“16 GIUGNO – MANOVRINA DAY”

La Legge di Stabilità, decisa dal nostro governo per l’anno in corso, aveva determinato di salvaguardare alcuni tagli e ridimensionamenti a carico del Sistema Sanitario e del Welfare, Soprattutto alcune voci che riguardavano il Nomenclatore tariffario per alcune protesi e ausili personalizzati per disabili e malati. Il Nomenclatore tariffario non viene adeguato alle nuove esigenze dei disabili da decenni anche se negli ultimi tempi sono stati apportati dei correttivi.

Quanti sono stati e sono ai vertici dello Stato Italiano hanno cercato in ogni modo di limare la spesa a carico dello SSN, demandando alle Regioni e ai Comuni l’onere di alcune decisioni, pur di risparmiare e rientrare in parametri imposti dal nostro debito pubblico. È risaputa da tutti la questione dei presidi per incontinenza, che ha delle indicazioni da Nomenclatore che poi ogni Regione e ogni Asl o Ulss applica a seconda dei propri bilanci, con regole diverse, controlli diversi e parametri diversi da Regione a Regione, se non, addirittura, tra Asl e Asl.

In questa tornata era stata scongiurata la modifica del nomenclatore che, attraverso alcuni emendamenti, rendeva possibile indire bandi di gara per presidi personalizzati, in special modo per letti, apparecchi per erogazione di ossigeno e carrozzine personalizzate per disabili molto gravi, e tutto ciò anche grazie ad Associazioni come quella intitolata a Luca Coscioni.

Nel quotidianosanità.it sembrerebbe che questi emendamenti andranno in discussione nuovamente. La “Manovrina” estiva ci consegna questo appuntamento e tra le cose che verranno ridiscusse, ridisegnate e reinserite ci saranno anche quegli emendamenti stralciati nella Legge di Stabilità. Il 16 giugno si discuterà nuovamente al Senato, nella Commissione Affari Sociali.

Leggendo il Sole24ore sembrerebbe che le disposizioni della manovrina non andrebbero ad intaccare gli interessi dei disabili ma, nello stesso tempo salvaguarderebbero lo Stato da incurie e sprechi (???). Infatti, si legge nell’articolo: “… Con questa modifica si riconosce che per determinate tipologie di ausili, incluse negli elenchi dei dispositivi protesici dell’allegato 5 al decreto del D.P.C.M. LEA 12 Gennaio 2017 e destinate alle persone con disabilità severe, c’è necessità di modalità di fornitura particolari che permettano l’individuazione ad personam della soluzione più appropriata. Tali elenchi, recita l’emendamento «siano individuati e allestiti ad personam per soddisfare le specifiche esigenze degli assistiti con disabilità grave e complessa, le regioni adottano procedure ad evidenza pubblica che prevedano l’intervento di un tecnico abilitato che provveda all’individuazione e alla personalizzazione degli ausili con l’introduzione delle modifiche necessarie»”.

Ora, persone ben più preparate di me mi hanno fatto notare che: Parlare di “evidenza pubblica” significa accettare solo modifiche che più persone utilizzano … un ossimoro perché o un ausilio è “personalizzato” ovvero è adattato alle esigenze della persona che lo utilizza e va bene solo per lui, oppure ha un “evidenza pubblica” ovvero le modifiche accettabili sono solo quelle che vanno bene a più persone, anche se non alla maggioranza” (Chiara Bonanno)

Tanto più che i capitolati di gara d’appalto si fondano su aspetti tecnici e di costo precisi. Vinceranno quelle ditte che soddisferanno le caratteristiche tecniche e prezzi che lo Stato o l’Azienda sanitaria descriverà sui capitolati di Bando, e che non è detto soddisfino le esigenze del disabile/paziente/utente/ (così come succede per i ausili per l’incontinenza). Qui dovrebbe essere la Commissione nazionale LEA a vigilare sui criteri di appropriatezza, sentite anche le associazioni delle persone con disabilità. Nei testi discussi si dice chese dopo 16 mesi dall’entrata in vigore della disposizione la commissione accerterà che le procedure pubbliche di acquisto non soddisfano le esigenze dei disabili i dispositivi in questione dovranno essere ricompresi nell’elenco di quelli ‘su misura’. Di solito tornare sui propri passi è sempre difficile …

Le associazioni si sono già mobilitate con un ricorso del quale potete leggere qui https://www.superabile.it/cs/superabile/normativa-…

Personalmente ritengo sia indispensabile tamponare gli sprechi e controllare che le persone con disabilità non divengano oggetto di speculazione e business, d’altro canto penso anche che non si possa sempre risparmiare sulla salute delle persone più deboli. Ringraziando Dio le persone con gravissime disabilità non sono così numerose da far naufragare il bilancio dello Stato. Il mio auspicio più grande è che si possa fare un vero riordino e rinnovo del Nomenclatore tariffario per il bene di tutti.

Questo articolo lo trovate su sito DisabiliAbili

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