Posts tagged ‘Apple’

luglio 20, 2017

“Machine Learning Journal blog di Apple sull’apprendimento automatico”

“Machine Learning Journal” è un nuovo blog preparato da Apple allo scopo di documentare le ricerche e le innovazioni dell’azienda nel campo dell’intelligenza artificiale e dell’apprendimento automatico. Apple spiega che sul blog (raggiungibile a questo indirizzo) sarà possibile leggere post scritti da suoi ingegneri su attività nelle quali sono utilizzate tecnologie di apprendimento automatico, sfruttate per costruire prodotti innovativi. La Mela invita studenti, ingegneri e sviluppatori a inviare domande e suggerimenti. Il primo articolo è dedicato al miglioramento del realismo nelle immagini di sintesi, con dettagli tecnici non propriamente mainstream che illustrano come impedire artefatti nelle immagini, sfruttare un network “discriminatore” in grado di classificare le immagini sperare quelle che appaiono reali e no, attivare le procedure di apprendimento, ecc. In un meeting che si è svolto in Spagna lo scorso anno, Apple aveva mostrato a persone selezionate, alcuni dei lavori in corso nel campo nel campo dell’intelligenza artificiale e dell’apprendimento automatico. Tra gli argomenti di cui si era parlato, salute e funzioni vitali, rivelazioni volumetriche con i sensori LiDAR (Laser Imaging Detection and Ranging) per il telerilevamento di oggetti e superfici, predizioni complesse con output strutturato, elaborazione e colorizzazione delle immagini, assistenti intelligenti, modellazione del linguaggio (funzionalità utili per il riconoscimento vocale, identificare e autenticare singole voci), riconoscimento delle attività svolte dagli individui, modellazione cognitiva, del deep learning nelle reti neurali, deep reinforcement learning, formazione nel distributed computing e altro ancora.

Questo articolo lo trovate su sito Macity

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luglio 12, 2017

“N.2 Apple’all’asta’ per lotta ad autismo”

Il vicepresidente di Apple Eddy Cue si mette all’asta per una buona causa, combattere l’autismo. Eddy Cue, a capo della divisione Internet Software and Services della Mela, si offre per un pranzo ‘blindato’ all’Apple Park, il nuovo faraonico Campus di Cupertino in California. L’asta ha un valore stimato di 50mila dollari e per fare un’offerta c’è tempo fino al 25 luglio. La cifra raccolta sarà destinata all’Autism Movement Therapy, una organizzazione californiana senza scopo di lucro che assiste persone con autismo attraverso un programma speciale che combina musica e movimento.     Per partecipare bisogna aver compiuto almeno 18 anni, la data del pranzo verrà fissata compatibilmente con gli impegni di entrambi i partecipanti tra il 1 agosto 2017 e il 30 giugno 2018. Nel testo dell’asta viene espressamente citato il divieto di scattare fotografie.     Eddy Cue è già protagonista di una simile iniziativa: si è messo all’asta per beneficenza su Charitybuzz per la fondazione statunitense NABC (National Association of Basketball Coaches) che supporta iniziative nel campo dell’istruzione.

Questo articolo lo trovate su sito ANSA

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giugno 20, 2017

“Apple lavora con Health Gorilla per creare su iPhone la cartella clinica digitale universale”

