Posts tagged ‘Disabili’

marzo 19, 2019

“Quarti di finale per il tennis in carrozzina di Cuneo”

Nel Tabellone femminile le sfide della semifinale vedranno fronteggiarsi la russa Lvova (16° nel rank mondiale) contro la francese Morch. E ancora una atleta russa la Bubnova sfiderà l’inglese Hunt nella seconda semifinale. Grande attesa per la finale del Doppio Maschile e Femminile di sabato 16 e per le finali di domenica 17 marzo del singolo maschile e femminile. I campi del “Tennis Park” di Cuneo, non sono stati soltanto protagonisti del grande tennis in carrozzina, ma anche dell’assegnazione di un importante riconoscimento che la Polisportiva senza ostacoli ha voluto assegnare ad Angelo Pollio. Persona precisa e corretta che è stato collaboratore storico della P.a.s.s.o Cuneo sin dal 2003, contribuendo in modo significativo alle gare dell’Handbike e del Torneo wheelchair Tennis Tour L’attività organizzativa del tennis in Carrozzina ad opera della P.a.s.s.o è stata celebrata dall’emozionate mostra fotografica tra i campi da gioco, allestita grazie all’archivio del fotografo Mario Giordano e al prezioso contributo delle redazioni della La Stampa e della Guida si Cuneo. Se oggi si può aver il vanto di un Torneo così importante a livello internazionale è anche grazie all’impegno dei tanti volontari che si adoperano per la sua buona riuscita. Ed ecco che i ringraziamenti vanno al servizio navetta Autonomy Fiat Merlo Viaggi – Assistenza medica del Dott. Biolè, Servizio di fisioterapia Davide Petrone, i giovani volontari della C.R.I Cuneo e Ass. Nazionale Polizia di Stato. Per il servizio carrozzine: ITOS Cuneo srl, il servizio tecnico attrezzature: il Podio Sport. Servizio Ass. tecnica veicoli: Autoriparazioni Ramonda. Un ringraziamento al Giudice Arbitro Fabio Buccolini e il suo assistente Federico Gonella e al Direttore del Torneo Paolo Ponzio. Una menzione di merito agli ufficiali di gara forniti dalla C.R.FIT e ai servizi Coadiuvanti di campo del Tennis Park. Ufficio Stampa P.a.s.s.o Cuneo – Dorotea Maria Guida

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marzo 11, 2019

“Reddito di Cittadinanza. Troppi svantaggi per i disabili”

Il testo del decreto-legge su reddito di cittadinanza e pensioni (n. 4/2019), già modificato e approvato in prima lettura dal Senato, conserva “tutte le criticità rilevate nel decreto pubblicato in Gazzetta Ufficiale e su cui le organizzazioni di rappresentanza delle persone con disabilità e dei loro familiari avevano già richiesto stringenti emendamenti”. Lo scrivono in una nota congiunta il presidente nazionale Fish(Federazione italiana superamento handicap), Vincenzo Falabella, e il presidente nazionale Fand (Federazione tra le associazioni nazionali delle persone con disabilità), Franco Bettoni. Le Federazioni, che sono state audite dalle Commissioni riunite XI Lavoro e XII Affari sociali che alla Camera stanno analizzando, ribadiscono “con fermezza la necessità di correggere quelle disposizioni sia per eliminare i passaggi che rendono il reddito di cittadinanza meno vantaggioso per le persone con disabilità che per migliorare le regole di accesso riconoscendo che la disabilità è troppo spesso causa di impoverimento”. In particolare, secondo le Federazioni, “il previsto computo delle pensioni di invalidità, cecità e sordità nel cumulo del reddito è un elemento iniquo e discriminatorio che già era stato censurato dal Consiglio di Stato a proposito dell’Isee”. Per Fish e Fand, “la pensionedi cittadinanza, ora concessa solo agli over 67 anni che vivano da soli o con un altro anziano, va estesa anche ai nuclei in cui gli stessi vivano con una persona con disabilità di età inferiore. Situazioni sovente drammatiche che meritano attenzione”. Inoltre, sono “da rivedere anche i parametri delle scale di equivalenza, cioè quella modalità usata per calcolare limiti e importi del RdC: la presenza di una persona con disabilità non è contemperata e lo strumento nel complesso è svantaggioso per i nuclei numerosi”. Riguardo agli incentivi alle imprese che assumano titolari di reddito di cittadinanza, le Federazioni hanno espresso apprezzamento per l’accoglimento delle loro richieste: quelle aziende per godere delle agevolazioni dovranno essere in regola con gli obblighi previsti dalla legge 68/1999 sul collocamento mirato. Tuttavia, “rilanciano auspicando l’accoglimento della seconda richiesta: ammettere il cumulo dei benefici del nuovodecreto-legge con gli incentivi previsti dalla legge 68/1999 in modo da aumentare e rendere concorrenziale l’occupabilità delle persone con disabilità”. “Evidenziando ancora che il propagandato aumento delle pensioni di invalidità civile rimane del tutto inattuato ed escluso dal decreto-legge”, le Federazioni “da subito riprenderanno le interlocuzioni con deputati e istituzioni promuovendo le istanze espresse con chiarezza in audizione”.

