Posts tagged ‘Apple’

febbraio 13, 2018

“Davide e Golia in tribunale: Apple contro Attac, attivisti no global francesi”

In Francia ieri è iniziata la causa tra Apple e Attac (Associazione per la Tassazione delle Transazioni finanziarie e d’Aiuto ai Cittadini) movimento che si definisce “di autoeducazione popolare orientato all’azione e alla costruzione di un altro mondo possibile” che a dicembre dello scorso anno ha protestato contro Apple occupando l’Apple Store Opéra e negozi Premium Reseller di Metz e Caen.

Membri dell’associazione anti-globalizzazione hanno apposto cartelli stazionando per diverso tempo nel negozio, applicando alle pareti e sugli scaffali poster con la dicitura: “Apple, Paga le tasse” e modificando con la stessa dicitura anche gli sfondi Scrivania dei Mac esposti nel negozio. Stessa scena in altri Apple Store e Premium Reseller di Metz e Caen.

Apple, paga le tasse

Apple Retail France ha citato in giudizio l’associazione anti globalizzazione per vandalismo e quest’ultima ha organizzato una manifestazione davanti al Tribunal de Grande Instance (TGI) di Parigi. A manifestare a fianco dell’associazione, Attac è riuscita a portare a suo fianco molti politici di sinistra: Jean-Luc Mélenchon (fondatore nel 2008 del Partito di Sinistra e candidato alle elezioni presidenziali del 2017), rappresentanti dell’NPA (Nuovo Partito Anticapitalista), del partito ecologista dei Verdi, e della confederazione sindacale CGT (Confédération Générale du travail).

Vari manifestanti – scrive Macg  – hanno rappresentato Apple come il Male assoluto, vestiti da personaggi cattivi di Star Wars come Darth Vader e Spacetrooper, diffondendo volantini e grafiche varie con audaci rappresentazioni nelle quali si vede anche un Tim Cook-Sheev Palpatine, il dittatore galattico che al termine della prima trilogia di Guerre Stellari cerca di tentare Luke Skywalker salvo poi morire per mano del proprio discepolo.

La causa in corso è stata etichetta come una sorta di battaglia tra Davide e Golia; Apple nei documenti portati in tribunale ha spiegato di supportare da sempre “persone e individui che pacificamente esprimono la loro opinione” ma accusa gli attivisti di ATTAC di avere vandalizzato i suoi negozi e messo al repentaglio la sicurezza del suo staff e dei suoi clienti.

Cupertino ritiene che le manifestazioni di protesta all’interno dei suoi negozi hanno anche influito sulle vendite, chiede che all’associazione sia vietato manifestare ancora nei suoi negozi, 150,00 euro di multa agli attivisti e 3.000 euro di danni commerciali se violano il divieto. Attac da parte sua nega gli atti di vandalismo e una sua portavoce ha parlato di atto di “teatrali manifestazioni gioiose con musica”. Secondo Julien Pignon, avvocato che difende Attac, le richieste di Apple sono “sproporzionate” tenendo conto del “principio della libertà di espressione e della libertà di manifestare” garantiti dalle leggi francesi e dalla Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo. La decisione della Corte è attesa per il 23 febbraio.

Questo articolo lo trovate su sito Macity
Annunci
Tag:
gennaio 19, 2018

“Quel grande fallimento che ha cambiato tutto: buon compleanno Lisa”

Prima di tutto e prima di tutti, fu il Lisa. Il computer che ha cambiato il corso della storia, anche se è stato un clamoroso insuccesso. Stiamo parlando del progetto che Steve Jobs aveva fortemente voluto dopo l’Apple II, quello ispirato dalla famosa visita al Parc, il centro di ricerca di Palo Alto della Xerox dove, pagando un salato biglietto, Jobs e altri ingegneri di Apple videro il futuro sotto forma del linguaggio SmallTalk e soprattutto dell’interfaccia WIMP, quella con Finestre (Windows), Icone, Mouse e Puntatore che è diventata non solo la cifra del Macintosh nel 1984, ma anche la cifra dell’infromatica contemporanea.

