Posts tagged ‘Google’

luglio 12, 2017

“In foto il presunto Google Pixel XL 2017, un piacevole déjà vu”

Appare in rete la prima immagine esclusiva, seppur presunta, di Google Pixel XL 2017, successore dell’attuale line up degli smartphone di Mountain View, mai arrivati ufficialmente sul nostro territorio. A prima vista non sembra troppo originale, ed anzi sembra riprendere le forme di un altro dispositivo già noto. L’immagine viene pubblicata dalla redazione di AndroidPolice, che cita fonti anonime ma ritenute altamente affidabili. Il dispositivo risponderebbe al nome in codice di “Taimen”, e si tratterebbe della versione XL, quindi del dispositivo più grande in termine di dimensioni. La caratteristica principale del terminale, la si distingue chiaramente, è l’ampio display anteriore, che restituisce una sensazione di déjà vu, apparendo come un mix tra Galaxy S8 e LG G6. Proprio LG sarebbe il produttore partener nella realizzazione del dispositivo. Se il frontale richiama quello degli attuali top di gamma LG e Samsung, la parte posteriore è leggermente ricurva ai lati, con un design che spacca completamente a metà lo chassis. A livello di caratteristiche tecniche, Pixel XL 2017 presenterebbe un sensore di impronte digitali posto al di sotto del vetro posteriore. Non si comprende, invece, se la fotocamera sia completamente livellata al case posteriore, o se sporga leggermente, ma l’anello argentato intorno alla copertura dell’obiettivo suggerisce un leggerissimo rialzo. Sull’anteriore, un vistoso display di matrice LG, con tecnologia Amoled e diagonale da ben 6 pollici, con un aspect ration di 2:1. La dimensione del display, peraltro, sembrerebbe confermare alcuni rapporti apparsi in rete nei giorni scorsi. Tra gli altri dettagli, il frontale mostra l’altoparlante superiore e la camera frontale, mentre nessun dato certo è possibile cogliere dalla immagine. Nessuna informazione, invece, è trapelata sul prezzo o sulla data di lancio. Non si sa neppure se il terminale prenderà il nome di Google Pixel XL 2: si presume che il terminale possa essere “schiacciato” ai lati quando impugnato per interagire con Google Assistant, come è possibile fare con HTC U11, o in modo comunque simile. Si pensa a un lancio entro l’anno, forse in ottobre, anche per far concorrenza al prossimo iPhone 8, la cui presentazione è attesa per settembre. Inoltre, nonostante Pixel sia stato accolto positivamente da pubblico e critica, c’è chi pensa che il suo design sia invecchiato rapidamente. Se così fosse, un terminale con un ampio display siffatto, servirebbe a proiettare Google nell’era moderna degli smartphone, fatti ormai di display “infiniti”.

Questo articolo lo trovate su sito Macity

Tag:
luglio 11, 2017

“Usa, 2mila testate contro Google e FB: chiedono legge contro monopolio news”

Basta allo strapotere di Google e Facebook e all’utilizzo gratuito da parte loro di contenuti prodotti dalle redazioni. Questa la richiesta arrivata al Congresso Usa dalla News Media Alliance (Nma) – associazione che rappresenta oltre 2mila quotidiani negli Stati Uniti, tra cui “New York Times” e “Washington Post”. La proposta è quella di varare una legge antitrust per proteggere i giornali americani dai colossi del web. La tesi dell’associazione è che le leggi che impediscono ai media di lavorare insieme per contrattare accordi pubblicitari migliori con le piattaforme internet favoriscano i due colossi che continuano a controllare il mercato della pubblicità digitale e l’economia dell’informazione. Insieme infatti gestiscono il 60% della pubblicità digitale in America e il 50% a livello globale, mentre la pubblicità su carta è crollata di due terzi rispetto a 10 anni fa. E non è tutto: Nma sostiene che il dominio di Facebook e Google ha creato un sistema economico malato nel settore dei media e nella distribuzione di notizie, un sistema nel quale i benefici vanno tutti ai due colossi, mentre i lettori non arrivano più ad avere un collegamento diretto con i giornali. Per questo le 2mila testate avanzano richieste precise, innanzitutto quella di aumentare la distribuzione dei ricavi da pubblicità. Facebook, per esempio, ha aggiornato i termini per la spartizione degli introiti con Instant Articles, anche se per Nma non è abbastanza. Il gruppo chiede anche di creare un maggiore sostegno per un modello che preveda abbonamenti, magari con l’aiuto di Facebook e Google. Ci sono voci che Facebook stia lanciando una funzione mobile che permette di pagare gli articoli. La terza richiesta è legata a una maggiore condivisione dei dati raccolti dai due colossi con i giornali. Infine i quotidiani chiedono ai due colossi tech di dare maggiore visibilità ai marchi dei singoli giornali. Secondo una ricerca di Pew/Knight Foundation il 10% degli intervistati crede che la fonte dell’articolo sia Facebook, anche se è stato prodotto da altri. Questa azione da parte dell’Nma apre uno scenario inedito: è la prima azione concreta contro il duopolio Google-Facebook, mentre in Europa i due colossi sono già finiti nel mirino dell’autorità Ue.