Apple sta collaborando con Health Gorilla, start-up specializzata nell’aggregazione di informazioni mediche, a un progetto segreto che permetterà di trasformare iPhone in hub personale per tutto ciò che riguarda la documentazione sanitaria. Lo riferisce CNBC spiegando che le due aziende stanno lavorando per integrare in iPhone dati come ad esempio quelli relativi a esami del sangue, radiografie e altri esami, integrando dettagli in collaborazione con ospedali, centri di radiologia medica, laboratori di analisi. I primi dettagli del piano segreto di Apple per la cartella clinica digitale universale sono emersi negli scorsi giorni. Da quanto si apprende sul sito di Health Gorilla, questa startup consente di gestire in sicurezza dati clinici aggregando dati sanitari da una vasta gamma di operatori, offrendo a medici e ospedali accesso al quadro generale della salute del paziente. Benché il servizio sia pensato per i fornitori di prestazioni sanitarie, è utilizzabile anche dai pazienti per ottenere “in dieci minuti” copia delle cartelle cliniche. La startup ha racimolato poco meno di 5 milioni di dollari in finanziamenti e si è specializzata nel fornire ai medici “un quadro completo della storia clinica del paziente”. Il CEO Steve Yaskin ha fondato questa azienda dopo aver sentito un amico medico frustrato dai procedimenti per trasferire i dati degli esami diagnostici nella sua attività. Probabilmente l’idea di Apple è risolvere un problema che da anni riguarda il settore, semplificando e standardizzando le procedure per ottenere cartelle cliniche digitali. Gli ospedali spesso devono lottare per accedere a dati essenziali sui pazienti, sparpagliati tra laboratori di terze parti, strutture di assistenza e specialisti vari, una carenza di informazioni e dati che spesso porta a non avere a disposizione elementi di diagnosi ed è anche causa di errori medici. Apple avrebbe intenzione di risolvere questo problema di “interoperabilità” mettendo il paziente al centro dell’assistenza sanitaria. L’obiettivo è fornire agli utenti iPhone strumenti per rivedere, memorizzare e condividere informazioni mediche come ad esempio risultati di analisi, liste di allergie e così via. È una variazione della strategia di Apple che già con l’app Salute permette di monitorare attività, sonno e alimentazione ma anche pressione arteriosa, glicemia, peso e così via. Apple lavora già con alcune strutture mettendo a disposizione app e dispositivi iOS che rendono gli ospedali più efficienti: le cartelle cliniche e i dati sanitari sono sempre a portata di mano, gli infermieri possono somministrare i farmaci con maggiore precisione, e i pazienti sono sempre informati e coinvolti nel processo di cura, grazie alla migliore comunicazione con tutto lo staff medico. App per iOS permettono ai pazienti di tenersi in contatto con i medici curanti anche da casa, tra una visita ambulatoriale e l’altra. Per aiutarli a monitorare le proprie condizioni di salute, le strutture sanitarie possono sfruttare le app già disponibili o svilupparne di nuove usando CareKit.

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giugno 8, 2017

“Tutti i vincitori dell’Apple Design Award 2017”

Dopo aver celebrato il doppio premio conferito all’Italia, per AirMail 3 e Bear, in questo articolo tutti i vincitori dell’Apple Design Award 2017. Molti i giochi presenti in elenco, segnale evidente che si tratta di una delle categorie più interessanti di tutto lo store. Arrivato alla 20esima edizione, Apple Design Award è il premio più ambito dai programmatori dell’ecosistema Apple in tutto il mondo. Cupertino seleziona le migliori app che si distinguono per design, innovazione, creatività sviluppate per iOS, Mac, Apple Watch e Apple TV. Un premio che celebra non solo risultati tecnologici ma anche talento e abilità artistica. In palio ci sono computer e dispositivi Apple per un valore di diverse migliaia di dollari per ogni team vincitore, ma soprattutto l’assegnazione di un Apple Design Award permette di distinguere l’app vincitrice nelle sterminata offerta di app e software, un badge che da solo rappresenta un valore incalcolabile in termini di visibilità e pubblicità per diversi anni a venire. Ecco i vincitori. Tra i giochi presenti il puzzle game gratuito BlackBox, oltre al platform puzzle Splitter Critters, recensito da Macitynet a questo indirizzo, in cui tagliare letteralmente lo stage per consentire una via d’uscita ai protagonisti presenti a schermo. Immancabile anche il recente Old Man’s Journey, l’avventura grafica emozionante di un anziano viaggiatore, breve ma intensa, in grado di evocare storie e ricordi e di far riflettere sugli accadimenti della vita. Anche Severed in questa particolare lista, già accreditato da Macitynet come gioco ricco di potenziale, grazie a meccaniche che lo riconducono ad un Mix tra Zelda e Infinity Blade. sempre in tema videoludico premiato anche Mushroom 11, una sorta di puzzle game basato sulla fisica, con meccaniche basate sul multi touch, dove muovere le creature a schermo attraverso stage coloratissimi, in un ambiente surreale e post apocalittico. Chiuso il reparto videoludico, gli altri premi sono andati alle italiane AirMail 3 e Bear, mentre tra i premiati c’è pure Elk, un’app di conversione valute, compatibile anche con Apple Watch, con una grafica minimale ed elegante, che probabilmente gli è valso il premio. Per gli amanti della cucina, invece, il piatto è servito con Kitchen Stories, un’app di cucina, localizzata in italiano, che mette ogni settimana nuove ricette a disposizione degli aspiranti chef. Con Lake, invece, rimarranno soddisfatti tutti i creativi: a metà tra un gioco e un album da colorare, l’applicativo consente agli utenti, grandi e piccoli, di dare sfogo alla propria fantasia, creando veri e propri capolavori astratti. Ultime, ma non ultime, tra le premiate anche Enlight e Things 3. La prima permette di giocare con le foto, grazie a strumenti di modifica avanzati, che rendono unici gli scatti. La seconda, ben nota, è un potente task manager, compatibile con tutte le piattaforme Apple.

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maggio 3, 2017

“Miracolo AirPods: con AT&T si comprano in 2 giorni, con Apple 6 settimane”

Sembra trattarsi di un vero e proprio miracolo AirPods: negli Stati Uniti chi compra gli auricolari senza fili di Apple presso AT&T Wireless li riceve con tempi di spedizione di solamente due giorni, invece l’attesa rimane a 6 settimane per chi compra nel negozio online della Mela, con tempistiche identiche a quelle attualmente indicate anche su Apple Store online in Italia. Il miracolo AirPods rilevato da AppleInsider è notevole e interessante non solo per i numerosi appassionati che da tempo desiderano acquistarli. Rispetto alle 6 settimane di attesa previsti su Apple Store online, i due giorni di attesa con spedizione tramite corriere a pagamento oppure fino a 5 giorni tramite spedizione gratuita proposti da AT&T sembrano un sogno. Senza dubbio l’importante operatore mobile statunitense può contare su contratti privilegiati con Cupertino e su una fornitura consistente degli ambiti auricolari, il tutto abbinato a un volume di richieste inferiore rispetto a quello generato su Apple Store online. Ciò nonostante il divario tra le 6 settimane previste da Apple e i 2-5 giorni di AT&T rimane un mistero insondabile. Come è possibile che la società che li ha progettati, che commissiona la produzione e che poi provvede anche alla commercializzazione direttamente tramite negozi online e fisici, rimanere a secco di scorte e segnalare tempi di spedizione 8 volte superiori a quelli di un operatore mobile? Il miracolo AirPods è un mistero inspiegabile per gli utenti comuni, forse comprensibile solo dagli esperti di distribuzione o, più probabilmente, ha una ragione ben precisa nella complessa catena di distribuzione globale di Cupertino che difficilmente verrà mai svelato. Presentati al keynote Apple di settembre 2016 insieme agli iPhone 7 e indicati come presto in arrivo, la disponibilità è stata posticipata fino agli ultimi giorni dello scorso anno, così intorno agli AirPods si sono creati attesa e aspettative immensi, dovuti anche alle caratteristiche e funzioni uniche di questi auricolari. La disponibilità immediata o in pochi giorni è durata solo pochi istanti: praticamente da subito su Apple Store online i tempi di spedizione sono slittati a 6 settimane. Questo è ancora oggi il lunghissimo tempo che bisogna pazientare tra l’ordine e la spedizione prevista. Un errore ma soprattutto un peccato per Apple che in questo modo perde gli ordinativi degli utenti più impazienti.

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aprile 13, 2017

“Il ritorno in campo di Kevin Durant con i Warriors celebrato con Apple Pencil”

Per celebrare la striscia positiva più lunga della stagione dei Golden State Warriors in NBA e il ritorno di Kevin Durant (che non giocava dal 28 febbraio), l’artista, insegnante e appassionato di sport Robert Generette III – noto anche come Rob Zilla – ha condiviso sul sito Apple una sua illustrazione dedicata al cestista statunitense realizzata con l’iPad Pro e l’Apple Pencil. Nativo della zona di Washington DC, Zilla ha usato l’iPad Pro, l’Apple Pencil e l’app Adobe Illustrator Draw per creare lavori che il sito web Mashable ha definito “brillanti fermi immagini di azioni sportive”. I lavori dell’artista saranno mostrati in occasione della Warriors Fan Night nella finale di Oakland. I fan che arriveranno alla Oracle Arena di Oakland, riceveranno una maglietta dedicata alla Warriors Night con riprodotti giocatori dei Warriors, allenatori e leggende varie. I primi 10.000 fan riceveranno la Cheer Card “Starting 5” dei Warriors. Sulle magliette e cheer card sono riprodotti disegni di Zilla.

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aprile 13, 2017

“Team di Apple lavora su rivoluzionario sistema di monitoraggio della glicemia”

Stando a quanto riporta CNBC, in un anonimo complesso di uffici di Palo Alto (California), un piccolo gruppo di ingegneri biomedici Apple starebbe lavorando a un meccanismo di monitoraggio per la misurazione della glicemia capace di cambiare il trattamento del diabete Il lavoro di ricerca in questione sarebbe iniziato anni addietro, quando il defunto Steve Jobs era CEO; Jobs aveva chiesto di sviluppare un sensore non invasivo in grado di monitorare costantemente il glucosio, ottenere un quadro completo del profilo glicemico e migliorare la qualità della vita. Apple pare sia piuttosto avanti con la ricerca e sperimentazioni in merito sono state condotte presso cliniche della Bay Area di San Francisco con consulenti assunti per risolvere aspetti normativi. Il glucose team di Apple risponde a Johny Srouji, senior vice president di Apple responsabile tecnologie hardware e che – tra le altre cose – ha guidato lo sviluppo del SiP (System in Package) –  integrato nell’Apple Watch. Una delle persone interpellate da CNBC riferisce dello sviluppo di sensori ottici che puntando una luce sulla pelle permetterebbero di evitare i pungidito. Voci di Apple al lavoro su iniziative di vario tipo nel settore dell’assistenza sanitaria non sono nuove. Ancora prima dell’arrivo dell’Apple Watch sul mercato si vociferava di sistemi per il monitoraggio di pressione arteriosa e livelli di glucosio nel sangue. Molti sensori che Apple avrebbe voluto integrare nell’Apple Watch, non sono stati ancora proposti perché la tecnologia di misurazione si sarebbe rivelata non sempre accurata. Apple non avrebbe abbondonato l’idea dei sensori e starebbe continuando a sviluppare e migliorare tecnologie che prima o poi dovremmo vedere su suoi dispositivi. Nel 2015 Tim Cook aveva spiegato che Apple Watch non diventerà mai un dispositivo medico regolamentato dalle direttive del settore, uno strumento utilizzabile per finalità diagnostiche e/o terapeutiche. Il CEO della Mela aveva fatto capire che le regole della Food and Drug Administration (l’agenzia governativa che, tra le altre cose, si occupa della regolamentazione dei prodotti alimentari e farmaceutici, e delle apparecchiature mediche), rallenterebbero in modo eccessivo i cicli di rilascio del prodotto, frenando Apple. In passato sia Cook, sia altri dirigenti hanno incontrato i vertici dell’FDA. A marzo dello scorso anno Apple ha presentato CareKit, un framework software progettato per aiutare gli sviluppatori a creare strumenti che offrano agli utenti la possibilità di gestire attivamente le proprie condizioni di salute. Le app per iPhone che usano CareKit consentono di tenere traccia di piani di assistenza e di monitorare sintomi e trattamenti, aiutando le persone a comprendere meglio il loro stato di salute. Gli sviluppatori di app per la salute e il benessere possono integrare i moduli CareKit in applicazioni di vario tipo, incluse quelle per la gestione del diabete.

