Archive for ‘Tecnologia di Apple’

febbraio 19, 2018

“La foto di Nokia 7+ con frontale tutto schermo trapela prima del lancio”

Per il Mobile World Congress 2018 che inizia il 26 febbraio a Barcellona Nokia ha già promesso una ondata di novità, tra queste potrebbe esserci Nokia 7+ di cui nelle scorse ore è trapelata una foto in rete. L’immagineche riportiamo in questo articolo da Ubergizmo, mostra il nuovo Nokia 7+ in uno scatto da vivo che mette bene in evidenza il frontale quasi completamente privo di cornici: molto sottili e quasi assenti ai lati, invece leggermente più spesse in alto e in basso, soluzione che richiama da vicino Galaxy S8 e anche il nuovo S9, anche quest’ultimo atteso per la presentazione a MWC 2018.

Nel bordo superiore sono visibili lo speaker, la fotocamera frontale che dovrebbe essere da 13 megapixel e subito a fianco, nell’angolo in alto a destra, anche il logo Nokia spostato in questa posizione per ragioni di spazio. Invece il bordo inferiore, più spesso di quelli laterali, è comunque insufficiente per ospitare il tradizionale pulsante principale con sensore impronte, lettore che è stato riposizionato sul retro. Si tratta della soluzione più comune, oltre che meno complessa e dispendiosa, per costruire terminali con frontale tutto schermo, lasciando così ipotizzare Nokia 7+ come possibile nuova alternativa per gli utenti che desiderano uno smarpthone tutto schermo senza dover spendere un capitale.

Secondo le specifiche trapelate Nokia 7+ offrirà infatti un display in formato 18:9 con risoluzione di 1.080 x 2.160 pixel, processore Qualcomm Snapdragon 660 con 4 GB di memoria RAM, mentre sul retro sembra offrirà un doppio modulo fotografico da 12 megapixel. Per il momento siamo ancora nel campo delle fughe di notizie e delle speculazioni ma tutto verrà svelato a breve: anche se l’area espositiva del Mobile World Congress 2018 apre lunedì 26 febbraio, molti costruttori hanno già in programma conferenze stampa per la giornata di domenica 25 febbraio, inclusa HMD Global, la società che gestisce il ritorno del marchio Nokia nel campo smartphone Android.

Con i suoi inviati Macitynet sarà presente a MWC 2018 e anche all’evento Nokia per offrire ai lettori articoli, reportage, fotogallerie e video di tutte le principali novità.

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febbraio 19, 2018

“Sony annuncia un nuovo rivoluzionario sensore CMOS con global shutter”

Sony ha annunciato un nuovo sensore fotografico CMOS retro illuminato in grado di leggere simultaneamente le informazioni di ogni pixel e dotato di ciò che viene chiamato “global shutter”. Finora la società ha fatto funzionare la sua tecnologia solo in un sensore da 1,46 milioni di pixel, ma la novità ha un potenziale molto significativo e rivoluzionario.

Il sensore è in grado di leggere le informazioni contemporaneamente da ogni singolo pixel perché ogni pixel include un proprio convertitore analogico-digitale (ADC) integrato in un “chip inferiore”, che è sovrapposto ad un “top chip” contenente i pixel attivi e fotosensibili. Ciò consente a tutti i pixel esposti di essere letti simultaneamente, anziché sequenzialmente riga per riga come avviene con i sensori CMOS tradizionali che contengono molti meno ADC.

Questa lettura aggregata, la caratteristica chiamata global shutter, evita la diffusa distorsione dell’otturatore dovuta al ritardo causato dal fatto che ogni riga di pixel viene registrata una dopo l’altra, difetto conosciuto come rolling shutter.

rolling shutter

Nella maggior parte dei chip esistenti, gli oggetti che si muovono velocemente diventano deformati mentre avanzano attraverso il fotogramma, poiché i pixel nella parte superiore del sensore sono stati letti prima rispetto a quelli nella parte inferiore. Questo può anche portare a bande visibili sotto determinati tipi di illuminazione artificiale. Il global shutter dovrebbe risolvere entrambi questi problemi.

Si tratta di un grande passo avanti verso la produzione di sensori di qualità fotografici. I chip con “global shutter” necessitano solo di un otturatore elettronico per registrare immagini di riprese in rapido movimento non distorte, vantano la possibilità di utilizzare altissime velocità dell’otturatore elettronico con il flash e sono in grado di funzionare in condizioni di illuminazione a fluorescenza a LED, senza il problema delle bande.

