“Lavoro disabili. Visita medico-collegiale in contrasto con la legge 68/99?”

Pubblichiamo la domanda di un lettore con disabilità che chiede delucidazioni sui suoi diritti di lavoratore dichiarato Invalido con totale e permanente inabilità lavorativa idoneo alla sua mansione, e relativa risposta del nostro esperto avocato.

Sono un docente disabile. Insegno Storia e Filosofia presso un Liceo. Ho una emiparesi spastica dx dalla nascita e all’età di 37 anni è sopraggiunta una forma di Epilessia trattata farmacologicamente. Sono stato riconosciuto invalido al 100% con la datata dicitura risalente alla legge 118 del 1971 “Invalido con totale e permanente inabilità lavorativa” e riconosciuto disabile art. 3 comma 3.Insegno da 15 anni e tuttora regolarmente svolgo la mia attività didattica e la mia funzione docente. Ricevo attestati di stima sia dagli alunni che dai loro genitori, perché riesco a creare un clima di serenità, di positività, che favorisce l’apprendimento dei miei studenti. Tuttavia in data 14 settembre 2015 la mia Dirigente Scolastica, ha richiesto la visita collegiale presso la competente Commissione Medica di Verifica. Qualche giorno addietro mi è stata consegnata la lettera Raccomandata AR con la quale mi viene comunicato che devo recarmi in Roma per la visita medico-collegiale.

A settembre l’INPS territorialmente competente mi ha dichiarato “IDONEO A MANSIONI DI TIPO IMPIEGATIZIO” includendo in questa definizione anche la funzione docente legge 68/99. Ma nonostante il giudizio medico-legale la mia Preside inoltra la richiesta suddetta di visita.
Sto vivendo un dramma, perché ho paura di perdere il lavoro e con esso, l’unica cosa che mi è rimasta, dopo due genitori anziani. Diversi specialisti di Strutture pubbliche hanno certificato la mia assoluta idoneità all’insegnamento, ma questo alla mia Dirigente Scolastica non basta.

Credetemi, ho sognato sin dall’infanzia di insegnare, di formare uomini e donne alla cittadinanza, aiutando il loro percorso di maturazione globale della persona. Ora, invece, mi trovo a rincorrere un lavoro, raggiunto dopo anni di sacrificio e di studio. Voglio lottare con tutte le mie forze perché la mia disabilità è una risorsa, non un limite, per questo vi chiedo di aiutarmi, ve lo chiedo con le lacrime agli occhi.
M.V.

La risposta dell’avvocato

Egregio Docente, 
mi permetto di segnalarLe l’importanza del certificato medico rilasciato in Commissione Inps,dove si specifica con chiarezza che Lei risulta idoneo per una mansione non incompatibile con il lavoro di docente.

A seguito di ciò non credo che la Preside abbia potere decisorio sulla Sua mansione, a maggior ragione considerando le numerose testimonianze che attestano che l’attività da lei svolta è una normale attività di docenza resa senza problemi derivanti dalla patologia di cui è affetta. 
La commissione medica di verifica deve, infatti, valutare non solo le patologie di cui è affetto, ma il nesso causale che intercorre tra le stesse e l’attività di docenza esercitata.

Con la presente, Le chiedo di farmi conoscere l’esito di detta visita e la comunicazione della preside, in quanto consiglio vivamente di opporsi a qualsiasi ingiustizia a tal proposito.
Grazie
Spero di esserle stato di aiuto
Cordiali Saluti
Avv. Roberto Colicchia
Questo articolo lo trovate su sito Disabili.com

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