Archive for ‘Tecnologia di Apple’

marzo 20, 2019

“YI Home Camera 3 arriva su Amazon, la sicurezza di casa low cost”

Dopo averla vista al CES 2019, YI Home Camera 3, l’ultima videocamera di sicurezza della famiglia Smart Home di YI Technology, arriva su Amazon. Rispetto ai suoi predecessori presenta nuove funzioni, che la rendono ancor più adatta per la sicurezza in casa. Tra le principali novità, YI Home Camera 3 è dotata di sensori di movimento e sonori con Intelligenza Artificiale (AI), così da restituire agli utenti solo le notifiche davvero rilevanti, evitando i cosiddetti “falsi allarmi” dovuti per esempio al passaggio di un animale o all’accensione/spegnimento di luci. Si tratta di una importante novità, di non poco conto: in effetti, durante i test delle versioni precedenti, abbiamo notato come sia sufficiente un piccolo insetto per far partire le notifiche di movimento. In questo modo è possibile essere allertati soltanto quando accade realmente qualcosa, come nel caso di pianto di un bambino o in presenza di rumori inusuali tipo il rompersi di un vetro. Esteticamente è pressoché identica alle due versioni precedenti, difficilmente la si riconoscerà a prima vista. Alcune funzioni sono condivise con i precedenti modelli, come la possibilità di accenderla e spegnerla direttamente da app. Tra le altre funzioni anche quella che permette all’utente di programmare il tempo di funzionamento della camera stessa durante l’arco della giornata, così da ricevere notifiche soltanto durante le ore del giorno che sono state selezionate. YI Home camera 3 è inoltre dotata di un microfono e un altoparlante integrati in grado di supportare sia la modalità Intercom che quella Vivavoce, così da poter sia avere una piacevole conversazione a distanza che inviare dei comandi ai propri animali domestici, oppure spaventare eventuali ospiti indesiderati. Con l’acquisto di Yi Home Camera 3 l’utente riceverà gratuitamente 1 mese di archiviazione gratuita su YI Cloud, per poter tenere i propri video al sicuro anche nel caso in cui la camera venga danneggiata o rubata.

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marzo 12, 2019

“Su Amazon nuova biografia su Tim Cook, il secondo genio di Apple”

Un nuovo libro dall’autore di Jony Ive: il genio dietro i più grandi prodotti Apple parla adesso di Tim Cook, questa volta descritto come l’uomo che ha portato Apple al livello successivo. La biografia è stata scritta, a detta dell’autore, con “addetti ai lavori Apple”. Ecco cosa aspettarsi da questa lettura. Si tratta dell’ennesimo libro da consigliare ai fan della Mela, che va ad aggiungersi alle dieci più interessanti letture sul mondo Apple, segnalate a questo indirizzo. Arriva a cinque mesi di distanza da lla biografia su Jony Ive, e sarà disponibile dal 16 aprile prossimo. La morte di Steve Jobs ha lasciato il vuoto in una delle aziende più innovative di tutti i tempi. Jobs non era soltanto l’iconico fondatore e CEO di Apple, era l’incarnazione vivente di un megabrand globale. Era difficile immaginare che qualcuno potesse riempire il suo posto, eppure il libro esalta proprio il ruolo di Tim Cook, un uomo che ha tentato di sostituire l’insostituibile, con una leadership forte e umana, dotato di buon senso.   Il libro affronterà il dietro le quinte sulla battaglia di Apple con l’FBI su noto caso di San Bernardino, dove forte è stata la posizione di Apple a tutela della privacy. Del caso San Bernardino la redazione di Macitynet se ne è occupata più, e più, volte, con la posizione di Apple ferma nell’intento di non divulgare i dati presenti all’interno dell’iPhone del terrorista. I pre ordini al nuovo libro su Tim Cook: Il genio che ha portato Apple al livello successivo partono da 21,95 euro, con copertina flessibile, e 24,99 euro con copertina rigida. Il libro sarà disponibile in inglese a partire dal 16 aprile. Per il momento non ci sono informazioni sulla versione in lingua italiana, ma in passato questo genere di volumi è sempre stato tradotto anche se con un certo ritardo

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marzo 12, 2019

“Evento Apple del 25 marzo 2019, tutte le voci sulle novità in arrivo”