Questo articolo lo trovate su sito Tgcom24

maggio 31, 2017

“Google annuncia la fine delle suite fotografiche Nik Collection”

Google smetterà di fornire aggiornamenti per la Nik Collection, la suite di plug-in fotografici particolarmente apprezzata da molti fotografi che ne facevano uso anche attraverso i diversi strumenti di editing compatibili. L’annuncio è stato dato in sordina con un banner presente nella parte superiore del sito Nik Collection (versione inglese), in cui è possibile leggere che non ci sono piani per aggiornare o aggiungere funzionalità alla collezione. “Non abbiamo intenzione di aggiornare la raccolta o aggiungere nuove funzionalità nel tempo” è il laconico messaggio lasciato da Google sulla pagina, che segue l’elenco delle compatibilità degli attuali pacchetti Nik Collection. Google ha acquisito Nik nel 2012, prendendo possesso delle sue applicazioni e plug-in desktop e della sua apprezzata applicazione di editing per cellulari, Snapseed, ad oggi probabilmente una delle migliori app di foto ritocco disponibile per iOS e Android. Google ha poi deciso di offrire gratuitamente i plug-in della Nik Collection a partire dallo scorso anno, mossa che poteva far presagire questo epilogo. Il software resterà compatibile con Mac OS X 10.7 fino alla versione 10.10, Windows Vista, 7, 8, e Adobe Photoshop tramite CC 2015. L’annuncio di Google significa che l’azienda, oltre a non prevedere nuove funzionalità, non aggiornerà più la suite per il supporto ai sistemi operativi futuri per garantirne la compatibilità.

Questo articolo lo trovate su sito Macity

Tag:
aprile 28, 2017

“Google Trips, l’applicazione per i viaggiatori si aggiorna con alcune novità”

Google ha introdotto lo scorso anno Google Trips per aiutare le persone a organizzare i loro piani di viaggio e scoprire cosa fare una volta arrivati ​​a destinazione e ora l’applicazione ha guadagnato da poco alcune novità che la rendono ancora più utile. In primo luogo, Google Trips archivierà automaticamente nella sezione delle prenotazioni anche i biglietti di treni e bus che sono stati inviati all’indirizzo Gmail. L’applicazione è già in grado di raccogliere tutte le prenotazioni di voli, hotel, ristoranti e auto, quindi l’aggiornamento rende molto più completa la panoramica del piano di viaggio. Google ha anche introdotto l’opzione per aggiungere manualmente le prenotazioni, funzionalità utile per aggiungere altre tipologie di prenotazioni che al momento non vengono riconosciute automaticamente dall’email. L’ultima aggiunta è la capacità di condividere viaggi con altre persone; sarà così possibile presentare il proprio itinerario a chi partecipa allo stesso viaggio, senza dover inviare loro direttamente le email di conferma da Gmail. Infine le informazioni possono essere salvate sull’applicazione per la visualizzazione offline, funzione ottima se il viaggio prevede di raggiungere zone in cui non è possibile ottenere facilmente una connettività wi-fi o radio cellulare. Google Trips è disponibile sia per utenti Apple sia per utenti Android e può essere scaricata gratuitamente su Apple Store o su Google Play Store.

Questo articolo lo trovate su sito Macity

Tag:
aprile 27, 2017

“Google Foto si aggiorna con AirPlay”

Novità per Google Foto in versione iOS, un’app che per Big G appare evidentemente di rilievo perché continua ad aggiornarla con varie funzioni anche seguendo l’evoluzione di Apple e di iOS. Una novità aggiunta nella recente versione 2.14 riguarda un aspetto che era ancora mancante rispetto alla gestione delle foto in iOS: la compatibilità AirPlay. Con la nuova versione di Google Foto è ora possibile invece visualizzare le fotografie e i video sul grande schermo di uno Smart TV, a patto ovviamente di avere una periferica AirPlay che trasmetta contenuti video allo Smart TV stesso, il che al momento significa essenzialmente una Apple TV. Per chi “vive” maggiormente il mondo Google è anche possibile eseguire la visualizzazione di immagini e video usando un dispositivo Chromecast, funzione che peraltro era già disponibile da un certo tempo. L’aggiunta della compatibilità AirPlay rende Google Foto un’app più paragonabile a Foto di iOS, da usare in particolare se volete mantenervi una porta sempre aperta verso il mondo Android. Mancano ovviamente le funzioni di integrazione con iCloud.

