gennaio 22, 2019

“Pensioni di invalidità. Zoccano: presto un tavolo di confronto con Di Maio e le Federazioni disabili”

Così Zoccano (grassetti nostri, ndr): “Avendo già chiarito la questione inerente al reddito di cittadinanza, andrà spiegata nello specifico, anche la pensione di invalidità, con un tavolo di confronto con le Federazioni Nazionali, alle quali deve essere offerto tutto lo spazio necessario in seno al Ministero competente in materia di previdenza, per avere tutte le risposte necessarie e concertare nel caso, le azioni da mettere in campo per risolvere ogni dubbio. Ho già proposto al Ministro di Maio, responsabile della materia previdenziale, che ha accettato convintamente, l’apertura di questo tavolo in tempi brevissimi. Un confronto costruttivo è quanto mai necessario per giungere presto e bene a soluzioni condivise. Molti cittadini e le loro famiglie attendono delucidazioni per delineare con maggior sicurezza, il loro percorso di vita” In merito all’insoddisfazione del mondo della disabilitò, rispetto alle misure previste dal neo licenziato decreto sul reddito di cittadinanza, Zocccano nei giorni scorsi aveva scritto così su Facebook (grassetti nostri, ndr): “L’idea che mi sono fatto, assistendo alla miriade di commenti e dichiarazioni sul Decreto del Governo in tema di disabilità, è che si stia facendo non poca confusione tra pensioni e indennità, tra invalidità e inabilità al lavoro. Il provvedimento del Reddito di Cittadinanza riguarda allo stesso modo, tutti i cittadini, con o senza disabilità. Le persone con Disabilità che rientrano nei parametri della legge 68/99 non firmeranno il Patto per il Lavoro perché sono comprese nel meccanismo del Collocamento Mirato. Sta ora all’esecutivo, mettere mano in modo chiaro e risolutivo, al funzionamento degli uffici del lavoro: un’azione non più procrastinabile.” Le prestazioni pensionistiche in favore dei disabili, sono concesse ai soggetti colpiti da patologie invalidanti, non dipendenti da cause di guerra, di lavoro o servizio. Occorre ovviamente non confondere le somme percepite a titolo di indennità, e quindi non soggette a limiti reddituali ed imposizione fiscale e che non formano reddito per il beneficiario, da quelle percepite a titolo di pensione, sottoposte invece a limiti di reddito e di conseguenza sospese o revocate, una volta superato il limite consentito. Le caratteristiche, i requisiti e gli importi delle singole prestazioni dipendono dal tipo di invalidità, dall’età e dalla gravità della menomazione. Uno stesso soggetto può percepire più assegni a vario titolo, in ragione delle condizioni e delle patologie che presenta. L’esempio più ricorrente è quello della percezione di indennità, più la pensione di inabilità, più altra entrata dipendente dalla propria condizione e patologia, come possono essere la cecità o l’ipoacusia. Le Associazioni di categoria, che a vario titolo si stanno esprimendo sul testo del decreto, lamentando di non aver visto accolti i loro emendamenti, devono ricordare che la sede costituzionalmente prevista per la fase emendativa, è il Parlamento. Il Governo, nell’ambito delle sue prerogative costituzionali propone un testo che, in ogni caso, deve essere esaminato dal Parlamento. Le Associazioni saranno certamente ascoltate in quella sede, dove potranno ragionevolmente proporre il loro punto di vista e motivare le modifiche che richiedono. Con questo esecutivo, la Disabilità è parte fondamentale dell’Agenda: veniamo da anni di politiche fatte a spot e senza una reale visione di insieme che inserisca la Disabilità in ogni campo di vita. Io sono senza dubbio alcuno a favore di un aumento delle pensioni per le Persone con Disabilità, a patto che questo però non sia sproporzionato in relazione all’interesse generale. Il mio impegno è quello di sensibilizzare tutti i Ministeri, concordando un’accelerazione nei processi riguardanti la Disabilità”.

