Archive for ‘Tecnologia di Apple’

ottobre 22, 2020

“DxO PhotoLab 4, il software per lo sviluppo fotografico per Mac e PC ora sfrutta anche l’IA”

DxO PhotoLab 4, il software per lo sviluppo fotografico ora sfrutta anche l’IADxO ha presentato DxO PhotoLab 4, importante aggiornamento del software di sviluppo e foto-editing. L’ultima versione di PhotoLab vanta “DeepPRIME”, una tecnologia di demosaicing e denoising che sfrutta l’intelligenza artificiale e l’apprendimento automatico. Gli sviluppatori hanno inoltre integrato una nuova interfaccia dinamica denominata “DxO Smart Workspace”, migliorato la gestione della libreria fotografica con una funzionalità che permette di rinominare i file in batch (elaborando gruppi di file), semplificato il flusso di lavoro con un nuovo tool Storia per l’editing denominato “DxO Advanced History” e la possibilità di copiare selettivamente e incollare specifiche impostazioni. Infine, una funzionalità denominata “DxO Instant Watermarking” consente di applicare un Watermark, ovvero una firma digitale sulle foto. Stando a quanto riferisce lo sviluppatore, DeepPRIME è indicata come il frutto di anni di lavoro nell’analisi delle immagini, una tecnologia di intelligenza artificiale all’avanguardia che migliora i meccanismi di riduzione del rumore digitale offrendo al contempo un più efficace algoritmo di demosaicizzazione. Il risultato, promette lo sviluppatore, “è a dir poco spettacolare”, in particolar modo per le foto scattate in condizioni di scarsa illuminazione che richiedono lo schiarimento di determinate aree o con le foto scattate con fotocamere di vecchia generazione. Per la riduzione del rumore e per la demosaicizzazione delle immagini RAW, l’intelligenza artificiale di DxO DeepPRIME è stata addestrata sfruttando miliardi di immagini-campione. DxO è attiva da anni nel settore delle fotografie ed è nota al grande pubblico per il sito dxomark.com dove è possibile trovare una vastissima selezione di test su sensori, fotocamere e smartphone. Nel corso di una presentazione per la stampa sono stati sfruttati scatti realizzati in condizioni di scarsa illuminazione per dimostrare la superiorità degli algoritmi di DxOrispetto a quelli della concorrenza, in questo caso Lightroom Classic 2020 e Capture One (i file usati per le dimostrazioni sono liberamente scaricabili dal sito delio sviluppatore per chi vuole fare prove in proprio). Fino al 19 novembre l’edizione Essential di DxO PhotoLab 4 è venduta 99 € invece di 129 €; l’edizione Elite è proposta fino alla stessa data a 149€ invece di 199 €. L’algoritmo DeepPRIME e altre funzioni avanzate sono incluse sono nella release più costosa. Gli utenti di versioni precedente possono eseguire l’aggiornamento con uno sconto. Dal sito dello sviluppatore è possibile scaricare una versione dimostrativa.

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ottobre 21, 2020

“Quattro telecamere di sorveglianza YI 720p: solo 82 euro”

Prime Day telecamera di sorveglianza YI 720p regalata: solo 19,99€In sconto ad un prezzo davvero basso un set di quattro telecamere di sorveglianza per la casa YI 720p: su Amazon si acquistano a 82,44 euro,. Il brand è ormai noto nell’ambito delle IP camera e anche in quello delle action cam. Naturalmente, si controllano da smartphone, per verificare anche da remoto la propria casa. Le telecamera si accompagna all’applicazione YI Home, disponibile sia per iOS, che per Android, grazie alla quale si potranno ricevere avvisi in tempo reale ed avere pieno controllo su ciò che la periferica inquadra. La YI Camera IP 720 integra un sensore ad infrarossi non invasivo da 940mm, per funzionare anche al buio completo. Inoltre, offre la funzione di audio bi-direzionale, grazie a cassa audio e microfono , potendo così parlare con chiunque si trovi in casa attraverso due diverse modalità: come se si trattasse di un telefono, oppure in modalità Walkie Talkie. Grazie all’acquisto possibile accedere ad un servizio che offre archiviazione video sul cloud, a partire da 2,99 euro al mese. Supporta il servizio di archiviazione su Cloud (attraverso la App YI Home) così da non correre il rischio di perdere i filmati in caso di perdita o danneggiamento della scheda microSD. Tornando alla camera, offre riprese ad risoluzione di 720P, con un angolo di visuale di 112 gradi, garantendo così un’ampia copertura della stanza. Ogni camera ha un costo di 24,99 euro. L’acquisto permette di comprarne quatto a, praticamente, 20 euro.

