Posts tagged ‘Apple’

agosto 18, 2020

“Apple vuole condizioni migliori dei lavoratori per espandersi in Vietnam”

 

Arrivano gli AirPods Made in Vietnam, il nuovo modello (forse) è in ritardoApple sta attualmente trattenendosi dall’espandere la produzione in Vietnam fino a quando le condizioni dei lavoratori non miglioreranno. Questo è quanto si apprende da fonti locali, con i rapporti che indicano come i rappresentanti di Apple abbiano visitato il Vietnam all’inizio di questo mese per indagare sulle strutture Luxshare-ICT esistenti. Apparentemente Luxshare-ICT non ha ancora soddisfatto i requisiti richiesti da Apple, che includono dormitori adeguati e condizioni di vita adeguate per i lavoratori. Luxshare-ICT ha deciso di migliorare le condizioni così da espandere la produzione per Apple. Apple ha continuamente esaminato le fabbriche di Luxshare-ICT in Vietnam a Bac Giang per verificare le condizioni dei lavoratori e poter espandere la produzione di iPhone nel Paese. In particolare, la multinazionale di Cupertino richiede che i produttori offrano dormitori per i lavoratori vicino agli impianti di produzione. Poiché Luxshare-ICT non è in grado di soddisfare l’enorme domanda di lavoratori, la società ha cercato di assumere lavoratori da più lontano. Apple teme che questo imponga ai lavoratori  lunghi viaggi, e chiede quindi pertanto la costruzione di dormitori nelle vicinanze. La costruzione è in attesa di ricevere l’autorizzazione del governo locale. A maggio, in Vietnam si è dato inizio alla costruzione di AirPods Pro, e si vociferava che Apple avesse già iniziato la produzione delle sue prime cuffie indicate con il nome AirPods Studio all’interno del Paese. Luxshare spera di espandere la propria collaborazione con Apple e iniziare la produzione di iPhone e Apple Watch all’interno della regione. Secondo quanto riferito, i principali appaltatori di produzione Apple, ossia Foxconn, Pegatron e Compal Electronics stanno espandendo la produzione in Vietnam. Le aziende stanno riducendo la dipendenza dalla Cina e diversificando le catene di approvvigionamento per prevenire i rischi di concentrazione della produzione in un unico paese. Il Vietnam sta emergendo come un importante centro di produzione e assemblaggio per grandi aziende tecnologiche, e Samsung produce già la metà dei suoi smartphone lì.

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luglio 31, 2020

“iPad, Mac ed Apple Watch: vendite storiche nel trimestre del lockdown”

L’unione fa la forza, ecco cosa possono fare insieme iPhone e Apple WatchIl successo di vendite di iPhone durante il secondo trimestre dell’anno, corre il rischio di oscurare il successo altrettanto clamoroso di altre tre linee di prodotto: iPad, Mac ed indossabili.  Questi dispositivi considerati i qualche mondo ancillari nei record di fatturato degli scorsi anni, hanno prodotti tutti risultati da record come si nota dalla presentazione dei risultati fiscali. Qualche dato? Nel segmento che include Apple Watch e cuffie (oltre che l’ancora trascurabile HomePod ed Apple TV), il fatturato è cresciuto del 16% passando da 5,5 miliardi a 6,4 miliardi. I Mac crescono del 20% passando da 5,8 miliardi a 7 miliardi addirittura iPad sale del 30%, da 5 a 6,5 miliardi di vendite. La ragioni questo rialzo che porta da circa 16 a 20 miliardi il fatturato totale dei prodotti hardware che non sono gli iPhone è dovuto almeno in parte, come ha spiegato ieri Luca Maestri, alle nuove necessità dei clienti che hanno abbracciato il lavoro da casa attrezzandosi di conseguenza. Apple ha avuto anche la fortuna di avere programmato il ciclo di rinnovo di alcuni di questi prodotti in coincidenza con i provvedimenti di lockdown; iPad Pro e Mac portatili sono arrivati proprio in questo periodo presentandosi come molto visibili e appetibili chi lavorava da casa o studiava da casa. Apple, come ha spiegato Cook, avrebbe forse potuto fare anche meglio se non ci fossero stati limiti nella disponibilità di alcuni prodotti. La previsione è che la crescita continuerà anche nel trimestre in corso, il che potrebbe dare una spinta ad un mercato che contrariamente al passato sarà privo delle vendite nuovi iPhone.

