Posts tagged ‘Disabili’

gennaio 22, 2019

“Pensioni di invalidità. Zoccano: presto un tavolo di confronto con Di Maio e le Federazioni disabili”

Così Zoccano (grassetti nostri, ndr): “Avendo già chiarito la questione inerente al reddito di cittadinanza, andrà spiegata nello specifico, anche la pensione di invalidità, con un tavolo di confronto con le Federazioni Nazionali, alle quali deve essere offerto tutto lo spazio necessario in seno al Ministero competente in materia di previdenza, per avere tutte le risposte necessarie e concertare nel caso, le azioni da mettere in campo per risolvere ogni dubbio. Ho già proposto al Ministro di Maio, responsabile della materia previdenziale, che ha accettato convintamente, l’apertura di questo tavolo in tempi brevissimi. Un confronto costruttivo è quanto mai necessario per giungere presto e bene a soluzioni condivise. Molti cittadini e le loro famiglie attendono delucidazioni per delineare con maggior sicurezza, il loro percorso di vita” In merito all’insoddisfazione del mondo della disabilitò, rispetto alle misure previste dal neo licenziato decreto sul reddito di cittadinanza, Zocccano nei giorni scorsi aveva scritto così su Facebook (grassetti nostri, ndr): “L’idea che mi sono fatto, assistendo alla miriade di commenti e dichiarazioni sul Decreto del Governo in tema di disabilità, è che si stia facendo non poca confusione tra pensioni e indennità, tra invalidità e inabilità al lavoro. Il provvedimento del Reddito di Cittadinanza riguarda allo stesso modo, tutti i cittadini, con o senza disabilità. Le persone con Disabilità che rientrano nei parametri della legge 68/99 non firmeranno il Patto per il Lavoro perché sono comprese nel meccanismo del Collocamento Mirato. Sta ora all’esecutivo, mettere mano in modo chiaro e risolutivo, al funzionamento degli uffici del lavoro: un’azione non più procrastinabile.” Le prestazioni pensionistiche in favore dei disabili, sono concesse ai soggetti colpiti da patologie invalidanti, non dipendenti da cause di guerra, di lavoro o servizio. Occorre ovviamente non confondere le somme percepite a titolo di indennità, e quindi non soggette a limiti reddituali ed imposizione fiscale e che non formano reddito per il beneficiario, da quelle percepite a titolo di pensione, sottoposte invece a limiti di reddito e di conseguenza sospese o revocate, una volta superato il limite consentito. Le caratteristiche, i requisiti e gli importi delle singole prestazioni dipendono dal tipo di invalidità, dall’età e dalla gravità della menomazione. Uno stesso soggetto può percepire più assegni a vario titolo, in ragione delle condizioni e delle patologie che presenta. L’esempio più ricorrente è quello della percezione di indennità, più la pensione di inabilità, più altra entrata dipendente dalla propria condizione e patologia, come possono essere la cecità o l’ipoacusia. Le Associazioni di categoria, che a vario titolo si stanno esprimendo sul testo del decreto, lamentando di non aver visto accolti i loro emendamenti, devono ricordare che la sede costituzionalmente prevista per la fase emendativa, è il Parlamento. Il Governo, nell’ambito delle sue prerogative costituzionali propone un testo che, in ogni caso, deve essere esaminato dal Parlamento. Le Associazioni saranno certamente ascoltate in quella sede, dove potranno ragionevolmente proporre il loro punto di vista e motivare le modifiche che richiedono. Con questo esecutivo, la Disabilità è parte fondamentale dell’Agenda: veniamo da anni di politiche fatte a spot e senza una reale visione di insieme che inserisca la Disabilità in ogni campo di vita. Io sono senza dubbio alcuno a favore di un aumento delle pensioni per le Persone con Disabilità, a patto che questo però non sia sproporzionato in relazione all’interesse generale. Il mio impegno è quello di sensibilizzare tutti i Ministeri, concordando un’accelerazione nei processi riguardanti la Disabilità”.