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gennaio 21, 2019

“L’app Dolby per registrare musica sarà diversa da tutte”

Esistono decine di app per dispositivi mobile per registrare musica e audio, ma l’app Dolby in fase di lavorazione promette di offrire funzioni interessanti, alcune addirittura uniche. Lo storico marchio da sempre associato all’audio non ha ancora rilasciato dichiarazioni in merito, ma l’app Dolby è già stata intercettata sotto il nome generico di 234, da alcuni indicata anche come Dolby Live, in ogni caso si tratta ancora di nomi in codice che potrebbero essere non impiegati al lancio. Caratterizzata da una interfaccia colorata, lineare e molto semplice da usare, permette di registrare musica e audio applicando diversi effetti, alcuni inclusi di serie nell’app, altri invece all’interno di in un pacchetto da acquistare separatamente. L’app Dolby però promette di distinguersi dalle numerose esistenti grazie alla funzione di cancellazione del rumore. Avviandola il software mostra un avviso invitando l’utente e le persone presenti a fare silenzio per rilevare i rumori ambientali: successivamente in fase di registrazione questi rumori vengono eliminati dalla registrazione audio. Funzionamento e tecnologia somigliano così alla cancellazione attiva del rumore impiegata in cuffie e auricolari. L’esistenza dell’app Dolby, così come alcune delle schermate che riportiamo in questo articolo sono segnalati da TechCrunch. Interpellata sull’app Boldy non ha rilasciato dichiarazioni ma l’esistenza è confermata anche da un sito web, ora rimosso, da cui era possibile partire per registrarsi e provare una versione preliminare dell’app. L’app Dolby promette non solo di cancellare i rumori ma anche di migliorare la qualità audio, offrendo strumenti per regolare bassi e le altre tonalità, infine permettendo di esportare e condividere al volo su SoundCloud. Sembra insomma avere tutte le carte in regola per dare il via a un social della musica, così come fatto da Instagram per la fotografia.

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gennaio 20, 2019

“Cuffie auricolari Xiaomi USB Type-C half-in-ear: comode ed economiche”

La “morte” del jack da 3.5mm (almeno sulle scocche degli smartphone) non ha solo rivoluzionato il mercato ma soprattutto è riuscita a rendere obsolete un discreto numero di cuffie ed auricolari in dotazione agli utenti, che nell’acquistare un nuovo smartphone spesso si sono trovati sprovvisti d alternative ai poco pratici adattatori. La cuffie auricolari BRE02JY di Xiaomi sono una delle migliori soluzioni in commercio: si tratta di un paio di auricolari USB Type-C che permette agli utenti di poter continuare ad ascoltare podcast, musica o filmati utilizzando anche su smartphone di ultima generazione che hanno abbandonato lo storico jack della cuffie abbracciando il nuovo formato USB. Disponibili nei colori bianco o nero, le cuffie godono dell’ormai nota qualità Xiaomi, che si è sempre distinta per la produzione di dispositivi di qualità nonostante il prezzo contenuto, ed anche in questo caso l’azienda non si smentisce. Ci troviamo di fronte ad un paio di auricolari half-in-ear caratterizzate da risposta in frequenza fra 20 – 40KHz, driver in ceramica dinamici, impedenza di 32ohms, sensibilità di 105dB ed audio ad alta risoluzione. Includono anche un microfono filo-comandato che permette di utilizzare le cuffie comodamente anche per ricevere ed effettuare chiamate. Come sempre l’aspetto più interessante è il prezzo: le Xiaomi BRE02JY USB Type-C costano solo 16 euro, prezzo eccellente per un accessorio del genere, e possono essere acquistate cliccando su questo link diretto. Le scorte sono limitate sia nel numero che nel tempo, meglio affrettarsi.

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gennaio 20, 2019

“Lasciti testamentari a favore di enti no profit: cosa sono e come farli”

