Archive for ‘Le altre Notizie’

novembre 12, 2018

“Barriere architettoniche in condominio: dove non arriva la legge ci vuole buon senso”

Torniamo a parlare di barriere architettoniche e accessibilità in condominio, prendendo spunto da due quesiti arrivati alla nostra rubrica esperto barriere architettoniche.
Si tratta di due domande che riguardano casi diversi ma che abbiamo deciso di raggruppare, per poter fare riferimento sicuramente alle norme, ma anche per ricordare come il  buon sensoe il senso civico non debbano  mancare, anche e soprattutto in queste questioni.
Vediamo di seguito i due casi affrontati.

QUESITO N.1
Per accedere al portone di casa mia (un condominio) ci sono tre scalini. Ho chiesto che mi venga installata una maniglia o un corrimano che mi permetta di salire o scendere. L’amministratore vuole addebitarmi la spesa. Ma non c’è un obbligo per il superamento delle barriere? Grazie

La risposta dell’esperto barriere architettoniche

In presenza di gradini condominiali dovrebbe essere già presente un corrimano – o similare – che agevoli l’utilizzo della scala a coloro che accedono allo stabile. Questo per una semplice questione di sicurezza, ma anche come previsto dal D.M. 236/89 che ha reso obbligatoria la presenza del corrimano all’interno degli edifici, costruiti dopo tale data.
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QUESITO N.2
Mia mamma, invalida al 100% e difficoltà a deambulare, usa un deambulatore a 4 ruote che normalmente lascia depositato nell’androne di accesso al condominio poiché con estrema difficoltà può accedere all’ascensore. L’amministratore del condominio scrive richiedendo che il deambulatore non sia più lasciato nell’androne in quanto contravviene al regolamento condominiale che prescrive che nessun oggetto possa essere lasciato nelle parti comuni. Trattandosi di persona disabile con difficoltà a inserire il deambulatore nell’ascensore è proprio cogente l’obbligo impartito dall’amministratore?

La risposta dell’esperto barriere architettoniche

La questione, purtroppo, considerando anche la peculiarità, richiede il parere di un avvocato. In quanto potrebbe presentare una potenziale contrapposizione fra quanto previsto delle normative vigenti e i regolamenti condominiali.
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novembre 5, 2018

“Carrozzine elettriche: studenti creano un nuovo joystick personalizzato con stampa 3d e app”

A Trieste è stato realizzato un nuovo joystick ergonomico personalizzato per facilitare le persone con disabilità motoria nella guida della propria carrozzina elettrica.  L’idea nasce dall’inventiva di un gruppo di studenti che frequentano il corso di Informatica Medica presso la Fondazione ITS Volta di Trieste, ed è stata poi concretizzata all’interno del Progetto ITS 4.0, promosso dal MIUR, in collaborazione con il dipartimento di Management dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, e presentato alla recente Maker Faire di Roma.

STAMPA 3 D E APP – Il progetto SPE3D-APP (Supporti Personalizzabili ed Ergonomici in stampa 3D e di APP) –  così lo hanno chiamato gli studenti triestini – si compone di due prototipi in stampa 3D e due app, che sono stati progettati seguendo il processo del Design Thinking. Questa metodologia descrive le cinque fasi da seguire nella progettazione e realizzazione di un nuovo prodotto, mettendo al primo posto le esigenze delle persone che andranno ad utilizzare l’oggetto in questione, e seguendo gli step: empatizzare, definire il problema, ideare, realizzare un prototipo ed effettuare un test.

SISTEMI ERGONOMICI PER SPECIFICHE ESIGENZE – Come spiega Marco Simonetti, responsabile del progetto, l’idea nasce dall’osservazione che sul mercato non esistono sistemi ergonomici per il pilotaggio di carrozzine elettriche che riescano a rispondere alle esigenze di disabilità diverse tra loro.
Gli studenti si sono occupati dell’intero progetto, dal concept fino alla realizzazione finale,  seguiti da Diego Zabot, docente del Project Work, e dalla start-up innovativa R3place, che ha collaborato con la Fondazione ITS Volta di Trieste.
Fondamentale anche la collaborazione di Damiano Detela, un ragazzo di 29 anni con disabilità, che si è prestato a testare per primo sulla sua carrozzina le innovazioni proposte.

IL JOYSTICK – Gli studenti hanno progettato e realizzato i prototipi del joystick ergonomico e del supporto per lo smartphone, il quale va alloggiato sul dorso della mano dell’utente che guida la carrozzina: è infatti attraverso lo smartphone che vengono rilevate le specifiche misure. Questo è possibile sia grazie alla tecnologia nativamente presente nei moderni smartphone sia a  una specifica app realizzata, che consente di ricavare gli angoli di movimento del polso, ovvero flessione-estensione, adduzione-abduzione, pronazione-supinazione.
Una seconda app creata ad hoc consente invece di confrontare le traiettorie eseguite con il vecchio joystick rispetto al nuovo. Il risultato è un joystick disegnato esattamente sulla conformazione della mano dell’utente, così preciso da poter migliorare notevolmente le capacità di manovra del mezzo.

L’efficiacia di questo joystick su misura è stata confermata da Damiano, il tester che lo ha montato sulla sua carrozzina, riscontrandone una migliore capacità di gestione e guida, ma anche dai fisiatri che sono stati coinvolti nella verifica delle misure effettuate durante la fase di progettazione. In seguito al successo dimostrato, l’IRCCS Burlo Garofolo di Trieste afferma di essere interessato a perfezionare i protocolli di sperimentazione del dispositivo su pazienti con patologie rare e disabilità in età evolutiva.

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ottobre 26, 2018

“Ausili e tecnologie avanzate per disabilità e DSA: chi e come può accedere ai nuovi fondi della Lombardia”

E’ stata approvata nei giorni scorsi una delibera che intende supportare non solo l’acquisto, ma anche noleggio o leasing di ausili e strumenti tecnologicamente avanzati per giovani e adulti disabili, o per minori e giovani con disturbi specifici dell’apprendimento (Dsa).
La Regione erogherà il 70% dell’importo ammissibile, compreso tra i 300 e i 16 mila euro, le risorse saranno assegnate dalle Agenzie di Tutela della Salute. Vediamo requisiti, criteri di ammissibilità e tempistiche per la domanda.

REQUISITI – Per essere ammessi al contributo, le  domande dovranno essere presentate soloon line complete della documentazione richiesta.
I criteri per accedere al contributo sono:
essere persone disabili o giovani con disturbi specifici dell’apprendimento (Dsa) attestati mediante certificazione;
– avere un ISEE in corso di validità inferiore o uguale a 30.000 euro;
non avere ricevuto identico contributo (ai sensi della l.r. 23/1999) nei 5 anni precedenti e nella stessa area.

QUALI AUSILI E TECNOLOGIE – I massimali di contribuzione sono diversi a seconda dell’area specifica prevista. La aree sono quattro: domotica, mobilità, informatica e altri ausili non riconducibili o riconducibili solo in parte al Nomenclatore Tariffario delle protesi e ausili. In base alle singole aree sono compresi i seguenti ausili/prodotti/tecologie:
domotica: tecnologie finalizzate a rendere fruibile e sicuro l’ambiente di vita e a ridurre il carico assistenziale;
mobilità: adattamento dell’autoveicolo intestato al disabile;
informatica: acquisizione di personal computer o tablet solo se collegati ad applicativi necessari a compensare la disabilità o le difficoltà specifiche di apprendimento;
altri ausili: acquisizione di strumenti/ausili non riconducibili o solo in parte al Nomenclatore Tariffario,  quali per esempio ad alto contenuto tecnologico, per i quali è riconosciuto solo un contributo a carico del fondo sanitario, quelli per non udenti e protesi acustiche.

LE SPESE AMMISSIBILI – Sono ammesse al finanziamento spese per strumenti/ausili non inferiori ai 300 euro e non superiori a 16.000 euro, nella misura del 70% dell’importo ammissibile.

TEMPI ED EROGAZIONE ALLE RISORSE – Le risorse per la realizzazione degli interventi  vengono assegnate alle Agenzie di Tutela della Salute (ATS) in base alla residenza anagrafica del richiedente. Le ATS avranno dunque il compito d’istruire le domande e verificare i requisiti. Liquideranno poi gli importi entro 30 giorni dalla presentazione dei documenti richiesti, fino ad esaurimento delle risorse, versandoli direttamente sul conto corrente dei richiedenti.

DECORRENZA – Le domande saranno aperte dalla data di pubblicazione dell’avviso sul Bollettino Ufficiale della Regione Lombardia e sul sito internet www.regione.lombardia.it fino ad esaurimento delle risorse.
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ottobre 23, 2018

“Auser dona una carrozzina al centro socio-riabilitativo per disabili”

Grazie a questa nuova carrozzina in dotazione al centro, sarà possibile continuare a garantire per tutti la possibilità di uscire per passeggiate ed escursioni
I volontari del circolo Auser Volontariato di Fusignano hanno consegnato, nei giorni scorsi, una nuova carrozzina al Centro diurno Galassia. Il centro socioriabilitativo gestito dalla Cooperativa Sociale Il Cerchio accoglie ogni giorno disabili adulti, alcuni dei quali, anche per l’avanzare dell’età anagrafica cominciano a manifestare difficoltà di movimento, soprattutto per tragitti medio-lunghi. Grazie a questa nuova carrozzina in dotazione al centro, sarà possibile continuare a garantire per tutti la possibilità di uscire per passeggiate ed escursioni, oltre che ad avere un supporto interno importante in caso di necessità.“
I volontari di Auser Fusignano sono da sempre molto attenti alle esigenze del centro, dalla presenza quotidiana durante i pasti per apparecchiare, sparecchiare e lavare i piatti, agli aiuti per passeggiate e uscite, come quella al Cirque Bidon di quest’estate, fino a contributi concreti come il sollevatore, che era stato donato all’inizio dell’anno e ora la carrozzina. Nancy Masironi, coordinatrice del centro Galassia, si è detta molto soddisfatta di questa collaborazione: “Per fortuna che ci sono, perché altrimenti non riusciremmo ad ottenere tutte le cose che abbiamo ottenuto; l’occhio di riguardo che i volontari Auser hanno nei nostri confronti per noi è fondamentale”.“

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ottobre 22, 2018

“Trofeo ACI Como: Vittoria per Corrado Fontana, il CIWRC è di Stefano Albertini”

Doppietta Hyundai sulle strade del 37° Rally Trofeo ACI Como, con al primo ed al secondo posto le i20 Wrc di Corrado Fontana in coppia con Nicola Arena, e di Kevin Gilardoni, navigato da Corrado Bonato, ma il risultato più eclatante viene ottenuto da Stefano Albertini e Danilo Fappani, Ford Fiesta Wrc – Tamauto, che, giungendo terzi, si sono aggiudicati per il secondo anno consecutivo il Campionato Italiano Wrc.

Corrado Fontana, settimo sigillo a Como

Un campionato bello e combattuto, al via di questa ultima gara si erano presentati ben tre equipaggi ancora in grado di vincere il titolo tricolore, che il bresciano si è aggiudicato grazie a tre vittorie, su sei gare, e ad una serie di piazzamenti di assoluto prestigio. Per quanto riguarda la gara, invece, la vittoria di Corrado Fontana è stata perentoria.

Kevin Gilardoni, secondo assoluto

Il pilota di Como ha preso il comando dalla prima prova mantenendolo fino al traguardo, conquistando per la settima volta la vittoria sulle sue strade di casa, successo che gli mancava dal 2013. Dietro di lui un altro pilota locale, Kevin Gilardoni, che ha fatto grandi cose soprattutto nella prova più lunga del rally, quella della “Val Cavargna” di quasi 30 chilometri, la speciale più lunga della serie. In questa gara, era particolarmente atteso anche Manuel Sossella, in coppia con Gabriele Falzone su una Ford Fiesta della P.A. Racing, alla vigilia il maggior avversario di Albertini nella rincorsa al titolo. La gara del vicentino è stata travagliata fin dall’inizio, con una fascetta del turbo allentata che ha tolto potenza al propulsore della sua vettura, e si è poi conclusa nel modo peggiore con un’uscita di strada particolarmente cruenta per la vettura, ma fortunatamente indolore per i due piloti.  Da sottolineare le buone prove di Simone Miele, Citroen DS3 Wrc, quarto al traguardo, dei due Re, Alessandro, Skoda Fabia R5, e Felice, Ford Fiesta R5, quinti e sesti, al traguardo, del toscano Federico Santini, Skoda Fabia R5, quest’anno impegnato in apertura di stagione nel CIR, e dello svizzero Mirko Puricelli, Citroen DS3 Wrc. A chiudere i primi dieci il veneto Antonio Forato, Skoda Fabia R5, ed il pilota di Manfredonia Domenico Erbetta, Skoda Fabia R5.

Simone Milele, quarto posto assoluto

La parentesi di Como ha messo in evidenza anche altri protagonisti del CIWRC che hanno conquistato proprio sulle prove attorno al Lago il successo nelle rispettive classi. Passerella finale che ha portato infatti alla conquista della Coppa R5 per il pilota di Castelfranco Veneto Antonio Forato su Skoda Fabia R5, mantenendo il vantaggio in classifica sul rivale sipontino Domenico Erbetta, secondo in coppa e anche lui al volante di una vettura ceca. Gara meno fortunata invece per il trentino Matteo Daprà, costretto subito al ritiro nel primo chilometro della speciale d’apertura per un problema alla sua Skoda Fabia, ma comunque vincitore della Coppa ACI Sport di classe Super 2000, davanti al padovano Giampaolo Bizzotto su Peugeot 207, assente nella gara lombarda. Per quanto riguarda invece la categoria R1, che ha visto il predominio dei piloti Suzuki, ha concluso al meglio la sua stagione il pilota padovano Nicola Schileo, che finisce a ridosso del podio in Coppa al volante della Swift R1B.

Per quanto riguarda i monomarca, nel Clio R3 Open firmato Renault una grande vittoria per il veronese Federico Bottoni, su Clio R3C ottenendo la gara e il Trofeo; mentre tra le Swift R1 il successo a Como è andato al toscano Stefano Martinelli, ma nella Suzuki Rally Cup, il titolo è andato all’aostano Corrado Peloso.

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ottobre 16, 2018

“Disabilità e alimentazione: quali sono i segnali di malnutrizione?”

Garantire, attraverso l’alimentazione, un corretto apporto di nutrienti al nostro organismo è cruciale, in particolare in quei momenti della nostra vita che coincidono con lo sviluppo del nostro corpo.
Lo è ancora di più per i bambini con disabilità e con Paralisi Cerebrale Infantile (una condizione permanente, non progressiva, caratterizzata da disordini del movimento e dello sviluppo, ndr). Per i piccoli con neurodisabilità, infatti, il rischio di malnutrizione è spesso elevato; e si tratta in genere di una malnutrizione per difetto, che vede tra le cause le difficoltà nell’assunzione, nella deglutizione e nell’assimilazione degli alimenti. In particolare nei bambini con Paralisi Cerebrale Infantile, la malnutrizione si riscontra in più della metà dei casi, e la disfagia colpisce nel 90% dei casi.

Tra le cause di una nutrizione non completa e corretta ci sono naturalmente anche (ma non solo) le difficoltà oggettive del bambino ad alimentarsi. Si pensi, ad esempio, al tempo che si impiega per ciascun pasto (che può prolungarei anche fino a 3-6 ore al giorno), ma anche alla presenza di tosse, di abbondanti secrezioni, alla presenza di gorgoglio respiratorio, di voce umida, o affaticamento respiratorio (fonte dei dati: www.giornalesigenp.it).

Per aiutare le famiglie a riconoscere e prevenire la malnutrizione dei loro figli con neurodisabilità, Fondazione Ariel, con il supporto di Nutricia, azienda attiva nel settore della nutrizione medica, ha inaugurato una serie di appuntamenti online nei quali il dottor Costantino De Giacomo, vice-presidente della SIGENP, specialista dell’Ospedale Niguarda Ca’ Granda di Milano, affronterà il tema “La nutrizione del bambino con neurodisabilità”.
Come detto, il corso di formazione, che si rivolge in particolare ai genitori di bambini con Paralisi cerebrale infantile e disabilità neuromotorie, si svolgerà attraverso lezioni in rete con interventi video: vediamo qui i contenuti principali della lezione n.1.

COS’E’ LA MALNUTRIZIONE – Il dottor Costantino De Giacomo ricorda innanzitutto che “Lo stato nutrizionale è proprio l’equilibro delicato tra apporti e consumi che ogni individuo ha e che si esprime come una bilancia tra richieste di nutrienti e il loro utilizzo.  Se questa è la definizione di stato nutrizionale, ne deriva che la malnutrizione è uno squilibrio, che può essere sia nel senso del difetto dei macronutrienti o micronutrienti come deficit o carenze, ma anche nell’eccesso con perdita di peso o di massa magra muscolare i accumulo. Questo si ripercuote su qualsiasi individuo, ma soprattutto su un bambino che a differenza di un individuo ha anche un progetto particolare che lo caratterizza, che è la crescita.”

ALIMENTAZIONE E CRESCITA – “Ci sono due momenti fondamentali in cui la crescita è estremamente importante ed esponenziale, e sono il primo anno di vita, in cui il bambino dalla nascita al compimento dei 12 mesi triplica il peso corporeo e incrementa notevolmente la statura, e il periodo dello spurt, cioè della crescita adolescenziale. In questi due periodi il fabbisogno energetico e le richieste di proteine sono particolarmente elevati.”

LA NUTRIZIONE IN MALATTIA – “Lo stato nutrizionale ha delle richieste particolari in situazioni di malattia, soprattutto di malattie croniche o di malattie molto severe acutamente, e quindi tutti i tumori, le infezioni, le malattie infiammatorie in genere, i politraumi, le ustioni estese, impattano notevolmente sullo stato nutrizionale aumentando le richieste. Le malattie disabilitanti possono comportarsi in modo diverso perchè possono di base diminuire le richieste ma hanno spesso delle complicanze come le infezioni o come situazioni concomitanti, come le convulsioni o stati distonici che aumentano il fabbisogno energetico.

Le malattie impattano notevolmente sugli apporti perchè possono alterare notevolmente la capacità di assumere gli alimenti: possono alterare il transito (soprattutto la deglutizione) degli alimenti, mentre altre malattie digestive possono impattare sulla digestione e sull’assorbimento di nutrienti, oppure ci può essere una perdita eccessiva di alimento con il vomito o con la diarrea.”

Qui il video dell’intervento:

Per seguire anche i prossimi appuntamenti del corso online, basta collegarsi alla piattaforma di Fondazione Ariel a questo indirizzo

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ottobre 10, 2018

“Cir: Ucci e Ussi pronti per il rush finale al 2 valli”

Ci siamo quasi! Stiamo entrando ufficialmente nel vivo di questo ultimo appuntamento targato CIR, che vedrà protagonisti quattro piloti a giocarsi il titolo. Tre giorni ci dividono da chi sarà il vincitore di questo CIR 2018 e nessuno vede l’ora che si accendono i motori e si spengano i semafori. Un finale di stagione che nessuno si aspettava, che regalerà sicuramente grandissime emozioni come d’altronde le ha regalate fino a questo momento.

Uno di questi è ovviamente il campione italiano in carica, Paolo Andreucci. L’ alfiere di Peugeot si ritrova appaiato al leader della classifica Umberto Scandola staccato di soli 0,5 punti, e quindi sarà vera e propria bagarre fino all’ultimo respiro.

In vista di questo prestigioso e tanto atteso Rally, abbiamo deciso di contattare Paolo ed Anna per alcune domande che vi riportiamo qui sotto.

Dopo il finale a dir poco rocambolesco di Cingoli si va a Verona per la “finalissima” del CIR 2019 e in una condizione di classifica inedita. Come avete preparato la gara e qual’è l’umore all’interno del team?

La prepariamo come sempre. Nessuna differenza rispetto alle precedenti gare

Stagione ricca di alti e bassi un po’ per tutti, con tanti errori e diversi zero in classifica. Qual è il maggior rimpianto a livello di punti persi che hai fino a questo momento?

Nessun rimpianto, sono errori. Da questi dobbiamo imparare a non ripeterli. Tre zero pesano allo stesso modo

A Verona, oltre a voi “soliti 4”, ci saranno tanti outsider agguerriti che potrebbero rimescolare le carte  anche in chiave campionato. Quanto incide questo aspetto sull’approcio alla vostra gara e sulla vostra strategia?

L’approccio alla gara non cambia

Chi vince il CIR 2019?

Mi auguro il migliore

Ringraziamo Paolo ed Anna per la disponibilità, e auguriamo loro un enorme in bocca al lupo

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ottobre 9, 2018

“Microcar per disabili: alta tecnologia in micro dimensioni”

Con il termine Minicar o Microcar per disabili (o anche micro-vettura o miniauto o vetturetta) si intende oggi solitamente un triciclo o un quadriciclo leggero, di norma con motore Diesel e con limiti di peso molto severi.

STORIA delle Microcar per disabili. Questo tipo di vetture ha in ogni caso radici piuttosto lontane e già dalla metà del XX secolo sono stati presentati vari progetti e messi in produzione vari modelli in tutta Europa.
Tra gli esempi quello della britannica Peel P50 (con 50 cm cubi di motore), considerata la macchina più piccola del mondo o quello italiano della Casalini con il Sulky degli anni settanta.
NORMATIVA ITALIANA per le Microcar per disabili
In Italia il codice della strada li assimila ai motoveicoli e in taluni casi ne consente la guida dai 14 anni in su, conseguendo semplicemente il patentino per i ciclomotori. I modelli più pesanti, che hanno anche una potenza maggiore, possono essere guidati da 16 anni in su con patente A1, ovvero quella per i motocicli da 125 cm³.
VANTAGGI delle Microcar per disabili. Secondo Massimo Nordio, amministratore delegato della filiale italiana della Toyota: “in queste microcar c’è qualcosa di geniale: in una città caotica come Roma una macchinina così compatta è la soluzione ideale. Soprattutto perché rende possibile entrare in centro e parcheggiare dove nessuna auto ci riuscirebbe.
Le microcar sono un’idea viaggiante, un’esemplificazione perfetta del concetto di dimensioni ridotte al minimo. Al punto che una volta, per far capire in modo immediato ai colleghi giapponesi perché in città stritolate dal traffico sono importantissime le macchine microscopiche, mi sono presentato a cena guidando una microcar: ha funzionato più di mille discorsi…”

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ottobre 3, 2018

“CIR – Tosi (Ford Fiesta R5) e Hoelbling (Skoda Fabia R5) al via del 2Valli”

In attesa di conoscere l’elenco iscritti dell’atto finale del CIR in programma al Rally 2Valli, la gara veronese tra i suoi tanti protagonisti vedrà al via anche Tosi e Hoelbling.

Per Gianluca Tosi Alessandro Del Barba si tratta del debutto in R5, infatti l’equipaggio sarà al via con una Ford Fiesta R5 del team Erreffe. Per loro, dopo tante gare con le vetture 2WD che tante soddisfazioni gli hanno regalato, si tratta della seconda gara in carriera su una vettura a trazione integrale.

Queste le parole di Gianluca rilasciate ai colleghi di rallysmo.it:

Se con la Clio R3 busco 3 secondi al chilometro dalle trazioni integrali, al 2Valli sarei contento se, alla fine, riuscissi a dimezzare il divario. Ma, prima di tutto, voglio riprendere in un qualche modo il discorso interrotto bruscamente a San Polo. La stimolo di rimettermi in gioco, di accettare la sfida con una vettura ancora una volta nuova, tutta da scoprire, è trascinante…

Chi torna invece sulle strade di casa è Luca Hoelbling che sarà al via con la Skoda Fabia R5 del team S.A Motorsport. In questa annata il pilota veronese ha disputato alcune gare del Campionato Regionale Veneto, ultima in ordine di tempo il Rally Città di Bassano che ha chiuso in 12° posizione assoluta. Al suo fianco troveremmo Mauro Grassi suo fido scudiero nel corso di tutta la stagione, che dovrebbe concludersi a fine novembre con il ritorno nella suo fondo preferito, la terra, con la partecipazione al Tuscan Rewind.

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ottobre 1, 2018

“Seggiolino antiabbandono, serve un bip per ricordarci i nostri figli ma il cellulare non lo dimentichiamo mai”

Il Senato ha da poco approvato, praticamente all’unanimità, un nuovo disegno di legge sulla sicurezza stradale. Dal primo luglio del 2019, infatti le auto che trasportano bambini fino a quattro anni d’età dovranno essere equipaggiate con un dispositivo elettronico (seggiolino anti-abbandono) che avvisa della loro presenza a bordo. Indubbiamente un importante passo avanti per quanto riguarda la sicurezza e la tutela dei più piccoli, visti i recenti e numerosi casi di bimbi morti, dimenticati in auto dai loro genitori. Ma decisamente un passo indietro sulla via per la creazione di una società sana.
Siamo in grado di ricordare dieci password diverse tra bancomat, email, profili social, conto corrente on-line, blocco del telefono e via dicendo, ma rischiamo di dimenticare che la mattina, dopo averlo svegliato, lavato e cambiato, dopo aver fatto colazione insieme e avergli preparato lo zainetto con la merenda, abbiamo messo nostro figlio sul seggiolino della macchina per portarlo a scuola, prima di andare a lavoro. Probabilmente lungo il tragitto è arrivata una telefonata importante, una delle tante beghe di lavoro da risolvere, una risposta che attendevamo da tempo o semplicemente un’amica che ci chiede di uscire nel weekend.
E così ci siamo distratti, pressati dallo stress quotidiano e anziché passare prima a scuola, siamo corsi a lavoro, abbiamo parcheggiato, siamo entrati in ufficio e, come ogni giorno siamo andati verso la macchinetta del caffè perché senza non riusciamo a cominciare la giornata. A scuola non siamo mai andati. La chiamano amnesia dissociativa, il male dei nostri frenetici e snervanti giorni che, solo in Italia negli ultimi dieci anni, ha causato la morte di otto bambini, mentre sarebbero circa 600 in tutto il mondo i bimbi morti per essere stati abbandonati in macchina, negli ultimi vent’anni.
Dati sconcertanti che evidenziano quanto malata sia la nostra società, citando il filosofo Erich Fromm “una società sana è quella che corrisponde ai bisogni dell’uomo, non necessariamente a quelli che egli sente essere i suoi bisogni, perché anche le aspirazioni più patologiche possono essere sentite soggettivamente come quelle che un individuo maggiormente desidera, ma a quelli che sono obiettivamente i suoi bisogni, cioè quelli che corrispondono meglio alla natura dell’uomo” . E probabilmente, sono le cosiddette aspirazioni patologiche di cui parla Fromm ad averci spinto in una spirale di nevrosi collettiva che investe ogni settore e ogni ceto sociale. Tutto subito e soprattutto ad ogni costo, l’invidia sociale diffusa che genera odio e individualità, l’intolleranza verso chi è diverso, supportata da una insana convinzione di essere automaticamente superiori o migliori, la frustrazione interioreche invece deve essere soffocata ad ogni costo per non soccombere, la pressione sociale dell’apparire, del sembrare piuttosto che essere.

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