Posts tagged ‘App’

marzo 27, 2020

“Serif contro coronavirus offre prova gratis estesa delle app Affinity e sconti del 50%”

Lo sviluppatore Serif, noto a apprezzato in tutto il mondo per la suite di app Affinity per la creatività digitale ha varato un corposo piano contro l’emergenza coronavirus. «Numerosi rappresentanti della comunità creativa sono alle prese con gravi difficoltà causate dalla pandemia da COVID-19: sappiamo di non essere in grado di risolvere molti di questi problemi, ma vogliamo cercare di offrire il massimo supporto possibile durante questo periodo incredibilmente difficile». E’ l’introduzione del messaggio diramato da Serif, sviluppatore delle app di grafica, fotoritocco e impaginazione come Affinity Publisher, Affinity Photo e Affinity Designer. Con il suo messaggio la società informa delle nuove manovre che sono state appena messe in atto per venire incontro ai propri clienti, vecchi e nuovi, tutti bloccati o rallentati dalla epidemia di coronavirus in corso. Nello specifico Serif lancia tre iniziative: innanzitutto l’ultima versione di tutte le applicazioni della suite Affinity, per Mac e Windows, si può scaricare, installare e usare gratuitamente per i prossimi tre mesi. In secondo luogo, per chi decidesse di acquistare una o più applicazioni dello sviluppatore, potrà beneficiare di una riduzione del prezzo pari al 50%, potendo così continuare ad utilizzare tutte le app Affinity per iPad, Mac e PC Windows pagandole sostanzialmente la metà del normale prezzo di listino. Infine l’impegno che la società intende offrire nei prossimi tre mesi: in questo arco di tempo infatti Serif investirà l’equivalente del bilancio aziendale annuale di outsourcing per la realizzazione di diversi progetti destinati ad oltre 100 creativi feelance. Queste iniziative sono state concepite con l’intento di rendere la vita un po’ più facile a chi fa uso di soluzioni software creative per guadagnarsi da vivere, ma che in questi giorni di emergenza potrebbe trovarsi chiuso in casa senza poter impiegare gli strumenti abitualmente utilizzati. Allo stesso tempo possono far comodo a tutti quegli studenti che potrebbero trovarsi impossibilitati ad accedere alle app Affinity installate sui loro dispositivi personali. Anche l’investimento non è casuale: l’azienda infatti dichiara che «Accrescendo il bilancio dedicato a commissionare progetti a freelancer intendiamo inoltre convogliare qualche fondo extra in un settore dell’industria che sarà particolarmente colpito dalla situazione». Per il momento si potrà attivare il periodo di prova gratuito di 90 giorni delle app Affinity o comprarle con lo sconto del 50% entro e non oltre il 20 aprile: Serif comunque fa sapere che monitorerà la situazione e, nel caso fosse necessario, valuterà l’estensione del periodo promozionale. La società ha attualmente chiuso gli uffici di Nottingham riorganizzando il lavoro con lo smart working. Ciò sta chiaramente causando qualche interruzione, soprattutto per quanto riguarda l’assistenza. «Al momento non siamo in grado di accettare chiamate telefoniche in arrivo e il personale incontrerà difficoltà nel rispettare il normale orario lavorativo a tempo pieno, soprattutto in vista dell’imminente chiusura delle scuole nel Regno Unito» concludono «Ovviamente faremo del nostro meglio ma per le prossime settimane potremmo non essere in grado di garantire l’abituale tempestività».

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dicembre 27, 2019

“Disponibile la nuova versione di AliveColors, software di fotoritocco per Mac e PC”

