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novembre 6, 2019

“È il 5 novembre, Anonymous va all’attacco della politica”

HANNO bucato la prefettura di Napoli, l’ordine degli avvocati di Arezzo, Grosseto e Perugia, l’agenzia per l’Ambiente in Abruzzo e Puglia e molti altri siti. Gli anonymous italiani per celebrare la ricorrenza del 5 novembre – la data della Congiura delle polveri che ha prodotto la maschera di Guy Fawkes divenuta celebre col film V per Vendetta –  hanno reso pubblici i dati relativi a enti e istituzioni dei quali hanno violato centinaia di database. Con una novità, la distribuzione dei filmati di alcuni apparati di sorveglianza privati che immortalano diversi momenti di vita dentro e fuori i palazzi del centro di Roma, tra questi il Pantheon. Gli hacker hanno anche rivendicato un attacco informatico alla Camera dei deputati ma i responsabili del sito istituzionale negano che sia avvenuta un’intrusione nel loro sistemi. Guy Fawkes Condividi   Con una divulgazione scandita nel tempo gli hacker attivisti avevano cominciato due giorni fa rendendo pubblici nomi, email, telefoni di iscritti e appartenenti ad enti e agenzie di controllo in campo ambientale per protestare contro la malagestione e inquinamento. A questo proposito ieri avevano diffuso i leak relativi alla documentazione ambientale trafugata alle Arpa regionali, le agenzie per la protezione e la tutela dell’ambiente in cui ci sarebbero perfino documenti compromettenti circa la presenza di amianto nelle varie regioni d’Italia.   Tutto qui? Forse. Stavolta però gli Anonymous prendono in contropiede le critiche e affermano che è inutile criticare il loro modo di fare se non si è pronti a prendere in mano le redini della propria vita e deciderne la direzione. Stavolta i defacciamenti dei siti web, le tabelle e i database divulgati non sono la scusa per denunciare la scarsa sicurezza di siti pubblici e la cattiva abitudine di non crittografare in maniera forte i dati di accesso alle risorse presenti sul web. Che pure ci sono. Stavolta la rivendicazione è più politica che mai. E arriva via Twitter e sul loro sito italiano: “Con le nostre azioni non cerchiamo di cambiare il mondo, ma dare una voce a quelle persone che non vengono mai ascoltate”. Il comunicato di Anonymous è diretto contro la politica dei partiti e dei loro leader, incapaci secondo gli attivisti di cambiare alcunché. E in effetti ne hanno per tutti, per Trump e Bolsonaro e le loro “scellerate” politiche ecologiche, per l’Europa e la Turchia di cui denunciano il massacro dei curdi. Ma allo stesso tempo inneggiano a un mondo “senza queste oscenità” in cui riconoscono il valore dello sforzo di persone come Edward Snowden e Julian Assange. “Il 5 novembre non è solo il giorno in cui danno V per Vendetta in televisione, ma è un giorno di ribellione. Ribellione contro gli stati malati approfittatori e corrotti che ormai sembrano essere un cliché delle noste nazioni”. Alle rivelazioni di Anonymous Italia si aggiungono quelle di un altro gruppo, LulzSec ITA che, sempre su Twitter, ha annunciato: “Ci uniamo al #FifthOfNovember rendendo pubbliche carte d’identità, passaporti, patenti, tabulati telefonici e carte di credito del gestore telefonico Lyca Mobile. Ovviamente una piccolissima parte, il resto ce lo teniamo”. Si tratta di 2 Gigabyte di documenti, per una verifica ci vorrà molto tempo. Intanto c’è qualcuno che ipotizza che dentro quei documenti piazzati in rete per il ludibrio di chiunque, si possano nascondere dei virus. Ma non sono in molti a crederci. È l’ottavo anno che gli Anonymous il 5 novembre festeggiano così la Million Mask March, la “Marcia del milione di maschere” detta anche “Operazione Vendetta”, per invitare i cittadini a “circondare” i parlamenti in maniera simbolica e letterale, presentandosi in piazza in centinaia, migliaia, come nel film omonimo e pretendere un cambiamento radicale nelle politiche sociali, del lavoro e dell’ambiente. Da sempre contro la guerra, il movimento di hacker attivisti che si riconosce in Anonymous, nato per contrastare la chiesa di Scientology, anche quest’anno si è presentato con una mappa di circa 200 mobilitazioni e appuntamenti in tutto il mondo per protestare contro razzismi, sovranismi e violenze della polizia. Nel 2013 a Londra furono arrestati 53 attivisti e nelle Filippine nel 2015 furono messi fuori uso circa 30 siti governativi mentre in questi giorni non è stato infrequente individuare fra i manifestanti di Hong Kong e Beirut la maschera di Guy Fawkes. Negli anni scorsi la protesta si è spostata sempre di più sul web, ma gli anonynous italiani continuano ancora a usare forme tradizionali di protesta come nell’operazione Paper Storm in cui invitavano tutti a stampare volantini e adesivi che inneggiano alla rivolta.

Questo articolo lo trovate su sito Repubblica

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maggio 20, 2015

“Blitz contro Anonymous, arrestati due hacker nel Nord Italia”

Il volto anarchico di Anonymous è stato smascherato. Due hacker del gruppo di terroristi della rete vicini all’area anarchica sono stati arrestati durante la notte nel Nord Italia: erano responsabili dell’oscuramento di diversi portali web istituzionali, tra cui alcuni ministeri, e dell’esfiltrazione di dati sensibili e della posta elettronica di moltissimi cittadini. Uno di questi su Twitter era noto come Otherwise e si occupava all’interno del gruppo Anonymous, con la complicità di altri hacktivisti ancora da identificare, degli attacchi alla Polizia di Stato, alla Regione Piemonte e, di recente, al ministero della difesa e alla biglietteria di Expo.

Tradito dal Wi-Fi, a cui si è connesso una sola volta senza fare attenzione alle precauzioni, l’hacker Otherwise – che aveva rivendicato l’attacco online ad Expo su Twitter – è stato individuato dal Servizio centrale della polizia e proprio a causa di questo errore le indagini, condotte dalla Procura della Repubblica di Roma, hanno portato direttamente a lui e ai suoi complici. L’operazione – chiamata Unmask – incominciata già alcuni mesi fa, ha avuto il suo culmine con il blitz nella notte a Torino, Sondrio, Livorno e Pisa: ha portato oltre all’arresto di due hacker, alla denuncia di un’altra persona per associazione a delinquere finalizzata al danneggiamento di sistemi informatici e di altre due persone per favoreggiamento. Sono ancora in corso perquisizioni. Il volto di Anonymous, tradito da un errore banale per un informatico che ha fatto tremare il web e le istituzioni, ha dunque incominciato a prendere forma.

Questo articolo lo trovate su sito Macity

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