Posts tagged ‘Disabili’

febbraio 10, 2020

“Mobilità disabili. Un appello: le carrozzine con i propulsori di spinta siano equiparate alle bici elettriche!”

I propulsori di spinta per carrozzine sono diventati ormai oggetti di uso pressoché quotidiano per le persone con disabilità che usano la sedia a rotelle, consentendo loro di muoversi nelle città. In considerazione di questo, Égalité Onlus e Legambiente chiedono al governo italiano di riconoscere l’equivalenza delle sedie a rotelle dotate di propulsori di spinta alle bici elettriche, poiché, di fatto, si tratta di mezzi che in entrambi i casi sono dotati di motorini elettrici. Il motore è lo stesso e l’incapacità delle persone con disabilità a pedalare non può giustificare una discriminazione nei loro confronti, dichiarano i promotori della campagna, che chiedono quindi che vengano alzati i limiti di velocità di questi dispositivi. LE BARRIERRE ARCHITETTONICHE IN ITALIA I promotori dell’iniziativa partono da una premessa, ahinoi assai nota: in Italia le barriere architettoniche sono ancora numerosissime, questo nonostante da ben 34 anni ci sia una legge che impone ai comuni di dotarsi di PEBA (Piani per l’Eliminazione delle Barriere Architettoniche). Con buona pace degli impegni assunti nella Convenzione ONU per i diritti delle persone con disabilità, i marciapiedi italiani pullulano di ostacoli, a partire dai gradini privi di scivoli e perciò impossibili o comunque pericolosi per le sedie a rotelle. Il trasporto pubblico è un’altra nota dolente: autobus e stazioni di metropolitana sono spesso privi di pedane e ascensori, e le stazioni dei treni ancora in larga misura inaccessibili. Per supplire a questa situazione, quindi, si dovrebbe quantomeno non ostacolare l’utilizzo di ausili e strumenti che consentono alle persone disabili di fruire del loro diritto alla mobilità, come qualsiasi altro cittadino. I PROPULSORI DI SPINTA PER CARROZZINE I motorini elettrici da collegare alle sedie a rotelle (propulsori di spinta per carrozzine, ndr) rappresentano oggi una risorsa essenziale per consentire agli oltre 100 mila disabili motori in Italia di muoversi con un apprezzabile livello di autonomia e compensare i deficit di accessibilità dell’ambiente esterno. Possono essere forniti dalle ASL  per ‘equivalenza funzionale’ alle carrozzine elettriche, e sono particolarmente apprezzati dalle persone con disabilità motorie, perché grazie al loro peso e ingombro limitati, possono essere facilmente caricati su altri mezzi e trasportati con sé. ANALOGIE PROPULSORI DI SPINTA E BICICLETTE ELETTRICHE In Italia – affermano i promotori dell’iniziativa – sono stati consegnati, negli ultimi anni, almeno 12 mila motorini elettrici da agganciare alle sedie a rotelle dei disabili, le cui prestazioni stradali sono del tutto analoghe a quelle delle biciclette elettriche.  Il più venduto di questi è prodotto in Italia in più versioni, con velocità che variano tra i 20 e i 48 km/h circa. Una manna dal cielo per tutti coloro che tra l’altro, con una vergognosa pensione di invalidità di 280€/mese, non hanno facilità ad acquistare a proprie spese un’auto attrezzata con gli appositi dispositivi di guida. L’utilizzo di motorini per sedie a rotelle e carrozzine elettriche, si legge nella nota, è di fatto equivalente a quello delle bici elettriche, per due ragioni: 1. stato di necessità. L’interruzione sistematica dei marciapiedi italiani da gradini, dislivelli e pendenze impedisce ovvero ostacola gravemente la loro percorrenza su sedia a rotelle, esponendo i disabili a situazioni di pericolo anche grave, 2. non-discriminazione. L’incapacità fisica di imprimere forza ai pedali di una bici elettrica non può e non deve pregiudicare il diritto all’impiego di un mezzo equivalente da parte delle persone con disabilità. DECRETO ‘MILLEPROROGHE’, SEDIE A ROTELLE A RISCHIO SANZIONE E SEQUESTRO Le sedie a rotelle ‘motorizzate’ – dichiarano i promotori – sono in teoria classificate e fornite ai disabili come ‘dispositivi medici’ riconosciuti ‘equivalenti a carrozzine elettriche’. Secondo le norme vigenti, i motorini non dovrebbero però superare una velocità di 6 km/h, dovendosi altrimenti qualificare come ‘veicoli’, ai sensi del Codice della Strada. Ma nel mondo reale, alcune migliaia di paraplegici e tetraplegici in Italia conducono su strada ‘veicoli atipici’ con motore elettrico, in una situazione di limbo legislativo, sotto compassionevole tolleranza delle autorità che vigilano le strade. Le cose, però, potrebbero cambiare, poiché, denunciano i promotori, il Ministro dei Trasporti vorrebbe ora punire la generalità dei ‘veicoli anticipi’ – tra i quali ricadono anche quelli in esame – con una sanzione fino a 800 € e il sequestro amministrativo. Oltre al danno, la beffa! LA RICHIESTA DI ÉGALITÉ E LEGAMBIENTE AL MINISTERO DEI TRASPORTI Da qui la richiesta,estesa al Ministero dei Trasporti, al Consiglio dei ministri e al Parlamento della Repubblica Italiana del riconoscimento di piena equivalenza tra sedie a rotelle provviste di motorini elettrico e le biciclette elettriche. Senza rinunciare alla loro qualifica come ‘dispositivi