Se volete ripercorrere la storia del Lisa, qui ne abbiamo approfondito buona partee soprattutto qui abbiamo raccontato la storia di Apple degli esordi, a partire dal famoso garage di casa Jobs. Jobs lavorò a lungo sul progetto Lisa, chiamata così forse come omaggio alla prima figlia di Steve Jobs, che il cofondatore di Apple per anni non volle né incontrare né riconoscere. Fu un progetto fallimentare perché visionario ma solo sino a un certo punto: raccontava di una informatica fatta con processori e con supporti di memoria antichi, che il successivo Macintosh avrebbe superato. Perché?

buon compleanno lisa

La spiegazione è semplice: per i noti conflitti con la dirigenza di Apple e soprattutto con il suo Ceo dell’epoca, l’ex vicepresidente di Pepsi-Cola John Sculley, lo avevano momentaneamente spostato sul fronte di un prodotto giudicato secondario, pensato da un interno di Apple, Jeff Raskin, che voleva un computer potente ma facile da usare per tutte le famiglie americane. Steve Jobs prese la guida del progetto Macintosh e il resto è storia.

Invece, orfano del “padre” e soprattutto di molte delle figure chiave che Steve Jobs aveva con abilità scelto e trasferito all’altro progetto, Lisa era andato avanti come un ibrido, un primo tentativo che innovava ma non rivoluzionava, che trasformava ma non si distaccava radicalmente dalla tecnologia precedente: floppy disk da 5 1/2 anziché quelli da 3,5 pollici prodotti da Sony per il Macintosh e via dicendo.

La rivoluzione del Lisa però fu “piccola” solo se la confrontiamo con quella del Macintosh (che peraltro ci mise anni prima di ingranare), perché in effetti l’insuccesso del primo prodotto con finestre e mouse di Apple fu dovuto a cause anche congiunturali e comunque spianò decisamente la strada per il Macintosh, che lo seguì meno di un anno dopo a un costo sempre elevato ma inferiore ai 10mila dollari dell’epoca richiesti per un Lisa. Un cambiamento epocale che vale la pena di sottolineare e ricordare festeggiandone il 35mo compleanno.

Questo articolo lo trovate su sito Macity

Tag:
gennaio 12, 2018

“FBI contro Apple «È da idioti impedire di accedere ai telefoni»”

Un esperto in informatica forense che lavora per l’FBI ha attaccato Apple definendo le persone che lavorano nei team di sicurezza “idioti” e “geni del male” per le modalità che rendono estremamente complesso aggirare le impostazioni di cifratura integrate nei dispositivi.

Oggetto del contendere è l’annosa questione dell’impossibilità di accedere, senza la volontà dell’utente, a telefoni bloccati. Stephen Flatley, parlando mercoledì a New York nel corso dell’International Conference sulla cybersicurezza ha fatto l’esempio di Apple come azienda che rende difficile per lui e i suoi colleghi l’accesso agli iPhone con i meccanismi che rallentano i possibili tentativi dopo prove sbagliate. Come noto iPhone può essere bloccato con il Touch ID (o con il volto nel caso di iPhone X); quest’ultimo meccanismo consente solo cinque tentativi non riusciti prima che sia necessario inserire il codice di accesso.

Per dissuadere ulteriormente eventuali pirati informatici dal tentare dall’individuare il codice di sblocco, vengono applicati ritardi sempre più̀ lunghi dopo l’inserimento di un codice errato in “Blocco schermo”. Se Impostazioni > Touch ID e codice > Inizializza dati è attivato, l’intero contenuto del dispositivo verrà̀ cancellato automaticamente dopo 10 tentativi errati consecutivi di inserimento del codice.

