“Da metà 2020 si potranno ricaricare le carrozzine elettroniche nelle stazioni di ricarica delle auto elettriche Enel X”

Da giugno 2020 si potranno ricaricare le carrozzine elettriche anche alle stazioni di ricarica delle auto elettriche, dotandosi si un cavo che sarà messo in commercio da Enel X la prossima primavera. Il dispositivo, che permetterà alle persone con disabilità di ricaricare la propria sedia a rotelle anche quando si è fuori casa, si chiama JuiceAbility ed è stato presentato in questi giorni a Las Vegas al CES – Consumer Electronics Show -, la più importante manifestazione dedicata all’hi-tech. COME FUNZIONA JuiceAbility consiste in un cavo intelligente e una app: grazie a questo dispositivo, verranno riconosciute le batterie delle carrozzine elettriche, e sarà possibile connetterle al sistema di stazioni di ricarica dei veicoli elettrici dislocati sul territorio. JuiceAbility è compatibile con tutte le sedie a ruote elettriche attualmente in commercio e con qualsiasi colonnina di ricarica Enel X equipaggiata con la presa Tipo 3A. In questo modo le persone con disabilità motorie che usano la carrozzina elettrica potranno usufruire di una rete di oltre 11.000 stazioni di ricarica attualmente in uso per ricaricare le macchine elettriche, fa sapere Francesco Venturini, Responsabile di Enel X. COME RICARICARE Per ricaricare la propria carrozzina quando si è in giro si dovranno seguire questi passaggi: 1. Avviare la app JuicePass 2. Trovare la colonnina più vicina 3. Prenotare la presa 8per essere sicuri di trovarla libera) 4. Collegare JuiceAbility alla sedia attraverso il caricabatteria 5. Avviare la ricarica 5. Sbloccare il cavo e interrompere la ricarica attraverso la app quando si è raggiunto il livello di carica desiderato. DOVE ACQUISTARLO Il dispositivo può essere preordinato subito sul sito www.enelxstore.com, mentre le primeconsegne partiranno da giugno di quest’anno. JuiceAbility si inserisce nell’ambito della collaborazione di Enel X con la startup italiana Avanchair, e ha ricevuto il riconoscimento quale “buona prassi” da parte dell’ANGLAT.

Questo articolo lo trovate su sito Disabili.com

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