Gli italiani sono un popolo di grande generosità: lo riscontriamo nei momenti di grande commozione generale, a ridosso ad esempio di fatti tragici che sconvolgono il Paese, ma sanno esserlo anche nei piccoli gesti quotidiani. Essere generosi nei confronti del prossimo e della collettività di cui facciamo parte (o di quella che verrà) significa mettere in atto comportamenti consapevoli e  attenti, in grado di contribuire a condizioni di vita migliori per chi sia colpito da problematiche, ma in generale per tutti. Tra le forme di generosità che stanno prendendo piede, c’è quella del lascito solidale: si tratta di una disposizione testamentaria con la quale si decide di lasciare anche una piccola parte del proprio patrimonio in beneficenza. Questa opzione di grande generosità permette così di lasciare il proprio contributo tangibile a organizzazioni impegnate, ad esempio, nella ricerca scientifica, ma anche nell’assistenza o in altre forme di supporto di soggetti malati o in difficoltà. Ma come funziona il testamento solidale? Cosa si può lasciare in eredità? Quali sono le organizzazioni più serie, alle quali affidare i propri beni? Per fare chiarezza l’AISM propone una serie di incontri, in collaborazione e con il patrocinio del Consiglio Nazionale del Notariato, dedicando all’argomento la Settimana Nazionale dei Lasciti AISM. Dal 21 al 27 gennaio 2019 si terranno 52 incontri sul territorio durante i quali i notai saranno a disposizione dei cittadini, per spiegare e approfondire cosa prevede la legge italiana in materia di diritto successorio, con un linguaggio semplice e chiaro,  per aiutare gli interessati a questa forma di solidarietà a districarsi in una materia tanto complessa. Qui il calendario degli incontri Ricordiamo che è disponibile anche la Guida ai lasciti testamentari realizzata da AISM in collaborazione e con il patrocinio del Consiglio Nazionale del Notariato (si può richiedere qui).

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gennaio 18, 2019

“WhatsApp web, come usarlo su Mac e PC via browser o con l’app”

Forse non tutti sanno ancora che Whatsapp è accessibile anche dai computer desktop: Whatsapp Web (che qualcuno per comodità denomina anche wapp web), accessibile dai programmi di navigazione, così da poter chattare con i propri contatti attraverso Mac o PC è ormai cosa risaputa per gli utenti più smanettoni ma molti neofiti non stanno sfruttando la comodità di avere l’applicazione di messaggistica sul grande schermo senza rivolgere continuamente lo sguardo allo smartphone sulla scrivania. WhatsApp Web Codice QR, niente di più semplice Whatsapp Web desktop è disponibile su numerosissimi browser e, di fatto, su moltissimi dispositivi, che supportano Safari, Edge, Chrome o Firefox. In questo modo, la nota app di messaggistica istantanea risulta compatibile con numerosi dispositivi, mobili e desktop. In ogni caso, per il corretto funzionamento della versione web di Whatsapp è preferibile aggiornare l’applicazione su smartphone all’ultima versione sempre disponibile, entrare nell’apposito menu WhatsApp Web e, successivamente, inquadrare il codice QR che appare direttamente su web.whatsapp.com. Da questo momento in poi tutte le conversazioni Whatsapp verranno sincronizzate su PC e Mac grazie al browser. L’interfaccia web di WhatsApp per Pc o Mac che avremo grazie a web whatsapp, il sito che WhatsApp mette a nostra disposizione, è molto elegante e funzionale e supporta anche le notifiche desktop, così che si potrà essere avvisati della ricezione di un messaggio anche nel caso in cui la finestra del browser sia chiusa o aperta su un’altra finestra. Affinché Whatsapp web possa funzionare correttamente è necessario mantenere una connessione internet attiva sullo smartphone, Wi-Fi o 3G che sia. Schermata di avvio di WhatsApp Web WhatsApp applicazione per Mac e Windows Ma per chi ha una postazione fissa e non deve alternarsi tra più dispositivi desktop, risulta ancora più pratico utilizzare l’app WhatsApp disponibile per Mac e PC. Si scaricano direttamente a questo indirizzo. Per chi invece preferisce sempre utilizzare gli store digitali di Apple, ricordiamo che l’app WhatsApp Desktop per Mac si può anche scaricare gratis da questa pagina di Mac App Store. Dopo aver installato l’applicativo, sarà sufficiente avviarlo per vedere apparire il codice QR da inquadrare con il proprio smartphone. Pagina di download di WhatsApp Web Il funzionamento è identico a quanto riportato sopra, con la differenza che si avrà una applicazione nativa, appositamente sviluppata per poter chattare su WhatsApp direttamente da Mac e PC. Si eviterà così di sfruttare il browser per utilizzare WhatsApp, contando invece su un’app con una interfaccia dedicata, ancora più pratica e funzionale da utilizzare.

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gennaio 17, 2019

“Fabio Andolfi, ultima chance ?”

