“In un fantasy la storia di Luigi-uomo-ruota, eroe dei nostri giorni in handbike e carrozzina”

In Luigi-uomo-ruota ci sono tutti gli ingredienti del libro d’avventura, con una buona dose di fantasy e anche di emozione, ma non solo. Protagonista di questo, che è un romanzo scritto da Graziano Isaia, è Luigi, vent’anni, in carrozzina dalla nascita. Quella che vivrà – e il lettore con lui – sarà un’avventura che nasce con la scoperta di un diario: quello che suo fratello ritrova in cantina e gli mostra, e dove scoprono che lui sarebbe stato adottato, ma soprattutto che sua madre sarebbe una mascauna strega piemontese, poi isolata in un luogo non meglio precisato delle Langhe.

È da questa scoperta che prenderanno il via le peripezie di Luigi, che parte con la sua carrozzina per un viaggio lungo le Langhe, con partenza da Bra e arrivo ad Alba in treno per poi proseguire con uno speciale uniciclo (una handbike, in sostanza) verso le colline del Barbaresco. Ad attenderlo, una sorpresa dopo l’altra, un incontro dopo l’altro.
Per scoprire qualcosa di più di questo libro, abbiamo fatto qualche domanda al suo autore, Graziano Isaia.

La storia è una grande avventura che si snoda per diversi chilometri, in una impresa di spostamenti e viaggio e scoperte. Perché per intraprendere questa avventura molto fisica ha voluto un protagonista in carrozzina?
Dal punto di vista letterario, ho cercato d’immedesimarmi nelle difficoltà del protagonista e nel suo “umore disperato”, dovuto al modo in cui certe persone lo guardano (e lo giudicano), considerandolo appunto una serie di ruote più che un uomo. In generale, comunque, come scrittore ed educatore sono sempre stato incuriosito dalle masche moderne, ovvero gli individui messi ai margini e considerati con sospetto per una loro presunta diversità o inferiorità: i malati psichiatrici, i forestieri, gli artisti eccentrici, i rivoluzionari, i tipi molto timidi, i disabili ovviamente.

Lei è riuscito a spiegarsi quali profonde motivazioni, coraggio, tenacia riescano a far compiere a Luigi (ma pensiamo anche ai grandi campioni di sport paralimpici) imprese che lo vedono superare i limiti che il suo corpo gli impone?
La forza di Luigi (come dei veri atleti paralimpici) è il limite stesso: non adagiarsi nella propria condizione per compiere imprese che molti non crederebbero possibili. Per il solo fatto di essere “sfidate” dalla vita, queste persone dimostrano un coraggio che quelli che si considerano “normali” non hanno.

Completamente ambientato nelle colline della Langa cuneese, questo romanzo ci sembra anche una dichiarazione d’amore alla sua terra: è così?
Scherzando, potrei affermare che probabilmente, in una vita precedente, sono nato nelle Langhe attorno ad Alba: le adoro, le visito ogni volta che ne ho la possibilità, da esse sono attratto in maniera profonda ed inspiegabile, come se appunto mi avessero dato i natali. Nel romanzo questa terra ha un duplice ruolo: quello di esaltare la bellezza di un paesaggio letteralmente straordinario (l’avventura non sarebbe stata la stessa, per esempio, in pianura) e quello d’isolare il protagonista dal resto del mondo (non dimentichiamo che la storia è ambientata nel 1999, quando non c’erano internet e cellulari) e fargli vivere intimamente i “covi delle masche”, riservandogli una sorpresa quasi dietro ogni curva.

Oltre alla storia, ricca di avventura e mistero, c’è un messaggio che Luigi o lo stesso romanzo vogliono dare? Se sì, quale?
C’è… Damaris, la ragazza che tutti gli uomini dovrebbero incontrare: bellissima, spigliata, intelligente, spiritosa. Ma è anche la persona che, per amore, riesce ad accettare i limiti fisici di Luigi e lo prende così com’è, credendo in lui, spronandolo a non mollare, mettendolo di fronte alla realtà con ironia e nello stesso tempo con autentico rispetto.

L’autore – Graziano Isaia (1977) vive in Provincia di Cuneo. È insegnante di scuola primaria. È laureato in Scienze dell’educazione. È stato selezionato per la Biennale dei giovani artisti ad Atene. Ha vinto numerosi concorsi letterari e ha pubblicato racconti sia per adulti sia per bambini.

Questo articolo lo trovate su sito Disabili.com

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