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gennaio 15, 2019

“Compilazione del modello 730 disabili, a cosa fare attenzione”

È di nuovo tempo di Dichiarazione dei redditi e vogliamo quindi tornare a dedicare un approfondimento su tutto quello a cui è bene fare attenzione nella compilazione del Modello 730 per i disabili o di chi ha uno o più disabili a carico. A partire dalla bozza delle istruzioni disponibile sul sito dell’Agenzia delle Entrate partiamo dal promemoria di barrare la casella D nella terza colonna del blocco di Righi 2-5 in caso di figlio con disabilità riconosciuto ai sensi dell’art. 3 della Legge 104. L’attenzione va poi concentrata sul Quadro E, dedicato a “Oneri e spese”, e in particolare ai: – Rigo E2 – Spese sanitarie per familiari non a carico affetti da patologie esenti; – Rigo E3 – Spese sanitarie per persone con disabilità, per mezzi necessari all’accompagnamento, deambulazione, locomozione e sollevamento e per i sussidi tecnici e informativi che facilitano l’autosufficienza e l’integrazione; – Rigo E4 – Spese veicoli per persone con disabilità, per l’acquisto di motoveicoli e autoveicoli adattati per l’utilizzo da parte di persona disabili oppure atti al trasporto di portatori di non vedenti, sordi, persone con handicap psichico o mentale di gravità tale da avere determinato il riconoscimento dell’indennità di accompagnamento, invalidi con grave limitazione della capacità di deambulazione e persone affette da pluriamputazioni. RIGHI DA E8 A E10 – ALTRE SPESE: “SPESE PER LE QUALI SPETTA LA DETRAZIONE DEL 19%” In questi righi vanno indicate le spese desumibili dalla sezione “Oneri detraibili” della Certificazione Unica contraddistinte dai codici da 8 a 39 e 99, per le quali spetta la detrazione d’imposta del 19%. Raccogliamo di seguito i codici relativi ai portatori di handicap e loro familiari. Con il codice 15 (da specificare nella prima colonna) sono da indicare le “spese sostenute per gli addetti all’assistenza personale nei casi di non autosufficienza” accertata da documentazione medica. La detrazione spetta anche per i familiari a carico e può raggiungere un importo massimo di 2.100 euro, a condizione però che il reddito complessivo non superi i 40.000 euro. Con il codice 30 (da inserire nella prima colonna) sono da indicare le “spese sostenute dai sordi per i servizi di interpretariato”. La certificazione di sordità è considerata ai sensi della Legge n. 381 del 26 maggio 1970. Con il codice 38 (da inserire nella prima colonna) sono da indicare le spese sostenute per “premi relativi alle assicurazioni finalizzate alla tutela delle persone con disabilità grave come definita dall’articolo 3, comma 3 della legge 5 febbraio 1992, n. 104”. L’importo non potrà superare i 750,00 euro al netto dei premi per le assicurazioni relative al rischio di morte o di invalidità permanente. Novità introdotta dalla Legge di Bilancio 2018 – Con il codice 44 (da inserire nella prima colonna) sono da indicare le “spese sostenute in favore di minori o di maggiorenni con disturbi specifici dell’apprendimento (DSA)” fino al completamento della scuola secondaria di secondo grado. Le spese ammesse sono quelle compite per l’acquisto di strumenti compensativi e di sussidi tecnici informativi, di cui alla Legge n. 170 dell’8 ottobre 2010, necessari per all’apprendimento, nonché per l’uso di strumenti compensativi che favoriscano la comunicazione verbale e che assicurino ritmi graduali di apprendimento delle lingue straniere. RIGO E25 – SPESE MEDICHE E DI ASSISTENZA SPECIFICA PER LE PERSONE CON DISABILITÀ È questo lo spazio dedicato all’indicazione dell’importo delle spese mediche generiche e di quelle di assistenza specifiche necessarie nei cadi di grave e permanente invalidità o menomazione sostenute dalle persone con disabilità, anche senza una specifica prescrizione da parte di un medico, a condizione che dal documento attestante la spesa risulti la figura professionale e la prestazione resa dal professionista sanitario. Nelle istruzioni dell’Agenzia delle Entrate, relativamente alle detrazioni di cui al Rigo 25, si specifica che, nel caso di ricovero del disabile in un istituto di assistenza, la detrazione spetta soltanto per la componente di spese mediche e le paramediche di assistenza specifica e non per l’intera retta pagata. Pertanto, i due importi dovranno risultare distintamente nella documentazione rilasciata dall’istituto. Ricordiamo che, in caso di utilizzo come modalità di pagamento del cosiddetto “scontrino parlante” le spese sostenute nel corso dell’anno dovrebbero già comparire all’interno del Modello 730 precompilato, che dovrebbe essere disponibile a breve sul sito dell’Agenzia delle Entrate, insieme alla relativa guida alla compilazione.