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aprile 4, 2017

“Apple svilupperà da sola le GPU per iPhone e iPad”

Giusto il tempo di ricevere in licenza da Imagination Technologies le tecnologie collegate all’architettura Furian, che dovrebbe portare a GPU da iPhone capaci di gestire contenuti 4K a tutto tondo senza problemi, e Apple ha annunciato che non userà più i brevetti dell’azienda inglese. Non immediatamente, ovvio, ma nel giro di 15-24 mesi. Il lasso di tempo che serve a progettare e realizzare GPU fatte in casa. La decisione di Apple è stata comunicata dalla stessa Imagination, perché Apple è il suo principale cliente e quindi il flusso di denaro proveniente da Cupertino fa una buona parte (circa la metà, si stima) del bilancio dell’azienda. Le cui azioni, non a caso, sono crollate dopo la comunicazione del prossimo addio di Apple. Imagination annuncia battaglia, perché ritiene che sia impossibile progettare una architettura di GPU adeguata anche nei due anni che sono il massimo lasso di tempo previsto da Apple prima di smettere di usare i brevetti dell’azienda inglese. Che lascia quindi chiaramente intendere che Apple userà le sue tecnologie nelle nuove GPU, aprendo la porta a interminabili dispute sui brevetti. Tanto che Imagination ha già dichiarato ufficialmente che Apple non ha dimostrato nella pratica la sua affermazione di stare già lavorando da tempo alle sue GPU e poter quindi fare a meno delle tecnologie Imagination. Un esempio di rendering con GPU PowerVR di Imagination Technologies In realtà le cose potrebbero essere molto più complesse di quanto Imagination non descriva. I suoi brevetti possono essere in qualche modo aggirati legalmente da Apple, che li conosce e quindi sa dove e come variare le tecnologie della casa inglese per farle apparire “indipendenti”. Ma non sarà nemmeno necessario: Apple non parte veramente da zero perché ha già assunto molti (ex) dipendenti dell’azienda inglese, proprio per creare un suo gruppo di lavoro dedicato alle GPU. Dispute sui brevetti a parte, la notizia per gli utenti Apple ha una valenza importante perché gli elementi più innovativi dell’ecosistema iOS stanno venendo proprio dai processori e dai chip progettati direttamente da Apple. Il fatto che a Cupertino ora si dedichino direttamente alle GPU promette buoni sviluppi per gli iPhone e iPad dal 2018-2019 in poi.

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febbraio 15, 2017

“Da Apple il trailer di Planet Of The Apps, il reality show sul mondo degli sviluppatori”

Preparatevi a vedere sempre più il marchio Apple non solo su dispositivi mobile e computer ma anche nelle serie TV: negli scorsi giorni Cupertino ha rilasciato il primo trailer della serie TV Karpool Karaoke e a breve distanza anche il primo trailer di Planet Of The Apps, entrambe serie TV prodotte direttamente da Apple in arrivo su Apple Music. A differenza di Karpool Karaoke più improntato sull’umorismo, con varie celebrità che a bordo di una vettura scherzano e si cimentano in prove di canto su brani famosi, Planet Of The Apps è un reality show interamente dedicato all’universo dello sviluppo di app. Delle oltre 100.000 app proposte per partecipare allo show, Apple ha scelto 100 sviluppatori che nei vari episodi avranno solamente 60 secondi di tempo per presentare il loro progetto di app e business, per convincere uno o più dei 4 mentor super star: Gwyneth Paltrow, Jessica Alba, Gary Vaynerchuk e will.i.am. La pubblicazione del trailer arriva a pochi giorni di distanza dalla notizia della fine delle riprese: mel primo trailer di Planet Of The Apps vengono mostrati vari momenti del reality, incluse le sessioni in cui giovani sviluppatori presentano le loro app e la valutazione dei consiglieri super star. I progetti giudicati più meritevoli verranno ulteriormente sviluppati e migliorati con i consigli dei mentor, con l’obiettivo finale di una presentazione di fronte ai rappresentati di Lightspeed Venture Partners. Solo le app e gli sviluppatori vincitori di ogni puntata verranno finanziati con investimenti di milioni di dollari e la pubblicazione su App Store che permetterà loro di trasformare progetto e app in un vera società e raggiungere milioni di utenti in tutto il mondo. La serie TV Planet Of The Apps è condotta da Zane Lowe e sarà trasmessa su Apple Music. Cupertino non ha ancora annunciato la data di trasmissione ma molti puntano alla conferenza mondiale degli sviluppatori Apple WWDC che ogni anno si svolge in primavera, come evento perfetto per abbinare il lancio di questa serie TV.