Ora è ufficiale: Apple terrà un evento il prossimo 25 marzo. Si tratta di “It’s Showtime” (titolo ufficiale) un nome che lascia immaginare che lo spettacolo sarà, in qualche modo, al centro delle presentazioni. In realtà le voci intorno ad esso sono confuse e spesso contraddittorie, oscillando tra annunci che riguardano solo servizi (news e musica in streaming) e un mega evento con un valanga di nuovo hardware. Vediamo di pesare le voci e valutare quali sono le più attendibili. 1 Data evento Apple 2 Riviste e Giornali 3 Servizio video streaming 4 Hardware 4.1 AirPods 2 4.2 iPad mini 5 4.3 iPad 2019 4.4 AirPower 4.5 iMac, Mac pro e MacBook Pro Data evento Apple Anzitutto la data. Apple ha diramato gli inviti stampa ufficiali, confermando le voci più attendibili: la presentazione si terrà il 25 marzo, presso il Teatro di Steve Jobs. L’annuncio è  arrivato un pochino in anticipo rispetto ai classici 10 giorni che trascorrono tra convocazione ed evento. Riviste e Giornali La prima novità che Apple potrebbe svelare durante l’evento è un nuovo servizio di giornali e riviste in abbonamento. Dovrebbe chiamarsi Apple News Magazines, come confermato apparentemente nella versione beta di iOS 12.2, che indicava anche pagamenti collegati al proprio account iTunes. Si tratterà, insomma, di un servizio simile ad Apple Music o Netflix, ma avente ad oggetto giornali e riviste. Il prezzo dei “giornali in streaming” dovrebbe essere di circa 10 dollari al mese.  Il servizio deve ancora essere presentato, ma secondo i rapporti degli ultimi giorni Apple starebbe già scontrandosi con gli editori, per via della tassa applicata: Cupertino vorrebbe il 50% da ogni abbonamento, lasciando agli editori la restante fetta del 50%. Difficile sapere se il servizio arriverà anche in Europa, o in Italia. Certamente se così sarà, il nostro paese non sarà nel primo lotto di nazioni… Servizio video streaming Tra le novità dell’evento Apple dovrebbe esserci anche la presentazione, e chissà il lancio contestuale, del servizio di streaming video di Apple. Si vocifera da molto tempo l’arrivo di un vero e proprio Netflix di Apple, anche perché la società ha investito parecchio in alcune produzioni esclusive, in cantiere negli anni precedenti. L’arrivo di un Netflix di Apple, presto o tardi, è comunque scontato, considerando che la società ha investito oltre 1 miliardo di dollari in spettacoli originali. Se nelle settimane scorse sembrava certa la presentazione del servizio streaming, nelle ultime ore si è diffuso un certo scetticismo, per via di Apple News Magazines. Il lancio di questo servizio di riviste in abbonamento, davvero importante per Apple, verrebbe letteralmente offuscato dalla presentazione del servizio di streaming video. Troppa carne al fuoco potrebbe essere indigesta alla stessa Apple, che non riuscirebbe a dare la giusta importanza ai suoi nuovi servizi in abbonamento. Resta anche da vedere che contenuti saranno disponibili. A parte le produzioni originali, che non potranno, almeno inizialmente, pareggiare non solo quelle di Netflix, ma neppure quelle di Amazon, Apple dovrà contare su accordi con le case cinematografiche e partner commerciali nel settore delle serie. In passato Cupertino si è scontrata nel corso delle trattative su aspetti come disponibilità dei contenuti e prezzo costruendo un rapporto molto conflittuale con i possibili alleati. Il rischio è quello di avviare un servizio molto povero al confronto con quello dei concorrenti e di lanciarlo ad un costo non competitivo nel rapporto tra offerta e prezzo. Hardware Apple non tiene eventi ogni mese di marzo. Lo ha fatto però spesso in passato dal 2011, ad eccezione del 2013, 2014 e 2017. Ogni volta che lo ha fatto, però, ha presentato nuovi hardware. AirPods 2 Tra i nuovi hardware dovrebbero essere certi iPad 2019 (secondo alcuni no) e iPad mini 5, anche se la speranza è di vedere AirPods 2. Che poi, come spieghiamo nel nostro articolo linkato qui accanto, si tratti davvero di una nuova versione delle AirPods o solo di un prodotto leggermente rivisto, è oggetto di dibattito. Al momento l’ipotesi più accreditata è che possa trattarsi di AirPods 1.5 senza grandi novità, offerte in abbinamento alla custodia con ricarica wireless. Custodia che potrebbe essere venduta anche senza le auricolari per allettare chi ha già le AirPods. Ovviamente questo potrebbe avvenire solo se Apple decidesse di lanciare anche Airpower. iPad mini 5 Nelle settimane scorse, China Business Times ha sostenuto l’inizio della produzione di iPad mini 5 nel dicembre 2018, mentre per quanto concerne il listino si ipotizza un prezzo più basso rispetto all’attuale generazione. La redazione di Macitynet ha raggruppato in un unico articolo tutti i dettagli fino ad oggi noti sul prossimo iPad da 7,9 pollici. In sintesi però si può dire che l’iPad mini 5 del 2019 non avrebbe essere molto differente dall’iPad mini attuale. Forse potrebbe essere del tutto identico con novità solo interne. iPa