AliveColors è un completo editor d’immagini che consente di modificare, ritoccare e migliorare le immagini digitali. Il programma è destinato non solo ai professionisti, ma anche agli amatori e ai principianti. È utile per l’ottimizzazione delle foto, la stilizzazione delle immagini, la progettazione di grafica e molto altro. Tra le peculiarità del programma (qui i dettagli), la raccolta di plugin AKVIS integrati nell’editor di immagini che ne amplia le sue funzionalità. AliveColors fornisce anche il supporto per plugin di terze parti: Corel ParticleShop, Auto FX Software, Topaz Labs, Nik Collection, Imagenomic ed Exposure Software; così come per gli altri plugin nativi AKVIS non inclusi nel programma. I professionisti apprezzeranno una vasta gamma di strumenti ed effetti personalizzabili, la compatibilità con le tavolette grafiche sensibili alla pressione ed il supporto a vari tra i quali SVG, RAW, PSD, HDR ed altri. L’interfaccia utente csupporta gli schermi a risoluzione 4k e 5k. L’interfaccia utente basata su vettori è personalizzabile consentendo di gestire il flusso di lavoro a proprio piacimento. L’ultima versione offre nuove funzionalità e miglioramenti. Il Pennello storia è stato migliorato e ora consente di scegliere liberamente qualsiasi stato della cronologia e tornare a qualsiasi stato di una parte selezionata di un’immagine. La Libreria dei pennelli standard include nuove forme e texture ispirate al Natale. È facile di creare un biglietto di auguri preparare disegni unici o aggiungere cornici personalizzate alle foto festive. Sono stati aggiornati tre plugin incorporati Enhancer, HDRFactory e Noise Buster, utili per migliorare la qualità delle foto in modo semplice ed efficace. La nuova versione offre inoltre prestazioni ottimizzate per l’elaborazione simultanea di più file in diverse schede e una serie di altri perfezionamenti e correzioni di errori. AliveColors è disponibile nelle versioni Free, Home (49 €) e Pro (160 €), con diversi livelli di funzionalità. Gli utenti hanno la possibilità di scegliere tra licenze a vita e opzioni di abbonamento. Dal sito dello sviluppatore è possibile scaricare una versione dimostrativa, funzionante per 10 giorni.

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dicembre 23, 2019

“Usa, chat ToTok spia per conto Emirati”

L’applicazione ToTok, una nuova chat con decine di milioni di utenti nel mondo, sarebbe in realtà uno strumento per spiare, nelle mani del governo degli Emirati Arabi Uniti. A dirlo, secondo quanto riferito dal New York Times, è l’intelligence statunitense. Apple e Google hanno rimosso ToTok dai rispettivi negozi di app per iPhone e dispositivi Android, un scelta che tuttavia l’azienda, sul proprio sito web, attribuisce a un “temporaneo problema tecnico”. ToTok – che ha un nome simile al social cinese TikTok con cui però non ha legami – “è usata dal governo degli Emirati Arabi Uniti per tracciare ogni conversazione, spostamento, relazione, appuntamento, suono e immagine di chi ha installato la app”, che “ha accesso a microfono, fotocamera, agenda e altri dati presenti sullo smartphone”, scrive il quotidiano newyorchese. L’azienda dietro ToTok, Breej Holding, è molto probabilmente una società di facciata affiliata a DarkMatter, una realtà di cyberintelligence e hacking con sede ad Abu Dhabi. A lavorarci sono funzionari dell’intelligence degli Emirati, ex dipendenti della National Security Agency americana ed ex agenti dell’intelligence militare israeliana. DarkMatter, riferisce ancora il giornale, sarebbe sotto indagine da parte dell’Fbi per presunti crimini informatici. In una nota sul suo sito, ToTok non entra nel merito delle accuse. Il post è un ringraziamento alle “decine di milioni di utenti in centinaia di Paesi” ottenuti “in pochi mesi”, e una rassicurazione sugli standard adottati per proteggere i dati degli utenti. Nei negozi di app di Google e Apple “ToTok è temporaneamente non disponibile a causa di un problema tecnico”, si legge nella nota, in cui si spiega che la app per Android è scaricabile sul sito di ToTok e dai negozi di app dei costruttori asiatici di telefoni Samsung, Huawei, Xiaomi e Oppo.

Questo articolo lo trovate su sito ANSA

 

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ottobre 2, 2019

“La cura delle malattie nei big data”

Potremmo avere a portata di mano la risposta a malattie gravi come il cancro o l’Alzheimer. O avere i mezzi necessari per rendere il Servizio sanitario nazionale più sostenibile ed efficiente. E ancora: potremmo sapere in che modo i cambiamenti climatici stanno influenzando la nostra salute, e quali sono le vere minacce sanitarie del futuro. Soltanto che oggi potremmo non vedere ancora tutto questo, semplicemente perché non abbiamo compreso come sfruttare tutte le potenzialità dei ‘big data’; una mole di dati in cui potrebbero celarsi le risposte alle domande più urgenti per la salute. Per farlo “serve volontà politica e stretta collaborazione tra università, enti di ricerca, istituzioni e aziende”. Questo il cuore del messaggio principale lanciato in occasione della terza edizione della Conferenza Big Data in health 2019 che apre i battenti a Roma al Cnr, e dura fino al 4 ottobre, per confrontarsi sulle opportunità dell’utilizzo dei big data in ambito medico e sanitario. L’obiettivo dell’evento è “condividere risultati scientifici e linee di ricerca attuali e future, nonché di affrontare i temi caldi riguardanti la privacy dei pazienti e la sicurezza delle infrastrutture che devono proteggerli”. La prima giornata – organizzata in collaborazione con la Società italiana di medicina ambientale (Sima) – è dedicata ai big data relativi all’ambiente, agli stili di vita e alla salute. “I dati sono il nostro nuovo oro – dice Antonio Scala, ricercatore dell’Istituto dei sistemi complessi del Cnr e presidente della Big Data in Health society, l’associazione che promuove la conferenza – per beneficiarne dobbiamo sapere come estrarlo, raffinarlo e lavorarlo, mettendo insieme competenze multiple e creatività”.