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giugno 15, 2020

“Apple multata in Francia per clausole scorrette in Apple Music”

Coronavirus, Apple: fondo anticipato di 50 milioni di dollari per le etichette indipendentiPer la giustizia francese Apple ha previsto alcune clausole scorrette nel servizio di streaming Apple Music, scatta così in Francia una multa di importo contenuto per il colosso di Cupertino. Si tratta della conclusione di un procedimento avviato dall’associazione UFC-Que Choisir nel 2016, al termine del quale è stata stabilita l’esistenza di varie irregolarità nelle condizioni di utilizzo del servizio nell’epoca della GPDR. L’associazione di consumatori UFC-Que Choisir indica tra i punti problematici nelle condizioni la necessità di ottenere diverse informazioni personali senza ottenere il consenso degli utenti, esplicitamente vietato dal Regolamento generale sulla protezione dei dati (GDPR). Tra i dati che Apple ottiene: l’indirizzo IP ma anche informazioni sulla geolocalizzazione e persino il suo lavoro, elementi che in alcuni casi possono essere raccolti e archiviati. La Mela ha ora tre mesi per presentare ricorso oppure dovrà modificare le clausole ritenute ingiuste, pubblicare il giudizio completo sul suo sito per tre mesi e pagare una ammenda di 30.000 euro, come segnala il sito web francese Macg. L’autorità giudiziaria di Parigi ha riconosciuto tali clausole come vessatorie e l’assenza di informazioni sull’uso dei dati. Altro elemento che Apple dovrà correggere, è una clausola che consente di utilizzare commenti e altri contenuti prodotti dagli utenti di tutto il mondo, gratuitamente e in modo perenne. UFC-Que Choisir evidenzia che Facebook e Google non hanno fatto appello in occasioni di sentenze simili nel 2018 e nel 2019, in differenti procedimenti legali avviati dall’associazione. I legali della multinazionale di Cupertino hanno presentato documentazione per dimostrare che il loro modello commerciale non si basa sullo sfruttamento dei dati personali, ma evidentemente le argomentazioni non sono state ritenute valide.

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aprile 3, 2020

“Gli Apple Store negli USA rimarranno chiusi fino a maggio”

Anteprima Apple Q3 2019, ecco cosa si aspettano gli analistiApple ha inviato una nota ai dipendenti per spiegare che tutti i negozi al dettaglio negli Stati Uniti rimarranno chiusi fino a inizio maggio per via della pandemia da  coronavirus (SARS-CoV-2) che continua a devastare anche gli USA. Nel memo ottenuto da Bloomberg, Deirdre O’Brien – Vice Presidente responsabile negozi al dettaglio e Persone in Apple – ha riferito allo staff che l’azienda prevede che “condizioni di lavoro flessibili resteranno in vigore per tutti gli uffici, e i negozi al dettaglio rimarranno chiusi fino all’inizio di maggio”. La manager della Mela riferisce ancora che “Apple continua a monitorare quotidianamente le condizioni locali di ogni struttura aziendale” e che l’azienda deciderà la riapertura “sulla base di scrupolosi e riflessivi esami” e tenendo conto “delle ultime indicazioni delle amministrazioni locali e degli esperti di sanità pubblica”. Nella mail la manager spiega ancora che l’azienda sta esaminando diverse opzioni affinché i genitori abbiano il sostegno e la flessibilità affinché possano adattare i loro orari in base alle loro necessità. O’Brien spiega ancora che Apple è al corrente di genitori che devono bilanciare le necessità di casa e lavoro, incoraggiando i dipendenti ad avere atteggiamenti aperti con il management in merito alle loro difficoltà. La manager di Apple, in precedenza aveva riferito ai dipendenti che alcuni negozi all’infuori degli USA forse potevano essere riaperti per l’inizio di aprile. Nell’ultima nota O’Brien riferisce che il team esecutivo dell’azienda si riunisce quotidianamente a stretto coordinamento con i vari team di tutta l’azienda. Apple ha circa 270 negozi ufficiali negli SUA e 458 solo tra Cina, Taiwan e Hong Kong. I vari uffici dell’azienda si stanno muovendo verso un’organizzazione di lavoro flessibile in tutto il mondo al di fuori della Cina. Il CEO di Apple, Tim Cook, in una lettera di qualche giorno addietro ha spiegato ” che i membri del team dovrebbero lavorare a distanza, se il loro lavoro lo consente, e coloro il cui lavoro richiede la presenza sul posto di lavoro dovrebbero seguire le linee guida per massimizzare lo spazio interpersonale. Opere di pulizia profonda ed estesa continuano ad essere effettuate in tutte le nostre sedi. In tutti i nostri uffici, stiamo effettuando nuovi controlli sanitari e controlli della temperatura”. E ancora: “Tutti i nostri lavoratori a ore continueranno a ricevere la retribuzione come da operatività normale. Abbiamo ampliato le nostre politiche di congedo per tener conto delle circostanze personali o familiari create dal COVID-19 – tra cui il recupero da una malattia, la cura di una persona cara malata, la messa in quarantena obbligatoria o le difficoltà dovute alla chiusura delle scuole. Tutti gli articoli di macitynet che parlano di Coronavirus sono disponibili da questa pagina.