Potrebbe passare del tempo prima che uno di questi sensori sia pronto per l’uso in una fotocamera standard, ma si tratta comunque di un grande passo in avanti per la tecnologia dei sensori fotografici e per la soluzione ai problemi di rolling shutter che da sempre affliggono i sensori CMOS.

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febbraio 16, 2018

“FLACTunes converte i brani FLAC per iTunes, perfetti per iPhone, iPad e HomePod”

FLACTunes FLAC Converter è una utility commerciale per convertire brani in formato FLAC e poterli ascoltare e gestire in iTunes, tutto senza perdita di qualità, consentendo di riprodurli su computer o caricarli su iPod, iPhone o iPad.

A partire dal formato FLAC prediletto dagli audiofili, l’utility converte i file nel formato audio lossless di Apple e nel procedimento non sono sfruttati meccanismi di compressione che pregiudicano la qualità complessiva. A detta dello sviluppatore, i brani che si ottengono per iTunes o dispositivi iOS hanno la stessa, identica qualità di partenza.

FLACTunes FLAC Converter supporta audio di alta qualità a 24-bit-192Khz, importa tracce di altissima qualità, convertendole bit per bit sfruttando un formato lossless, cambiando solo il formato di archiviazione dei dati. Sono preservati anche i metadati, come le informazioni su tracce, album, immagine di cover, inoltre l’utility è un software multi-thread, questo significa che è in grado di supportare tutti i core messi a disposizione dal processore.

FLAC Converter

L’utility di fatto colma un vuoto funzionale nell’ecosistema di Cupertino, avvertito dagli audiofili e dagli utenti che esigono il massimo in fatto di qualità audio e prediligono i file FLAC. Anche se con iOS 11 iPhone e iPad possono riprodurre nativamente o con utility tipo VLC i file audio FLAC, in realtà l’utilizzo risulta complesso perché questo formato non è riconosciuto, gestito e riprodotto da iTunes.

Questo vale anche per il nuovo e fiammante HomePod: lo speaker smart di Cupertino è gestito con una versione ad hoc di iOS 11, quindi come iPhone e iPad, gestisce nativamente i file FLAC. Peccato però che l’assenza del supporto in iTunes rende poco pratica la gestione degli archivi musicali in questo formato. Impiegando FLACTunes FLAC Converter è possibile convertire i brani FLAC in file ALAC gestiti nativamente da iTunes, e quindi sempre a disposizione per la riproduzione su Mac, iPhone, iPad e anche HomePod anche all’interno di playlist.

FLAC (Free Lossless Audio Codec) è un codec audio libero con compressione dati lossless cioè senza perdita di qualità. A differenza di formati con codifiche lossy (come Ogg Vorbis, MP3 o AAC), questo formato di compressione non rimuove informazioni dal flusso audio, sulla falsariga dell’ALAC (Apple Lossless Audio Codec) di Apple. Sia l’ALAC, sia il FLAC, sono formati “compressi” ma non per quanto riguarda il contenuto di dati (dettagli relativi al flusso audio), bensì per il “peso” o meglio, lo spazio, che vanno a occupare.

FLACTunes FLAC Converter richiede un Mac con OS X 10.7 o seguenti, “pesa” 1MB ed è venduto 4,49 euro su Mac App Store.

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febbraio 15, 2018

“FBI, CIA, NSA «Non comprate smartphone cinesi, a rischio la sicurezza nazionale»”

Il direttore dell’FBI Christopher Wray afferma che gli utenti dovrebbero prestare attenzione quando comprano uno smartphone evitando di acquistare dispositivi della cinese Huawei, scelta che, a suo dire, comporta rischi in termini di furti di dati, meccanismi di sorveglianza all’insaputa dell’utente e rappresentano inoltre una minaccia per la sicurezza nazionale.

Della stessa opinione del capo dell’FBI, anche altri cinque uomini di vari dipartimenti dell’intelligence statunitense (inclusi CIA e NSA) che martedì hanno suggerito davanti alla Commissione Servizi Segreti del Senato che gli americani non dovrebbero usare prodotti o servizi di Huawei, il noto produttore cinese di smartphone.

“Siamo molto preoccupati circa i rischi di consentire a qualsiasi azienda o entità che dipenda da governi stranieri che non condividono i nostri valori, della possibilità di conquistare potere all’interno delle nostre reti di telecomunicazioni” ha spiegato il direttore dell’FBI Chris Wray.

Il direttore dell'FBI Christopher Wray (a sinistra) e il direttore della CIA Mike Pompeo (secondo da sinsitra) durante la loro testimonianza al Senate Intelligence Committee di Washington. Foto: Saul Loeb | AFP | Getty Images
Il direttore dell’FBI Christopher Wray (a sinistra) e il direttore della CIA Mike Pompeo (secondo da sinistra) durante la loro testimonianza al Senate Intelligence Committee di Washington. Foto: Saul Loeb | AFP | Getty Images

“Questo fornisce loro la capacità di esercitare pressione o controllare le nostre infrastrutture di rete” ha detto ancora Wray. “Garantisce la capacità di modificare maliziosamente o rubare informazioni e offre loro la possibilità di svolgere operazioni di spionaggio senza essere scoperti”.

Huawei è nota per le sue relazioni con il governo cinese e, già in passato, il governo USA ha impedito loro di vendere tecnologie alle agenzie federali. Non solo Huawei secondo le agenzie di intelligence è una minaccia per la sicurezza statunitense ma anche ZTE, azienda nata per realizzare semiconduttori per conto del governo cinese. A gennaio di quest’anno il deputato texano Mike Conawan ha preso di mira le due società cinesi affermano che le loro tecnologie usate in smartphone, router e altri dispositivi di rete, sono sfruttate per spiare le agenzie federali degli Stati Uniti. «Consentire a Huawei, ZTE e ad altre entità correlate di accedere alle comunicazioni del governo degli Stati Uniti sarebbe come invitare la sorveglianza cinese in tutti gli aspetti delle nostre vite». Un progetto di legge di Conaway mira a vietare alle agenzie governative di acquistare dispositivi e servizi di telecomunicazione da queste aziende.

Al CES di Las Vegas di quest’anno, Huawei avrebbe dovuto annunciare un accordo con l’operatore AT&T per vendere lo smartphone Mate 10 negli Stati Uniti ma probabilmente per pressioni del governo e preoccupazioni sulla sicurezza espresse da alcuni membri del Congresso, l’accordo è saltato.

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febbraio 15, 2018

“Action camera di Xiaomi con Wi-Fi, registra in 4K a 30 fps: offerta lampo a 88 euro”

Xiaomi Mijia Mini è un’action camera dotata di WiFi per il controllo remoto e capace di registrare video anche in 4K a 30 fps. Al momento, grazie ad un’offerta lampo la trovate in sconto a 87,88 euro.

Questa videocamera è perfetta per le riprese durante le attività sportive, un giro in bicicletta, in moto e quant’altro. Può essere controllata anche dallo smartphone tramite WiFi, registra video in 4K a 30 fps e può anche scattare foto grazie al sensore da 8.3 MP.

Il vantaggio rispetto a videocamere di altri marchi, oltre che nel Wi-Fi che permette di controllarla dallo smartphone, è nel display da 2 pollici: potremo quindi vedere quel che riprende, controllare il girato e gestire tutte le funzioni molto facilmente.

E’ dotata di lente grandangolare da 145° e stabilizzatore a 6 assi per assorbire i piccoli movimenti, assicurando riprese fluide di qualità cinematografica. Supporta anche i video in slow motion e si possono collegare microSD fino a 64 GB di capacità.

Come anticipato, per poche ore la trovate su GearBest al 14% di sconto: la pagate cioè 87,88 euro. Per ulteriori informazioni sui costi e tempi di spedizione, eventuali oneri e gestione degli ordini, è possibile consultare il sito del venditore.

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febbraio 14, 2018

“Facebook perde utenti tra gli under 25, i giovani preferiscono Snapchat”

Facebook e Snapchat da tempo si contendono nuovi utenti. Snapchat piace molto ai giovani e Facebook lo sa bene al punto che nel 2013 aveva tentato di comprare Snapchat.

Secondo una ricerca di eMarketer pubblicata il 12 febbraio, quest’anno meno della metà dei ragazzi americani tra i 12 e i 17 anni userà il social di Zuckerberg almeno una volta al mese. Facebook perderà 2 milioni di utenti con un’età inferiore ai 25 anni, al contrario Snapchat attirerà 1,9 milioni di persone intorno a quell’età. Facebook ha ad ogni modo dalla sua parte Instagram, social con il quale sarà in grado di attirare 1,6 milioni di utenti tra i 12 e i 24 anni.

Tra i fattori che limitano le persone molto giovani a iscriversi a Facebook, l’età: per aprire un profilo bisogna aver compiuto i 13 anni. Un limite che viene quasi aggirato perché sono i genitori dei ragazzi al di sotto di quella fascia di età, ad aprire un profilo per conto dei loro figli, un metodo che non è evidentemente gradito dai giovanissimi.

 

Utenti snapchat

Snapchat continua da tempo a innovarsi con nuove funzionalità, non tutte sempre gradite ma alcune effettivamente comode, separando le interazioni con gli amici dalle notizie provenienti dai media. Secondo Debra Aho Williamson, analista di eMarketer “Snapchat potrebbe registrare una crescita di utenti da parte di una fascia di età più elevata, giacché sta ridisegnando la propria piattaforma in modo da renderla più facile da usare”.

Resta da capire, ha spiegato ancora l’analista, “se gli utenti più giovani continueranno a considerare Snapchat attraente se sempre più genitori e nonni lo useranno. Il problema che ha ora Facebook”. Nonostante il calo di popolarità tra i pià giovani, Facebook nel 2018 sarà ancora il il social network più usato con 169,5 milioni di utenti statunitensi contro gli 86,5 milioni di utenti statunitensi di Snapchat.

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febbraio 13, 2018

“Flop d’autore, Essential Phone vende meno di 90mila unità in 6 mesi”

Essential, l’azienda di Andy Rubin, cofondatore di Android, ha avuto poca fortuna con il suo primo dispositivo, l’Essential Phone: non solo lo smartphone ha dovuto affrontare alcuni gravi ritardi nel lancio, ma la società di ricerche di settore IDC ha ora riportato che il cellulare ha venduto meno di 90.000 unità nei suoi primi sei mesi sul mercato.

Francisco Jeronimo di IDC ha twittatole statistiche, scrivendo che il dispositivo è “ancora lontano dal diventare un’impresa di successo.” Certo, nessuno si aspettava che la nuova società di Rubin potesse sfidare Apple o Samsung fin da subito; 88.000 unità, però – è la cifra esatta che IDC riporta per le vendite di Essential Phone nel 2017 – è davvero bassa e illustra la dura battaglia che Rubin sta combattendo nel lancio di un nuovo telefono in un mercato maturo, ormai di difficile penetrazione.

Essential è ancora una startup e, sebbene includa alcune delle migliori competenze di business del settore con la presenza di Rubin, l’azienda potrebbe non essere in grado di superare questa fase difficile mentre si prepara a lanciare il successore di Essential Phone.

Il modello originale ora costa 499 dollari, dopo un taglio aggressivo dei costi il che suggerisce che i margini di Essential potrebbero essere al momento molto ridotti. Il telefono intanto continua a ricevere aggiornamenti per la fotocamera e l’aggiornamento ad Android 8.1 è in arrivo, segno che l’azienda non vuole comunque abbandonare i suoi clienti.

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febbraio 13, 2018

“Davide e Golia in tribunale: Apple contro Attac, attivisti no global francesi”

In Francia ieri è iniziata la causa tra Apple e Attac (Associazione per la Tassazione delle Transazioni finanziarie e d’Aiuto ai Cittadini) movimento che si definisce “di autoeducazione popolare orientato all’azione e alla costruzione di un altro mondo possibile” che a dicembre dello scorso anno ha protestato contro Apple occupando l’Apple Store Opéra e negozi Premium Reseller di Metz e Caen.

Membri dell’associazione anti-globalizzazione hanno apposto cartelli stazionando per diverso tempo nel negozio, applicando alle pareti e sugli scaffali poster con la dicitura: “Apple, Paga le tasse” e modificando con la stessa dicitura anche gli sfondi Scrivania dei Mac esposti nel negozio. Stessa scena in altri Apple Store e Premium Reseller di Metz e Caen.

Apple, paga le tasse

Apple Retail France ha citato in giudizio l’associazione anti globalizzazione per vandalismo e quest’ultima ha organizzato una manifestazione davanti al Tribunal de Grande Instance (TGI) di Parigi. A manifestare a fianco dell’associazione, Attac è riuscita a portare a suo fianco molti politici di sinistra: Jean-Luc Mélenchon (fondatore nel 2008 del Partito di Sinistra e candidato alle elezioni presidenziali del 2017), rappresentanti dell’NPA (Nuovo Partito Anticapitalista), del partito ecologista dei Verdi, e della confederazione sindacale CGT (Confédération Générale du travail).

Vari manifestanti – scrive Macg  – hanno rappresentato Apple come il Male assoluto, vestiti da personaggi cattivi di Star Wars come Darth Vader e Spacetrooper, diffondendo volantini e grafiche varie con audaci rappresentazioni nelle quali si vede anche un Tim Cook-Sheev Palpatine, il dittatore galattico che al termine della prima trilogia di Guerre Stellari cerca di tentare Luke Skywalker salvo poi morire per mano del proprio discepolo.

La causa in corso è stata etichetta come una sorta di battaglia tra Davide e Golia; Apple nei documenti portati in tribunale ha spiegato di supportare da sempre “persone e individui che pacificamente esprimono la loro opinione” ma accusa gli attivisti di ATTAC di avere vandalizzato i suoi negozi e messo al repentaglio la sicurezza del suo staff e dei suoi clienti.

Cupertino ritiene che le manifestazioni di protesta all’interno dei suoi negozi hanno anche influito sulle vendite, chiede che all’associazione sia vietato manifestare ancora nei suoi negozi, 150,00 euro di multa agli attivisti e 3.000 euro di danni commerciali se violano il divieto. Attac da parte sua nega gli atti di vandalismo e una sua portavoce ha parlato di atto di “teatrali manifestazioni gioiose con musica”. Secondo Julien Pignon, avvocato che difende Attac, le richieste di Apple sono “sproporzionate” tenendo conto del “principio della libertà di espressione e della libertà di manifestare” garantiti dalle leggi francesi e dalla Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo. La decisione della Corte è attesa per il 23 febbraio.

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febbraio 13, 2018

“Presa passante Smart compatibile con HomeKit in offerta a 26,99 euro”

Una presa intelligente per controllare l’elettrodomestico ad essa collegato tramite dispositivi Apple. E’ quel vi consente di fare Koogeek Smart Plug, un accessorio che torna in sconto, dopo qualche mese, grazie ad con un nostro codice: 26,99 euro spedizione compresa.

Per vedere come funziona, cosa è in grado di fare e com’è fatta più da vicino, date uno sguardo alla nostra recensione cliccando qui. In breve si tratta di una presa passante che si interpone tra la presa di casa e la spina dell’elettrodomestico che si intende controllare da iPhone, iPad o Apple Watch.

Presa HomeKit

Si configura in pochi passaggi e grazie alla compatibilità con HomeKit di Apple si può controllare anche attraverso l’app Casa presente su iOS, con tutti i vantaggi che ne conseguono a partire dal controllo vocale tramite Siri. Con un click, anche a centinaia di chilometri di distanza, si può attivare o disattivare la presa, quindi accendendo o spegnendo l’elettrodomestico collegato. Può essere molto utile per pre-riscaldare ad esempio la caffettiera elettrica già dal letto (magari anche attraverso un automazione programmata precedente sull’app) o in generale controllare qualsiasi cosa a distanza.

Il prezzo di listino è di 35 euro ma in questi giorni potete risparmiare 8 euro sull’acquisto inserendo il codice R3DBT5LE nel carrello. Il prezzo finale sarà di 26,99 euro e la spedizione è inclusa.

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febbraio 12, 2018

“Criptovalute, rubati oltre 170 milioni di dollari da una piattaforma italiana”

È avvenuto in Italia l’ultimo ingente furto nel settore delle criptovalute: lo scorso venerdì la piattaforma italiana BitGrail ha denunciato un ammanco di circa 17 milioni di Nano, pari a circa 170 milioni di dollari. Si tratta per il momento del più grande hack legato alle criptovalute avvenuto su una piattaforma italiana.

Secondo quanto riportato dall’amministratore della società, Francesco Firano, la sua piattaforma, un exchange di criptovalute come molti altri diffusi nel mondo, ha registrato una serie di transazioni non autorizzate pari a 17 milioni di Nano, una criptovaluta – in precedenza conosciuta con il nome di Raiblocks – sviluppata a partire dal 2015 e recentemente cresciuta in maniera significativa nel valore e nella capitalizzazione.

bitgrail

«Per l’attività fraudolenta di cui sopra, è stata presentata in data odierna regolare denuncia querela presso le autorità di polizia competenti e le indagini di polizia sono in corso» si legge nel comunicato ufficiale di Bitgrail. Nel momento in cui scriviamo il valore di un nano è di circa 10 dollari, il che porterebbe il furto alla cifra complessiva di 170 milioni di dollari, ma nelle scorse settimane il valore dei Nano aveva raggiunto quasi i 35 dollari. Nelle scorse ore l’ammanco complessivo è arrivato a valere quasi 200 milioni di dollari.

L’accaduto riporta subito alla mente quanto successo nel 2014, quando la piattaforma di scambio Mt Gox chiuse i battenti con un ammanco di 850 mila Bitcoin (450 milioni di dollari di allora), o il più recente hack subito da Coincheck, in cui sono stati rubati 500 milioni di NEM, per un valore di 500 milioni di dollari circa.

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