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gennaio 9, 2019

“Disabili, dalla Regione fondi per la tecnologia

Regione Lombardia ha stanziato 2,6 milioni di euro ad hoc. «La misura – spiega l’assessore alle Politiche per la famiglia Silvia Piani – è finalizzata ad estendere le abilità e a potenziare la qualità di vita dei disabili e dei minori con questi disturbi specifici mediante un contributo che può coprire fino al 70 per cento delle spese di acquisto, noleggio o leasing di ausili e strumenti tecnologicamente avanzati che devono essere funzionali al miglioramento della loro autonomia, con particolare riferimento all’ambiente domestico, al sostegno delle potenzialità, delle capacità motorie, visive, uditive, intellettive, del linguaggio, e dell’apprendimento». Possono partecipare al bando i giovani o gli adulti disabili, e i minori o i giovani con disturbo specifico di apprendimento (Dsa), con Isee non superiore ai 30mila euro e che non hanno abbiano ricevuto contributi per l’acquisto di strumenti tecnologicamente avanzati (ai sensi della l.r. 23/99) nei 5 anni precedenti e nella stessa area geografica. La Regione finanzia l’acquisto di ausili e strumenti che abbiano un costo compreso fra 300 e 16mila euro. Il contributo è diversificato nei massimali per quattro aree di intervento: domotica, mobilità, informatica e altri ausili (per l’acquisto di strumenti non riconducibili al nomenclatore tariffario o ad alto contenuto tecnologico). La domanda può essere presentata solo online all’indirizzo http://www.bandi.servizirl.it. Tra i documenti richiesti il preventivo, la fattura o la ricevuta fiscale della spesa sostenuta. In caso di ausili o di strumenti particolarmente costosi, acquistati a rate, si dovrà integrare l’atto della domanda con una copia del contratto di finanziamento. «Le domande – spiega l’assessore Piani – verranno gestite dalle Agenzie di tutela della salute (Ats), che provvederanno alla verifica dei requisiti e alla liquidazione dei contributi, nei limiti del budget assegnato. Ad ogni Ats abbiamo messo a disposizione un budget calcolato sulla base della popolazione residente».

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gennaio 7, 2019

“Le novità Facebook, Instagram, Skype, servizi e contenuti più accessibili agli utenti disabili”

Al ristorante è difficile resistere alla tentazione di immortalare e condividere immediatamente su Instagram il nostro piatto artistico; al concerto una serie di foto a raffica da sotto il palco non la fai per una story in diretta? Le famose ginocchia in primo piano su sfondo marittimo, poi, sono il tormentone visivo delle vacanze mostrate su Facebook, un po’ per restare in contatto per gli amici, un po’per dire io sono in spiaggia e voi no! Insomma, la nostra vita ormai è sempre più distillata in immagini condivise in tempo reale sui social, dove la foto  la fa da padrona, a discapito del testo. In considerazione di questo, grazie all’intelligenza artificiale i colossi del web sociale si stanno adeguando per rendersi più accessibili anche alle persone con disabilità della vista i contenuti che quotidianamente tutti noi produciamo attraverso le immagini. DESCRIZIONE FOTO INSTAGRAM – L’ultima novità arriva da Instagram, che ha annunciato due nuovi miglioramenti per favorire la fruizione dei suoi contenuti da parte delle persone ipovedenti o non vedenti che usano il principale social dedicato alle immagini, amatissimo in particolare dai più giovani, che lo scelgono sempre più spesso, abbandonando Facebook. Instagram, fanno sapere dal quartier generale dell’azienda, ha introdotto due funzioni: il testo alternativo automatico per le immagini, e la possibilità di inserirlo a mano da parte dell’utente. Il testo alternativo non è altro che la descrizione di ciò che è contenuto nell’immagine, che viene letta dallo screen reader della persona non vedente. Instagram ha quindi introdotto questa funzione che può essere sia manuale (l’utente scrive lui la descrizione della foto) sia automatica per Feed, Ricerca e Profilo della app, basata sulla tecnologia di riconoscimento degli oggetti. (qui viene spiegato come fare). DESCRIZIONE FOTO TWITTER E FACEBOOK – Anche il social di microblogging tradizionalmente più legato alla scrittura, coi suoi 280 caratteri di cinguettii si sta aprendo di più alle immagini. Anche per questo motivo, ormai già da un po’ Twitter ha introdotto la possibilità di inserire a mano una descrizione della foto che si condivide, così che la persona non vedente possa conoscerne il contenuto attraverso lo screenreader. Facebook  invece ha da tempo adottato l’intelligenza artificiale per la descrizione automatica di immagini e foto, attraverso l’ausilio del VoiceOver. Anche in questo caso, la descrizione è “ a grandi linee”, segnalando all’utente che la foto può contenere “due persone”, “un’automobile”, ecc.per attivare questa funzione basta andare nelle impostazioni generalidi Facebook. SOTTOTITOLI IN TEMPO REALE SU SKYPE – Ma non ci sono solo immagini: i sistemi di messaggistica istantanea si adeguano per rendere le conversazioni sempre più accessibili ai propri utenti. Lo ha fatto anche Skype, che ha appena annunciato il lancio dei sottotitoli in tempo reale nelle videochiamate, luna funzionalità che verrà gradualmente resa disponibile per tutti,  disponibile su Skype nella versione 8 su Android (6.0+), tablet Android, iPhone, iPad, Linux, Mac, Windows e Skype per Windows 10 (versione 14). Utile in questo caso alle persone sorde o con problemi di udito, questa funzionalità  dovrebbe permettere di leggere in tempo reale ciò che la persona dall’altro capo dello smartphone sta dicendo, grazie a sottotitoli che scorreranno sotto. Al vaglio sembra anche una futura opzione di sottotitoli in una finestra laterale. L’opzione può essere attivata in maniera predefinita dalle Impostazioni o attivata per la singola telefonata, selezionando + durante la chiamata, e scegliendo “attiva sottotitoli”.