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marzo 25, 2020

“Apple Store potrebbero riaprire a aprile”

Apple potrebbe riaprire alcuni dei suoi negozi nella prima metà di aprile, dopo averne chiusi 458 – cioè tutti gli Apple Store del mondo eccetto quelli in Cina, Hong Kong, Taiwan e Macao – a metà marzo. Lo scrive Bloomberg citando una nota interna firmata dalla vicepresidente responsabile per il retail e le risorse umane, Deirdre O’Brien, in cui si affronta anche il tema dello smart working. “Per tutti i nostri punti vendita al di fuori della Grande Cina, riapriremo i negozi in modo scaglionato”, si legge. “Al momento prevediamo che alcuni negozi potrebbero essere in grado di aprire nella prima metà di aprile, in base alle condizioni della loro comunità. Forniremo aggiornamenti per ogni negozio non appena saranno stabilite date specifiche”. Sul telelavoro, nel memo si estende almeno fino al 5 aprile la possibilità di lavorare da casa per tutti i dipendenti che possono farlo. In seguito ci saranno rivalutazioni settimanali in base alla situazione nei vari Paesi.

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gennaio 8, 2020

“Anker EufyCam 2C supporta HomeKit di Apple, promessa mantenuta a metà”

A differenza del supporto a IFTTT, promesso da tempo e al momento non disponibile per la piattaforma EufySecurity, Anker ha invece mantenuto a promessa di portare il supporto a HomeKit di Apple, ma non quello a HomeKit Secure Video. Ecco cosa consente l’aggiornamento adesso disponibile per EufyCam 2 e 2C. Il kit EufyCam 2C di Anker è uno degli ultimi arrivati ​​sul palco della sicurezza smart compatibile con HomeKit. L’aggiornamento è disponibile per i possessori di EufyCam 2C e rende compatibili EufyCam 2 ed EufyCam 2C a HomeKit quando questi sono collegati a una HomeBase Eufy di seconda generazione. Questo aggiornamento aggiunge il supporto per lo streaming live di HomeKit, le istantanee, oltre all’integrazione con Siri e gli avvisi di movimento. Nonostante fosse stato annunciato sin dall’inizio il supporto a HomeKit Secure Video, l’aggiornamento di questa settimana non include queste funzionalità. HomeKit Secure Video, ricordiamo, consente alle telecamere di registrare automaticamente clip su iCloud con crittografia sicura end-to-end. Anker ha affermato che il prossimo aggiornamento del firmware aggiungerà le promesse funzionalità HomeKit Secure Video, previste per l’inizio del 2020. Speriamo che anche in questo caso il supporto non faccia la stessa fine di quello alla piattaforma IFTTT, pubblicizzata come compatibile già sulle confezioni della prima generazione di EufyCam, e mai arrivato. Con il supporto per HomeKit in generale, EufyCam 2 può trasmettere in streaming video live nell’app Home su un iPhone o iPad, completo del supporto a Siri. Quando le telecamere rilevano il movimento, inviano automaticamente una notifica push a un dispositivo iOS, con gli utenti che saranno in grado di visualizzare immediatamente i video in diretta dalla schermata di blocco. Su Macitynet abbiamo recensito eufyCam Security, rimanendo positivamente sorpresi. Peccato solo per il mancato rispetto della promessa di supporto alla piattaforma IFTTT. Anker è al CES 2020 per presentere tutti i suoi prodotti più recenti: ne abbiamo parlato in questo articolo. Come avviene da anni Macitynet è a Las Vegas per offrire ai lettori reportage, fotogallerie, articoli e video delle novità più importanti: è possibile sfogliare tutti gli articoli sulle novità del CES 2020 a partire da questa speciale sezione del nostro sito.