Chance tradotto: possibilità di successo, di certo il 2019 per Fabio Andolfi sarà decisivo, il pilota ligure è confermato per la stagione 2019, è stato il presidente Aci Italia, Angelo Sticchi Damiani, a confermarlo durante la presentazione al Rally Italia Talent. Proprio il massimo esponete Aci ha detto di aver puntato sul giovane ligure ed è convinto che la scelta fatta sia stata quella giusta, nonostante , un 2017 difficile e forse una vettura acerba (Hyundai i20 n.d.r.) Passando al sodo il supporto Aci Sport non mancherà e grazie anche alla disponibilità di Motorsport Italia, Fabio Andolfi replicherà il campionato WRC 2 sempre sulla Skoda Fabia R5. Le rose sono tutte qua ma attenzione alle spine, l’opportunità del pilota savonese sembrano essere quasi esaurite se non dovessero arrivare i risultati, la stagione che viene è stata acciuffata per i capelli ma pare che il credito stia per terminare. “Certo Aci Sport ha un budget da rispettare e non possiamo sforare” dice Sticchi Damiani, forse un pò lo fa pensando ai Rally ed anche lui si aggrappa alle prestazioni di Andolfi e nel contempo spera che RIT (Rally Italia Talent) scopra un giovane talento “Siete tra le cose del mondo dei Rally che funzionano” dice a Renzo Magnani, ideatore e promotore dell’iniziativa. Riuscirà dunque la speranza italiana a raggiungere l’obiettivo? L’impresa sembra possibile, le qualità di Fabio sono innegabili e se pensiamo ai piloti passati ufficiali nel WRC2 (Greensmith e Pieniazek) possiamo immaginare che con quel pizzico di fortuna e determinazione in più ci potrebbe anche arrivare l’italiano.

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gennaio 16, 2019

“Europe, da FB stretta su spot elettorali – Internet e Social”

Facebook introdurrà regole più severe per l’inserzione di pubblicità politiche sul social nei Paesi in cui nel 2019 si terranno elezioni importanti. A Unione europea, India, Nigeria e Ucraina saranno estese le norme sugli spot elettorali che sono state messe a punto per evitare interferenze nel voto. Lo scrive sul suo sito l’agenzia Reuters che ha intervistato due manager della compagnia californiana.     A partire da oggi in Nigeria, dove il 16 febbraio si terranno le elezioni presidenziali, solo le persone che dimostrano di risiedere nel Paese potranno pubblicare inserzioni elettorali.     Stessa cosa da febbraio in Ucraina, che andrà alle urne il 31 marzo. In India, al voto in primavera, gli spot elettorali e i loro acquirenti saranno inseriti in un archivio online consultabile che sarà conservato per sette anni.     Anche in Ue, in vista del voto di maggio, saranno adottate misure volte a garantire la trasparenza e l’acquisto di spot da parte di persone ed enti legittimati a farlo.     Le nuove politiche di Facebook sono un effetto del Russiagate, cioè dell’inchiesta sulle presunte interferenze di Mosca nelle elezioni presidenziali che hanno portato Donald Trump alla Casa Bianca a fine 2016. L’inchiesta ha dimostrato l’esistenza di una fabbrica russa di troll che ha pubblicato spot elettorali su Facebook, Twitter e Google per orientale il voto americano.

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gennaio 16, 2019

“La nuova LinkStation 220DR di Buffalo integra unità WD Red di serie”