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gennaio 3, 2019

Bisogna davvero usare il denaro per avere degli amici?

Ci troviamo a Reggio Emilia, e quest’ oggi vi voglio raccontare, la storia di Cristian Viscione un ragazzo di vent’anni affetto da SMA ( Atrofia Muscolare Spinale.) Questa malattia, colpisce una persona su diecimila, Cristian è costretto a letto dall’età di 8 anni. Adesso, cercherò di darvi qualche informazione generale riguardo questa malattia… Essa, è caratterizzata dalla degenerazione dei motoneuroni delle corna anteriori del midollo spinale a cui consegue l’atrofia, la debolezza dei muscoli, del tronco e degli arti. La SMA- Spinal Muscular Antrophy, (così viene chiamata in inglese) è suddivisa in diverse forme cliniche chiamate: * Malattia di Werdnig-Hoffmann (SMA I) si manifesta entro i primissimi mesi di vita  o in utero​​​ con una riduzione dei movimenti fetali spontanei. Essa, ha un decorso molto rapido… Oggi è possibile prolungare e soprattutto rendere migliore la vita di questi bambini, grazie alle maggiori conoscenze nell’ambito medico e degli ausili. *SMA immediata (SMA II) esordisce dopo i primi sei mesi di vita, durante i quali il bimbo si è mosso in modo apparentemente normale, l’esordio può apparire in maniera acuta, questi bambini sono intelligenti e spesso precoci nel parlare. *SMA lieve o malattia di kugelberg-Welander (SMA III) viene fuori in età molto variabile. *SMA adulta legata al cromosoma X, o Sindrome di Kennedy (lV) normalmente nella forma che colpisce gli adulti, i sintomi iniziano a manifestarsi dopo i trentacinque anni di età. Molto raramente l’atrofia muscolare spinale, si manifesta tra i 18 ed i 30 anni soprattutto nei maschi. La malattia è trasmessa come carattere recettivo, (a parte la Sindrome di Kennedy che è una forma legata al cromosoma X.).  Nonostante la sua immobilità fisica, Cristian è un ragazzo molto brillante e pieno di vita, ma vorrebbe trovare amici della sua età disposti a fargli un po’ di compagnia. Per questo L’altro giorno ha deciso di scrivere un post su Facebook dove diceva che era disposto a pagare €7 a l’ora, pur di avere qualche suo coetaneo, disposto a passare un po’ di tempo con lui. E’ l’edizione locale de “Il Resto del  Carlino”,  a raccontare la storia di questo ragazzo, appassionato di calcio è tifoso della Juve. A tenergli compagnia spesso e la sua infermiera Irene, che ha effettuato proprio il suo tirocinio con lui. Anche se adesso lei, ha trovato un lavoro presso una casa di riposo, trova sempre il tempo per andare a trovarlo, dedicandogli anche il suo giorno di riposo. Cristian, si esprime scrivendo: con un joystick, si muove sulla tastiera virtuale e le parole si compongono su un foglio elettronico, spazzate da un click su un mouse ma so sempre da ragazzo. Tutto questo ci fa capire, che anche se lui è bloccato fisicamente, mentalmente è molto intelligente, vuole solo la compagnia gli amici della sua età. A dire il vero Questa storia mi ha commosso molto, in quanto traspare benissimo La solitudine che Cristian prova, il suo bisogno di NORMALITÀ.  Addirittura e’ disposto a pagare economicamente delle persone, pur sentirsi parte del mondo e poter così parlare con qualcuno di calcio, o del più e del meno. Mi sembra assurdo, che siamo nel 2019 ed ancora esistono queste cose che mettono tanta tristezza al cuore. Mi auguro che tanti ragazzi come Cristian trovino sempre qualcuno disposto a tenergli la mano e ad ascoltarli per il piacere di stare insieme e non perché ci sarà un compenso di denaro. Spunti da: https://www.tgcom24.mediaset.it/cronaca/emilia-romagna/reggio-emilia-ragazzo-disabile-cerca-amici-disposto-a-pagarli-7-euro-all-ora-_3182227-201802a.shtml?fbclid=IwAR1jyN-G9mYaf9ic6Ba_OcjuNbIGbgMyexcDPg8fFBNM9ztkrCnLTnjLyHo

