibili le cartelle con i grandi file da cancellare. Restano pressoché immutate le funzioni del diagramma, che l’utente potrà navigare viaggiando verso le cartelle più grandi così da capire dove poter intervenire, per liberare spazio. Per quanto concerne il funzionamento restiamo dell’idea che ci eravamo fatti nella versione beta: da un lato si presenta come uno strumento utile, perché rende all’utente facile l’individuazione delle cartelle che occupano più spazio, ma dall’altro si presenta come uno strumento da utilizzare con parsimonia e attenzione. Ed infatti, quasi sempre le bolle più grandi sono rappresentate da cartelle di sistema, che non devono essere assolutamente modificate, pena il rischio di perdere le funzioni del Mac. Fortunatamente lo strumento indica all’utente che si tratta di cartelle di sistema: basta spostare il cursore del mouse su ciascuna bolla per poter accorgersi della dicitura “cartella di sistema”, scritta in rosso così da risaltare agli occhi dell’utente e suonare come un campanello d’allarme. In più non è possibile cancellare queste cartelle per questioni di sicurezza; in pratica CleanMyMac X le protegge da ogni cancellazione accidentale. In alcuni casi la struttura delle cartelle è particolarmente complessa e difficilmente potrà essere effettuata una pulizia dal punto di vista dall’interfaccia di CleanMyMax X. In alcuni casi, però, rende facile all’utente l’individuazione delle cause di un HDD particolarmente pieno. Ad esempio, è grazie a questa Lente Spaziale che abbiamo scoperto che la cartella dei progetti di iMovie gravava sullo spazio disponibile per oltre 30 GB. Non siamo riusciti ad effettuare dall’interfaccia del programma la pulizia di questi file, ma la funzione ci è servita per identificare il problema e intervenire di conseguenza. In altri casi, invece, questo sistema a grandi bolle non risulta particolarmente semplice da utilizzare: ad esempio, Lente Spaziale ci ha segnalato una cartella Download particolarmente pesante. Provando ad aprirla con questo sistema a diagrammi ci siamo trovati di fronte ad una serie di piccoli cerchi, difficili da “leggere” ad uno ad uno: sembrava di essere di fronte alla schermata principale di Apple Watch. Per questo, abbiamo deciso di aprire manualmente la cartella download e di eliminare i file dal Finder di sistema. Ad ogni modo, Lente Spaziale non va di certo giudicato nella sua singolarità, perché si tratta di una delle tante opzioni di pulizia presenti su CleanMyMac X, che nellla nostra recensione abbiamo etichettato comunque come particolarmente efficiente. In particolare la Pulizia Smart permette con pochissimi click di eliminare davvero file spazzatura inutili, che nel corso degli anni gravano sempre di più sulla memoria disponibile. Vi invitiamo a leggere la nostra recensione su Clean My Mac X a questo indirizzo, mentre di seguito vi ricordiamo come acquistare l’applicativo. Come comprare CleanMyMac X CleamMyMac X può essere comprato direttamente dal negozio di MacPaw, con due formule In abbonamento per un anno a 29,95 euro In via definitiva a 89.95 euro È anche possibile abbonarsi a Setapp che include la possibilità di usare CleanMyMac X oltre a tutta una serie di altre applicazioni. Se decidete di usare Setapp, vi conviene dare un’occhiata al nostro articolo che vi offre consigli per risparmiare sul costo di abbonamento

Questo articolo lo trovate su sito Macity

Tag:
aprile 10, 2019

“WhatsApp testa funzione contro fake news”

WhatsApp testa sul campo una funzione per ridurre la diffusione della fake news. Secondo il sito WABetaInfo, con il futuro aggiornamento gli amministratori dei gruppi potranno bloccare definitivamente l’invio di messaggi inoltrati frequentemente grazie ad un’apposita opzione selezionabile dal menù impostazioni. Una volta attivata la funzione, nessun membro del gruppo sarà più in grado di inviare questo genere di messaggi che saranno segnalati con la dicitura ‘Frequently Forwarded’. Questa funzione è stata al momento individuata solo nell’app disponibile su dispositivi Android, non è da escludere che in futuro possa approdare anche su iOS.

Questo articolo lo trovate su sito ANSA

Tag:
marzo 27, 2019

“SoundSource 4, l’utility perfetta per gestire i livelli audio su Mac”

Gli sviluppatori di Rogue Amoeba hanno rilasciato SoundSource 4, ultima versione di una utility per Mac che consente di modificare al volo varie impostazioni audio, controllando impostazioni e livelli dei dispositivi collegati al Mac, mettendo a disposizione un controller per l’audio delle periferiche in “ingresso” e un controller per il volume delle periferiche in “uscita”. SoundSource è perfetta per chi ha più periferiche collegate al Mac (es. cuffie, casse, microfoni, auricolari bluetooth, ecc.) mettendo a disposizione cursori e impostazioni dedicate per ogni per ciascuna di queste. Tra le peculiarità di questa utility, la possibilità di applicare effetti (scegliendo tra quelli integrati o di terze parti) a qualsiasi sorgente audio, tutto direttamente da una comoda finestra che è possibile richiamare dalla barra dei menu. SoundSource consente di accedere velocemente alle impostazioni di input, output e richiamare/impostare effetti audio, impostare parametri in base alle applicazioni, migliorare l’uscita di un qualunque dispositivo audio modificando le impostazioni con un equalizzatore che permette di modificare in vari modi lo spettro di un segnale audio. La funzione “Magic Boost” permette di silenziare determinati livelli o alzarne altri; i preset EQ sono personalizzabili ed è anche possibile reindirizzare la musica da un’app a un determinato speaker, gestendo ad esempio l’uscita audio e gli speaker di serie nel computer come dispositivi di output separati. SoundSource richiede macOS 10.11 o seguenti ed è venduta 36$ (si acquista direttamente dal sito del produttore). L’update dalla versione precedente costa 23$. Dal sito del produttore è possibile scaricare una versione dimostrativa (funziona tutto ma dopo 20 minuti di uso la qualità audio è degradata).

Questo articolo lo trovate su sito Macity

Tag:
marzo 8, 2019

“Tempo di privacy e anonimato in rete? VPN Unlimited a vita per 59,99 dollari”

Le offerte nel campo sono molte, ma una di grande interesse la trovate su su StackSocial dove è in offerta a 59,99 dollari anziché 130 dollari l’accesso a vita a VPN Unlimited, che promette proprio di nascondere e criptare tutti i dati di navigazione dell’utente. Con questo abbonamento è possibile scegliere tra un’ampia selezione di server in tutto lo mondo spostandovi la propria posizione virtuale, ma non solo. Una VPN infatti, lo ricordiamo, è un rete virtuale protetta che provvede a cifrare i dati quando si sta navigando su Internet, ed è utile non solo ai dipendenti delle aziende che si collegano ad Internet in mobilità, ma anche agli utenti privati. Infatti, quando si è fuori per il fine settimana o in vacanza, spesso capita di collagarsi alle reti Wi-Fi pubbliche di alberghi, bar o ristoranti, ed eseguendo l’accesso al sito Web della propria Banca o più semplicemente a Facebook, i propri dati (account e password) possono essere intercettati da un malintenzionato che si trova sulla stessa rete. Grazie alla sicurezza garantita da un collegamento VPN i nostri dati e l’accesso a Internet risultano molto più sicuri. VPN Unlimited è considerata una delle migliori soluzioni VPN al mondo ed è stata premiata in quanto tale da prestigiose riviste come PC Magazine e Laptop Magazine. È su Stacksocial da molto tempo ed è probabilmente la più venduta VPN del sito di sconti. Elevatissimo il gradimento: 4,5 stelle con più di 17.500 recensioni Se siete interessati a questo genere di servizio segnaliamo che l’accesso a vita costerebbe 500 dollari ma in questo momento si acquista in sconto a soli 59,99 dollari grazie all’offerta disponibile su StackSocial. Si può usare con cinque differenti dispositivi. Se volete avere solo tre anni di anonimato, allora vi costa solo 29,99 dollari. Per dieci dispositivi, sempre abbonamento a vita, il prezzo sale a 74,99 dollari.

Questo articolo lo trovate su sito Macity

 

Tag:
febbraio 26, 2019

“Aurora HDR, il Camera RAW per Mac a soli 4 dollari”

Aurora HDR è un software specifico per l’editing di immagini HDR (High Dynamic Range), una tecnica utilizzata in grafica computerizzata e nella fotografia che consente di ottenere un’immagine in cui l’intervallo dinamico, ovvero l’intervallo tra le aree visibili più chiare e quelle più scure, sia più ampio dei metodi usuali. La versione 2018 per Mac è in sconto su BundleHunt. Tipicamente per creare immagini HDR basta effettuare scatti multipli dello stesso soggetto ma a diverse esposizioni in maniera tale da compensare la perdita di dettagli nelle zone sottoesposte o sovraesposte di ciascuna singola immagine. La successiva elaborazione dei vari scatti consente di ottenere un’unica immagine con una corretta esposizione sia delle aree più scure che di quelle più chiare. Aurora HDR sfrutta un “motore” grafico in attesa di brevetto in grado di analizzare automaticamente milioni di pixel e creare in modo “intelligente” immagini di qualità. All’atto pratico è possibile ottenere fotografie che normalmente nessuna fotocamera, neanche la più evoluta, è in grado di scattare. Questo perché irrimediabilmente, quando c’è una forte differenza di esposizione in più aree di una determinata scena, è impossibile non bruciare luci o ombre per uno o più soggetti; un classico esempio è un paesaggio all’alba o al tramonto dove, o si espone correttamente per catturare il rosso caldo del cielo, con un paesaggio molto scuro, oppure si espone per ammirare il paesaggio, con un cielo però per lo più bianco o fortemente illuminato, rinunciando ai colori caldi del cielo. Con la fotocamera (o lo smartphone) su cavalletto è necessario scattare più fotografie esponendo correttamente ogni singolo elemento. Caricandole poi su Aurora HDR, l’applicazione sarà automaticamente in grado di riconoscere le porzioni migliori di ogni singolo scatto fondendoli insieme in un’unica immagine correttamente esposta in ogni area. Il software di MacPhun mette a disposizione una interfaccia che permette di gestire e modificare varie impostazioni; sono disponibili livelli e maschere per l’editing selettivo, controlli dettagliati per la luminosità o per realizzare la fusione delle texture, preset già disponibili – incluso Signature Pro del fotografo HDR Trey Ratcliff – e controlli sui dettagli per aumentare l’incisività dell’immagine. L’interfaccia ripercorre la maggior parte delle caratteristiche che hanno fatto la fortuna dei software di Macphun: tutto è semplice e familiare, consentendo di richiamare comandi e flussi di lavoro in modo rapido e scorrevole. Macitynet ha recensito la versione 2019, migliorata rispetto alla precedente in alcune funzionalità di editing con la mappatura tonale, nel mascheramento e nelle funzionalità di gestione colore. Sull’ultima versione è stato integrato il supporto per vari plug-in e ridotti i problemi di aberrazione cromatica (un particolare difetto nella formazione dell’immagine dovuta al diverso valore di rifrazione delle diverse lunghezze d’onda che compongono la luce che passa attraverso il mezzo ottico). Aurora HDR 2018 resta comunque una validissima alternativa a software di elaborazione delle immagini ben più costosi e che a volte, per poter essere utilizzati, richiedono un abbonamento mensile. Questa versione normalmente si acquista al prezzo di 99 dollari ma, grazie all’offerta BundleHunt, è attualmente possibile risparmiare ben 95 dollari e pagarlo perciò soltanto 4 dollari, una cifra insignificante rispetto al valore originale e alle potenzialità del prodotto. A questo prezzo è necessario aggiungere soltanto una tassa d’ingresso per accedere al pacchetto che è pari a 5 dollari: in questo modo, oltre ad aggiungere al carrello Aurora HDR 2018 per 4 dollari (per una spesa complessiva di 9 dollari) sarà comunque possibile acquistare tantissimi altri programmi fortemente scontati e talvolta disponibili anche all’incredibile prezzo di appena 1 dollaro. Tra i tanti ci sono Gemini 2, ExpanDrive, PDF element, UnDistracted, DVD Burner e molti altri ancora. Potete dare un’occhiata all’intero catalogo cliccando qui.