Apple Vs FBI

La posizione dell’FBI su questo tema continua a essere quella di sempre, anche dopo il siluramento dell’ex direttore James Comey. Il suo sostituto, Christopher Wray, in una conferenza stampa ha recentemente espresso le sue perplessità, spiegando che, nonostante i mandati, l’agenzia non è riuscita ad accedere al contenuto di 7.775 dispositivi nel corso dell’anno fiscale che si è concluso il 30 settembre 2017. A suo dire, la cifratura è “un grave problema per la sicurezza pubblica”, ha invitato le aziende a lavorare con il Governo per “trovare in fretta una via d’uscita” e a suo dire l’FBI non ha alcun interesse nello sbirciare nel privato degli utenti attraverso gli smartphone.

L’ex capo dell’FBI, Comey, sulla questione era su posizioni completamente diverse da quelle di Tim Cook, Ceo di Apple che, lo ricordiamo, aveva definito“agghiaccianti” le richieste dei federali (un software o una backdoor per accedere sempre e comunque ai dispositivi protetti), evidenziando possibili implicazioni pericolose su scala globale.

“Nello specifico, l’FBI vuole che facciamo una nuova versione del sistema operativo dell’iPhone, aggirando alcune importanti funzioni di sicurezza, installandolo poi su un iPhone recuperato durante le indagini” aveva spiegato Cook. “Nelle mani sbagliate, questo software – che a oggi non esiste – potrebbe consentire di decrittare qualsiasi altro iPhone in mano a qualcuno. L’FBI potrebbe descrivere in modi diversi questo strumento, ma non fatevi ingannare: costruire una versione di iOS che bypassa la sicurezza in questo modo creerebbe senza dubbio un accesso secondario. E mentre il governo potrebbe dire che il suo utilizzo sarebbe limitato a questo caso, non c’è modo di garantire che sia così”.

Questo articolo lo trovate su sito Macity
Tag:
dicembre 13, 2017

“Synaptics «Il sensore impronte nel display arriva a gennaio in un terminale top»”

L’attesa sta per finire: se ne è parlato per mesi ed ora è confermato che il primo terminale con sensore impronte nello schermo, realizzato da uno dei costruttori più importanti al mondo, arriverà a gennaio e sarà mostrato al CES di Las Vegas.

Lo ha anticipato Synaptics, azienda che sviluppa soluzioni di interfacciamento umano usate da vari produttori: la società ha annunciato una collaborazione con «Un OEM tra i primi cinque al mondo» per la produzione in serie della nuova famiglia Clear ID FS9500, sensori impronte integrati nei display. Pensati per gli smartphone con schermi di grandi dimensioni come quelli di iPhone X o Samsung Galaxy S8, questi sensori possono essere richiamati dall’utente posizionando un dito sul display, sfruttando una funzionalità che «Si attiva magicamente» solo quando necessario.

Il produttore afferma che Clear ID è più veloce rispetto ad alternative biometriche quali il riconoscimento del volto in 3D, sicuro grazie a una tecnologia denominata SentryPoint e che il sistema è comodo per l’autenticazione al volo con il tocco di un dito sul touchscreen.

sensore impronte nello schermo

Della tecnologia proposta da Synaptics si era già parlato a dicembre dello scorso anno in seguito ad un annuncio del produttore stesso che indicava come particolarmente adatto il sistema del sensore posto al di sotto del vetro in abbinamento a display edge-to-edge. A ottobre di quest’anno è circolato anche il nome di Samsung come primo produttore di telefoni a lanciare uno smartphone con lettore di impronte nello schermo, evidenziando la possibilità di successo dei coreani. Ricordiamo che per diversi mesi questa funzionalità era attesa anche in iPhone X: l’assenza del tasto Home in render e schemi tecnici aveva portato a ipotizzare il sensore impronte nello schermo di iPhone X ma, dopo il lancio, Apple ha negato di aver preso in considerazione questa soluzione perché fin dalle prime fasi del progetto iPhone X è stato concepito con Face ID.

