Posts tagged ‘Apple’

maggio 16, 2018

“Apple chiede 1 miliardo di dollari a Samsung per violazione dei brevetti iPhone”

Nel nuovo processo Apple contro Samsung, la multinazionale di Cupertino chiede 1 miliardo di dollari ai sud coreani per rimborso e danni provocati dall’aver violato alcuni brevetti relativi a iPhone. Nessuna sorpresa quindi per chi ha seguito la lunghissima battaglia legale Apple contro Samsung, si tratta infatti della stessa somma a cui Samsung era stata condannata a pagare al termine del primo processo conclusosi nel 2012.

Nel corso degli anni però e delle varie revisioni del processo Apple contro Samsung, la somma iniziale è stata più volte ridotta, fino ad arrivare a 290 milioni di dollari. Infatti la prima condanna del 2012 per un totale di 1,05 miliardi di dollari era stata praticamente dimezzata a 548 milioni di dollari, somma che Samsung allora effettivamente versò nelle casse di Cupertino.

apple chiede 1 miliardo a samsung, foto silohuette di telefoni Galaxy e iPhone

Nel frattempo però tramite ricorsi in tribunale Samsung è riuscita ad ottenere ulteriori riduzioni: alcuni brevetti di Apple sono stati considerati non validi, mentre la violazione di Samsung è stata appurata per alcuni brevetti di design relativi al primo iPhone, portando la somma dovuta a Cupertino a 399 milioni di dolllari, somma di nuovo contestata da Samsung.

Considerando che la guerra legale Apple contro Samsung si protrae da oltre 6 anni e che il finale è stato più volte riscritto, molti auspicano che questa sia l’ultima vera puntata. Ma anche questo nuovo ultimo processo non è iniziato nel migliore dei modi. Ci sono volute ben 24 ore semplicemente per scegliere i giurati e, ancora una volta, le richieste delle due parti sembrano inconciliabili.
apple samsung 1 miliardo, foto terminali samsung prima e dopo iPhoneInfatti mentre Apple torna a chiedere 1 miliardo di dollari, così come aveva stabilito la prima sentenza del 2012, i legali di Samsung ora puntano a una somma ancora più ridotta rispetto a tutti i tagli precedenti, vale a dire 28 milioni di dollari.

I legali di Cupertino sostengono che Samsung sia riuscita ad ottenere 3,3 miliardi di dollari di fatturato e 1 miliardo di dollari di profitto proprio violando 3 brevetti di design iPhone oltre a due brevetti “utility” vale a dire relativi al funzionamento dell’interfaccia. Viceversa i legali di Samsung sostengono che i brevetti Apple violati riguardano solo una piccola parte dei dispositivi venduti e che il rimborso deve essere considerato non sul totale di fatturato e profitti ma solo su una percentuale di questi.

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aprile 17, 2018

“Puro Icon Collection: un’esplosione di colori per l’iPhone”

Arriva la nuova Puro Icon Collection in Limited Edition, a proteggere e “vestire” i nostri iPhone. La nuova collezione dell’azienda modenese si presenta con sette diverse finiture di colore, vivaci e con una forte personalità. Cover per iPhone che consentono naturalmente di proteggere dagli urti lo smartphone, ma anche di personalizzarlo a nostro gusto.

I colori disponibili sono: rosa, rosso, arancione, giallo, verde, blu e nero. Il prezzo  delle cover della Puro Icon Collection in Limited Edition è di 24,99 euro.   

I colori della Puro Icon Collection

Puro Icon Collection in Limited EditionLe cover sono disponibili in versioni compatibili con tutti i nuovi modelli di iPhone: 6, 6s, 7, 8 e X. Sono realizzate in silicone liquido e con materiale a effetto soft touch: aderiscono perfettamente al device senza alterarne le funzionalità. Rimane dunque libero e semplice l’accesso a tutti i comandi dello smartphone. Il produttore sottolinea anche che sono compatibili con le basi di ricarica wireless.

