“Accessibilità dei locali, basterebbe partire da questi 6 punti…”

Nel trattare quotidianamente di disabilità, ci troviamo di norma a citare leggi, a illustrare scoperte scientifiche, a indignarci per diritti calpestati su larga scala. Tutte cose sacrosante e – purtroppo o per fortuna – necessarie. Ma la disabilità è condizione che si vive sempre, e con la quale si fa i conti a tempo pieno, nel concreto di una quotidianità che percepiamo a volte lontana dalle leggi e dalle norme, quanto ancorata invece alla ruvidezza di problemi molto concreti e terreni.

L’INCLUSIONE È QUOTIDIANITÀ – Parlo dell’ascensore rotto e del condominio che se ne frega, parlo dell’ennesimo parcheggio occupato, del bancomat irraggiungibile dalla carrozzina, dei tavoli del bar spalmati in mezzo al marciapiede che sono d’inciampo a bastoni per i ciechi, di programmi tv senza i sottotitoli o della farmacia nella quale entra il cane e noi, in carrozzina, no.
Non pensiamo che gli ostacoli debbano sempre essere eclatanti: basta una ruota su un marciapiede per fermare una persona in sedia a rotelle o con un bastone.
Ebbene, è questa quotidianità il campo sul quale ciascuno – con modalità differenti, certo –  può fare qualcosa. Pensavo a questo quando ho letto la notizia dell’iniziativa della British Beer and Pub Association (Bbpa), associazione che riunisce i pub inglesi, che ha pubblicato a inizio anno una guida per far sì che i luoghi simbolo della Gran Bretagna – i pub – siano accessibili e fruibili da tutti.

I 6 CONSIGLI DI ACCESSIBILITÀ – Nel suo essere essenziale, e forse quasi banale per chi si occupa di disabilità e accessibilità, è invece un buon esempio di quanto si potrebbe fare con poco, impegnandosi davvero quel minimo, magari esportandolo anche ad altre attività commerciali.
In particolare, sono sei i suggerimenti di accessibilità che la guida lancia:

1. Rampa amovibile all’ingresso: una rampa removibile è un modo pratico per rendere l’accesso il più semplice possibile, inoltre può essere condivisa con altri negozi circostanti
2. Sistemi acustici nel bar per persone con disabilità uditive
3. Menu stampato a caratteri grandi: consentirebbe una lettura – e quindi un’ordinazione più agevole a molti
4. Bagni accessibili: la presenza di un bagno attrezzato per persone con disabilità è inoltre un elemento di attrattiva per avventori con specifici bisogni
5. Formazione dello staff: è fondamentale che lo staff del pub sia formato rispetto ai bisogni delle persone con disabilità, e sappia utilizzare gli strumenti di supporto
6. Sgomberare da intralci il percorso al bar e al bagno: assicurarsi che non ci siano ostacoli che impediscono questi spostamenti.

NON FISSARE MA NON IGNORARE – Sul fronte della preparazione dello staff, sono interessanti anche i consigli redatti da una associazione che si occupa di persone con disabilità fisiche evidenti o parti del corpo sfigurate – Changing Faces.  Ai gestori e allo staff dei locali, vengono date alcune semplici indicazioni per meglio rapportarsi con clienti che possono avere condizioni di disabilità fisica evidente o particolare, che possono creare imbarazzi o difficoltà  a gestirne approccio e bisogni:

1. Se avete dubbi, dite “Posso aiutarti?”: ci sono molte malattie o condizioni che possono afferire all’aspetto fisico delle persone. Alcuni clienti potrebbero aver bisogno di una cannuccia  per bere i loro drink, ad esempio. Altra cosa: in alcuni casi  il cliente può avere problemi di equilibrio, o difficoltà a tenere in mano il bicchiere: questo non significa che sia ubriaco, ma può essere la sua malattia o la sua condizione a dargli quei disturbi. Quindi, nel dubbio, chiedi sempre e non fare supposizioni sulle condizioni del cliente.

2. Guarda negli occhi la persona: non evitare il contatto con gli occhi del tuo cliente, esattamente come chiunque altro. Evita gli estremi: non evitarlo ma non fissarlo.

3. Abbi rispetto: È normale rimanere sorpresi dall’aspetto di qualcuno, in presenza di evidenti deformità. In quei casi non  concentrarti sul suo aspetto fisico, ma ascoltali nel caso siano loro a  menzionare la propria condizione.

4. Mantieni la calma: nel caso in cui, ad esempio, tu non riesca a capire quello che un utente dice, poiché ha difficoltà col linguaggio, non andare in panico. Chiedigli di ripetere l’ordine, o di scriverlo se per lui è più semplice.

Rispetto a questo, è interessante quello che un utente con paralisi facciale dice: “Di solito è un incubo ordinare in un bar affollato. Ma un gruppo di noi, tutti con paralisi facciale, ultimamente si incontra in un pub di Manchester. Ci siamo già trovati lì un po’ di volte, e lo staff è favoloso. Non ci fissano né ci guardano con insistenza. Sorridono ed entrano in contatto con noi, facendoci sentire accolti,  e non c’è traccia di imbarazzo rispetto al nostro aspetto. Dieci e lode!”.

Questo articolo lo trovate su sito Disabili.com

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