Questo articolo lo trovate su sito Applicando

Tag:
aprile 3, 2017

“Google Pixel, HTC ne ha spediti oltre 2 milioni”

Secondo quanto riportato dalla testata cinese Ctee, HTC avrebbe spedito circa 2.1 milioni di Google Pixel dal momento del lancio del dispositivo di Google (ma prodotto da HTC), avvenuto nel settembre dello scorso 2016. I numeri sono abbastanza modesti, soprattutto se paragonati alle “milionate” di iPhone venduti ogni settimana da Apple; è però una buona notizia per HTC che non otteneva risultati di questo genere probabilmente da molto tempo, benchè questa volta il successo non sia dovuto al suo brand ma alla spinta data al telefono da Google. In più sembra che la domanda sia sempre elevata e ci sono difficoltà nel soddisfarla. Sempre secondo il rapporto di Ctee, HTC e Google avrebbero stretto un accordo valido per due anni: significa che anche la seconda generazione dei Google Pixel sarà realizzata da HTC come avvenuto per i modelli attualmente in commercio. Per quanto riguarda invece la terza incarnazione dei Pixel, probabilmente in arrivo nel 2018, i vari produttori starebbero dandosi battaglia per avere la possibilità di realizzare il dispositivo. Fra i nomi citati ci sarebbero sempre la stessa HTC , LG, TCL e Coolpad. Al momento l’azienda che pare essere più in vantaggio sulle negoziazioni sembrerebbe essere LG, che ha già lavorato con Google nella realizzazione dei Nexus 4, Nexus 5 e Nexus 5S.

Questo articolo lo trovate su sito Macity

Tag:
marzo 13, 2017

“Il giubbotto smart di Levis e Google sarà disponibile in primavera a 350 dollari”

Il giubbotto smart realizzato da Levis in collaborazione con la divisione ATAP di Google sarà disponibile questa primavera al prezzo di 350 dollari. La giacca di jeans sarà il primo prodotto commerciale contenente la tecnologia sviluppata sotto il nome di Project Jacquard da ATAP – la divisione Google dedicata alle nuove tecnologie – che utilizza uno speciale tessuto conduttivo e un trasmettitore Bluetooth per trasformare un articolo standard di abbigliamento in un dispositivo smart. Il giubbotto smart sarà in grado di inviare istruzioni allo smartphone, come mettere in pausa la musica, o saltare un brano in riproduzione, il tutto toccando due volte il polso. Le funzioni sono simili ad esempio a quelle incluse in uno smartwatch, ma in un involucro meno invasivo e certamente molto più elegante. Le notizie sulla data di uscita e il prezzo sono state annunciate sul palco al festival SXSW ad Austin, dove Paul Dillinger di Levis e Ivan Poupyrev, responsabile del progetto Jacquard in ATAP, hanno tenuto una discussione sul futuro della connettività. La giacca Commuter Trucker di Levis è stata annunciata in occasione dello scorso Google I/O, senza però anticipare il periodo preciso di uscita e il prezzo. Al momento non è dato sapere se questo capo di abbigliamento sarà disponibile anche in Europa. Qui di seguito il video di presentazione visto lo scorso anno.

Questo articolo lo trovate su sito Macity

Tag:
novembre 10, 2016

“Google Daydream View in vendita dal 10 novembre a 69 euro”

Daydream View, il visore di realtà virtuale presentato da Google lo scorso ottobre, è in vendita, e in alcune regioni del resto del mondo, a partire da oggi 10 novembre. Gli italiani che pensavano già di esultare per questa notizia dovranno però purtroppo ricredersi: per il momento infatti l’unico paese europeo – oltre a UK – in cui il Daydream View sarà disponibile è la Germania, dove costerà circa 69 euro. E’ ragionevole pensare che il prezzo sarà molto simile se non identico anche in Italia, quando l’accessorio per la realtà virtuale di Google sarà disponibile nel Bel Paese; al momento non è +tdato sapere quando l’azienda deciderà di lanciare questo dispositivo anche nella Penisola, e noi italiani come sempre dovremmo attendere, forse magari anche fino al 2017, quando saranno commercializzati anche i Google Pixel, al momento non disponibili. Gli altri Paesi in cui Daydream View sarà rilasciato a partire dal prossimo 10 novembre saranno Stati Uniti, Canada, Regno Unito, Australia, tutti paesi in cui i Google Pixel sono già in vendita. Come sottolineato da Google sul post dedicato l’annuncio ufficiale, il lancio sarà accompagnato da una serie di applicazioni, giochi e software compatibili con la nuova tecnologia per la realtà virtuale di Mountain View, fra cui possiamo citare per esempio YouTube VR, Hulu VR, Street View VR, e molte altre applicazioni che possiamo definire “virtual reality ready”.

Questo articolo lo trovate su sito Macity

Tag:
novembre 4, 2016

“Riflettendo linea crescente hardware di Google, Alphabet limatura ora elenca numeri di inventario”

Riflettendo fiorente attività dispositivo di Google, società madre di alfabeto ora elenca inventario hardware nella sua ultima limatura SEC trimestrale (via Bloomberg). Con l’archiviazione fornendo i dati fino alla fine di settembre, è probabile che riflette la rampa per l’hardware ha annunciato al 4 ° evento di ottobre.

Aziende inventario nella documentazione SEC per riflettere il rischio che deriva direttamente nella produzione di hardware e trattare con una linea di alimentazione. Con il programma Nexus, altri OEM sulle spalle la maggior parte della produzione di rischio e la gestione delle scorte. Mentre il deposito Q3 2016 è il primo a inventario, Google non fornisce numeri 2015 per il confronto.

tra cui le probabili hardware Nest, Chromecast, ed i dispositivi Nexus, l’inventario è stato $ 491 milioni alla fine dello scorso anno. Inventario fine settembre è 559.000.000 $ e comprende hardware in tutte le società di alfabeto, non solo Google.

Naturalmente, il periodo di deposito era prima dell’evento in ottobre o Pixel andare in vendita nel corso del mese. La maggior parte di hardware è appena uscito in novembre, con la disponibilità di vendita al dettaglio di Home page di Google oggi e Daydream vista la prossima settimana.

Bloomberg ipotizza che la voce è un segno per gli investitori che Google è seriamente intenzionata a entrare nel business hardware. limatura precedenti avevano inventario raggruppati con la categoria “altre attività”. La relazione rileva inoltre come alcuni analisti stanno esprimendo la preoccupazione che il nuovo interesse di Google in hardware – tra cui massiccia di marketing – sarà smorzare i margini di profitto.

Questo articolo lo trovate su sito 9t05Mac

Tag:
ottobre 24, 2016

“Siri contro Google Assistant, l’allievo supera il maestro nel test video”

Il sempre puntuale Marques Brownlee (MKBHD) ha realizzato un video in cui mette a confronto Siri contro Google Assistant, gli assistenti personali di Apple e Google utilizzati rispettivamente sui due più nuovi terminali iOS e Android, iPhone 7 Plus e Google Pixel XL. Sul suo canale YouTube MKBHD ha pubblicato un video di circa 10 minuti dove mette sotto torchio i due assistenti personali fianco a fianco, sottoponendo ad entrambi le stesse domande e verificando la capacità di Siri e di Google Assistant nell’offrire una risposta soddisfacente all’utente. Ecco qui di seguito il video completo. Complessivamente sia Siri sia Google Assistant si sono dimostrati all’altezza, rispondendo alle domande avanzate con una buona percentuale di successo; Brownlee ha però evidenziato a fine video alcune differenze che saltano all’occhio durante il test Siri contro Google Assistant. La prima e la più evidente è la maggior capacità di Google Assistant di offrire un’esperienza conversazionale: l’assistente di Mountain View mostra una più elevata comprensione del contesto, ricorda le domande precedenti e impara durante la discussione, mentre Siri ha molte più difficoltà a seguire il discorso e il alcuni casi si perde. Siri inoltre interagisce e risponde in molti casi mostrando grafici ed immagini correlate alle richieste, mentre Google Assistant tende a dare un riscontro vocale più esteso; qui il vantaggio è soggettivo e dipende dalla possibilità che in quel momento ha l’utente di osservare lo schermo, situazione forse meno frequente quando si ha la necessità di interpellare un assistente personale. Forse però la differenza maggiore è che rispetto al passato, quando l’assistente di Google sembrava più “robotico” e privo di personalità rispetto a Siri, ora la situazione sembra ribaltata: Google Assistant scherza, interagisce, fa battute e freddure più liberamente rispetto a Siri, grazie probabilmente alla sua maggiore capacità di seguire la conversazione. Insomma, l’allievo sembra essere riuscito a superare il maestro, almeno per ora.

Questo articolo lo trovate su sito Macity

Tag: ,