Oltre a Samsung, altri costruttori che potrebbero avere avviato una collaborazione con Synaptics sono Oppo, Vivo e Huawei. Synaptics è un fornitore anche di Apple, ma è probabile che quando la società parla di collaborazione con un OEM tra i primi cinque al mondo faccia riferimento a uno dei nomi prima citati, anche perché per tecnologie fondamentali come Touch ID e Face ID Cupertino ha sempre preferito sviluppare tecnologie e hardware internamente.

Vantaggi Clear ID-FS9500 secondo Synaptics

Synaptics spiega che il suo sensore funziona bene in varie condizioni: dita asciutte, bagnate, fredde e giacché si trova fisicamente sotto il vetro, è anche a prova di graffi e impermeabile. Tra i suoi potenziali punti di forza rispetto a una tecnologia come Face ID di Apple, Synaptics evidenzia la possibilità di funzionamento con lo smartphone collocato sul tavolo, utilizzabile da qualsiasi angolazione e anche quando il telefono è montato su un supporto porta-cellulare in auto.

Apple da parte sua ha spiegato che Face ID rappresenta il futuro della tecnologia di riconoscimento biometrico e da questo punto di vista è almeno due anni avantirispetto a tutto quanto visto fino ad oggi.

Questo articolo lo trovate su sito Macity
Tag:
novembre 29, 2017

“Apple vuole testare vetture a guida autonoma nel deserto dell’Arizona”

Apple avrebbe intenzione di affittare un circuito per il test dei veicoli situato in Arizona, da utilizzare per testare veicoli a guida autonoma. È quanto avrebbe riferito una fonte anonima al sito Jalopnik, spiegando che il sito in questione è un’ex proprietà di Fiat Chrysler. Negli ultimi mesi Apple avrebbe assunto vari tecnici e addetti alle prove che in precedenza hanno avuto ruoli simili in altre aziende del settore automotive, tutti con esperienza nel circuito di Surprise (Arizona).

Il circuito in questione in passato è stato usato da Chrysler per testare l’impatto delle alte temperature sulle auto in genere e su alcuni componenti. I circuiti di prova per la ricerca nel campo automobilistico non sono certamente una novità: consentono di avere a disposizione una gran varietà di fondi stradali lontano dal traffico, permettendo ai collaudatori di valutare l’efficienza dei veicoli. La struttura usata da Chrysler mette a disposizione piste varie, un anello per l’alta velocità, discese ripide e aree per i test sul bagnato. Il circuito è stato sfruttato da Chrysler per testare anche la corrosione e il logoramento sulla struttura del veicolo e la vernice della carrozzeria forzando il veicolo a continui passaggi su zone con fango e ghiaia.

vetture a guida autonoma- pista di test nel deserto dell'Arizona

Circuiti di questo tipo consentono di eseguire prove diverse da quelle classiche su strada, con test di comportamento e di affaticamento grazie ad anelli di alta velocità, percorsi di fatica, tracciati che prevedono un misto di tenuta e stabilità, tratti sterrati, guadi, salite e così via, tutti raccordati tra loro per permettere una grande varietà di combinazioni. Tra le varie prove eseguite in questi circuiti, anche riproduzione delle condizioni meteorologiche più diverse: dall’asciutto a varie intensità di pioggia fino a vere e proprie inondazioni.

Project Titan, nome in codice dell’immenso progetto che avrebbe dovuto portare alla creazione di un’automobile Apple, si dice che sia stato ridimensionato in un progetto per un sistema operativo per autoa guida autonoma. Le ultime indiscrezioni fanno riferimento a un piano in linea con progetti simili di Waymo (Google) e Uber per le vetture a guida autonoma. Apple sta impiegando una piccola flotta di auto su strada (alcuni SUV Lexus RX450h) per le quali ha ottenutoil permesso di eseguire test su strada in California. La multinazionale della Mela usa le auto di test per il programma “PAIL”, acronimo del percorso che porta da Palo Alto a Infinite Loop, dove si trova la sede storica di Apple a Cupertino.