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agosto 27, 2019

“Una applicazione che può salvare la vita”

Da un paio d’anni i cellulari sono sempre più diventati altro che semplici telefoni. Naturalmente tutto ciò ha sollevato diversi problemi tecnici come la durata della batteria (a mala pena si arriva alla sera con una sola carica di corrente ed un sistema operativo che dopo 2 anni comincia a diventare obsoleto); problemi come la privacy (accettando di installare una determinata applicazione veniamo consapevolmente o non e direttamente o indirettamente introdotti in un sistema mediatico-commerciale di aziende che a quel punto ci bombarderanno di svariate pubblicità, o accettando di installare una determinata applicazione spesso veniamo consapevolmente o non monitorati) e problemi come, essendo appunto diventato più un mezzo che svolge oramai diverse mansioni, tramite proprio le molteplici applicazioni, il costo è sempre più alto, i ragazzi non si accontentano di un cellulare qualsiasi e soprattutto pretendono di possedere un cellulare ad un’età giovanissima. Questi e altri punti pongono il quesito fondamentale se e quanto sia giusto e se quanto sia utile avere un certo tipo di cellulare. I punti a favore sono molti, ma anche quelli a sfavore. Senza andare oltre, è una questione personale, non tanto di educazione in sè per sè (anche ovvio), ma ognuno, su questi punti presi in esame, cosi come tanti altri che non ho scritto, agisce e la pensa in modo diverso e possono essere molteplici le riflessioni, quindi di conseguenza agirà nel comprare un tipo di cellulare rispetto ad altri, dando maggior peso ad una decisione a sfavore o a favore di un’altra. Ovviamente esistono anche cellulari come un tempo, come i primi che venivano prodotti in cui si telefona e al massimo si possono scattare fotografie e fare video brevi.  Le applicazioni, da quando sono state create, oggi sono molteplici e spaziano oramai in moltissimi campi e settori, alcune sono buone, altre meno, alcune gratuite, altre a pagamento, ma in ogni caso la scelta è immensa. Tra tutte queste ce ne sono alcune che sono utili e sono utili veramente o almeno possono esserlo in caso di necessità e sono poi queste che spesso possono far cambiare idea nell’acquistare un cellulare. Tra queste ne ce n’è una che secondo me vale la pena condividere e far conoscere a quanti ignoravano la sua esistenza. L’applicazione si chiama “Where are U” (dove sei, in italiano) e serve per le emergenze. Vi spiego meglio: “Where are U” è un’applicazione collegata al numero unico di emergenza europeo 112 e permette di effettuare una chiamata di emergenza con l’invio della posizione esatta della persona che ha chiamato (in quanto è collegata ad un sistema altamente preciso di GPS satellitare), in cui la posizione viene trasmessa tramite internet o tramite un messaggio se in quel momento la persona si trova in una zona dove c’è poco campo, assicurando cosi sempre l’invio della posizione ogni volta sia possibile effettuare una telefonata.  Inoltre sono due le particolarità interessanti di questa applicazione: la prima è che è possibile effettuare volontariamente una chiamata muta nel caso in cui non sia possibile parlare, tramite l’utilizzo di appositi pulsanti e’ infatti possibile segnalare il tipo di soccorso richiesto. La seconda: l’applicazione tiene conto anche di tutte le esigenze di chi ha una disabilità uditiva. Infatti è possibile fare due tipi di chiamata: silenziosa e quindi adatta ad esempio per le persone sorde e per chi non può parlare e vocale. Inoltre, estendendo la possibilità e lo sfruttamento di questa categoria e stando, almeno per il momento, nella regione Lombardia, scaricando l’applicazione “Salutile” è possibile prenotare esami e visite, trovare e conoscere le strutture socio-sanitarie più vicine a dove la persona si trova in quel momento o vive, consultare il proprio fascicolo elettronico e anche stampare le ricette mediche.  Tornando all’applicazione “Where are U”, questa è nata e sviluppata per la regione della Lombardia, ma, come capita poi spesso, si sta diffondendo a livello nazionale. Infatti è possible utilizzarla per chiamare soccorsi in tutta Italia, ma, al momento, le funzioni ad esempio di indicazione del luogo risultano solo dove esiste già il numero unico d’emergenza 112, come a Roma, o nella regione della Liguria, del Friuli Venezia Giulia, a Trento, a Bolzano o nella Sicilia occidentale.  Cliccando qui, vi potrete collegare al link ufficiale dell’applicazione, cosi potete vedere e capire meglio il funzionamento e monitorare di volta in volta sia dove sia possibile scaricarla, ma anche i vari aggiornamenti e le novità.