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marzo 8, 2019

“Tempo di privacy e anonimato in rete? VPN Unlimited a vita per 59,99 dollari”

Le offerte nel campo sono molte, ma una di grande interesse la trovate su su StackSocial dove è in offerta a 59,99 dollari anziché 130 dollari l’accesso a vita a VPN Unlimited, che promette proprio di nascondere e criptare tutti i dati di navigazione dell’utente. Con questo abbonamento è possibile scegliere tra un’ampia selezione di server in tutto lo mondo spostandovi la propria posizione virtuale, ma non solo. Una VPN infatti, lo ricordiamo, è un rete virtuale protetta che provvede a cifrare i dati quando si sta navigando su Internet, ed è utile non solo ai dipendenti delle aziende che si collegano ad Internet in mobilità, ma anche agli utenti privati. Infatti, quando si è fuori per il fine settimana o in vacanza, spesso capita di collagarsi alle reti Wi-Fi pubbliche di alberghi, bar o ristoranti, ed eseguendo l’accesso al sito Web della propria Banca o più semplicemente a Facebook, i propri dati (account e password) possono essere intercettati da un malintenzionato che si trova sulla stessa rete. Grazie alla sicurezza garantita da un collegamento VPN i nostri dati e l’accesso a Internet risultano molto più sicuri. VPN Unlimited è considerata una delle migliori soluzioni VPN al mondo ed è stata premiata in quanto tale da prestigiose riviste come PC Magazine e Laptop Magazine. È su Stacksocial da molto tempo ed è probabilmente la più venduta VPN del sito di sconti. Elevatissimo il gradimento: 4,5 stelle con più di 17.500 recensioni Se siete interessati a questo genere di servizio segnaliamo che l’accesso a vita costerebbe 500 dollari ma in questo momento si acquista in sconto a soli 59,99 dollari grazie all’offerta disponibile su StackSocial. Si può usare con cinque differenti dispositivi. Se volete avere solo tre anni di anonimato, allora vi costa solo 29,99 dollari. Per dieci dispositivi, sempre abbonamento a vita, il prezzo sale a 74,99 dollari.

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marzo 6, 2019

“iPhone 7 Ricondizionato: il più amato e acquistato su TrenDevice. È il migliore per rapporto qualità-prezzo e con gli Sconti di oggi è ancora più conveniente!”

L’iPhone 7 è stato presentato a Settembre 2016 e, dopo poche settimane, era già disponibile ricondizionato sul sito TrenDevice. Fin da subito è stato proposto ad un prezzo vantaggioso pur garantendone l’affidabilità e il perfetto funzionamento, caratteristiche che contraddistinguono da sempre i dispositivi rigenerati dell’azienda italiana di refurbishment. Ed è proprio per questo motivo che su TrenDevice l’iPhone 7 ricondizionato, ad oggi, è stato scelto da oltre 12.000 clienti. Se vi state chiedendo perché ha avuto così tanto successo e, soprattutto, perché a distanza di oltre due anni è ancora oggi il più amato e acquistato sul sito TrenDevice, il motivo è presto detto: è il migliore iPhone ricondizionato per rapporto qualità-prezzo. Prima di entrare nel dettaglio delle caratteristiche tecniche che fanno dell’iPhone 7 lo smartphone ideale per coloro che vogliono risparmiare senza rinunciare alle prestazioni, vi consigliamo di non perdere questa straordinaria promozione su TrenDevice: fino all’11 Marzo tutti gli iPhone 7 sono scontati fino al -50% con prezzi a partire da soli 229,90€ per il 32 GB, da 269,90€ per il 128 GB e da 319,90€ per il 256 GB. Parliamo ora delle prestazioni dell’iPhone 7: la fotocamera è sicuramente la migliore singola montata su iPhone prima dell’arrivo di iPhone Xr. Forse solo con iPhone 7 Apple ha iniziato a fare sul serio con la fotocamera, comprendendo che era un elemento sul quale investire, e l’ha fatto, dotando questo modello di fotocamera da 12 megapixel, dotata di diaframma con apertura ƒ/1.8 e stabilizzazione ottica dell’immagine, per foto migliori anche in ambienti in ombra, con meno rumore e dettagli più nitidi. Il primo processore 4-core su iPhone ha visto protagonista proprio iPhone 7, migliorandone le prestazioni e i consumi rispetto al precedente iPhone 6s, al cui confronto la durata della batteria di 2 ore in più è senza dubbio un bel traguardo. Inoltre può vantare altri primati: è il primo iPhone ad aver detto addio al jack per le cuffie, così come il primo a ottenere il rating IP67 per resistenza a polvere e schizzi; il pulsante Home per la prima volta fa affidamento sul Taptic Engine passando quindi a digitale, da meccanico com’era nei modelli precedenti. Tutte le caratteristiche che abbiamo citato sono quelle che un iPhone 7 Ricondizionato di TrenDevice può vantare, al 100% della loro funzionalità, esattamente come un iPhone nuovo. Ma, rispetto a quest’ultimo, potete averlo ad un prezzo ridotto di oltre il 50% con gli sconti di questi giorni, partendo da soli 229,90€. Collegatevi al sito TrenDevice e scegliete il vostro iPhone 7 ricondizionato. Le offerte sono solo fino all’11 Marzo. Vi ricordiamo infine che su TrenDevice potete trovare una vasta scelta di iPhone ricondizionati ma, se non sapete quale iPhone comprare, TrenDevice ha realizzato la Guida Definitiva alla scelta dell’iPhone più adatto alle vostre esigenze, per aiutarvi a sceglierlo senza fatica. Nella guida si affrontano diverse tematiche come ad esempio quale iPhone conviene comprare nel 2019, se è migliore lo schermo grande o piccolo, e il confronto tra tutti i modelli in vendita sul sito TrenDevice: le caratteristiche tecniche, i pro e i contro, la durata della batteria, la scelta della capacità e del colore, e molto altro ancora. Insomma si tratta della Guida più completa su quale iPhone scegliere che potete trovare. TrenDevice nasce nel 2014 ma è già la soluzione n.1 per la compravendita di smartphone e tablet ricondizionati: oltre 3.730 recensioni certificate ed un indice di soddisfazione della clientela pari al 96%.

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marzo 5, 2019

“Facebook, il numero di telefono non è solo per la sicurezza”

IL TWEET è molto chiaro: “Per anni Facebook ha sostenuto che aggiungere il proprio numero di telefono all’autenticazione a due fattori fosse solo per ragioni di sicurezza. Adesso quel numero può essere ricercato e non c’è modo di disabilitare la cosa”. Firmato Jeremy Burge, personaggio molto noto del web perché responsabile della piattaforma Emojipedia, punto di riferimento per l’universo delle emoji. Non di faccine parla però questa volta. Piuttosto, dell’ennesimo rischio per la riservatezza dei propri dati personali. In particolare, del numero di telefono.   Già lo scorso ottobre era venuto fuori che il social sfruttava i numeri degli utenti per scopi pubblicitari. Numeri che aveva ottenuto attraverso una pressione continua su di essi affinché li impostassero per procedere all’autenticazione a due fattori. La piattaforma aveva infine ammesso l’uso di questo tipo. Per esempio, un supermercato che raccogliesse numeri di telefono per il suo programma fedeltà ha la possibilità, qualora imposti campagne di questo tipo sul social di Mark Zuckerberg, di veicolare annunci pubblicitari al suo specifico pubblico incrociando i due database di numeri. Tutto molto semplice.   Adesso, secondo Burge e altri che hanno replicato alla sua denuncia – fra cui Zeynep Tufekci, sociologa, scrittrice, esperta di privacy dell’università della Carolina del Nord ed editorialista del NY Times – il numero di telefono può essere anche sfruttato per cercare un profilo. In un modo impossibile da disabilitare. “Non riesco più a mantenere privato il numero di telefono che ho fornito solo per ragioni di sicurezza a Facebook – ha twittato Tufekci – zero notifiche su questo fondamentale e rischioso cambiamento. Per anni ho consigliato ai dissidenti a rischio di usare l’autenticazione a due fattori su Facebook ma erano spaventati di farlo. Evidentemente a Facebook non interessa la loro sicurezza”.   Per fare ordine, la questione è la seguente. Semplice e problematica al contempo: mentre gli utenti possono certamente nascondere il proprio numero di telefono sul profilo, cioè non renderlo visibile agli amici, di fatto non è possibile eliminarlo del tutto all’interno delle funzionalità di ricerca. Chiunque, che abbia un profilo o meno, può dunque ricorrere al numero di telefono di cui eventualmente disponga per pescare il profilo giusto dallo sterminato database di oltre 2 miliardi di utenti del social blu. Facebook concede agli utenti la possibilità di far trovare il proprio profilo tramite il contatto telefonico di default a chiunque e, solo se si interviene nelle impostazioni della privacy, dagli amici degli amici o solo dagli amici. Per farlo occorre collegarsi a questa pagina e, appunto, stabilire chi possa individuarci attraverso il numero eventualmente fornito. Impossibile silenziare del tutto questa modalità di ricerca del proprio profilo.   Già, perché l’autenticazione a due fattori, procedura generalmente consigliata per proteggere meglio i propri profili digitali, non deve necessariamente passare dal numero telefonico. Il token o codice di verifica per aggiungere un passaggio di controllo prima di accedere al proprio account si può per esempio generare tramite applicazioni come Google Authenticator, Microsoft Authenticator, Duo Security, Authy, Last Pass e molte altre. Ovviamente è un po’ più complesso per la stragrande maggioranza degli utenti, che preferisce dunque ricorrere al classico codice inviato via sms sul proprio cellulare. Finendo col cedere un elemento in più a Menlo Park.   Un portavoce di Facebook, Jay Nancarrow, ha spiegato al sito TechCrunch che le impostazioni “non sono nulla di nuovo”. Aggiungendo che “si applicano a qualsiasi numero telefonico aggiunto al profilo e non riguardano specificamente alcuna funzionalità”. La pratica non sarebbe insomma legata alla faccenda dell’autenticazione a due fattori. Il che, se possibile, è anche peggio. Senza contare che, anche laddove il numero non fosse stato inserito per questioni di sicurezza, ci sono molti casi – ricorda proprio TechCrunch citando per esempio un’inchiesta del Telegraph di un paio di anni fa – di utenti che hanno visto associato e utilizzato il proprio numero, a prescindere dall’averlo mai inserito.

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marzo 5, 2019

“Apple ha comprato i brevetti di Lighthouse, defunta azienda di telecamere di sicurezza”