L’interno delle cover è rifinito in microfibra. Il compito e l’obiettivo delle cover è naturalmente quello di proteggere il proprio prezioso smartphone da graffi e urti. La nuova Puro Icon Collection in Limited Edition, con la sua palette di colori, offre anche la possibilità di esprimere il proprio stile o il proprio umore.

Maggiori informazioni sul sito dell’azienda.

Molti produttori di accessori per iPhone rispondono al cambio di stagione con nuove collezioni di cover. A partire dalla stessa Apple.

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marzo 30, 2018

“Mac agli steroidi, con macOS 10.13.4 i Mac funzionano con le schede video esterne eGPU”

Nelle scorse ore Apple ha rilasciatomacOS 10.13.4 che, tra le novità, introduce il supporto sui Mac con Thunderbolt 3 alle schede video esterne, siglate eGPU. Parallelamente al lancio di questa nuova implementazione, l’azienda ha pubblicato un documento che elenca tutte le compatibilità e i requisiti minimi per poter sfruttare le eGPU con le proprie macchine.

Ma perché usare una GPU esterna? Le eGPU offrono una potenza di elaborazione grafica superiore e sono l’ideale per tutti quegli utenti che usano app basate su Metal, OpenGL e OpenCL, quindi principalmente videogiochi ma anche programmi professionali e applicazioni di machine learning. Un altro esempio di beneficio nell’utilizzo delle eGPU risiede nel collegamento di uno o più dispositivi esterni, soprattutto monitor ad alta risoluzione e con un’alta frequenza di aggiornamento (refresh rate) ma anche il collegamento di visori di realtà virtuale, come per esempio Oculus Rift e HTC Vive che, che possono essere utilizzati su Mac in abbinamento con software come Final Cut Pro X che da poco supporta gli headset VR per monitorare l’editing di esperienze e video a trecentosessanta gradi.

Mac eGPU foto box esterno Thunderbolt 3 mantiz 1
In base alla documentazione Apple, i Mac che supportano configurazioni con eGPU sono tutti i MacBook Pro 2016 e 2017, iMac 4K 2017, iMac 5K 2017 e iMac Pro 2017. Tutti questi computer hanno un elemento in comune, ovvero tecnologia e porte di collegamento Thunderbolt 3, un requisito fondamentale per installare une eGPU (di conseguenza, Thunderbolt e Thunderbolt 2 non sono supportati). Piccola nota: per prestazioni ottimali su MacBook Pro da 13 pollici è necessario utilizzare le prese Thunderbolt 3 che si trovano sul lato sinistro della macchina.

Per il momento il supporto alle eGPU di Apple in macOS 10.13.4 risulta limitato all’offerta di AMD. Qui di seguito l’elenco dei processori grafici e delle schede video supportati: AMD Radeon RX 570 e 580, Radeon Pro WX 7100, AMD Radeon RX Vega 56 e 64, Vega Frontier Edition Air, Radeon Pro WX 9100.

Per il momento non sono supportati ufficialmente schede grafiche e GPU Nvidia ma è possibile che Apple le includerà con aggiornamenti successivi. Diversi costruttori di periferiche e accessori propongono chassis esterni ed enclosure con collegamento Thunderbolt 3 in grado di ospitare all’interno schede video che possono così essere sfruttate come schede video esterne eGPU con i Mac Thunderbolt 3 funzionanti con il nuovo macOS 10.13.4

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marzo 9, 2018

“Gli utenti Android sono più fedeli alla piattaforma di quelli iPhone e iOS”

La fedeltà è importante anche nel mondo degli smartphone: secondo una nuova ricerca gli utenti Android sono un po’ più fedeli alla piattaforma del robottino verde rispetto agli utenti iPhone con iOS. In apparenza la conclusione sembra contraddire l’assunto che l’universo Apple gode da sempre di un elevato numero di utenti appassionati, super fedeli alla piattaforma, in realtà i dati rilevati da CIRP, sigla di Consumer Intelligence Research Partners, evidenziano solo un piccolo divario nelle percentuali di fedeltà.