Questo articolo lo trovate su sito Disabili.com

Tag:
febbraio 4, 2020

“Rubato il tandem di un giovane disabile. L’appello della mamma: aiutateci!”

La usa un ragazzo adolescente di Dalmine affetto da una disabilità e il furto fa ancora più male. Tanto che la mamma del giovane ha lanciato un appello via Fb per ritrovare la bicicletta: un tandem bianco (esattamente come nella foto allegata, ndr) che il figlio usa per muoversi con anche la sua famiglia. La mamma ha quindi scritto on line e chiede aiuto a chi potrebbe aver visto qualcosa: «Questa sera (venerdì 17 gennaio, ndr) ci è stata rubata la bicicletta che usiamo con nostro figlio che ha una disabilità. Si tratta di un tandem bianco – scrive -. Per noi e nostro figlio è importantissimo ritrovarla. Se qualcuno la vedesse in Dalmine chiediamo la gentilezza di contattarci o avvisare i carabinieri. Grazie». Il furto intorno alle 23, a Dalmine: la bicicletta è stata rubata dal garage della famiglia bergamasca dove c’erano altre due ruote che però non sono state portate via. Per informazioni è possibile contattare direttamente i carabinieri oppure la mamma al 339/6917172.

Questo articolo lo trovate su sito DisabiliAbili.net

Tag:
gennaio 21, 2020

“Chatto dunque sono”

Tavola rotonda promossa dalle associazioni “ViviDown” e “Capirsi Down Monza” per promuovere un uso sicuro e consapevole dei social media tra i giovani, con e senza disabilità   Le associazioni “ViviDown” e “Capirsi Down Monza” organizzano per la giornata di sabato 25 gennaio (dalle ore 10 alle ore 12) la tavola rotonda “Chatto dunque sono. Per un uso consapevole e inclusivo dei social media”. L’incontro si svolgerà presso la sede di “Azione solidale” (via Giuseppe Gabetti 15) a Milano. Durante l’incontro, aperto alla cittadinanza, si parlerà di come promuovere un uso sicuro e consapevole dei social network tra i giovani, con e senza disabilità, affinché questi strumenti possano diventare opportunità di inclusione e partecipazione sociale. Durante l’evento verranno anche presentati i risultati di uno studio svolto sull’utilizzo che persone con disabilità e familiari fanno di questi strumenti tecnologici. Ingresso libero, previa iscrizione a servizi@vividown.org oppure a segreteria@capirsidown.it

Questo articolo lo trovate su sito DisabiliAbili.net

Tag:
gennaio 13, 2020

“Da metà 2020 si potranno ricaricare le carrozzine elettroniche nelle stazioni di ricarica delle auto elettriche Enel X”

Da giugno 2020 si potranno ricaricare le carrozzine elettriche anche alle stazioni di ricarica delle auto elettriche, dotandosi si un cavo che sarà messo in commercio da Enel X la prossima primavera. Il dispositivo, che permetterà alle persone con disabilità di ricaricare la propria sedia a rotelle anche quando si è fuori casa, si chiama JuiceAbility ed è stato presentato in questi giorni a Las Vegas al CES – Consumer Electronics Show -, la più importante manifestazione dedicata all’hi-tech. COME FUNZIONA JuiceAbility consiste in un cavo intelligente e una app: grazie a questo dispositivo, verranno riconosciute le batterie delle carrozzine elettriche, e sarà possibile connetterle al sistema di stazioni di ricarica dei veicoli elettrici dislocati sul territorio. JuiceAbility è compatibile con tutte le sedie a ruote elettriche attualmente in commercio e con qualsiasi colonnina di ricarica Enel X equipaggiata con la presa Tipo 3A. In questo modo le persone con disabilità motorie che usano la carrozzina elettrica potranno usufruire di una rete di oltre 11.000 stazioni di ricarica attualmente in uso per ricaricare le macchine elettriche, fa sapere Francesco Venturini, Responsabile di Enel X. COME RICARICARE Per ricaricare la propria carrozzina quando si è in giro si dovranno seguire questi passaggi: 1. Avviare la app JuicePass 2. Trovare la colonnina più vicina 3. Prenotare la presa 8per essere sicuri di trovarla libera) 4. Collegare JuiceAbility alla sedia attraverso il caricabatteria 5. Avviare la ricarica 5. Sbloccare il cavo e interrompere la ricarica attraverso la app quando si è raggiunto il livello di carica desiderato. DOVE ACQUISTARLO Il dispositivo può essere preordinato subito sul sito www.enelxstore.com, mentre le primeconsegne partiranno da giugno di quest’anno. JuiceAbility si inserisce nell’ambito della collaborazione di Enel X con la startup italiana Avanchair, e ha ricevuto il riconoscimento quale “buona prassi” da parte dell’ANGLAT.

Questo articolo lo trovate su sito Disabili.com

Tag:
gennaio 7, 2020

“I disabili e quella sentenza del Consiglio di Stato “

Chi si occupa dei diritti delle persone disabili? Sono oramai frequenti le sentenze che, dirette a definire tali diritti inalienabili, restano inascoltate. Dopo la Sentenza 2 marzo 2011 n.8254 della Corte di cassazione che specifica “a nessuno sia consentito di anteporre la logica economica alla logica della tutela della salute, né diramare direttive che pongano in secondo piano le esigenze dell’ammalato, dopo la famosa Sentenza 275/2016 della Corte Costituzionale che si era espressa severamente stabilendo che “è la garanzia dei diritti incomprimibili a incidere sul bilancio, e non l’equilibrio di questo a condizionare la doverosa erogazione”, interviene nuovamente il Consiglio di Stato. Che (sebbene utilizzi un lessico non conforme alla definizione della Convenzione Onu per i diritti delle persone con disabilità) con la sentenza n. 1 del 2 gennaio 2020, afferma che “i disabili vanno assistiti e basta. La loro assistenza non può dipendere né dalle risorse finanziarie disponibili, né dai posti presso le strutture sem-iresidenziali”. Sentenza questa che si preannuncia come un serio problema di bilancio per quelle Pubbliche amministrazioni, anche centrali, che considerano la disabilità un costo tra le varie ed eventuali (del bilancio) . Il Consiglio di Stato si è pronunciato sull’incompleto inserimento di un minore (3 giorni su 5) in un centro diurno, perché l’Asl non aveva disponibilità economiche e si era limitata a formare una lista di attesa, erogando un contributo parziale, previsto dalla Regione Veneto a sostegno delle disabilità. Sono stati i genitori di un minore disabile al 100% e non autosufficiente, hanno chiesto l’annullamento del provvedimento del 25 ottobre 2017 con il quale l’azienda U.L.S.S. N. 6 del Veneto aveva rigettato la loro istanza-diffida del 25 settembre 2017 per “l’immediato inserimento del minore in un Centro diurno al fine di permetterne la tempestiva fruizione” e a ottenere dall’azienda il risarcimento dei “danni, patrimoniali e non patrimoniali, cagionati e cagionandi per un importo non inferiore a 25.000 euro”. L’Azienda sanitaria, respingendo la richiesta, ha sostenuto di essere “tenuta a garantire i livelli essenziali di assistenza socio sanitaria nel rispetto dei vincoli di bilancio assegnati annualmente dalla Regione e dalla Conferenza dei Sindaci”. Il Tar aveva dato ragione all’azienda, sostenendo che anche il diritto alla salute deve essere bilanciato e contemperato con altri beni di rilevanza costituzionale (come in questo caso l’equilibrio del bilancio pubblico e, in particolare, del bilancio regionale), ma il Consiglio di Stato non è dello stesso avviso In vero il Consiglio di Stato si era già pronunciato con la Sentenza n. 842/2016, rimasta anch’essa inascoltata, sempre in materia di diritti delle persone con disabilità. Quella sentenza del 2016 aveva, ed ha, anch’essa una vasta portata tesa ad incidere sulla formazione del bilancio dello Stato perché incide in materia di requisiti per l’accesso alle misure socio assistenziali legate al parametro Isee. La sentenza del Consiglio di Stato nel rigettare il ricorso della presidenza del Consiglio dei ministri contro diverse pronunce del Tar che davano ragione alle persone con disabilità, stabiliva che «le indennità riconosciute ai disabili non sono reddito. Si deve quindi trovare il modo di scorporare tali somme dalla giacenza media del conto corrente che è uno dei parametri per determinare l’Isee. Ma come tutti sanno una sentenza, nemmeno se ripetuta, fa la Legge ed occorreva, così come ancora occorre urgentemente, l’ntervento risoluto del legislatore per tradurre in norma di legge, ma che sia cogente per tutte le pubbliche amministrazioni dello Stato, la statuizione del giudice. La questione ora passa al Parlamento affinché batta un colpo e dia un segnale per il recepimento immediato delle sentenze delle alte magistrature in materia di diritti delle persone con disabilità.

Questo articolo lo trovate su sito Formiche.net

Tag:
gennaio 2, 2020

“Lezione in diretta Skype, la conquista di Marika”

CREMONA (29 dicembre 2019) – Marika Ramazzotti ha 18 anni e soffre di atrofia muscolare spinale e per lei la scuola e il diploma di ragioniere sono una conquista che si compie giorno per giorno. Ma con la chiusura del Ponzini a Soresina e il trasferimento della sua classe al Ghisleri in via Palestro, tutto è diventato più difficile. Non insormontabile, però, grazie alla forza di volontà di Marika e alle strategie messe in atto dalla scuola diretta da Alberto Ferrari. Ecco cosa è accaduto: la vicepreside Gloria Grazioliha attivato il progetto dell’Usr Lombardia «Scuola in ospedale», che permette a Marika di partecipare alle lezioni in diretta via Skype con i suoi compagni della classe quinta A finanza marketing. «La mia malattia rende complicati gli spostamenti — racconta Marika —. Venire tutti i giorni a Cremona per me era impossibile, non per cattiva volontà, ma per i tempi di cura a cui mi costringe la mia malattia e per la fragilità che condiziona la mia vita. Grazie alla vicepreside Grazioli, che è anche la mia docente di materie economiche, posso continuare a frequentare la scuola. Assisto alle lezioni via Skype con un orario ad hoc che mi permette di tenere conto delle necessità di cura della mia persona».  La vicepreside, Gloria Grazioli, racconta il suo impegno per Marika con gli occhi che le brillano: «Tre volte alla settimana vado a Soresina per aiutarla e spiegarle il programma di economia aziendale, mentre la docente di sostegno ha il compito di tenere le fila delle altre discipline. Marika non ha deficit cognitivi, la sua condizione è essenzialmente legata alla fisicità della malattia — spiega —. Il gruppo classe è di sostegno e di aiuto, una classe molto particolare, anche per il semplice fatto che si trova ad essere l’ultima del Ponzini, destinato a chiudersi con la fine di quest’anno. L’aver trovato le strategie per permettere a Marika di fare scuola è una soddisfazione: la ragazza è dotata. E la nostra battaglia ha un obiettivo: far sì che la sua voglia di arrivare al diploma non venga annichilita dalla malattia e dalla chiusura del Ponzini di Soresina».

Questo articolo lo trovate su sito DisabiliAbili.net

Tag:
dicembre 15, 2019

“Viaggiare in carrozzina: Valentina mappa l’accessibilità delle città per i turisti disabili”

Il turismo delle persone con disabilità è ancora un turismo “a metà’”: non solo sul fronte della accessibilità fisica di strutte ed alberghi in grado di accogliere persone con varie disabilità, ma anche su quello della accessibilità delle informazioni a riguardo. Poche e frammentate sono infatti le info che riguardano i moltissimi aspetti fondamentali per un turista disabile. Per offrire una guida realizzata sul campo, in grado di fornire info precise e mirate di accessibilità, la blogger Valentina Tomirotti, conosciuta online col nome di Pepitosa, ha deciso di prendere la sua auto e la sua carrozzina e di visitare alcune città.  In quanto disabile fin dalla nascita – convive con la displasia diastrofica, disabilità che riduce lo sviluppo dell’apparato scheletrico, soggetto anche a contratture articolari, scoliosi e altre malformazioni – Valentina sa esattamente quali sono gli elementi e le info indispensabili per chi viaggia con una disabilità. Valentina ha quindi deciso di trasformarsi in una “travel agent in carrozzina” con la missione di mappare il territorio e l’offerta, culturale e non, di cinque “capitali italiane” della cultura che visiterà da sola: Matera, Perugia, Mantova, Palermo e Parma. Il primo obiettivo sarà, dunque, dimostrare  che le persone che con disabilità devono poter scegliere di viaggiare anche da sole e senza accompagnatori, se vogliono farlo. Le info rilevate sul campo verranno poi raccolte in una guida turistica scaricabile gratuitamente online dal sito che verrà realizzato al termine della campagna. Per ogni percorso di visita verranno inserite nozioni storico-artistiche da un punto di vista dell’accessibilità – dal manto stradale, alla differenza di compiere un viaggio con la carrozzina manuale o elettrica, fino all’altezza delle barriere architettoniche – con alternative di percorribilità. Ogni percorso comprenderà anche una selezione di luoghi di accoglienza, punti di ristoro ed eventi. Il tutto, ovviamente, dal punto di vista di Valentina, delle sue emozioni e dei legami che ha creato. Ogni viaggio sarà anche raccontato attraverso un format video-social: verranno ospitati a bordo persone e personaggi per chiacchierare sul concetto di accessibilità e far conoscere i punti di forza dell’Italia turistica, trasmettendo il tutto in diretta o in differita sui canali web di riferimento. Questo delle guide sarà il secondo step di un progetto che Valentina ha lanciato  lo scorso anno (ne parlavamo qui), partito  con un crowdfunding  grazie al quale ha potuto conseguire la patente di guida B speciale e, soprattutto, acquistare la macchina che permette la guida in carrozzina. Con questa stessa auto, ora, Valentina intende realizzare le sue “spedizioni esplorative”: chi volesse può  sostenerla anche in questa seconda parte del progetto, partecipando ad un nuovo crowdfunding. Inoltre, se la raccolta raggiungerà i 5.000 euro, scatterà automaticamente il co-finanziamento da parte di MSD Italia di altri 5.000 euro. Qui la pagina per info e per partecipare al crowdfunding

Questo articolo lo trovate su sito Disabili.com

Tag:
dicembre 10, 2019

“Che fine ha fatto l’aggiornamento del Nomenclatore Tariffario di ausili e protesi per persone disabili”

Solo una settimana fa si è celebrata la Giornata internazionale dei diritti delle persone con disabilità, come previsto dal programma di azione mondiale per le persone disabili, istituito nel 1981 dall’Assemblea generale dell’ONU. In quella giornata abbiamo sentito uno snocciolare di dati e numeri, alcune dichiarazioni di vicinanza, impegni politici a fare qualcosa di più. Nel frattempo, i cittadini italiani con disabilità fanno i conti, tra le altre cose, con un ritardo che pesa quotidianamente sulla loro vita di persone che necessitano di ausili per poter svolgere – o migliorare –  le loro attività di tutti i giorni. Ci riferiamo al ritardo che riguarda il Nomenclatore Tariffario: l’elenco di ausili e protesi che il Sistema Sanitario Nazionale eroga alle persone invalide che ne abbiano bisogno: parliamo di sedie a rotelle, deambulatori, protesi, sollevatori e tutto ciò che è necessario alla vita di una persona con limitazioni. Ebbene, dopo ben 18 anni di attesa (il Nomenclatore era “fermo” dal 1999, ndr), nel 2017 la situazione sembrava essersi sbloccata: due anni fa, infatti, sono stati aggiornati i LEA (Livelli essenziali di Assistenza) e il Nomenclatore contenuto, tuttavia, dichiara Filomena Gallo, segretaria dell’Associazione Luca Coscioni, “questi servizi risultano erogati in modo non corretto: poiché l’acquisizione risulta spesso non conforme alla richiesta effettuata sulla base di disabilità specifica e vi è una forte disparità di trattamento fra le diverse patologie, in violazione del principio di uguaglianza”. “Il Ministero non ha effettuato la revisione dell’atto che nel 2017 aggiorna LEA e Nomenclatore ausili e protesi in cui non si tiene conto delle esigenze individuali delle diverse disabilità e di conseguenza regioni e presidi, che non possono procedere in modo corretto. La legge – continua Gallo –  prevede un aggiornamento annuale di LEA e Nomenclatore ausili e protesi, e sono trascorsi già due anni dall’ultima revisione, chiediamo al Ministro Roberto Speranza, quanto tempo ancora dovranno attendere i disabili per vedere riconosciute richieste che chi è in uno stato di fragilità non può più vedere senza risposte? ” A testimonianza della gravità della situazione, la nuova diffida che l’Associazione Luca Coscioni ha presentato nei confronti della Regione Basilicata, a seguito delle segnalazioni di persone con disabilità che non riescono ad accedere ad ausili di cui hanno bisogno come ad esempio le carrozzine con unità posturale. Diffida già effettuata in passato, alla stessa e tutte le regioni perché stavano per indire bandi di gare non nella piena osservanza di legge. L’Associazione, grazie all’azione dei suoi legali riuscì a bloccare tali procedure errate, ma dopo due anni la situazione è peggiorata, dichiara l’associazione. Ma non è solo sul mancato accesso ai corretti ausili che l’Associazione Coscioni chiede risposte, politiche ed interventi  per le persone con disabilità. Cinque sono le richieste che rivolge direttamente alla politica, una serie di punti già state anticipati anche al Presidente Giuseppe Conte: 1. Realizzare la piena attuazione della Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità del 2006, garantendo l’ applicazione dei PIANI DI ELIMINAZIONE DELLE BARRIERE ARCHITETTONICHE su tutto il territorio con inclusione dell’eliminazione di barriere architettoniche anche per gli esercenti attività commerciale privata. 2.  Istituire l’OSSERVATORIO NAZIONALE SULLA CONDIZIONE DELLE PERSONE CON DISABILITA’, nelle modalità esattamente previste dalla Convenzione ONU non secondo le modalità attuali   3. Procedere affinché le tipologie di ausili contenuti nel NOMENCLATORE TARIFFARIO, destinate ai bisogni più delicati e complessi, non siano acquistate e fornite per mezzo di gare d’appalto nelle modalità previsto dalla nuova normativa che non tiene conto delle diverse disabilità. 4. istituire un Comitato “super partes” sui LIVELLI ESSENZIALI DI ASSISTENZA che non sia composto da rappresentanti delle Regioni 5. Sollecitare provvedimenti per la piena equivalenza in ogni sede della FIRMA DIGITALE alla firma autografa.

Questo articolo lo trovate su sito Disabili.com

Tag:
dicembre 1, 2019

“Disabili e tecnologia: come si realizza un videogioco inclusivo?”

I videogiochi devono divertire tutti gli utenti. E se creare un ambiente virtuale di intrattenimento accessibile a tutte le persone non è tecnicamente semplice, è sicuramente fattibile. Recentemente Xbox ha deciso di pubblicare una serie di linee guida sull’accessibilità, per gli sviluppatori.Tali consigli vengono assemblati in una sorta di manuale dove vengono trattati diversi elementi che concorrono alla fruizione da parte di persone con disabilità: dalla visualizzazione del testo, alla navigazione dell’interfaccia utente, all’input, indicando anche quale tipo di giocatore trarrà il massimo beneficio da questi standard, e fornendo al contempo esempi da seguire. LE LINEE GUIDA DI MICROSOFT Già nel 2017 Microsoft ha rilasciato una serie di indicazioni per garantire l’accessibilità dei propri prodotti video ludici, esortando i programmatori di videogiochi alla creazione di un prodotto di intrattenimento digitale tenendo conto fin da subito della delle esigenze di tutti i potenziali utilizzatori, e scegliendo quindi strategie di accessibilità, oltre alla creatività.   Per capire se un videogioco è accessibile ad un giocatore con disabilità, ovviamente il miglior test rimane sempre la sessione di prova fatta dagli utenti in carne ed ossa: i gruppi di gamer con disabilità sono degli ottimi giudici a cui sottoporre domande e richieste di miglioramento.Tuttavia, Microsoft fornisce anche un esempio di processo di revisione dei contenuti, utile a valutare il grado di accessibilità del proprio gioco, e suggerendo i cambiamenti che possono essere apportati per migliorarla.Tra gli elementi da considerare per definire l’accessibilità di un videogioco: 1.Trascrizione della chat di gioco Se il gioco consente ai giocatori di comunicare usando voce e messaggi di testo, la funzionalità di sintesi vocale e il riconoscimento vocale dovrebbero essere disponibili come opzioni. Anche avere la possibilità di digitare un testo nella finestra chat e convertire i messaggi in voce, può essere una buona soluzione. 2. Sottotitoli Pensando ai giocatori con disabilità uditive, si può offrire l’opzione di sottotitoli leggibili in modo che il gioco possa essere seguito anche senza audio. I dialoghi, l’audio e gli effetti sonori potranno essere visualizzati come testo sullo schermo. 3. Mapping dei controller I gamer con disabilità molto spesso hanno controller personalizzati che sono creati in modo da supportare le loro disabilità. Conoscere le diverse forme di disabilità e i rispettivi controller da utilizzare permette di rendere più accessibile il gioco ad un numero maggiori di utenti. I giocatori potranno poi collegare i diversi controller personalizzati, configurarli autonomamente e riassociare i tasti in base alle necessità. Giocheranno in modo più conforme alle proprie esigenze, oltre che alle proprie preferenze. 4. Grafica e interfaccia utente per daltonici Nella progettazione di un gioco per utenti daltonici la scelta dei colori dovrebbe essere orientata al daltonismo per il verde o il rosso e non facendo affidamento sui colori per la comunicazione degli oggetti del gioco. La soluzione più plausibile, altrimenti, rimane quella di dare la possibilità al player di scegliere la componente cromatica in autonomia. 5. Scelta più ampia di livelli di difficoltà Poichè non tutti i giocatori hanno lo stesso livello di abilità o le stesse abilità cognitive, è utile che la progettazione offra una scelta più ampia di livelli di difficoltà e il giusto grado di sfida nel quale più gamer con disabilità possano cimentarsi. 6. Test per l’epilessia Uno dei problemi più ostici che si pongono tra la realizzazione finale del videogioco e la sua accessibilità è il rischio di epilessia negli utenti sensibili. La fotosensibilità può essere testata anche grazie ad un sistema automatico che verifica l’eventuale presenza di stimoli che possono suscitare un attacco di epilessia (qui il link). C’è, infine, da tenere conto che ognuna di queste scelte tecniche, se da un lato sono necessarie per i gamer con disabilità, possono al contempo rivelarsi interessanti e utili anche per tutti gli altri i player. Il testo completo di best practice suggerite da Microsoft si trova qui

Questo articolo lo trovate su sito Disabili.com

Tag:
novembre 26, 2019

“Contrassegno, trasporti, agevolazioni auto: nella manovra ci siano risorse per la mobilità delle persone disabili!”

Il mondo della disabilità chiedere che nella manovra finanziaria attualmente in discussione ci sia spazio anche per le politiche a sostegno dei cittadini disabili. Lo ha fatto la FISH, riassumendo in alcune macro richieste le istanze più urgenti (tra cui maggiori risorse per la non autosufficienza e i caregiver e incentivi per abbattimento barriere architettoniche), e lo fa ora anche l’ANGLAT, l’Associazione Nazionale di tutela del diritto alla mobilità delle persone con disabilità, rivolgendo un appello al Premier, ai Parlamentari e Senatori della Repubblica. DIRITTO ALLA MOBILITA’ – Il tema centrale messo in evidenza è proprio il diritto alla mobilità delle persone disabili: un diritto che ancora paga moltissimi punti deboli e lacune. ANGLAT si fa quindi portavoce di una richiesta affinchè nella manovra ora in discussione vengano stanziati fondi a sostegno di un diritto fondamentale: quello alla reale libertà di movimento di tutti i cittadini, insieme alla necessaria accessibilità di città e di servizi di trasporto pubblico. EMERGENZE PER LA MOBILITA’ DELLE PERSONE DISABILI – Sul fronte pratico, la mobilità necessita di interventi molto pratici e poco teorici: ANGLAT  ne fa un elenco, ricordando che le risorse potrebbero sostenere:  – la banca dati nazionale dei Cude e agli accessi Ztl,  – il contrasto agli abusi e alla lotta ai furbetti del contrassegno, – l’adeguamento della normativa fiscale nel settore auto, con l’inserimento delle vetture elettriche, il noleggio a lungo termine ed il leasing. – I servizi di trasporto fondamentali per cittadini con gravi o plurime disabilità, non in grado di guidare, ma comunque portatori di diritti e di dignità che non possono essere lasciati indietro. ALTRI INTERVENTI – Servono risorse che intervengano su questi come su tutti settori della vita dei cittadini con disabilità, nel rispetto della convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità, ratificata dall’Italia con la legge 18/2009 che, a 10 anni dalla sua entrata in vigore, non deve essere più disattesa. Ma non bastano i servizi: va fatto anche un lavoro culturale: lo ricorda ANGLAT, aggiungendo che in parallelo vanno sostenute quelle azioni di sensibilizzazione della cittadinanza, sulla cultura del rispetto e del diritto alla mobilità.

Questo articolo lo trovate su sito Disabili.com

Tag: