Archive for ‘Le altre Notizie’

gennaio 10, 2018

“Assunzioni lavoratori disabili: gli obblighi per le aziende dal 1 gennaio 2018”

Lavoro e disabilità: torniamo a parlarne perché dal 1 gennaio 2018 è scattato l’obbligo, per aziende che occupano da 15 a 35 dipendenti, di assumere un lavoratore con disabilità, anche se non ci sono nuove assunzioni. Tale novità era stata annunciato per il 2017 ma poi fatta slittare a inizio del nuovo anno con il Milleproroghe 2017. Ricordiamo che l’obbligo di assumere lavoratori con disabilità è previsto dalla legge 12 marzo 1999, n. 68; la differenza sostanziale rispetto a prima è che adesso non è più necessario che l’azienda che occupa almeno 35 lavoratori assuma un nuovo dipendente: l’obbligo scatta indipendentemente da questo, poiché basta che sia presente il requisito numerico dei dipendenti.

TEMPISTICHE –
Cambiano anche i tempi che l’azienda deve rispettare per mettersi in regola: se prima si poteva regolarizzare tale posizione ricorrendo alla presa in organico di un lavoratore con disabilità entro 12 mesi, tale periodo si riduce a 60 giorni. Entro due mesi, quindi, dal 1 gennaio 2018, le aziende che occupano almeno 15 dipendenti dovrà essere in regola, assumendo, entro il 2 marzo del 2018, un lavoratore disabile, in caso non l’abbia già fatto.

GLI OBBLIGHI PER LE AZIENDE – Ricordiamo che l’obbligo di coprire posizioni riservate a persone con disabilità scatta, per il datore di lavoro, a partire dal 15esimo lavoratore della sua azienda.
dai 15 ai 35 lavoratori l’azienda è obbligata ad assumere un lavoratore con disabilità
dai 36 ai 50 lavoratori l’azienda è obbligata ad assumere due lavoratori con disabilità
oltre 50 lavoratori: la quota del 7% deve essere riservata a lavoratori con disabilità
Nel calcolo il datore di lavoro deve considerare tutti i lavoratori assunti con vincolo di subordinazione, a parte alcune eccezioni, come i lavoratori da cooperative, i dirigenti ed altri casi specifici.

COME SI CALCOLA L’ORGANICO – Per calcolare l’organico valido ai fini di conteggiare quanti lavoratori disabili debba avere l’azienda che voglia essere in regola, si deve fare riferimento ad alcune regole. Qui citiamo alcuni casi, rimandando alla lettura completa della casistica per una più approfondita analisi dei singoli casi (alcuni dei quali qui).

Per quanto riguarda:
–   I lavoratori assunti con contratto di lavoro a tempo indeterminato parziale, essi  sono computati per la quota di orario effettivamente svolto, tenendo conto che il computo delle unità lavorative fa riferimento all’orario previsto dalla contrattazione collettiva del settore.
Nel computo le frazioni percentuali superiori allo 0,50 sono considerate unità.
In caso di lavoratori con contratto  a termine, il datore di lavoro deve fare riferimento all’arco temporale del periodo di attività previsto dal contratto di lavoro stipulato con ciascun lavoratore.  Il lavoratore occupato con contratto a tempo determinato superiore a sei mesi mesi dovrà essere computato come unità.
–    Anche i lavoratori licenziati per i quali sia stato adottato il provvedimento di revoca devono essere inclusi nella base di computo.
–    Per i datori di lavoro  che svolgono attività stagionale il periodo di durata del contratto si calcola
sulla base delle corrispondenti giornate lavorative effettivamente prestate nell’arco dell’anno solare, anche se non continuative.

Non vanno computati nella quota di calcolo:
–  gli apprendisti (articolo 7, comma 3, D.Lgs. 14 settembre 2011, n. 167edi articolo 7, comma 3, D.Lgs. 14 settembre 2011, n. 167), fatte salve specifiche previsioni di legge o di contratto collettivo.
–  i lavoratori assunti con contratto di formazione e lavoro (questo secondo l’articolo 3, comma 10, D.L. 30 ottobre 1984, n. 726, convertito in legge, con modificazioni, dall’art. 1, L. 19 dicembre 1984, n. 863)
–  i lavoratori assunti con contratto di reinserimento (secondo l’articolo 20, comma 4, della legge 23 luglio 1991, n. 223)
–  i lavoratori assunti per attività da svolgersi all’estero
–  i lavoratori occupati con contratto di somministrazione. Essi non vanno calcolati né dall’utilizzatore (azienda ),  per effetto dell’art. 22, comma 5, del decreto legislativo 276/2003, né dall’agenzia di somministrazione (ai sensi dell’art. 4, comma 1, della legge 68/99 così come modificato dall’art. 4, comma 27, lettera a) della L. 92/2012)
–  i lavoratori assunti con contratto a termine per sostituzione di lavoratori assenti con diritto alla conservazione del posto di lavoro
–  il personale direttamente operante nei montaggi industriali o impiantistici e nelle relative opere di manutenzione “svolte in cantiere”. Per attività svolta “in cantiere” si fa espresso riferimento al concetto di cantiere fatto proprio dall’art. 89 del D.lgs n. 81/2008.

 SE CI SONO GIA’ LAVORATORI DISABILI  IN ORGANICO – I lavoratori che divengono inabili allo svolgimento delle proprie mansioni in conseguenza di infortunio o malattia (art. 4 c. 4 l. 68/99) possono essere computati esclusivamente in ambito privatistico.
In considerazione soprattutto del fatto che, qualora per questi lavoratori non sia possibile l’assegnazione a mansioni equivalenti o inferiori nella stessa azienda, spetta al Servizio provinciale competente l’avviamento degli stessi presso un’altra azienda, individuando le attività compatibili con le residue capacità lavorative di essi.
Va ricordato inoltre che, se in una azienda è già in carico un lavoratore con capacità lavorativa superiore al 60%, anche se non fu assunto attraverso il collocamento obbligatorio, questo lavoratore va scorporato dalla base “imponibile”.  Inoltre, in caso di future scoperture, questo lavoratore si considererà a copertura della quota di riserva.

IL PROSPETTO INFORMATIVO DISABILI – L’azienda ha l’obbligo di produrre il Prospetto Informativo Disabili: un documento che va trasmesso telematicamente al servizio provinciale di competenza, dove si indica la situazione occupazionale dell’azienda – ovvero quanti lavoratori conta – per la verifica degli adempimenti rispetto all’assunzione di persone appartenenti alle categorie protette o disabili. Il mancato invio di tale prospetto fa scattare una multa pari a 635,11 euro, oltre 30,76 euro per ogni giorno di ritardo.

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gennaio 10, 2018

“Il team ceco correrà con il solo Kopecky iscritto al Wrc2, ma ci saranno anche Veiby e Rovanpera”

A poco più di due settimane da via del mondiale rally 2018, Skoda Motorsport ha annunciato la sua line-up per il primo appuntamento della nuova stagione, il Rally di Montecarlo. Protagonista del mercato piloti grazie al quale ha costruito una squadra eccezionale, il team campione del mondo in carica Wrc2 sarà però al via del prologo stagionale a ranghi ridotti.

L’unico pilota iscritto al Wrc2 al via con Fabia R5 ufficiale è, infatti, Jan Kopecky che sarà l’unico alfiere in grado di portare punti iridati alla squadra ceca. Presenti a Montecarlo, ma non in lizza per il mondiale Wrc2, saranno invece le due giovani stelle del team campione in carica. Stiamo parlando di Ole Christian Veiby e Kalle Rovanpera. Il primo sarà al via con una Fabia R5 gestita dal team di Toni Gardemeister mentre il finlandese correrà con una medesima vettura ma iscritta dal team Wevers.

E se per il norvegese questa sarà la terza apparizione al Monte, dopo quelle del 2015 e 2016 entrambe corse con una Citroen DS3 R3T, per Kalle si tratterà dell’esordio nella gara monegasca. Che, tra l’altro, coinciderà anche con il primo rally iridato al volante di una Skoda Fabia R5. Per quanto riguarda invece Kopecky, il team va sul sicuro considerando l’esperienza e la concretezza di risultati del pilota ceco. L’anno passato, dopo diversi anni di assenza dal giro di Montecarlo, conquistò un ottavo posto assoluto e secondo di classe dietro ad Andreas Mikkelsen; risultato che garanti’ la doppietta per la squadra nel Wrc2.

