Posts tagged ‘Twitter’

aprile 12, 2017

“Come funziona Twitter Lite, la versione leggera di Twitter”

Più leggero, più veloce e più parco nel consumare banda: è Twitter Lite, una nuova versione del social network che lo staff di Twitter ha sviluppato pensando alle nazioni emergenti dove la disponibilità di connessioni broadband mobili non è così ovvia – a livello globale il 45 percento è ancora 2G, si spiega – e quindi la versione classica dell’app sarebbe stata troppo pesante. Ma in realtà Twitter Lite è interessante per chiunque proprio per le stesse ragioni per cui lo è in regioni del mondo come l’America Latina o l’Africa. Avere un’app ricca di funzioni è certamente bello, ma Twitter può anche essere ridotto ai minimi termini senza perdere i suoi lati positivi. Quindi, come si usa Twitter Lite? L’interfaccia di Twitter Lite La prima cosa da sapere per Twitter Lite è che non è un’app autonoma ma semplicemente la denominazione che è stata data alla nuova interfaccia di Twitter. Dobbiamo quindi puntare il nostro browser (Safari Mobile, quasi certamente) verso mobile.twitter.com e il gioco è fatto: abbiamo davanti Twitter Lite. Anzi, probabilmente no: se siamo utenti di Twitter avremo installata l’app e quando carichiamo il social network in Safari questa si attiva automaticamente. E niente Twitter Lite. La seconda cosa da sapere quindi è che se manteniamo su iPhone o iPad l’app di Twitter probabilmente non vedremo Twitter Lite. Diciamo “probabilmente” perché il collegamento tra Safari e l’app di Twitter non è automatico ma deve essere stato attivato da noi in passato almeno una volta. Per eliminarlo le strade sono diverse. La più comoda – anche se appare drastica – è semplicemente cancellare da iPhone l’app di Twitter, iniziare a usare Twitter Lite, porre la web-app sulla schermata Home (spieghiamo tra breve come e perché). A questo punto possiamo anche riscaricare l’app di Twitter, tanto Safari ha “imparato” che il sito di Twitter Lite non deve rimandare all’app ufficiale. Altri modi per evitare il problema sono usare per Twitter Lite un browser diverso da Safari o cancellare la cronologia e i dati di quest’ultimo, ma ci sembrano più scomodi che semplicemente cancellare un’app per poi scaricarla nuovamente. Le impostazioni di Twitter Lite Terza cosa da sapere per Twitter Lite: il massimo del risparmio di banda lo si ha attivando la funzione Risparmio dati. Lo si fa toccando l’icona del nostro account Twitter: si apre la parte delle impostazioni con appunto la funzione Risparmio dati, da attivare facendo scorrere il suo cursore. In questo modo Twitter non caricherà automaticamente le immagini o i video ma ce ne mostrerà una anteprima sfuocata. Per scaricare il relativo contenuto bisogna toccarlo. Ultimo dettaglio: lanciare ogni volta Safari e farlo puntare a Twitter Lite è scomodo, meglio portare il sito sulla schermata Home. A Twitter Lite visualizzato in Safari tocchiamo l’icona di condivisione in basso (facciamo scorrere la pagina verso l’alto se la toolbar inferiore non si vede) e scegliamo l’opzione Aggiungi a Home. Così iOS pone sulla schermata inizio l’icona della pagina web, che funziona a tutti gli effetti come l’icona di una qualsiasi app. Però in questo caso lancia Safari e lo porta automaticamente su Twitter in versione “leggera”.

Questo articolo lo trovate su sito Applicando

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settembre 14, 2016

“Facebook e Twitter contro le news false”

Facebook e Twitter si sono uniti a una coalizione di oltre trenta aziende editoriali e tecnologiche per contrastare la diffusione online di notizie false e contribuire a migliorare la qualità dell’informazione. First Draft, questo il nome della coalizione, è stata fondata nel giugno 2015 con il supporto di Google News Lab, e punta a far collaborare i media e le internet company. Della rete fanno parte, tra gli altri, New York Times, Cnn, Abc, Washington Post, Telegraph, France Presse e, sul fronte tecnologico, YouTube. Obiettivo della coalizione, spiega First Draft, è “lavorare insieme su idee e iniziative, tra cui un programma di ‘formazione dei formatori’, il lancio di una piattaforma di verifica collaborativa e la creazione di un codice di condotta volontario”. La piattaforma dovrebbe essere lanciata in autunno.

Questo articolo lo trovate su sito ANSA

febbraio 8, 2016

“Ceo Dorsey, nessun addio tweet in ordine cronologico”

“Vorrei che tutti voi sapeste che siamo sempre in ascolto e che non abbiamo mai pianificato di riordinare la cronologia dei tweet la prossima settimana”. Cosi ha risposto Dorsey, il ceo di Twitter dall’ottobre scorso, alle indiscrezione di ieri del sito BuzzFeed secondo cui twitter potrebbe presto adottare uno stile di ordinamento dei “tweet” come quello di Facebook, in base cioè agli interessi dell’utente e non in ordine cronologico di trasmissione come ora. Le indiscrezioni del microblog avevano suscitato subito una forte risposta in rete tra gli utenti. Dorsey in effetti ha già fatto diversi cambiamenti importanti, lanciando i ‘Twitter Moments’, mostrando i video di Periscope e consentendo messaggi diretti più lunghi di quelli canonici. E sono in molti a ritenere che la prossima mossa riguarderà appunto l’allungamento dei Tweet oltre la fatidica soglia dei 140 caratteri.

Questo articolo lo trovate su sito Ansa

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dicembre 14, 2015

“Twitter avverte: Attacchi informatici sponsorizzati da Stati”

WASHINGTON – Allarme pirateria internazionale a Twitter. Il social media dei cinguettii ha inviato una comunicazione a diversi utenti, mettendoli in guardia da una falla nei sistemi di sicurezza dalla quale sono penetrati “operatori sostenuti da uno stato”. In pratica coloro che ricevono questo avvertimento potrebbero aver visto compromessi anonimato e sicurezza dei rispettivi indirizzi ip, delle email e dei numeri di telefono. “A titolo precauzionale”, recita la comunicazione, “vi avvertiamo che i vostri account Twitter fanno parte di un piccolo gruppo di utenti che potrebbero esser stati presi di mira da operatori sostenuti da uno stato”. “Riteniamo che che questi operatori possano aver tentato di ottenere informazioni come gli indirizzi email, i numeri telefonici e gli indirizzi ip. Stiamo indagando attivamente sulla questione”. Questi avvisi sono iniziati venerdì scorso e il social network ha continuato a recapitarli nel corso del fine settimana. Non è la prima volta che Twitter dirama avvertimenti di sicurezza. Ad esempio nel 2012 aveva messo in guardia 200mila utenti sul rischio di breccia alle password.

Questo articolo lo trovate su sito La Repubblica

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maggio 27, 2015

“Twitter lancia Periscope app per Android su Google Play”

Periscope, il video app live streaming da Twitter, è ora disponibile per il download su Android. Arrivando due mesi dopo la versione di iOS, e quasi un mese dopo concorrente Meerkat ha fatto la propria applicazione Android a disposizione del pubblico, del Periscope variante Android mantiene la maggior parte delle funzioni della app iOS e introduce anche una serie di altre caratteristiche che non hanno ancora raggiunto Apple i dispositivi mobili.

Al suo interno, Periscopio permette agli utenti di impostare flussi video in diretta sul loro smartphone, di radiodiffusione e di comunicare ad altri utenti del servizio e followers su Twitter. Non ci sono limiti alla lunghezza del video, e un archivio di flusso è disponibile per la visualizzazione fino a 24 ore dopo la fine del flusso. Gli spettatori sono in grado di dare risposte alla emittente televisiva con l’invio di cuore, qualcosa che può essere visto dal streamer in tempo reale.

Il rilascio di Android revisiona la grafica dell’app, facendola corrispondere a Material design estetico del sistema operativo. La novità principale è “Ritorno a trasmissioni”, che porta in primo piano una notifica se un feed viene interrotto, ad esempio, se un utente riceve una telefonata. La notifica offre agli utenti un modo rapido per tornare allo stesso nutrimento erano semplicemente visualizzando. Un pulsante di trasmissione dedicato è stato anche incluso, che sostituisce la scheda equivalente nella versione iOS, rendendo più facile per gli utenti di avviare i propri flussi.

L’applicazione gratuita è ora su Google Play, ma richiede Android 4.4 o successiva, al fine di eseguire.

Questo articolo lo trovate su sito Macnn

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ottobre 31, 2014

“Twitter acquista Twitpic, storico servizio per le foto satellite di Twitter”

Twitter acquisirà Twitpic, il sito web che per anni ha permesso agli utenti di inviare le foto al sito di microblogging. Twitpic ha annunciato sabato scorso sul suo blog ufficiale che, dopo le numerose novità, annunci e contro annunci di questi ultimi mesi, ha raggiunto un accordo con Twitter per cedere il dominio e le foto d’archivio di Twitpic, decisione che consentirà di tenere le foto e i link attivi. “Questo sarà il mio capitolo finale con Twitpic, e ancora una volta voglio dire grazie per avermi permesso di essere una parte dei vostri ricordi di condivisione foto per quasi sette anni. «E’ stato un onore» ha dichiarato il fondatore di Twitpic Noah Everett nel post.Twitpic aveva l’intenzione di chiudere nel mese di settembre a seguito di una disputa sul marchio con Twitter, in cui il social network aveva minacciato di tagliare l’accesso di Twitpic alle sue API. La disputa sul marchio è stata una sorpresa, sostiene Everett, in quanto la società era da lungo tempo alleata con Twitter e fin dal 2008 aveva giocato un ruolo importante nel consentire la condivisione della immagini su Twitter, fina da quando questa opzione non era disponibile sul social network; inoltre aveva presentato la sua domanda sul marchio nel 2009.“Purtroppo non abbiamo le risorse per difenderci da una grande azienda come Twitter per mantenere il nostro marchio che noi crediamo – con tutto il cuore – che sia un nostro di diritto. Pertanto, abbiamo deciso di chiudere Twitpic” aveva sostenuto Everett prima di trovare un accordo con Twitter. Secondo i termini dell’accordo con Twitter, Twitpic non accetterà più nuove foto o dati, e la sua applicazione è stata rimossa dal Google Play e Apple Store App.

Questo articolo lo trovate su sito Macity

 

ottobre 13, 2014

“Trasferimenti di denaro basati su Twitter riferito il lancio in Francia questa settimana”

Utenti di Twitter in Francia saranno presto in grado di inviare denaro ad altri utenti da tweeting, secondo un rapporto. Groupe BPCE, la seconda banca in Francia sulla base di numero di clienti, sarà a quanto pare iniziare a fornire semplici trasferimenti da persona a persona di fondi all’interno del paese, con il mittente in grado di passare i fondi insieme ad altre persone senza conoscere alcuna della banca del destinatario informazioni.

Il sistema funziona a prescindere dalle banche in uso, riporta Reuters, anche se gli utenti del servizio avranno ancora bisogno di registrare i propri dati in anticipo con S-Money, piattaforma di pagamenti mobile di BPCE che svolge già pagamenti utilizzando applicazioni per cellulari e messaggi di testo. Né BPCE né Twitter voluto commentare la storia, anche se una conferenza stampa completo è previsto per domani, con il servizio potenzialmente attivazione entro questa settimana.

Mentre il sistema dei pagamenti può essere il modo di utilizzare a Twitter per scopi non di messaggistica, ma certamente non è la prima con il commercio in mente. Amazon offre già spesa limitata e funzionalità lista dei desideri tramite messaggi utilizzando hashtags specifici e link di prodotto, mentre Twitter si è recentemente ampliato l’uso di un proprio pulsante “buy”, che consente un numero limitato di utenti per acquistare beni da dentro l’app mobile Twitter.

Questo articolo lo trovate su sito Macnn

 

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marzo 7, 2014

“Twitter cambia i termini di utilizzo di Vine, vieta materiale pornografico”

Twitter ha aggiornato i suoi termini di servizio per la condivisione di video app Vine , vietando video di contenuto sessuale . La modifica , che ha effetto immediato , mira a impedire agli utenti di pubblicare contenuti per adulti di natura sessuale sul servizio , ma consente ancora di nudità in un contesto artistico o documentario da visualizzare , e sembra essere un altro tentativo da parte della società per la pulizia il servizio .Vine web interface

Una nota post del blog “Per oltre il 99 per cento dei nostri utenti , questo in realtà non cambia nulla per il resto : non abbiamo un problema con contenuti sessuali espliciti su Internet – abbiamo appena preferiamo non essere la fonte di . esso . ” ZDNet riporta che gli utenti si infrangono il divieto di contenuti esistenti sono stati notificati e hanno solo una settimana per rimuovere il contenuto , con la minaccia finale di sospensione dell’account .

Le nuove norme seguono un cambiamento simile nella politica da Tumblr lo scorso anno , che ha bloccato i blog dedicati a contenuti per adulti dalla sua ricerca interna e di essere indicizzato dai motori di ricerca di terze parti . Il cambiamento delle regole Vine è anche pensato per essere un appeasement di gestione App Store, in seguito alla trazione delle app da iTunes sezione in evidenza a gennaio per Picks filmato di una vigna Editor mal scelti . L’azienda ha bloccato rapidamente ricerche di termini sessuali , e poi cambiato il requisito di età delle app da 12 anni e più di 17 anni e più .

Mentre le nuove regole riguardano subito Vine , ma a quanto pare non influisce direttamente Twitter , anche se questo potrebbe cambiare in futuro.

Questo articolo lo trovate su sito Macnn

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ottobre 20, 2013

“Twitter pronta a chiudere la sua app Twitter #Music”

Secondo le ultime indiscrezioni riportate da AllThingsD, Twitter avrebbe deciso di chiudere la sua applicazione Twitter #Music, decisione maturata dopo appena sei mesi dal lancio della app, che pare aver intrapreso una vera e propria picchiata impossibile da recuperare.

twitter music icona

Non è chiaro quando la app potrebbe sparire da App Store, ma potrebbe trattarsi di un’azione imminente, essendo l’azienda impegnata sulla ristrutturazione del suo dipartimento musicale; secondo però le fonti di AllThingsD, il destino dell’applicazione è ormai segnato, ed è da stabilire solo la data di “spegnimento”.

Al suo debutto in aprile Twitter #Music era balzata rapidamente fra le prime posizioni di testa nella classifica della applicazioni più scaricate su App Store; nei mesi successivi però è scivolata verso il basso, in caduta libera. A partire dalla fine di agosto, l’azienda di app analytics Onavo colloca Twitter #Music al 1672esimo posto nelle proprie classifiche; AppAnnie, un altro servizio di app analytics, colloca oggi Twitter #Music al 264esimo nella lista della app musicali di iTunes App Store.

Secondo le indiscrezioni, Twitter #Music era un progetto nato in maniera isolata dalla ceneri del servizio “We are Hunted”, acquistato in precedenza da Twitter, incapace di integrarsi in maniera convincente nei meccanismi del social network e quindi privo della necessaria trazione che gli avrebbe garantito un successo significativo, vista anche la dipartita da capo progetto Kevin Thau, ora impegnato su Jelly.

Al momento quello della musica sembra un terreno scivoloso per la maggior parte delle aziende che tentano di costruire intorno ad essa un social network di successo; dopo il fallimento di Ping di Apple, la caduta di MySpace, arriva anche la sconfitta di Twitter #Music. Vedremo se la nuova veste musicale che Twitter sembra essere impegnata a preparare per il futuro riuscirà dove invece hanno fallito gli altri.

Questo articolo lo trovate su sito Macity

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giugno 11, 2013

“Chirpify va oltre PayPal per portare diretti, In-Stream pagamenti a Facebook, Twitter e Instagram”

Facebook e Twitter sono diventati luoghi stellari per i marchi e le piccole imprese allo stesso modo per pubblicizzare i loro prodotti. Tuttavia, mentre sociali in stile regali ha visto alcuni di trazione grazie a Facebook, social commerce è stato lento a prendere il volo. Chirpify lanciato all’inizio del 2012 di fare qualcosa per questo, che offre un modo facile per le persone a fare acquisti in-stream su Twitter. Alla fine dell’anno scorso, il giovane startup ampliato il suo campo d’applicazione a un altro popolare social network, il Instagram Facebook di proprietà, in modo che gli utenti possano sfogliare articoli che sono venduti su Instagram (contrassegnati con “# instasale) e immettere” buy “nei commenti per facilitare un insta-transazionechirpify-logo

Mentre la capacità di pagare gli oggetti su Twitter, Instagram e Facebook, utilizzando parole chiave o hashtag come “acquistare”, “voglia” e “Gimme” ha qualche appello – in quanto semplifica l’in-flusso di processo di pagamento attraverso le reti sociali – la piattaforma non ha ancora visto l’adozione ci si potrebbe aspettare. Al fine di ridurre le barriere per gli utenti, Chirpify ha annunciato oggi che sta ora dando agli utenti la possibilità di accettare carte di credito e di debito nazionali e internazionali, con l’invio di e accettando di compensazione pagamenti casa automatizzata in-stream su Twitter, Facebook e Instagram.

La mossa, in teoria, si propone di aprire il campo di gioco per acquirenti e venditori sui social network, come Chirpify ha (finora) si basava esclusivamente su PayPal per consentire i pagamenti in-stream. Marchi e commercianti che utilizzano la piattaforma vogliono più opzioni quando si tratta di transazioni, Chirpify fondatore e CEO Chris Teso dice. Il lancio di oggi mira a rimuovere alcuni dei che l’attrito e di effettuare il pagamento diretto parte di elaborazione di quel processo di transazione.

Nel muoversi oltre la sua dipendenza da PayPal per offrire l’accettazione di pagamenti diretti, Chirpify spera di offrire un altro incentivo per i marchi e commercianti: spese inferiori. Rimuovendo l’uomo medio, gli utenti Chirpify ottenere il vantaggio di non dover sborsare pasta in più per soddisfare le spese di PayPal, al di là di quello che sarebbe normalmente pagare come parte delle commissioni interbancarie implicite inerenti alla elaborazione delle carte di credito.

Naturalmente, come accennato in precedenza, startup che stanno cercando di rendere più facile per comprare e vendere su Twitter in particolare, non hanno avuto molta fortuna in passato. Probabilmente non c’è esempio migliore di quello del nastro, che ha offerto una piattaforma di pagamento in-stream di Twitter, consentendo agli utenti di fare clic su un pulsante all’interno di tweets per fare un acquisto – senza lasciare Twitter.com. Nel mese di aprile, tuttavia, Nastro confermato che Twitter li aveva chiuso, probabilmente a causa di come la piattaforma (erroneamente) implementato il proprio modello utilizzando carte di Twitter.

Chirpify, d’altra parte, ha adottato un approccio più sicuro, evitando il “pulsante” favorevole a consentire agli utenti di effettuare acquisti attraverso parole chiave e hashtags. Marchi e celebrità come Adidas, Green Day, i Portland Trailblazers (una squadra NBA) e Snoop Dogg hanno adottato la piattaforma come un modo per capitalizzare le loro grandi impronte sociali e vendere merce e prodotti direttamente ai fan. L’idea è che, per ora, Chirpify offre il modo più semplice per i marchi di usufruire di acquisti d’impulso attraverso i social media.

A quel punto: A partire da oggi, la prima volta che un consumatore fa un acquisto con Chirpify, semplicemente creare un account, accedi e inserire la loro carta di credito, carta di debito, informazioni di routing o di collegare il loro account da PayPal.

Una volta fatto questo, tutto quello che devono fare per effettuare un acquisto è risposta ad un tweet o un commento su un post di Facebook o Instagram con “acquistare”, “donare” o “Gimme.” Al momento del lancio, Chirpify sarà di accettare americano Express, MasterCard, Discover e Visa, Teso dice.

Dal Chirpify emerso lo scorso anno, alcuni hanno ipotizzato che non sarebbe passato molto tempo prima che Twitter sarebbe raccogliere l’avvio e usarlo per aiutare a porre le basi per la sua funzionalità di social commerce. Soprattutto considerando che Chirpify non ha (come ancora) stato in violazione di Twitter Termini di servizio. Forse, aprendo la sua piattaforma per supportare una più ampia gamma di tipi di pagamento (e abbassando le tasse di conseguenza), l’avvio sarà abbassato le barriere abbastanza per fare questo tipo di in-stream di acquisto sociale attraente al mainstream – e potenziali acquirenti.

Per di più, trovare Chirpify a casa qui.

Questo articolo lo trovate su sito TechCrunch