Buffalo, uno dei maggiori produttori a livello mondiale di NAS (Network Attached Storage) ha annunciato l’arrivo della nuova LinkStation 220DR. Questo nuovo NAS a due bay integra i dischi rigidi WD Red (specifici per NAS) che garantiscono prestazioni e affidabilità e consentono di archiviare in sicurezza ingenti quantità di dati provenienti da diversi dispositivi, nonché effettuare lo streaming di di musica e video. La nuova LinkStation 220DR è indicata dal produttore come “perfetta” per l’archiviazione dei dati provenienti da computer fissi, laptop, smartphone, fotocamere digitali e altro ancora. Disponibile nelle versioni con capacità di 2, 4, 6 o 8 TB, LS220DR è pronta all’uso, ma può essere personalizzata tramite computer o smartphone grazie alla sua interfaccia, ottimizzata anche per i dispositivi mobile. La presenza di due unità disco consente di scegliere tra le prestazioni della modalità RAID 0 o la sicurezza offerta dal RAID 1, opzione che, grazie al mirroring dei dati, mette al riparo da possibili guasti a una delle due unità disco. 1 di 3 Il NAS in questione consente di di dotarsi un vero e proprio cloud privato personale, a cui è possibile accedere da ovunque ci si trovi tramite un qualsiasi browser Web o attraverso l’App dedicata Buffalo WebAccess, cdisponibile sia per Android, sia per iOS. L’accesso ai propri documenti, foto e filmati da remoto, quindi, sarà sempre garantito senza la necessità di dover sottoscrivere abbonamenti a servizi cloud di terze parti, che sono gratuiti solo per pochi GB. Grazie alla compatibilità DLNA e Twonky Beam, la nuova LS220DR è in grado di effettuare contemporaneamente lo stream di fino a 4 film in HD (tramite connessione Gigabit diretta), consentendo a ogni membro della famiglia di guardare il film preferito sul proprio dispositivo. Sul fronte audio è da segnalare la compatibilità DSD, una caratteristica interessante per tutti gli audiofili. Il produttore vanta velocità di lettura fino a 100 MB/s e velocità di scrittura fino a 50 MB/s (connessione diretta Gigabit Ethernet, protocollo di condivisione file SMB1.0, Client Singolo). Il NAS LS220DR è fornita con 5 licenze del software NovaBACKUP Buffalo Edition per PC ed è compatibile con Time Machine di Apple. La variante da 2TB (modello LS220DR0202-EU) costa 319,90 euro; la variante da 4TB (modello LS220DR0402-EU) costa 389,90 euro; quella da 6Tb (mod. LS220DR0602-EU) è venduta 449,90 euro e quella da 8TB (mod. LS220DR0802-EU) è venduta 529,90 euro. La garanzia è di tre anni

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gennaio 15, 2019

“Apple voleva modem Qualcomm in iPhone XS e XR ma Qualcomm rifiutò”

La battaglia in corso tra Apple e Qualcomm prosegue, ma nelle scorse ore sono emersi retroscena curiosi e interessanti: Apple voleva i chip 4G di Qualcomm per iPhone XS, XS Max, e XR, ma Qualcomm ha rifiutato di venderli per via del procedimento in corso. I rapporti burrascosi tra le due compagini risalgono a due anni fa, quando Apple ha presentato una causa contro il produttore di chip per 1 miliardo di dollari, dopo che la FTC aveva presentato un reclamo ufficiale su pratiche anticoncorrenziali di Qualcomm. Fin dall’inizio, il CEO di Apple Tim Cook ha dichiarato che la società era aperta a un eventuale componimento bonario, anche se lo stesso dirigente non riponeva speranze che ciò potesse realmente accadere. Non mi piace il contenzioso, e quindi se c’è un altro modo per risolvere sarebbe fantastico, ma a questo punto non credo accadrà Le dichiarazione di oggi secondo cui Apple avrebbe voluto utilizzare chip 4G di Qualcomm negli iPhone 2018 è particolarmente interessante: il rifiuto di Qualcomm di vendere i chip al colosso di Cupertino è significativo del fatto che la società non teme di perdere un cliente così importante come Apple. Inoltre, occorre notare che Qualcomm non ha mai tagliato in passato le forniture di chip ai propri clienti, nemmeno in caso di procedimenti giudiziari in corso. Apple sta dunque utilizzando esclusivamente modem Intel per iPhone XS, XS Max e iPhone XR, mentre sta ancora impiegando chip Qualcomm negli iPhone precedenti. Questo vuol dire che il chip maker continua a fornire modem ad Apple per i modelli iPhone precedenti, compreso iPhone 7 e 7 Plus. Apple progetta da anni i processori Apple Ax impiegati in iPhone, iPad e Apple TV, i processori wireless della serie Wx, i processori di gestione e sicurezza della gamma Tx, i core grafici di Apple Ax e ora anche i chip di gestione di alimentazione e persino i chip modem. Questi ultimi sono considerati tra le componenti fondamentali più complesse da progettare da zero, così potrebbero volerci anni prima di vedere un chip modem progettato da Cupertino.