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marzo 1, 2019

“Insegnanti di sostegno: generalizzazione delle competenze o separazione delle carriere”

In un recente articolo S. Nocera è tornato a riflettere sul problema della continuità didattica, che non viene assicurata, di fatto, a molti alunni con disabilità. Secondo l’avv. Nocera, per contenere seriamente il corto circuito sulla continuità didattica degli alunni con disabilità, che permane inarrestabile, ben venga l’immissione in ruolo delle migliaia di attuali docenti specializzati precari; ma occorre augurarsi ancor di più che il Governo “del cambiamento” abbia il coraggio di rompere col passato e di varare definitivamente le nuove classi di concorso per il sostegno, con la loro separazione dalle carriere dei docenti curricolari. Nocera condivide, cioè, la necessità ravvisata da più parti, di promuovere la continuità didattica attraverso la stabilizzazione del personale precario. Auspica inoltre che i prossimi corsi di specializzazione, appena avviati, possano colmare, almeno in parte, la grande carenza di docenti specializzati. Interviene, tuttavia, in maniera radicale, sulle norme in vigore che consentono al docente di sostegno di chiedere passaggio su posto curricolare dopo cinque anni di servizio. Secondo Nocera, infatti, tale possibilità crea una continua turnazione che implica un costante vuoto di specializzati. In realtà, è doveroso precisare, non si tratta di competenze che scompaiono dalla scuola; restano invece al suo servizio nelle classi, con gli alunni, nelle difficoltà, pur se possedute da un docente che lavora su posto di tipo curriculare. Secondo Nocera è necessario creare quattro nuove classi di concorso per il sostegno, ciascuna per ogni grado di scuola. Non vi sarebbe rischio di affaticamento di tali docenti, perché essi non sono soli, ma sostengono i colleghi curricolari nella realizzazione della didattica inclusiva. Se poi questa indissolubile collaborazione non sempre avviene, ciò è dovuto prevalentemente alla mancanza di una sufficiente formazione iniziale e in servizio dei docenti curricolari sulle didattiche inclusive. Eppure, riteniamo di poter aggiungere, proprio i docenti che hanno lavorato come insegnanti di sostegno possiedono, evidentemente, tale formazione. In un successivo articolo ed in risposta alle argomentazioni di S. Nocera, è intervenuto anche M. Condidorio, della Direzione Nazionale dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti (UICI), il quale si è soffermato sull’etica professionale del docente per il sostegno, non conciliabile con l’immediato progetto di transitare su altra tipologia di posto: tutto ciò lascia sul campo fiumi di innocenti, alunni e studenti in condizioni di disabilità che, oltre al danno dell’abbandono, subiscono la frustrazione di una didattica incompiuta, frutto dell’assordante inerzia di uno Stato incapace di garantire certezze essenziali, potrei dire primarie, come quella, appunto, del diritto allo studio… Desidero sottolineare inoltre che il diritto di ottenere il trasferimento su cattedra comune è sacrosanto, certo; e tuttavia… risulta davvero una beffa per le centinaia di alunni e studenti che dall’oggi al domani si ritrovano senza alcun sostegno didattico degno di questo nome, finendo in pasto a un precariato incompetente… E allora credo sia proprio giunto il momento di motivare il Legislatore a legiferare in favore della separazione delle carriere, per cui ogni scelta sarà sostanziale e non in vista di un secondo fine, quello cioè di scegliere il sostegno come scorciatoia… Vorrei comprendere quali siano le ragioni che impedirebbero carriere separate, oltre a quella banale, secondo cui il docente non può essere incatenato al sostegno didattico per tutta la vita professionale. Una posizione durissima, dunque, forse ingenerosa nei confronti dei tanti docenti che lavorano con serietà e professionalità e che, tuttavia, traduce la grande esigenza, il diritto pieno dei ragazzi con disabilità ad avere continuità didattica. Si tratta, in verità, di problematiche note da tempo, accompagnate da un dibattito che prosegue negli anni e che presenta diversi pareri discordanti tra gli esperti. Ce ne siamo occupati già in passato e sempre abbiamo evidenziato alcune criticità, a cominciare dal rischio della delega al docente di sostegno. Ora, come allora, riteniamo che la direzione dovrebbe essere invece inversa e procedere verso la generalizzazione delle competenze. Piuttosto che separare i docenti e di loro compiti, il vero cambiamento sarebbe oggi, nella cultura dell’inclusione, avere finalmente il coraggio di specializzare tutti i docenti: tutti docenti di tutti, tutti alunni di tutti. I sogni a volte si avverano, se qualcuno ci crede.

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febbraio 27, 2019

“Salvo Campanella. Dopo anni sulla sedia a rotelle, adesso in piedi grazie ad un esoscheletro”

Salvo, 45 anni, è un volto noto, e non soltanto a Monreale. Una icona delle battaglie condotte a favore dei diritti dei diversamente abili, ma soprattutto un testimonial su come la vita possa offrire tante nuove opportunità e soddisfazioni per coloro che, per uno scherzo del destino, improvvisamente si trovano seduti in carrozzina. L’ultima volta ci eravamo incontrati per girare un servizio sulle barriere architettoniche presenti nella sua città, Monreale. Lui, percorrendo le vie sulla sua carrozzella, mostrava gli innumerevoli ostacoli presenti in paese che limitavano la sua possibilità di circolare, ma soprattutto sottolineava la principale causa di queste limitazioni, l’indifferenza o l’ignoranza delle persone. “La disabilità sta negli occhi di chi guarda” suole ripetere. Oggi lo incontro vicino casa sua, mentre si esercita e prende sempre più confidenza con il rewalk. È raggiante: “Adesso non devo più guardare le persone dal basso verso l’alto”. Quello psicologico è il primo dei vantaggi che mi comincia ad elencare tra quelli dovuti alla postura eretta che adesso riesce ad assumere. “Limitare l’uso della sedia a rotelle procura diversi benefici fisici. Migliora la circolazione sanguigna, aumenta il tono muscolare delle gambe, le articolazioni riprendono il normale movimento, si riduce sensibilmente l’osteoporosi, si evitano le piaghe da decubito, vengono agevolate le funzioni della vescica e dell’intestino, ricomincio ad usare il labirinto, che da seduto non serve”. Con l’esoscheletro Salvo ha ripreso a camminare dopo sei anni, da quando un incidente sul lavoro gli causò la lesione midollare alla 12esima vertebra e la paralisi agli arti inferiori. “Siamo ancora pochissimi in Italia ad utilizzarlo, ma non tutti ne traggono beneficio – ammette -. E dopo le prime prove alcuni disabili decidono di abbandonarlo”. Questo modello di “cammino terapeutico”, ha un’autonomia superiore alle due ore. È previsto che venga indossato sempre con l’ausilio di un assistente, il ”Caregiver”, appositamente addestrato per intervenire in caso di caduta, ma anche per coadiuvare chi lo utilizza durante la fase di seduta e di rialzata. Nicolò è stato con papà Salvo a Brescia per un training riabilitativo, durato 12 giorni, durante i quali hanno appreso come utilizzare il rewalk. Poi il training avanzato a Bologna per imparare le alzate, le sedute e le cadute. Adesso si esercitano giornalmente, a salire e scendere le scale, a percorrere piccole salite e discese. Lo terrà per tre mesi. Poi si ritornerà al centro INAIL dove, fatti alcuni esami e valutati con i medici i benefici dell’esoscheletro, gli verrà consegnato quello definitivo. “Su 10 disabili 8 si rinchiudono in casa, in uno stato depressivo. Io faccio parte dei restanti 2 che ci siamo riappropriarti della nostra vita”. Prima dell’incidente Salvo faceva parte della Marathon Monreale, una squadra podistica. Pochi mesi dopo la caduta ha cominciato ad allenarsi con la handbike, la bicicletta azionata con l’uso delle braccia. Ha creato un’associazione, “Il vento in faccia”, nella quale ha radunato altri handbikers e ha cominciato a prendere parte alle gare. “La mia speranza è che dal mio esempio anche altri disabili acquisiscano il desiderio di ricominciare a vivere una vita regolare. Perché si può”. Con il settore paralimpico della federazione ciclistica italiana, è impegnato ad organizzare a Palermo il 2 giugno una tappa del campionato. Nell’organizzazione partecipa attivamente la fondazione Villa delle Ginestre, con presidente Antonella Balistreri, e la ASD Salvatore Balistreri, con presidente Mario Balistreri. L’esoscheletro ha permesso a Salvo di affrancarsi per diverse ore al giorno dalla carrozzina. L’attuale tecnologia non gli permette ancora di sbarazzarsene del tutto. Ma per lui “Il mio prossimo obiettivo è partecipare alla Corri StraPapà, la passeggiata di 3 km che si terrà a Palermo il 24 marzo. Bisogna percorrerla in coppia, papà e figlio. Io andrò con Nicolò”.

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febbraio 20, 2019

“Settimana bianca al Centro fondo di Festiona riservata ai ragazzi disabili che amano lo sci”

Ciao a tutti, oggi vi parlo di disabilità e sci; Il Gruppo di disabili “ I Ragazzi di Cesare” come ogni anno organizza La settimana bianca al Centro d fondo di Festiona. Un occasione Per coniugare disabilità, sport e integrazione, infatti c’è la possibilità di stare assieme imparare le discipline sportive e divertirsi . Un grazie caloroso va a tutti dalle famiglie, i volontari, e le associazioni che con le loro importanti donazioni permettono questa iniziativa ogni anno,  forse può sembrare una banalità per un qualsiasi normodotato, ma per noi che affrontiamo ogni giorno difficoltà quotidiane , Una vacanza permessa anche e soprattutto per la generosità e la bontà d’animo di tante persone è sicuramente una cosa bellissima; soprattutto oggi che viviamo un periodo dove si cercano di mettere anche solo a livello morale dei limiti e dei confini tra le persone, tutte non solo disabili. Lo sport come abbiamo constatato da molto tempo, è un importantissimo veicolo di Autostima, integrazione per le persone con disabilità e questo ne è un altro esempio; Non sarà una cosa di livello elevato a livello sportivo, ma che comunque svolge il suo ruolo, molto bene anzi forse fa di più delle altre iniziative di questo genere semplicemente , perché dietro a ciò si riscoprono i sentimenti, la generosità e la voglia di vivere. Storie  sono molto preziose da Capire, leggere, ma soprattutto provare perché sono esperienze che ci arricchiscono dentro di noi il nostro animo ed il nostro cuore. S.C. Di: Lorenzo Boratto: Arrivano a decine da tutto il Nord Italia (soprattutto dalla Lombardia) con famiglie e accompagnatori al seguito. Lo sci di fondo come «terapia» o «medicina», ma anche un’occasione per stare insieme sulla neve nel Cuneese. Accade al Centro fondo di Festiona, in Valle Stura, dove da trent’anni esatti c’è una settimana bianca unica, perché dedicata esclusivamente ai disabili, che arrivano a decine da tutto il Nord Italia (soprattutto dalla Lombardia) con famiglie e accompagnatori al seguito. Per praticare o imparare lo sci di fondo. Si chiama «I ragazzi di Cesare» perché era stato l’imprenditore e maestro di sci Cesare Picollo, morto sei anni fa, che decise di «importare» sulle sue montagne quanto aveva visto praticare al passo del Tonale: insegnare lo sci anche a ragazzi con qualsiasi tipo di disabilità. Oggi tra i maestri c’è il figlio di Cesare, Luigi. L’evento è organizzato dall’Associazione sportivo dilettantistica Valle Stura Sport, anche grazie al fatto che i 15 maestri della Scuola sci valle Stura sono abilitati all’insegnamento ai disabili, con corsi specialistici. Gli ospiti sono disabili intellettivi soprattutto, ma anche disabili motori e non vedenti, a cui ogni giorno si aggiungono una ventina di partecipanti dalle strutture diurne del Cuneese. L’evento (al via da lunedì) è sostenuto da alcuni sponsor, tra cui il Lions Club di Cuneo e Borgo San Dalmazzo e la Fondazione Crc: donazioni che permettono di far pagare alle famiglie prezzi fuori mercato per questa speciale settimana bianca. Sono oltre 50 i prenotati, che con famiglie e accompagnatori arrivano a quasi 200 persone, che occupano gli alberghi della valle, da Demonte a Valloriate. Quest’anno saranno presenti anche dodici allievi maestri del corso di formazione della Regione. Tutte le sere si cena (e si balla) al Fungo Reale a Valloriate, il pranzo è in genere alla Tana di Strepeis. Il 22 febbraio, ultimo giorno, ci sarà una minigara (in sci o in slittino), poi la premiazione finale. Lucio Simon, presidente di società sportiva e scuola di sci, 46 anni (è stato il primo a formarsi per insegnare ai disabili lo sci di fondo, con un corso di due settimane a Bolzano): «Iniziative del genere sono rarissime in Italia: è uno dei motivi del successo di questa settimana bianca fuori dagli schemi».

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febbraio 13, 2019

“Accessori per carrozzine: i sistemi per la postura corretta di chi è in sedia rotelle”

Chi utilizza la sedia a rotelle sa molto bene che la postura ha enorme importanza: è fondamentale non solo essere seduti comodi, ma anche essere seduti bene. Mantenere una postura che sia comoda e corretta è necessario per diverse regioni: per non avere dolori, per non aggravare eventuali problematiche posturali, per garantire corretta posizione delle varie parti del corpo e per il contenimento e stabilità in caso di particolari condizioni di scarso controllo o asimmetria. In sostanza: stare seduti bene concorre a mantenere il nostro benessere e la nostra salute. Non da ultimo anche per avere un migliore funzionalità degli organi interni. Fatte queste dovute precisazioni, diremo che la scelta più importante è di certo quella della carrozzina, che deve essere scelta e correttamente regolata per rispondere alle nostre caratteristiche fisiche, ma anche tenendo conto delle nostre abitudini d’uso e farci sentire comodi. Ma oltre alla carrozzina esistono una serie di ausili, accessori e funzioni che possono migliorare – e di molto – la nostra postura su un mezzo sul quale passiamo gran parte della nostra giornata. Qui vediamo qualche prodotto che può aiutarci a migliorare la nostra postura in carrozzina, tra le soluzioni proposte da All Mobility.  LO SCHIENALE – Lo schienale è, forse, insieme al cuscino, il componente più importante della carrozzina. All Mobility propone il celebre Tarta: uno schienale ergonomico modulare composto da una colonna centrale e una serie di doghe laterali in alluminio ricoperte da cuscinetti imbottiti che ricreano la casa toracica, garantendo un supporto senza limitare i movimenti. Alla versione ORIGINAL si affianca anche il modello EMYS, ancora più performante nel contenimento senza la costrizione dei movimenti. Adattandosi perfettamente al tronco, questo schienale è particolarmente adatto nei casi in cui le patologie necessitino di misure molto asimmetriche tra la larghezza della seduta e la larghezza del tronco, come pure in caso di cifosi, lordosi, scoliosi. IL CUSCINO ANTIDECUBITO – Anche un buon cuscino è indispensabile per il benessere sulla carrozzina. All Mobility propone, in assenza di particolari patologie o esigenze posturali, il cuscino Air Pad, consigliato per la prevenzione antidecubito a basso rischio. Con interno in schiuma visco elastica ed esterno traspirante e antiscivolo, Air Pad è dotato di un sistema di auto-gonfiaggio che permette di raggiungere una forma ergonomica sulle caratteristiche del corpo dell’utente. La regolazione avviene senza l’utilizzo di una pompa, ma semplicemente modulando la quantità di aria presente all’interno del cuscino attraverso l’utilizzo di una valvola laterale. I CUSCINI E SUPPORTI POSTURALI – In caso di esigenze posturali specifiche, si può invece optare per il sistema posturale e preventivo Body Map che, come lo schienale Tarta, è disponibile sia per adulti che per bambini. Questi cuscini, schienali, appoggi per gli arti hanno al loro interno un inserto traspirante e sono basati sul metodo del sottovuoto: levando l’aria al suo interno i granuli di polistirolo si posizionano rendendoli configurabilI secondo la forma e la durezza desiderate. Questa operazione può essere facilmente eseguita grazie alla pompa fornita in dotazione. La linea Body Map si compone di una serie di forme e misure che permettono di utilizzare il prodotto, oltre che sulla carrozzina, anche a letto e in auto. Grazie alla sua ampia possibilità di personalizzazione e ai diversi posizionamenti possibili (come supporto del tronco, poggiatesta, supporto per arto superiore) è particolarmente indicato in caso di scoliosi, gibbi pronunciati o grosse asimmetrie. CINTURE E BRETELLAGGI – Particolari esigenze posturali possono richiedere l’utilizzo di strumenti in grado di contenere e assicurare correttamente il tronco o altre parti del corpo dell’utente in carrozzina per evitare, ad esempio, scivolamenti. A questo scopo si può ricorrere a sistemi di bretellaggio Kinetic Balance: in materiale resistente e facile da pulire, questi sistemi di contenimento sono disponibili in varie configurazioni. Si può scegliere per il corpetto a bretellaggio, che presenta quattro punti di ancoraggio, o la cintura pelvica per fissare il bacino e allineare correttamente capo e tronco dell’utente. Se il problema riguarda invece i piedi, si può dotare la carrozzina di cintura ferma caviglie, richiudibile in velcro regolabile per fermare i piedi nella posizione corretta. BRACCIOLI ERGONOMICI – Per quanto riguarda gli arti superiori, se l’utente è emiplegico o ha problemi nel controllo o nella stabilità delle braccia, si può dotare la carrozzina di braccioli ergonomici modulari. Quelli proposti da All Mobility, in materiale morbido, sono componibili e costruibili sulle proprie necessità d’uso: si possono regolare la lunghezza, il tipo di appoggio e di fissaggio alla carrozzina, e il tipo di appoggio per la mano.  A disposizione, quindi, il supporto avambraccio, la prolunga per regolarn

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febbraio 10, 2019

“Studiare senza barriere: la battaglia di Carlo oltre la distrofia di Duchenne”

Ancora oggi l’accesso allo studio non è a tutti, e non parliamo di Paesi poveri o in via di sviluppo. A denunciare questo problema è un ragazzo italiano, Carlo Guglielmo Vitale, il quale mette in luce una difficoltà poco considerata, ma che limita enormemente l’accesso allo studio per alcune categorie di persone. STUDIARE CON LA DISTROFIA – Carlo, 31 anni, dopo circa dieci anni dalla sua prima esperienza universitaria, ha deciso di iscriversi nuovamente all’università, scegliendo il corso di laurea in Giurisprudenza. Carlo non può muovere gli arti superiori e inferiori a causa della distrofia muscolare di Duchenne: data la sua impossibilità a sfogliare libri in forma cartacea, lui ricorre quindi ai testi in formato digitale, che può leggere grazie all’utilizzo del computer e del suo joystick. Qual è il problema, quindi? Il fatto che in Italia la maggior parte dei libri specialistici universitari e professionali sono disponibili soltanto nel formato cartaceo: niente ebook. LA PETIZIONE – Per cercare di cambiare questa situazione, che limita notevolmente l’accesso allo studio e alla cultura per le persone con disabilità motoria, Carlo ha aperto una petizione su Change.org, chiedendo alle case editrici di mettere in commercio tutte le edizione dei libri in formato digitale. Nel video allegato alla petizione, spiega chiaramente la sua richiesta:“Oggi lo sviluppo della tecnologia ha permesso ai disabili come me di poter fare cose che non avremmo mai potuto fare – afferma il ragazzo – grazie al mio sofisticato joystick che trasforma i miei pochi movimenti residui delle dita – movimenti millimetrici – in un movimento che mi può far controllare il computer. in questo modo posso sfogliare un libro digitale al computer.” e poi conclude “chiedo oggi alle case editrici di rimuovere questo ostacolo, rendendo finalmente disponibili tutte le edizioni dei libri in formato digitale, come già avviene per i romanzi.” UNA BARRIERA CULTURALE – La petizione ha avuto un riscontro positivo in rete, infatti sono più di 130 mila le persone che, in soli due mesi, hanno deciso di firmare per sostenere la battaglia intrapresa da Carlo, e dare un contributo personale affinché questa barriera venga abbattuta definitivamente. Il ragazzo si è appellato al presidente del Consiglio, al Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, e al Ministro per la Famiglia e la Disabilità, chiedendo a queste autorità di prendere sul serio la sua richiesta e di sollecitare una soluzione al problema che ad oggi – come precisa Carlo – non è più rinviabile.

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febbraio 7, 2019

“Disabili: niente Iva agevolata al 4% per le automobili elettriche”

Le persone con disabilità non possono richiedere l’Iva agevolata al 4% per le vetture elettriche e per le minicar da guidare con il patentino speciale e gli autocarri. Colpa di una legge, la 104 del 1992 («Legge-quadro per l’assistenza, l’integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate»), che allora non aveva previsto lo scenario della mobilità elettrica. Accanto alle agevolazioni per l’adattamento dell’auto, la legge prevede che al momento dell’acquisto si possa richiedere l’Iva al 4% su «autovetture nuove o usate aventi cilindrata fino a 2.000 centimetri cubici, se con motore a benzina, e fino a 2.800 centimetri cubici se con motore diesel». Non essendo espressamente citati, i veicoli elettrici vengono dati per esclusi dal beneficio fiscale. Una circolare dell’Agenzia dell’Entrate dell’aprile 2018 conferma l’esclusione delle auto elettriche («Non è possibile applicare l’aliquota Iva ridotta in quanto la relativa normativa subordina l’agevolazione alla cilindrata»), ma allarga i benefici a quelle ibride (in quanto «modelli composti da due motori, uno termico e uno elettrico, che lavorano o alternati o combinati a seconda delle esigenze di potenza e di velocità»), ma sempre con motore a benzina fino a 2 litri e con motore Diesel fino a 2,8 litri. Ma questa circolare è passata inosservata fino a oggi in diverse Regioni, purtroppo.

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febbraio 3, 2019

“Trasporto disabili: scopriamo la tecnologia degli allestimenti Ford con sollevatore o pianale ribassato”

Ford Tourneo Custom è leader nel segmento dei veicoli 8 o 9 posti eccellendo gli standard di comfort, tecnologia ed efficienza. Il veicolo è stato progettato con un un look innovativo e colpisce immediatamente il design dei nuovi fanali anteriori. Il veicolo oltre ad avere uno stile unico ed accattivante offre le tecnologie più evolute e il massimo confort di bordo. Grazie a Ford Sync 3, il sistema si integra perfettamente con lo smartphone e permette grazie al touchscreen o ai comandi vocali il controllo totale del mobile permettendo di effettuare conversazioni, messaggi di testo, ascoltare musica, utilizzare il navigatore satellitare e molto altro (di serie o a richiesta in base alle versioni). Il Tourneo Custom è equipaggiato di tutto ciò che serve per viaggiare sicuri e utilizza tecnologie all’avanguardia che proteggono il conducente, il veicolo e i passeggeri: Pre-collision Assist, Intelligent Speed Assist, Driver Alert, Adaptive cruise control, Cross traffic Alert, Blind Spot Information System (di serie o a richiesta in base alle versioni). L’abitacolo è spazioso e curato in ogni piccolo dettaglio e presenta rifiniture eleganti, materiali morbidissimi al tatto e tecnologie all’avanguardia. Tourneo Custom è dotato di sedili posteriori flessibili, svariate combinazioni che permettono di convertire l’abitacolo ad ogni uso, potendo reclinare i sedili posteriori per creare un piano di lavoro o in “conference seating” compreso (in questa configurazione i sedili posteriori si trovano uno di fronte all’altro per favorire la conversazione dei passeggeri). L’allestimento per trasporto persone con disabilità su Ford Tourneo Custom ideato e realizzato da Focaccia Group è stato progettato e prodotto interamente nell’azienda di Cervia ed è composto dal sollevatore Fiorella e dalla porta elettrificata, per rispondere efficacemente alle esigenze dei propri clienti. Per l’alta affidabilità e sicurezza del veicolo, Focaccia group è partner ufficiale Ford ed ha ricevuto la certificazione QVM nel 2018.   L’elegante sollevatore Fiorella, disponibile in svariate colorazioni che si integrano perfettamente con l’estetica del veicolo, può sollevare fino a 360 kg di peso in completa sicurezza e comfort. L’operazione di sollevamento non è mai stata così facile grazie al nuovo radiocomando wireless F-remote che offre un’impareggiabile libertà di movimento. La comodità della porta elettrificata unita ai predellini di serie facilitano l’ingresso e l’uscita delle persone. La stessa praticità è  data dall’innovativa base girevole F-twister che consente la rotazione del sollevatore F360 sul suo braccio principale, liberando sempre l’accesso al veicolo. Questa funzionalità consente di avere sempre un’uscita di sicurezza a disposizione in caso di necessità, facilita le operazioni di carico e scarico bagagli, ma soprattutto velocizza e semplifica le operazioni di ancoraggio e messa in sicurezza del passeggero in carrozzina. Tourneo Custom, la versione a passo corto permette di configurare i posti viaggio per il trasporto di una o due persone in carrozzina mentre nella versione a passo lungo si arriva fino a tre carrozzine più quattro passeggeri, incluso il conducente. Tourneo Custom è la soluzione ideale per i privati come per gli alberghi, le aziende, i taxi o il servizio NCC che ricercano in un solo veicolo lo stile e la qualità di una berlina di lusso combinati alla versatilità e alla spaziosità interna di un veicolo adibito a trasportare in modo piacevole persone, comprese quelle con disabilità. FORD TOURNEO CONNECT CON PIANALE RIBASSATO Ford Tourneo Connect è la vettura ideale per la famiglia che ha necessità di abbinare la praticità con la robustezza e la versatilità. Ford Tourneo Connect è stata riconosciuta come la vettura che riesce a combinare efficacemente prestazioni e risparmi senza compromessi rendendola un mezzo di lunga durata in tutte le condizioni di guida senza tralasciare il design che la contraddistingue. Tourneo Connect è molto apprezzato per le sue finiture di prima classe, i materiali di alta qualità che garantiscono uno guida estremamente confortevole oltre alle soluzioni intelligenti di cui è largamente dotata. Per semplificare la guida infatti sono disponibili diversi dispositivi che permettono di facilitare i parcheggi o la retromarcia. Inoltre la nuova tecnologia Ford Sync 3 (option) permette di mantenere sempre le mani sul volante e allo stesso tempo avere il controllo del proprio smartphone grazie ai comodi comandi vocali e al touchscreen. Gli interni permettono di adattarsi alle esigenze della famiglia sfruttando efficacemente gli spazi. Gli oggetti piccoli possono essere riposti nei vani sopraelevati e i sedili posteriori possono essere facilmente ripiegati per rendere personalizzata la configurazione interna. Inoltre, nella versione con pianale ribassato nell’allestimento a cura di Focaccia Group, partner ufficiale di Ford, lo spazio è ampio e viene garantita la sicurezza, il comfort e

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gennaio 28, 2019

“Lavoro e categorie protette. Prospetto informativo disabili: scadenza 2019 e modalità invio”

