Posts tagged ‘Google’

marzo 16, 2020

“Da Rekordata corsi gratuiti su Google Hangouts per l’emergenza coronavirus”

Rekordata mette a disposizione tecnici specializzati che terranno corsi online gratuiti per illustrare il funzionamento di Google Hangouts Meet per la collaborazione da remoto e lo smart working. Aziende e istituzioni di tutto il territorio italiano stanno fronteggiando l’emergenza coronavirus. Le misure restrittive imposte dalle autorità per evitare il diffondersi dell’epidemia possono avere un grande impatto sulla continuità delle attività lavorative e/o scolastiche. Nell’ottica di fornire un aiuto concreto a tutti coloro che hanno subito gli effetti dell’emergenza sanitaria, Google ha deciso di rendere gratuite per tutti le funzionalità avanzate di Hangouts Meet. Questo significa che chiunque possieda un account G Suite o G Suite for Education(attivabili gratuitamente) potrà accedere a: Meeting online fino a 250 partecipanti per call Streaming online fino a 100mila spettatori per dominio Registrazione diretta dei meeting su Google Drive Per fornire ulteriore supporto, Rekordata ha messo a disposizione tecnici specializzati, che terranno delle live session gratuite atte a illustrare il funzionamento della piattaforma Hangouts Meet per la collaborazione da remoto e lo smart working. Per scoprire tutti i corsi live session disponibili e iscriversi è possibile partire da questo collegamento.

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dicembre 12, 2019

“Google, l’Intelligenza Artificiale adatta la sveglia al meteo”

L’intelligenza artificiale entra anche nella sveglia. Google ha infatti reso noto di aver usato il machine learning, cioè l’apprendimento automatico, per elaborare suonerie in grado di adattarsi e cambiare in base a vari fattori, come il tempo e l’ora. La novità si chiama “Impromptu” e debutta sulla Lenovo Smart Clock, una sveglia ‘intelligente’ dalle funzioni analoghe a uno smart speaker con l’assistente di Google integrato. Basato sulla tecnologia di machine learning sviluppata nell’ambito del progetto Magenta di Big G, Impromptu propone musiche per la sveglia diverse in base al meteo, alla temperatura e al momento della giornata. La funzione per ora è limitata al gadget di Lenovo, ma in futuro il suo arrivo è atteso anche su altri dispositivi smart con Google Assistente.

Questo articolo lo trovate su sito ANSA

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dicembre 9, 2019

“Big G lavora per segnalare le strade illuminate in Google Mappe”

Google Mappe viene utilizzato da milioni di persone nel mondo per qualsiasi tipo di spostamento, in auto ma anche con mezzi pubblici e a piedi: la nuova funzione in lavorazione punta a evidenziare le strade illuminate in Google Mappe per offrire percorsi più sicuri per chi si sposta a piedi di notte in zone che non conosce. Riferimenti a questa funzione sono stati individuati nell’ultima beta di Google Mappe 10.31.0 contenenti un nuovo livello di informazioni che riguarda il grado di illuminazione delle strade. Nel codice alcune stringhe contengono i messaggi visualizzati a schermo come per esempio «Le linee gialle mostrano le strade con una buona illuminazione» ma anche «Scarsa o nessuna illuminazione» oppure ancora «Nessuna informazioni di illuminazione disponibile» e altri ancora. Grazie a questa nuova funzione in lavorazione l’utente è invitato a ingrandire sul tragitto desiderato per visualizzare ulteriori informazioni sulla strade illuminate in Google Mappe, forse anche visualizzando una anteprima tramite Street View. La scoperta è segnalata dal sito xda-developers ma non è ancora chiaro dove Google raccolga i dati sul livello di illuminazione delle strade. Più concrete invece le ipotesi sul rilascio della funzione: se e quando il colosso del web deciderà di introdurla, potrebbe farlo incominciando dall’India per poi estenderla successivamente in altre nazioni. Occorre tenere presente che trattandosi di una funzione in fase di completamento non annunciata, Google potrebbe cambiare i propri piani e scegliere di non implementarla. In questo articolo un tutorial so come scaricare le mappe di Google per usarle offline su iPhone e iPad. Qui invece un confronto tra i dettagli mostrati in Google Mappe confrontati alle nuove Mappe di Apple. Invece partendo da questa pagina trovate tutti gli articoli di macitynet che parlano di mappe e navigazione GPS.