Questo articolo lo trovate su sito DisabiliAbili.net

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agosto 2, 2019

“Con Android Auto ora è più sicuro avviare e usare le app”

Fino a poco tempo fa, i sistemi di infotainment erano nella migliore delle ipotesi inutili, e addirittura connotati da una orrenda interfaccia grafica. Con l’introduzione di Android Auto e CarPlay le cose sono cambiate, ed è ultimamente che gli aggiornamenti rendono ancor più sicuri tali sistemi. Quello di Google, dopo l’ultimo aggiornamento, rende ancor più utile il sistema di navigazione a bordo delle automobili. Con l’ultimo aggiornamento, ovunque ci si trovi, ​​Android Auto visualizza tutte le informazioni utili del percorso sulla parte inferiore del display: non ci si dovrà più preoccupare di perdere un’indicazione sul percorso mentre si avvia Spotify e si sceglie la playlist desiderata. Tutte le informazioni sul percorso si trovano adesso sulla parte inferiore dello schermo, e risultano di facile lettura, oltre che assolutamente utili mentre si è alla guida. Anche perché, è sufficiente un rapido tocco sulla parte inferiore del display per riportare l’utente su Google Maps, passando così da un’app all’altra con estrema semplicità. Adesso, inoltre, non solo è più facile aggiungere destinazioni tramite la parola chiave “Hey Google”, o toccando la piccola icona del microfono, ma l’assistente di Big G gestirà ora anche il lancio di app presenti nella schermata di avvio. Lo strano layout in stile notifica della schermata principale è sparito. Invece, la schermata principale di Android Auto ora somiglia a quella di un tablet, con tutte le tue app visibili in un unico posto. Ad ogni modo, Google non è il solo a voler aggiornare il proprio sistema di bordo. CarPlay di Apple otterrà, infatti, il proprio aggiornamento non appena iOS 13 arriverà ufficialmente su iPhone nell’autunno di quest’anno. Come Android Auto, rinuncerà alla interfaccia utente a funzionalità singola, e inizierà ad offrire maggiori informazioni a schermo.

Questo articolo lo trovate su sito Macity

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luglio 15, 2019

“App comuni sono usate per fare stalking”

Lo smartphone, il computer e persino l’automobile possono diventare, se non ci si protegge, mezzi per essere spiati, spesso anche dal proprio partner. Lo sottolinea un report del Citizen Lab dell’università di Toronto, intitolato “Il predatore nella tua tasca”, secondo cui la tecnologia è ormai parte integrante delle violenze domestiche. Diversi studi, riportano gli esperti canadesi, hanno legato lo stalking ai software spia, che vengono appunto chiamati “stalkerware”, e che spesso vengono pubblicizzati per applicazioni “buone”, come il controllo dei figli o dei dipendenti. Una ricerca in Canada ad esempio ha trovato che il 98% dei colpevoli di violenza nei confronti del partner aveva usato la tecnologia per intimidire o minacciare la vittima e il 72% aveva hackerato le email e gli account dei social delle donne. Il fenomeno ha un’ampia diffusione anche da noi – commenta Nicola Bernardi, direttore di Federprivacy – per difendersi ci sono gli antivirus, ma serve anche un cambiamento culturale, bisogna valutare attentamente le conseguenze di tutto ciò che si installa”. I metodi per spiare sono diversi, sottolinea Bernardi. Ci sono decine di app semplicemente scaricabili dagli store. Chi ha dimestichezza con il deep web può invece trovarne di più sofisticate. “Ma al giorno d’oggi tutto può diventare un mezzo per spiare – sottolinea l’esperto – si pensi alle app per trovare la propria auto, o lo smartphone”.

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luglio 4, 2019

“Crea applicazioni e gestionali su misura per gestire i tuoi dati”

FileMaker, cos’è? Ve lo (ri)presentiamo: FileMaker, database ultratrentennale (a dispetto della immotivata scarsa notorietà) rappresenta oggi la soluzione ideale per creare App, gestionali, CRM, ERP, senza dover per forza essere programmatori. Nato in California nel 1985 dalla Deneba Software, è diventato prima un cavallo di battaglia su Mac (Filemaker è una subsidiary di Apple Inc) per poi affermarsi su Windows e Mac come soluzione database relazionale di rete. FileMaker è da sempre apprezzatissimo dai manager delle PMI e da chi non è programmatore o non ha un background strettamente informatico perché permette di creare rapidamente database relazionali o App senza avere competenze di programmazione. Da più di dieci anni FileMaker è entrato in una fase di maturità che gli consente di rivaleggiare per prestazioni e complessità con soluzioni CRM, ERP e gestionali ben più noti (senza perdere in intuitività) anche nelle grandi aziende e nelle pubbliche amministrazioni. Proprio per questo c’è una forte domanda di esperti FileMaker sul mercato, per creare e manutenere soluzioni gestionali innovative su piattaforme Mac, Windows, dispositivi mobili e su web, per professionisti e aziende. Perché scegliere FileMaker Principalmente perché consente di creare applicazioni su misura per gestire i dati e i processi della tua azienda, senza avere competenze di programmazione: crei App personalizzate, spesso senza scrivere una riga di codice. Le App create con FileMaker sono subito accessibili da computer, mobile devices, cloud e web. È semplicissimo realizzare interfacce grafiche di dati, adattandole a esigenze specifiche. Ci sono diverse soluzioni pronte per l’uso con le quali puoi realizzare un’app in poco tempo, ad esempio per gestire i contatti (clienti, fornitori, partner, collaboratori) o l’inventario, organizzare eventi e molto altro ancora. FileMaker consente di sviluppare App con il linguaggio di scripting interno intuitivo e facile da imparare. Nella versione italiana tutti i comandi sono realmente tradotti in lingua italiana. Puoi condividere in modo sicuro i dati con gruppi di lavoro, piccoli o grandi: FileMaker Server supporta fino a 500 utenti simultanei in rete locale o geografica, FileMaker Cloud supporta fino a 100 utenti simultanei. Se utilizzi Filemaker puoi contare, oltre al supporto della community, su un’ampia rete globale di partner verificati per consulenze o per ricevere formazione da centri autorizzati. I nostri corsi Filemaker consentono a singoli individui, professionisti, aziende e pubbliche amministrazioni di acquisire le competenze per creare database e applicativi. In particolare, il nostro nuovo corso FileMaker Scripting insegna a realizzare soluzioni completamente personalizzate anche laddove i normali strumenti dell’interfaccia non sono totalmente personalizzabili.

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aprile 15, 2019

“Più facile pulire il Mac dai file ingombranti con Lente Spaziale di CleanMyMac X”

CleanMyMac X si aggiorna con la rinnovata Lente Spaziale, la funzione che crea un diagramma con i file più grossi e pesanti presenti su Mac, e che permette di liberare in un batter d’occhio spazio dalla propria macchina. Fino ad oggi presente in versione beta, Lente Spaziale esce finalmente dalla fase di prova e diventa a tutti gli effetti uno strumento utile, da usare con attenzione, per prendersi cura del proprio Mac. Ecco come si usa e a cosa serve. Di CleanMyMac ne abbiamo parlato in una recensione approfondita, che potete leggere direttamente a questo indirizzo. Lente Spaziale è uno degli strumenti finali all’interno della suite Clean My Mac X, e si propone lo scopo di restituire all’utente una vPisione dei file di grandi dimensioni presenti sulla macchina, che vengono rappresentati come grandi bolle su un diagramma, così da potersene sbarazzare in un paio di click. Per avviare una scansione, dopo aver aperto CleanMyMac X, sarà sufficiente scorrere la lista di funzioni presente sulla barra di sinistra, e cliccare su Lente Spaziale, che rappresenta la prima funzione sotto il menù File. Per poter completare un intero diagramma, con i file suddivisi in grandi bolle bidimensionali, abbiamo impiegato circa 15 minuti, su un iMac con HDD da 1TB.  La prima diversità che abbiamo riscontrato, rispetto alla versione beta, è relativa al versante grafico: dapprima le bolle erano contraddistinte da circonferenze colorate, mentre adesso assumono una grafica più flat, con cerchi tutti grigi. Da un lato la UI ne guadagna in modernità, ma dall’altro la colorazione delle bolle rendeva ancor più visibili le cartelle con i grandi file da cancellare. Restano pressoché immutate le funzioni del diagramma, che l’utente potrà navigare viaggiando verso le cartelle più grandi così da capire dove poter intervenire, per liberare spazio. Per quanto concerne il funzionamento restiamo dell’idea che ci eravamo fatti nella versione beta: da un lato si presenta come uno strumento utile, perché rende all’utente facile l’individuazione delle cartelle che occupano più spazio, ma dall’altro si presenta come uno strumento da utilizzare con parsimonia e attenzione. Ed infatti, quasi sempre le bolle più grandi sono rappresentate da cartelle di sistema, che non devono essere assolutamente modificate, pena il rischio di perdere le funzioni del Mac. Fortunatamente lo strumento indica all’utente che si tratta di cartelle di sistema: basta spostare il cursore del mouse su ciascuna bolla per poter accorgersi della dicitura “cartella di sistema”, scritta in rosso così da risaltare agli occhi dell’utente e suonare come un campanello d’allarme. In più non è possibile cancellare queste cartelle per questioni di sicurezza; in pratica CleanMyMac X le protegge da ogni cancellazione accidentale. In alcuni casi la struttura delle cartelle è particolarmente complessa e difficilmente potrà essere effettuata una pulizia dal punto di vista dall’interfaccia di CleanMyMax X. In alcuni casi, però, rende facile all’utente l’individuazione delle cause di un HDD particolarmente pieno. Ad esempio, è grazie a questa Lente Spaziale che abbiamo scoperto che la cartella dei progetti di iMovie gravava sullo spazio disponibile per oltre 30 GB. Non siamo riusciti ad effettuare dall’interfaccia del programma la pulizia di questi file, ma la funzione ci è servita per identificare il problema e intervenire di conseguenza. In altri casi, invece, questo sistema a grandi bolle non risulta particolarmente semplice da utilizzare: ad esempio, Lente Spaziale ci ha segnalato una cartella Download particolarmente pesante. Provando ad aprirla con questo sistema a diagrammi ci siamo trovati di fronte ad una serie di piccoli cerchi, difficili da “leggere” ad uno ad uno: sembrava di essere di fronte alla schermata principale di Apple Watch. Per questo, abbiamo deciso di aprire manualmente la cartella download e di eliminare i file dal Finder di sistema. Ad ogni modo, Lente Spaziale non va di certo giudicato nella sua singolarità, perché si tratta di una delle tante opzioni di pulizia presenti su CleanMyMac X, che nellla nostra recensione abbiamo etichettato comunque come particolarmente efficiente. In particolare la Pulizia Smart permette con pochissimi click di eliminare davvero file spazzatura inutili, che nel corso degli anni gravano sempre di più sulla memoria disponibile. Vi invitiamo a leggere la nostra recensione su Clean My Mac X a questo indirizzo, mentre di seguito vi ricordiamo come acquistare l’applicativo. Come comprare CleanMyMac X CleamMyMac X può essere comprato direttamente dal negozio di MacPaw, con due formule In abbonamento per un anno a 29,95 euro In via definitiva a 89.95 euro È anche possibile abbonarsi a Setapp che include la possibilità di usare CleanMyMac X oltre a tutta una serie di altre applicazioni. Se decidete di usare Setapp, vi conviene dare un’occhiata al nostro articolo che vi offre consigli per risparmiare sul costo di abbonamento

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aprile 10, 2019

“WhatsApp testa funzione contro fake news”

WhatsApp testa sul campo una funzione per ridurre la diffusione della fake news. Secondo il sito WABetaInfo, con il futuro aggiornamento gli amministratori dei gruppi potranno bloccare definitivamente l’invio di messaggi inoltrati frequentemente grazie ad un’apposita opzione selezionabile dal menù impostazioni. Una volta attivata la funzione, nessun membro del gruppo sarà più in grado di inviare questo genere di messaggi che saranno segnalati con la dicitura ‘Frequently Forwarded’. Questa funzione è stata al momento individuata solo nell’app disponibile su dispositivi Android, non è da escludere che in futuro possa approdare anche su iOS.

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