Archive for ‘Le altre Notizie’

novembre 20, 2017

“STOP ALL’ASSUNZIONE DI UN FAMIGLIARE PER ESSERE ASSISTITI”

Lo scorso anno, la Regione Lazio ha approvato la delibera n.233 “Servizi e interventi di assistenza alla persona”, che regolamenta e delega ai comuni l’erogazione dei sostegni economici per le spese relative all’assistenza domiciliare. Tra le varie norme, spicca un’importante novità.

Doveri e diritti

Infatti, la delibera riconosce come rimborsabili solo le spese derivanti dal contratto con l’assistente personale iscritto nell’apposito registro, escludendo il finanziamento delle spese derivanti da rapporti di lavoro realizzati con i familiari ed affini, come individuati all’articolo 433 del Codice civile (*).

Purtroppo, la nuova regolamentazione ha mandato in crisi tante famiglie: assistenti, come genitori, coniugi e altri stretti famigliari di persone disabili, sono rimasti all’improvviso senza lavoro. Ma oltre ai tanti disoccupati, la delibera ha creato un vuoto incolmabile: i disabili colpiti dal provvedimento, hanno perso infatti il loro insostituibile “assistente”, una figura da sempre al loro fianco.

Vita indipendente

Ma in Liguria esiste un realtà esattamente opposta: per garantire alle persone disabili la possibilità di una vita autonoma, la Regione ha recentemente concesso loro la possibilità di assumere anche un parente con fondi dell’amministrazione regionale. Sarà quindi possibile assumere un assistente familiare, fino al terzo grado di parentela, con contratto di collaborazione domestica, ma solo nel caso di persone con handicap che percepiscono l’indennità di accompagnamento.

Anche il comune di Grottammare, in provincia di Ascoli Piceno, non è da meno: prevede l’erogazione di un contributo economico per l’assistenza domiciliare indiretta, fornita da un familiare per le persone disabili in situazione di particolare gravità. E ciò costituisce un intervento integrativo rispetto a qualsiasi altro intervento o servizio fornito dal comune.

In nome della legge

Ad avvalorare la posizione dei due enti locali, la legge 1403 del 31 dicembre 1971 (e conseguente circolare Inps n° 1255 del 19 Giugno 1972 parte 1° paragrafo 3), che nell’art.1, 3° comma disciplina l’obbligo assicurativo nel lavoro domestico anche in presenza dell’esistenza di vincoli di parentela o affinità tra le parti di un contratto di lavoro domestico. Quindi senza escludere il rapporto di lavoro ed il conseguente obbligo assicurativo.

In particolare, il lavoro domestico di un coniuge, pagato e assicurato con un contratto di lavoro, secondo la legge è possibile laddove sussistano disabilità rilevanti da parte del “datore di lavoro”: “Il coniuge è escluso dall’obbligo assicurativo”, così recita la legge,”in quanto le prestazioni offerte si presumono gratuite e dovute per affetto”. Infatti, l’articolo 143 del Codice civile, pone tra i doveri dei coniugi, quello della reciproca assistenza materiale e di collaborazione nell’interesse della famiglia, cosa incompatibile con un parallelo rapporto di lavoro domestico.

Tuttavia, ci sono delle eccezioni nei casi in cui il coniuge “datore di lavoro” fruisca dell’indennità di accompagnamento e sia:

  • grande invalido di guerra (civile e militare);
  • grande invalido per cause di servizio e del lavoro;
  • mutilato e invalido civile;
  • cieco civile.

Non ci sono vincoli invece per parenti e affini entro il terzo grado di parentela. Infatti, l’art. 1 del DPR 31.12.1971, n. 1403) così recita:L’esistenza di vincoli di parentela od affinità entro il terzo grado(*) tra datore di lavoro e lavoratore non esclude l’obbligo assicurativo se è provata l’esistenza del rapporto di lavoro”. Al momento dell’iscrizione, il rapporto di lavoro può essere auto-certificato, attraverso la dichiarazione di responsabilità presente nella denuncia di rapporto di lavoro domestico (circ. Inps n. 89/1989).

Questa legge mette in condizione i parenti e i coniugi di regolamentare il loro lavoro di assistenza, assicurandosi dei versamenti pensionistici e una retribuzione, rimborsabili dai comuni che prevedono il pagamento di un contributo in base a quanto previsto dalla legge 162 del ’98, per l’assistenza domiciliare indiretta.

Purtroppo, come visto, la delibera regionale ha imposto a tutti i comuni del Lazio lo stop al pagamento dell’assistenza indiretta fornita da coniugi e parenti. Ma in base ai riferimenti di legge citati e attraverso l’opera di un buon legale, un ricorso al TAR sarebbe sicuramente vincente. Solo così si potrebbero ripristinare, in tempi ragionevoli, i pagamenti delle spese di assistenza sostenute dalle persone disabili, anche se l’assistente domiciliare è un parente o il coniuge.

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novembre 20, 2017

“Thierry Neuville vince il Rally Australia”

Il campionato del mondo WRC 2017 finisce con una prova di forza del team Hyundai Motorsport, nonostante il mondiale è stato perso e le aspettative fossero più alte, la gara australiana ha dimostrato che la Hyundai i20 WRC è la più performante e bilanciata. Da qui il rammarico di un’annata vincente ma anche ricca di errori determinanti.
In Australia la prima tappa vede il dominio di Andreas Mikkelsen, sicuramente agevolato dall’ordine di partenza ma alle sue spalle c’è il compagno Thierry Neuville che partiva in seconda posizione. Mikkelsen fa bene una tappa e mezza poi commette un errore che lo costringe al ritiro. La seconda tappa vede la supremazia di Neuville, con qualche lampo di Tanak (Ford) e Latvala (Toyota).
Ogier è molto tranquillo, la macchina ha qualche problemino e lui guida in maniera rilassata con il compito d’arrivare a fine gara ed annunciare la sua permanenza in Ford M-Sport.
La domenica dovrebbe portare consiglio, invece porta pioggia e vari errori, Lefebvre, quest’anno sottotono, sbaglia seguito dal compagno Breen ed in due prove la Citroen deve portare due auto in carrozzeria. Resta il solo Meeke che il giorno prima aveva rotto la sospensione.

Sull’ultima ps esce Latvala che va a compromettere una buona gara ed un’altrettanto buona stagione.

Neuville e Gilsoul vincono meritatamente la gara, con Tanak e Paddon ad accompagnarli sul podio. Un Paddon deludente anche nella gara di casa, non basta una speciale vinta per essere promossi e la Hyundai il prossimo anno lo metterà, insieme a Sordo, in Purgatorio e con lo spagnolo dovrà condividere la macchina e la stagione. Sordo farà il Montecarlo e Paddon lo Svezia e via di questo passo. Il “kiwi” arriva comunque 3° davanti al tranquillo Ogier, poi Evans, Lappi e Meeke a chiudere le auto WRC. Rovanpera fa una grande gara ma esagera nella seconda tappa compromettendo un risultato che sarebbe stato eccezionale, diciamo che sarebbe arrivato 7° assoluto, invece nella top ten arrivano Nathan Quinn, Mitsubishi Evo IX,  Richie Dalton sulla Skoda Fabia che vince la categoria R5 e Dean Herridge (Subaru Impreza).
Non ci resta che darci l’appuntamento al 2017 con il Rallye di Montecarlo…dove finalmente torneremo a bordo strada.
Anche se in questi due mesi parleremo ancora di WRC, mancano ancora alcuni tasselli per delineare le formazioni ufficiali e le novità riguardo le categorie inferiori.

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novembre 17, 2017

“Parenti Sarpenti: quando Burns bussò a Loeb.”

I Rally sono imprevedibili, forse la bellezza del nostro sport sta anche in questo, a volte non basta una lunga ps a determinare la classifica ma può esserlo anche una breve “Power Stage”.

Nel 2002 c’era il dualismo Citroen-Peugeot, fatto inconsueto che due case dello stesso gruppo concorrevano per il medesimo obiettivo. La Citroen, proponeva la Xsara ed aveva tra le sue fila il giovane Loeb con Bugalski e Radstrom, come compagni di squadra. La Peugeot, con l’affermata 206, era una vera armata con Burns, campione del mondo in carica, Gronholm e Panizzi.

Dal 21 al 24 Marzo si svolse il Rally Catalunya, gara poi vinta dal mago dell’asfalto Gilles Panizzi, durante la terza, ed ultima, tappa la breve prova di “La Roca” di soli 5 km, il giovane Loeb ebbe un incidente, verso le fasi iniziali, dopo che passò il compagno Bugalski decise di ripartire… vediamo come andò a finire.

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novembre 16, 2017

“LA RECITA E IL BAMBINO AUTISTICO: L’ERRORE INACCETTABILE DELLA MAESTRA”

Dice Nicola Pasqualato: In Inghilterra un bimbo autistico maltrattato dalla maestra durante una recita. Perché molte maestre non ne vogliono sapere dell’autismo dei loro alunni? Semplice, perché non sono in grado di comprenderlo, si vergognano di chiedere aiuto.

Le recite scolastiche sono uno dei momenti più importanti per un genitore. Vedere il proprio figlio o figlia sul palco, attorno agli altri bambini e che si diverte non ha prezzo. Queste esperienze sono anche estremamente formative perché aiutano i bambini ad essere più sciolti e ad esibirsi davanti ad un pubblico di adulti, sconfiggendo la timidezza e sviluppando le relazioni sociali.

La recita di fine anno di Caleb doveva essere memorabile, e lo è stato, ma non nel modo che lui avrebbe voluto.

La madre, Amanda, ha raccontato una storia orribile, che potrebbe avere delle serie ripercussioni psicologiche sul bambino.

“Mio figlio Caleb è autistico e ha preso parte alla recita scolastica assieme a tutti i suoi compagi di classe. Caleb era davvero emozionato per l’evento, non faceva che preparare la sua parte e indossare il costume di scena. Era davvero bello vederlo così emozionato ed ero orgogliosa di lui mentre si esibiva. Era da parecchio tempo che non lo vedevo così felice, mi sono sentita pervadere da una sensazione di benessere indescrivibile.”

Purtroppo per Caleb, questa bella esperienza non ha un lieto fine.

“Cercherò di parlare senza agitarmi, esponendo soli i fatti, ma è molto difficile. Alla fine dell’esibizione ogni bambino doveva dire una frase al microfono. Niente di complicato, dei ringraziamenti. Mio figlio era l’ultimo e aspettava con impazienza il suo turno, ma mentre stava per parlare l’insegnante gli ha tolto il microfono dalla mano e si è allontanata. Ho visto la delusione dipingersi sulla faccia di mio figlio e non sapeva cosa fare. Non meritava questa umiliazione ed è scoppiato a piangere davanti a tutti, bambini e genitori. L’ho consolato e adesso il peggio è passato, ma Caleb è più riservato adesso. Ho paura che questo trauma possa avere conseguenze profonde. È solo un bambino ma è stato pesantemente umiliato e non capisce perché.”

Il fatto rimarchevole è stato documentato da un video, che ha fatto il giro della rete. Amanda ha raccolto moltissimi messaggi di solidarietà e tutti hanno criticato con toni più o meno accesi l’indifendibile comportamento dell’insegnante.

“Non capisco il suo comportamento, più ci penso e più è inqualificabile. Caleb avrebbe rovinato la scena facendo il verso del tacchino? Non era il modo migliore di comportarsi, ha danneggiato il bambino e non mi fermerò fino a quando non avrò delle spiegazioni.” […]

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novembre 15, 2017

“LA BATTAGLIA DEI DISABILI OLTRE LE BARRIERE E GLI ‘ARRESTI DOMICILIARI’”

Un caro saluto a voi amici del Blog, quello che vi balzerà all’ attenzione leggendo questo articolo che oggi vi propongo, è che l’idea innovativa dell’ associazione Liberi di Fare, è quella di dare finalmente alla persona disabile la possibilità di scegliere; come, quando e dove essere assistito; un modo di pensare che già in molti paesi europei hanno attuato e che forse finalmente anche qui si comincia a prendere in considerazione; un percorso ancora molto lungo, ma l’input FINALMENTE e’ arrivato. Nei prossimi mesi, nei prossimi anni, ci renderemo conto in prima persona se questa cosa avrà buon esito o meno; personalmente, mi auguro trovi un consenso unanime tra di noi, perchè chi è in grado e consapevole delle proprie azioni è giusto che scelga la vita autonoma, nel senso che venga assistito a livello domiciliare.

Gli istituti preposti, è giusto che ci siano, ma solo come supporto ed assistenza per i casi gravi a livello intelettivo e che non hanno piu’ famiglia. Con questo vi saluto augurandomi che siate d’accordo col mio pensiero, a riscriverci presto un abbraccio affettuoso a tutti voi.

Simone

Il movimento ‘Liberi di fare’ in piazza per l’indipendenza e assistenza delle persone non autosufficienti. Sensibilizzare alle necessità di persone disabili non autosufficienti e all’importanza di una vita indipendente: queste le motivazioni della manifestazione che si è svolta a Ferrara nel pomeriggio di sabato 4 novembre alle 15 alle 16 in piazza Municipale. L’appuntamento è legato al movimento ‘#liberi di fare’ nato a livello nazionale dall’idea di due sorelle disabili di Senigallia, Maria Chiara ed Elena.

“È stata predisposta un’area in cui ci saranno sedie a rotelle, bastoni per ciechi, senza persone – specifica Carlos Dana, portavoce del Comitato ferrarese area disabili -: ausili di persone che non avendo una specifica assistenza non possono essere presenti, e uno striscione con scritto ‘Verrei ma non posso’ per spiegare la loro situazione. La nostra non è una richiesta di nuovi fondi, ma di utilizzare in maniera idonea alle necessità della persona quelli già stanziati”. Fulcro del movimento ‘Liberi di fare’ è l’idea di vita indipendente, che non vuol dire necessariamente la vita per conto proprio o la sola autonomia, ma la possibilità per le persone disabili di scegliere per ciò che le riguarda e l’assunzione di responsabilità di ogni loro volere e azione.

“Quando si parla di disabilità si pensa subito alle barriere architettoniche – racconta Cecilia Sorpilli – ma non mi cambia molto sapere che nella mia città non ci sono barriere architettoniche se, non avendo nessuno che mi alza dal letto, mi lava e mi veste, non posso uscire di casa”. Proprio questo è il significato degli ausili senza persone sulla piazza: molti disabili non autosufficienti vivono una situazione di ‘arresti domiciliari’, senza poter fare tutte le cose che richiedono un aiuto per superare un limite funzionale. I fondi, come spiegano gli organizzatori, vanno alle case di cura o ai servizi in cui è l’ente fornitore a decidere tempi e modi dell’assistenza, mentre il movimento vorrebbe incoraggiare l’erogazione alla persona della somma destinata alla sua assistenza, in modo da attuare interventi mirati secondo le specifiche esigenze. ( di Lucia Bianchini )

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novembre 10, 2017

“Citroen C3 R5 al Rallye du Var con Yoann Bonato”

Fin dall’inizio di settembre, la Citroën C3 R5 è stata coinvolta in una serie di sessioni di test, sia su asfalto che su ghiaia. Ormai si avvicina, prima metà del 2018, il momento della vendita dell’auto clienti R5. Il prototipo della C3 R5, già guidato da Stéphane Lefebvre, Craig Breen e Yoann Bonato ha già raccolto più di 4.000 km di test, con livelli di prestazioni e affidabilità totalmente soddisfacenti .

Il 23 e il 26 novembre, una Citroën C3 R5 sarà in strada al Rallye du Var, ultimo impegno del Campionato Francese. La C3 R5 correrà, ma non sarà in competizione in quanto non ancora omologata dalla FIA.

La Citroën C3 R5 sarà guidata da Yoann Bonato, che ha già conquistato il titolo di campione francese di quest’anno dopo le vittorie su 4 rally (Limousin, Rouergue, Mont Blanc e Cœur de France) alla guida della sua DS 3 R5. A giochi fatti, Yoann e il suo co-driver Benjamin Boulloud celebreranno il titolo studiando e informando dei comportamenti della nuova nata in casa francese. Questa sessione di test su larga scala permetterà alla C3 R5 di affrontare un’ampia varietà di stradeper decifrare al meglio il suo funzionamento.

Il Rallye du Var prenderà via venerdì 24 novembre dopo pranzo e si chiuderà a mezzogiorno di domenica 26. 14 PS su distanza competitiva totale di 183 km. La magnifica strada prende alcune delle strade più belle del campionato francese, con il famoso test di Collobrières che dovrebbe essere una delle tappe decisive.

Andiamo ora a sentire le parole dei diretti interessati, cominciando da  Yves Matton, leader del Citroën Racing Team:

Yoann Bonato ha avuto una stagione superba nel Campionato Francese e ha vinto un altro titolo. Anche se la fortuna non è sempre stata dalla sua, ha anche mostrato delle belle prestazioni nel WRC2 nelle ultime due stagioni, quindi mi sembrava perfetto per chiedergli di guidare la Citroën C3 R5 nella sua prima gara pubblica al Rallye du Var. Ha partecipato attivamente allo sviluppo del nostro nuovo prodotto da competizione per i clienti. Il Rallye du Var ci offre l’opportunità di mostrare l’auto a chiunque sia veramente interessato, consentirà anche al team tecnico di valutare la maturità dello sviluppo in condizioni diverse a quelli che hai in una sessione di test .

Continuiamo con Pierre Budar, Direttore Sviluppo, Veicoli da Corsa Clienti Citroen:

Grazie alle scelte tecniche fatte molto prima dei primi test su strada, abbiamo completato una serie di test senza avere problemi tecnici e siamo riusciti a raggiungere il potenziale che stiamo cercando. Valutando la robustezza dei componenti, abbiamo analizzato diverse configurazioni per cercare di affrontare la sensibilità della vettura e individuare le soluzioni più efficaci. Un’altro passo importante è dato dalla nostra partecipazione al Rallye du Var, dove possiamo testare il C3 R5 in condizioni di gara.

Chiudiamo col campione, Yoann Bonato:

Ho iniziato la mia carriera con Citroën, come parte del Challenge Saxo. Quello fu il mio primo lavoro. Questa è la prima volta in cui sono stato coinvolto come sviluppatore di un’auto. E’ difficile confrontare la C3 R5 con la generazione precedente, perché tutto è veramente diverso e nuovo: l’utilizzo del telaio, del motore, l’ergonomia: si ha davvero la sensazione di essere su un auto di un’altra una categoria. Al Rallye du Var, il mio obiettivo sarà quello di proseguire i lavori di sviluppo finora realizzati e fornire al team il maggior numero di feedback possibile, ma anche di godermi queste strade fantastiche.

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novembre 6, 2017

“Ronde Monte Caio: trionfo di Miele-Beltrame con la DS3 Wrc”

Grande weekend di ronde quello appena conclusosi. Insieme alla Ronde del Palladio e al Gomitolo di Lana, in questa prima domenica di novembre si è disputata anche la Ronde Monte Caio. La gara parmense ha visto il successo dell’equipaggio composto da Mauro Miele e Luca Beltrame, a bordo della loro Citroen DS3 Wrc. Per il varesino si tratta del terzo successo in questo rally, dopo quelli del 2015 con la Fiesta Wrc e dell’anno prima con una Bmw M3.

Contrariamente a quanto si possa pensare, essendo la DS3 l’unica World Rally Car in gara, la corsa dell’equipaggio della Top Rally è stato tutt’altro che semplice. Subito sul primo passaggio sui 10.28 chilometri cronometrati della prova “Monte Caio”, Miele ha infatti accusato qualche difficoltà di troppo, pagando ben diciassette secondi. Già dalla seconda prova però, il lombardo ha infilato una serie di tre scratch consecutivi, che gli hanno garantito una bella vittoria in rimonta.

Decisivo è stato il terzo passaggio, quando Miele ha preso il comando per poi allungare fino ai 12 secondi finali sul più diretto inseguitore. Nella fattispecie Milko Pini che, navigato da Daniele Pellegrini, nulla ha potuto contro lo strapotere dei vincitori. Alla fine per loro il secondo posto ottenuto con la Mitsubishi Evo Ix è comunque un risultato soddisfacente. Il podio è stato completato da Roberto Vellani, al volante della Peugeot 208 T16 R5.

Il pilota locale è stato protagonista di un bel duello per il terzo posto con la Fiesta R5 di Paolo Zanni. Alla fine sono stati solo 3 i secondi a separarli. Dietro di loro hanno chiuso altre due vetture R5, ovvero le Ford Fiesta di Jacopo Araldo e Riccardo Brugo. Appena fuori dalla top five troviamo la prima vettura due ruote motrici, ovvero la Renault Clio S1600 di Roberto Vescovi-Giancarla Guzzi. I quali hanno preceduto la sempreverde Clio Williams A7 di Luciano D’Arcio.

Nono posto, e primo di classe R3T, per Galeazzi-Maugeri e la loro Citroen DS3 mentre in classe R2B successo per Nicoli-Romei, undicesimi assoluti con la Peugeot 208.

Al link la classifica assoluta della 8° Ronde Monte Caio.

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novembre 5, 2017

“Dai robot agli umani, la tecnologia al servizio della disabilità è a Handimatica”

Tecnologia fa rima con disabilità. E quando questo accade, attraverso ausili, prodotti, app e soluzioni, il futuro si realizza, apportando di fatto miglioramenti che possono cambiare la vita delle persone. Come avevamo avuto modo di anticiparvi, a  questo futuro non così distante è dedicata l’undicesima edizione di HANDImatica,  la mostra-convegno di Fondazione ASPHIdedicata alle tecnologie digitali al servizio della disabilità, in programma a Bologna dal 30 novembre al 2 dicembre prossimi. Obiettivo, accendere i riflettori su un mondo che, se nell’infanzia ed in età scolastica riesce ad ottenere attenzione e “cura”, in età adulta pare dissolversi, con percentuali bassissime di impiego e scarsa capacità di inserimento sociale.

COSA TROVERETE A HANDIMATICA – Negli spazi dell’Istituto di Istruzione Superiore Aldini Valeriani di Bologna, che ospita la manifestazione, troveranno spazio le numerose aziende, i produttori e distributori specializzati che presenteranno le ultime novità tecnologiche, così come il ricco programma di eventi, tra convegni, seminari e laboratori. HANDImatica o si rivolge alle persone con disabilità e alle loro famiglie, al personale scolastico (dirigenti ed intero corpo docente), agli operatori sociali e sanitari, responsabili di strutture per anziani, mondo del lavoro e della ricerca universitaria, istituzioni, ma anche a tutti quanti siano interessati a conoscere come le tecnologie possano incidere positivamente sulla qualità di vita, indipendenza e inclusione.

I TEMI DI HANDIMATICA – Tre le macro-aree tematiche in cui si declinano gli appuntamenti di HANDImatica, dai convegni ai seminari ai laboratori pratici: “Inclusione Scolastica”, con l’ampio focus sulla didattica e l’insegnamento;
Inclusione Lavorativa” che include gli appuntamenti dedicati al disability management;
Inclusione Sociale”, per tutto ciò che concerne il mondo degli anziani e delle persone non autosufficienti.

ROBOT E DISABILITA’ – Il convegno di apertura (giovedì 30 novembre, ore 10) affronta il tema dell’Inclusione nell’era della robotica. Si tratta di un argomento di centrale interesse per Fondazione Asphi, che all’inizio dell’anno scolastico 2017-18 ha introdotto alle Aldini Valeriani-Sirani, grazie ad un accordo con la scuola, TjBot, ideato dagli ingegneri IBM, il primo robot progettato per interagire in classe con insegnanti e studenti per affiancarli e stimolarli nell’apprendimento: un esperimento didattico unico nel suo genere, anche perché saranno gli stessi studenti della scuola bolognese a costruire e programmare nei prossimi mesi i “fratelli” del robot-compagno di classe, con l’aiuto degli insegnanti e delle stampanti 3D in dotazione nei laboratori dell’istituto.

Il tema della robotica è al centro di diversi incontri: dalla robotica utilizzata per migliorare le capacità di relazione e linguaggio degli studenti con disabilità cognitive, fino all’autismo, a come i robot possono facilitare il supporto e l’empowerment delle persone con disabilità nel mondo del lavoro. E ancora l’utilizzo della realtà aumentata a scuola, della quale sarà possibile fare esperienza pratica nei laboratori, le innovazioni tecnologiche a supporto delle disabilità nate dal basso, sviluppate da start up o dalle stesse scuole e famiglie, l’utilizzo del digitale nella terza etàper bisogni emergenti quali il mantenimento di una longevità attiva, la gestione della fragilità e non-autosufficienza.

Proprio per porre l’accento sulla crescente importanza dei robots, la cui rapida e pervasiva diffusione sul mercato ha reso l’uso delle loro applicazioni una parte non trascurabile delle nostre azioni quotidiane, HANDImatica ha lanciato una Call for Robots, allo scopo di raccogliere soluzioni progettate per la disabilità: un’apposita commissione selezionerà le proposte ricevute, che saranno presentate durante la manifestazione in un’area dedicata.

TECNOLOGIE PER L’AUTONOMIA – Altro tema centrale per Fondazione Asphi è l’autonomia delle persone con disabilità: ecco allora presentate ad HANDImatica le novità nell’ambito dell’accessibilità bancaria, o gli strumenti sviluppati da alcuni Centri Riabilitativi della Regione Emilia Romagna per incentivare l’autonomia, dai computer touch ai sensori di movimento alle tastiere facilitate.

TECNOLOGIE PER LA SCUOLA – Ci sarà una riflessione sul presente ed il futuro della scuola: se l’orizzonte è quello di una scuola inclusiva, in grado di cogliere differenze e bisogni speciali e valorizzare le specifiche competenze, assieme alle conoscenze, è necessaria una riorganizzazione degli spazi educativi alla luce di una nuova flessibilità e di rinnovati strumenti di apprendimento e di valutazione. Ecco perché i momenti laboratoriali daranno spazio ad esperienze (come quella della flipped classroom) in cui l’interazione tra studenti e insegnanti attraverso l’uso della tecnologia vuole superare la consueta interazione passiva per stimolare un apprendimento attivo e coinvolgente.

Handimatica è realizzato in collaborazione con la Regione Emilia-Romagna, la supervisione scientifica dell’Università di Bologna ed il patrocinio di FISH – Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap, e FAND – Federazione tra le Associazioni Nazionali delle persone con Disabilità.

Per info:
www.handimatica.com
HANDImatica 2017 – Tecnologie digitali per una società inclusiva
30 novembre – 2 dicembre 2017
ITI Aldini Valeriani Sirani, via Sario Bassanelli, 9, Bologna

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novembre 2, 2017

“Disabili, la felicità di una mamma: Dopo 11 mesi mio figlio Ivan è tornato a scuola”

Riceviamo e pubblichiamo Non mi sembra ancora vero! Mi sembra un sogno vedere Ivan, mio figlio felice di nuovo con i suoi compagni a scuola! Non mi sembra vero, ma la realtà è che mio figlio, studente disabile “combattente”, oggi è tornato finalmente a scuola. Stamattina si è svegliato molto emozionato alla notizia che stava per venire il pullmino a prenderlo e che sarebbe andato dai suoi compagni, che non si sarebbe più “annoiato”, per la gioia e l’emozione ha vomitato, sentiva freddo ma era felice… ma arrivato a scuola dove ha ritrovato l’abbraccio e il sorriso dei suoi compagni, Ivan stringendo la sua Assistente specializzata, Daniela, ha voluto mandare delle foto a tutti gli Assistenti igienico-personale dello Slai Cobas per il sindacato di classe che in tutti questi mesi hanno sostenuto attivamente la nostra battaglia e con cui abbiamo lottato insieme dicendo loro “siete contenti di vedermi di nuovo a scuola???”. La gioia di mio figlio arriva dopo quasi 11 mesi di lotta continua insieme ad altri genitori e assistenti igienico-personale tenaci, determinati che si battono con coraggio per una battaglia di civiltà di cui sono fiera di farne parte… la gioia di mio figlio viene dopo tanti momenti duri, piazze, incontri, tante parole al vento dei politici, promesse su promesse… ma quello che ha contato è la lotta! E Ivan è stato sempre con me, con gli assistenti in piazza a manifestare, a scioperare per un diritto che le istituzioni hanno tentato di toglierli. Mio figlio è tornato a scuola finalmente! Ma ci sono altri ragazzi e ragazze disabili che ancora a scuola non rientrano perchè manca ancora il trasporto, soprattutto nei paesini, e le istituzioni in modo sempre più vergognoso hanno lasciato fuori anche una parte di assistenti specializzati, per cui il sindacato a cui mi sono unita si sta battendo. Mio figlio è tornato a scuola, abbiamo vinto un punto!, Ma la mia battaglia non è finita: come genitore mi sento in dovere di lottare ancora per gli altri ragazzi che non vanno a scuola con le altre madri e padri che avranno bisogno, mi sento in dovere di lottare perchè il diritto allo studio e ad una vita dignitosa di ragazzi come mio figlio che non hanno nessuna colpa per essere nati disabili sia garantito sempre! E’ una lotta collettiva che continuerò a fare con gli Assistenti igienico-personale e con tutti coloro che vorranno sostenerci. Rosalia Tripi – madre in lotta di Ivan studente disabile Potrebbe interessarti: http://www.palermotoday.it/cronaca/ivan-disabile-torna-scuola-dopo-11-mesi.html Seguici su Facebook: http://www.facebook.com/pages/PalermoToday/115632155195201

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ottobre 30, 2017

“Legge 104 e licenziabilità di chi assiste un familiare disabile”

Una recente sentenza della Corte di Cassazione  sul licenziamento di un lavoratore che usufruiva dei permessi previsti dalla Legge 104/92per assistere un familiare con handicap grave

Nell’ambito di permessi lavorativi da Legge 104/1992 previsti per chi deve prendersi cura ed assistere un familiare con disabilità, sorgono non di rado di rado dei contenziosi tra lavoratore e datore di lavoro.

La legge, infatti, è volta a tutelare il lavoratore – per il cui tramite si realizza il primario diritto all’assistenza del familiare cui sia stato riconosciuto l’handicap grave  -ma anche la controparte dell’azienda. Alcune sentenze in merito hanno infatti ricordato i casi in cui è legittimo licenziare chi assiste un familiare disabile  ma anche quelli in cui i diritti del lavoratore prevalgono sulla burocrazia.

Torniamo sulla questione, alla luce di una recente sentenza della Corte di Cassazione che ha ribadito come il fulcro intorno al quale ruotano i permessi dell’art. 3 comma 3 della Legge 104/92  sia la persona con handicap e i suoi diritti, che possono imporre limitazioni al potere del datore di lavoro, ad esempio in ambito di trasferimento di sede.

IL LAVORATORE TRASFERITO E LICENZIATO – Il caso è quello di un lavoratore beneficiario delle disposizioni previste dalla Legge 104/1992 in quanto familiare convivente di una persona con handicap grave che abbisogna di assistenza. Il lavoratore in questione era stato trasferito senza il suo consenso da una sede ad un’altra che distava pochi chilometri sia dalla prima che dalla sua abitazione, ed era stato adibito a mansioni equivalenti (presso la mensa di un carcere). Di fronte alla comunicazione del trasferimento di sede, il lavoratore non aveva però prestato il suo consenso, e non si era successivamente presentato al lavoro presso la nuova sede. A fronte di quella che la sua ditta aveva ritenuto una assenza ingiustificata, il lavoratore era stato licenziato.

IL RICORSO AL TRIBUNALE – Contro questo licenziamento, che aveva ritenuto illegittimo, il lavoratore era quindi ricorso al tribunale di Napoli, il quale aveva rigettato la sua istanza. Stesso giudizio era stato emesso anche in secondo grado, dalla corte d’Appello di Napoli, ritenendo legittimo il licenziamento. Fino alla sentenza della Corte di Cassazione (la n. 24015 depositata il 12 ottobre 2017) che ribalta invece il giudizio.

LA TUTELA DELLA PERSONA CON DISABILITA’ – La Cassazione ha accolto il ricorso del lavoratore, riportando la decisione alla funzione originaria della Legge 104/92,  e  in particolare al principio sancito dall’art.33, comma 5. La Cassazione ha ricordato come la tutela della persona con disabilità passi anche attraverso l’assistenza del familiare, per consentirgli un adeguato livello di sviluppo ed inserimento nel tessuto sociale: “la disposizione dell’art. 33, comma 5, della legge n. 104 del 1992, laddove vieta di trasferire, senza consenso, il lavoratore che assiste con continuità un familiare disabile convivente, deve essere interpretata in termini costituzionalmente orientati – alla luce dell’art. 3, secondo comma, Cost., e della Carta di Nizza che, al capo 3 – rubricato Uguaglianza – riconosce e rispetta i diritti dei disabili di beneficiare di misure intese a garantire l’autonomia, l’inserimento sociale e la partecipazione alla vita della comunità (art. 26) e al capo 4 – rubricato Solidarietà – tratta della protezione della salute, per la quale si afferma che nella definizione e nell’attuazione di tutte le politiche ed attività dell’Unione è garantito un alto livello di protezione della salute umana”.

La Corte poi si riferisce anche alla Convenzione delle Nazioni Unite del 13 dicembre 2006 sui diritti delle persone con disabilità, ratificata con legge n. 18 del 2009 dall’Italia (C. Cost. n. 275 del 2016) e dall’Unione Europea con decisione n. 2010/48/CE (Cass. 12911/2017, 25379/2016, 2210/2016).

Inoltre la sentenza ricorda che l’efficacia della tutela della persona con disabilità si realizza anche mediante la regolamentazione del contratto di lavoro in cui è parte il familiare della persona tutelata, in quanto il riconoscimento di diritti in capo al lavoratore è in funzione del diritto del congiunto con disabilità alle condizioni di assistenza.
Infine la Cassazione ricorda che il lavoratore non può essere trasferito da una unità produttiva ad un’altra “se non per comprovate ragioni tecniche, organizzative e produttive”. Il datore di lavoro ha pertanto anche questo onere probatorio.

LA PREVALENZA DELLE ESIGENZE DI ASSISTENZA – In definitiva, la Corte dichiara che, stante il necessario bilanciamento di interessi e di diritti tanto del lavoratore quanto del datore di lavoro, aventi ciascuno copertura costituzionale, dovranno essere valorizzate le esigenze di assistenza e di cura del familiare disabile del lavoratore, occorrendo salvaguardare condizioni di vita accettabili per il contesto familiare in cui la persona con disabilità si trova inserita ed evitando riflessi pregiudizievoli dal trasferimento del congiunto ogni volta che le esigenze tecniche, organizzative e produttive non risultino effettive e comunque insuscettibili di essere diversamente soddisfatte (Cass. 25379/2016, 9201/2012).
E’ su questo punto – ovvero sulla non verifica da parte della Corte territoriale delle eventuali ripercussioni assistenziali di questo trasferimento sull’assistenza della persona disabile, e soprattutto sulle effettive ragioni organizzative  produttive dell’azienda, che la cassazione ha rigettatola decisione della Corte d’Appello di Napoli, dando di fatto ragione al lavoratore licenziato.

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