“Fabio Andolfi, bilancio stagionale in vista della Polonia”

Ciao Fabio, partiamo tracciando un bilancio della tua avventura al Rally Italia Sardegna 2017: sei passato da un ottimo terzo posto nel WRC 2 (e quattordicesimo nella classifica assoluta) dopo le prime quattro prove speciali allo sfortunato ritiro nella quinta di Terranova 2 dopo essere uscito fuori strada. Ti ritieni più deluso o fiducioso per i progressi futuri? E su cosa, secondo te, c’è ancora da lavorare in vista del Rally di Polonia? Sono rimasto deluso perchè volevo portare a termine la gara. Speriamo di poter migliorare le cose facendo più chilometri possibili con i test. A che punto è il feeling con la Hyundai i20 R5, alla luce anche delle modifiche apportate dopo lo sfortunato rally del Portogallo? Il feeling con la Hyundai i20 R5 è molto buono, abbiamo migliorato molto con le modifiche fatte durante il Rally del Portogallo. Il Rally Italia Sardegna 2017 non ha smentito la propria fama di appuntamento difficile ed imprevedibile: la vittoria di Tanak, primo centro di prestigio per lui nel WRC, ha sorpreso voi piloti? Vincere una gara di WRC deve essere appagante, sono molto contento per Tanak, se lo merita. A tal proposito, la tappa italiana del campionato WRC è ormai di casa in Sardegna, dopo lo spostamento nel 2004 dalla tua Liguria. Saresti favorevole ad un ritorno nella tua Regione oppure pensi che, al di là delle questioni locali, la tappa italiana del rally abbia ormai una sua identità nell’isola dei quattro mori? Sarebbe bello se il Rally D’Italia lo facessero di nuovo in Liguria e Toscana come anni fa, ma non credo sia una cosa semplice. Una leggenda del rally quale è Jean Ragnotti si è detto molto critico sull’evoluzione moderna di questa disciplina del motorsport: si consuma tutto troppo in fretta, ha dichiarato in una intervista, le ricognizioni durano solo due-tre giorni anziché una settimana come un tempo, i campionati del WRC sono troppo concentrati sulla visibilità mediatica delle città ospitanti e ha puntato il dito su questioni di sicurezza come lo stesso treno di pneumatici per due speciali. Da pilota della nuova generazione, cosa ne pensi di queste dichiarazioni? Non posso esprimere pensieri al riguardo, perchè non ho vissuto negli anni dei “Big”, però non sarebbe male provare come facevano una volta. Per me è il terzo anno consecutivo che partecipo al WRC, passando da R2 a R5, e di sicuro un passaggio in più nelle ricognizioni delle Prove Speciali non sarebbe male! Sempre Ragnotti ha dichiarato di non essere un fanatico della velocità ad ogni costo. Come definiresti il tuo stile di guida? Furioso, spettacolare, cercando sempre di dare spettacolo per i miei tifosi che mi seguono a ogni gara e sul web. Quale sarà adesso l’obiettivo sul quale puntate in occasione del prossimo appuntamento iridato? In vista del Rally di Polonia, il nostro obiettivo sarà quello di fare i test con la i20, magari migliorando ancora qualcosa, segnare buoni tempi e soprattutto divertirci!

Questo articolo lo trovate su sito Rallyssimo

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