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gennaio 15, 2019

“Compilazione del modello 730 disabili, a cosa fare attenzione”

È di nuovo tempo di Dichiarazione dei redditi e vogliamo quindi tornare a dedicare un approfondimento su tutto quello a cui è bene fare attenzione nella compilazione del Modello 730 per i disabili o di chi ha uno o più disabili a carico. A partire dalla bozza delle istruzioni disponibile sul sito dell’Agenzia delle Entrate partiamo dal promemoria di barrare la casella D nella terza colonna del blocco di Righi 2-5 in caso di figlio con disabilità riconosciuto ai sensi dell’art. 3 della Legge 104. L’attenzione va poi concentrata sul Quadro E, dedicato a “Oneri e spese”, e in particolare ai: – Rigo E2 – Spese sanitarie per familiari non a carico affetti da patologie esenti; – Rigo E3 – Spese sanitarie per persone con disabilità, per mezzi necessari all’accompagnamento, deambulazione, locomozione e sollevamento e per i sussidi tecnici e informativi che facilitano l’autosufficienza e l’integrazione; – Rigo E4 – Spese veicoli per persone con disabilità, per l’acquisto di motoveicoli e autoveicoli adattati per l’utilizzo da parte di persona disabili oppure atti al trasporto di portatori di non vedenti, sordi, persone con handicap psichico o mentale di gravità tale da avere determinato il riconoscimento dell’indennità di accompagnamento, invalidi con grave limitazione della capacità di deambulazione e persone affette da pluriamputazioni. RIGHI DA E8 A E10 – ALTRE SPESE: “SPESE PER LE QUALI SPETTA LA DETRAZIONE DEL 19%” In questi righi vanno indicate le spese desumibili dalla sezione “Oneri detraibili” della Certificazione Unica contraddistinte dai codici da 8 a 39 e 99, per le quali spetta la detrazione d’imposta del 19%. Raccogliamo di seguito i codici relativi ai portatori di handicap e loro familiari. Con il codice 15 (da specificare nella prima colonna) sono da indicare le “spese sostenute per gli addetti all’assistenza personale nei casi di non autosufficienza” accertata da documentazione medica. La detrazione spetta anche per i familiari a carico e può raggiungere un importo massimo di 2.100 euro, a condizione però che il reddito complessivo non superi i 40.000 euro. Con il codice 30 (da inserire nella prima colonna) sono da indicare le “spese sostenute dai sordi per i servizi di interpretariato”. La certificazione di sordità è considerata ai sensi della Legge n. 381 del 26 maggio 1970. Con il codice 38 (da inserire nella prima colonna) sono da indicare le spese sostenute per “premi relativi alle assicurazioni finalizzate alla tutela delle persone con disabilità grave come definita dall’articolo 3, comma 3 della legge 5 febbraio 1992, n. 104”. L’importo non potrà superare i 750,00 euro al netto dei premi per le assicurazioni relative al rischio di morte o di invalidità permanente. Novità introdotta dalla Legge di Bilancio 2018 – Con il codice 44 (da inserire nella prima colonna) sono da indicare le “spese sostenute in favore di minori o di maggiorenni con disturbi specifici dell’apprendimento (DSA)” fino al completamento della scuola secondaria di secondo grado. Le spese ammesse sono quelle compite per l’acquisto di strumenti compensativi e di sussidi tecnici informativi, di cui alla Legge n. 170 dell’8 ottobre 2010, necessari per all’apprendimento, nonché per l’uso di strumenti compensativi che favoriscano la comunicazione verbale e che assicurino ritmi graduali di apprendimento delle lingue straniere. RIGO E25 – SPESE MEDICHE E DI ASSISTENZA SPECIFICA PER LE PERSONE CON DISABILITÀ È questo lo spazio dedicato all’indicazione dell’importo delle spese mediche generiche e di quelle di assistenza specifiche necessarie nei cadi di grave e permanente invalidità o menomazione sostenute dalle persone con disabilità, anche senza una specifica prescrizione da parte di un medico, a condizione che dal documento attestante la spesa risulti la figura professionale e la prestazione resa dal professionista sanitario. Nelle istruzioni dell’Agenzia delle Entrate, relativamente alle detrazioni di cui al Rigo 25, si specifica che, nel caso di ricovero del disabile in un istituto di assistenza, la detrazione spetta soltanto per la componente di spese mediche e le paramediche di assistenza specifica e non per l’intera retta pagata. Pertanto, i due importi dovranno risultare distintamente nella documentazione rilasciata dall’istituto. Ricordiamo che, in caso di utilizzo come modalità di pagamento del cosiddetto “scontrino parlante” le spese sostenute nel corso dell’anno dovrebbero già comparire all’interno del Modello 730 precompilato, che dovrebbe essere disponibile a breve sul sito dell’Agenzia delle Entrate, insieme alla relativa guida alla compilazione.

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