Questo articolo lo trovate su sito Macity

Tag:
febbraio 12, 2019

“Gli utenti iPhone USA spendono 79 dollari nelle app: esplodono gli abbonamenti”

Gli iPhone vendono un po’ meno ma Apple è ancora una macchina da soldi: la spesa media per utente iPhone in USA sale a 79 dollari, un aumento del 36% rispetto al 2017, ma la vera novità è che a crescere di più non sono i giochi, da sempre il cavallo di battaglia degli sviluppatori e di App Store, bensì i software nelle altre categorie che più sfruttano il modello delle app in abbonamento fortemente voluto e sostenuto da Cupertino. La spesa media per utente iPhone negli Stati Uniti è aumentata dai 58 dollari del 2017 ai 79 dollari dello scorso anno. Si tratta di un aumento consistente, anche se non raggiunge il picco del +42% registrato nel 2016: come sempre i giochi comandano la fetta più importante con una percentuale del 56% della spesa complessiva per utente. Ma osservando le percentuali in base alle varie categorie di app si scopre che i giochi sono aumentati del 22%: pur rimanendo la voce con il fatturato più consistente, non è la categoria che più è aumentata da un anno all’altro. Nella prime 5 posizioni troviamo infatti al secondo posto le app di intrattenimento: il fatturato complessivo è solo di 8 dollari per utente ma l’incremento rispetto al 2017 è dell’82%. In questa categoria rientrano anche le app di streaming come Netflix e altre ancora, perfette per il modello in abbonamento fortemente sostenuto da Cupertino. Crescono anche le app della categoria Music, al terzo posto assoluto in termini di fatturato, con un aumento da 4,10 dollari a 5 dollari di spesa per ogni utente iPhone, un incremento del 22%. Stesso aumento del 22% rilevato anche per le app di social networking. Al quinto posto invece troviamo le app Lifestyle, stili di vita e tendenze, che hanno registrato un aumento dell’86%. I dati provengono da una ricerca di Sensor Tower che sarà pubblicata nei prossimi giorni, riportati da Tech Crunch. Anche le app della categoria Salute e benessere, che non rientrano tra le prime 5 per fatturato, sono aumentate del 75% passando da 1,60 dollari a 2,70 dollari in un anno. Il successo delle app in abbonamento è un ottimo risultato per Apple che ora punta ad accelerare il settore servizi in cui rientrano App Store, Apple Music ma anche Apple Pay, iCloud, AppleCare e altro ancora. Apple ha in cantiere grandi progetti per app e servizi: presto potremo assistere al lancio della TV in streaming di Cupertino che secondo alcuni arriverà in USA entro la primavera, ma attesi in arrivo ci sono anche un abbonamento per notizie, riviste e giornali digitali, forse addirittura un Netflix dei videogiochi. Secondo alcuni dirigenti e analisti l’idea dei servizi e delle app in abbonamento è talmente buona che presto avremo un Apple Prime, un abbonamento unico che includerà musica, giornali, show TV e telefim e altro ancora. Secondo un analista l’abbonamento Apple Prime perfetto dovrebbe includere proprio tutto, incluso computer, dispositivi mobile, software e servizi.

Questo articolo lo trovate su sito Macity

 

Tag: