Archive for ‘Le altre Notizie’

ottobre 14, 2019

“Al via il progetto Via Libera?!” 

Il progetto -promosso da Spazio Vita Niguarda, Aus Niguarda e Ledha Milano prevede la mappatura di accessibilità, percorsi pedonali e fermate dei mezzi pubblici nel Municipio 9 di Milano Sono partiti ufficialmente i lavori del progetto “Via Libera?!?” che prevede la verifica e la mappatura dell’accessibilità dei percorsi pedonali, delle fermate dei mezzi pubblici e dei parcheggi del Municipio 9 di Milano. Il progetto, finanziato da Fondazione di Comunità Milano e promosso da Spazio Vita Niguarda Onlus, Ledha Milano, Politecnico, AUS Niguarda Onlus, con il sostegno del Municipio 9 di Milano, avrà la durata di 18 mesi. “Via Libera?!” partirà da tre aree chiave del territorio (Greco Pirelli–Bicocca; Garibaldi-Maciachini-Ca’ Granda; Comasina) e definirà i percorsi più agevoli e i punti critici da modificare per permettere a tutti i cittadini, persone con disabilità motoria, persone anziane, mamme con passeggini, di accedere ai servizi con facilità. La cittadinanza -in particolare gli studenti delle scuole superiori, i volontari delle associazioni locali, e gli studenti del Politecnico– affiancata da volontari di AUS Niguarda Onlus, svolgerà un ruolo attivo nel processo di mappatura, con l’intento di proseguire nei lavori anche dopo la fine del progetto, arrivando progressivamente a coprire l’intero territorio del Municipio 9 e poi estendersi alle altre zone della città. L’obiettivo più ambizioso di “Via Libera?!?” è infatti quello di definire un modello di intervento esportabile anche negli altri Municipi di Milano e in altre città, tramite tecnologie open source ed il coinvolgimento attivo della cittadinanza, per far crescere una cultura condivisa dell’accessibilità come bene di tutti. “Dobbiamo promuovere una cultura di pari opportunità, essere acceleratori di cambiamento, convinti che rimuovere le barriere architettoniche significa per una persona con disabilità, maggiore integrazione, partecipazione sociale, vita autonoma e quindi nel complesso favorire una migliore qualità della vita”, afferma Giovanna Oliva, presidente di Spazio Vita Niguarda, ente capofila del progetto. Un’iniziativa fortemente voluta anche da Giuseppe Lardieri, presidente del Municipio 9 di Milano: “Ci siamo spesi attivamente per questo progetto, dando avvio a un’idea che garantisce una migliore qualità di vita per chi quotidianamente deve affrontare le complessità della disabilità motoria. Ci siamo ispirati al principio che una città sia tanto più vivibile, quanto più accessibili siano le sue strutture”. I partner del progetto Il progetto Via Libera?!? è realizzato con il sostegno della Fondazione di Comunità Milano – Città, Sud Ovest, Sud Est, Martesana onlus. La Fondazione si propone come piattaforma di partecipazione, basata sull’ascolto, e di prossimità ai bisogni del territorio. Promuove e supporta progetti di utilità sociale per rispondere, in modo innovativo, alle priorità espresse dalla collettività in ambito sociale, culturale e ambientale. La Fondazione di Comunità Milano catalizza risorse ed energie, promuove la cultura della solidarietà e del dono per una concreta filantropia di comunità che, oltre a rispondere all’emergenza sociale, possa agire per il bene collettivo e contribuire a migliorare la società nel suo insieme. Con Bando 57, la Fondazione di Comunità Milano ha selezionato 48 progetti che comprendono una pluralità di interventi in grado di generare cambiamenti positivi ed incidere sul tessuto sociale del territorio. “Via Libera?!?” è uno di questi e si propone di integrare innovazione e attenzione alle fasce più vulnerabili della società.

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ottobre 13, 2019

“Crugnola-Ometto vincono il Rally Due Valli”

La 37° edizione del Rally Due Valli, penultima prova del campionato italiano Rally, rimanda tutto all’ultima gara, sugli sterrati del Tuscan. La vittoria di di Andrea Crugnola ed il secondo posto di Simone Campedelli, riaprono la partita grazie, soprattutto, al gioco degli scarti ed il coefficiente 1,5 che avremo nell’ultima gara. A Verona c’è stato il dominio del varesino Andrea Crugnola, navigato da Pietro Elia Ometto che a bordo della VW Polo R5 della HK Racing hanno fatto ciò che hanno voluto. Non tragga in inganno il distacco finale, il pilota lombardo nelle ultime tre prove ha alleggerito il pedale del gas ma durante la giornata di ieri e la mattina di oggi ha fatto ciò che ha voluto, tanto nelle ps lunghe quanto in quelle corte, compresa l’orrenda ps spettacolo vista ieri sera. Bottino pieno per Andrea che ora spera nel bis al Tuscan dove la concorrenza è sicuramente preoccupata ma fiduciosa viste le caratteristiche diverse dei percorsi. Il vero outsider per il titolo è Simone Campedelli, che se da una parte sarà preoccupato per non essere riuscito ad infastidire Crugnola, dall’altra può lottare per il titolo in una gara sterrata, suo terreno di caccia preferito, dopo aver quasi annullato il gap grazie agli scarti. Campedelli, Crugnola e Rossetti avevano tutti e tre un ritiro da poter scartare, cosa che è stata fatta con l’acquisizione del punteggio a Verona. Dopo Crugnola e Campedelli a Verona ha preso il podio Giandomenico Basso che però inizia a scartare punteggi più alti e dunque vedi ridursi, il suo vantaggio. Il Tuscan avendo coefficiente 1,5 difficilmente verrà scartato è sarà decisivo per le sorti del campionato. Resta il gioco anche Luca Rossetti, Citroen C3 R5, nonostante il 7° posto di Verona causa la foratura deve assolutamente vincere in Toscana  e vedere cosa combineranno i suoi avversari. Luca è 2° come punteggio complessivo ma 4° con gli scarti. Fuori dal campionato abbiamo visto l’ottima prestazione di Luca Bottarelli, 4° assoluto sulla Skoda Fabia R5 che ha preceduto Rusce (Skoda) e Scattolon (Hyundai). Ottavo assoluto Griso (Peugeot 208 R2) che precede il neo campione italiano due ruote motrici Tommaso Ciuffi (208 R2) e Guglielmini (208 R2) che chiude la top ten. A Verona si correva anche la Coppa di Zona (CRZ) dove ha vinto il biellese Corrado Pinzano, coadiuvato da Zegna, sulla VW Polo R5 e qualificati per la finale di Coppa Italia al Rally di Como. Pinzano ha preceduto Efrem Bianco (Skoda) e Cocco (Skoda). Ottimo 5° assoluto Roberto Vescovi su Clio S1600.

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ottobre 7, 2019

“AL DUE VALLI FORD RACING SI PREPARA PER LA FIESTA”

La Ford Racing si prepara a festeggiare sulla pedana del Due Valli, con alle spalle la suggestiva coreografia dell’Arena di Verona Daniele Campanaro e Irene Porcu la coppia Toscana che punta ad ottenere la sicurezza matematica del titolo nel Campionato Italiano R1 conduttori, con una gara di anticipo. Un titolo fortemente voluto dalla FORD per il suo grande ritorno nei programmi di filiera con una vettura di base dedicata a chi vuole iniziare a correre. La New FORD Fiesta R1 si è rivelata sin da subito estremamente competitiva grazie soprattutto alle cure della TH Motorsport la struttura tecnica che ha seguito la vettura sin dai primi passi e dalla ERTS che ha calzato la compatta made in FORD con le gomme Hankook. Partner fondamentali nel progetto della FORD Racing per ridare vitalità alla sua filiera.   Dopo l’allenamento al rally Città di Modena in vista dell’appuntamento Tricolore di Verona al Rally Due Valli l’equipaggio portacolori FORD Racing, Simone Campedelli – Tania Canton e pronto a dare l’assalto alle speciali scaligere con la New Ford Fiesta R5. Un periodo che ha visto la M-Sport Poland continuare ininterrottamente lo svezzamento della nuova arma della casa dell’ovale blu, che nel frattempo è riuscita ad ottenere il suo primo alloro iridato nel mondiale, WRC2 Pro. Il driver Cesenate questa volta punta a fare saltare il banco e rilanciare le sue azioni assieme a quelle della Ford Racing nelle rincorse ai titoli Italiani piloti e costruttori. Un successo che nella stagione 2016 al volante della Ford Fiesta R5 alimentata a GPL gli sfuggi per soli 2”.2, in un imperiale volata finale dove già allora dimostrò di avere in mano tutte le credenziali per ambire al Tricolore.   Il Rally Due Valli penultima prova del Campionato Italiano Rally quest’anno non metterà la parola fine alla serie nazionale che si concluderà sulle strade bianche del Tuscan Rewind, ma sarà come in passato uno dei tasselli decisivi per l’assegnazione del titolo. Due giornate di gara intensissime che prenderanno il via da Verona Fiere alle 13.00 di venerdì 11 Ottobre, proponendo un aperitivo con il doppio passaggio sulla Erbezzo e la tradizionale prova spettacolo Veronese in zona stadio. Quarantasei chilometri e mezzo che sommati ai cento e otto del sabato (tappa con quattro speciali: Roncà, Cà del Diaolo, Santissima Trinità e Marcemigo), costituiranno l’ossatura portante della gara. Un Rally che dal 2014 quando ha fatto segnare il suo ritorno nell’Italiano ha visto le FORD Fiesta andare cinque volte a podio collezionando quattro argenti e un bronzo.

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ottobre 7, 2019

“Cuore di bambola”

Il documentario racconta la storia di Veronica Tulli (in arte LuluRimmel), cantante e musicista di talento e dalle ossa fragili. Ma l’osteogenesi imperfetta non limita i suoi sogni “Non mi faccio molti problemi. Se ho in mente di fare qualcosa trovo il modo di farlo”. Veronica Tulli (alias LuluRimmel) è un’artista eccezionale che quando canta ha una voce che non passa mai inosservata. La sua disabilità, la cosiddetta “sindrome da fragilità ossea” (l’osteogenesi imperfetta) non è un ostacolo per lei: giocando sulle sue qualità speciali, si esibisce nel ruolo di bambola cantante sul palco del Freak Show e in altri spettacoli in diversi locali della scena alternativa romana. È intelligente, affascinante e romantica e vuole avere tutto, senza compromessi! Ha saputo trasformare la sua disabilità in un semplice piccolo imprevisto della vita. Veronica è la protagonista di “Cuore di bambola” il secondo film del regista Antonio Di Domenico, presentato in anteprima al Giffoni Film Festival e che il 19 settembre inizia tour nei cinema di tutta Italia. Primo appuntamento a Milano a Mare Culturale Urbano (via Giuseppe Gabetti 15) durante la Movie Week per poi proseguire il suo tour a Roma e nel resto d’Italia tramite la piattaforma Movieday. Antonio Di Domenico dà voce ad una donna forte ed energica che è capace di ispirare chi la guarda, trasmettendo un importante messaggio: qualsiasi disabilità tu possa avere, puoi essere quello che vuoi. L’idea arriva quando il regista rimane colpito dalla bellezza e dalla sensualità dei corpi diversi ma perfetti degli atleti paralimpici italiani. Una volta conosciuta Veronica, sexy e talentuosa performer, decide di lanciarsi in questa nuova avventura realizzando “Cuore di Bambola”, non solo un documentario sulla disabilità, ma sulla vita di una ragazza che come tutte le giovani donne ha un sogno e lotta per raggiungerlo. Info e biglieti sul sito di Movieday. La proiezione si svolgerà il 19 Settembre alle ore 21:00 presso “Mare Culturale Urbano”, in via Giuseppe Gabetti 15 a Milano. Prevendita Movieday 5 euro.

Sorgente: “Cuore di bambola” – DisabiliAbili.net

ottobre 6, 2019

“WRC: Ott Tanak vince il Wales Rally GB”

Annata magica, periodo d’oro, momento da incorniciare. Chiamatelo come volete, ma il sesto sigillo di Ott Tanak e Martin Jarveoja in questo mondiale 2019 ha molteplici significati e infinita importanza. L’estone vince il Rally del Galles, proprio qui dove la storia più e meno recente di Toyota aveva riservato cocenti delusioni, tra mondiali persi sull’ultima prova speciale ed errori che hanno tarpato le ali a colui che l’iride la poteva già vincere nel corso della passata stagione. PIU’ GUSTO – C’è più soddisfazione a vincerla così, chiudendo la porta in faccia ai diretti contendenti per il titolo: quel Thierry Neuville che si deve accontentare del secondo posto a un nulla dall’estone e che avrà da recriminare sulle sbavature che accompagnano ogni sua stagione, quel Sebastien Ogier che mette in cascina l’ennesimo podio di un’infinita e vincente carriera, ma che si trova ora ad affrontare l’onta di una situazione a cui non è mai stato abituato in passato: sperare che la davanti i suoi avversari commettano un errore, come capitato in Turchia, come capitava agli altri quando si parlava di lui, negli anni d’oro del suo dominio in VW. 28 punti da recuperare per il francese, 41 per il belga, la matematica lascia speranze, il morale un po’ meno. Onore a Tanak quindi, che porta a casa il primo successo in carriera sugli sterrati britannici e compie un piccolo passo verso il sogno di una vita, quel sogno che per ora è racchiuso nei pensieri del suo film da poco fruibile anche in Italia, ma che rischia di trasformarsi in una bellissima (almeno per lui) realtà. DOMENICA – Nella prova di apertura di questa mattina, è proprio l’estone a vincere, chiarendo a Neuville che dovrà rischiare oltre il consentito per provare a prenderlo. Il belga ci prova, riuscendo a ridurre il proprio distacco alla vigilia della Power-Stage a soli 9,5″, ma Tanak è perfetto nel gestire la pressione e respingere gli attacchi del portacolori Hyundai, che chiude la gara a 10,9″ di distacco dal #8 del Gazoo Racing, che si porta a casa anche i 5 punti extra in palio sull’ultima speciale. Sebastien Ogier si rende conto fin dalle prime battute di non poter tenere il passo dei primi due, accontentandosi del terzo posto finale e del secondo in Power-Stage, probabilmente uno dei più amari della carriera, che per la prima volta in 11 anni di WRC lo fanno diventare un predatore all’inseguimento della preda e non viceversa. La sospensione della Great Orme per motivi di sicurezza impedisce il jolly tattico dato dalla scelta di gomme, che avrebbe potuto rimescolare in parte le carte. Kris Meeke è quarto assoluto, fedele scudiero di Tanak e importante per la lotta al costruttori. Se Jari-Matti Latvala rappresenta la delusione della gara (insieme a Lappi), Makinen si può consolare con l’ottima prestazione del nord-irlandese, che permette alla squadra giappo-finnica di ricucire il gap nei confronti di Hyundai. I coreani vanno a punti con il secondo posto di Neuville ma subiscono il sorpasso al quinto posto del rientrante Elfyn Evans nei confronti di Andreas Mikkelsen. Il gallese è ancora uno dei migliori di giornata, con due scratch vinti e un quinto posto che fa morale in quella che è stata la più travagliata stagione della sua carriera. Pontus Tidemand è settimo assoluto, favorito dall’uscita di strada del teammate Teemu Suninen che finisce dietro la lavagna in compagnia del connazionale Latvala. Per lo svedese è il migliore risultato nel mondiale. Craig Breen chiude ottavo una gara partita con ben altre ambizioni, ma un capottamento il sabato e la poca esperienza alla guida della Hyundai I20 WRC lo hanno relegato ad un ruolo di comparsa. Kalle Rovanpera è nono, vincitore di WRC2 Pro e Campione del Mondo di categoria, primo titolo iridato nella carriera del finlandese in attesa di una chiamata tra i grandi che di certo non tarderà ad arrivare. Grande, Petter Solberg, lo è stato in passato e lo è anche oggi: decimo overall e primo di WRC2 dopo una lunga rincorsa nei confronti di Pierre-Louis Loubet sulle strade che in passato gli hanno regalato grandissime gioie e che ora lo salutano nel migliore dei modi, il canto del cigno di un pilota che ha saputo emozionare e che saluta tutti nell’unico modo che conosce: con una vittoria e un enorme sorriso sulle +

+gare al termine: Spagna e Australia. Tanak potrà gestire il vantaggio accumulato o il mondiale ci regalerà ulteriori colpi di scena?

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ottobre 4, 2019

“La robotica per tornare a camminare con una lesione midollare: l’esoscheletro Hal arriva in Italia”

La robotica è una delle strade che la ricerca sta percorrendo con l’obiettivo, un giorno, di restituire la capacitò di camminare alle persone con lesione del midollo spinale. Altre linee di intervento vedono, contemporaneamente, sperimentazioni farmacologiche per tentare la rigenerazione del tessuto nervoso danneggiato dalla lesione midollare e tecniche di elettrostimolazione per riattivare i circuiti neurali alla base del movimento: l’obiettivo comune è quello di tornare a camminare. Sul fronte della robotica indossabile, su cui si investe in particolare in Europa, Giappone, Stati Uniti e Israele, molto si è fatto e si sta facendo: attualmente gli esoscheletri sono in grado di far raggiungere la posizione verticale e compiere, in alcuni casi, piccoli passi, alle persone in carrozzina. A questi strumenti e alle loro applicazioni mediche  è dedicato “The Italian Forum on Medical HAL 2019”, organizzato presso l’IRCCS Don Gnocchi di Firenze, sabato prossimo 5 ottobre, alle ore 15.00 (via di Scandicci 269, ingresso libero). In questa occasione ci sarà anche “Hal”, esoscheletro di produzione giapponese, presente con il sui ideatore, il Prof. Yoshiyuki Sankai, Docente alla Graduate School of Systems & Information Engineering dell’Università di Tsukuba e Direttore e Amministratore Delegato di Cyberdyne, lo spin-off che ha portato alla realizzazione di Hal. Tra gli aspetti più peculiari di questo esoscheletro, che potranno essere analizzati nel corso dell’evento, c’è la sua capacità d’interpretare le intenzioni di movimento della persona che lo indossa. La trasformazione di questi robot indossabili, da “impalcature” che muovono la persona a tecnologie che si muovono insieme alla persona, è infatti l’ultima frontiera di un lungo cammino di ricerca e sviluppo iniziato negli anni ’60. La Fondazione Don Gnocchi è da alcuni anni  impegnata nella sperimentazione multicentrica di esoscheletri di produzione italiana, realizzati dall’Istituto Italiano di Tecnologia di Genova e dalla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa.

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ottobre 1, 2019

“Nasce A scuola di epilessia, la piattaforma web per per sensibilizzare e capire meglio l’epilessia”

Tra varie difficoltà, che dipendono non solo da ciascuna Regione, ma anche da Comuni a Comuni, la scuola è cominciata ovunque in Italia. L’aspetto positivo, rispetto a un paio di anni fa, è che in generale ci sono insegnanti e programmi specifici per bambini e ragazzi con determinate difficoltà neurologiche e di apprendimento. È un aspetto importante per una società civile in quanto tutti senza esclusione e preclusione possono prendere un diploma, ma soprattutto partecipare di tutti quei momenti quotidiani che una qualsiasi persona di quell’età vive: il giocare, lo stare insieme ad altri ed il tenersi occupato sia con compiti, che interagendo con i coetanei. È poi anche un grosso aiuto per i familiari che non solo possono tranquillamente andare a lavorare senza ulteriori stravolgimenti della giornata, ma anche vedono il proprio figlio non abbandonato a sé stesso. A livello generale funziona, ma, naturalmente, tutto questo dipende da due fattori: il primo dalla bravura, in tutti gli aspetti, dell’insegnante, ma anche dal tipo e dal grado di disabilità che il bambino o il ragazzo ha. Una delle problematiche più difficili e complesse che la scuola deve affrontare riguarda i casi di epilessia. Cos’è l’epilessia? a livello almeno generale lo sappiamo un po’ tutti e, purtroppo al momento, sappiamo che ancora non esiste una cura definitiva che possa far eliminare una volta per tutte questo stato in chi ne soffre. Il problema e l’aspetto che deve però far maggiormente riflettere è che, stando ad una statistica, le scuole non sono molto preparate e in generale la società non lo è ad affrontare un caso di epilessia quando si presente. Tutto questo perché? Non voglio dire che il problema viene sminuito, ma credo che, probabilmente, non essendo uno stato continuativo, come ad esempio può essere una disabilità motoria o neurologica grave, non viene poi cosicché affrontato e pertanto il problema avviene o nasce quando si presenta (in questo caso quando un bambino o un ragazzo che soffre di epilessia si inscrive in una determinata scuola). E rispetto ad altre tipologie di disabilità e problematiche, credo che vengono realizzati e promossi pochi corsi per affrontare al meglio l’epilessia cosi che pochi sanno cosa fare e come comportarsi. E oggi che si parla di integrazione, inclusione e solidarietà è fondamentale che chi gestisce, che sia un’azienda, una società o una scuola ad esempio debba essere informato ed informare i dipendenti di questo tipo di problematiche e patologie. E cosi avviene che un buon 60% degli insegnanti non sa e non saprebbe come intervenire e cosa fare in caso di crisi epilettica di un alunno. Se ci pensiamo è un po’ assurdo in quanto l’epilessia, purtroppo, non è un qualcosa che succede da qualche anno e quindi ancora tutti sono impreparati, pertanto credo che bisognerebbe affrontare meglio e di più il problema. Per questa ragione, per fortuna direi, si è mossa la Lega Italiana contro l’Epilessia (LICE), che ha creato un sito web, una piattaforma interattiva chiamata “A scuola di epilessia” e destinata non solo agli insegnanti, ma anche agli studenti al fine di aiutare a capire e a sensibilizzare meglio e con più efficacia questa problematica. Il fatto di essere adatta e aperta anche ai ragazzi, mediante un linguaggio semplice e l’interazione con personaggi animati, ma con contenuti rigorosi e scientifici forniti dal Comitato Scientifico e dal Direttivo Lice, è importante e fondamentale, in quanto tra coetanei ci si capisce a volte meglio e soprattutto è importante far capire, fin da piccoli, che non è una condizione da evitare e quindi da far isolare chi ne soffre. La vita di chi soffre di epilessia e in generale di tutte le malattie, da quelle meno gravi a quelli più gravi, dipende molto anche dagli altri e dalla conoscenza che porta ad affrontare la situazione in tutti gli aspetti: dal disagio che ciascuno può avere quando ci si trova davanti una persona con queste problematiche ai purtroppo continui e sbagliati pregiudizi e paure sia di chi ne soffre che negli altri. E tutto ciò porta a due cause: l’isolamento, troppo spesso infatti purtroppo accade l’isolamento da parte di bambini e di ragazzi nei confronti di chi ha problematiche e di chi è, generalmente, diverso, ma anche il maggior disagio di chi soffre, in questo caso di epilessia. Infatti, una delle maggiori difficoltà di inserimento in una scuola di un bambino o ragazzo sofferente di epilessia non dipende in maniera esclusiva dal ritardo mentale della persona che ne soffre. È ovvio, con questo non sto dicendo che una persona possa guarire se viene assistito meglio o se non viene isolato, ma è fondamentale (e questo vale per qualsiasi problematica) l’atteggiamento dei compagni, degli amici e di chi in generale sta vicino per non creare un doppio disagio in chi soffre, in questo caso, di attacchi epilettici. In questa piattaforma, sviluppata da una squadra esperta di sociologi, pedagogisti ed esperti di comunicazione digitale, perci

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settembre 30, 2019

“ERC – Clamoroso a Cipro. Galatariotis squalificato, Ingram balza al secondo posto”

Simos Galatariotis dopo uno splendido secondo posto assoluto conquistato è stato escluso dalla gara e dalla classifica generale del Cyprus Rally! In base ai regolamenti FIA, e il Cyprus Rally essendo gara valevole per il Campionato Europeo lo è, al termine della cerimonia di premiazione, le vetture devono tornare per regolamento in parco chiuso. Purtroppo questo per Galatariotis non è avvenuto. Una volta terminata la premiazione, il pilota di casa, invece di dirigersi verso Lanarca, sede del parco chiuso, si è diretto verso Nicosia dove aveva sede il parco assistenza del Rally. Un’errore abbastanza clamoroso in una gara titolata, che priva il cipriota di un meritato secondo posto e fa cambiare ulteriormente la classifica generale, in quanto Ingram sale al secondo posto assoluto ed allunga ulteriormente in generale.

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settembre 27, 2019

“Arriva la Fabia Evo e Rendina si rimette al volante”

E’ arrivata dalla Repubblica ceca la nuova Skoda Fabia R5 Evo destinata al team Motorsport Italia e forse, anche per questo motivo, la voglia di correre in un programma sportivo è tornata a Max Rendina, titolare del team ed organizzatore del Rally di Roma Capitale. Il pilota romano sarà impegnato sabato in un test con la nuova arma Skoda. A navigarlo Emanuele Inglesi, l’esperto navigatore già protagonista con Max di molte gare internazionali. Dopo il test Rendina correrà una serie di gare in questo finale di stagione e per il 2020 dovrebbe trovare l’adeguato programma sportivo. Quest’anno il team romano ha visto in azione Fabio Andolfi lottare nel campionato WRC2, con la bella vittoria al Tour de Corse, ed il brasiliano Paulo Nobre sia in gare del mondiale che nel campionato europeo.

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settembre 26, 2019

“Il surreale dell’assistenza in Italia: il familiare abbandonato assiste il disabile h24 ma tranquilli dopo gli si riconosce che si è ammalato!!!”

Carissimi lettori oggi vorrei affrontare con voi un tema che interessa e riguarda molti disabili e le stesse famiglie. Come fa un disabile grave con la misera tutela che riceve dallo stato (se la riceve poi) ad avere un sostegno h 24 se i costi per l’ assistenza privata non corrispondono  e sono maggiori alle entrate ricevute per sopravvivere? Perché lo stato non struttura una modalità per supportare il disabile nelle ore della giornata? Per carità non si chiede tutta la giornata,   ma offrire un modo di avere assistenza fisica e psicologica che non faccia sentire il disabile solo e abbandonato a se stesso o peggio ancora un soprammobile o inutile? Perchè non strutturare un’ assistenza sanitaria  in parte pubblica? Purtroppo oggi lo Stato Italiano è indifferente ai disabili in cui la famiglia non può assumere un badante ed è costretta ad essere un caregiver 24h su 24h per non parlare di chi su una famiglia non puo’ contare per mille motivi anche perché spesso deve annullare la propria esistenza. Ma state sereni si preferisce lasciare ammalare il familiare anzichè tutelarlo prima, state tranquilli però perchè poi gli riconosce la sua patologia da stress!!!. Un familiare che assiste h 24 un disabile è sottoposto a stress intenso e prolungato, che incide sulla sua qualità di vita e sulla salute fisica e mentale. Addirittura L’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) ha riconosciuto la Sindrome da Burnot come condizione medica patologica, però il riconoscimento ufficiale sarà effettivo da gennaio 2022 in quanto è stata inserita nell’undicesima revisione dell’elenco internazionale delle malattie riconosciute a livello mondiale. Conosciuta  con il nome di  stress da lavoro, questa sindrome è una tipologia di disagio psicofisico che colpisce coloro che svolgono le cosiddette professioni d’aiuto.L’esaurimento nasce e si sviluppa quando la persona è sottoposta ad eventi stressanti sul proprio luogo di lavoro. E’ uno stress emotivo cronico caratterizzato da diverse condizioni simili alla depressione: sensazione di perdita del significato della propria mansione, ridotta produttività, tendenza a considerazione le persone come oggetti.  Non vi sembra assurdo che venga riconosciuta una patologia conseguente allo stress che un familiare deve affrontare per assistere un familiare h 24 perché lo stato è assente  però si preferisce che il familiare si ammali e alla fine gli si riconosca che si è ammalato di una patologia per l’esagerato stress subito senza aiutarlo prima? Senza strutturare qualcosa prima che eviti che il familiare stesso si trasformi in persona malata? Sembra surreale perché cosi come è strutturata l’ assistenza finisce che anche il familiare, che è un essere umano solo e senza aiuti, finisce a non essere autonomo e dopo chi l’ aiuterà questa famiglia? Giusto il cielo! Tutelate voi stessi contattando tutte le associazioni sul vostro territorio per essere aiutati, fate presente il vostro disagio alle vostre asl di competenza, al vostro comune, agli assistenti sociali e alle stesse associazioni. Insomma non rimanete fermi a guardare! Nessuno tanto lo farà al posto vostro. Il Ministero ha emanato un decreto per la sicurezza dei pazienti e degli operatori ; ma la sicurezza della famiglia con disabili gravi dove è? Si parla sempre di fondi mancanti, ( anche se si potrebbe parlare di menti logiche mancanti); non illudiamoci i fondi ci sono eccome: bisognerebbe solo approfondire come vengono utilizzati ( per non dire sprecati) ma la domanda è sempre la stessa chi controlla il controllore? Non vado oltre perchè l’immagine di questo articolo parla da sola. Cliccando qui un approfondimento scientifico sulla sindrome di burnot per informare tutti quei familiari che sono abbandonati a se stessi dallo stato insieme al  proprio figlio/a.

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