android piu fedeli CIRP
Così anche se il picco massimo delle fedeltà Android tocca il 91% e quello per iPhone l’86%, in realtà la media tra i due è molto vicina, compresa tra l’89-91% per il robottino verde e tra l’85-88% per iOS. Interessante rilevare che la fedeltà è misurata come percentuale di utenti che rimane con ogni sistema operativo quando attiva un nuovo telefono nell’arco dell’intero 2017. Le ragioni a supporto dei numeri non mancano: l’universo Android può contare su un numero sterminato di terminali tra cui gli utenti possono scegliere, con disponibilità in qualsiasi fascia di prezzo: sotto questo punto di vista il leggero divario delle fedeltà iOS sorprende ancora di più considerando l’elevato prezzo medio di iPhone rispetto ai terminali Android nel loro complesso.

Nel grafico che riportiamo risulta chiaro anche un livellamento tra le due piattaforme in termini di fedeltà, verificato tra il 2015 e 2016, con un divario che è poi rimasto costante. Il predominio dei due sistemi rafforza il comportamento degli utenti: ciascuno ne sceglie uno, investe in esso in termini di tempo di apprendimento ma anche app, storage e poi rimane fedele alla piattaforma. Così sia Apple che Google devono trovare sempre nuove soluzioni in termini di prodotti e servizi da vendere alle rispettive fedeli basi di utenti.

Interessanti anche le considerazioni sugli switcher, gli utenti che da una piattaforma migrano all’altra. La base di utenti Android è molto più estesa di quella iOS, così il numero totale di utenti del robottino verde che passano a iOS sarà sempre più elevato di quelli che da iPhone passano ad Android. Questo conferma un fenomeno rilevato da tempo e anche riportato in alcune dichiarazioni dai dirigenti Apple sul fatto che iOS e iPhone guadagnino più utenti switcher da Android che non viceversa.

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febbraio 13, 2018

“Davide e Golia in tribunale: Apple contro Attac, attivisti no global francesi”

In Francia ieri è iniziata la causa tra Apple e Attac (Associazione per la Tassazione delle Transazioni finanziarie e d’Aiuto ai Cittadini) movimento che si definisce “di autoeducazione popolare orientato all’azione e alla costruzione di un altro mondo possibile” che a dicembre dello scorso anno ha protestato contro Apple occupando l’Apple Store Opéra e negozi Premium Reseller di Metz e Caen.

Membri dell’associazione anti-globalizzazione hanno apposto cartelli stazionando per diverso tempo nel negozio, applicando alle pareti e sugli scaffali poster con la dicitura: “Apple, Paga le tasse” e modificando con la stessa dicitura anche gli sfondi Scrivania dei Mac esposti nel negozio. Stessa scena in altri Apple Store e Premium Reseller di Metz e Caen.

Apple, paga le tasse

Apple Retail France ha citato in giudizio l’associazione anti globalizzazione per vandalismo e quest’ultima ha organizzato una manifestazione davanti al Tribunal de Grande Instance (TGI) di Parigi. A manifestare a fianco dell’associazione, Attac è riuscita a portare a suo fianco molti politici di sinistra: Jean-Luc Mélenchon (fondatore nel 2008 del Partito di Sinistra e candidato alle elezioni presidenziali del 2017), rappresentanti dell’NPA (Nuovo Partito Anticapitalista), del partito ecologista dei Verdi, e della confederazione sindacale CGT (Confédération Générale du travail).

Vari manifestanti – scrive Macg  – hanno rappresentato Apple come il Male assoluto, vestiti da personaggi cattivi di Star Wars come Darth Vader e Spacetrooper, diffondendo volantini e grafiche varie con audaci rappresentazioni nelle quali si vede anche un Tim Cook-Sheev Palpatine, il dittatore galattico che al termine della prima trilogia di Guerre Stellari cerca di tentare Luke Skywalker salvo poi morire per mano del proprio discepolo.

La causa in corso è stata etichetta come una sorta di battaglia tra Davide e Golia; Apple nei documenti portati in tribunale ha spiegato di supportare da sempre “persone e individui che pacificamente esprimono la loro opinione” ma accusa gli attivisti di ATTAC di avere vandalizzato i suoi negozi e messo al repentaglio la sicurezza del suo staff e dei suoi clienti.

Cupertino ritiene che le manifestazioni di protesta all’interno dei suoi negozi hanno anche influito sulle vendite, chiede che all’associazione sia vietato manifestare ancora nei suoi negozi, 150,00 euro di multa agli attivisti e 3.000 euro di danni commerciali se violano il divieto. Attac da parte sua nega gli atti di vandalismo e una sua portavoce ha parlato di atto di “teatrali manifestazioni gioiose con musica”. Secondo Julien Pignon, avvocato che difende Attac, le richieste di Apple sono “sproporzionate” tenendo conto del “principio della libertà di espressione e della libertà di manifestare” garantiti dalle leggi francesi e dalla Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo. La decisione della Corte è attesa per il 23 febbraio.

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gennaio 19, 2018

“Quel grande fallimento che ha cambiato tutto: buon compleanno Lisa”

Prima di tutto e prima di tutti, fu il Lisa. Il computer che ha cambiato il corso della storia, anche se è stato un clamoroso insuccesso. Stiamo parlando del progetto che Steve Jobs aveva fortemente voluto dopo l’Apple II, quello ispirato dalla famosa visita al Parc, il centro di ricerca di Palo Alto della Xerox dove, pagando un salato biglietto, Jobs e altri ingegneri di Apple videro il futuro sotto forma del linguaggio SmallTalk e soprattutto dell’interfaccia WIMP, quella con Finestre (Windows), Icone, Mouse e Puntatore che è diventata non solo la cifra del Macintosh nel 1984, ma anche la cifra dell’infromatica contemporanea.

Se volete ripercorrere la storia del Lisa, qui ne abbiamo approfondito buona partee soprattutto qui abbiamo raccontato la storia di Apple degli esordi, a partire dal famoso garage di casa Jobs. Jobs lavorò a lungo sul progetto Lisa, chiamata così forse come omaggio alla prima figlia di Steve Jobs, che il cofondatore di Apple per anni non volle né incontrare né riconoscere. Fu un progetto fallimentare perché visionario ma solo sino a un certo punto: raccontava di una informatica fatta con processori e con supporti di memoria antichi, che il successivo Macintosh avrebbe superato. Perché?

buon compleanno lisa

La spiegazione è semplice: per i noti conflitti con la dirigenza di Apple e soprattutto con il suo Ceo dell’epoca, l’ex vicepresidente di Pepsi-Cola John Sculley, lo avevano momentaneamente spostato sul fronte di un prodotto giudicato secondario, pensato da un interno di Apple, Jeff Raskin, che voleva un computer potente ma facile da usare per tutte le famiglie americane. Steve Jobs prese la guida del progetto Macintosh e il resto è storia.

Invece, orfano del “padre” e soprattutto di molte delle figure chiave che Steve Jobs aveva con abilità scelto e trasferito all’altro progetto, Lisa era andato avanti come un ibrido, un primo tentativo che innovava ma non rivoluzionava, che trasformava ma non si distaccava radicalmente dalla tecnologia precedente: floppy disk da 5 1/2 anziché quelli da 3,5 pollici prodotti da Sony per il Macintosh e via dicendo.

La rivoluzione del Lisa però fu “piccola” solo se la confrontiamo con quella del Macintosh (che peraltro ci mise anni prima di ingranare), perché in effetti l’insuccesso del primo prodotto con finestre e mouse di Apple fu dovuto a cause anche congiunturali e comunque spianò decisamente la strada per il Macintosh, che lo seguì meno di un anno dopo a un costo sempre elevato ma inferiore ai 10mila dollari dell’epoca richiesti per un Lisa. Un cambiamento epocale che vale la pena di sottolineare e ricordare festeggiandone il 35mo compleanno.

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gennaio 12, 2018

“FBI contro Apple «È da idioti impedire di accedere ai telefoni»”

Un esperto in informatica forense che lavora per l’FBI ha attaccato Apple definendo le persone che lavorano nei team di sicurezza “idioti” e “geni del male” per le modalità che rendono estremamente complesso aggirare le impostazioni di cifratura integrate nei dispositivi.

Oggetto del contendere è l’annosa questione dell’impossibilità di accedere, senza la volontà dell’utente, a telefoni bloccati. Stephen Flatley, parlando mercoledì a New York nel corso dell’International Conference sulla cybersicurezza ha fatto l’esempio di Apple come azienda che rende difficile per lui e i suoi colleghi l’accesso agli iPhone con i meccanismi che rallentano i possibili tentativi dopo prove sbagliate. Come noto iPhone può essere bloccato con il Touch ID (o con il volto nel caso di iPhone X); quest’ultimo meccanismo consente solo cinque tentativi non riusciti prima che sia necessario inserire il codice di accesso.

Per dissuadere ulteriormente eventuali pirati informatici dal tentare dall’individuare il codice di sblocco, vengono applicati ritardi sempre più̀ lunghi dopo l’inserimento di un codice errato in “Blocco schermo”. Se Impostazioni > Touch ID e codice > Inizializza dati è attivato, l’intero contenuto del dispositivo verrà̀ cancellato automaticamente dopo 10 tentativi errati consecutivi di inserimento del codice.

Apple Vs FBI

La posizione dell’FBI su questo tema continua a essere quella di sempre, anche dopo il siluramento dell’ex direttore James Comey. Il suo sostituto, Christopher Wray, in una conferenza stampa ha recentemente espresso le sue perplessità, spiegando che, nonostante i mandati, l’agenzia non è riuscita ad accedere al contenuto di 7.775 dispositivi nel corso dell’anno fiscale che si è concluso il 30 settembre 2017. A suo dire, la cifratura è “un grave problema per la sicurezza pubblica”, ha invitato le aziende a lavorare con il Governo per “trovare in fretta una via d’uscita” e a suo dire l’FBI non ha alcun interesse nello sbirciare nel privato degli utenti attraverso gli smartphone.

L’ex capo dell’FBI, Comey, sulla questione era su posizioni completamente diverse da quelle di Tim Cook, Ceo di Apple che, lo ricordiamo, aveva definito“agghiaccianti” le richieste dei federali (un software o una backdoor per accedere sempre e comunque ai dispositivi protetti), evidenziando possibili implicazioni pericolose su scala globale.

“Nello specifico, l’FBI vuole che facciamo una nuova versione del sistema operativo dell’iPhone, aggirando alcune importanti funzioni di sicurezza, installandolo poi su un iPhone recuperato durante le indagini” aveva spiegato Cook. “Nelle mani sbagliate, questo software – che a oggi non esiste – potrebbe consentire di decrittare qualsiasi altro iPhone in mano a qualcuno. L’FBI potrebbe descrivere in modi diversi questo strumento, ma non fatevi ingannare: costruire una versione di iOS che bypassa la sicurezza in questo modo creerebbe senza dubbio un accesso secondario. E mentre il governo potrebbe dire che il suo utilizzo sarebbe limitato a questo caso, non c’è modo di garantire che sia così”.

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dicembre 13, 2017

“Synaptics «Il sensore impronte nel display arriva a gennaio in un terminale top»”

L’attesa sta per finire: se ne è parlato per mesi ed ora è confermato che il primo terminale con sensore impronte nello schermo, realizzato da uno dei costruttori più importanti al mondo, arriverà a gennaio e sarà mostrato al CES di Las Vegas.

Lo ha anticipato Synaptics, azienda che sviluppa soluzioni di interfacciamento umano usate da vari produttori: la società ha annunciato una collaborazione con «Un OEM tra i primi cinque al mondo» per la produzione in serie della nuova famiglia Clear ID FS9500, sensori impronte integrati nei display. Pensati per gli smartphone con schermi di grandi dimensioni come quelli di iPhone X o Samsung Galaxy S8, questi sensori possono essere richiamati dall’utente posizionando un dito sul display, sfruttando una funzionalità che «Si attiva magicamente» solo quando necessario.

Il produttore afferma che Clear ID è più veloce rispetto ad alternative biometriche quali il riconoscimento del volto in 3D, sicuro grazie a una tecnologia denominata SentryPoint e che il sistema è comodo per l’autenticazione al volo con il tocco di un dito sul touchscreen.

sensore impronte nello schermo

Della tecnologia proposta da Synaptics si era già parlato a dicembre dello scorso anno in seguito ad un annuncio del produttore stesso che indicava come particolarmente adatto il sistema del sensore posto al di sotto del vetro in abbinamento a display edge-to-edge. A ottobre di quest’anno è circolato anche il nome di Samsung come primo produttore di telefoni a lanciare uno smartphone con lettore di impronte nello schermo, evidenziando la possibilità di successo dei coreani. Ricordiamo che per diversi mesi questa funzionalità era attesa anche in iPhone X: l’assenza del tasto Home in render e schemi tecnici aveva portato a ipotizzare il sensore impronte nello schermo di iPhone X ma, dopo il lancio, Apple ha negato di aver preso in considerazione questa soluzione perché fin dalle prime fasi del progetto iPhone X è stato concepito con Face ID.

Oltre a Samsung, altri costruttori che potrebbero avere avviato una collaborazione con Synaptics sono Oppo, Vivo e Huawei. Synaptics è un fornitore anche di Apple, ma è probabile che quando la società parla di collaborazione con un OEM tra i primi cinque al mondo faccia riferimento a uno dei nomi prima citati, anche perché per tecnologie fondamentali come Touch ID e Face ID Cupertino ha sempre preferito sviluppare tecnologie e hardware internamente.

Vantaggi Clear ID-FS9500 secondo Synaptics

Synaptics spiega che il suo sensore funziona bene in varie condizioni: dita asciutte, bagnate, fredde e giacché si trova fisicamente sotto il vetro, è anche a prova di graffi e impermeabile. Tra i suoi potenziali punti di forza rispetto a una tecnologia come Face ID di Apple, Synaptics evidenzia la possibilità di funzionamento con lo smartphone collocato sul tavolo, utilizzabile da qualsiasi angolazione e anche quando il telefono è montato su un supporto porta-cellulare in auto.

Apple da parte sua ha spiegato che Face ID rappresenta il futuro della tecnologia di riconoscimento biometrico e da questo punto di vista è almeno due anni avantirispetto a tutto quanto visto fino ad oggi.

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novembre 29, 2017

“Apple vuole testare vetture a guida autonoma nel deserto dell’Arizona”

Apple avrebbe intenzione di affittare un circuito per il test dei veicoli situato in Arizona, da utilizzare per testare veicoli a guida autonoma. È quanto avrebbe riferito una fonte anonima al sito Jalopnik, spiegando che il sito in questione è un’ex proprietà di Fiat Chrysler. Negli ultimi mesi Apple avrebbe assunto vari tecnici e addetti alle prove che in precedenza hanno avuto ruoli simili in altre aziende del settore automotive, tutti con esperienza nel circuito di Surprise (Arizona).