Quest’anno il medesimo epilogo non sarà possibile, ma Skoda Motorsport promette ugualmente battaglia per il trono di campioni Wrc2. Che, attendendo l’elenco iscritti ufficiale, si preannuncia davvero ricco di tanti partecipanti e vetture di livello.

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gennaio 9, 2018

“Invalidità. Perché le pensioni di gennaio e febbraio 2018 saranno più basse”

Vi abbiamo dato conto una settimana fa dei nuovi importi pensioni di invalidità 2018, come da comunicazione dell’INPS, relativo all’aggiustamento cui sono sottoposte ogni anno questo genere di provvidenze.

I cittadini con diritto a pensione di invalidità, accompagnamento ecc, si sono visti in genere aumentare l’importo mensile di circa l’1,1%. Tuttavia, nel mese di gennaio (e in alcuni casi anche di febbraio) si troverà anche una trattenuta che va ad abbassare la cifra, indicata dalla formula: “differenza non imponibile prq 2015”.

Questa trattenuta si deve al conguaglio negativo di perequazione relativo all’anno 2015. Si tratta della percentuale di variazione delle rivalutazione delle pensioni dell’anno 2015. In pratica, lo scarto tra il tasso provvisorio che inizialmente era stato stato determinato in 0,3%, e quello tra il tasso effettivo, che è risultato invece dello 0,2%. La differenza è, appunto, quello 0,1% che ora viene trattenuto.
Questo recupero era stato rimandato di un anno dalla legge di Stabilità, e ora dalla legge L.19/2017, che l’ha differito al 1 gennaio 2018.

Il recupero è, quindi, pari allo 0,1% della pensione annua lorda e ne vedremo gli effetti con un addebito nella pensione di gennaio e febbraio 2018. Facciamo un esempio: se la pensione è di 500 Euro per 13 mensilità, la pensione annua lorda è di 6.500 Euro. Su questi 6.500 Euro viene calcolata una trattenuta dallo 0,1%, ovvero 6,50 euro trattenuti nei mesi di gennaio e febbraio.
La circolare specifica tra l’altro che fino ai 6 euro la trattenuta sarà interamente nel mese di gennaio, mentre per quelli superiori ai 6 euro si spalmerà nei mesi di gennaio e febbraio.

Questa la parte della circolare Inps (punto n.5) che lo illustra:

Recupero del conguaglio di perequazione dell’anno 2015    

Com’è noto, la percentuale di variazione per il calcolo della perequazione delle prestazioni previdenziali e assistenziali per l’anno 2014 è stata determinata, dal 1° gennaio 2015, nella misura definitiva pari a +0,2%, a fronte della misura provvisoria dello 0,3%.
Pertanto, in sede di conguaglio di perequazione effettuato per il successivo anno 2016, il differenziale è risultato pari a -0,1.
Considerato l’indice di rivalutazione provvisoria fissato in misura pari a zero per l’anno 2016, la legge di stabilità 2016 ha differito al 2017 il recupero del conguaglio in argomento (art. 1, c. 288, della legge 28 dicembre 2015, n. 208).
Per la stessa motivazione, la legge n. 19/2017 ha ulteriormente differito al 1°gennaio 2018 il recupero del debito di perequazione riferito all’anno 2015 (art. 3, c. 3-sexies).
Per l’anno 2018, dato l’indice di rivalutazione provvisoria pari all’1,1% il differenziale di perequazione viene recuperato in sede di conguaglio per l’anno precedente, con le seguenti modalità:
•    in unica soluzione sulla mensilità di gennaio per gli importi fino a 6 euro;
•    in due rate di pari importo sulle mensilità di gennaio e febbraio per i conguagli di importo superiore a 6 euro.
Gli importi posti a recupero per ciascun soggetto sono consultabili nell’applicazione dedicata disponibile sul sito intranet dell’Istituto al seguente percorso:
“Assicurato pensionato”>” Servizi al pensionato>“ Procedure di gestione delle pensioni”>“Consultazione conguagli per perequazione 2015 sospesi”.

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gennaio 7, 2018

“Protesi e ausili tecnologici innovativi, ma «non disponibili» per i disabili”

Protesi e ortesi a tecnologia avanzata, software per comunicare, apparecchi acustici digitali, dispositivi per il telesoccorso, sensori e telecomandi per il controllo ambientale: sono ausili innovativi che possono facilitare la vita a chi ha una disabilità permanente o temporanea e ora, con i nuovi Lea, i Livelli essenziali di assistenza entrati in vigore lo scorso marzo, sono stati introdotti nel nomenclatore dell’assistenza protesica (allegato 5), ovvero l’elenco delle protesi e degli ausili a carico del Servizio Sanitario Nazionale dietro prescrizione del medico specialista. In realtà, a distanza di otto mesi, i nuovi dispositivi non sono ancora disponibili. Perché possano essere forniti dalle Asl, infatti, è necessario attendere la pubblicazione del Decreto ministeriale sulle tariffe da corrispondere agli erogatori per queste prestazioni. A ottobre il sottosegretario al Ministero della Salute, Davide Faraone, rispondendo a un’interrogazione in Commissione affari sociali alla Camera, ha detto che «saranno fruibili entro fine anno».

Le decisioni delle Regioni

«Fino a quando non si risolve il nodo delle tariffe, i nuovi ausili tecnologici esistono solo sulla carta — afferma Paolo Boldrini, past president della Simfer, Società italiana di medicina fisica e riabilitativa — . Nel frattempo le Regioni stanno procedendo in ordine sparso: nella maggior parte dei casi si continuano a dare gli ausili del vecchio nomenclatore, come prevedono le norme transitorie del DPCM sui Lea, in qualche Regione invece è possibile usufruire dei nuovi dispositivi (erogati extra Lea)». Una disparità tra Regioni che dovrebbe essere sanata proprio con l’inserimento degli ausili tecnologici nei nuovi Lea, ovvero le prestazioni che spettano a tutti i cittadini a prescindere dal luogo di residenza.

Diritti negati

«Ad oggi è un diritto ancora negato — chiosa Vincenzo Falabella, presidente di Fish, Federazione italiana per il superamento dell’handicap —. Inoltre, nel nuovo nomenclatore protesi e ausili continuano a essere considerati una compensazione della menomazione piuttosto che strumenti per esercitare il proprio diritto alla mobilità, alla comunicazione, a una vita il più possibile autonoma, come sancisce la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità». Eppure, secondo studi basati sull’evidenza scientifica, la tecnologia abbinata a programmi di riabilitazione consente alle persone con deficit sensoriali, motori e intellettivi di interagire con l’ambiente esterno e raggiungere livelli di autonomia che altrimenti non potrebbero raggiungere. Alcune di queste ricerche, presentate a Roma in una conferenza internazionale promossa dalla Lega del Filo d’Oro, sono state pubblicate di recente sul numero monografico dell’International Journal of Development Disabilities dedicato alle tecnologie assistive, cioè l’insieme di soluzioni tecnologiche che vanno da quelle più conosciute come apparecchi acustici e sedie a rotelle, ad altre più elaborate come microinterruttori, dispositivi di generazione di discorso, supporti di memoria, video e robot.

Qualità di vita migliore

«Le tecnologie assistive, comprese le applicazioni di smartphone o tablet, domotica e robotica, non sono state appositamente concepite per le persone con disabilità, in forme modificate e adattate per le specifiche necessità, possono diventare fondamentali anche per uscire dall’isolamento e avere una migliore qualità di vita — spiega Giulio Lancioni, docente di psicologia all’Università di Bari e direttore del Centro di ricerca della Lega del Filo d’Oro — . Gli studi hanno dimostrato che le tecnologie, per poter essere un vero interfaccia tra persone e ambiente e, quindi, favorire la loro autonomia, devono essere semplici, di facile utilizzo, dai costi contenuti e accessibili, senza inutili ostacoli burocratici».

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gennaio 5, 2018

“Kris Meeke: Felice per il ritorno di Loeb, ma ingiusto togliere tre gare a Breen”

A pochi giorni dal Rally Monte-Carlo, prova di apertura del Mondiale WRC 2018, la punta principale di Casa Citroen, Kris Meeke parla dei suoi compagni di squadra ovvero Craig Breen e il rientrante Sébastien Loeb.

Ecco le parole del driver nord-irlandese:

Sono molto contento del ritorno di Sébastien Loeb nel Mondiale WRC. E’ pur sempre un nove volte campione del Mondo ed è un importante rappresentante per tutto il nostro sport. In termini di visibilità è veramente importante e un occasione unica. Però allo stesso tempo, trovo ingiusto che Craig Breen debba rinunciare a tre gare per lasciare posto a lui. Craig è un’ottimo pilota, veloce e costante, ha fatto una stagione 2017 positiva e meritava un programma completo, senza riposi diciamo. Lo dico perchè in queste situazioni ci sono passato nella mia carriera, e sono momenti non facili da digerire. A mio parere sarebbe stato più giusto e logico schierare una terza vettura che sarebbe andata a  Sèbastien Loeb, senza dover interrompere il percorso di un pilota ufficiale. 

Parole molto importanti quelle di Meeke, che abbandona quel politically correct tanto amato da molti suoi colleghi, per difendere il suo compagno di Team e dire la sua sulla situazione in casa Citroen.

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gennaio 3, 2018

“«Quella delibera non aiuta i disabili»”

rompe la continuità dello stesso e, di fatto, mette a rischio il diritto all’autodeterminazione di quei soggetti che oggi usufruiscono del finanziamento pagato con soldi della Regione». E’ durissima la presa di posizione dei consiglieri di minoranza contro la riforma delle linee guida sulla Vita Indipendente disposta dalla delibera 588 della Giunta comunale.

La prima ad aver dato voce alla protesta dei beneficiari di Asti è stata la consigliera Angela Quaglia che già a inizio dicembre aveva presentato un’interrogazione urgente sul caso. La stessa si era attivata dopo aver appreso che l’amministrazione aveva avvisato via mail i soggetti interessati dicendo loro che da gennaio il regolamento sulla Vita Indipendente sarebbe cambiato e anche le modalità per accedere al contributo. Modalità che i consiglieri di minoranza Quaglia (CambiAMO Asti), Luciano Sutera e Angela Motta (Partito Democratico), Giorgio Spata e Alessia Sapuppo (Movimento 5 Stelle), Beppe Rovera (Ambiente Asti) insieme a Beppe Passarino e Michele Anselmo (Uniti si può) hanno contestato in una conferenza stampa congiunta annunciando battaglia contro l’assessore ai servizi sociali Mariangela Cotto e contro il sindaco Rasero se la delibera non sarà ritirata e riscritta stralciando i vari passaggi che metterebbero a rischio la continuità del progetto e, in definitiva, la reale possibilità dei disabili motori di poter gestire la loro vita in maniera autonoma.

I punti contestati

La nuova delibera modifica i criteri di accesso ai contributi, fino ad oggi erogati annualmente e garantiti per tre anni, rendendoli mensili (da 200, 400 o 600 euro), con validità annuale e dopo opportuna valutazione del caso da parte di un’unità multidisciplinare dell’Asl e del Comune. Non solo. I fruitori del contributo, le associazioni che li rappresentano e gli stessi consiglieri di minoranza hanno confrontato, punto per punto, il vecchio e il nuovo regolamento scoprendo che alcune modifiche, apparentemente tecniche, farebbero la differenza tra garantire la vita indipendente al portatore di handicap e obbligarlo a rimanere confinato in casa. Perché i contributi erogati dalla Regione Piemonte, che l’assessore Cotto ha spiegato essere diminuiti nel corso degli anni, mentre la consigliera comunale e regionale Motta sostiene il contrario, che non ci siano stati tagli alla voce in bilancio, servono ai portatori di handicap motori per pagare un assistente che garantisca loro la mobilità da casa al luogo di lavoro garantendo all’aiutante lo stipendio previsto dalla legge, il versamento dei contributi e la tredicesima mensilità.

«Premettendo che le domande per accedere al contributo si possono presentare fino al 31 gennaio – spiega la consigliera Quaglia – e, nella migliore delle ipotesi, i destinatari potranno usufruire del contributo a partire da marzo, ci saranno almeno due mesi di scoperto nei quali i disabili non potranno pagare l’assistenza con buona pace della continuità del progetto». Ma non solo. Nel nuovo disciplinare del Comune ci sono state altre modifiche che hanno fatto infuriare i disabili: «Si passa dal garantire una “piena autonomia” a “un’accettabile autonomia”, – continuano i consiglieri – poi si prevedono i contributi ai disabili che “ricoprano incarichi dirigenziali all’interno di associazioni di volontariato con sede nel Comune di Asti, regolarmente iscritte ai relativi registri” anziché “a persone inserite in contesti sociali con rilevanza a favore di terzi”, quindi si erogano contributi “in base al progetto individualizzato” e si tolgono riferimenti temporali all’assistenza dei disabili privi di rete familiare, prima chiaramente indicati anche nella durata delle 24 ore, festivi compresi». Oltre a tutto questo, c’è un altro aspetto che ha messo i consiglieri dell’opposizione sul piede di guerra: l’erogazione del contributo commisurato non più solo sul reddito personale, ma sull’ISEE che tenga conto anche della pensione di invalidità e/o dell’indennità di accompagnamento.

«C’è una sentenza del Consiglio di Stato che parla chiaro: – aggiungono i consiglieri – le pensioni di invalidità e/o dell’assegno di accompagnamento non devono fare cumulo sull’ISEE mentre il regolamento del Comune di Asti le considera un reddito. Questo è inaccettabile».

Le richieste

Revoca immediata dei nuovi criteri di assegnazione dei contributi sulla Vita Indipendente, apertura di un tavolo di lavoro, insieme ai rappresentanti delle associazioni preposte, per identificare i nuovi parametri di accesso al contributo e un Consiglio comunale aperto «al fine di discutere i temi della disabilità nel suo complesso e delle azioni che l’Ente pubblico deve mettere in campo per garantire piena dignità e libertà di autodeterminazione alle persone portatrici di handicap» sono le richieste mosse dai consiglieri presenti in conferenza stampa ai quali si aggiungono i colleghi Maria Ferlisi e Giuseppe Dolce (PD) con Massimo Cerruti e Davide Giargia (M5S).

«Se l’assessore Cotto vuole puntare all’assistenzialismo e a fare l’elemosina ha commesso un grande errore – conclude la consigliera Quaglia – I progetti che già ci sono devono essere garantiti, poi è giusto aprire il bando a nuovi soggetti, ma quella delibera è un pasticcio e siamo pronti a dare battaglia nell’interesse dei disabili e dei loro diritti». di Riccardo Santagati.

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dicembre 28, 2017

“Skoda: aggiornamenti in vista per la Fabia R5”

Quello che si preannuncia nel 2018 è un mondiale Wrc2 davvero combattuto. Con l’ingresso di Citroen e Volkswagen, seppur non da inizio stagione, il parterre dei costruttori si allargherà ulteriormente con nuove vetture e costruttori ufficiali. Motivo più che valido per i campioni del mondo in carica, il team Skoda Motorsport, per non farsi trovare impreparati alla grande sfida che li attende nella prossima stagione.

La squadra ceca ha infatti programmato alcuni miglioramenti mirati alla loro Fabia R5, vettura leader nel panorama Wrc2. Fulcro dello sviluppo è il motore, come confermato da Ales Rada, direttore tecnico di Skoda Motorsport. L’obiettivo consiste nell’omologare nuovi alberi a camme per garantire più potenza e coppia oltre ad una maggiore fascia di potenza utilizzabile, usufruendo quindi di tutti e cinque i gettoni disponibili per gli aggiornamenti alla vettura.

Queste novità verranno poi messe a disposizione anche per i clienti che, proprio con la Fabia R5, hanno vinto tre dei sei campionati regionali con validità Fia. I numeri vincenti non si fermano certo qui, dato che i piloti ad aver vinto un titolo in Europa in questo 2017 con la Fabia sono stati ben dodici, contro i quattro per i driver al volante delle Ford Fiesta R5, tre per quelli con le Citroen DS3 R5, due per Hyundai i20 R5 ed uno, il nostro Paolo Andreucci, con un esemplare di Peugeot 208 T16.

Inoltre, considerando le somiglianze con la nuova Polo R5, tra cui proprio il propulsore 1.8 che viene adattato a 1.620 cc di cilindrata per gli esemplari da competizione, sarà interessante vedere se questi sviluppi verranno adottati anche dalla vettura di Wolfsburg. Anche se la Polo non ha ancora percorso un chilometro di gara. Ma la vettura ceca non sembra essere l’unica in attesa di sviluppi per la stagione 2018.

In casa Hyundai, hanno infatti ancora cinque gettoni a disposizione da utilizzare sulla i20 R5 entro l’estate mentre non sono da escludere importanti novità anche in casa Ford. Nell’estate 2018 la Fiesta compirà cinque anni di vita e, considerando il nuovo supporto di Ford nel programma Wrc, non è da escludere un possibile nuovo modello della casa americana.

Insomma, staremo a vedere, ma quel che è certo è che il mondiale Wrc2 2018 si preanuncia davvero imperdibile.

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dicembre 18, 2017

“Wrc: Juho Hanninen confermato tester Toyota per il 2018”

Che la carriera di Juho Hanninen fosse in una fase critica non lo scopriamo di certo oggi. Dopo la stagione appena conclusa nel ruolo di pilota ufficiale Toyota, il finlandese sarà costretto a tornare alle “origini”, riprendendo il suo compito di tester del team nipponico.

Questa situazione si è indubbiamente creata con l’ingaggio di Ott Tanak per la prossima stagione, operazione che ha messo Juho alla porta sin dal Rally d’Australia di quest’anno, quando il team Toyota si è presentato con due sole Yaris. E’ facile comprendere che, a trentasei primavere, le occasioni per Hanninen di disputare un’altra stagione od anche solo qualche gara con una vettura ufficiale sembrano ridotte al lumicino.

A dir la verità le ultime gare del finlandese non erano state poi cosi’ disastrose. Dopo la prima parte di stagione costellata di errori e ritiri è infatti arrivato il podio nel Rally Finlandia, seguito da due ottimi quarti posti in Germania e Spagna. Risultati che però, a giudicare dalla decisione di Tommi Makinen e soci, sono arrivati troppo tardi. A rendere ancor più complicato il futuro di Hanninen ci si è messa la faccenda legata al suo copilota, Kaj Lindostrom, candidato ad un ruolo di dirigenza nel Toyota Gazoo Racing Team.

E adesso Juho dovrà riprendere da dove iniziò la sua avventura con la casa nipponica, ovvero dal ruolo di tester. Una funzione che, come evidenziato più volte da Makinen, è risultata fondamentale nella stagione di rientro di Toyota nel mondiale rally, tanto da premiare il suo pilota con un sedile ufficiale. E che con le ambizioni che ruotano attorno alla squadra per il 2018, potrebbe esserlo ancora di più.

Ovviamente Juho Hanninen si è dichiarato amareggiato per questa decisione, ma si è anche assunto le responsabilità dei tanti errori commessi nella prima parte di stagione con la consapevolezza che trovare un sedile ufficiale sarà un’impresa più che ostica.

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dicembre 18, 2017

“Treni disabili: come prenotare i servizi di assistenza della Sala Blu”

I servizi di assistenza di RFI della Sala Blu nelle stazioni ferroviarie rappresenta spesso e volentieri l’ancora di salvataggio per le persone con disabilità e a ridotta mobilità che vogliano viaggiare in treno in Italia: su questi servizi alla prova dei fatti abbiamo ospitato un paio di anni fa una bella testimonianza diretta  che ne racconta pro e contro. Nel frattempo non sappiamo quanto sia migliorata l’accessibilità delle stazioni ferroviarie italiane, anche se dovrebbero esserci alcune interessanti novità nel prossimo futuro, con l’annuncio di un investimento per eliminare le barriere architettoniche presenti nelle stazioni ferroviarie italiane.

nelle scorse settimane è stata annunciata una ulteriore novità che dovrebbe migliorare la vita dei cittadini con disabilità che viaggiano in treno: la possibilità di prenotare i servizi della sala Blu anche online. La novità riguarda una vasto numero di viaggiatori di tutte le società ferroviarie che operano sulle linee e nelle stazioni gestite da RFI: nel 2016 sono stati oltre 300mila i servizi di assistenza erogati dalle Sale Blu alle persone a ridotta mobilità. Nei primi nove mesi del 2017 quasi 240mila.

SALA BLU ONLINE – Attivo su salabluonline.rfi.it, Sala Blu on line è un sistema che consente di prenotare via web i servizi di assistenza per le persone con disabilità e a ridotta mobilità. La prenotazione deve essere fatta con un preavviso minimo di 24 ore. La nuova sezione – progettata secondo i criteri dell’accessibilità e dell’usabilità dei sistemi informatici – è stata preventivamente testata dalle principali associazioni di categoria e ha ricevuto la certificazione della Fondazione ASPHI Onlus, che promuove l’utilizzo delle tecnologie digitali a supporto delle persone con disabilità.
Registrando nel portale i propri dati anagrafici, esigenze di viaggio e contatti si potranno mantenere in memoria le proprie credenziali e accedere al servizio quando necessario.

SALE BLU E STAZIONI – Attraverso questo nuovo canale online si punta a far risparmiare tempo e fatica al viaggiatore che intenda usufruire dei servizi messi a disposizione nel circuito servito dalle Sale Blu, comprensivo di oltre 270 stazioni su tutto il territorio nazionale, che opera attraverso 14 centri presenti nelle principali stazioni italiane di Ancona, Bari, Bologna, Firenze Santa Maria Novella, Genova Principe, Messina Centrale, Napoli Centrale, Reggio Calabria, Roma Termini, Torino Porta Nuova, Trieste Centrale, Venezia Santa Lucia e Verona Porta Nuova.
Le sale Blu sono aperte tutti i giorni dalle 6:45 alle 21:30.

COME PRENOTARE I SERVIZI – Oltre alla nuova modalità online di prenotazione dei servizi di assistenza Sala Blu, rimangono attivi anche tutti gli altri canali preesistenti:
•    invio di una mail ad una delle 14 Sale Blu almeno 24 ore prima del servizio desiderato;
•    recarsi direttamente in una della 14 Sale Blu dalle ore 6:45 alle 21:30 tutti i giorni, festivi inclusi;
•    telefonare a una delle 14 Sale Blu dalle ore 6:45 alle 21:30 tutti i giorni, festivi inclusi, tramite:
o    numero verde gratuito 800 90 60 60  da telefono fisso;
o    numero  nazionale  a tariffazione ordinaria 02.32.32.32  da telefono fisso e mobile.

Si ricorda che per i viaggi internazionali le richieste di assistenza devono essere inoltrate tramitee-mail  alla Sala Blu di riferimento delle stazioni fermata dei treni internazionali prescelti oppure alla Sala Blu di Roma Termini (SalaBlu.ROMA@rfi.it) tramite fax al numero 00 39 06 47308579 almeno 48 ore prima del viaggio.

Per info sui servizi delle Sale Blu: www.rfi.it
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dicembre 15, 2017

“Rally Rewind: il Rally del Salento in cinque video”

Si torna a parlare di Cir in questo capitolo della rubrica Rally Rewind. Quinto appuntamento del campionato italiano rally, il Salento è stata la quarta gara su asfalto dopo la prima terra stagionale dell’Adriatico. Riviviamola nei consueti cinque video.

La gara pugliese è tornata nel calendario tricolore dopo diversi anni di assenza proprio in occasione del suo cinquantesimo anniversario. Protagonista del campionato italiano Wrc nelle scorse edizione, il Salento ha rivisto sulle proprie strade i maggiori esponenti della serie italiana. Omaggiamoli con questo video di highlits:

La gara, contraddistinta per la verità da pochi iscritti, è subito caratterizzata da diversi episodi decisivi per l’epilogo finale. Tra di essi bisogna menzionare l’errore di Kalle Rovanpera, alle sue prime apparizioni sugli asfalti italiani con la Peugeot 208 T16, ed autore di un incidente dovuto ad un sasso trovato in piena traiettoria. Riviviamo quel momento con il video onboard dalla Peugeot del finlandese:

Altro protagonista mancato nelle zone alte di classifica è stato Umberto Scandola, reduce proprio dalla vittoria nell’appuntamento precedente dell’Adriatico. Il pilota Skoda ha commesso un errore che è risultato poi decisivo non solo per la gara pugliese ma anche per l’esito del campionato. Gustiamoci comunque il sempre garantito spettacolo dall’interno della Skoda Fabia R5 di Scandola-D’Amore:

Autore di una gara solida è stato invece Paolo Andreucci che, con la fida Anna Andreussi alle note, ha conquistato la seconda vittoria stagionale sugli asfalti pugliesi. Una gara condotta magistralmente dal toscano, che proprio in Salento ha messo una piccola ma importante mattonella per la conquista del decimo titolo italiano. Andiamo a rivivere qualche momento saliente della sua prestazione:

Tra gli altri protaonisti indiscussi troviamo anche Simone Campedelli, autore di una performance convincente in Salento. Esattamente come Antonio Rusce che, complice i pochi iscritti ed i vari errori dei suoi avversari, ne ha approfittato per agguantare un bel podio assoluto. Gustiamoceli tutti assieme in alcuni attimi di una delle prove speciali del Rally del Salento 2017:

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