Questo articolo lo trovate su sito Macity
Tag:
novembre 21, 2017

“Il Visitor Center di Apple Park apre al pubblico”

Apple Park Visitor Center

È ora aperto al pubblico il Visitor Center di Apple Park, il centro visitatori della nuova sede Apple a Cupertino. Il centro visitatori non si trova nel corpo principale di Apple Park. L’azienda lo definisce come una estensione architettonica del nuovo campus e ne riflette le principali scelte estetiche. Ampie vetrate, linee pulite e leggere, muri in pietra, luminosità e integrazione armoniosa con l’ambiente circostante ne riprendono i tratti stilistici.

Elemento caratteristico è il tetto in fibra di carbonio a sbalzo che sembra quasi fluttuare nell’aria, libero da antiestetiche colonne. Ricorda l’ingresso dello Steve Jobs Theater, costituito da un cilindro di vetro alto sei metri con tetto in fibra di carbonio. Lo Steve Jobs Theater è il nuovo auditorium dove ha debuttato, tra gli altri nuovi prodotti, anche iPhone X. I primi visitatori del nuovo Visitor Center sono stati naturalmente i “vicini” della comunità locale.

Apple Park visto da vicino e in realtà aumentata

Dicevamo che il Visitor Center è staccato dall’Apple Park vero e proprio, dal campus Apple. Non di molto: è dall’altra parte della strada. I visitatori possono però esplorare un modello 3D virtuale dell’Apple Park in realtà aumentata. Gli ospiti hanno anche la possibilità di visitare la terrazza sul tetto. Dalla terrazza si può ammirare una bella vista dell’edificio principale. Nel centro visitatori sono anche presenti una caffetteria e naturalmente un Apple Store. Nello store non solo è possibile provare con mano i prodotti Apple, ma anche trovare merchandising esclusivo della Mela.

Se vi trovate in California dalle parti della Silicon Valley, il Visitor Center di Apple Park potrebbe essere la meta di una gita. Naturalmente se siete appassionati della Mela morsicata.

Su questa pagina del sito Apple è possibile dare un’occhiata a belle foto del Visitor Center di Apple Park. Nella pagina vengono forniti anche indirizzo e orari d’apertura.

Tag:
novembre 21, 2017

“Ricarica veloce iPhone, a confronto tempi e prestazioni con tutti gli alimentatori Apple”

Gli iPhone presentati quest’anno supportano tutti la ricarica veloce permettendo ricaricare in modo rapido iPhone X, iPhone 8 e iPhone 8 Plus. iPhone si carica velocemente fino al 50% in 30 minuti a patto di usare: un cavo Apple da USB-C a Lightning e un alimentatore Apple USB-C da 29W, 61W o 87W oppure, in alternativa, un alimentatore di terze parti USB-C equiparabile che supporta il protocollo USB PD (USB Power Delivery).

MacWorld ha eseguito alcuni test con vari alimentatori, incluso quello da 5W di serie con gli iPhone, quello dell’iPad (12W), l’alimentatore USB-C (29W) dei MacBook, da 61W dei MacBook Pro 15″ e anche quello del Google Pixel.

ricarica veloce iphone

L’iPhone 7 Plus – che ufficialmente non supporta la ricarica veloce con USB-C, si ricarica in modo completo in 3,5 ore usando l’alimentatore da 5W di serie nella confezione. I tempi possono essere ridotti sensibilmente utilizzando alimentatori più potenti: con quello da 12W e tutti gli altri di Apple si ottengono performance identiche, con l’iPhone carico all’85% in circa un’ora e 20 minuti: un’ora in meno rispetto a quanto è possibile ottenere con l’alimentatore di serie con il telefono. L’alimentatore del Pixel è più veloce rispetto a quello fornito di serie da Apple con gli iPhone, ma è più lento dell’alimentatore da 12W dell’iPad o altri alimentatori USB-C.

L’iPhone 8 Plus si carica nello stesso tempo del 7 Plus usando l’alimentatore da 12W dell’iPad. Gli alimentatori USB-C, incluso quello del Pixel, si comportano tutti allo stesso modo ma un po’ più veloci. Il nuovo telefono sfrutta evidentemente l’USB PD (USB Power Delivery), protocollo standard per la ricarica, comportandosi come stabilito dal produttore erogando l’esatta quantità di alimentazione necessaria per consentire la ricarica più veloce possibile, ma non troppa poiché potrebbe danneggiare il sistema di circuiti.

iPhone X si comporta essenzialmente come l’iPhone 8 Plus. L’alimentatore USB-C ricarica il dispositivo fino a oltre il 50% in mezz’ora e la ricarica completa avviene in meno di due ore. L’alimentatore da 12W di Apple porta a termine la ricarica con 20 minuti in più.

La ricarica veloce dunque funziona ma visto il prezzo dell’alimentatore e del cavo Apple da USB-C a Lightning forse non vale la pena spendere soldi per acquistare specificatamente questi dispostivi. Se invece avete già in casa un MacBook, allora il discorso è diverso e potreste pensare di acquistare solo il cavo originale di Apple da USB-C a Lighting (29,0 euro su Apple Store online).

Con quest’ultimo è possibile ricaricare iPhone, iPad o iPod touch quando collegati a una porta USB-C, caricare rapidamente iPhone X, iPhone 8, iPhone 8 Plus, iPad Pro da 12,9 pollici (1a generazione e versioni successive) o iPad Pro da 10,5 pollici, quando connessi a un alimentatore Apple USB-C da 29, 61 o 87 W. Il cavo è utile anche per caricare accessori Apple come Magic Mouse, Magic Keyboard o Magic Trackpad o usare iPhone o iPad come hotspot personale quando è collegato con un cavo da USB-C a Lightning.

A questo indirizzo trovate un nostro precedente articolo con altri dettagli sulla ricarica veloce dei nuovi iPhone.

Questo articolo lo trovate su sito Macity
Tag:
ottobre 11, 2017

“Quasi due terzi degli americani hanno un dispositivo Apple”

Il 64% degli americani possiede almeno un prodotto Apple. E’ quanto emerge da un sondaggio condotto da CNBC, secondo il quale nella classica famiglia americana ci sono almeno due dispositivi Apple. Questi numeri si riferiscono a nuclei familiari il cui reddito annuale è inferiore ai 30.000 dollari, mentre in quelli al di sotto dei 100.000 dollari, quindi le famiglie più agiate, l’adozione raddoppia, con una media di 4.7 dispositivi per abitazione. Forse il dato più significativo è quello che offre uno sguardo sul lungo periodo: negli ultimi cinque anni la percentuale di americani che possiedono prodotti Apple è aumentata del 14%. «Non riesco a immaginare nessun altro prodotto, più precisamente un prodotto costoso, che ha un riscontro simile nelle famiglie americane» ha dichiarato Jay Campbell, a capo dell’indagine in oggetto. Ciò in fin dei conti riflette quanto emerso da un sondaggio pubblicato all’inizio dell’anno, secondo il quale «Apple è il marchio più intimo, gli utenti non possono vivere senza» in quanto «Sfrutta e rafforza i legami affettivi tra una persona e un marchio».

Questo articolo lo trovate su sito Macity

Tag:
agosto 16, 2017

“Apple si prepara per iPhone 8, stop a resi e sostituzioni in Hong Kong” 

Nella giornata di ferragosto Apple ha modificato le politiche per resi e sostituzioni dei propri prodotti acquistati negli Apple Store e anche su Apple Store online in Hong Kong. Mentre rimane attivo il ritiro e la sostituzione per i prodotti difettosi, che devono essere riconosciuti come tali a discrezione degli addetti di Cupertino, entra in vigore lo stop per resi e sostituzioni a tempo indefinito per i prodotti comprati dal 15 agosto in poi. Secondo alcuni osservatori, tra cui MacRumors, il cambio della policy da parte di Cupertino rappresenta una mossa in preparazione del lancio dei nuovi iPhone. Ricordiamo infatti che Apple ha introdotto un cambiamento identico anche in occasione del lancio di iPhone 7 nel 2016, l’anno scorso però le politiche per resi e sostituzioni sono state modificate nel giorno stesso di presentazione di iPhone 7 e iPhone 7 Plus. Naturalmente le politiche per resi e sostituzioni torneranno a essere quelle standard, anche se per il momento Cupertino non specifica quando questo accadrà. Lo stop temporaneo in Hong Kong, con la sola esclusione per i prodotti difettosi, è una mossa che Apple introduce in questo mercato particolare in cui l’assenza di dazi e tasse contribuisce al mercato nero e al contrabbando degli iPhone. A ogni nuovo lancio di iPhone centinaia e migliaia di terminali vengono acquistati in Hong Kong per finire poi nel mercato nero e per la rivendita nel resto della Cina. Nel momento in cui scriviamo non sono ancora emersi indizi consistenti sulle possibili date di presentazione e lancio di iPhone 8 e dei nuovi modelli attesi iPhone 7s. Alcuni costruttori prevedono che Cupertino possa presentare i nuovi modelli in un keynote che forse si svolgerà già il 6 settembre con commercializzazione entro circa una settimana da questa data, in ogni caso si tratta di una indiscrezione isolata per cui occorre attendere ulteriori indizi. Se la data del 6 sarà confermata Cupertino potrebbe diramare gli inviti negli ultimi giorni di agosto.

Questo articolo lo trovate su sito Macity

Tag:
agosto 10, 2017

“Dentro Apple Park come non lo avete mai visto nei video Snapchat degli operai”

Per Apple Park è un punto di vista completamente nuovo quello condiviso dagli operai nei video su Snapchat. Basta digitare “Apple Park” nella barra di ricerca delle Storie per visualizzare la raccolta contenente diversi filmati inediti che mostrano il nuovo Campus di Apple visto dall’interno. TechCrunch ne ha raccolti alcuni disponibili nelle scorse ore all’interno di un video pubblicato su YouTube. In uno di questi è possibile vedere un’ampio atrio già in allestimento dove si intravedono degli enormi vasi contenenti alcuni alberi, nello stesso stile di quelli che già troviamo negli Apple Store di recente ristrutturazione. Un’altra clip registrata di notte offre invece uno sguardo panoramico a uno dei piani circolari del campus completamente illuminato da pannelli di luci LED. Così, con un click sarà come teletrasportarsi all’interno di alcuni spazi della struttura, guardandola come presto la guarderanno dirigenti e dipendenti, ma bisogna fare in fretta: come è noto, le clip condivise tramite Snapchat (qui i link per l’appiOS e Android), sebbene visibili a tutti, restano online soltanto per 24 ore. Con molta probabilità ne saranno pubblicati di nuovi ogni giorno anche se non è escluso che Apple possa richiedere a Snapchat di rimuovere in anticipo tutte le foto e i video registrati all’interno dell’area dei lavori. Cupertino non ha ancora annunciato una data di inaugurazione ufficiale del nuovo fantasmagorico Campus: alcuni ipotizzano o semplicemente sperano che la presentazione dei prossimi iPhone possa essere il primo keynote a svolgersi all’interno del nuovo Steve Jobs Theater. Per scorprirlo non rimane che aspettare gli inviti di Apple per l’evento, nella migliore delle ipotesi potrebbero arrivare già negli ultimi giorni di agosto, al più tardi invece a settembre.

Questo articolo lo trovate su sito Macity

Tag: