Archive for settembre, 2018

settembre 28, 2018

“Coppa Italia – In 123 al via del Rally del Rubinetto”

Il Rally del Rubinetto organizzato dalla Pentathlon Motor Team in collaborazione con la New Turbomark si conferma una delle gare più sentite a livello nazionale. La corsa novarese che animerà gli asfalti attorno al Lago d’Orta tra sabato 29 e domenica 30 settembre, ha infatti richiamato le attenzioni di moltissimi concorrenti che non hanno voluto perdersi l’ultimo round del trofeo indetto da Pirelli insieme con gli organizzatori della Prima Zona.

Nomi e numeri importanti- I numeri rappresentano la quantità mentre i nomi la qualità: tra i ben 123 iscritti figurano 5 vetture World Rally Car e nientemeno che 15 R5: se non è record, poco ci manca. Il bello è, soprattutto per il pubblico, che seduti su questi bolidi siederanno driver eccellenti pronti ad accendere la miccia della sfida: Alessandro Gino, Mauro Miele e Silvano Patera utilizzeranno delle Ford Fiesta Wrc mentre Simone Miele e Giorgio Dissegna delle Citroen DS3 Wrc.

Ricco il piatto delle R5 dove figurano “calibri” come Caffoni, Marasso, il francese Puppo e Pinzano su Skoda Fabia, Chentre e Vagli su Citroen DS3 o ancora Riccio, Lombardi, Pettenuzzo e Fornara su Ford Fiesta.

Non meno interessanti sono le altre classi con la S1600 che può vantare l’asso mondiale Luca Bottarelli (che partirà con il numero 3 per via delle priorità acquisite) oltre a Pizio, Peruccio e Pastore tutti su Renault Clio. Novero di pretendenti molto ampio anche in R3 dove Nuara, Montagna, Pelgantini, Calvetti e Dinetti si daranno battaglia come del resto è lecito aspettarsi dai numerosi iscritti della R2: Giordano, Fiore e Craviotto sembrano i principali indiziati al successo. Guai a trascurare la A7 dove Piola, Maran, Bestetti e Marignan avranno mire anche nella top ten assoluta grazie alle loro Renault Clio Williams.

Cliccando su questo link è possibile accedere all’elenco iscritti.

Commento degli organizzatori – A manifestare tutta la sua soddisfazione è Silvano Faggio, presidente della Pentathlon Motor Team nonché assessore al Comune di San Maurizio d’Opaglio:

“Dopo i 116 dello scorso anno non pensavamo di poter migliorarci ancora ed invece siamo stati ripagati con un altro bellissimo successo numerico. Siamo felici perché solo pochi anni fa il nostro rally era dato per spacciato: amministrazioni ostili, permessi e concorrenti che faticavano ad arrivare… Abbiamo lavorato sodo ed in sinergia con New Turbomark coinvolgendo le realtà locali, gli enti e le scuderie e questo è il risultato!”

Programma:

Dopo le verifiche di venerdì e sabato (presso il centro +Sport di San Maurizio d’Opaglio), i concorrenti affronteranno lo shakedown facoltativo sul tratto che unisce Pogno con Bugnate. La partenza avverrà alle 15.31 dalla ditta F.lli Pettinaroli mentre dalle 16.02 si inizierà a fare sul serio con la Ps 1 Gianni Piola che verrà poi ripetuta alle 19:41. La new entry “Città di Borgosesia” (Rozzo-Caneto) partirà invece alle 17:04 e con il buio a rendere più intrigante la sfida, alle 20:43. Domenica spazio alla Valduggia (9:25 e 16:31) che aprirà e chiuderà la giornata, alla Prelo (ore 10:19 e 14:05) e al Mottarone (10:56 e 14:42). L’arrivo è programmato alle 16:59 a San Maurizio d’Opaglio nella piazza 1° maggio antistante il municipio.

Questo articolo lo trovate su sito Rallyssimo
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settembre 28, 2018

“Il software italiano che traduce il Talmud”

LA TECNOLOGIA al servizio della storia. Il moderno, anzi il futuro, che si sposa con l’antico e fa rivivere uno dei testi sacri più famosi e vilipesi, cancellati e mandati al rogo, offesi e sporcati dall’intolleranza. Il Talmud Babilonese, un testo fondamentale della cultura ebraica, è scritto in aramaico antico. Raccoglie insegnamenti su un arco di oltre duemila anni, fino al V-VI secolo dopo Cristo. Tradurlo integralmente, visto che si parla di 5.422 pagine, per la cui comprensione non è sufficiente una semplice lettura, è poco meno (o poco più, dipende dai punti di vista) di un’impresa. Non a caso le traduzioni talmudiche integrali, fino a oggi, erano solo quelle in tedesco, inglese ed ebraico moderno.
Adesso, grazie a un software unico al mondo messo a punto dal Cnr e a un pool di una novantina di esperti e traduttori, il libro sacro dell’ebraismo si può leggere anche in italiano.

Dopo aver presentato il progetto al capo dello Stato Sergio Mattarella e al presidente dello Stato di Israele, adesso è la volta di una cerimonia solenne alle Nazioni Unite. Al Palazzo di Vetro, nel contesto di “Innovation and Technology foster inclusion and intercultural dialogue” inserito nei lavori della 73ma Assemblea Generale dell’Onu, il compito di illustrare il Talmud Project è affidato alla professoressa Clelia Piperno, costituzionalista presso l’Università di Teramo, che una decina di anni fa ebbe l’idea di tradurre il testo e chiese aiuto al Cnr dopo aver raggiunto un accordo con il governo e il Miur.

Il sistema Traduco è stato messo a punto dall’Istituto di linguistica computazionale “Antonio Zampolli” del Cnr di Pisa in stretta collaborazione con l’équipe coordinata dall’Ucei e il Collegio rabbinico italiano. Il software integra complessi algoritmi per il trattamento automatico del testo e della lingua. Sostanzialmente, il sistema può essere utilizzato attraverso un semplice browser senza necessità di installare software ad hoc e quindi consente di far lavorare simultaneamente gli utenti da qualsiasi parte del mondo. Traduco si “autoalimenta” sulla base del repertorio di traduzioni già effettuate. Dopo diversi anni di lavoro, la memoria è oggi così ricca da consentire al sistema di suggerire automaticamente, una volta su due, una traduzione esatta.

“La cosa più importante – riprende la professoressa Piperno – è che Traduco software consente di tradurre il Talmud in qualsiasi lingua. Un passo avanti notevole per un libro che, nei secoli, ha rischiato seriamente di andare perduto”.

Confische, censure, roghi. Il testo sacro dell’ebraismo ne ha passate davvero di tutti i colori. Ma ogni volta gli sforzi degli inquisitori sono stati vani. Persino la Chiesa ha provato a spegnere questa voce: celebre il grande falò di piazza del Campo, a Roma, quando Giulio III ordinò di distruggere tutte le copie del Talmud.

“Alle Nazioni Unite dico solo una cosa – conclude la professoressa Piperno – E cioè che ancora una volta il genio italiano ha prodotto un lavoro di eccellenza mondiale. E’ questo il nostro orgoglio più grande”.

Questo articolo lo trovate su sito Repubblica
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settembre 27, 2018

“Non solo il web ma anche le app mobile dovranno essere accessibili”

Entra in vigore oggi, 26 settembre 2018, la cosiddetta “Riforma dell’attuazione della direttiva (UE) 2016/2102 relativa all’accessibilità dei siti web e delle applicazioni mobili degli enti pubblici” (Decreto Legislativo n. 106 del 10 agosto 2018), che recepisce la direttiva europea che prevede l’obbligo di accessibilità per i siti web e le app mobile nonché ulteriori obblighi tra cui la pubblicazione della dichiarazione di accessibilità.

Il D.L. interviene a modificare la cosiddetta Legge Stanca (n.  4 del 9 gennaio 2004) e, oltre ad agire a livello terminologico sulla parola “disabili”, che diventa ovunque nel testo “con disabilità”, tutela e garantisce, in particolare, il diritto di accesso ai servizi informatici e telematici della pubblica amministrazione e ai servizi di pubblica utilità da parte delle persone con disabilità.

L’aggiornamento si concentra in particolare sull’ampliamento di questa tutela, affiancando alla tutela relativa all’accessibilità dei siti interne, anche quella da rispettare nelle app mobile, sempre più utilizzate non solo dai privati ma anche dalle P.A.

“Sono accessibili – si legge nel testo del Decreto – i servizi realizzati tramite sistemi informatici, inclusi i siti web e le applicazioni mobili, che presentano i seguenti requisiti: a) accessibilità al contenuto del servizio da parte dell’utente; b) fruibilità delle informazioni offerte […]”.

L’approvazione del D.L. giunge a pochi giorni di distanza dalla pubblicazione della traduzione italiana delle Linee guida per l’accessibilità dei contenuti Web 2.1, che hanno sostituito la precedente versione “WCAG 2.0”, inserendo specifiche tecniche per l’accessibilità dei siti e delle applicazioni mobili.

La versione in lingua inglese delle WCAG 2.1 era stata pubblicata il 5 giugno scorso sotto forma di Raccomandazione dal W3C, l’organizzazione non governativa internazionale che ha come scopo quello di sviluppare tutte le potenzialità del World Wide Web e che dunque, in ambito di accessibilità, ha sviluppato uno standard omonimo. C’è voluto poi qualche mese perché fossero diffuse le traduzioni nelle diverse lingue, in quanto queste sono state affidate a gruppi di esperti, con coordinatori designati direttamente dallo stesso W3C.

Le Linee guida per l’accessibilità dei contenuti Web 2.1 sono un documento molto tecnico, utile prevalentemente agli sviluppatori di software, in cui sono spiegati nel dettaglio modalità e criteri da utilizzare per progettare e realizzare siti web e applicazioni mobili, che siano accessibili e usabili da tutti senza discriminazioni, anche da coloro che, per esigenze personali, utilizzino tecnologie assistive o configurazioni particolari.

Questo articolo lo trovate su sito Disabili.com

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settembre 27, 2018

“Ha rubato 1TB di dati dai server Apple, condannato il ragazzo hacker”

Solleva ancora clamore il caso del ragazzo hacker australiano che, all’epoca ancora minorenne, è riuscito ad accedere illegalmente ai server Apple, sottraendo ingenti quantità di dati sensibili degli utenti di Cupertino. Apple si è affrettata a comunicare che «Nessun dato degli utenti è stato compromesso», ma la notizia che un ragazzino fosse riuscito a penetrare i server Apple sottraendo 90GB di dati ha fatto il giro del mondo.

Ora scatta la condanna per il ragazzo hacker e con la sentenza emergono ulteriori dettagli. Innanzitutto è stato appurato che i dati trafugati non erano 90GB bensì 1TB. Una mole di informazioni che gli investigatori ritengono sensibili sia per la privacy che dal punto di vista commerciale.
Ha rubato 1TB di dati dai server Apple, condannato il ragazzo hacker

Nonostante all’epoca dei fatti il ragazzo hacker fosse minorenne l’attacco è stato valutato dal giudice come «Serio, prolungato e sofisticato». Gli attacchi che hanno fruttato l’accesso non autorizzato a quello che senza dubbio è uno dei server più sicuri e meglio custoditi dell’industria, sono avvenuti tra giugno 2015 e novembre 2016, e poi ancora nell’aprile del 2017. Oltre al ragazzo incriminato e condannato è stato individuato un amico collaboratore più giovane, ma non si esclude ancora che possano essere coinvolti altri elementi.

L’avvocato difensore ha sempre dichiarato che il ragazzo hacker è penetrato nei server Apple perché affascinato dalla multinazionale di Cupertino. Nelle dichiarazioni rilasciate dall’adolescente, ora maggiorenne riportate da Bloomberg, emerge la stessa posizione: ottenere l’accesso illegale ai server Apple e ai dati era visto come un gioco, per simulare di essere due dipendenti Apple.

Ragazzo hacker entra nei server Apple, ruba account utenti e 90 GB di datiPer l’accesso ai dati e la loro modifica in Australia la legge prevede fino a 10 anni, oppure fino a 2 anni per accesso non autorizzato, ma questo per gli adulti. Il giudice ha dichiarato che in questo caso il tribunale avrebbe potuto condannare fino a 2 anni per la prima accusa e fino a 12 mesi per la seconda. Ma tenendo presente l’obiettivo della riabilitazione e la dimostrazione di pentimento e collaborazione del ragazzo hacker la condanna inflitta è stata decisamente molto più mite: 10 mesi di libertà vigilata.

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settembre 26, 2018

“HP Tango, la stampante che sembra un libro pronta per i controlli vocali”

HP Tango svecchia il concetto delle stampanti: grazie alle dimensioni compatte e alle cover di qualità si abbina alla perfezione ai libri su mensola e scaffali, è già pronta per essere gestita con comandi vocali e in USA viene proposta con un abbonamento che spedisce direttamente a casa le cartucce di inchiostro sostitutive.

Misura circa 38 x 20 x 7,6 centimetri, quindi rispetto alle stampanti tradizionali risulta un po’ più compatta, un po’ più elegante grazie al design sobrio con angoli tutti smussati. La differenza è data però dalle cover di qualità abbinate, in tessuto, in lino e persino di sughero. Quando la stampante è racchiusa in una delle sue cover si abbina perfettamente ai libri: osservandola di costa in una libreria rischia persino di essere scambiata per un volume, anche se decisamente massiccio.

Come tutte le stampanti a getto di inchiostro di ultima generazione, HP Tango funziona praticamente da qualsiasi dispositivo ed è pensata soprattutto per le stampate occasionali avviate da smartphone e tablet, anche via Internet ovunque l’utente si trovi. È anche già predisposta per essere azionata tramite comandi vocali impartiti con praticamente tutti gli assistenti vocali, tranne uno: è infatti predisposta per funzionare in abbinamento ad Alexa, Assistente Google e Cortana, all’appello manca purtroppo Siri di Apple.

Chi acquista HP Tango può scegliere se abbonarsi o meno al sevizio HP Instant Ink per la fornitura a domicilio automatica di cartucce di inchiostro, con prezzi in base al numero delle pagine stampate al mese.
HP Tango, la stampante che sembra un libro pronta per i controlli vocali

È disponibile anche un piano gratuito per 15 pagine al mese che costa 1 euro di rinnovo per set di 10 pagine. Gli abbonamenti mensili partono da 2,99 euro per 50 pagine al mese, 100 pagine a 4,99 euro e 300 pagine a 9,99 euro al mese, prezzi che includono sia le cartucce bianco e nero che quelle a colori.

Il costruttore dichiara che chi si abbona ottiene in pratica le cartucce a domicilio a un prezzo fino al 70% inferiore rispetto ai prezzi di listino. Nel conteggio delle pagine stampate mensili, che viene monitorato a distanza da HP per provvedere ai rifornimenti automatici, non vengono conteggiate le stampe delle foto 18×13 cm.

In USA HP Tango è proposta a 149 dollari senza cover e anche a 199 dollari con una cover inclusa nella confezione. HP Tango è indicata in arrivo presto in Italia: nel momento in cui scriviamo non sono disponibili prezzi e data di lancio per il nostro Paese.

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settembre 26, 2018

“Xiaomi Mi Notebook, il portatile 15’’ con 1 TB di capacità”

Chi cerca un computer portatile potente e predisposto per l’uso da ufficio potrebbe trovare il giusto compromesso in Xiaomi Mi Notebook, una soluzione che strizza l’occhio alla produttività.

Con chassis in metallo, è dotato di processore Intel Core i5-8250U di ottava generazione raffreddato da ben due ventole, 4 GB DDR4 di RAM (espandibile fino a 32 GB) e scheda video dedicata GeForce MX110 con 2 GB di RAM dedicata. Offre un disco SSD da 128 GB per sistema operativo e software più utilizzati accompagnato da un secondo disco rigido da ben 1 TB da dedicare all’archiviazione di tutti gli altri dati.

Lo schermo è da 15.6’’, sufficientemente ampio per garantire la massima flessibilità in rapporto ad una ottima portabilità. La risoluzione è Full HD pari a 1.920 x 1.080 pixel ed una nitidezza che – dichiara il produttore – è di 1,5 volte superiore a quella di un monitor da 24’’. L’angolo di visione garantito è di 178 gradi.

Xiaomi Mi Notebook, il portatile 15’’ con 1 TB di capacità

E’ dotato di un ampio touchpad che riconosce alcune gesture per velocizzare il lavoro, come ad esempio lo scorrimento a due dita all’interno delle pagine, il pinch per effettuare uno zoom ed altri gesti a 3 o 4 dita per multitasking e altre azioni. Lato produttività fa la differenza anche la presenza del tastierino numerico incorporato.

Per la connettività abbiamo Bluetooth 4.1, WiFi 802.11 ac dual 2.4 GHz / 5.0 GHz, presa HDMI, connessione Ethernet, una USB 2.0 e 2 USB 3.0. Il computer pesa circa 2 Kg e misura circa 38 x 25 x 1,99 centimetri.

Xiaomi Mi Notebook è in vendita su GearBest al prezzo di 575 euro. Per ulteriori informazioni sui costi e tempi di spedizione, eventuali oneri e gestione degli ordini, è possibile consultare il sito del venditore.

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settembre 25, 2018

“RICOH GR III, fotocamera digitale compatta di fascia alta, in anteprima a Photokina 2018”

Un’anteprima della fotocamera RICOH GR III sarà visibile a Photokina 2018, la più grande fiera al mondo del settore per l’imaging e di prodotti fotografici, che si terrà a Colonia, dal 26 al 29 settembre. Questa nuova fotocamera digitale fa parte della serie RICOH GR, gamma di fotocamere compatte digitali di fascia alta, che unisce qualità dell’immagine a un corpo macchina compatto e leggero, ideale per la fotografia nell’uso quotidiano.

Nel corso di oltre 20 anni di storia, la serie in questione ha mantenuto il concetto base di ottimizzazione dei valori essenziali di una fotocamera: qualità d’immagine, portabilità e praticità operativa; il produttore parla di “cambiamenti e perfezionamenti necessari per soddisfare le necessità emergenti” spiegando che i modelli della serie GR sono scelti da numerosi fotografi, professionisti ed amatoriali con esperienza.

Modello della precedente serie GR
Modello della precedente serie GR

La fotocamera RICOH GR III, attualmente in fase di sviluppo, eredita i concetti base della serie GR e incorpora nelle sue componenti principali anche nuovi strumenti, tra cui un nuovo obiettivo 18,3mm (equiv. a circa 28mm nel formato 35mm), F2,8กซF16, un nuovo sensore immagine da 24.2 MP e un processore immagine ad alte prestazioni. Da segnalare: connessione USB-C, WiFi e NFC. Il prezzo non è stato definito ma dovrebbe essere inferiore ai 1000$. Il lancio è previsto per inizio 2019.

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settembre 25, 2018

“Angelo: di nome è di fatto”

Fra queste 38.000 persone c’era anche Angelo 42 anni, un ragazzo che viveva con sua madre Rosa di 86 anni, voglio raccontarvi la loro storia… Ci troviamo a Conselve, un paese della provincia di Padova, era la notte tra l’11 e il 12 settembre dell’anno in corso, verso le 2,30 della notte. Mentre madre e figlio dormivano, un incendio accidentale, partito dal garage che si trovava al piano terra divampava al primo piano. Angelo, accortosi di quello che stava accadendo, riuscì a chiedere aiuto urlando, tanto che un vicino di casa RICORDA PERFETTAMENTE LA SUA VOCE. Fu proprio lui ad aiutarlo chiamando i soccorsi, che arrivarono in squadre da ben due zone: Padova con 3 automezzi, Piove di Sacco con una decina di operatori. I primi ad arrivare sul luogo sono stati i carabinieri, ma impotenti davanti ad un muro di fuoco, hanno dovuto attendere l’arrivo dei pompieri. Le operazioni di spegnimento sono iniziate dal piano terra (pare che a causare l’incendio, secondo la ricostruzione dei fatti siano state delle riserve di pellet). Mentre l’altra squadra, si è preoccupata di salire al primo piano, trovandosi davanti ad una scena tremenda, ma anche molto commovente… Le stanze invase dal fumo, causa della loro morte, arrivati in camera da letto la madre di Angelo, Rosa era già priva di vita, mentre suo figlio era ancora vivo ma le sue condizioni sono apparse subito molto gravi, tant’è che una volta arrivato in ospedale è deceduto. Anche i vigili del fuoco, insieme ai carabinieri hanno fatto dei rilevamenti all’interno della casa, dai quali si è scoperto, che Angelo non soltanto ha cercato di chiedere aiuto gridando, aprendo la finestra, ma pare che abbia cercato di trascinare fuori la madre ma purtroppo non ce l’ha fatta. I soccorritori, dicono di aver fatto tutto il possibile per salvare la vita ad entrambi, ma purtroppo non c’è stato nulla da fare. Fra i soccorritori, c’è la storia del luogotenente Ferracane, amico di famiglia ma soprattutto di Angelo, rimasto anche lui leggermente intossicato nel tentativo di aiutare durante i soccorsi. Il completo spegnimento dell’incendio, è avvenuto solo all’alba, i vicini di casa non sanno darsi pace in quanto si sono sentiti impotenti davanti alla tragedia. Oltre a tutto il paese, un’altra persona che non riesce a perdonarsi, è l’altro figlio di mamma Rosa, che in quel momento si trovava fuori in vacanza, lui condivideva l’abitazione con sua madre e suo fratello. Angelo, frequentava sempre nel suo paese una cooperativa: Alambicco, la quale però ha preferito non rilasciare nessuna dichiarazione, in quanto ragazzi ed operatori sono rimasti fortemente scossi, ciò che riescono a dire è che ERA UN AMICO. Ed è questa la frase che ricorre per tutto il paese, nei confronti di madre e figlio. Questo articolo è stato tratto dal sito del giornale http://www.padovaoggi.it/ ; il 12 settembre 2018. Di solito sono i genitori a preoccuparsi di proteggere i figli, soprattutto se sono colpiti da una disabilità, ma questa storia ci dimostra che Angelo, nonostante le sue difficoltà si è comportato davvero da figlio responsabile e riconoscendo la difficoltà di sua madre, non l’ha voluta abbandonare al suo destino ed ha dato la sua vita per lei.

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settembre 24, 2018

“La bella sorpresa di iOS 12: tutto arrosto e niente fumo”

È passata una settimana da quando è uscito iOS 12, l’ultima versione del sistema operativo di Apple che sembrava dovesse essere un aggiornamento in minore, senza problemi. Anzi, che doveva mettere una pezza sopra i piccoli e meno piccoli problemi di iOS 11. E invece è una sorpresa.

Apple aveva dichiarato che iOS 12 sarebbe stato tutto centrato su performance e stabilità anziché nuove funzionalità. Dopo anni di continui cambiamenti, sia nell’interfaccia che nella grafica vera e propria (con la scelta di stili, composizioni e colori sempre più minimalisti), quella che Apple ha fatto uscire sembrava davvero essere una delle release più limitate e di corta prospettiva di sempre. E invece.

Innanzitutto iOS 12 è un complemento intelligente alla nuova generazione di telefoni e – siamo sicuri – tra poche settimane alla nuova generazione di iPad e iPad Pro. Infatti, a fronte di una serie di innovazioni di hardware e di passaggi piuttosto radicali e inediti sino a questo momento, con l’arrivo oltretutto di applicazioni in realtà virtuale e sistemi di biometria e misura del benessere, iOS 12 porta la stabilità e quella capacità di risolvere i problemi che si erano accumulati negli ultimi due anni: dalla ricezione poco stabile del WiFi ai crash di app fino ai problemi di disegno della grafica di interfaccia nei cambiamenti di orientamento di iPhone X e di altri apparecchi.

La bella sorpresa di iOS 12: tutto arrosto e niente fumo

Fin qui sarebbe già un’opera meritoria, ma c’è di più. iOS 12 infatti introduce anche una serie di novità piuttosto interessanti anche se apparentemente sottotono: automazione (e quindi programmabilità), automazione con Siri, machine learning, realtà aumentata. Tutte cose che Apple sta portando avanti da anni e che, ai tempi di Steve Jobs, sarebbero state presentate come magie. E che invece oggi sono parte della quotidianità dell’ecosistema Apple. Senza contare la privacy, il vero prodotto che Tim Cook sta vendendo con gli apparecchi e i software Apple.

Apple sta cambiando come azienda e cambiano le sue prioprità. A queste si sta aggiungendo il bisogno non solo del rispetto della privacy dei suoi utenti (unica azienda ad averlo messo al centro, Microsoft inclusa), ma anche e soprattutto dell’ambientalismo. Un rispetto del pianeta, e delle sue risorse, che va al di là dell’energia elettrica da fonti rinnovabili (di cui Apple è utente al 100%) o del rispetto della salute della persona offrendo sistemi informatici per aiutarla a mantenere la forma fisica e a curare il suo benessere psico-fisico. No, c’è anche l’aspetto della durata degli apparecchi venduti da Apple.

La bella sorpresa di iOS 12: tutto arrosto e niente fumo

L’anno scorso, con l’uscita del dossier sui telefoni che andavano per disegno logico più piano per evitare spegnimenti improvvisi causa degrado delle prestazioni delle batterie nei picchi di consumo, è nata la teoria della cospirazione che Apple voglia rendere prematuramente obsoleti i suoi apparecchi. Ingenui più che colpevoli, questa volta gli ingegneri di Cupertino hanno lavorato per riunire tutte le fila dei vari progetti attivi: telefoni e computer riciclabili, materiali riusabili, nuovi telefoni costruiti con componenti riciclate, organizzazione per estendere il ciclo di vita dei telefoni e degli altri apparecchi il più possibile.

Il risultato? Il soldato iOS 12 combatte bene la sua battaglia e funziona da iPhone 5s e iPhone SE in sù. questo vuol dire potenziare enormemente il parco dei telefoni usati di Apple, che riacquistano nuova vita. In tutti i confronti che abbiamo avuto, i vecchi telefoni continuano a funzionare più che bene o addirittura a migliorare di performance rispetto a quanto successo con le ultime due generazioni di iOS (10 e 11) sugli apparecchi più vecchi.

A nostro avviso questo è sostanzialmente il pregio maggiore di iOS 12. Rimettere in gioco e dare continuità a vecchi apparecchi. Non è cosa da poco: se non si aggiorna non si possono usare i servizi cloud contemporanei o le app più moderne. Apple fa un gioco pulito, buono, da questo punto di vista. E iOS 12 ne è la migliore prova.

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settembre 24, 2018

“CIR: Le pagelle del Rally Adriatico”

In questo weekend abbiamo vissuto il penultimo appuntamento del Campionato Italiano Rally 2018, nelle Marche, sulla terra, quel fondo assurdamente bistrattato nel nostro paese che però regala spettacolo a non finire…

E non si è rivelato eccezione neanche questo Rally Adriatico 2018 con la lotta Scandola-Campedelli, i finnici sempre nei primi posti della classifica, ed i protagonisti del CIRT nelle zone alte ed altissime di graduatoria a scombussolare i piani dei “big”.

Andiamo a vedere come si sono comportati i protagonisti:

Umberto Scandola, voto 10: Che l’Adriatico fosse la sua gara lo si era capito, però vincere in questa maniera, andando quanto basta senza mai andare “oltre”e senza alcun errore è cosa soltanto da campioni. Ora si ritrova in prima posizione nel Campionato Italiano Rally anche se arriva la gara di casa, che per “Umby” ed i suoi tifosi è sempre stata un’arma a doppio taglio. STAVOLTA LA LANA L’HA FATTA TESSERE AGLI ALTRI

Simone Campedelli, voto 9.5: Che dire, il romagnolo questa volta, ha fatto un’altra bella gara: pulita, precisa costante a pochi secondi da uno Scandola davvero irresistibile in certe condizioni… Ora anche lui va a Verona con la consapevolezza di potersi giocare il titolo, anche se dovrà sudare un po’ di più degli altri. Se non fosse stato per qualche ritiro “gratuito”… IMPECCABILE, O QUASI

Nicolò Marchioro, voto 9.5: Il padovano ha già dimostrato di cosa sia capace, ma nel day2 di questo Adriatico ha alzato ancor più l’asticella delle sue prestazioni, ancora una volta eccellenti, che gli permettono di giocarsi il titolo CIRT, ma non solo…sperando in un bel programma per il 2019…GIOVANI RAMPANTI CRESCONO

Andrea Crugnola, voto 8+: Considerata anche l’esperienza risicata su terra con una vettura del genere, il “Cru” è andato davvero bene, con una tattica da “attendista” che alla fine ha pagato.
A Verona ci sono “quei tre”, ma anche Crugnola matematicamente può ancora giocarsi il titolo, sarà da tenere d’occhio…TRA I TRE LITIGANTI IL QUARTO GODE?

Emil Lindholm, voto 7.5: Davvero, per il futuro tenetelo d’occhio, che questo è un fenomeno: prima volta all’Adriatico, ed era subito, da subito, davanti a tutti o quasi, come solo i veri Flying Finns sanno fare. Il voto è duplice, un 9 quando è andato tutto per il meglio ed un nove rovesciato (6) quando ha compromesso un possibile podio con due errori abbastanza gravi (tra cui un piccolo cappottamento). In sunto? 7.5 ORA VI INSEGNO LA TECNICA DEL SINISTRO…

Mauro Trentin, voto 8: Anche se ormai non corre più così tanto come una volta, il lupo perde il pelo ma non il viz…il piede, e dopo una incredibile battaglia con il sanmarinese Daniele Ceccoli riesce a soffiargli la posizione proprio all’ultima speciale, quindi sesto assoluto e secondo tra i partecipanti al CIRT. AGGUERRITO

Daniele Ceccoli, voto 7+: Dal sammarinese forse ci si aspettava qualcosa in più, ma nonostante alcuni problemi il terzo posto CIRT è comunque un buon risultato in ottica campionato, purtroppo per lui ha perso la posizione su Trentin al photofinish ma la possibilità di giocarsi il titolo terra è ancora concreta…PRENDI E PORTA A CASA

Federico della Casa, voto 6.5: Una gara discreta, senza acuti né scivoloni, forse anche lui si aspettava di poter essere in top5 assoluta, ma nonostante tutto con la costanza è riuscito a posizionarsi in ottava posizione assoluta e quarta di CIRT. CHI VA “PIANO” VA SANO E VA LONTANO

Paolo Andreucci, voto 53: Il CIR sembrava già alla sua portata, ma tra tempi non incredibili in questa gara e ben 2 ritiri nelle passate corse ha definitivamente detto addio al poter fare un Due Valli “molto tranquillo” con un cappottamento all’ultima prova mentre era in “no man’s land”. ERRORE GRATUITO

Tommaso Ciuffi, voto 9: Un’altra gara positiva del giovane toscano, che costantemente si è trovato a lottare contro la 208 R2B ufficiale di De Tommaso, dimostrando una grande competitività anche sui fondi a scarsa aderenza. Senza qualche suo errore discutibile forse il CIR Junior non sarebbe stato così scontato. GRANDI PROSPETTIVE

Damiano de Tommaso, voto 8.5: Non è riuscito a vincere il confronto diretto durato per tutta la gara con la vettura gemella di Tommaso Ciuffi, però nonostante questo per il varesino l’importante era arrivare ed assicurarsi matematicamente il titolo CIR Junior, cosa riuscitagli direi in maniera egregia. BEN FATTO

Alessandro Nerobutto, voto 8: Il driver trentino migliora a vista d’occhio, ed almeno su terra ha trovato un passo gara davvero invidiabile, sempre molto vicino a “quei due”. Un futuro roseo si prospera agli occhi del driver di Strigno, se non fosse ormai che l’importanza del CIR Junior purtroppo è sempre decrescente…OTTIMA GARA

Corinne Federighi, voto 7.5: Gara buona della driver di Massa, che ha agilmente vinto il confronto nel femminile facendo segnare anche discreti riscontri cronometrici a bordo della sua Renault Clio R3C, con un miglioramento costante anche su terra. IL ROSA CHE CONVINCE

Giorgio Cogni, voto 8.5: Questo qui va forte, davvero. Sia su terra che su asfalto per i suoi avversari è difficilmente prendibile, nonostante il buon Martinelli ci abbia provato fino all’ultimo. Un trofeo R1 davvero meritato, sperando riesca a sbocciare ancor più nei prossimi anni, magari su una R2, magari all’estero…IL FUTURO VINCENTE

Stefano Martinelli, voto 8: Il toscano è andato ancora una volta molto bene, riuscendo a reggere il confronto con il bravissimo Cogni praticamente per tutta la gara. Alla fine è mancato qualcosa ma il margine è comunque ridotto mostrando una ottima competitività. DOPO IL TURBO ARRIVA L’ASPIRATO PODIO

Rally Adriatico, voto 10: Le prove non sono state delle più lunghe, si sa, ma nonostante qualcuno non sia d’accordo lo spettacolo è stato davvero fantastico con passaggi che solo la terra sa regalare ed una lotta incredibile al vertice.  GARA CHE MERITA

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