Posts tagged ‘Disabili’

marzo 23, 2020

“Messaggio INPS su aumento permessi lavorativi Legge 104 di 12 giorni”

Il 20 marzo 2020 l’INPS ha pubblicato il messaggio 1281 con il quale viene fornita una prima sintetica illustrazione relativa alla fruizione dei congedi parentali, del bonus baby-sitting, e alla estensione della durata dei permessi retribuiti di cui all’articolo 33 della legge 5 febbraio 1992, n. 104, ovvero le misure introdotte con il decreto-legge n. 18 del 17 marzo 2020 (Decreto Cura Italia) per sostenere le famiglie nell’emergenza COVID. INPS precisa che Le istruzioni operative e procedurali in merito all’applicazione dei suddetti benefici saranno fornite con la relativa circolare illustrativa, che sarà pubblicata a seguito del parere favorevole del Ministero vigilante. Vediamo in particolare le istruzioni e le prime indicazioni operative fornite dall’INPS per quanto riguarda l’aumento dei permessi lavorativi previsti dalla Legge 104/92 (12 aggiuntivi complessivamente, utilizzabili nei mesi di marzo e aprile) agli aventi diritto. In merito a questo, va segnalato che, diversamente da quanto indicato tuttora nel sito dell’Ufficio per le politiche in favore delle persone con disabilità,  il messaggio INPS indica, per i lavoratori dipendenti privati, che i 12 giorni aggiuntivi di permesso spettano ai lavoratori che assistono persone con disabilità grave, senza menzionare anche i lavoratori con disabilità grave, come invece, appunto, indicato sul sito governativo sopra menzionato. Qui, il testo del messaggio INPS: PERMESSI EX L. 104/92 COVID-19 È prevista un incremento dei giorni di permesso retribuiti. In aggiunta ai 3 giorni mensili già previsti dalla legge n. 104/92 (3 per il mese di marzo e tre per il mese di aprile) è possibile fruire di ulteriori 12 giorni complessivi per i mesi di marzo e aprile. Tali giorni, anche frazionabili in ore, possono essere fruiti consecutivamente nello stesso mese. Chi sono i beneficiari 1. Lavoratori dipendenti Privati ✓Chi sono: lavoratori che assistono un familiare con handicap grave ✓Come fare domanda: – Il lavoratore che ha già un provvedimento di autorizzazione ai permessi, con validità comprensiva dei mesi di marzo e aprile, non deve presentare una nuova domanda. Può già fruire delle suddette ulteriori giornate e i datori di lavoro devono considerare validi i provvedimenti di autorizzazione già emessi. – Il lavoratore privo di provvedimento di autorizzazione in corso di validità deve presentare domanda secondo le modalità già in uso. Il provvedimento di autorizzazione che verrà emesso sarà considerato valido dal datore di lavoro ai fini della concessione del numero maggiorato di giorni. – I lavoratori dipendenti per i quali è previsto il pagamento diretto dell’indennità da parte dell’INPS (lavoratori agricoli e lavoratori dello spettacolo a tempo determinato), devono presentare una nuova domanda secondo le consuete modalità solo nel caso in cui non sia già stata presentata una istanza relativa ai mesi per cui è previsto l’incremento delle giornate fruibili. 2. Lavoratori dipendenti Pubblici Le modalità di fruizione dei presenti permessi per i lavoratori dipendenti del settore pubblico sono a cura dell’Amministrazione pubblica con la quale intercorre il rapporto di lavoro ✓Come possono fare domanda: – Non devono presentare domande all’INPS. La domanda di permesso è presentata alla propria Amministrazione pubblica secondo le indicazioni dalla stessa fornite.

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marzo 17, 2020

“Aumento a 12 giorni dei permessi Legge 104 disabili e non solo: le nuove misure di supporto alle famiglie nel decreto marzo per emergenza Coronavirus”

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha presentato pochi minuti fa le misure appena approvate dal “decreto marzo”, che contiene importanti interventi economici a sostegno del Paese in questo momento di grave crisi causa emergenza Coronavirus. Messi in campo 25 miliardi di euro a sostegno di imprese e famiglia. Si sono poi succeduti il ministro dell’economia, Roberto Gualtieri, e la ministra Nunzia Catalfo, reggente del dicastero del Lavoro e delle Politiche sociali, che hanno illustrato le misure. I 5 ASSI DEL DECRETO MARZO In attesa di poter leggere il documento, riportiamo in breve le principali direttive del provvedimento, che si snoda su 5 assi: 1.

finanziamento aggiuntivo di quasi 3,5 miliardi per Sistema Sanitario Nazionale, protezione civile ed altri enti in prima linea sanitaria sull’emergenza 2.

più di 10 miliardi per sostegno a occupazione, lavoratori e reddito. Vengono estesi gli ammortizzatori sociali a tutte categorie lavoratori dipendenti, mentre per lavoratori autonomi, stagionali e altre forme un assegno di 600 euro per il mese di marzo. estensione congedo parentale e e voucher babysoitter per genitori. 3.

Iniezione di nuova liquidità per supportare il sistema credito, sospensione rate mutui 4.

sospensione obblighi di versamenti tributi e contributi. Il termine odierno è differito a venerdì 31 marzo per iva, ritenute previdenziali etc. 5.

sostegno aggiuntivo a una serie di settori economici LE MISURE PER LE FAMIGLIE In particolare, sintetizziamo quanto prevuisto per le famiglie, raggruppando nella prima parte le principali misure che coinvolgono specificamente i nuclei con all’interno persone con disabilità: –

PERMESSI RETRIBUITI LEGGE 104 aumento da 3 a 12 i giorni di permesse da Legge 104 (di cui all’articolo 33, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104) per i mesi di marzo e aprile 2020 cumulativamente –

CONGEDI PARENTALI: 15 giorni aggiuntivi per genitori con figli minori fino a 16 anni, retribuiti del 50% per i figli fino a 12 anni, e senza limiti di età in caso di figli disabili –

DIRITTO LA LAVORO AGILE Per nuclei con persone disabili ospitate nei centri di servizio chiusi a causa dell’emergenza –          SOSPENSIONE PAGAMENTI Sospensione invio cartelle di pagamento e atti di riscossione sospensione di versamento contribuiti previdenziali e assistenziali per l’assicurazione obbligatoria per colf in scadenza tra febbraio e maggio. –

VOUCHER BABYSITTER: 600  euro per spese di babysitting, per tutti (alternativamente al congedo) 1.000 euro nel caso di operatori sanitari e forze di polizia –

SOSPENSIONE RATE MUTUI PRIMA CASA per lavoratori in CIG, estesa anche a titolari di partita IVA e fronte di un calo approizzabile del fatturato, senza requisiti di reddito ISEE

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marzo 11, 2020

“Legge 104: quali agevolazioni con riconoscimento dell’art. 3 comma 1?”

Ci capita spesso di ricevere richieste da parte dei nostri navigatori sulle agevolazioni a cui ciascuna persona disabile ha diritto a fronte del riconoscimento della Legge 104, relativamente allo stato di handicap. Per tutte le informazioni generali vi invitiamo a fare riferimento al nostro speciale dedicato alla Legge 104 mentre vediamo ora nel dettaglio di chiarire quali sono le agevolazioni specifiche spettanti a tutti coloro a cui sia stata riconosciuta la Legge 104/92 art. 3 comma 1, ovvero nei casi in cui non sia stata riconosciuta la connotazione di gravità. L’art. 3 comma 1, infatti, definisce persona handicappata “colui che presenta una minorazione fisica, psichica o sensoriale, stabilizzata o progressiva, che è causa di difficoltà di apprendimento, di relazione o di integrazione lavorativa e tale da determinare un processo di svantaggio sociale o di emarginazione” e si differenzia dall’art. 3 comma 3 perché quest’ultimo specifica che “Qualora la minorazione, singola o plurima, abbia ridotto l’autonomia personale, correlata all’età, in modo da rendere necessario un intervento assistenziale permanente, continuativo e globale nella sfera individuale o in quella di relazione, la situazione assume connotazione di gravità”. È abbastanza semplice quindi intuire che il riconoscimento di un comma oppure dell’altro all’interno del verbale d’invalidità dà diritto ad agevolazioni differenti. Riepiloghiamo quindi sinteticamente le agevolazioni per persone disabili con Legge 104 art. 3 comma 1. AMMORTIZZATORI SOCIALI Chi rientra nel comma 1 non ha diritto a provvidenze economiche e indennità specifiche che invece sono previste per gli invalidi civili, o per chi presenta certificazione di cecità civile o sordomutismo. Tuttavia, nella dichiarazione dei redditi è possibile detrarre i contributi previdenziali e assistenziali, sempre nella misura del 19%, che sono stati versati per babysitter e badanti per servizi domestici e assistenza personale e familiare. SPESE MEDICHE E ASSISTENZA SPECIFICA La normativa prevede che possono godere della deduzione delle spese sostenute per prestazioni mediche generiche e per l’assistenza fisica prestata da parte di personale specialistico (anche fisioterapisti), sia persone con handicap sia i diretti interessati che i familiari che li abbiamo a carico fiscalmente. AGEVOLAZIONI LAVORATIVE NELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE L’art. 21 della Legge 104/92 stabilisce che alla persona con handicap (anche senza connotazione di gravità), con un grado di invalidità superiore ai due terzi o con minorazioni iscritte alle categorie prima, seconda e terza della tabella A annessa alla Legge 10 agosto 1950 n. 648, che è stata assunta da enti pubblici come vincitrice di concorso, spetta il diritto di scelta prioritaria tra le sedi disponibili e precedenza in sede di domanda di trasferimento. AGEVOLAZIONI SETTORE AUTO Sui veicoli destinati alle persone con disabilità motoria, intellettiva (se titolari di indennità di accompagnamento e con certificato di handicap grave) o sensoriale (sordi e ciechi) sono previste una serie di agevolazioni, differenti a seconda della percentuale d’invalidità, della patologia e del reddito per cui rimandiamo alla pagina dedicata all’interno del nostro speciale Guida alle agevolazioni fiscali disabili. Nello specifico di certificati di invalidità con Legge 104/92 art. 3 comma 1 queste agevolazioni consistono nell’applicazione dell’IVA al 4% al momento dell’acquisto, nella detraibilità del 19% della spesa sostenuta in dichiarazione dei redditi e nell’esenzione dal pagamento del bollo auto e delle tasse di trascrizione (IPT, APIET). ACQUISTO SUSSIDI TECNICI INFORMATICI Le agevolazioni, nel caso in cui al certificato di handicap o invalidità sia associato anche una specifica prescrizione, valgono anche per l’acquisto di sussidi informatici tramite l’applicazione dell’IVA agevolata. La spesa potrà essere poi detratta nella dichiarazione dei redditi. Rientrano in questa categoria, per esempio, computer, telefono con vivavoce, sussidi che permettono l’elaborazione grafica o scritta e tutto quello che possa migliorare lo stato di handicap da cui è affetto il disabile per rendere più agevole la sua condizione rapporta alla vita quotidiana. ACQUISTO/EROGAZIONE AUSILI MEDICI All’acquisto di ausili destinati a persone invalide viene applicata l’IVA agevolata al 4%, in alcuni casi, inoltre, è possibile detrarre la spesa nella dichiarazione redditi nella misura del 19%. In aggiunta, per gli invalidi civili, i ciechi civili e i sordomuti, dietro specifica prescrizione medica, è prevista l’erogazione a carico del Servizio Sanitario Nazionale di protesi, ortesi e ausili correlate al tipo di minorazione accertata.

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marzo 3, 2020

“Un napoletano di 45 anni fra i tre disabili morti nello schianto del pulmino a Cortona”

Tornavano da un corso di ballo e sono morti nello schianto del pulmino su cui viaggiavano contro un albero. Le vittime sono tre disabili, che hanno perso la vita ieri sera lungo la strada provinciale 28, in località La Fratta, nel comune di Cortona (Arezzo). I deceduti sono Ivan Osmeri, 45 anni, di Passignano sul Trasimeno (Pg), Luigi Romano, 45enne originario di Napoli, e Selene Foschi, 43 anni, di Livorno. La conducente del pulmino, un’operatrice socio sanitaria quarantenne romena, residente sul lago Trasimeno, è ricoverata all’ospedale San Donato di Arezzo. Sul pulmino di una cooperativa di assistenza per disabili viaggiavano otto persone, che rientravano da Manciano di Castiglion Fiorentino (Ar) dove, come ogni lunedì, si era svolta l’attività di ballo prevista nel programma della residenza per adulti con disabilità intellettive. Per cause in corso di accertamento, forse per il fondo stradale bagnato dalla pioggia battente, il mezzo ha perso il controllo ed è andato a sbattere contro un albero. Sarebbe stata la stessa conducente a chiamare i soccorsi. Nel pulmino viaggiavano tre uomini e tre donne, a formare coppie per il ballo, ed un altro ospite che lavora come aiutocuoco in un’altra struttura presso Manciano e l’autista. Altri tre disabili sono ricoverati in serie condizioni all’ospedale di Siena. I disabili erano ospiti di una residenza sociale attiva in Valdichiana, con sede in località Ferretto di Cortona.

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febbraio 10, 2020

“Mobilità disabili. Un appello: le carrozzine con i propulsori di spinta siano equiparate alle bici elettriche!”

I propulsori di spinta per carrozzine sono diventati ormai oggetti di uso pressoché quotidiano per le persone con disabilità che usano la sedia a rotelle, consentendo loro di muoversi nelle città. In considerazione di questo, Égalité Onlus e Legambiente chiedono al governo italiano di riconoscere l’equivalenza delle sedie a rotelle dotate di propulsori di spinta alle bici elettriche, poiché, di fatto, si tratta di mezzi che in entrambi i casi sono dotati di motorini elettrici. Il motore è lo stesso e l’incapacità delle persone con disabilità a pedalare non può giustificare una discriminazione nei loro confronti, dichiarano i promotori della campagna, che chiedono quindi che vengano alzati i limiti di velocità di questi dispositivi. LE BARRIERRE ARCHITETTONICHE IN ITALIA I promotori dell’iniziativa partono da una premessa, ahinoi assai nota: in Italia le barriere architettoniche sono ancora numerosissime, questo nonostante da ben 34 anni ci sia una legge che impone ai comuni di dotarsi di PEBA (Piani per l’Eliminazione delle Barriere Architettoniche). Con buona pace degli impegni assunti nella Convenzione ONU per i diritti delle persone con disabilità, i marciapiedi italiani pullulano di ostacoli, a partire dai gradini privi di scivoli e perciò impossibili o comunque pericolosi per le sedie a rotelle. Il trasporto pubblico è un’altra nota dolente: autobus e stazioni di metropolitana sono spesso privi di pedane e ascensori, e le stazioni dei treni ancora in larga misura inaccessibili. Per supplire a questa situazione, quindi, si dovrebbe quantomeno non ostacolare l’utilizzo di ausili e strumenti che consentono alle persone disabili di fruire del loro diritto alla mobilità, come qualsiasi altro cittadino. I PROPULSORI DI SPINTA PER CARROZZINE I motorini elettrici da collegare alle sedie a rotelle (propulsori di spinta per carrozzine, ndr) rappresentano oggi una risorsa essenziale per consentire agli oltre 100 mila disabili motori in Italia di muoversi con un apprezzabile livello di autonomia e compensare i deficit di accessibilità dell’ambiente esterno. Possono essere forniti dalle ASL  per ‘equivalenza funzionale’ alle carrozzine elettriche, e sono particolarmente apprezzati dalle persone con disabilità motorie, perché grazie al loro peso e ingombro limitati, possono essere facilmente caricati su altri mezzi e trasportati con sé. ANALOGIE PROPULSORI DI SPINTA E BICICLETTE ELETTRICHE In Italia – affermano i promotori dell’iniziativa – sono stati consegnati, negli ultimi anni, almeno 12 mila motorini elettrici da agganciare alle sedie a rotelle dei disabili, le cui prestazioni stradali sono del tutto analoghe a quelle delle biciclette elettriche.  Il più venduto di questi è prodotto in Italia in più versioni, con velocità che variano tra i 20 e i 48 km/h circa. Una manna dal cielo per tutti coloro che tra l’altro, con una vergognosa pensione di invalidità di 280€/mese, non hanno facilità ad acquistare a proprie spese un’auto attrezzata con gli appositi dispositivi di guida. L’utilizzo di motorini per sedie a rotelle e carrozzine elettriche, si legge nella nota, è di fatto equivalente a quello delle bici elettriche, per due ragioni: 1. stato di necessità. L’interruzione sistematica dei marciapiedi italiani da gradini, dislivelli e pendenze impedisce ovvero ostacola gravemente la loro percorrenza su sedia a rotelle, esponendo i disabili a situazioni di pericolo anche grave, 2. non-discriminazione. L’incapacità fisica di imprimere forza ai pedali di una bici elettrica non può e non deve pregiudicare il diritto all’impiego di un mezzo equivalente da parte delle persone con disabilità. DECRETO ‘MILLEPROROGHE’, SEDIE A ROTELLE A RISCHIO SANZIONE E SEQUESTRO Le sedie a rotelle ‘motorizzate’ – dichiarano i promotori – sono in teoria classificate e fornite ai disabili come ‘dispositivi medici’ riconosciuti ‘equivalenti a carrozzine elettriche’. Secondo le norme vigenti, i motorini non dovrebbero però superare una velocità di 6 km/h, dovendosi altrimenti qualificare come ‘veicoli’, ai sensi del Codice della Strada. Ma nel mondo reale, alcune migliaia di paraplegici e tetraplegici in Italia conducono su strada ‘veicoli atipici’ con motore elettrico, in una situazione di limbo legislativo, sotto compassionevole tolleranza delle autorità che vigilano le strade. Le cose, però, potrebbero cambiare, poiché, denunciano i promotori, il Ministro dei Trasporti vorrebbe ora punire la generalità dei ‘veicoli anticipi’ – tra i quali ricadono anche quelli in esame – con una sanzione fino a 800 € e il sequestro amministrativo. Oltre al danno, la beffa! LA RICHIESTA DI ÉGALITÉ E LEGAMBIENTE AL MINISTERO DEI TRASPORTI Da qui la richiesta,estesa al Ministero dei Trasporti, al Consiglio dei ministri e al Parlamento della Repubblica Italiana del riconoscimento di piena equivalenza tra sedie a rotelle provviste di motorini elettrico e le biciclette elettriche. Senza rinunciare alla loro qualifica come ‘dispositivi

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febbraio 4, 2020

“Rubato il tandem di un giovane disabile. L’appello della mamma: aiutateci!”

La usa un ragazzo adolescente di Dalmine affetto da una disabilità e il furto fa ancora più male. Tanto che la mamma del giovane ha lanciato un appello via Fb per ritrovare la bicicletta: un tandem bianco (esattamente come nella foto allegata, ndr) che il figlio usa per muoversi con anche la sua famiglia. La mamma ha quindi scritto on line e chiede aiuto a chi potrebbe aver visto qualcosa: «Questa sera (venerdì 17 gennaio, ndr) ci è stata rubata la bicicletta che usiamo con nostro figlio che ha una disabilità. Si tratta di un tandem bianco – scrive -. Per noi e nostro figlio è importantissimo ritrovarla. Se qualcuno la vedesse in Dalmine chiediamo la gentilezza di contattarci o avvisare i carabinieri. Grazie». Il furto intorno alle 23, a Dalmine: la bicicletta è stata rubata dal garage della famiglia bergamasca dove c’erano altre due ruote che però non sono state portate via. Per informazioni è possibile contattare direttamente i carabinieri oppure la mamma al 339/6917172.

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gennaio 21, 2020

“Chatto dunque sono”

Tavola rotonda promossa dalle associazioni “ViviDown” e “Capirsi Down Monza” per promuovere un uso sicuro e consapevole dei social media tra i giovani, con e senza disabilità   Le associazioni “ViviDown” e “Capirsi Down Monza” organizzano per la giornata di sabato 25 gennaio (dalle ore 10 alle ore 12) la tavola rotonda “Chatto dunque sono. Per un uso consapevole e inclusivo dei social media”. L’incontro si svolgerà presso la sede di “Azione solidale” (via Giuseppe Gabetti 15) a Milano. Durante l’incontro, aperto alla cittadinanza, si parlerà di come promuovere un uso sicuro e consapevole dei social network tra i giovani, con e senza disabilità, affinché questi strumenti possano diventare opportunità di inclusione e partecipazione sociale. Durante l’evento verranno anche presentati i risultati di uno studio svolto sull’utilizzo che persone con disabilità e familiari fanno di questi strumenti tecnologici. Ingresso libero, previa iscrizione a servizi@vividown.org oppure a segreteria@capirsidown.it

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gennaio 13, 2020

“Da metà 2020 si potranno ricaricare le carrozzine elettroniche nelle stazioni di ricarica delle auto elettriche Enel X”

Da giugno 2020 si potranno ricaricare le carrozzine elettriche anche alle stazioni di ricarica delle auto elettriche, dotandosi si un cavo che sarà messo in commercio da Enel X la prossima primavera. Il dispositivo, che permetterà alle persone con disabilità di ricaricare la propria sedia a rotelle anche quando si è fuori casa, si chiama JuiceAbility ed è stato presentato in questi giorni a Las Vegas al CES – Consumer Electronics Show -, la più importante manifestazione dedicata all’hi-tech. COME FUNZIONA JuiceAbility consiste in un cavo intelligente e una app: grazie a questo dispositivo, verranno riconosciute le batterie delle carrozzine elettriche, e sarà possibile connetterle al sistema di stazioni di ricarica dei veicoli elettrici dislocati sul territorio. JuiceAbility è compatibile con tutte le sedie a ruote elettriche attualmente in commercio e con qualsiasi colonnina di ricarica Enel X equipaggiata con la presa Tipo 3A. In questo modo le persone con disabilità motorie che usano la carrozzina elettrica potranno usufruire di una rete di oltre 11.000 stazioni di ricarica attualmente in uso per ricaricare le macchine elettriche, fa sapere Francesco Venturini, Responsabile di Enel X. COME RICARICARE Per ricaricare la propria carrozzina quando si è in giro si dovranno seguire questi passaggi: 1. Avviare la app JuicePass 2. Trovare la colonnina più vicina 3. Prenotare la presa 8per essere sicuri di trovarla libera) 4. Collegare JuiceAbility alla sedia attraverso il caricabatteria 5. Avviare la ricarica 5. Sbloccare il cavo e interrompere la ricarica attraverso la app quando si è raggiunto il livello di carica desiderato. DOVE ACQUISTARLO Il dispositivo può essere preordinato subito sul sito www.enelxstore.com, mentre le primeconsegne partiranno da giugno di quest’anno. JuiceAbility si inserisce nell’ambito della collaborazione di Enel X con la startup italiana Avanchair, e ha ricevuto il riconoscimento quale “buona prassi” da parte dell’ANGLAT.

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gennaio 7, 2020

“I disabili e quella sentenza del Consiglio di Stato “

Chi si occupa dei diritti delle persone disabili? Sono oramai frequenti le sentenze che, dirette a definire tali diritti inalienabili, restano inascoltate. Dopo la Sentenza 2 marzo 2011 n.8254 della Corte di cassazione che specifica “a nessuno sia consentito di anteporre la logica economica alla logica della tutela della salute, né diramare direttive che pongano in secondo piano le esigenze dell’ammalato, dopo la famosa Sentenza 275/2016 della Corte Costituzionale che si era espressa severamente stabilendo che “è la garanzia dei diritti incomprimibili a incidere sul bilancio, e non l’equilibrio di questo a condizionare la doverosa erogazione”, interviene nuovamente il Consiglio di Stato. Che (sebbene utilizzi un lessico non conforme alla definizione della Convenzione Onu per i diritti delle persone con disabilità) con la sentenza n. 1 del 2 gennaio 2020, afferma che “i disabili vanno assistiti e basta. La loro assistenza non può dipendere né dalle risorse finanziarie disponibili, né dai posti presso le strutture sem-iresidenziali”. Sentenza questa che si preannuncia come un serio problema di bilancio per quelle Pubbliche amministrazioni, anche centrali, che considerano la disabilità un costo tra le varie ed eventuali (del bilancio) . Il Consiglio di Stato si è pronunciato sull’incompleto inserimento di un minore (3 giorni su 5) in un centro diurno, perché l’Asl non aveva disponibilità economiche e si era limitata a formare una lista di attesa, erogando un contributo parziale, previsto dalla Regione Veneto a sostegno delle disabilità. Sono stati i genitori di un minore disabile al 100% e non autosufficiente, hanno chiesto l’annullamento del provvedimento del 25 ottobre 2017 con il quale l’azienda U.L.S.S. N. 6 del Veneto aveva rigettato la loro istanza-diffida del 25 settembre 2017 per “l’immediato inserimento del minore in un Centro diurno al fine di permetterne la tempestiva fruizione” e a ottenere dall’azienda il risarcimento dei “danni, patrimoniali e non patrimoniali, cagionati e cagionandi per un importo non inferiore a 25.000 euro”. L’Azienda sanitaria, respingendo la richiesta, ha sostenuto di essere “tenuta a garantire i livelli essenziali di assistenza socio sanitaria nel rispetto dei vincoli di bilancio assegnati annualmente dalla Regione e dalla Conferenza dei Sindaci”. Il Tar aveva dato ragione all’azienda, sostenendo che anche il diritto alla salute deve essere bilanciato e contemperato con altri beni di rilevanza costituzionale (come in questo caso l’equilibrio del bilancio pubblico e, in particolare, del bilancio regionale), ma il Consiglio di Stato non è dello stesso avviso In vero il Consiglio di Stato si era già pronunciato con la Sentenza n. 842/2016, rimasta anch’essa inascoltata, sempre in materia di diritti delle persone con disabilità. Quella sentenza del 2016 aveva, ed ha, anch’essa una vasta portata tesa ad incidere sulla formazione del bilancio dello Stato perché incide in materia di requisiti per l’accesso alle misure socio assistenziali legate al parametro Isee. La sentenza del Consiglio di Stato nel rigettare il ricorso della presidenza del Consiglio dei ministri contro diverse pronunce del Tar che davano ragione alle persone con disabilità, stabiliva che «le indennità riconosciute ai disabili non sono reddito. Si deve quindi trovare il modo di scorporare tali somme dalla giacenza media del conto corrente che è uno dei parametri per determinare l’Isee. Ma come tutti sanno una sentenza, nemmeno se ripetuta, fa la Legge ed occorreva, così come ancora occorre urgentemente, l’ntervento risoluto del legislatore per tradurre in norma di legge, ma che sia cogente per tutte le pubbliche amministrazioni dello Stato, la statuizione del giudice. La questione ora passa al Parlamento affinché batta un colpo e dia un segnale per il recepimento immediato delle sentenze delle alte magistrature in materia di diritti delle persone con disabilità.

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gennaio 2, 2020

“Lezione in diretta Skype, la conquista di Marika”

CREMONA (29 dicembre 2019) – Marika Ramazzotti ha 18 anni e soffre di atrofia muscolare spinale e per lei la scuola e il diploma di ragioniere sono una conquista che si compie giorno per giorno. Ma con la chiusura del Ponzini a Soresina e il trasferimento della sua classe al Ghisleri in via Palestro, tutto è diventato più difficile. Non insormontabile, però, grazie alla forza di volontà di Marika e alle strategie messe in atto dalla scuola diretta da Alberto Ferrari. Ecco cosa è accaduto: la vicepreside Gloria Grazioliha attivato il progetto dell’Usr Lombardia «Scuola in ospedale», che permette a Marika di partecipare alle lezioni in diretta via Skype con i suoi compagni della classe quinta A finanza marketing. «La mia malattia rende complicati gli spostamenti — racconta Marika —. Venire tutti i giorni a Cremona per me era impossibile, non per cattiva volontà, ma per i tempi di cura a cui mi costringe la mia malattia e per la fragilità che condiziona la mia vita. Grazie alla vicepreside Grazioli, che è anche la mia docente di materie economiche, posso continuare a frequentare la scuola. Assisto alle lezioni via Skype con un orario ad hoc che mi permette di tenere conto delle necessità di cura della mia persona».  La vicepreside, Gloria Grazioli, racconta il suo impegno per Marika con gli occhi che le brillano: «Tre volte alla settimana vado a Soresina per aiutarla e spiegarle il programma di economia aziendale, mentre la docente di sostegno ha il compito di tenere le fila delle altre discipline. Marika non ha deficit cognitivi, la sua condizione è essenzialmente legata alla fisicità della malattia — spiega —. Il gruppo classe è di sostegno e di aiuto, una classe molto particolare, anche per il semplice fatto che si trova ad essere l’ultima del Ponzini, destinato a chiudersi con la fine di quest’anno. L’aver trovato le strategie per permettere a Marika di fare scuola è una soddisfazione: la ragazza è dotata. E la nostra battaglia ha un obiettivo: far sì che la sua voglia di arrivare al diploma non venga annichilita dalla malattia e dalla chiusura del Ponzini di Soresina».

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