Il prospetto informativo è una dichiarazione che ogni anno i datori di lavoro (sia pubblici che privati) che occupano almeno 15 dipendenti devono trasmettere (nei casi che vedremo di seguito) al servizio provinciale, indicando alcune informazioni riguardanti la propria situazione occupazionale rispetto agli obblighi di assunzione di personale disabile e/o appartenente alle altre categorie protette. L’OBBLIGO DI ASSUNZIONI – Per i datori di lavoro che occupano dai 15 a 35 dipendenti la legge prevede l’obbligo di assumere una persona con disabilità. Fino allo scorso anno l’obbligo scattava solo in caso di nuove assunzioni, ma dal 1 gennaio 2018,  chiunque abbia dai 15 ai 35 dipendenti è tenuto a mettersi in regola. Questa novità ha eliminato, cancellando il comma 2 dell’art. 3 della legge n. 68/99,  quello che veniva definito  “regime di gradualità”, ed è stata introdotta dall’articolo 3 del Decreto Legislativo 151/2015, attuativo della legge n. 183/2014 (Jobs Act). Questa la tabella degli obblighi di assunzione di lavoratore disabile: – dai 15 ai 35 lavoratori l’azienda è obbligata ad assumere un lavoratore con disabilità – dai 36 ai 50 lavoratori l’azienda è obbligata ad assumere due lavoratori con disabilità – oltre 50 lavoratori: la quota del 7% deve essere riservata a lavoratori con disabilità Nel calcolo il datore di lavoro deve considerare tutti i lavoratori assunti con vincolo di subordinazione, a parte alcune eccezioni. CHI DEVE PRESENTARE IL PROSPETTO INFORMATIVO – Per capire quindi quante persone ciascuna azienda sia tenuta ad assumere, sulla base della sua forza lavoro in carico, il datore di lavoro è tenuto a redigere una comunicazione: il Prospetto Informativo. Questa comunicazione, che si riferisce alla situazione occupazionale al 31 dicembre dell’anno precedente va fatta una sola volta l’anno, entro il 31 gennaio, solo se nell’anno precedente a quello dell’invio del prospetto ci sono state variazioni nella situazione occupazionale che hanno comportato cambiamenti nella base occupazionale tali da modificare l’obbligo o che hanno inciso sul computo della quota di riserva. Questo significa che, se nel corso dell’anno la base di computo viene innalzata (per nuove assunzioni), e questa va ad incidere sulla quota di riserva disabili, per l’azienda scatta l’obbligo di assunzione di un lavoratore disabile, entro 60 giorni. CHI E’ ESONERATO DALL’OBBLIGO DI PRESENTAZIONE – I datori di lavoro che, rispetto all’ultimo prospetto telematico inviato, non hanno subito cambiamenti nella situazione occupazionale tali da modificare l’obbligo o da incidere sul computo della quota di riserva, non sono tenuti ad inviare il prospetto informativo. LA BASE DI COMPUTO – Nella base di computo (che serve a calcolare il numero di soggetti disabili da assumere) vanno conteggiati tutti i lavoratori assunti con contratto di lavoro subordinato, mentre non sono computabili i lavoratori assunti ai sensi della stessa Legge n. 68/1999 (lo prevede il comma 1 dell’art. 4) e alcune altre categorie di lavoratori (vedi qui). Per il calcolo della base di computo si raccomanda di approfondirre le varie casistiche contrattuali. Ad esempio, i lavoratori assunti  a tempo indeterminato con orario part-time sono computati per la quota di orario effettivamente svolto, tenendo conto che il computo delle unità lavorative fa riferimento all’orario previsto dalla contrattazione collettiva del settore. Nel computo le frazioni percentuali superiori allo 0,50 sono considerate unità. Inoltre, in seguito dell’entrata in vigore del Decreto Legislativo n.151/2015 rientrano nella base di computo anche i lavoratori, già disabili prima della costituzione del rapporto di lavoro, anche se non assunti tramite il collocamento obbligatorio, che devono però avere una riduzione della capacità lavorativa superiore al 60 per cento oppure superiore al 45 per cento nel caso di disabilità intellettiva e psichica. (si veda qui).   LAVORATORI DISABILI E QUOTA DI RISERVA – Si Ricorda che i lavoratori che divengono inabili allo  svolgimento delle proprie mansioni in conseguenza  di  infortunio  o malattia non possono essere computati nella quota di riserva di cui all’articolo 3 se hanno subito una riduzione della capacità lavorativa inferiore al 60 per  cento o, comunque, se sono divenuti inabil a causa dell’inadempimento da parte del datore di lavoro, accertato in sede giurisdizionale, delle norme in materia di sicurezza ed igiene del lavoro. Al contrario, i datori di lavoro hanno la possibilità di far rientrare nella quota di riserva anche i lavoratori già disabili prima della costituzione del rapporto di lavoro, anche se non assunti tramite il collocamento obbligatorio, nel caso in cui abbiano una riduzione della capacità lavorativa superiore al 60 per cento (oppure superiore al 45 per cento nel caso di disabilità intellettiva e psichica). La novità è stata introdotta dal  Decreto Legislativo n.185/2016. COSA INDICARE NEL PROSPETTO  INFORMATIVO – Nel prospetto

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