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maggio 8, 2019

“Apple domina negli smartphone top a fine 2018”

Nonostante gli allarmismi sul calo vendite iPhone e sul limitato successo degli iPhone 2018, nuovi dati rilevano che Apple ha dominato negli smartphone top a livello mondiale negli ultimi tre mesi del 2018. Nel mondo su 10 terminali top più venduti ben 6 sono iPhone. A fine 2018 il più venduto in assoluto era ancora iPhone X, seguito al secondo posto da iPhone 8 e poi ancora al terzo posto da iPhone 8 Plus. Da soli questi tre terminali hanno venduto quasi 100 milioni di pezzi. Non solo tutto il podio è marchiato Apple, ma i terminali di Cupertino occupano anche la quarta posizione con iPhone 7. Sempre a fine 2018 nella classifica dei primi 10 smartphone top di gamma troviamo anche iPhone XS Max e iPhone XR, ognuno dei quali ha venduto oltre 16 milioni di unità. Nell’ultimo report di Counterpoint gli analisti rilevano l’assenza di iPhone XS che non riesce a ottenere una posizione nei primi 10 terminali top più venduti, mentre in numerosi paesi iPhone 7 è ancora visto come un terminale con un ottimo rapporto tra prezzo e prestazioni. Nella graduatoria rientrano anche Xiaomi Redmi 5A, Samsung Galaxy S9, S9 Plus e Galaxy J6. Colpisce l’assenza di Huawei, ma il colosso cinese ha registrato vendite e crescita più elevati nei primi mesi di quest’anno. Diversa la situazione in Cina dove a fine 2018 Oppo ha riscosso grande successo proponendo terminali con look molto simile agli iPhone proposti a prezzi più contenuti, mix apprezzato dagli utenti cinesi. Negli ultimi tre mesi dello scorso anno in Cina Apple è nella classifica dei 10 smartphone top più venduti con iPhone X al secondo posto, alle spalle del primo classificato Oppo R15. Solo iPhone 8 Plus è l’altro terminale Apple in graduatoria al sesto posto. Spicca così l’assenza nei primi 10 in Cina dei nuovi iPhone 2018, mentre il viciniore assoluto è Oppo con ben 5 terminali su 10. Tutti gli articoli di Macitynet su iPhone sono disponibili a partire da questa pagina.

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aprile 11, 2019

“Fornitori Apple che usano solo energia pulita sono il doppio dello scorso anno”

Apple ha annunciato di aver quasi raddoppiato il numero di fornitori che hanno siglato precisi impegni che prevedono l’uso del 100% di energie rinnovabili per la loro attività. I fornitori della Casa di Cupertino impegnati su questo versante sono 44. Questo partenariato tra Apple e suoi fornitori, consente alla Mela di superare l’obiettivo previsto per il  2020: produrre, in tutto il mondo, 4 gigawatt di energia rinnovabile destinati ad alimentare gli stabilimenti della filiera. L’energia rinnovabile prodotta il prossimo anno sarà 1 gigawatt in più rispetto a quanto previsto in precedenza. Il comunicato arriva a un anno dall’impegno di Apple contro i cambiamenti climatici e per la creazione di un ambiente più salubri, con l’annuncio che tutte le sue strutture nel mondo sono alimentate al 100 percento da energia pulita, un traguardo che coinvolge negozi Retail, uffici, data center e strutture in co-locazione in 43 Paesi, tra cui Stati Uniti, Regno Unito, Cina e India. Ad aprile dello scorso anno Apple aveva annunciato che se altri nove fornitori si erano impegnati a utilizzare esclusivamente energia pulita per la produzione Apple, portando a 23 il numero totale di fornitori che partecipano all’iniziativa.  Con l’annuncio odierno i firnitori si alimentate al 100 percento da energia pulita, diventano 44. I progetti di Apple e i suoi partner comprendono una gamma diversificata di fonti, tra cui impianti solari ed eolici nonché tecnologie emergenti come celle a combustibile alimentate a biogas, sistemi micro-idroelettrici e tecnologie di accumulo. “Ogni volta che uno dei nostri fornitori segue il nostro impegno per affrontare il cambiamento climatico, ci avviciniamo ad un futuro migliore per le prossime generazioni”, ha dichiarato Lisa Jackson, Vice President Environmental Initiatives di Apple. “Abbiamo stabilito come priorità la responsabilità dei fornitori verso gli stessi standard ambientali che osserviamo noi, sperando che la nostra collaborazione mostri ad altri ciò che è possibile fare. Siamo fieri dell’annuncio odierno e non smetteremo di spronare il cambiamento nel nostro settore, a supporto della transizione mondiale verso l’energia pulita”. Per il terzo anno di seguito Apple è riuscita a ridurre notevolmente la sua “carbon footprint” (un parametro che viene utilizzato per stimare le emissioni gas serra causate da un prodotto, da un servizio o da un’organizzazione, espresse generalmente in tonnellate di CO2). Già nel 2016 il numero di impianti che partecipava al programma di efficienza energetica era triplicato, rispetto all’anno precedente con una riduzione delle emissioni di gas serra pari a oltre 150.000 tonnellate. I più importanti fornitori si sono già impegnati ad alimentare con energia rinnovabile tutta la loro produzione per Apple, entro la fine dell’anno. Questo porterà a una riduzione delle emissioni pari a 7 milioni di tonnellate l’anno: sarà come se ogni anno circolassero un milione e mezzo di automobili in meno. Apple e i suoi partner stanno costruendo impianti per la produzione di energia rinnovabile in tutto il mondo, migliorando l’offerta di energia per le comunità locali, gli stati e interi Paesi. Grazie al contributo della Mela, le aziende fornitrici di energia, possono creare o sviluppare nuovi impianti a fonte rinnovabile che altrimenti non potrebbero esistere. I progetti comprendono una gamma diversificata di fonti, tra cui impianti solari ed eolici nonché tecnologie emergenti come celle a combustibile alimentate a biogas, sistemi micro-idroelettrici e tecnologie di accumulo. Attualmente Apple conta 25 impianti di produzione di energia rinnovabile già operativi nel mondo, per una capacità produttiva totale di 626 megawatt. Di questi, 286 megawatt sono diventati disponibili nel 2017, un anno record in questo senso.  Altri 15 impianti sono in fase di costruzione. Al termine dei lavori sarà possibile produrre più di 1,4 gigawatt di energia rinnovabile e pulita grazie a impianti collocati in 11 Paesi. Apple ha anche annunciato di avere emesso 2.5 miliardi di bond verdi, con i quali ha finanziato la produzione di energia da fonti rinnovabili. L’azienda ha contribuito a 40 diverse iniziative ambientali in tutto il mondo. A gennaio 2019 circa il 66% dell’energia rinnovabile usata da Apple è arrivata da questo sforzo. Tra i tanti progetti finanziati: in Giappone, quello con Daini Denryoku, società locale nel settore dell’energia solare, per l’installazione di oltre 300 tetti fotovoltaici che producono 18.000 megawattora ogni anno, quanto basta per coprire il fabbisogno di oltre 3000 abitazioni giapponesi. A Prineville, Oregon, l’azienda ha firmato un contratto per l’acquisto di 200 megawatt di energia eolica da un impianto locale, il Montague Wind Power Project: diventeranno disponibili entro la fine del 2019.