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ottobre 20, 2020

“Ciabatta filtrata Belkin, 4 Schucko e due USB a solo 20 euro”

Ciabatta filtrata Belkin, 4 Schucko e due USB a solo 20 euroSe avete diversi dispositivi che volete proteggere dalla sovracorrenti, oggi  c’è lo sconto che fa per voi: la ciabatta filtrata Surge Stripe di Belkin che viene venduta a solo 20,49 euro, un forte sconto rispetto al prezzo di listino La Surge Stripe consiste in una ciabatta multipla con 4 prese Schuko (capaci anche di ospitare una spina standard a due poli), al suo interno c’è un sistema capace di sopportare fino a 525 joule. Questo accessorio è l’ideale per una casa dove si trovano diversi sistemi connessi alla presa elettrica e che si vogliono tutelare da sbalzi di corrente, evento che in estate è frequente nelle zone dove si verifica un temporale oppure anche quando la linea non è particolarmente stabile; Belkin spiega che in media, nelle case si verificano 350 picchi di tensione all’anno e che alcuni di essi. I piccoli e frequenti picchi di tensione provocano danni cumulativi, accorciando la durata di vita dei prodotti come computer, telefoni, laptop, notebook, tablet, smartphone, tv, impianti audio e altro ancora. Da notare che la Surge Stripe ha anche due porte USB da 2,4A capaci di ricaricare qualunque tipo di dispositivo, iPhone, iPad , cuffie e cellulari. Il filo è lungo due metri, quindi ottimo per finire sotto una scrivania senza essere ingombrante. Ha anche un interruttore centralizzato per togliere in un sol colpo tensione a tutti i dispositivi ed elettrodomestici collegati ad essa. Questa multipla sul mercato costa una ventina di euro in più. Amazon solitamente la vende con un po’ di sconto intorno ai 30 euro, ma oggi la propone a 20,49 euro che è il prezzo più basso cui l’abbiamo vista. Del resto a questa cifra costa solo un euro in più della Surge Cube (una sola presa Schuko) e meno del modello con 4 prese.

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ottobre 15, 2020

“Purificatore d’aria Xiaomi, stop a polveri e batteri: su eBay in sconto a 139,99€”

Oggi sconto su purificatore d’aria Xiaomi, stop a polveri e batteri: solo 179,99€Se vi serve un purificatore d’aria oggi è il giorno giusto:  su eBay trovate in sconto l’ultimissimo modello di Xiaomi: Mi Air Purifier 3H, un prodotto efficiente, potente e capace di fare fronte ad ogni problematica di inquinamento dell’aria che vi costa solo 139,99 euro Di questi accessori abbiamo parlato approfonditamente qualche mese fa quando abbiamo presentato le differenze tra lo  Xiaomi Mi Air 2S e lo Xiaomi Mi Air Purifier 2H. Se vi interessa avere un riscontro esatto su come comprare e perché comprare un purificatore d’aria domestico è questo l’articolo che dovete leggere. Qui diciamo unicamente che un purificatore è strutturato per catturare polvere, polveri sottili e batteri. Funziona anche come filtro per i cattivi odori caratteristici di una casa. Il Mi Air Purifier 3H è sostanzialmente identico a modello 2H. È però più potente grazie ad una nuova ventola che tratta fino a 500 metri cubi d’aria l’ora; questo lo rende in grado di operare in spazi fino a 60 metri quadri. Maggiori informazioni le trovate nella pagina di Xiaomi Australia (dove è presentato con il nome di Xiaomi Mi Air Purifier Pro) Normalmente questo purificatore d’aria rilasciato in primavera costerebbe 200 euro. Oggi grazie ad un venditore professionale molto affidabile ed Italiano come Yeppon (132mila giudizi positivi al 99,2%) lo pagate solo 139,99 euro