Il circuito in questione in passato è stato usato da Chrysler per testare l’impatto delle alte temperature sulle auto in genere e su alcuni componenti. I circuiti di prova per la ricerca nel campo automobilistico non sono certamente una novità: consentono di avere a disposizione una gran varietà di fondi stradali lontano dal traffico, permettendo ai collaudatori di valutare l’efficienza dei veicoli. La struttura usata da Chrysler mette a disposizione piste varie, un anello per l’alta velocità, discese ripide e aree per i test sul bagnato. Il circuito è stato sfruttato da Chrysler per testare anche la corrosione e il logoramento sulla struttura del veicolo e la vernice della carrozzeria forzando il veicolo a continui passaggi su zone con fango e ghiaia.

vetture a guida autonoma- pista di test nel deserto dell'Arizona

Circuiti di questo tipo consentono di eseguire prove diverse da quelle classiche su strada, con test di comportamento e di affaticamento grazie ad anelli di alta velocità, percorsi di fatica, tracciati che prevedono un misto di tenuta e stabilità, tratti sterrati, guadi, salite e così via, tutti raccordati tra loro per permettere una grande varietà di combinazioni. Tra le varie prove eseguite in questi circuiti, anche riproduzione delle condizioni meteorologiche più diverse: dall’asciutto a varie intensità di pioggia fino a vere e proprie inondazioni.

Project Titan, nome in codice dell’immenso progetto che avrebbe dovuto portare alla creazione di un’automobile Apple, si dice che sia stato ridimensionato in un progetto per un sistema operativo per autoa guida autonoma. Le ultime indiscrezioni fanno riferimento a un piano in linea con progetti simili di Waymo (Google) e Uber per le vetture a guida autonoma. Apple sta impiegando una piccola flotta di auto su strada (alcuni SUV Lexus RX450h) per le quali ha ottenutoil permesso di eseguire test su strada in California. La multinazionale della Mela usa le auto di test per il programma “PAIL”, acronimo del percorso che porta da Palo Alto a Infinite Loop, dove si trova la sede storica di Apple a Cupertino.

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novembre 21, 2017

“Il Visitor Center di Apple Park apre al pubblico”

Apple Park Visitor Center

È ora aperto al pubblico il Visitor Center di Apple Park, il centro visitatori della nuova sede Apple a Cupertino. Il centro visitatori non si trova nel corpo principale di Apple Park. L’azienda lo definisce come una estensione architettonica del nuovo campus e ne riflette le principali scelte estetiche. Ampie vetrate, linee pulite e leggere, muri in pietra, luminosità e integrazione armoniosa con l’ambiente circostante ne riprendono i tratti stilistici.

Elemento caratteristico è il tetto in fibra di carbonio a sbalzo che sembra quasi fluttuare nell’aria, libero da antiestetiche colonne. Ricorda l’ingresso dello Steve Jobs Theater, costituito da un cilindro di vetro alto sei metri con tetto in fibra di carbonio. Lo Steve Jobs Theater è il nuovo auditorium dove ha debuttato, tra gli altri nuovi prodotti, anche iPhone X. I primi visitatori del nuovo Visitor Center sono stati naturalmente i “vicini” della comunità locale.

Apple Park visto da vicino e in realtà aumentata

Dicevamo che il Visitor Center è staccato dall’Apple Park vero e proprio, dal campus Apple. Non di molto: è dall’altra parte della strada. I visitatori possono però esplorare un modello 3D virtuale dell’Apple Park in realtà aumentata. Gli ospiti hanno anche la possibilità di visitare la terrazza sul tetto. Dalla terrazza si può ammirare una bella vista dell’edificio principale. Nel centro visitatori sono anche presenti una caffetteria e naturalmente un Apple Store. Nello store non solo è possibile provare con mano i prodotti Apple, ma anche trovare merchandising esclusivo della Mela.

Se vi trovate in California dalle parti della Silicon Valley, il Visitor Center di Apple Park potrebbe essere la meta di una gita. Naturalmente se siete appassionati della Mela morsicata.

Su questa pagina del sito Apple è possibile dare un’occhiata a belle foto del Visitor Center di Apple Park. Nella pagina vengono forniti anche indirizzo e orari d’apertura.

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