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dicembre 23, 2018

“Francesco, disabile, viene adottato dal suo amico Davide: questa è la loro storia!”

Francesco, disabile dalla nascita, è stato adottato dal suo amico Davide perchè nessuna famiglia si è mai dimostrata propensa ad accoglierlo: una storia a lieto fine che però invita a riflettere sulle ipocrisie della nostra società. Qualche tempo fa, l’ottenimento dell’adozione di Francesco, un ragazzo di 32 anni disabile dalla nascita, da parte di Davide, un uomo single di 48 anni, aveva fatto notizia poiché tra i due intercorrono solo 16 anni di differenza e, secondo quanto stabilito dalla legge, tra gli aspiranti genitori e l’individuo adottabile deve esserci un divario di almeno 18 anni di età; ciononostante un giudice, comprendendo la delicata situazione di Francesco, costretto a vivere fino a trent’anni in un centro diurno per disabili perché nessuna famiglia si è mai dimostrata propensa ad accoglierlo, ha acconsentito l’istanza di adozione di Davide. Sebbene Davide e Francesco siano legalmente padre e figlio da poco meno di un anno è come se lo fossero stati da sempre; fin dal primo momento in cui si sono incrociati nel centro diurno a Roma, non si sono più lasciati. Tutto è nato casualmente nel 2013 quando Davide svolgeva l’attività di volontariato presso quella struttura. Sicuramente non si sarebbe mai aspettato che un giorno il presidente avrebbe potuto proporgli di fare da assistente, in maniera esclusiva, a un ragazzo disabile degente. Nonostante inizialmente Davide fosse titubante, perché non era certo di aver le competenze adatte per svolgere un lavoro del genere, aveva accettato di buon grado quella nuova sfida con sé stesso. “In realtà già in passato, grazie al servizio civile, mi era capitato di svolgere la mansione di volontario sempre presso quella stessa struttura, ma non avevo mai avuto occasione di conoscere Francesco. Principalmente all’epoca mi occupavo di far svolgere delle attività ludiche a un gruppo di ragazzi con disabilità, mantenendo però un certo distacco imposto dal ruolo che ricoprivo. Sinceramente stavolta avevo già messo in conto che, stabilendo un rapporto stretto in qualità di assistente personale a favore di un solo beneficiario, il mio coinvolgimento sarebbe stato sicuramente maggiore.” Spesso è difficile che un rapporto professionale tra assistente e assistito sfoci in qualcosa di più profondo, anche se ovviamente esistono le eccezioni, nel caso di Davide e Francesco tuttavia, costituisce una possibilità più unica che rara di diventare parenti… Se per molti la scelta da parte di Davide di adottare legalmente Francesco appare bislacca, in realtà si è trattato solo di compiere il passo decisivo per risolvere un cavillo burocratico, perché lui si sentiva suo padre molto tempo prima di riceverne il tanto desiderato riconoscimento giuridico. “Man mano che io e Francesco passavamo del tempo insieme legavamo sempre di più, per cui tutte le volte che dovevamo restare lontani per un certo arco temporale provavamo una grande sofferenza. È proprio per evitare tutto questo che ho iniziato a portare Francesco a casa con me sia nei weekend che nelle feste comandate. In seguito poi, divenendo il suo tutore a tutti gli effetti, ho potuto esercitare il diritto di portare Francesco a casa mia tutte le sere per poi riaccompagnarlo al centro ogni mattina. (Come previsto dalla legge in questi casi)”. Finché Davide aveva la residenza Roma riusciva a gestire senza particolari difficoltà il tran–tran quotidiano con Francesco; una volta trasferitosi a Latina però nulla era più come prima: via via che passava il tempo diventava sempre più difficoltoso sostenere i costi di viaggio Latina/Roma più volte alla settimana. Per queste ragioni, intentare la richiesta di adozione legale di Francesco era l’unica strada possibile per stare insieme senza più dover sottostare ai vincoli burocratici imposti dalla legge. Fortunatamente, dopo aver lottato tanto per raggiungere questo desiderio, tutto è andato a buon fine: oggi padre e figlio vivono intensamente ogni attimo della loro quotidianità e, soprattutto nel tempo libero, amano gironzolare per le vie del centro di Latina, oppure trascorrono ore ed ore in cucina a preparare deliziosi manicaretti. Benché questa vicenda si sia conclusa bene, constatare il rifiuto in massa delle altre famiglie ad adottare Francesco solo perchè disabile, rappresenta una sconfitta sotto il profilo umano. Sebbene ad alcune coppie viene data la possibilità di adottare un bambino, questo non significa aver il privilegio di sceglierlo su misura in base alle proprie velleità. Sarebbe più opportuno in questi casi invece saper accettare la prima offerta di adozione proposta a prescindere da tutto, anche perché in natura quando si decide di mettere al mondo un bambino è il fato che decide come sarà e quali doti e aspirazioni avrà una volta diventato grande. Perché anche nelle adozioni non può valere questo discorso? Naturalmente nessun genitore si augurerebbe mai di dare alla luce un figlio disabile, però quando questo accade, quest’ultimo si rimbocca le maniche e cerca di cres

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dicembre 16, 2018

“Cinema disabili: nuove agevolazioni per spettatori e associazioni”

Space Cinema ha annunciato una serie di novità che interesseranno spettatori disabili e associazioni ed organizzazioni che operano sul fronte disabilità.

E’ stato infatti messo  a punto un progetto che opera in queste due direttrici con l’obiettivo, dichiarano i promotori, di promuovere e diffondere l’integrazione sociale, agendo sul comune senso di appartenenza ad uno stesso territorio.

SPAZIO GRATUITO PER LE ASSOCIAZIONI – Il progetto prevede la concessione, a titolo gratuito, di spazi di comunicazione (foyer, schermo) alle associazioni e agli operatori che quotidianamente si occupano di temi legati alla disabilità.

BIGLIETTO GRATUITO SPETTATORI IN CARROZZINA – Già da dicembre, è prevista anche l’introduzione di un nuovo sistema di agevolazioni, tra cui il biglietto gratuito per gli spettatori in carrozzina e per i loro accompagnatori.

QUALI CINEMA – Questa prima fase del progetto partirà dal 2019 e interesserà i multisala tra i più grandi del circuito, ovvero quelli di Parco de Medici (Roma), Limena (Padova), Vimercate(Milano) e Fuorigrotta (Napoli), oltre a quello di Livorno.

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dicembre 11, 2018

“Il pesante nesso tra disabilità e povertà e il colpevole silenzio del governo”

Qualche giorno fa, 3 dicembre, è stata celebrata la giornata mondiale delle persone con disabilità e il governo ha perso l’occasione di dare un segnale di attenzione che andasse oltre generiche e vuote affermazioni di principio. Vi è, infatti, un crescente nesso tra le condizioni di non autosufficienza e la povertà economica che andrebbe affrontato in modo strutturale. Un emendamento del Pd alla Legge di Bilancio che avrebbe consentito di dare un sostegno concreto alle persone che hanno più bisogno è stato respinto, e resta il problema di entrare a fondo per offrire risposte dignitose. Non basta aggiungere qualche risorsa al fondo per le non autosufficienze o annunciare un Codice Unico per la disabilità, per poter dire di essere dalla parte delle persone fragili.
È necessario uscire dalla logica degli spot elettorali e impegnarsi nella realizzazione di politiche di lungo periodo che permettano misure efficaci e concrete che migliorino la vita delle persone con disabilità. La manovra presentata dal governo, attualmente in discussione alla Camera dei Deputati, non avvia quella rivoluzione, quella annunciata dal Ministro Salvini con l’istituzione di un ministero ad hoc che, oggi, sembra soltanto una bandierina messa sulla scacchiera della politica che vive la sua propaganda permanente.
La misura, che abbiamo proposto e che ripresenteremo al Senato, prevede l’istituzione di un assegno personale di cura per favorire progetti individualizzati per l’inclusione sociale, l’autonomia personale e le necessità di sostegno intensivo delle persone con disabilità non autosufficienti. Una norma che, una volta approvata, determinerebbe un significativo aumento delle risorse e un loro impiego per progetti di indipendenza e autonomia volti a sviluppare il potenziale di ciascuno
L’assegno non inciderebbe sulle altre prestazioni attualmente previste (per esempio: indennità di accompagnamento, indennità di comunicazione, pensione di invalidità), sarebbe commisurato in base al grado di gravità, alle condizioni e necessità specifiche e all’intensità del sostegno individuale necessario, fino a un valore massimo di circa 1.500 euro e la sua erogazione sarebbe subordinata alla sottoscrizione di un progetto individualizzato e al rispetto di procedure di rendicontazione per assicurare la coerenza tra l’utilizzo della prestazione e la finalità del progetto. In un Paese dove le persone con disabilità vivono in condizioni economiche molto peggiori rispetto al resto della popolazione a causa dell’assenza di lavoro e del costo dell’assistenza.

Da un governo che afferma che la sua ragione d’essere è il popolo, ci saremmo aspettati una maggiore attenzione nei confronti delle persone più fragili della nostra società. E in particolare che avesse presente che la condizione di non autosufficienza è una pesante causa di impoverimento per le persone fragili e per l’intero nucleo familiare.

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dicembre 5, 2018

“Un “Risciò solidale” per anziani e disabili per vivere la città in modo eco-sostenibile”

Un trasporto eco-sostenibile per anziani e persone affette da disabilità per vivere al meglio la città. E’ l’idea proposta da Stefano Donati, capogruppo di Lista per Ravenna nel consiglio del Centro Urbano, e inserita all’interno di un ordine del giorno depositato dal capogruppo in consiglio Alvaro Ancisi, che chiede di “Introdurre a Ravenna il Risciò Solidale”. “L’idea del “Risciò Solidale” nasce nel 2015 a Verona, come nuovo concetto di mobilità e trasporto eco-sostenibile con finalità sociali e ricreative, per volontà di vari enti proponenti che hanno avuto l’idea di portare in Italia un progetto già attivo con successo in alcune città europee – spiegano i due consiglieri – Il progetto, gestito da detenuti in fase di reinserimento, è rivolto agli anziani ospiti delle strutture residenziali protette o a persone disabili, con la finalità di sviluppare anche rapporti di solidarietà e di arricchimento emotivo. Dopo un periodo di formazione, i detenuti che si offrono come volontari per svolgere questo servizio portano a passeggio per il centro storico gli ospiti, tranquillamente seduti sui risciò a disposizione. I mezzi attualmente utilizzati per questo tipo di servizio, sia a Verona che nelle altre città in cui è attivo, sono velocipedi con pedalata assistita, dotati di pannello fotovoltaico”.
Se riprodotta nel comune di Ravenna, questa iniziativa secondo Donati e Ancisi “farebbe nascere nel nostro territorio un nuovo sistema di accompagnamento delle persone anziane e con disabilità tra le vie e le piazze della città e del forese. L’aspetto sociale del progetto si completerebbe con la possibilità di essere gestito da detenuti che abbiano intrapreso volontariamente un percorso riabilitativo. Per farlo decollare, occorre ovviamente la volontà politica di mettere in sinergia i diversi soggetti pubblici e istituti potenzialmente cointeressati, tra cui i servizi sociali del Comune, il carcere di Ravenna e le strutture residenziali per anziani e disabili. Per il finanziamento iniziale si potrebbero coinvolgere le fondazioni, le organizzazioni sociali, i sindacati e le cooperative del territorio, ai quali il progetto offrirebbe, nelle realtà in cui operano, importanti ricadute sociali. Quando il servizio, adeguatamente sperimentato, fosse a regime, si potrebbe poi estenderlo a uso turistico, col pagamento di un ticket, tendendo così a un equilibrio di bilancio e sviluppando anche opportunità interessanti di formazione/lavoro”.
Il Risciò Solidale, spiegano Donati e Ancisi, può costituire anche un mezzo innovativo e piacevole, capace di introdurre nella nostra realtà urbana una forma di mobilità dolce, in linea con le indicazioni nazionali ed europee che mirano allo sviluppo di trasporti urbani con ridotto o nullo impatto ambientale. “Con la recente modifica del Codice della Strada, i tricicli sono stati inseriti, all’art. 85, tra i mezzi che possono effettuare “servizi di noleggio con conducente per trasporto di persone o cose” – aggiungono i consiglieri – Il comune di Ravenna, per le opportunità sociali, ambientali e turistiche che lo distinguono e per la rete di associazioni no profit e di cooperative sociali che vi operano, presenta un terreno molto fertile per introdurre e sviluppare nei propri ambiti urbani – tra cui particolarmente interessato è senz’altro il centro storico – il Risciò Solidale, procedendo a definirne le modalità di esercizio e gli aspetti da regolamentare”. Con l’ordine del giorno si propone quindi alla giunta “di costituire un gruppo di lavoro tra i servizi potenzialmente interessati all’introduzione del Risciò Solidale nelle aree urbane del Comune, col compito di metterne a punto uno studio di fattibilità, e di presentarne l’esito al Consiglio comunale, al fine che possa formulare al riguardo le opportune linee di indirizzo di sua competenza”.

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dicembre 3, 2018

“Il Tribunale di Vicenza ha precisato come il trasporto pubblico debba essere garantito ai disabili i quali devono usufruire degli stessi benefici degli altri cittadini”

La pronuncia è del 13 settembre 2017.
Il caso
Nel caso oggetto della sentenza, un’associazione che si occupa di tutela dei disabili aveva proposto ricorso contro la società che si occupa del trasporto pubblico nel Comune di Vicenza.
L’associazione aveva accusato la stessa società di operare una discriminazione nei confronti delle persone disabili. Ciò “in quanto i mezzi utilizzati per il trasporto non sono accessibili alle persone con disabilità motorie”.
Non solo. Era anche stato evidenziato che i mezzi del trasporto pubblico erano “privi delle pedane estraibili che consentono alle persone costrette a muoversi su sedia a rotelle di salire e scendere dal mezzo in condizioni di autonomia e sicurezza e sono altresì privi dei sistemi di bloccaggio della carrozzina che assicurino al disabile, una volta salito sul mezzo, di viaggiare in sicurezza”.
Di conseguenza, l’associazione aveva chiesto che il Tribunale ordinasse alla società di cessare immediatamente tale condotta discriminatoria.
Inoltre, era stato chiesto di predisporre degli strumenti tecnici idonei a consentire alle persone disabili di poter salire e scendere dagli autobus del trasporto pubblico. E di farlo in condizioni di sicurezza, autonomia e dignità.
Il Tribunale di Vicenza ha ritenuto fondato il ricorso. I giudici, infatti, affermano che nel contratto con cui il Comune aveva affidato alla società parte in causa la gestione del servizio di trasporto pubblico, era previsto “l’obbligo dell’affidatario di rispettare ogni obbligo di servizio previsto dalla normativa applicabile”.
Non solo. Il Tribunale ha ricordato che, tra gli obblighi di legge, “vi è quello di non violare i diritti soggettivi degli utenti”.
Inoltre, tra i diritti degli utenti con disabilità vi è quello ‘di muoversi liberamente sul territorio, usufruendo, alle stesse condizioni degli altri cittadini, dei servizi di trasporto collettivo appositamente adattati o di servizi alternativi’ (Legge n. 104/92 art. 26)”.
Pertanto, il gestore del servizio di trasporto pubblico è obbligato a non pregiudicare i diritti soggettivi dei disabili. Così come il “limite delle risorse economiche disponibili” non può giustificare condotte illecite.
Oltre a ciò, “una maggiore attenzione alle esigenze degli utenti disabili avrebbe consentito di raggiungere risultati apprezzabili, nei termini sopra descritti, ben prima del deposito del ricorso in esame, senza necessità di interventi eccessivi o sproporzionati, e quindi nell’ambito di un ragionevole bilanciamento tra diritti dell’utenza in posizione di svantaggio ed esigenze di contenimento dei costi”.
Alla luce di tali considerazioni, il Tribunale di Vicenza ha condannato la società di gestione del trasporto pubblico ad adottare, entro sei mesi, un “piano di rimozione delle discriminazioni in essere ai danni dei portatori di disabilità motoria”, avente ben precise caratteristiche.
La società è stato quindi condannata al pagamento, in favore della ricorrente, della somma di Euro 6.000,00, a titolo di risarcimento del danno.

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