“Cosa ci lascia questo Monte 2017?”

L’attesa per la prima gara della stagione del World Rally Championship 2017 era talmente tanta che anche le aspettative si sono fatte giganti. E per fortuna il Rally di Montecarlo non ha fatto mancare emozioni sportive e non (purtroppo). E per il primo editoriale della nuova stagione vogliamo analizzare insieme a voi cosa ci lascia questa prima gara con un semplice elenco puntato a cui potete aggiungere le vostre considerazioni nei commenti. Cominciamo. SICUREZZA: tanto si è fatto ma tanto ancora c’è da fare. L’episodio di Paddon ce lo conferma ancora una volta nel modo più spiacevole. Nelle parole del pilota nella sua lettera sull’accaduto rimane un elemento che secondo me va sottolineato: la cultura del tifoso. Sicuramente è utopistico pensarlo ma quanto sarebbe bello poter arrivare ad un senso di responsabilità talmente profondo da arrivare a dire a quel fotografo in posizione pericolosa “Hey vecchio, lo sai che li rischi un sacco. Spostati più in la che la foto viene strafiga lo stesso”. Ragioniamoci. VALORI: non è il Montecarlo la gara che può dire qualcosa sui reali valori in campo dopo un simile rimescolamento della carte. Non sappiamo chi ha la vettura più forte e onestamente siamo felicissimi di non riuscire a saperlo ancora per almeno un paio di gare. OGIER: una costante. Wilson lo sapeva che per tornare lassù ci voleva uno come lui che, oltre allo smisurato talento, sa aggiungere una dose importante di raziocinio. Seb spinge quando si può e si trattiene quando non si può, è scientifico. Ed alla fine la differenze tra un pilota fantastico ed un campione del mondo spesso la si trova in questi dettagli. CUORE: se non è cuore quello di Tanak trovateglielo voi un nome adeguato. Che abbia un passo importante ed un talento enorme è fuori da ogni discussione ma quella discesa dal Col de Turini su due cilindri è un’immagine da consegnare alla storia. Ott non molla mai, anche quando la sfiga si ricorda di lui. E non succede di rado. TV: forse ci siamo. Forse abbiamo trovato una dimensione giusta per nutrire la passione anche di chi resta a casa. C’è scelta, c’è copertura, ci sono persone giuste a parlarne. La strada segnata sembra interessante, speriamo che i numeri diano ragione. SPETTACOLO: di questo si tratta soprattutto. Il Montecarlo ci ha riportato lo spettacolo che aspettavamo da un inverno fatto di chiacchiere. Non so’ dirvi ancora se è più bello o più brutto di prima. Per me è semplicemente lo spettacolo di sempre e di cui non riusciamo assolutamente a fare a meno.

Questo articolo lo trovate su sito Rallyssimo

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