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ottobre 28, 2019

“Google sostituirà gli speaker Mini e Google Home bloccati”

Google ha promesso che alcuni dispositivi Google Home bloccati in seguito a un aggiornamento firmware, verranno sostituiti. Nelle scorse settimane, sono stati riferiti problemi da utenti di dispositivi Google Home e Mini, bloccati in seguito a un aggiornamento firmware e diventati inutilizzabili. I dispositivi in questione mostrano luci LED lampeggianti: risulta impossibile eseguire il riavvio e qualsiasi tentativo di reset sembra inutile. Gli utenti interessati dal problema si sono messi in contatto con il team di supporto di  Google ma a quanto pare un fix non è possibile, nonostante ripetuti tentativi di reset e ripristino vario. A fine settembre Google aveva fatto sapere di stare indagando il problema. Ora l’inconveniente è ufficialmente riconosciuto anche se, a loro dire, non si è trattato di un problema ampiamente diffuso. Google sostituirà ad ogni modo i dispositivi “briccati”, indipendentemente se questi erano o meno in garanzia. In aggiunta, un ulteriore fix è stato previsto, una contromisura che dovrebbe impedire in futuro il verificarsi di simili problemi. “Siamo a conoscenza che un piccolo numero di dispositivi Google Home e Google Home Mini, sono stati colpiti da un problema che impedisce ai dispositivi di funzionare”, riferisce la multinazionale di Mountain View riportata da 9to5Google. “Abbiamo un fix che impedirà il verificarsi del problema e sarà distribuito presto”. “Stiamo sostituendo i dispositivi interessati dal problema”. Prima di chiedere la sostituzione dei dispositivi Google Home bloccati, la società suggerisce di provare il reset del dispositivo seguendo le istruzioni qui riportate. Se il ripristino non funziona, è necessario contattare il supporto tecnico di Google per ottenere la sostituzione del dispositivo Google Home o Mini.

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febbraio 4, 2019

“Google+ inizia a morire oggi”

Lo scorso ottobre Google aveva annunciato l’intenzione di chiudere Google+ per i consumatori dopo che una falla di sicurezza aveva esposto alcuni dati dei profili degli utenti. Un’altra fuga di dati successiva aveva convinto Google ad affrettare il processo di chiusura del suo social network, prevista per aprile 2019. Ora Google ha formalmente rilasciato una cronologia su quello che sarà il destino di Google+. A partire da lunedì 4 febbraio non sarà più possibile creare nuovi profili, pagine, community o eventi in Google+. I commenti generati da Google+ su siti web esterni verranno rimossi da Blogger entro il 4 febbraio e da altri siti entro il 7 marzo. Tutti i commenti sui siti web creati utilizzando Google+ verranno eliminati a partire dal 2 aprile. Il 2 aprile tutti i contenuti degli utenti di Google+ verranno eliminati (ad eccezione delle note di Google, contenuti che è necessario conservare per motivi legali), fra cui sono incluse foto e video di Google+ presenti nell’archivio album e nelle pagine Google+. Chiunque voglia recuperare i dati di Google+ prima che vengano cancellati, potrà seguire alcuni semplici e dettagliate istruzioni su come creare e scaricare un archivio, disponibili alla pagina di supporto di Google. Le foto e i video di cui è stato eseguito il backup su Google Foto sono sicuri e non verranno eliminati. Nel caso sia stato utilizzato Google+ per accedere a siti e app, i relativi pulsanti smetteranno di funzionare, ma in alcuni casi verranno sostituiti da un pulsante di accesso a Google. Google dice che ci vorrà del tempo per cancellare tutti i dati di Google+, quindi alcune parti degli account potrebbero essere ancora visibili nei prossimi mesi. L’accesso ad altri servizi Google non sarà influenzato come parte dello spegnimento di Google+. Ad esempio per i clienti di G Suite Google+ per gli account G Suite rimarrà intatto, ma sarà presto introdotto un nuovo look e funzionalità aggiuntive. Insomma, chi desidera recuperare i propri dati da Google+ è invitato a farlo il prima possibile.

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agosto 29, 2018

“Google: il Pixel 3 è atteso il 9 ottobre”

Il Pixel 3, il nuovo smartphone top di gamma targato Google, potrebbe essere presentato il 9 ottobre. L’indiscrezione è riportata da Bloomberg, secondo cui l’evento si terrà a New York e non, come gli anni scorsi, in California.

Lo smartphone sembra ormai nascondere pochi segreti, viste le tante indiscrezioni e la presunta presenza di alcuni modelli rubati sul mercato nero ucraino.

Il Pixel 3, e il fratello maggiore Pixel 3 XL, stando alle immagini trapelate dovrebbero mostrare un ingombrante notch, la ‘tacca’ nera nella parte alta e centrale dello schermo dove sono alloggiati i sensori. La larghezza del notch è abbastanza contenuta, ma l’altezza è notevole e ha già raccolto diverse critiche online.

All’interno, i Pixel 3 e 3 XL sono attesi con un processore Snapdragon 845 di Qualcomm e 4GB di Ram. Il sistema operativo è Android 9.0 Pie. All’esterno le linee sono simili a quelle dei Pixel 2, di cui resta anche la singola fotocamera posteriore.

Nella parte frontale, invece, le fotocamere potrebbero essere due. Vociferata infine la presenza della ricarica wireless.

Questo articolo lo trovate su sito Ansa

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agosto 21, 2018

“Smart speaker, Google lancerà il suo maggiordomo con display entro l’anno”

GOOGLE si preparerebbe a lanciare un nuovo smart speaker. Stavolta dotato di display, proprio come l’Echo Show di Amazon e alcuni altri gadget presentati o usciti negli scorsi mesi fra cui il Lenovo Smart Display (fra l’altro equipaggiato proprio con l’Assistente di Google). Secondo le indiscrezioni della Nikkei Asian Review, Big G potrebbe lanciare già entro l’anno un dispositivo con uno schermo incorporato in grado di arricchire le possibilità della sua intelligenza artificiale. E creare così un ibrido fra tablet, speaker e tv.

Il potente maggiordomo digitale potrebbe dunque essere pronto per la stagione natalizia, presumibilmente da svelare alla stampa e al mondo nell’evento autunnale in cui si vedranno anche gli smartphone Pixel 3. Secondo le fonti di Nikkei, si punterebbe a tre milioni di unità per la prima serie di ordini. Sarà un concorrente diretto proprio di Amazon Echo Show (e Spot) e di altri gadget partoriti anche dal gemello asiatico Alibaba. In fondo, un altro modo per esprimere al meglio le potenzialità in termini di intelligenza artificiale.

Smart speaker, Google lancerà il suo maggiordomo con display entro l'anno

Lo smart display di Lenovo, brand partner di Google

Si tratterebbe dunque di una discesa in campo diretta in questa nuova categoria di prodotti che ha esordito al Ces di Las Vegas lo scorso gennaio. Finora, infatti, Google aveva incorporato il suo Assistente in gadget di brand partner proprio come Lenovo, Jbl, LG e Sony. Adesso, invece, pare che la linea Google Home – sbarcata con un certo successo anche in Italia ma solo nella versione standard e Mini – possa arricchirsi di un nuovo prodotto visuale.

Dalla sua Google ha piattaforme come YouTube che, come dimostrano i dati di vendita negli Stati Uniti, possono decidere del destino di simili device, specialmente perché il più delle volte, almeno in questa prima fase di diffusione, vengono usati come assistenti in cucina, più che in salotto. Ricette? Esatto: se non hai YouTube (rimossa da Echo Show lo scorso autunno) fai fatica a giustificare uno scatolotto col display vicino ai fornelli.

C’è dunque da attendersi “un piano aggressivo”. Anche e soprattutto sul prezzo, che dovrà essere di molto più basso rispetto a quello dei tablet, altra categoria di dispositivi che di solito si usano in casa per scopi simili. Se Lenovo Smart Display costa da 199 a 249,99 dollari il nuovo Google Home non potrà poi spingersi molto oltre.

Questo articolo lo trovate su sito Repubblica

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agosto 16, 2018

“Google Home ora si integra in Italia con Deezer”

Google ha annunciato l’integrazione nativa di Google Home con i servizi di streaming musicale di Pandora Premium e di Deezer, quest’ultimo disponibile anche in Italia. Come sanno gli utenti di Google Home, il servizio delle grande G consentiva attualmente l’integrazione nativa vocale solo dei servizi Google Play Music e Spotify.

In sostanza – previa impostazione – era possibile avviare la riproduzione musicale attraverso i comandi vocali sui dispositivi Google Home solo per le due succitate app; gli abbonati agli altri servizi potevano attivare il loro servizio solo manualmente.

Le cose cambiano ora per tutti gli utenti che hanno scelto Deezer o Pandora Premium, che potranno scegliere la loro app preferita nelle impostazioni di Google Home e sfruttare al loro voce per poter ascoltare musica, senza dover impugnare un dispositivo. L’integrazione è disponibile non solo per i dispositivi Google Home ma anche per tutti gli apparecchi integrati con Google Assistant, come i nuovo smart display.

Google Home ora si integra in Italia anche con Deezer

“Con l’aggiunta di Pandora Premium e Deezer, avete ancora più opzioni quando si tratta di servizi di streaming musicale. Quindi, la prossima volta che starete organizzando una festa o starete uscendo con gli amici, avrete a disposizione la postazione di un DJ.” commenta Google nel suo annuncio ufficiale.

Per gli utenti italiani la novità principale è quella di Deezer, servizio in streaming francese disponibile anche nel nostro Paese e principale concorrente europeo di Spotify, che offre ai nuovi utenti la possibilità testare il prodotto per 90 giorni gratuitamente in versione premium.

Pandora Premium invece è il servizio on-demand della storica web radio, ma per il momento non è ancora disponibile in Italia, ma solo in USA e in una manciata di altri Paesi nel mondo.

L’annuncio di Google evidenzia la strategia della grande G, che sta sempre più aprendo le sue tecnologie smart a terze parti, diversamente da quanto fino ad oggi dimostrato da Apple, che tende invece a limitarne l’uso solo ai suoi servizi nativi.

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giugno 27, 2018

“Google Wifi in Italia, ora disponibile la rete senza fili a copertura totale”

Lanciato in USA già nel 2016 ora finalmente è disponibile Google Wifi in Italia. La base del sistema è il punto di accesso venduto singolarmente per coprire aree fino a 85 metri quadrati: è proposto anche in coppia oppure in pacchetto di tre elementi per creare reti senza fili rispettivamente su aree di 85-175 metri quadrati oppure fino a 255 metri quadrati.

Invece del singolo router impiegato nella maggior parte dei casi, i punti di accesso Google sono progettati per collegarsi tra loro creando una rete mesh, in questo modo vengono cancellati gli angoli morti dove il segnale è debole e le prestazioni diminuiscono.
Google Wifi in Italia, ora disponibile la rete senza fili mesh a copertura totale

Facile da installare e configurare è dotato di funzionalità smart: oltre al controllo remoto tramite app Google Wifi disponibile per iOS e Android, il sistema sceglie in automatico il canale wireless meno congestionato. Grazie alla sicurezza basata sul cloud tutti i router sono costantemente aggiornati in automatico.Google Wifi è dual band AC1200 con velocità fino a 1,2 Gbps e assicura il massimo delle prestazioni per ogni dispositivo collegato alla rete Wi-Fi. Tramite app è possibile gestire tutti i parametri di rete, eseguire test di velocità, risolvere problemi, impostare una rete guest, limitare le ore di utilizzo e gli orari per i bambini e altro ancora.
Google Wifi in Italia, ora disponibile la rete senza fili mesh a copertura totaleLa scorsa settimana è stato lanciato anche in Spagna e Austria: ora con l’arrivo anche dell’Italia, Portogallo, Filippine il sistema wireless di Big G è disponibile complessivamente in 21 nazioni.

Ricordiamo che per funzionare deve essere collegato a un modem. Nel negozio online di Google Google Wifi in Italia può essere acquistato singolarmente a 139 euro, oppure in confezione da 3 a 359 euro. Agli stessi prezzi è disponibile anche su Amazon. Nel momento in cui scriviamo non risulta disponibile la confezione da due router, ma è naturalmente possibile scegliere in router singolo e acquistarne due unità.

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maggio 8, 2018

“Grazie a Google è possibile registrare domini .app”

Tre anni addietro Google ha pagato 25 milioni di dollari, per ottenere il dominio, o meglio il TLD, .app, la cifra più alta mai pagata per la liberalizzazione di un dominio di primo livello. Negli scorsi giorni il gruppo di Mountain View ha proposto agli sviluppatori la registrazione di domini di secondo livello, grazie a un Early Access Program operativo fino all’8 maggio, data dopo la quale chiunque potrà chiedere e ottenere un dominio di questo tipo. Google avrà il ruolo di “registro” internazionale, mentre aziende e privati potranno rivolgersi alle varie aziende che si occupano della registrazione di nomi di dominio (registrar).

Sul sito “get.app”, Google indica “yourname.app”, “youridea.app” e “yourbusiness.app” come esempi di nomi che è possibile registrare, spiegando che .app è un dominio più sicuro per le app. “Dai giochi, alle news, alle app dedicate al mondo della scuola, .app è il rifugio perfetto per la vostra app”.L’unico obbligo imposto da Google ai webmaster è l’utilizzo di HTTPS, protocollo per la comunicazione sicuro che è ormai un requisito globale e che garantisce l’autenticazione del sito web visitato, funzionalità di protezione per la privacy e integrità dei dati scambiati tra le parti comunicanti.

Regsitrazione domini .app

I prezzi per la registrazione dei domini .app sono in linea con quelli tipici per i domini di primo livello più noti: si parte da circa 20 dollari l’anno. Sul sito dedicato ai domini .app, da poco inaugurato da Google, sono indicati tutti i vantaggi del nuovo TLD, è possibile verificare direttamente la disponibilità dei vari nomi a dominio e conoscere i provider ai quali è possibile rivolgersi per procedere alla registrazione.

Tra i provider citati c’è anche Google Domains, utilizzabile da qualche tempo anche nel nostro Paese per registrare e gestire domini con le estensioni “classiche” e le nuove estensioni gTLD (.click, .cash, .bike, .bio e molte altre ancora). Tra le nuove estensioni in arrivo anche “.dev”.

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