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marzo 12, 2019

“Evento Apple del 25 marzo 2019, tutte le voci sulle novità in arrivo”

Ora è ufficiale: Apple terrà un evento il prossimo 25 marzo. Si tratta di “It’s Showtime” (titolo ufficiale) un nome che lascia immaginare che lo spettacolo sarà, in qualche modo, al centro delle presentazioni. In realtà le voci intorno ad esso sono confuse e spesso contraddittorie, oscillando tra annunci che riguardano solo servizi (news e musica in streaming) e un mega evento con un valanga di nuovo hardware. Vediamo di pesare le voci e valutare quali sono le più attendibili. 1 Data evento Apple 2 Riviste e Giornali 3 Servizio video streaming 4 Hardware 4.1 AirPods 2 4.2 iPad mini 5 4.3 iPad 2019 4.4 AirPower 4.5 iMac, Mac pro e MacBook Pro Data evento Apple Anzitutto la data. Apple ha diramato gli inviti stampa ufficiali, confermando le voci più attendibili: la presentazione si terrà il 25 marzo, presso il Teatro di Steve Jobs. L’annuncio è  arrivato un pochino in anticipo rispetto ai classici 10 giorni che trascorrono tra convocazione ed evento. Riviste e Giornali La prima novità che Apple potrebbe svelare durante l’evento è un nuovo servizio di giornali e riviste in abbonamento. Dovrebbe chiamarsi Apple News Magazines, come confermato apparentemente nella versione beta di iOS 12.2, che indicava anche pagamenti collegati al proprio account iTunes. Si tratterà, insomma, di un servizio simile ad Apple Music o Netflix, ma avente ad oggetto giornali e riviste. Il prezzo dei “giornali in streaming” dovrebbe essere di circa 10 dollari al mese.  Il servizio deve ancora essere presentato, ma secondo i rapporti degli ultimi giorni Apple starebbe già scontrandosi con gli editori, per via della tassa applicata: Cupertino vorrebbe il 50% da ogni abbonamento, lasciando agli editori la restante fetta del 50%. Difficile sapere se il servizio arriverà anche in Europa, o in Italia. Certamente se così sarà, il nostro paese non sarà nel primo lotto di nazioni… Servizio video streaming Tra le novità dell’evento Apple dovrebbe esserci anche la presentazione, e chissà il lancio contestuale, del servizio di streaming video di Apple. Si vocifera da molto tempo l’arrivo di un vero e proprio Netflix di Apple, anche perché la società ha investito parecchio in alcune produzioni esclusive, in cantiere negli anni precedenti. L’arrivo di un Netflix di Apple, presto o tardi, è comunque scontato, considerando che la società ha investito oltre 1 miliardo di dollari in spettacoli originali. Se nelle settimane scorse sembrava certa la presentazione del servizio streaming, nelle ultime ore si è diffuso un certo scetticismo, per via di Apple News Magazines. Il lancio di questo servizio di riviste in abbonamento, davvero importante per Apple, verrebbe letteralmente offuscato dalla presentazione del servizio di streaming video. Troppa carne al fuoco potrebbe essere indigesta alla stessa Apple, che non riuscirebbe a dare la giusta importanza ai suoi nuovi servizi in abbonamento. Resta anche da vedere che contenuti saranno disponibili. A parte le produzioni originali, che non potranno, almeno inizialmente, pareggiare non solo quelle di Netflix, ma neppure quelle di Amazon, Apple dovrà contare su accordi con le case cinematografiche e partner commerciali nel settore delle serie. In passato Cupertino si è scontrata nel corso delle trattative su aspetti come disponibilità dei contenuti e prezzo costruendo un rapporto molto conflittuale con i possibili alleati. Il rischio è quello di avviare un servizio molto povero al confronto con quello dei concorrenti e di lanciarlo ad un costo non competitivo nel rapporto tra offerta e prezzo. Hardware Apple non tiene eventi ogni mese di marzo. Lo ha fatto però spesso in passato dal 2011, ad eccezione del 2013, 2014 e 2017. Ogni volta che lo ha fatto, però, ha presentato nuovi hardware. AirPods 2 Tra i nuovi hardware dovrebbero essere certi iPad 2019 (secondo alcuni no) e iPad mini 5, anche se la speranza è di vedere AirPods 2. Che poi, come spieghiamo nel nostro articolo linkato qui accanto, si tratti davvero di una nuova versione delle AirPods o solo di un prodotto leggermente rivisto, è oggetto di dibattito. Al momento l’ipotesi più accreditata è che possa trattarsi di AirPods 1.5 senza grandi novità, offerte in abbinamento alla custodia con ricarica wireless. Custodia che potrebbe essere venduta anche senza le auricolari per allettare chi ha già le AirPods. Ovviamente questo potrebbe avvenire solo se Apple decidesse di lanciare anche Airpower. iPad mini 5 Nelle settimane scorse, China Business Times ha sostenuto l’inizio della produzione di iPad mini 5 nel dicembre 2018, mentre per quanto concerne il listino si ipotizza un prezzo più basso rispetto all’attuale generazione. La redazione di Macitynet ha raggruppato in un unico articolo tutti i dettagli fino ad oggi noti sul prossimo iPad da 7,9 pollici. In sintesi però si può dire che l’iPad mini 5 del 2019 non avrebbe essere molto differente dall’iPad mini attuale. Forse potrebbe essere del tutto identico con novità solo interne. iPa

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marzo 5, 2019

“Apple ha comprato i brevetti di Lighthouse, defunta azienda di telecamere di sicurezza”

Apple ha acquisito una serie di brevetti in precedenza proprietà di Lighthouse AI, defunta azienda specializzata in telecamere domestiche di sicurezza. L’obiettivo della Mela non è probabilmente quello di entrare in questo settore ma espandere le potenzialità delle sue tecnologie di intelligenza artificiale dedicate all’identificazione automatica. Vari brevetti di Lighthouse sono legati alla sicurezza ma alcuni di questi hanno a che fare con la tecnologia di “depth-sensing”. Apple ha in precedenza registrato vari brevetti che grazie a un illuminatore e un sensore dedicato, consentono di misurare l’effettiva distanza di un oggetto. Tra i brevetti di Lighthouse che potrebbero avere attirato l’attenzione di Apple, due in particolare fanno esplicito riferimento al rilevamento di profondità e alla cattura di immagini video in condizioni di scarsa luminosità. Il portfolio brevetti in questione è stato acquisito a dicembre del 2018 ma la riassegnazione delle proprietà intellettuali, il cosiddetto trasferimento di diritti IP, è apparso solo a fine febbraio nel database del Patent and Trademark Office statunitense. Apple, scrive il sito IAM a sua volita citato da AppleInsider, ha acquisito i diritti di otto proprietà intellettuali, il brevetto n.ro. 9,396,400 (“Computer-vision based security system using a depth camera”), il n.ro. 9,965,612 (“Method and system for visual authentication”) e il n.ro 10,009,554 (“Method and system for using light emission by a depth-sensing camera to capture video images under low-light conditions). La Casa di Cupertino ha anche acquisito applicazioni attualmente in fase di riesame che hanno a che fare sempre con la percezione della profondità, un’interfaccia di monitoraggio e per la condivisione di un evento individuato dal sistema di monitoraggio, metodi nei cui credit appare il nome di Alexander Teichman, ex CEO di Lighthouse, accreditato come inventore dei vari brevetti e delle rispettive applicazioni. Lighthouse ha chiuso i battenti alla fine dello scorso anno non essendo riuscita con le sue telecamere di sicurezza a battersi in un mercato dominato da nomi quali Ring, Nest, Arlo e Wyze. Tra le peculiarità dei prodotti di questa azienda, il rilevamento 3D e un sistema di riconoscimento dei volti in grado di ricordare il padrone di casa, i familiari e visitatori abituali. Il rilevamento di profondità e il sistema di riconoscimento dei volti consentivano di inviare notifiche push in grado di allertare il proprietario di casa dell’arrivo di persone note o sconosciute, tenendo conto di “interferenze” quali ombre e del movimento di animali domestici. A dicembre dello scorso anno è circolata voce di Apple interessata ad un sensore 3D per la fotocamera frontale sviluppato da Sony, elemento che potrebbe essere sfruttato al posto della scansione a luce strutturata presente nella TrueDepth Camera di iPhone X e dispositivi seguenti. L’azienda giapponese, già fornitore di Apple, ha creato un hardware che sfrutta la tecnologia time of flight (ToF) per catturare le immagini in 3D generando mappe di profondità calcolando il tempo impiegato dagli impulsi laser o dalla luce laser modulata per rimbalzare sulla superficie di un oggetto. Anche in precedena erano circolate voci che riferivano dell’intenzione di Apple di adottare il sistema TOF. Una simile voce era emersa a giugno del 2017 evidenziando possibili applicazioni non solo per il riconoscimento dei volti ma anche nell’ambito della Realtà Aumentata.

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