Apple ha acquisito una serie di brevetti in precedenza proprietà di Lighthouse AI, defunta azienda specializzata in telecamere domestiche di sicurezza. L’obiettivo della Mela non è probabilmente quello di entrare in questo settore ma espandere le potenzialità delle sue tecnologie di intelligenza artificiale dedicate all’identificazione automatica. Vari brevetti di Lighthouse sono legati alla sicurezza ma alcuni di questi hanno a che fare con la tecnologia di “depth-sensing”. Apple ha in precedenza registrato vari brevetti che grazie a un illuminatore e un sensore dedicato, consentono di misurare l’effettiva distanza di un oggetto. Tra i brevetti di Lighthouse che potrebbero avere attirato l’attenzione di Apple, due in particolare fanno esplicito riferimento al rilevamento di profondità e alla cattura di immagini video in condizioni di scarsa luminosità. Il portfolio brevetti in questione è stato acquisito a dicembre del 2018 ma la riassegnazione delle proprietà intellettuali, il cosiddetto trasferimento di diritti IP, è apparso solo a fine febbraio nel database del Patent and Trademark Office statunitense. Apple, scrive il sito IAM a sua volita citato da AppleInsider, ha acquisito i diritti di otto proprietà intellettuali, il brevetto n.ro. 9,396,400 (“Computer-vision based security system using a depth camera”), il n.ro. 9,965,612 (“Method and system for visual authentication”) e il n.ro 10,009,554 (“Method and system for using light emission by a depth-sensing camera to capture video images under low-light conditions). La Casa di Cupertino ha anche acquisito applicazioni attualmente in fase di riesame che hanno a che fare sempre con la percezione della profondità, un’interfaccia di monitoraggio e per la condivisione di un evento individuato dal sistema di monitoraggio, metodi nei cui credit appare il nome di Alexander Teichman, ex CEO di Lighthouse, accreditato come inventore dei vari brevetti e delle rispettive applicazioni. Lighthouse ha chiuso i battenti alla fine dello scorso anno non essendo riuscita con le sue telecamere di sicurezza a battersi in un mercato dominato da nomi quali Ring, Nest, Arlo e Wyze. Tra le peculiarità dei prodotti di questa azienda, il rilevamento 3D e un sistema di riconoscimento dei volti in grado di ricordare il padrone di casa, i familiari e visitatori abituali. Il rilevamento di profondità e il sistema di riconoscimento dei volti consentivano di inviare notifiche push in grado di allertare il proprietario di casa dell’arrivo di persone note o sconosciute, tenendo conto di “interferenze” quali ombre e del movimento di animali domestici. A dicembre dello scorso anno è circolata voce di Apple interessata ad un sensore 3D per la fotocamera frontale sviluppato da Sony, elemento che potrebbe essere sfruttato al posto della scansione a luce strutturata presente nella TrueDepth Camera di iPhone X e dispositivi seguenti. L’azienda giapponese, già fornitore di Apple, ha creato un hardware che sfrutta la tecnologia time of flight (ToF) per catturare le immagini in 3D generando mappe di profondità calcolando il tempo impiegato dagli impulsi laser o dalla luce laser modulata per rimbalzare sulla superficie di un oggetto. Anche in precedena erano circolate voci che riferivano dell’intenzione di Apple di adottare il sistema TOF. Una simile voce era emersa a giugno del 2017 evidenziando possibili applicazioni non solo per il riconoscimento dei volti ma anche nell’ambito della Realtà Aumentata.

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marzo 4, 2019

“Microsoft termina gli indossabili per il fitness: stop a Microsoft Band da maggio”

Mentre Apple Watch continua a macinare record e successi, arriva a fine corsa Microsoft Band: la multinazionale di Redmond ha annunciato che i bracciali fitness saranno terminati a maggio, inclusi app e servizi cloud per la raccolta e la conservazione dei dati. Come già avvenuto per altri prodotti e piattaforme della società che non hanno riscosso il successo sperato, l’annuncio di Microsoft non arriva a sorpresa, anzi. La prima versione di Microsoft Band era infatti stata introdotta nel 2014 a cui è seguito nel 2015 il modello Microsoft Band 2, ma ormai già da diversi anni non sono stati lanciati nuovi modelli né aggiornamenti. Così l’abbandono dei dispositivi smart indossabili da parte di Microsoft era già avvenuto da anni. Con il recente annuncio del termine di Microsoft Band la multinazionale comunica che il 31 maggio verranno interrotti i servizi cloud e server per la raccolta e la conservazione dei dati degli utenti. Nello stesso giorno verranno anche rimosse le app Microsoft Band sia da App Store che da Google Play Store. La società avvisa inoltre che dopo questa data chi effettuerà un reset del bracciale non potrà più effettuare una nuova configurazione a partire da zero. Microsoft ha previsto anche il rimborso per alcuni utenti. Chi ancora utilizza attivamente Microsoft Band e ha salvato i propri dati tramite l’app Microsoft Band e la piattaforma Health Dashboard tra il primo dicembre 2018 e il primo marzo 2019, potrà richiedere un rimborso per il bracciale. La società rimborserà il prezzo completo del dispositivo: 79,99 dollari per Microsoft Band e 175 dollari per Microsoft Band 2. Gli stessi rimborsi potranno essere richiesti anche dagli utenti che dispongono di uno dei bracciali ancora coperto dalla garanzia. Si chiude così almeno per ora l’iniziativa di Redmond nel campo dei dispositivi indossabili per la salute e il fitness.

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febbraio 27, 2019

“Axon 10 Pro, il primo smartphone 5G di ZTE al MWC 2019”

ZTE ha svelato il primo smartphone di punta 5G al Mobile World Congress di Barcellona: si chiama ZTE Axon 10 Pro ed è stato realizzato in collaborazione con i maggiori operatori globali come China Unicom, Elisa, Hutchison Drei Austria. Progettato con la più recente piattaforma mobile Qualcomm Snapdragon 855 insieme al modem Snapdragon DX50 5G e un AI Performance Engine, ZTE Axon 10 Pro supporta il sub-6G e offre agli utenti un’esperienza completamente nuova, per esperienze di video e gioco estremamente veloci. Gli ingegneri ZTE – ci racconta un portavoce dell’azienda presente in fiera – hanno affrontato una vasta gamma di difficoltà tecniche riguardanti le innovazioni 5G, come la compatibilità elettromagnetica, il design dell’antenna, il consumo energetico e la dissipazione del calore nel processo di sviluppo del prodotto di punta 5G. Ad esempio, ZTE ha utilizzato un modello corrispondente al consumo totale di energia e alla temperatura superficiale e ha migliorato con successo la dissipazione del calore applicando una tecnologia di raffreddamento a liquido e materiali termici compositi a cambiamento di fase. L’ultimo arrivato Axon 10 Pro implementa anche un design completamente auto-sviluppato e full-band dell’antenna, per ottenere una copertura completa di 2G/3G/4G/5G e prestazioni di sistema migliorate in modo significativo, con una riduzione delle interferenze del segnale. Questo dispositivo applica anche un’antenna per slot e un’architettura ad antenna regolabile per garantire il miglior segnale RF, identificando automaticamente gli scenari di utilizzo degli utenti. Adotta inoltre la soluzione Smart SAR per ridurre in modo intelligente le radiazioni elettromagnetiche e minimizzare i danni al corpo umano. Ecco la nostra galleria dallo stand ZTE sta facendo dei test sul nuovo terminale 5G, e collabora con i principali operatori in 8 paesi in tutto il mondo. Sarà disponibile in Europa e in Cina nella prima metà del 2019 ad un prezzo non ancora reso noto.

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febbraio 26, 2019

“Xiaomi MI Pro 300Mbps, in offerta il ripetitore wi-fi iper estendere la rete internet”

Xiaomi MI Pro 300Mbps è oggi in offerta ad un prezzo interessante: il gadget permette di estendere con facilità la propria rete internet di casa, per portarla laddove la sola copertura del proprio modem o router non è in grado di arrivare. Dal look minimale ed essenziale, tecnicamente si tratta di un range extender dotato di doppia antenna esterna ed in gradi di raggiungere la velocità di 300Mbps ed in grado di ampliare la rete 2,4 GHz della propria rete wireless. Il funzionamento e la configurazione sono molto rapidi e semplici: è sufficiente inserire direttamente lo Xiaomi MI Pro 300Mbps in una presa elettrica a portata del segnale già presenta in casa, attivare l’applicazione dedicata Mi Home e configurare con pochi tap il ripetitore per iniziare ad estendere la rete di casa. Il dispositivo supporta fino a 64 diversi gadget wireless connessi contemporaneamente ed è in grado di aggiornare il suo firmware in maniera automatica attraverso la connessione. Lo Xiaomi MI Pro 300Mbps è attualmente in offerta online al prezzo di circa 11 euro con spedizione gratuita inclusa cliccando su questo link diretto. La spina del dispositivo è la spina USA ma il venditore includerà nel prezzo un adattatore per la spina Europea. L’offerta è valida fino ad esaurimento scorte.

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