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febbraio 13, 2017

“Apple Pay in Australia continua a faticare: sconto tra Apple e le banche”

Apple Pay in Australia continua a faticare per la “incomprensioni” tra Apple e le Banche. Ora, dopo le accuse rivolte a Cupertino dagli istituti di credito secondo i quali intorno al sistema di pagamento elettronico ci sarebbe troppo accentramento di potere e funzioni nelle mani di Apple, tocca alla azienda replicare. In un’intervista a AFR, la vice presidente di Apple Pay, Jennifer Bailey, ha criticato sostenuto che gli istituti di credito si sono limitate a discutere fra loro riguardo all’adozione di Apple Pay senza consultare Apple stessa. Lo scorso luglio una lista di istituti bancari australiani, fra cui Commonwealth Bank, Westpac, National Australia Bank, Bendigo e Adelaide Bank, hanno inviato una richiesta formale alla Australian Competition and Consumer Commission (ACCC) – preliminarmente respinta – per ottenere l’accesso diretto ai sistemi NFC utilizzati da Apple Pay, senza però coinvolgere Cupertino. “Mentre inizialmente, in molti mercati, ci sono state banche che hanno diffidato nel lavorare con una società grande come Apple, ma, una volta iniziata la collaborazione e capita la piattaforma Apple Pay, ne hanno verificato i benefici”, ha detto Bailey, “Questo non è successo con le banche che si sono rivolte alla ACCC, perché la conversazione è avvenuta attraverso il processo di ACCC, rispetto a quello che normalmente accade, ovvero una conversazione bilaterale”. Solo una grande banca nazionale, ANZ, supporta attualmente di Apple Pay in Australia, anche se esistono alternative come ING e Macquarie. Gli altri istituti sembrano non avere intenzione di adottare lo strumento a meno che non venga concesso loro l’accesso diretto alla piattaforma. Apple ha sempre insistito sul fatto che consentire l’accesso di terze parti alla sua tecnologia NFC potrebbe comprometterne la sicurezza; inoltre tale implementazione obbligherebbe i proprietari dei dispositivi a scegliere manualmente quale applicazione utilizzare con il chip, riducendo drasticamente l’immediatezza del sistema e la sua potenziale adozione. Bailey ha aggiunto che, nonostante Apple Pay sia già integrato con i dispositivi delle Mela, questo non dovrebbe fermare la creazione di altri portafogli digitali. Ha anche ricordato che Apple vuole ancora lavorare con le banche che fino ad oggi hanno fatto ostruzione, sostenendo che Apple Pay presenta dei superiori “vantaggi su molte delle cose che stanno offrendo attraverso le loro applicazioni bancaria”. Dai dati rilasciati da Bailey gli australiani usano Apple Pay più volte ogni mese rispetto ai clienti in qualsiasi altro paese (circa il 26 per cento dei clienti ANZ utilizza la piattaforma), cifre che rendono l’Australia un Paese leader riconosciuto a livello mondiale per i pagamenti contactless e il loro utilizzo.

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