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ottobre 14, 2020

“Disney annuncia una riorganizzazione strategica per concentrarsi sullo streaming”

Mulan, il film sarà su Disney+ il 4 SettembreDisney ha svelato una nuova struttura aziendale che divide la sua attività in tre gruppi con l’obiettivo principale che sarà quello della diffusione dei servizi di streaming. Secondo la società, questa mossa è il risultato del successo di Disney+, dove la crescita degli abbonati ha superato di gran lunga le proiezioni fornite agli investitori lo scorso anno. Dopo aver accumulato un vero e proprio bottino di produzione grazie ai contenuti con ESPN, ABC, Fox, Lucasfilm, Pixar, Marvel e, naturalmente, le proprietà Disney, il punto della nuova struttura è capire il modo migliore per distribuire tutto il materiale. Il nuovo CEO, Bob Chapek, ha affermato in una dichiarazione che mantenere la creazione di contenuti distinta dalla distribuzione consentirà alla società di essere più efficaci e agili nel proporre i contenuti desiderati dai consumatori, e consegnarli nel modo in cui gli stessi preferiscono. I nostri team creativi si concentreranno su ciò che sanno fare meglio, ovvero creare contenuti di livello mondiale, basati su franchising, mentre il nostro team di distribuzione globale recentemente centralizzato si concentrerà sulla distribuzione e sulla monetizzazione di tali contenuti nel modo più ottimale su tutte le piattaforme, tra cui Disney+ , Hulu, ESPN+ e il prossimo servizio di streaming internazionale Star L’ex presidente di Consumer Products, Games and Publishing Kareem Daniel è stato promosso a supervisionare il nuovo gruppo di distribuzione dei media. Il suo lavoro è quello di monetizzare tutti quei contenuti, come ad esempio accaduto per il rilascio di Mulan in “premier VOD” da 30 dollari su Disney+. La società ha programmato un evento di investor day per il 10 dicembre in cui presenterà maggiori dettagli sui suoi piani direct-to-consumer. Vi ricordiamo che Disney+ ha una corposa libreria di contenuti disponibili agli abbonati, tra cui tutta la produzione di National Geographic, Pixar e Star Wars. Potete dare uno sguardo alla programmazione di film, serie tv e documentari per bambini cliccando qui.

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ottobre 12, 2020

“Il VP Human Interface di Apple spiega Apple Watch in un podcast”

Il VP della Human Interface di Apple parla di Apple Watch in un podcastSi è parlato anche del design di Apple Watch Serie 6 nel podcast HODINKEE di Stephen Pulvirent. Ma l’ospite dell’ultima puntata non è una persona qualunque: a snocciolare qualche curiosità sul dietro le quinte c’è infatti Alan Dye, che al momento ricopre il ruolo di vicepresidente della Human Interface di Apple. Non è la prima volta che viene invitato in questo podcast: anche lo scorso anno infatti è stato invitato per parlare di Apple Watch e di quello che poi è stato il modello Serie 6 disponibile sul mercato da poche settimane. Questa volta si è parlato principalmente di design «Per prima cosa, riguardo l’episodio di questa settimana, andiamo direttamente alla fonte e parliamo con Alan Dye, VP della Human Interface Design di Apple» annuncia Stephen nell’introduzione dell’ultima puntata del suo podcast. «L’anno scorso abbiamo avuto Alan nel nostro show e vi consiglio di ascoltare anche quella puntata perché la maggior parte di quello che è stato detto è ancora molto rilevante per quello che andremo a discutere oggi sulla Serie 6. Oggi parleremo del perché Apple continua a trarre ispirazione dall’orologeria tradizionale per i suoi quadranti, le sfide che sta affrontando nella progettazione di piattaforme flessibili e di come il team di Alan sia stato in grado di rispondere rapidamente ad alcune esigenze di progettazione indotte dalla pandemia di coronavirus. Come sempre, Alan ci da risposte estremamente ponderate condite da quella rara sbirciatina che si può avere dal dietro le quinte di Apple». In questo episodio ci sono stati anche altri ospiti d’eccezione come Om Perkash Malik, uno scrittore indo-americano che opera soprattutto nel settore web e tech. Attualmente partner di True Ventures, è per altro il fondatore di GigaOM, una società che effettua ricerche ed analizza le tecnologie aziendali emergenti e che in passato ha correttamente anticipato alcune delle funzioni che poi abbiamo ritrovato sui dispositivi Apple. C’è anche l’intervento di John Gruber, blogger statunitense noto soprattutto per aver fondato il suo blog Daring Fireball dal quale spesso abbiamo attinto i suoi affidabili leak sul mondo Apple e per aver inventato il Markdown, linguaggio di scrittura che diversi nostri collaboratori, compreso questo cronista, utilizzano quotidianamente anche per la realizzazione degli articoli di Macitynet. Il bel gruppetto non discute soltanto su alcune delle caratteristiche dei quadranti di Apple Watch ma anche di come questo dispositivo si inserisce nella più ampia strategia di Apple. E pure se vale la pena acquistare un Apple Watch. Chi volesse, può ascoltarlo – chiaramente in lingua inglese – da qui. Se siete attratti dall’ultimo Apple Watch, il Serie 6, potete inoltre dare un’occhiata alla nostra recensione, dove trovate un approfondimento sulle novità che questo modello introduce, inclusa la misurazione dell’ossigeno nel sangue, il nuovo altimetro, le migliorie dal fronte processore e autonomia nonché modelli, prezzi e disponibilità.

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ottobre 9, 2020

“IBM verrà divisa in due società entro il 2021”

IBM mantiene il record da 27 anni: 9.262 brevetti conseguiti nel 2019IBM ha annunciato che scorporerà le sue attività meno redditizie creando una nuova azienda, con l’obiettivo di concentrarsi sui servizi cloud con più alta marginalità. Nel corso di un incontro con gli investitori, il CEO Arvind Krishna ha parlato di questa mossa come un cambiamento significativo nel funzionamento di IBM ma ha evidenziato anche che si tratta dell’ultima di una decennale serie di dismissioni di attività non strategiche  “Abbiamo ceduto le attività legate al networking negli anni ’90, quelle dei PC negli anni 2000 e dei semiconduttori circa cinque anni addietro, perché tutte queste non comportavano necessariamente una proposta integrata e competitiva”. Krishna è diventato amministratore delegato di IBM nell’aprile del 2020, occupando il posto di Ginni Rometty che ora ha il ruolo di presidente esecutivo. Lo spin-off dovrebbe ad ogni modo essere la chiave di volta di uno sforzo pluriennale per tentare di dare un qualche criterio nel complesso e scomposto modello di business dell’azienda. Ginni M. Rometty di IBM e Tim Cook, CEO di Apple L’azienda che nascerà dallo spin-off non ha ancora un nome e nei documenti per il marketing e in quelli per gli investitori si fa riferimento alla “NewCo”. Nell’ambito del piano di spin-off IBM riferisce che si “concentrerà sulla piattaforma aperta di cloud-ibrido che rappresenta Un’opportunità di mercato di mille miliardi di dollari”, mentre la NewCo sarà da subito la leader mondiale tra i server provider di servizi di managed infrastructure (infrastrutture gestite). La NewCo partirà ereditando l’intera divisione Global Technology Services che vanta 4600 account, inclusi quelli del 75% di aziende elencate nella classica Fortune 100. Nel 2018 IBM ha comprato Red Hat espandendo la presenza nelle tecnologie cloud, migliorare la propria offerta e puntare alla leadership nel settore.

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ottobre 7, 2020

“L’invito Apple forse mostra un indizio di AirTag”

invito apple airtagSpesso Apple cela indizi sulle novità in arrivo nella grafica, immagini e colori scelti per l’invito dei propri eventi: secondo alcuni questa volta l’indiziato numero uno è Airtag. All’evento del 13 ottobre non ci saranno soltanto gli iPhone 12, magari al fianco del primo Mac con Apple Silicon: potrebbe essere anche il momento giusto per il debutto di AirTag. Lo presumono in molti dopo aver visto l’immagine che accompagna l’invito che Apple ha diramato nelle scorse ore per ufficializzare l’appuntamento per il nuovo Keynote: un evento che, per via della pandemia di coronavirus, si svolgerà unicamente tramite streaming online come i precedenti di giugno e settembre. L’immagine rappresentativa del Keynote di martedì 13 ottobre dell’invito, con il logo Apple dentro alcuni cerchi, può essere interpretata in diversi modi, è AirTag è senz’altro uno di questi. E’ infatti questa la forma che, secondo le indiscrezioni emerse nei mesi scorsi, dovrebbe avere l’atteso AirTag, un accessorio che, come gli altri tag smart presenti sul mercato da anni e presi a ispirazione, permetterà di rintracciare tutti gli oggetti ai quali si può collegare. Un mazzo di chiavi, un portafogli, uno zaino o una valigia, una bicicletta, un monopattino o un’automobile. Oppure nella tasca del proprio bambino o al collare del cane. Insomma, a qualsiasi cosa che si desidera tenere sotto controllo. Probabilmente ci sarà infatti il collegamento diretto tramite l’app Find My, dalla quale si potranno vedere le posizioni in tempo reale di tutti gli AirTag in proprio possesso. Naturalmente questa potrebbe essere anche soltanto una coincidenza. A guardare bene il logo ci sono anche altri cerchi concentrici, il che potrebbe indicare l’uso della tecnologia a banda ultra larga, ovvero i segnali radio che vengono trasmessi su un’ampia fascia nello spettro radio, capaci di attraversare i muri e determinare le distanze con grande precisione, anche e soprattutto in iterni. Questa tecnologia potrebbe averla appunto AirTag, ma cel’hanno già gli iPhone della serie 11, anche se non è mai stata utilizzata a pieno proprio perché ad oggi mancano ancora gli AirTag. Ma l’evento del 13 ottobre potrebbe essere il momento giusto per presentarli, anche se come detto non saranno loro ad essere al centro dell’attenzione: in prima linea ci sono gli iPhone 12 con tecnologia 5G e il primo Mac con Apple Silicon. Non solo: Apple potrebbe presentare le sue prime cuffie attese con il nome di AirPods Studio con qualità audio elevata e cancellazione del rumore, infine anche un nuovo HomePod mini più compatto ed economico del precedente. Tutto quello che sappiamo dei nuovi iPhone 12 è riassunto in questo approfondimento di macitynet. Tutti gli articoli dedicati a iPhone, iPad, Mac e allo smarwatch Apple sono disponibili ai rispettivi collegamenti. Tutto quello che c’è da sapere su iOS 14, iPadOS 14, macOS Big Sur e Apple Watch 7 è riassunto negli approfondimenti di macitynet ai rispettivi collegamenti.

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ottobre 5, 2020

“Spesa mondiale app +32%, TikTok prima al mondo”

 © EPALa spesa mondiale in applicazioni è cresciuta del 32% su base annua nel terzo trimestre arrivando a 29,3 miliardi di dollari, mentre il numero di installazioni è aumentato del 23,3% e ha raggiunto i 36,5 miliardi. A fornire le cifre sono gli analisti di Sensor Tower. TikTok, nonostante sia stata bandita dall’India e rischi una sorte simile in Usa, è al primo posto sia per ricavi sia per download. Sull’App store di Apple la spesa dei consumatori per applicazioni a pagamento, abbonamenti e acquisti in-app ha riportato un aumento del 31%, a quota 19 miliardi di dollari. Sul Play Store di Google, invece, la spesa è aumentata del 33,8% a 10,3 miliardi. Guardando al numero di installazioni di app, sono 8,2 miliardi quelle registrate su dispositivi Apple, contro i 28,3 miliardi su dispositivi Android. TikTok è l’applicazione che guadagna di più (videogiochi esclusi) nel trimestre in esame. Le entrate di TikTok, inclusa la sua versione cinese Douyin su dispositivi Apple, sono aumentate dell’800% rispetto al terzo trimestre 2019. Al secondo posto c’è YouTube, seguita dalla app d’incontri Tinder. Il social cinese risulta primo anche per numero di download, davanti a Facebook e alla app per videochattare Zoom. Sempre secondo gli analisti, gli utenti mondiali hanno speso in app di videogiochi 20,9 miliardi di dollari, di cui 12,4 miliardi su Apple e 8,5 miliardi su Google. Ai primi due posti della classifica ci sono “Honors of Kings” e “Pubg Mobile”, entrambi sviluppati dalla cinese Tencent. Al terzo posto Pokemon Go.

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ottobre 1, 2020

“Xiaomi, lo smartphone 5G ora costa 300 euro”

 © ANSAXiaomi porta nei negozi un tris di nuovi smartphone 5G. Sono il Mi 10T e il fratello maggiore Mi 10T Pro, insieme al più piccolo Mi 10T Lite, che nonostante un prezzo di circa 300 euro è compatibile con le reti mobili di nuova generazione. Ad accompagnarli, il primo smartwatch dell’azienda cinese, chiamato semplicemente Mi Watch. Mi 10T e Mi 10T Pro montano entrambi uno schermo Lcd da 6,67 pollici con frequenza di aggiornamento a 144Hz e un foro che ospita una fotocamera da 20 megapixel, e possono contare entrambi su una batteria capiente, da 5mila mAh. Anche il processore è lo stesso, il Qualcomm Snapdragon 865, con 6 o 8 GB di Ram e 128 GB di memoria interna per il 10T, 8 GB di Ram e 128 o 256 GB per il Pro. A cambiare è la fotocamera. Il Mi 10T Pro monta un obiettivo principale da 108 mp, un ultra grandangolare da 13 mp e una lente macro da 5 mp. Sul Mi 10T l’obiettivo principale scende a 64 mp, affiancato dagli stessi due sensori della versione Pro. Il Mi 10T Lite ha lo stesso display dei fratelli maggiori (ma con frequenza di aggiornamento a 120Hz), in cui è incastonata una fotocamera da selfie da 16 mp, mentre sul retro trovano posto un obiettivo principale da 64 mp, un ultra grandangolare da 8 mp, macro e sensore di profondità entrambi da 2 mp. Il processore è il Qualcomm Snapdragon 750G, con 6 GB di Ram e 64 o 128 GB di memoria interna. La batteria è da 4.820 mAh. Guardando ai listini, il Mi 10T Lite parte da circa 300 euro, che salgono a 500 euro per il Mi 10T e a 600 per il Mi 10T Pro. Xiaomi ha poi mostrato il Mi Watch, primo smartwatch della società. Si presenta con un display Amoled rotondo da 1,39 pollici con tasto sport sul lato dedicato ai 117 tipi di attività fisica supportati. Si caratterizza per un peso molto leggero (32 grammi bracciale escluso) e ha una batteria che promette fino a 16 giorni di autonomia. Rileva frequenza cardiaca, sonno e livello di ossigeno nel sangue. Arriverà in Italia a dicembre a circa 120 euro.

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